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diario di alice

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PASSIONE

Voglio morire
d'amore....

Voglio morire
amandoti...

Voglio morire
solo sazia
dei tuoi baci
ardenti....

Uccisa,
dalle tue
virtuose carezze.
Stremata,
dal calore
delle tue mani.
Ansante,
dalla tua
passione.

Voglio morire
per te...

Prendimi e
amami...

Prendimi e
uccidimi......

Uccidimi
d'amore...

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Post N° 160

Post n°160 pubblicato il 03 Ottobre 2008 da diariodialice

Conigli sotto la luna

Nel giardino la luna, e quel profumo d'erba e piante che ricorda certe lontanissime mattine
(saranno mai esistite?) quando alle prime luci, con gli scarponi e il flobert, si usciva a
caccia. Ma adesso c'è la luna quieta, le finestre sono spente, la fontana non getta
più: silenzio. Sul prato quattro cinque piccole macchie nere. Ogni tanto si muovono
con buffi salti veloci, senza il minimo rumore. All'ombra delle aiuole, come aspettando.
Sono i conigli. Il giardino, l'erba, quell'odore buono, la quieta luna, la notte
così immensa e bella che fa male dentro per incomprensibili ragioni, tutta la notte
meravigliosa è loro. Sono felici? Saltellano a due a due, non viene dalle loro zampe
il più lieve fruscio. Ombre si direbbero. Minuscoli fantasmi, genietti inoffensivi
della campagna che intorno dorme, visibile sotto la luna a grandissima distanza.
E debolmente splendono anche le remote pareti bianche di roccia, le montagne solitarie.
Ma i conigli stanno con le orecchie tese, aspettano, che cosa aspettano?
Sperano forse di poter essere ancora più felici? Là, dietro al muretto, nel
cunicolo che viene dal tombino, dove all'alba si nascondono a dormire, è tesa
la tagliola. Loro non lo sanno. Neppure noi sappiamo, quando insieme agli amici si gioca
e ride, ciò che ci attende, nessuno può conoscere i dolori, le sorprese, le
malattie destinate forse all'indomani. Come i conigli noi stiamo sul prato, immobili, con
la stessa inquietudine che ci avvelena. Dove è tesa la tagliola? Anche le notti
più felici passano senza consolarci. Aspettiamo, aspettiamo. E intanto la luna ha
compiuto un lungo arco di cielo. Le sue ombre di minuto in minuto diventano più lunghe.
I conigli, con le orecchie tese, lasciano sull'erba illuminata mostruose strisce nere.
Anche noi, nella notte, in mezzo alla campagna, non siamo più che ombre, fantasmi
scuri con dentro l'invisibile carico di affanni. Dove è tesa la tagliola?

Al lume favoloso della luna cantano i grilli.


Dino Buzzati

 
 
 

QUANDO LA BANDA PASSO'

Post n°159 pubblicato il 02 Ottobre 2008 da diariodialice

 
 
 

Post N° 158

Post n°158 pubblicato il 04 Luglio 2008 da diariodialice

 

 
 
 

IL BACIO CHE NON TI HO DATO

Post n°157 pubblicato il 01 Luglio 2008 da diariodialice

Ieri ti ho baciato sulle labbra.
Ti ho baciato sulle labbra.
Intense, rosse.
Un bacio così corto durato più di un lampo,
di un miracolo,
più ancora.
Il tempo
dopo averti baciato
non valeva più a nulla ormai,
a nulla era valso prima.
Nel bacio il suo inizio e la sua fine.
Oggi sto baciando un bacio;
sono solo con le mie labbra.
Le poso non sulla bocca,
no, non più - dov'è fuggita?
Le poso sul bacio che ieri ti ho dato,
sulle bocche unite dal bacio che hanno baciato.
E dura, questo bacio più del silenzio, della luce.
Perchè io non bacio ora
né una carne né una bocca,
che scappa, che mi sfugge.
No. Ti sto baciando più lontano.

 
 
 

Post N° 156

Post n°156 pubblicato il 25 Giugno 2008 da diariodialice


Non c'è luogo dove io possa andare,

nulla che mi protegga

da quest'incalzante malinconia.


Un mare d'inverno questo silenzio,

e questo vento… che mi respira.


E scalza, ormai, cammino sulla rena…

col tuo sorriso in tasca.

 
 
 

Post N° 155

Post n°155 pubblicato il 23 Giugno 2008 da diariodialice


Come una delicata armonia - come una morbida e tiepida brezza - mi raggiunge
il tuo pensiero, stasera.

Non ho mai voluto credere che un giorno avrei potuto
dimenticarti (e ho avuto ragione nell'affermarlo)... ma per molto
tempo - un tempo che ancora perdura - i lunghi silenzi, portati
dentro come fardelli, sembravano aver oscurato questa certezza.

Quante volte - lo confesso - abbiamo discusso sul
significato di questa nostra amicizia... così tante volte che
sembrava, quasi, volessimo scongiurare il tempo dell'inevitabile
lontananza e dell'abbandono. E ora che questo tempo sembra essere
dolorosamente arrivato tu giungi a trovarmi su strade sconosciute,
quasi inaspettate... riprendendo possesso di me.

Quante volte mi son chiesta che cosa sia
veramente l'amicizia, che cosa essa rappresenti per la vita di una
persona, quali effetti e benefici essa porti con sé, e se - in
qualche modo - se ne possa fare a meno. Ma mentre sto così
ragionando - e nel medesimo tempo scrivendo al pc - vengo raggiunto
dalle note in sottofondo di una Gagliarda di Holborne dal titolo
"Muy linda"... muy linda dunque, come l'amicizia!

In effetti credo di non avere la capacità o, forse, la volontà di
confezionare per iscritto una definizione adeguata di amicizia (a
questo riguardo ci ha già pensato la Yourcenar); ma, anche se
non sono poeta, so bene quello che sento... un sentire, però,
da cui nasce un rammarico, il rammarico di non poterlo comunicare a
nessuno che già non sia un amico.

Che cosa, comunque, potrei ugualmente tentare di dire? Che l’amicizia è come
un tenero moto dell’animo che mi consente di ricordare e di
volare - di quando in quando - fino a te? Che un’amicizia nasce
soltanto nel momento in cui uno sguardo distratto diventa subito
attento?... quando, cioè, l’immagine sfocata del mondo
che spesso ci portiamo dentro, d’un tratto si focalizza su un
oggetto - per noi non comune - rendendoci così luminosi e
intangibili? Che l’amicizia - come l’amore - cambia e rivoluziona ogni
sentire e, così facendo, trasforma “irrimediabilmente” le nostra vite?



Per ora - ora che non ci sei per poter condividere questi pensieri - devo
accontentarmi di “ricostruire” il tuo sorriso dentro di me. Ma una
certezza comunque permane… la certezza di comunione tra due
spiriti che sono - e rimarranno - legati.

 
 
 

Reale o virtuale?

Post n°154 pubblicato il 21 Giugno 2008 da diariodialice


Leggendo un messaggio inviatomi da un amico conosciuto in questo "mondo" nel quale mi diceva di voler essere reale e non virtuale! mi è venuto da pensare...
La domanda riguarda la differenza tra la vita reale e virtuale. Bene, io vivo la gran parte della mia vita in un covo di vipere, con solo due o tre persone veramente degne di fiducia. Nella cosiddetta vita reale, la mia famiglia, e pochi altri amici, molto pochi. In weblin invece conosco così tanta gente meravigliosa. Con alcuni di essi ho la confidenza di parlare dell'oscurità della mia anima, e qualcuno mi onora di confidarmi le sue lacrime. Forse un dio cancellerà molti peccati quando noi asciughiamo una lacrima, almeno spero.

Bene, mio caro e paziente lettore, ora chiedimi, per favore, qual è la vita reale e quella virtuale. Con le vipere o con gli amici di weblin? Io non lo so, posso solo dire quale sia la mia preferenza

Così, mio lettore, non avere paura, tutto è vita, dalle un'occasione.

 
 
 

Post N° 153

Post n°153 pubblicato il 15 Giugno 2008 da diariodialice


Per te, che alimenti i miei sogni

per te, che spegni la mia sete di altrove

per te, risposta alla mia ricerca

per te, custode del mio sempre.



Per te…

 
 
 

Post N° 152

Post n°152 pubblicato il 13 Giugno 2008 da diariodialice


Non dovrai mai aver paura di spalancare quella porta che un giorno tu chiudesti con violenza inaudita lasciandomi nello sbigottimento più totale. I tempi della rabbia sono finiti da un pezzo, e sono finiti anche i tempi delle aspettative di pensieri e di emozioni che ci eravamo promessi di continuare a condividere. La mia porta resta spalancata. E mi conforta questo mio sentire, nel senso che quello che ti dicevo un tempo lo sento vero adesso e in quelli che sono stati i momenti dell'abbandono. Così mi scopro ora a volere ancora una volta soltanto il tuo bene.
In questa tua mi parli di te… ed è la cosa più giusta che avresti potuto fare (ti ricordi come m'arrabbiavo quando invece continuavi a parlare di me?). Mi spiace solo per la tristezza che vela le tue parole… e - mi domando - se potrà servire che io ti mandi il mio sorriso più bello, quel sorriso che sono contenta tu abbia conosciuto per davvero.
Per sempre…

 
 
 

CHI HA UN PERCHE' NELLA VITA TROVERA' ANCHE IL COME (V.Frankl)

Post n°151 pubblicato il 11 Aprile 2008 da diariodialice




Ромашка08,




In un modo o nell'altro viene il giorno in cui, ripensando alle esperienze, si prova una strana sensazione. Non si comprende come si sia potuto superare tatto cio' che la vita ha preteso da noi. E se vi fu un giorno nel quale tutto ci apparve come un bel sogno, certamente arriva anche il giorno in cui tutto cio' che si e' vissuto ci appare come un brutto sogno. Questa esperienza dell'uomo tornato a casa, sara' coronata dalla splendida sensazione che, dopo quanto si e' sofferto, non si deve temere piu' nulla al mondo.

 
 
 

POCHI MA BUONI?

Post n°150 pubblicato il 10 Aprile 2008 da diariodialice

Impressionante come si venga abbandonati dai blog amici nei momenti d'assenza... come i petali di una margherita..


azz il riferimento politico è stato del tutto casuale

 
 
 

Post N° 149

Post n°149 pubblicato il 13 Febbraio 2008 da diariodialice

 




Orkhan Aslanov,



Un viaggio lungo il desiderio,

sul filo della poesia e del sogno,

alla ricerca del proprio cuore.

Questa, la vita.

 
 
 

Post N° 148

Post n°148 pubblicato il 11 Febbraio 2008 da diariodialice




а’ANTIst,



La sensazione è quella di guardare la propria immagine riflessa da un
vecchio specchio: non ci si riconosce subito… se non raggruppando e mettendo insieme ogni
dettaglio sparso tra le spesse e grigie maglie che il tempo ha lasciato sulla sua superficie.

Ed è così che io mi sento: frammentata…

 
 
 

PERCHE' I TRAMONTI SONO PUPAZZI DA LEGARE?

Post n°147 pubblicato il 05 Febbraio 2008 da diariodialice




Kassandra,




E’ un caldo pomeriggio d’estate e la piccola Alice, sdraiata all’ombra
di un albero, ascolta distrattamente la sua lezione di storia, quando
improvvisamente vede passare un coniglio bianco, vestito di tutto
punto, che corre in fretta ad un appuntamento. Alice, curiosissima, lo
insegue e precipita in una profonda voragine che la porta alla scoperta
del Paese delle Meraviglie. Inizia così la sua fantastica avventura in
una nuova dimensione, il sogno, in cui sembrano reali anche le
situazioni più bizzarre…



Ma questa non è la classica versione dove Alice è la sola protagonista
di questo mondo irreale che da sempre la aspettava… Questa volta c’è
qualcosa in più… Qualcuno in più… o meglio:un qualcuno che c’è sempre
stato, ma che solo ora si è fatto vedere… E che cambierà il corso della
storia…



Alice pensava di conoscerlo bene questo pazzo mondo… C’era già stata… O
forse se lo era solo sognato… O semplicemente se lo era immaginato
durante un pomeriggio passato sul ‘terrazzo del Paradiso’…

Ma noi eravamo rimasti alla voragine… Ed è da lì che riprenderemo…



Oh sì… Precipitata in questa voragine non le restava altro da fare che
aprire la porta del mondo che avrebbe voluto le appartenesse per
sempre… Ed immettersi in esso… Ancora una volta… Forse l’ultima… Ma con
la promessa che questa volta sarebbe stato diverso… Con l’inconscia
consapevolezza che qualcosa sarebbe cambiato…



Ora le si propinava il solito bosco, quello che c’era dopo la spiaggia
del Capitan Libeccio… Gli usuali ‘non sentieri’ percorsi, gli alberi
che sembravano essere tutti uguali… L’insicurezza tipica di chi non sa
se mai troverà la strada giusta, ma avvolta nella follia di chi inizia
un viaggio come quello che sto per raccontare….

Questa volta però lo stregato si era fatto vedere prima del tempo… Di
solito aspettava che Alice si perdesse tra il fumo del Brucaliffo prima
di mostrarsi a lei… O forse Alice fumava col Brucaliffo e credeva di
vedere lo stregato!...In ogni caso quel ghigno anticipato nel tempo,
confronto alla solita storia, aveva già cambiato qualcosa… E Alice
questo se lo sentiva…

Come al solito, confusa dalle indicazioni deleterie che il gatto le
dava, imboccò il primo ‘non sentiero’ a caso… Ma ecco, tutto ad un
tratto, un vociferare in lontananza… Ah, non era altro che il solito
motivetto canticchiato dal quel pazzo del cappellaio e dal suo coniglio
della mezza tazza…

-altro incontro anticipato!-… E la storia si stava scrivendo sempre più diversamente dalle altre volte…

Alice decise di fermarsi da loro, pur essendo ancora offesa per il the
più volte offerto, ma mai bevuto…Forse perché aveva sete… O forse
perché, spinta da un non so che, aveva la sensazione che qualcosa di
strano sarebbe accaduto, ma di diverso dagli altri viaggi…Era come
attratta da quella musica che mai fino ad ora aveva ascoltato con
cotanta attenzione…Si sentiva come una calamita vicinissima ad uno
spillo…Impossibile la non unione…

Il canto, ormai vicino e sempre più forte, proveniva solo dalla
poltrona dove era seduto il cappellaio…Alice la poteva vedere solo di
spalle… E quindi il cappellaio non poteva vedere l’arrivo di Alice…Il
coniglio sì però e infatti salutò prontamente la bambina. Quel saluto
aveva incuriosito il cappellaio che automaticamente si girò per vedere
chi giungeva alla festa del suo non compleanno…

Ma come…Non era il solito cappellaio vecchio e pazzo…Aveva una faccia
diversa…Molto più giovane, direi quasi bodia…-il vecchio cappellaio era
morto per troppa teina nel sangue!-…Infatti il nuovo cappellaio aveva
fatto sostituire i fiumi di the con valanghe di cioccolata…Già questo
piaceva molto di più ad Alice…Che decise di fermarsi un attimo per
conoscere quel tipo simpatico che aveva preso il posto del vecchio…-in
fondo non si può restare senza cappellaio!-…

Gli sembrava diversamente pazzo. Non era la solita follia che
caratterizzava tutti gli abitanti di quel mondo…Era un pazzo
strano…Alice si azzardava però a dire che era uguale a lei, ma nel suo
cervello malato sapeva che era così…Si capivano alla perfezione,
avevano gli stessi pensieri, i medesimi gusti, identiche passioni…E la
stessa paura: di perdere quella pazzia che li caratterizzava, di
crescere e diventare vecchi, di divenire come la gente comune che non
sa vivere un sogno, che non sa volare attraverso la propria mente…

Per caso si erano conosciuti e insieme decisero di proseguire quel
viaggio che fino ad ora Alice aveva sempre fatto da sola…Come se prima
di quel momento non avesse mai trovato nessuno di adatto per
un’avventura simile…

Seguirono i palmapedoni, ovviamente facendo attenzione a non pestarli,
incontrarono Pinco-Panco e Panco-Pinco che fumavano i funghi, quelli
che fanno fare le lettere di fumo tutte colorate del brucaliffo, che
ultimamente non si faceva più vedere nel giardino dei fiori…Aveva
cambiato compagnia…Ora stava sempre in un appartamento di Torino,
diceva di aver conosciuto un tipo simpatico…E con le sue amiche stava
bene…Tutti insieme appassionatamente giocavano al gioco della pista e
all’indovina chi (si traveste)…

I due amici seguivano tutti i ‘non sentieri’ che c’erano e il
cappellaio invocava sempre lo stregato…Ma Alice glielo aveva detto che
compare solo dopo aver mangiato i funghi…Non si vede mica per caso il
ghigno…

Tutto ad un tratto però, seguendo il bianconiglio (e Alice non o
inseguiva per caso, ma perché era alquanto affamata…e non si può vivere
di soli funghi…anche se…-ma questa è un’altra storia-) i due matti, ma
che più matti non si può, capitarono in un labirinto…C’erano delle
carte che dipingevano delle rose bianche di rosso…Subito il cappellaio
disse ad Alice: ‘vediamo se anche le rose fanno i fumi colorati come i
funghi…’, ma Alice rispose: ‘non prendere questa storia all’acqua di
rose, cappellaio!!!’…Ed egli subito ribatté: ‘PROViamo allora con le
carte!’…E Alice con tono sarcastico: ‘non sono mica cartine, sono
carte!!!’…

Però, pensandoci bene, i due si dissero: ‘che male può fare?…dopo
esserci ingranditi e rimpiccioliti almeno dieci volte, dopo litri di
cioccolata, dopo le ostriche crude, dopo aver percorso ‘non sentieri’,
dopo aver mangiato il bianconiglio (precedentemente catturato, mentre
discutevano dell’effetto benevolo o meno delle rose), dopo aver pensato
per ore, con relativa palla mentale, x risolvere l’indovinello ‘perché
i tramonti sono pupazzi da legare?’…Che male possono fare delle
rose?!...E il cappellaio aggiunse: ‘infatti non possono far male, sono
anche profumate!?...Per Alice non era chiaro il legame
profumo-rosa-cosa sana, guardò per due secondi il cappellaio e disse: ‘
faral mal?!’…’naaaaa!!!’…I due si dimenticarono però che sopra le rose
c’era la vernice…No comment…Due settimane dopo si ripresero
totalmente... Nel frattempo i due erano stati catturati dalla regina di
cuori, avevano giocato a poker con lei (il cappellaio aveva perso
persino le mutande ed ora andava in giro con solo il grembiulino bianco
di alice legato in vita), avevano risolto l’indovinello, avevano ucciso
tutti i palmapedoni (difficile evitarli in quello stato)…ed alice aveva
persino digerito il binconiglio…

Una volta ripresi però i due avevano paura di perdersi…In fondo
appartenevano a due mondi diversi: il cappellaio faceva parte sempre di
quel pazzo mondo (anche se con Alice ne aveva avuto un’alternativa
interpretazione)…Mentre lei ogni tanto doveva tornare in quel mondo
monotono da cui era venuta…E così prese loro la paura di invecchiare,
di perdere la loro follia…E di non incontrare più qualcuno che li
capisse a pieno come si capivano loro a vicenda…Il cappellaio allora
propose ad Alice di far parte, per sempre, di quel suo mondo…Ogni
giorno sarebbe stata una favola…La loro pazza favola…E sempre scritta
in modo diverso…Nulla avrebbe più avuto senso, per la felicità delle
loro menti deliranti…Nessun obbligo e mille fantasie…Non sarebbe
esistito l’impossibile…Non ci sarebbe stata paura di crescere ed
invecchiare…

Alice si girò verso la porta che l’avrebbe riportata a casa…La guardo a
lungo…Fino a che fece un rutto (sotto effetto ancora del bianconiglio)
e saldò per sempre la serratura…Non se ne sarebbe più andata da lì, era
quello che aveva sempre desiderato…

I due si presero per mano e iniziarono una nuova avventura…Urlando, isieme: ’NON FERMARTI MAI, IL MONDO GIRA INTORNO A NOI…’

 
 
 

Post N° 146

Post n°146 pubblicato il 02 Febbraio 2008 da diariodialice




Kassandra,



Così tocca le mie lacrime con le tue labbra,

tocca il mio mondo con la punta delle tue dita…

e potremo avere un sempre,

e potremo amare per sempre

perché l'eternità è il nostro presente. (F. Mercury)

 
 
 

Post N° 145

Post n°145 pubblicato il 27 Gennaio 2008 da diariodialice




Alexandra Mahler,




Le più belle poesie

si scrivono sopra le pietre

coi ginocchi piagati

e le menti aguzzate dal mistero.

Le più belle poesie si scrivono

davanti a un altare vuoto,

accerchiati da agenti

della divina follia.

Così, pazzo criminale qual sei

tu detti versi all’umanità,

i versi della riscossa

e le bibliche profezie

e sei fratello di Giona.

Ma nella Terra Promessa

dove germinano i pomi d’oro

e l’albero della conoscenza

Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.

Ma tu sì, maledici

ora per ora il tuo canto

perché sei sceso nel limbo,

dove aspiri l’assenzio

di una sopravvivenza negata.

Alda Merini

 
 
 

Post N° 144

Post n°144 pubblicato il 19 Gennaio 2008 da diariodialice

HA IMPORTANZA QUELLO CHE SI SCRIVE QUI DENTRO?

E PER CHI?

 
 
 

Post N° 143

Post n°143 pubblicato il 16 Gennaio 2008 da diariodialice

 




Wojtek Aleksandrowicz,



Attimi d'infinito i ricordi…

che non se ne vogliono andare.



Per questo tu,

pur nel tempo così lontano,

sei sempre il mio sempre.

 
 
 

Post N° 142

Post n°142 pubblicato il 13 Gennaio 2008 da diariodialice







OLGA ULKO,




Ora che tutto è passato, ora
che è passata la tristezza d'iniziare un nuovo tempo
all'insegna della noia, e dell'attesa che arrivi presto domani, so
anche che questa malinconia sottile che sento non m'avrebbe preservato
nemmeno se avessi potuto rimanere a casa.
Credo sia sempre così quando un qualcosa finisce, bello o
brutto che sia, quando orizzonti conosciuti e amati lasciano il
posto a prospettive nuove, ad attese che forse non s'avvereranno mai;
ma, si sa, il cuore non vuole arrendevolezze … e non smette proprio
mai di sognare. 

 
 
 

Post N° 141

Post n°141 pubblicato il 09 Gennaio 2008 da diariodialice

 


Kassandra,



Di silenzio e di vento

Gli altri sono troppi, per me.

Ho un cuore eremita. Sono

impastata di silenzio e di vento.

Sono antica.

Mi pento ogni volta che vado

lontano dal mio stare lento

nella velocità della sera, nelle auto schizzate

di pianto. Col loro buio abitacolo.

E se sfreccio a volte

sulla modesta moto, è per cantare

a gola stesa l'ultimo del paradiso

fare il mio guizzo pericoloso

con tutto quel vento nel petto

seminare parole beate

nel panorama nervoso.


Mariangela Gualtieri (Senza polvere senza peso, Einaudi 2006)

 
 
 
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Essere o non essere, questo è il problema: se sia più nobile d'animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell'iniqua fortuna, o prender l'armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli. Morire, dormire, nulla di più, e con un sonno dirsi che poniamo fine al cordoglio e alle infinite miserie naturale retaggio della carne, è soluzione da accogliere a mani giunte. Morire, dormire, sognare forse: ma qui é l'ostacolo, quali sogni possano assalirci in quel sonno di morte quando siamo già sdipanati dal groviglio mortale, ci trattiene: é la remora questa che di tanto prolunga la vita ai nostri tormenti. Chi vorrebbe, se no, sopportar le frustate e gli insulti del tempo, le angherie del tiranno, il disprezzo dell'uomo borioso, le angosce del respinto amore, gli indugi della legge, la tracotanza dei grandi, i calci in faccia che il merito paziente riceve dai mediocri, quando di mano propria potrebbe saldare il suo conto con due dita di pugnale? Chi vorrebbe caricarsi di grossi fardelli imprecando e sudando sotto il peso di tutta una vita stracca, se non fosse il timore di qualche cosa, dopo la morte, la terra inesplorata donde mai non tornò alcun viaggiatore, a sgomentare la nostra volontà e a persuaderci di sopportare i nostri mali piuttosto che correre in cerca d'altri che non conosciamo? Così ci fa vigliacchi la coscienza; così l'incarnato naturale della determinazione si scolora al cospetto del pallido pensiero. E così imprese di grande importanza e rilievo sono distratte dal loro naturale corso: e dell'azione perdono anche il nome...
 
 
 
 
 
 
 

Amo in te
l'avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l'audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l'impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.

amo in te l'impossibile
ma non la disperazione.

 
 
 
 
 
 
 

A te si arriva solo attraverso te.
Ti aspetto.
Io sì che so dove mi trovo,
la mia città, la via, il nome
con cui tutto mi chiamano.
Però non so dove sono stato con te.
Là mi hai portato tu.
Come avrei imparato la strada
se non guardavo nient'altro che te,
se la strada era dove tu andavi,
e la fine fu quando ti sei fermata?
Che altro poteva esserci
più di te che ti offrivi, guardandomi?
Però adesso che esilio,
che mancanza,
e lo stare dove si sta.
Aspetto, passano i treni,
i destini, gli sguardi.
Mi porterebbero dove non sono stato mai.
Ma io non cerco nuovi cieli.
Io voglio stare dove sono stato.
Con te, ritornarci.
Che intensa novità,
ritornare un'altra volta,
ripetere mai uguale
quello stupore infinito.
E fino a quando non verrai tu
io resterò sulla sponda
dei voli, dei sogni,
delle stelle, immobile.
Perché so che dove sono stato
non portano né ali, né ruote, né vele.
Esse vagano smarrite.
Perché so che dove sono stato con te
si va solo con te, attraverso te.
 
 
 
 
 
 
 

Amica mia, questa sera
mi sembra che,
attraverso mondi innominabili
dove già siamo vissuti,
abbiamo lasciato
il ricordo della nostra unione,
Tu e Io.
Quando leggo antiche
leggende, ispirate
da passioni spente, oggi,
mi sembra che una volta
eravamo una persona sola,
Tu e Io
e che la memoria ritorni
a quel tempo...

 
 
 
 
 
 
 

LA MIA VITA



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MONDO

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DONNE

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