Creato da: piccodgl il 29/04/2006
AFFERMANDO LA MARGINALITA' DELLA META; A PATTO CHE SI PERCORRA ONESTAMENTE LA STRADA.

 

 

Il Tempo č una Strada

Post n°376 pubblicato il 09 Gennaio 2013 da piccodgl

Quando un amico prende una strada che lo allontana da te ti senti particolarmente suscettibile all’ineluttabilità della vita.

D’improvviso ti ricordi quanto sei impotente e come nulla resti immutato col passare del tempo, tantomeno ciò che hai creduto certo, tantomeno chi hai di più caro.

Eppure quel tempo che adesso ti sfugge dalle mani solo ieri era scontato.
Ogni appuntamento poteva essere procrastinato.

Di più!

C’è stato un tempo in cui bistrattavi il tempo, schiaffeggiandolo a colpi di irruenza. Quando non cresceva il seno. Quando il coprifuoco esigeva i suoi controllori. Quando acerbo smaniavi per offrire il tuo sesso. Quando “finché non finisci gli esercizi di solfeggio…”.

Che ne resta di quel tempo umiliato?



 
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CAPITOLO I - La scuola di musica

Post n°375 pubblicato il 25 Agosto 2012 da piccodgl

" ...e vuoi sapere come ha risposto?!"
" Come?!"
"...ha detto: ieri!!!!"
Una doppia, fragorosa risata risuona nelle aule semi deserte della scuola di musica comunale. Veronica è seduta sullo sgabello del pianoforte e strimpella La stangata mentre Marta continua a mangiucchiarsi le unghie. Sono le diciassette e trenta del dodici giugno del duemila e fuori si sentono le campane della chiesa.
"Torni a piedi?" chiede Veronica a Marta che colta in flagrante si toglie la mano dalla bocca e annuisce. "Io devo aspettare mia mamma - continua Veronica - mi fai compagnia?"
"Certo".
Raccolgono gli spartiti, Veronica chiude il pianoforte, le campane smettono di suonare. Si avviano verso la vecchia scala con i gradini consumati da innumerevoli passi, Veronica si ferma alla finestra e dopo aver frugato nella borsa tira fuori una sigaretta. Marta la guarda con disapprovazione e Veronica fa finta di niente, si accende la sigaretta e istintivamente agita la mano per diradare il fumo davanti a loro. " Vero, ma tua mamma si accorgerà che puzzi di fumo..." sussurra Marta, mentre tira fuori un pacchetto di gomme da masticare dall'odore dolce e nauseabondo. "E oh - risponde Veronica -non avrà voglia di litigare anche oggi, spero!". Marta sorride nel fumo che odora un po' di fragola. L'estate è quasi arrivata ma già da un mese la città è arsa dal sole.
"Vero, ho deciso di lasciare Matteo".
"Perché...?"
"... perché non ci riesco a parlare di niente, e poi è geloso, le solite cose..."
" C'entra qualcosa Giacomo per caso?"
"Va bè tanto Giachi neanche mi vede.. no è che veramente, cioè, ieri sera l'ho chiamato, stavo leggendo Kundera...cioè... ero un po' così, gli ho detto ma secondo te sono pesante? E lui, tutto svogliato, mi fa Ma daaai, Marti.. che vuol dire... noo.. ma in che senso.. noo... Cioè mica ha capito niente?!".
Nel frattempo Marta porge a Veronica una gomma, Veronica spenge la sigaretta e inizia a masticare fragola e fumo.
"...gli ho detto guarda che me lo puoi dire, te l'ho chiesto io, sennò non te lo chiedevo! E non si sa come siamo finiti a parlare del fatto che deve comprare un basso nuovo e suo padre non gli vuol prestare i soldi. Cioè, io boh..."
Veronica si toglie la gomma da masticare dalla bocca e se la strofina sull'indice, per coprire l'odore di fumo che la sigaretta lascia sulle dita. " Marti, Matteo è sempre stato così.. lo vuoi lasciare perché non ti ha detto che sei pesante?!"
"No ma che c'entra. Però dai, cioè proprio zero.. glie l'ho anche regalato quel libro, mica l'ha letto, non gliene frega niente. Gli frega solo quando mi vede scrivere sul diario, allora sì, ma è solo curioso. E geloso. Anche del diario". Veronica sorride.
"Pensaci un altro po', Marti. Mi sa che poi te ne penti.. Io invece ieri pomeriggio sono andata col motorino a casa di Luca. Gli ho portato Hesse, pensa te, quando sono arrivata gli ho fatto uno squillo e sono dovuta entrare dalla finestra, sono passata per il giardino di sua nonna, perché i suoi erano in casa..."
"...ma come, - la interrompe Marta - cioè ancora non glie l'ha detto ai suoi??"
"Ma che gli ha detto.. aspetta e spera. Comunque i suoi lo sanno perché ogni volta i cani abbaiano forte, e sua mamma dopo un po' lo chiama, lui scende di sotto, stanno giù a urlare per un po' e poi lui torna e si fa una canna. Ovvio... Comunque siamo rimasti lì a fumare, non siamo usciti neanche ieri. Guarda, io ci provo, ma quando si accuccia sul letto e mi guarda con quella faccia proprio non ci riesco a dirgli Oh dai, usciamo!".
Sputano la gomma praticamente all'unisono.
"Dai Vero.. secondo me non fa per te 'sto tipo... ma di che ci parli? Cioè come minimo prima o poi ti becca sua madre che entri dalla finestra e ti spinge di sotto!! Secondo me lo dovresti lasciare".
"Secondo te ci dovremmo tutti lasciare, ma io non ce l'ho la fila alla porta come te..."
"Ma che fila!!!Ma che stai a dì!!"
"Io non lo voglio lasciare... vorrei che cambiasse, un po', ma aspetta e spera. Alla fine però mi ha detto che vuole smettere con tutta quella robaccia. Magari è vero".
Due ragazzi e una bambina spuntano dalla rampa di scale, Veronica e Marta chiudono le borse, quasi all'unisono, senza dire nient'altro, e scendono le scale fino al portone. Fa ancora caldissimo, Marta ha una cannottiera verde oliva e un paio di calzoncini mentre Veronica i soliti pantaloni neri e una maglietta nera.
"Mia mamma non c'è. Tu stasera lavori?"
"Sì, che palle - risponde Marta - e poi dopo viene Matteo a prendermi, basta che non mi porta un'altra volta alle prove sennò lo prendo a calci!"
"...allora non lo lasci" sussurra Veronica, rassegnata.
"No macché. Mia mamma l'adora. Anche mio babbo. E poi come faccio, sta a due metri da casa mia, viene a bere al pub dove lavoro. Sarebbe un disastro..."
Veronica non la guarda più, adesso scruta l'orizzonte con gli occhi a fessura. Pensa che non si lasceranno mai, che sua mamma è costantemente in ritardo, e che nemmeno stasera la faranno uscire. Però non risponde. Marta guarda l'orizzonte, anche lei, con gli occhi verdi e grigi. "Io devo andare. Ci sentiamo dopo, dai"
"Sì a dopo." Marta s'incammina, le sue gambe lunghe e abbronzate che profumano di fragola, le piattine di cartone comprate nel negozietto cinese, i suoi quattordici anni.
Veronica la segue con lo sguardo e sorride.
"Oh! " le grida dietro. Marta si gira, è a quindici metri.
" ... Ieri!!" urla Veronica, col sorriso grande.
Due sorrisi grandi.
L'estate è più vicina di un passo.

 
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Maria Chiara

Post n°374 pubblicato il 27 Novembre 2011 da piccodgl

Sarebbe bello certe storie viverle a ritroso.
Nel senso.
Passare una lunga maturità insieme, a ridere di quei pochi anni che ci separarono.
E non così.
A ricordare, soli, un'alba incantata
  a ricacciare la malinconia di dicembre
     a rammentare che tutta la vita è,
sarà,
in una piccola assenza.




 
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Il Bramino e la bambina

Post n°373 pubblicato il 26 Settembre 2011 da piccodgl

Davanti alla porta non ce l'ho avuto il coraggio di entrare con la mia solita fretta, col passo spedito di chi sa dove vuole andare.
Ho sbirciato dentro e tutta la mia bella presenza s'è rannicchiata come un riccio impaurito dal senso del Tutto che cominciava a schiudersi.

Mi fa tanto strano essere qui...

Davanti alla porta ho fatto un incontro sconvolgente.
Sedeva una bambina in lacrime e davanti a lei un piccolo falò dalle fiammelle bianche e blu.
E' una cosa che ti costringe a non avere fretta, questa.
Per un po' ha continuato a piangere, poi i singhiozzi si sono placati ed ha iniziato ad osservare i movimenti delle fiammelle, ormai flebili, sempre più piccoli.

Nella stanza stava in piedi Il Bramino. Aveva una lunga tunica color pompelmo e la punta delle sue dita rifletteva i raggi del sole.
E' per via della sua presenza imponente che le mie difese sono cadute.
E' quello che vorrei dire alla bambina.
Che arriverà Il Bramino, che ci sarà una porta da attraversare e che una volta fatto il passo tutto sarà per lei maestosamente quieto.

 
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CON LA NEBBIA CHE SALE

Post n°372 pubblicato il 12 Settembre 2010 da piccodgl

Uno spaccato di quel che son stata, ed è quasi amnesia.
Conoscere vagamente la persona che scrive..un'armonia, come simbiosi eppure mi sembra di ascoltarla per la prima volta, di incontrarla una sera per caso davanti ad una giostra..


 
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