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Creato da das.silvia il 26/02/2012

Setoseallegorie

BLOG DI SILVIA DE ANGELIS

 

A UN AMANTE

Quella patina incensurata

del tuo sorriso

in realtà

cela

un’insana simulazione amorosa

Ti piace la recita

d’amante che tinteggi

parvenza accelerata

d’un flamenco sentimentale…

Lasci fluttuare

sottili dolcezze di porpora

speziate d’accenti sensuali

Non a caso straripano

su bocche vibranti

calde scorribande

ove i tuoi dolci

e scabrosi sotterfugi

sazino i vicoli più reconditi

d’una perfetta femminilità


Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

                        

 

 
 
 

CHE COS'E' LA COSCIENZA?

Post n°1056 pubblicato il 21 Aprile 2014 da das.silvia

La coscienza è il più grande dei misteri. È forse uno dei problemi più difficili al quale la scienza deve ancora dare una risposta. Le scienze fisiche sono ben comprese, e le scienze biologiche hanno rimosso molti degli antichi misteri che circondavano la natura della vita. Molti progressi sono stati compiuti anche nella scienza della mente. Gli studi recenti nell'ambito della scienza cognitiva e delle neuroscienze ci hanno portato ad una migliore comprensione del comportamento umano e dei processi sottostanti che lo guidano. Certo non conosciamo nei dettagli la cognizione umana ma le ricerche fanno prevedere che nuovi risultati non siano così lontani. 
La coscienza, tuttavia, sembra sfuggire alle leggi fisiche, chimiche e biologiche; è qualcosa di straordinariamente familiare e indiscutibile, ma, nello stesso tempo, diviene misteriosa non appena la pensiamo sullo sfondo dell'immagine fisica del mondo. 
La nostra esperienza cosciente è costituita da innumerevoli stati qualitativi, ovvero colori, odori, sapori, dolori, sensazioni tattili, cinestetiche, propriocettive; e ancora piaceri, emozioni, stati d'animo ecc. Tutte queste sensazioni sono profondamente reali e indubitabili e contornano la nostra vita soggettiva. Eppure non è chiaro in che rapporto la coscienza sia con la realtà che ci circonda; la realtà scoperta e illustrata dalle leggi fisiche. Negli ultimi anni è stato scritto molto sulla coscienza e questo potrebbe far pensare che stiamo facendo dei progressi. Tuttavia, la gran parte dei lavori non tocca i problemi più spinosi relativi alla coscienza. Essi si occupano spesso di quelli che potrebbero essere chiamati i problemi semplici della coscienza. Si rimane quindi con la sensazione che il problema centrale resti enigmatico come d'altronde è sempre stato. Questo enigma, come sostiene Chalmers non deve essere fonte di scoraggiamento; esso piuttosto fa del problema della coscienza una delle più eccitanti sfide intellettuali del nostro tempo. (WEB)

                            

 
 
 

V E L E

Post n°1055 pubblicato il 20 Aprile 2014 da das.silvia
 

Distante dai suoni e rumori della vita

mi crogiolo in un non senso…

un quasi abbandono

ove in lontananza tintinnano scalpori

e risonanze d’estensioni d’amore

prendono forma impasti d’emozione

nell’eco racchiuso nel vento  in subbuglio

mentre sibila nel gioco delle mani

un vissuto di mare e  vele alla deriva


Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

                                 

 

 
 
 

DISTRATTO UN'ORA SU DUE,LA VERA FUGA DEL CERVELLO

Post n°1054 pubblicato il 19 Aprile 2014 da das.silvia

CHE fascino avrà mai la realtà, di fronte alla fantasia. Sembra che il presente

per il nostro cervello sia una gabbia da cui fuggire. La metà del tempo in

cui siamo svegli la trascorriamo infatti pensando ad altro rispetto

all'attività in cui - apparentemente - siamo concentrati. All'università di

Harvard si sono divertiti a tracciare una mappa delle divagazioni della

mente, o "mind wandering".

Lo studio di Matthew Killingsworth e Daniel Gilbert esce oggi su Science

e conclude che: "A differenza degli altri animali, l'uomo trascorre gran

parte del tempo pensando a cosa non sta accadendo attorno a lui,

contemplando eventi che sono avvenuti nel passato, che potrebbero

avvenire nel futuro o che semplicemente non avverranno mai".

La divagazione, secondo i ricercatori, è il modo operativo dominante

del cervello, quello che si instaura in automatico quando proprio non

siamo costretti a impegnarci. Da distratti trascorriamo il 46,9 per cento

delle nostre giornate e c'è una sola attività in cui scendiamo al di sotto

del 30 per cento: quella sessuale. Lavoro, computer, televisione e

conversazione sono gli sfondi ideali per la divagazione. Fare sport, giocare,

ascoltare la radio, prendersi cura del proprio corpo o dei figli sono al

contrario compiti che mantengono la mente relativamente aderente alla realtà.

"In questo non c'è nulla di strano. Il mind wandering è tanto diffuso

perché fermare il pensiero è impossibile. Il cervello umano è fatto per

lavorare senza posa", spiega Maria Brandimonte, autrice per Il Mulino

del libro "La distrazione" e docente di psicologia dei processi cognitivi

all'università Suor Orsola Benincasa di Napoli. "Più è impegnativo il

compito che svolgiamo, più la nostra mente incontrerà spunti interessanti

da inseguire, strade alternative da percorrere. La concentrazione resta

più alta nelle attività che ci coinvolgono emotivamente, come quella sessuale".


Per seguire il corso dei pensieri dei loro 2.250 volontari, gli psicologi

di Harvard hanno usato uno strumento del tutto nuovo per la loro

disciplina: l'iPhone, con un'applicazione messa a punto apposta per loro.

Durante la giornata, i soggetti studiati dovevano ripetutamente comunicare

via web l'attività che stavano svolgendo e confessare quanto fossero distratti.

Spesso (42,5 per cento dei casi), la mente era attratta da divagazioni

piacevoli. Nel 26,5 per cento dei casi la distrazione riguardava pensieri

sgradevoli e nel 31 per cento dei casi l'immaginazione era neutra.

Nel complesso, il non riuscire a concentrarsi provocava senso di frustrazione,

tanto che i due ricercatori hanno intitolato il loro articolo "Una mente che

divaga è una mente triste". Sarà questo il motivo, suggeriscono gli autori,

per cui "molte filosofie e religioni insegnano che la felicità consiste nel

vivere il presente, addestrando i praticanti a concentrarsi, a restare "qui e ora"

e resistere alle distrazioni". In effetti, un'altra attività oltre al fare l'amore

si è rivelata impermeabile ai pensieri sporadici: la preghiera unita alla

meditazione.  (web)

                                  



  

 
 
 

AMICIZIE FINITE

Post n°1053 pubblicato il 18 Aprile 2014 da das.silvia

S'intraprende stupore

negli scorci di vedute affini

modellate nell'architettura

di lagune trasparenti

Ritmano flussi

nei sentori di salsedine sfumata

nella bruma d'incanti e turbamenti

Riflettono rumori d'aggettivi quotidiani

diluiti nella sagoma di tempie

corrose poi nel tempo

s'azzittiscono mischiate nell'argilla rossa

nel lucore scaduto

sul gradino d'un tono più basso


Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

                          

 

 
 
 

PASQUA E SCIENZA DELLO SPIRITO

Post n°1052 pubblicato il 17 Aprile 2014 da das.silvia

 Un’azione rientra in un cerimoniale quando ogni suo gesto è caricato di un significato, è compiuto con consapevolezza ed è rivolto verso un fine comune.
L’elemento primaverile del risveglio è l’Aria e le azioni che ci pongono in rapporto con essa sono la meditazione, l’emissione del suono ed i movimenti armonici.
Il suono, che rappresenta il verbo creatore, attiva l’aspetto creativo del pensiero e ne potenzia la sua diffusione.

Attraverso di esso tutte le facoltà della mente si espandono.
L’aria dell’inverno, corrispondeva alla memoria, al pensiero intenso esercitato dai saggi che approfondisce tutto ciò che osserva e ascolta, senza disperdere nulla.
E’ come la brace silenziosa contenente la Potenza e la Luce.
Su questa brace noi poniamo un grano di incenso che, sciogliendosi con il calore, si dissolve nell’aria disperdendosi con il suo profumo. Così facendo percorriamo quel ponte simbolico:
L’Equinozio che rappresenta il passaggio delle energie dell’inverno a quelle primaverili.

La Pasqua significa “transito”, “passaggio” e oggi più che mai ci rammenta il passaggio verso la nuova Era, che comporta la trasformazione da una vibrazione energetica ad un’altra e dello stato di coscienza allineato per ottenere Giusti Rapporti e Qualità della Vita.
Il Grano d’Incenso che poniamo sulle braci è simbolo di calore associato alla Luce e rappresenta l’intensità del nostro pensiero, la percezione della nostra coscienza, la capacità di trasformazione, il sacrificio come servizio, la facoltà di innalzare la preghiera verso il Cielo, il veicolo per la diffusione del nostro “profumo interiore”. (WEB)

                             

 
 
 

FINZIONI NELLA SOCIETA'

Post n°1051 pubblicato il 15 Aprile 2014 da das.silvia

E' un riferimento accentuato
sostare nei vicoli del pensiero
dilungandosi nella prospettiva seducente
d'avvincenti finzioni
ove s'insinua una logica ambigua
per convergere in complicità collettive
di demoni e artifici
insiti nei cardini esistenziali
boicottano nel senso saliente
una valida proiezione intellettuale
in grado far riscontrare eclatante effetto


Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

                              

 

 
 
 

LA PASQUA FRA USANZE E TRADIZIONI ANTICHE

Post n°1050 pubblicato il 14 Aprile 2014 da das.silvia

Siamo in pieno periodo primaverile quello, che in antiche comunità ancestrali, iniziava con grandi feste nelle quali si celebravano riti propiziatori e si consumavano roghi di simulacri, bene augurali per la fecondità della terra. La purificazione attraverso il fuoco era un gesto simbolico, di origine contadina, che incarnava idealmente il passaggio dalla vita alla morte e da quest’ultima ad una nuova rinascita,  seguendo il ciclo fisiologico della natura.

L’ideologia cristiana ha assorbito queste usanze idolatre trasformandole in una solennità religiosa di resurrezione e di speranza per una nuova vita oltre la morte: la Pasqua.

Sull’origine del nome che  deriva dall’ebraico Pesàh, dal latino Pascha e dal greco πἄσχα e che possiamo tradurre con il termine “transitare oltre”, “saltare”, vi sono molte versioni. Quella giudaica la collega allo scampato pericolo dalla morte dei primogeniti egiziani, quando l’angelo vendicatore  “transitò oltre” le case  degli ebrei “segnate” col sangue degli agnelli. In pratica, però, il suo ricordo storico è da identificarsi con la liberazione di questo popolo che iniziò precisamente  in quella notte e che viene fissata il 14 del primo mese (nisan) dell’anno, che nell’antico calendario lunare, cadeva nel primo plenilunio, dopo l’equinozio di marzo.

La variante pagana la lega  alle consuetudini pastorali giudaiche  e alle feste che si celebravano, sempre nel plenilunio di primavera, nei giorni antecedenti la partenza per i pascoli estivi, in cui si sacrificavano i primi nati del gregge, col cui sangue si marcavano le abitazioni e gli animali al fine di preservarli dalle sventure. Per loro, il Pesàh , nel significato di “saltare”, era riferito ai balzi rituali delle danze che accompagnavano la festa. (WEB)

                                           

 
 
 

LUOGO D'INCONTRO

Post n°1049 pubblicato il 13 Aprile 2014 da das.silvia

Si incolla alla sguardo
rinfrangendo ammalianti onde
del tuo eccitante carisma
quel luogo d'incontro
ambita meta di scenografie d’amore
contaminate da dolci presupposti
che inebetiscono al di là d'una passione coinvolgente
Sembra agguantare con un'indomabile forza... inarrestabile
eppur si diluisce lentamente
tramutandosi in un'insulsa piuma
ondeggiante scontrosa
nel lieve mormorìo del vento
fino a scomparire nell'ultimo fremito del giorno
quando la luna nel lato che non mostra
s'aggrappa a un'uggiosa nuvola per non morire...


Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

                             

 

 
 
 

IL TAGLIO AFFILATO

Post n°1048 pubblicato il 12 Aprile 2014 da das.silvia

E' un gorgo fatiscente
nell'implodere chiassoso di membra
a far soccombere sfilacciate idee
soggiogate nei ricordi dipinti d'amore
fanno giungere l'eco d'un suono...
quasi il rumore d'un uscio
che sbatte e non si chiude
ma lascia trapelare esili ticchettii di parole
ancor brucianti in desinenze scarne
che della lama non più trattengono
la lucentezza... ma il taglio affilato

Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

                            

 
 
 

PROVOCAZIONI SPERIMENTATE

Post n°1047 pubblicato il 10 Aprile 2014 da das.silvia

Nel cromatismo di sensazioni  ancora acerbe, instaurate nella coscienza dei fanciulli, si fa forte una pulsione di crudeltà  volta a interferire con cattiveria nella vita di qualche coetaneo per il quale, senza un valido motivo, si prova un'epidermica repulsione.

In realtà, non si tratta di vera e propria repulsione, ma di un senso di rivalità o di risentimento per la diversa situazione familiare o scolastica che rende inarmonici i rapporti fra i due individui.

Quando entra in azione la vera e propria attività disfattrice, nei confronti dell’altro, la mente cerca di individuare quei fattori cruciali, che, in qualche modo, possano provocare profondo senso di malessere alla controparte e ne elabora una traccia ben delineata per poi metterla a fuoco e renderla vitale.

E’ così che Patrizia, che ha una forte forma di gelosia nei confronti di Ilaria, decide di metterla fortemente in difficoltà, rubandole i denari che la nonna di Ilaria affida  giornalmente alla bambina  per fare la spesa.

Ilaria è una bambina spontanea e responsabile, vive con la nonna, che l’accudisce da tempo e nei negozi del quartiere, ove risiede, la conoscono tutti e sono ben felici di riempire il suo paniere con la spesa quotidiana.

Patrizia approfitta di brevi istanti d’assenza di Ilaria per rubarle i denari e al ritorno in aula della bambina conversa amichevolmente con lei …anzi la aiuta nell’elaborazione di un disegno, che la compagna ha difficoltà a ultimare.

Trascorrono i giorni e Ilaria quando si trova a dover saldare il conto della spesa si trova in forte imbarazzo perché le mancano i denari…e la cosa avviene per  giorni consecutivi.  La bambina si chiede come sia possibile perdere così spesso i soldi e decide, per le volte a venire, di nascondere i denari nella tasca del suo abito.

Presa in contropiede Patrizia, nel non trovare più le monete nel cestino della compagna, si innervosisce parecchio  e lascia cadere inavvertitamente, nello stesso, uno dei suoi colori, marcati in modo specifico.

E’ con dispiacere che Ilaria, trovando l’oggetto della compagna, nel suo cestino comprende l’inganno di cui è stata vittima ed anche il suo autore.

Il giorno successivo, con grande dolore, chiede all’insegnante di essere spostata qualche banco più avanti adducendo di avere qualche problema alla vista e di non riuscire a distinguere in modo nitido le scritte sulla lavagna.

Questa di Ilaria sarà una delle prime  crude esperienze di vita che segneranno il suo percorso…perché anche in età adulta, troverà immancabilmente qualcuno che, in un modo, o nell’altro le creerà delle difficoltà  senza un motivo  valido, ma solo per un’assurda e inesistente forma di risentimento

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OLTRE LA SOGLIA

Post n°1046 pubblicato il 09 Aprile 2014 da das.silvia

lasciarsi andare da un ramo
precipitando in una inaudita sensazione
di dolce voluttà
volare nell'ossigeno libero... senza peso
fluttuando nel vuoto
sembra dolcemente fasciare nelle sue spire vellutate
dai contorni che emanano ebbrezze al sapore di melograno

ora come una piuma di seta
si accarezzano le avvolgenze
di quell'astrusa quanto impalpabile dimensione
coinvolge in un'eterea languidezza e infinita possenza...
oltre la soglia d'un sogno che s'estingue nell'iride di vernice

Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

                        

 
 
 

STRATEGIA D'UN ANGELO

Post n°1045 pubblicato il 08 Aprile 2014 da das.silvia

C’e molta confusione nelle logge del paradiso, infatti gli angeli, che ambiscono al titolo di arcangeli, dovranno essere assegnati ad un partner umano, e non sempre riusciranno adadeguarsi, con malleabilità, alla scelta che  il Signore ha perpetrato, designando loro, l’una  o l’altra, creatura terrena.

 Joy, che è il più giovane dei custodi di ultima generazione, teme che il gran Consiglio Superiore lo avvicini a una persona scontrosa e aggressiva, e, in tal caso, il suo lavoro di mediatore e consigliere d’anima, risulterebbe oltremodo complicato, se non addirittura catastrofico…Infatti essere l’ombra costante di un individuo, che si cacci continuamente nei guai, e di tanto in tanto si faccia trascinare dalle tentazioni di belzebù, sembri richiedere un notevole impegno  e una pazienza oltremodo collaudata.

Se l’angelo non riuscisse a convincere  il suo  protetto a intraprendere “un modus vivendi” lineare,alla fine del  mandato, il messaggero alato verrà retrocesso nelle stanze del limbo, con mansioni assai poco  gratificanti,  di salvaguardia delle anime ancora in sospeso.

Joy  è nervosissimo ,e per far si che la sua mente si posi su altri pensieri, decide di “gettarsi” in un volo di ricognizione, sulla terra, per sondare la rosa degli individui che sono stati designati nell’affiancamento ad uno spirito. In realtà non sono  molti, ma ad attirare l’attenzione della creatura celeste è  una ragazza assai vanitosa,  che, con fare ammiccante ostenta, a grandi linee, la sua personalità, ed anche se è  davvero graziosa, quel suo atteggiamento vistoso non la rende affatto simpatica.

 Joy si avvicina timidamente alla donna, che, appena ne percepisce la presenza, diviene sgraziata e scontrosa, lasciando chiaramente trapelare che non ascolterà i suggerimenti di Joy, anzi farà di tutto  per rendere la vita difficile a quel povero diavolo…(si fa per dire!!)

L’angelo, nel frattempo viene richiamato con urgenza in Paradiso, in quanto si sta per ufficializzare il mandato che spetterà alle reclute alate, e, con amara sorpresa apprende, che proprio Sandy, quell’adolescente irascibile, dovrà diventare la sua ombra obbediente.

Notevolmente stizzito, per la pesante sentenza, Joy si rinchiude nel suo habitat, meditando profondamente sulle varie tattiche da usare con quella fanciulla ribelle, che farà certamente di tutto, per ostacolare la missione del malcapitato.

 Tra un pensiero accettabile, e un’idea da scartare, il messaggero divino decide infine di assumere un atteggiamento di parte, cercando di assecondare la ragazza, evitando gli attriti. Sandy visibilmente spiazzata, da questa  condotta, decide di fare un accordo col diavolo in persona, per punire Joy. Infatti promette a Satana di donargli l’essenza di un angelo puro, a patto che lei possa interagire  come meglio crede sulla personalità di Joy, reso inabile ad opporsi.

La creatura celeste tartassata dal contegno devastante della donna, e, non sapendo più come contrastarla decide di tramutarsi, per un po’, in umano, e con una dolcezza inaudita e un fascino strepitoso la fa innamorare di lui…..Questa mossa inattesa della persona alata, rende assai fragile Sandy, che non potendo più mantenere la promessa stipulata col diavolo, decide di porre fine alla sua vita gettandosi dalla cima  d’un grattacielo…..sarà la creatura incorporea, in un volo improvvisato, a salvarla e ad annullare con una solenne benedizione, l’accordo stipulato col maligno.

Questi, infuriato, ha smarrito i suoi poteri,  sprofondando negli inferi più tenebrosi e ardenti, dopo che Sandy ha deciso di  condividere le motivazioni spirituali di Joy, ritenendole fondamentali per un’adeguata  e saggia circumnavigazione di vita….


Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

                           

 

 

 

 

 
 
 

GIRI DI VITA

Post n°1044 pubblicato il 07 Aprile 2014 da das.silvia

nel sembiante girovago che avvolge sensi rimbalzati
rincorrendo lontane mete
si scardinano insoluti crucci e disarmoniche realtà
onde posarsi con deciso camminare
nel rarefatto incavo dei graffiti segreti
(magici passi evolvono su tracciato di velluto
nelle morbide impronte a delineare un enfatico percorso)

e nella flebile luce del tramonto quando s'acchetano sipide energie
si capovolge il passato assioma in una latitudine oltre l'inedia
inabile ad agire... sbriciola bazzecole del giorno
in un quasi ineccepibile sopportare...


Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

                                      

 
 
 

IL CARMA

Post n°1043 pubblicato il 06 Aprile 2014 da das.silvia

Era lì come sempre, in quel rifugio, ove trascorreva parte del suo tempo, ove si trovavano dei gatti randagi, a cui portava qualche scatoletta di latta con del tonno e una ciotola di latte..

Quelle bestiole si erano affezionate a lui, che di tanto in tanto, si recava nei pressi di quelladiscarica abbandonata dalla gente, per riempire la pancia di quei qudrupedi dimenticatidal mondo.

Amedeo era uno strano personaggio, piuttosto solitario e guardingo, nei pensieri pessimisticiche gli gironzolavano intorno alla mente, eppure, in alcuni momenti della sua vita, aveva un cuore tenero, inaspettato per uno come lui, che amava far trapelare una personalità da duro.

Di tanto in tanto si soffermava sui bordi d’un lago, dalle acque quasi ferme, per i pochi sussulti del vento e lì, a diretto contatto con la natura, si perdeva con l’immaginoso in sogni e desideri che da sempre covava nel suo dentro e che il più delle volte, per una serie di motivazioni non riusciva a vedere chiaramente.

Quei pensieri si fissavano in lui e la sera prima di addormentarsi, diventavano quasi un’ossessione a tal punto, che nelle ore notturne era come se vivesse un’altra vita, in una dimensione del tutto nuova, in cui estrapolare una personalità completamente diversa da quella che gli toccava nella realtà…

Infatti Amedeo sognava di essere una famosa  pattinatrice su ghiaccio e di piroettare con grazia sulle piste gelate più famose del mondo, insieme a un compagno, Ilario, anche lui abilissimo suipattini, a tal punto che insieme, erano sul podio di importanti gare olimpioniche.

In coppia i due campioni attraversavano buona parte del globo, esibendosi in performance di notevole spessore e bravura, e la loro complicità nella danza, pian piano aveva avuto anche un risvolto sentimentale nella vita.

Al mattino Amedeo era quasi euforico per quanto gli sembrava di aver realmente vissuto nelle ore precedenti e si soffermava profondamente  col pensiero su quella realtà notturna che trovava assai affascinante.

Ed è in un giorno qualsiasi che il nostro personaggio, prima di recarsi, come sempre alla discarica, in un flash improvviso intravede, lungo la strada, un tipo che sembra proprio Ilario.

Amedeo è impressionato da quell’inaspettato, quanto incredibile incontro, e senza perdersi d’animo fa in modo di avvicinarsi all’uomo.

Quest’ultimo non sembra affatto meravigliato di vedere Amedeo e lo saluta, come se si fossero conosciuti da sempre…Amedeo, sempre più incredulo, fa una serie di domande all’amico, che con fare intrigante fa presente che, anche se è stato faticoso intromettersi nei sogni del compagno, è riuscito a conoscerlo e a far breccia nel suo cuore, visto che il carma della vita aveva programmato una storia “calda” per loro due….


Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

                          

 

 
 
 

STRADIVARIO

Post n°1042 pubblicato il 05 Aprile 2014 da das.silvia

 

                                 

Scalpita

nel carisma quasi eversivo

per l’unicità

la sonorità d’uno stradivario

In bilico

sulla sintonia d’uno sbuffo di vento

ne assottiglia il sibilo

profanando l’alchimia d’una nota tremula

emancipata sul filo catartico d’un’emozione


Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

 

 
 
 

IMMERSI NEL CONTORNO

Post n°1041 pubblicato il 03 Aprile 2014 da das.silvia

Nella sommossa impetuosa d'un vociare intestino
si piegano controluce inedie e insipide distrazioni
compenetranti nel tessuto d'anima del contorno
ove si inciampa attimo per attimo
s'arrovellano sviste confuse dentro gli occhi
s'annebbiano disperdendo tuffi in acque gelide e inquiete
nel nulla d'un vuoto arbitrario
culla dolcemente risalite nel silenzio
un'avvolgente risacca che ammalia e affascina
nella sordina scolpita nel manifesto di bisbigli
ritagliati col fiato...

Silvia De Angelis tutti i diritti riservati


                                                       

 
 
 

PAROLE A VUOTO

Post n°1040 pubblicato il 01 Aprile 2014 da das.silvia

A volte il nostro cervello ci gioca degli scherzi incredibili e noi, allibiti per quanto è successo,ci sforziamo di dare una spiegazione logica ,e il più possibile razionale, a quanto la nostra mente è stata capace di proporci.

Infatti, ad esempio, in un momento qualsiasi, mentre rispondiamo al telefono, chissà perché,ci capita di pronunciare il nome di una persona del tutto fuori discussione e di gran lunga lontana, mettendo a repentaglio il rapporto valido con il nostro lui del momento….non rimane altro, allora, che inventare una storia arzigogolata per giustificare, quella banale e stonata uscita, che ci è venuta nel momento sbagliato, cercando di riparare  “con delle toppe presentabili” al danno  fatto.

Secondo me il cervello congloba in sé miliardi di dati e in un attimo, in cui siamo distratti o in tensione, per un motivo qualsiasi, tira fuori l’opzione errata, mettendoci in seria difficoltà.

Essere sempre presenti a sé stessi, è una cosa di fondamentale importanza, e imparare anche a gestire un tipo di dialettica impersonale , utilissima, quando ci capita di parlare meccanicamente, rischiando di far uscire parole non del tutto idonee all’occasione del momento.

Infatti nei dintorni delle nostre tempie girovagano una serie di dati, che distrattamente non riusciamo a controllare, e pronti ad uscire, in quell’attimo, di nostra non presenza efficiente e allora rischiamo di inguaiarci sul serio…..


Silvia De Angelis tutti i diritti riservati 

                        

 
 
 

VOLO D'ANGELO

Post n°1039 pubblicato il 30 Marzo 2014 da das.silvia

Sull'accento d'uno stradivario malinconico
s'ammansisce il volo fugace d'un angelo
asseconda dolcemente
l'espansione d'una tonalità tagliente e decisa
priva di peso
ma consistente nella smagliante metafora
d'un accordo setoso
capace misurare le distanze
tra passi trafugati al suolo
e l'azzurra libidine del cielo
straripanti in sinusoidi d'un volo concentrico
si posa delicato su un fiore di cartapesta
per riviverne l'essenza vellutata... al tocco

Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

                      

 
 
 

O N D E

Post n°1038 pubblicato il 28 Marzo 2014 da das.silvia

Rincorro  quelle interminabili onde, che col loro andirivieni, riportano in quell’arenile solitario fibrillanti attimi di remoto, unici  nel momento,  a inorgogliosire trame nascoste  perse in complicate falangi d’esistenza, misteriose e irrisolvibili.

Intense nuances smaglianti,  e  variegate sfumature tonalizzano  inquiete  intime trine , risvegliate d’un tratto a inusitati palpiti, che, col loro fremere, hanno delineato inaspettati percorsi  vissuti, volti a donar certezze nella personalità, sempre vogliosa di crescenti  sagome  caratteriali.

Quel continuo plasmare innovativi intenti ,assimilati  da quel che valido, ruota intorno a noi ,riassumendone le parti migliori, quelle che ampliano la nostra visuale, donandole l’ intrigante  nota in più, che insieme a originali accordi, tempra un’armonia interiore in grado di captare ogni minuscola inezia del percorso esistenziale, colorandolo di  straordinaria emozionalità  e di quel sovrappiù, da non sottovalutare, capace di aprire radiosi spiragli.

Quegli spiragli piccolissimi emanano briosa luce, che s’ingrandisce giorno per giorno rendendoci  capaci di osservare oltre il consueto, in una dimensione più languida e accattivante, in grado di percepire arcane sensazioni che proiettano il nostro sentire al di là di un insipido attimo d’essenza….


Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

                        

 

 

 

 
 
 
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