Creato da das.silvia il 26/02/2012

Setoseallegorie

BLOG DI SILVIA DE ANGELIS

 

VELO DI MAESTRALE

Post n°1147 pubblicato il 24 Ottobre 2014 da das.silvia
 

Nella scaltra esibizione

d’una boccata di vino rosso

volteggio

dentro diafane malinconie

mosse dalla sistole

d’un cielo fugace

E nell’assenza momentanea

d’un transito di volontà

mi crogiolo nell’immobilismo

di mute impressioni

celate nello sgarbo

d’un velo di maestrale


Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

 

 

 
 
 

SUGGESTIONE

Post n°1146 pubblicato il 23 Ottobre 2014 da das.silvia
 

È lì a due passi dalla coscienza la suggestione

corteggia dense memorie

assumendo ebbrezze recondite

e celeri spasmi su pause di respiro

Si fa supremazia

proiettando manciate d’adrenalina

sulla commedia del momento

Avvenente e fuori d’ogni regola

s’appiglia a realtà frantumate

traendo sfarzosi mosaici

nell’ovvietà di intriganti sapori  sulla pelle

discinta in mutabili filigrane

Affonda probabilità  lontane sorseggiando

certezze mascherate fuori tempo


Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

 

 
 
 

TEMPI NOSTRI

Post n°1145 pubblicato il 22 Ottobre 2014 da das.silvia

E’ proprio vero che l’andar del tempo, con la sua incessante forza, riesca a modificare tutto….

E questi poveri maschietti, protagonisti, da sempre del mondo intero, compreso il dominio totale sul sesso opposto, si trovino, un attimo a disagio vedendo decadere, giorno dopo giorno, la loro supremazia sulle “coinquiline”.

Queste donne, cresciute, nella loro intrinseca sostanza, negli ultimi lustri, hanno dato prova di grande abilità, riuscendo addirittura a scavalcare i loro compagni, con motivata preparazione e tenacia   in vari settori lavorativi e tecnici…..chi lo avrebbe mai, solo pensato, fino a cinquanta anni fa?

Certamente le signore oggi sono più disinvolte, affrontano la vita con un notevole spirito battagliero ponendosi dei traguardi ben precisi, che  cercano di raggiungere, anche, con stressanti sacrifici.

Una volontà ferrea e un desiderio di vivere l’esistenza in tutte le sue manifestazioni, pone oggi,il gentil sesso, al centro di moltissime attività produttive, anche perché è dotato di un’attività cerebrale, molto creativa che le permette di rinventarsi e di programmarsi, in qualsiasi momento di vissuto disagio emotivo.

Gli uomini, nel frattempo, sono diventati sospettosi e insicuri e, qualche volta, tentano addirittura di  creare difficoltà alle loro antagoniste (se così le possiamo chiamare)….del resto bisogna anche comprenderli….non è facile veder scivolar via il proprio scettro, dopo che da sempre se ne è tenuto ben saldo il manico!

Allora qualche volta i maschietti, lasciano trapelare la loro aggressività, altre volte sminuiscono la loro personalità lasciando completamente le redini del gioco alla compagna, altre ancora si rifugiano in un eremo solitario per non avere alcun condizionamento con una femmina qualsiasi….

Le ragazze, a loro volta, hanno difficoltà notevoli a incontrare un partner che rispecchi, a pieni voti, quanto “si muova” nei loro desideri, e spesso. deluse da incontri che ritengano insignificanti, preferiscono proseguire il cammino per i fatti loro.

Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

 

 
 
 

S U O N I D I S E T A

Post n°1144 pubblicato il 21 Ottobre 2014 da das.silvia
 

Tra pareti d’indaco e soffi di desiderio

avanzano su passi lievi sagome accese

di  mete da rincorrere

nel volteggio traboccante di respiri

Si faranno densi in quel tracciato astioso

ove melme argillose mutano il passo

e qua e là velano tetre nebbie

Focolai spericolati e inchiostro malsano

oscureranno la linea da seguire

e solo allora una sintonia d’accento sonora

si sprigionerà dal sottovoce

nel  vibrar d’un canto fugace

che fioccherà dalla bocca sulle labbra

spolettando suoni  di seta

sulla piega  permalosa d’un vento ritroso


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L'OMBRA DEL DOMANI

Post n°1143 pubblicato il 20 Ottobre 2014 da das.silvia

                                           

Meravigliosi aranciati d’un crepuscolo di fine estate invitano a soffermarsi in un aromatico

bosco, ancora impregnato di quei caldi raggi che ne impreziosiscono il fascino.

La tenebra si fa strada a grandi passi e Fabio decide di avviarsi verso casa e viene, per un attimo,

distratto da un particolare sibilo che s’infila sinuosamente nel suo padiglione auricolare

provocando in lui una stranissima, inspiegabile sensazione…istintivamente poggia i palmi vicino

alle orecchie, quasi  per proteggersi da quel fastidioso rumore…ma per poco, perché finalmente

tace.

Riprende il goliardico passo, ansioso di tornare a casa, quando improvvisamente ,si sente

bloccato,  non riesce più a camminare, spaventato da questa stranissima sensazione comincia a

sudare freddo, ma dopo poco tempo si trova all’interno di una sala comandi, pregnata di luci

soffuse iridanti il contorno…spaventato cerca di muoversi, ma non riesce a fare ne anche un

passo.

Nella sua mente avverte dapprima dei segnali confusi, poi dei veri e propri messaggi che lo

invitano a  tranquillizzarsi e rilassarsi.

Fabio è ancora più agitato e preso dal panico cerca di afferrare gli oggetti che vede vicini e

questi si sollevano ad ogni suo comando…è incredibile, riesce a dare degli imput col pensiero

e vivere una situazione del tutto impensabile, che non avrebbe di certo mai immaginato.

Finalmente può muoversi e cerca di scrutare quell’ambiente, cercando di darsi un contegno,

quando ecco apparire un suo clone, si un individuo identico a lui ,che gli si avvicina sorridente e

lo invita a conoscere gli strumenti di bordo, spiegandogli che ora lui si trova su una navicella

spaziale proveniente da un lontanissimo asteroide in cui vivono, le ombre personificate, degli

umani…

Fabio è sbigottito non riesce a credere a quelle parole…possibile che l’ombra possa addirittura

personificarsi?  L’interlocutore dice al ragazzo che ogni nostra ombra vive e aspetta che si

esaurisca il nostro percorso terreno, per ricongiungersi a noi in quell’asteroide ,ove l’esistenza

ha una dimensione del tutto diversa, ma talmente rara che non si può spiegare a parole per

capirne il profondo nesso…Fabio è molto pensieroso ed anche un po’ incredulo e chiede al suo

clone  perché lo ha avvicinato e cosa vuole esattamente da lui.

L’alieno gli propone di visitare insieme l’asteroide, così Fabio si potrà rendere conto di

quell’essenza inspiegabile ed incontenibile che ad alcun altro non  è dato di comprendere..

Lui ora ha questa possibilità,se  decide in positivo naturalmente, altrimenti  rimarrà, per sempre

col  dubbio di aver perso  un’occasione irripetibile di conoscenza al di sopra del consueto.

Fabio è gasato, comincia a sudare freddo, poi attratto dal fascino e dalla multimedialità

dell’astronave decide di intraprendere quel viaggio nell’infinito, perché in quell’attimo termina il

suo finito…


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L' O M B R A

Post n°1142 pubblicato il 19 Ottobre 2014 da das.silvia
 

Concentrano filtri di luce

le cadenze del giorno

perse in penombre e bizzarre ombre

stremate in logiche inconsuete

Si amplificano visioni

in sotterfugi stravaganti

Scivolano in sommesse ilarità

e giochi in prospettiva

lasciando intravedere

quel  futile incerto che c’intrighi

nel suo lieve muoversi in sordina


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UN GIORNO NELLA TORMENTA

Post n°1141 pubblicato il 18 Ottobre 2014 da das.silvia

Goran , con a seguito la sua famiglia, e altri gruppi comunitari, è in viaggio da giorni, dopo aver lasciato lo stretto di Bering, divenuto ormai impraticabile, per l’assidua quantità di ghiaccio che ne ha invaso i territori.I cani, trainano, sullo stremo delle forze, la slitta, che sembra consumarsi lentamente, per la gran mole di tragitto effettuato.Gun, il mitico animale alla guida degli altri quadrupedi, trascina i compagni, in quel percorso astioso, che sembra non aver mai fine…ma ecco che Goran, finalmente, intravede una pianura della Groenlandia, che potrebbe rappresentare un meritato traguardo e un ambito territorio, per sé e gli altri, su cui stabilirsi per vivere a lungo.Anche Aina, la compagna di Goran è sfinita da quel viaggio faticoso, e non appena il convoglio si ferma, per la necessaria sosta, sembra cadere in un sonno profondo.Nei giorni seguenti, gli affiatati componenti del nucleo, hanno un gran da  fare per la costruzione di iglù, rifugi freddissimi che saranno foderati con pellicce di renna e sulla cui base saranno disposti una sorta di sacchi a pelo, fatti di pelliccia d’orso. Una primitiva lampada, bruciando grasso di balena, produrrà luce e calore, per rendere il soggiorno degli ospiti, del paesaggio artico, meno ostico.Col trascorrere del tempo  l’esistenza fa  toccare ritmi giornalieri accettabili e  così il clan ,e il suo seguito a quattro zampe, raggiungono un affiatamento davvero ottimo.E’ in un giorno di sole, in cui Goran decide andare a pesca col suo kayak, perché il mare sembrerebbe sgombro da lastre di ghiaccio, che si imbatte in un inaspettato incontro….Sul bordo del mare, affiancato da una famigliola di foche giace il corpo di un uomo….forse è ferito, se non addirittura inanime. Goran si avvicina per rendersi conto della reale situazione e avverte il respiro affannato dell’individuo….senza perdere tempo, procura lui la respirarazione bocca a bocca, per rianimarlo, e poi, se lo carica sulle spalle dirigendosi verso l’ iglù.Dopo aver ricoperto lo sconosciuto di calde pellicce, e averlo imboccato con cibi caldissimi, Goran e Aina, cercano di capire in quale disavventura si sia imbattuto l’uomo, che borbotta qualche parola a malapena….ma abilisissimo, nella gestualità, fa capire che l’aereo in cui viaggiava è precipitato e lui aveva cominciato a camminare per procurarsi un rifugio e, con un po’ di fortuna, del cibo, poi aveva perso i sensi….Si alternano gelide notti e giorni di sole e Steven (questo è il nome dell’ospite) lentamente si adatta alla nuova  vita, iniziando anche ad apprezzare l’ alimentazione, molto diversa da quella, cui era avezzo ,da sempre.E’ in una sera tempestosa, che Ake, lo sciamano della comunità, convoca Goran per denunciare negativamente  la presenza di quell’individuo nella loro collettività. E anche se l’esquimese  cerca di rassicurare lo stregone,  che quella persona non sia dannosa per la vita della società, anzi è certamente collaborativa nelle mansioni del quotidiano, Ake è irremovibile dal proposito di allontanare  Steven.Goran  è pensieroso e non vede proprio come affrontare questa nuova situazione.Il giorno dopo decide di intraprendere una battuta di caccia e poi deciderà sul da farsi….I cani sono molto nervosi e tenerli a bada non è impresa facile…..la corsa sui ghiacci si rivela colma di imprevisti, del resto le riserve scarseggiano e procurarsi delle prede per alimentarsi ed  estrarne il fegato,  per i riti sacri, è diventata un’irrinunciabile necessità. A un certo punto, Gun, il cane guida, frena di colpo il percorso e cade a terra, trascinandosi dietro i compagni…la slitta, si piega a forza su un lato, lasciando rovinare sul gelido suolo, Goran, che sviene per il contraccolpo subito. La malasorte infierisce sui malcapitati, mettendo in atto una furiosa tormenta di gelido vento, che investe gli sfortunati viaggiatori della neve.Steven, Aina e il resto della famiglia, nel frattempo stanno riordinando le tende, sistemando gli attrezzi in osso, pelle e avorio, perché hanno il sentore, del maltempo in arrivo.Goran quella sera, non fa ritorno al suo rifugio e Steven, preoccupatissimo, decide di andare alla ricerca dell’uomo. Il vento infuria tempestoso e la neve investe gli occhi di Steven, a una velocità incredibile, anche se protetti da occhiali d’osso, ma il coraggioso amico di Goran, lotta contro i violenti elementi d’una natura ostile per ricondurre a casa il suo salvatore. Di lì a poco si imbatterà in uno scenario terrificante, i cani sono letteralmente assiderati nel ghiaccio e, semesepolti, giacciono in terra, e Goran, privo di sensi, è incastrato fra i metalli della slitta. Dopo aver fatto un energico massaggio a Goran, Steven fa bere all’amico una forte bevanda alcolica e incollatosi l’uomo sulle spalle si dirige aticosamente al rifugio Tornato alla base Steven, dopo aver affidato Goran alle cure di Aina, avverte gli uomini della comunità di soccorrere i poveri cani intrappolati ancora nel ghiaccio, se ancora in vita.Trascorsa una settimana dall’accaduto, lo sciamano Ake, preme ancora perché  Steven venga allontanato dal collettivo.E’ a questo punto che, i rappresentanti dalla comunità, in circolo intorno all’iglù di Ake, contestano animosamente la sua decisione e , con suggestivo impeto, mettono in atto un  antico rito propiziatorio, corredato di danze mascherate, per far decadere quanto sia in animo dello stregone.Da quel giorno Steven non solo rimarrà “nel villaggio del freddo”, ma sarà nominato consigliere, nelle migrazioni estive, che il collettivo,dovrà intraprendere, di volta, in volta.

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T R A U M A

Post n°1140 pubblicato il 17 Ottobre 2014 da das.silvia
 

Si fan forti

echi disgregati

d’un’ossessione vivente

nello scantinato

più in disuso del sé

Mediano sofferenza

e memorie di ricorsi

negli spasmi

e folate

di sussurri deliranti

Non c’è barlume

nella circostanza

che scacci punte scalfenti

ma solo scene ibride

d’una luna irriverente

che svapori l’identità


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C O M E T E

Post n°1139 pubblicato il 16 Ottobre 2014 da das.silvia
 

 

Mi accomiato dolcemente dal giorno

serbando quelle inclinazioni pigmentate d’emozione

nella provocazione del buio che incalza….

pensieri raggomitolati si sciolgono lentamente

ampliando linee d’inconscio addentrate

nella muscolatura che si rilascia con dolcezza

si allentano brusche presunzioni di vissuto

venato nei grigi e beffe pungenti

raggiungono la periferia lontana fino

a rendersi improbabili ..quasi invisibili

il fato sembra ammorbidirsi fino a svestire

la mente d’aspri nettari

sfumando la percezione mutevole di stelle

in un circumnavigare di comete avvolgenti

solchi d’amore


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PRIMO INCONTRO

Post n°1138 pubblicato il 15 Ottobre 2014 da das.silvia
 

Parole promiscue soppesano spilli di pioggia
che batte in un circuito trasparente

Migrano opposte sensazioni
nel rimbalzo di idee contrastanti
(si acuisce un velo di nebbia in tutta la sua consistenza)

L'effervescente tentacolo di sole perde d'esuberanza
reso fragile da una temeraria penombra...
insistente frena il crinale d'un respiro
disperso in una flebile molecola d'aria


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VENTI OPPOSTI

Post n°1137 pubblicato il 14 Ottobre 2014 da das.silvia
 

A tu per tu

con un amore nuovo…

quello che ghermisca dolcemente

solitarie sponde

quasi incomprese

nella cortina spenta

S’adagia lentamente

il grigio

sulla pupilla

vogliosa di chiasso e di colore

Un amplesso assai loquace

ove scalpore e quietismo insieme

si plasmino

in un moto irrazionale

rampicante lo scorcio d’un desiderio

E’ allora che la supposizione

di polsi e caviglie

annodati

congestioni d’un morbido impatto

l’oscurità

riparata

con diletto

dal ciacolare di venti opposti


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BRINDISI 19 MAGGIO 2012

Post n°1136 pubblicato il 13 Ottobre 2014 da das.silvia
 

 

Bocche avide di follia

hanno lacerato

la soglia d’adolescenza giocosa

adunca nel fremito ultimo di vita

Insoliti rapire immaturi angeli

tratti eversivi hanno tracciato cerchi luttuosi

al di là del confine d’orizzonte

nella trasgressione d’un limite invisibile

ove dita strette in un flash assordante

hanno ostentato grande rosso

sulla fragilità innocente


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'A N O I A

Post n°1135 pubblicato il 12 Ottobre 2014 da das.silvia

Quanno comincio a giocherellà

co li polpastrelli

vor  di’ propio

che ‘n’pizzico de malagurata noia

m’ha preso a ‘la sprovvista

e  me costrigne

a contà da uno a cento

pe’ riuscì a tenè occupato

er penziero che sembrerà strano

 ma ‘nquer momento

nun sa più vedè  avanti o ‘n’dietro

Cià er buio pesto senza ‘na macchia

che dia ‘npò de colore

a quer fannullone der cervello

pe’ faje ‘nventà quarche  diavoleria

 ner griggio de’ ‘sta vita

ch’arincore er tempo

e poi nun  sa che cazzo facce!

LA NOIA

Quando comincio a giocherellare

coi polpastrelli

significa

che un pizzico di malaugurata noia

mi ha colto d’improvviso

e mi costringe

a contare da uno a cento

per riuscire a tenere occupato

il pensiero che sembra strano

ma in quel momento

non sa vedere più avanti o indietro

Ha il buio totale senza una macchia

che dia un po’ di colore

a quel fannullone di cervello

per fargli inventare qualcosa

nel grigio di questa vita

che rincorre il tempo

e non sa cosa farci

 

Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

 

 
 
 

S C A V A L C A

Post n°1134 pubblicato il 11 Ottobre 2014 da das.silvia
 

Scavalca i limiti

che rosicchiano

le molecole del tuo ossigeno

Inspira con infinità

il teorema profondo d’esistenza

nel suo manifestare

profusione di spicchi emozionali

Sono scanditi

dall’ancheggio d’un cielo

mosso dal vibrare d’aorta

sorda al richiamo

d’inutili speroni…


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LA BOCCA D'UN SEGRETO

Post n°1133 pubblicato il 10 Ottobre 2014 da das.silvia
 

Ora che il mio alito sfiora

la suggestione di te

ne colgo la raffinata densità

mentre hai saputo scolpire

la movenza

del mio essere donna

librando

cosmiche aritmie d’amore

Sono irriverenti

nel girovago tinteggiare

d’un silenzio

che straripi sulla pelle

percossa da un soffio

di scabrosa dolcezza

sul deserto d’un tempo indefinito

E’reso fertile

da un’implicazione di sensi

oltre la barriera

d’una banale fessura

capace smisurare

la bocca d’un segreto


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ABITO DI BRINA

Post n°1132 pubblicato il 09 Ottobre 2014 da das.silvia
 

Quell’accadere

di verbi irritanti

insinuati nel mezzo

d’un vicolo d’amore

ne smitizza il baricentro

fragile nel disavanzo

d’una spiccata sensibilità

Fa fluttuare la ragione

sulla scorza d’un motivo profondo

ch’ampli un cicaleccio smodato

e di chiusura al sole

quando scompaia

nell’abito di brina


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B A M B O L E

Post n°1131 pubblicato il 08 Ottobre 2014 da das.silvia
 

 

Miniature d’incarnati soffici e dolcissimi

nelle bambole d’altre epoche

volti scolpiti nella sintonia uniforme

d’un inconscio volto alla quasi perfezione

di lineamenti femminei rasserenanti

nello sguardo labile e avvolgente

d’un tempo friabile

eppur raffermato nel fascino incredibile

di minuscole e civettuole donzelle

negli abiti sfarzosi

trapuntati di madrepore colorate….

Malinconiche quasi fanciulle

nello sguardo inabile saggiare aneliti d’amore

in un’immobilità perdente ammalianti carezze di vita


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L'ABITUDINE

Post n°1130 pubblicato il 08 Ottobre 2014 da das.silvia

Sembra rincorrerci quotidianamente lei….l’abitudine. In sordina ci suggerisce le azioni memorizzate  nei giorni precedenti affichè noi, col migliore dei nostri virtuosismi, mettiamo alla prova la nostra   abilità nel migliorare le azioni rituali,con l’avvento del nuovo giorno.

Ma noi non sembriamo pimpanti per la scioltezza della nostra gestualità e il suo imprimercicertezze, nel tempo che fugge…. questa ossessiva sensazione, anzi, finisce col darci lo stillicidio mentale,  per il suo assillante  ripetersi.

Si instaura uno strano meccanismo di repulsione per tutto ciò che è uguale, facendo scattare un molesto desiderio d’evasione da tutte quelle mosse che decollano dallo stesso hangar e  propongono il medesimo itinerario.

La voglia di modificare quelle circostanze, disinstallando piani prestabiliti,  diventa irrinunciabile opzione da rincorrere…..

Anche diversificare l’annoso percorso quotidiano sembra  essere una svolta importante e irrinunciabile in quel suo  affascinare,  nei vicoli attoniti e segreti, ove scoprire gemmanti vernici di fioriture in sordina,  ammaliate da venticelli contenuti e sibillini, nei solchi di cementi disarmanti.

E in quel percorso  provocante , nell’elisir di sconosciute sensazioni,  percepisce la stiva  della coscienza una bramosia, che preme….incitando a modificare oltre….si di pigmentare con  spruzzi vivaci il riflesso della vita, nelle sue manifestazioni ricorrenti, con carismi sciabordanti dall’usuale, capaci disincantare il nesso delle azioni,  in un riverbero che non si mimetizza nell’abitudine, ma esplode in altopiani inediti, in cui intingere nuovi rumori,  mai assordanti per la loro disuguaglianza…


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A TE CHE SAI...

Post n°1129 pubblicato il 06 Ottobre 2014 da das.silvia
 

Rovistano

nei bugigattoli aperti del vicino

coloro soliti appropriarsi

di risonanze preziose altrui.

Farneticano

false e illusorie identità

nell’uso di creazioni

d’altra mente

rubandone speciali orme

Mai  ne raggiungeranno

l’empirico confine

inerpicandosi

in quei limiti stentati

propri di tempie inadatte

all’impatto di musicità poetica


Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

 

 

 
 
 

A M O R E

Post n°1128 pubblicato il 06 Ottobre 2014 da das.silvia

Amore, una parola breve dal significato immenso…infatti ci muoviamo

nell’essenza totale di questo virtuosismo di vita, che sa donare un nobile senso

alle nostre azioni, rendendole positive e rivolte a un fine universale

d’armonia e benessere.

Saper amare, sin da profondo, ogni cosa che ci circonda, dando ad essa una

elevata valutazione,  significa essere consapevoli di un progetto d’esistenza

grandioso, aumentando così l’ottica delle proprie vedute e provando un

senso di gioia senza eguali  per la natura in genere e i suoi esseri

L’aura che circonda la nostra persona, nutrendoci di questa pulsione,

 sarà davvero luminosa, perché l’energia d’amore sa irradiare il nostro stato

 di completa solarità….

Anche nei momenti oscuri, bisognerebbe coltivare ogni forma di questo

 sentimento, perché esso rappresenta una forza incommensurabile e unica,

 capace di rasserenare  quel buio opprimente del profondo, che incombe, e sembra

 rendere inutile ogni respiro di vita…

Nutriamoci d’amore, e facciamolo nostro, lasciando a coloro lontani da questo

ideale, qualche inutile intento al di fuori delle rime, per poi compiangere

l’inutilità del loro operato,  prigioniero in un’anima inutile…..


Silvia De Angelis tutti i diritti riservati

 

 

 
 
 
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