Creato da FigliadellaLuna11 il 03/06/2010

Specchio di una Dea

Sacra Dea...Essenza femminile incarnata...

 

 

Tilo...la Maga delle Spezie

 


 

Io sono una Maga delle Spezie...

Ne conosco origini, significato dei colori, profumi.

Posso chiamarle una per una con il nome assegnato loro quando la terra si spaccò come una scorza per offrirle al cielo.

Il calore che emanano mi scorre nelle vene.

Dall'amchur, la polvere di mango, allo zafferano, tutte si piegano ai miei comandi.

Un sussurro, e mi svelano proprietà segrete e poteri magici.

Ma le spezie davvero efficaci vengono dalla terra in cui sono nata, una terra di poesia ardente, di piume d'acquamarina, di tramonti rossi come il sangue.

E' con queste che esercito i miei poteri.

Il mio nome è Tilo, abbreviazione di Tilottama, semi di sesamo bruciati dal sole, spezia ricca di nutrimento.

Sono le mani a risvegliare il potere delle spezie.

L'Antica diceva sempre che esse non devono essere nè troppo leggere, nè troppo pesanti.

Mani leggere sono creature del vento, volano di qua e di là al suo capriccio.

E mani pesanti, trascinate giù dal loro stesso peso, non hanno spirito.

Le mani giuste sono chiuse strettamente a coppa e tenute contro sole, non mostrano fessure attraverso le quali spezie e incantesimi potrebbero scivolare via...

Al centro delle mani giuste è impresso un invisibile giglio, fiore di fredda virtù, perla splendente di mezzanotte....

Ma le mie non erano così....

Le mie mani erano di lava che vogliono così tanto dal mondo, e il cuore di lava subito pronto a odiare, invidiare, ad accendersi di passione...

Solo adesso comprendo che non sapevo quali parole scegliere per descriverlo, questo tocco che mi trafigge come una spada di fuoco, eppure è tanto dolce da farmi desiderare una sofferenza infinita....

Raven...........niente in lui denuncia la solitudine, se non un pensiero sottile quanto una tela di ragno in un angolo della mia mente, niente spiega perchè mi sento attratta...

Poi capisco.

Con gli altri ho sempre saputo cosa volevano, immediatamente.

Ma adesso non riesco a leggere nulla  in lui.

Gli entro nella mente per cercare e mi ritrovo avvolta in una nube di seta...

Io, Tilo dispensatrice di doni, signora dei desideri....


(La Maga delle Spezie - Chitra Banerjee Divakaruni)


 
 
 

Benedizione del Grembo

Post n°94 pubblicato il 16 Luglio 2012 da FigliadellaLuna11
 

 


L'Armonizzazione della Benedizione del Grembo è un semplice dono d'energia – un dono ad ogni donna di qualsiasi età ed esperienza – che porterà guarigione alla nostra femminilità, al nostro grembo e al suo ciclo, alla nostra creatività e fertilità, alla nostra sessualità e spiritualità.

L'armonizzazione ripristina la nostra naturale purezza e bellezza, la nostra abbondanza e il nostro amore, la nostra creatività e magia, la nostra saggezza e la nostra forza. Ci libera dal passato, dalle aspettative limitanti, dal dolore e dalle pene, rilasciando un gioia sentita e l'espressione del potere e della bellezza della donna. È una bella benedizione e guarigione di luce per l'anima delle donne in un mondo duro e dominato dagli uomini.

Per partecipare in modo "GRATUITO" visitate questi links:


Benedizione Del Grembo

Womb Blessing


E' la prima volta che partecipo a questa iniziativa, perchè purtroppo in questi mesi gli impegni e i problemi mi hanno un pò allontanato dal mio percorso.

Ho ricevuto stamattina un'email da una persona con la quale più di un anno fa ho avuto qualche incomprensione.

Non ci sentivamo da tanto tempo e mi ha sorpreso questa sua condivisione.

Però ho sempre sostenuto che spesso molti doni ci arrivino da persone che meno te lo aspetti, e nonostante i diverbi La ringrazio per avermi dato la possibilità di partecipare a questo meraviglioso evento.

Spero che in tante possano usufruire di questa Benedizione.

Da anni seguo Miranda Gray, fin dalla prima lettura del libro Luna Rossa.

Ho aperto proprio questo spazio per condividere ciò che il tempo ha voluto far cadere nell'oblio.

Essere donne oggi è un dono, e "Conoscerci in profondità" è una possibilità che ci permetterà a piccoli passi di evolverci e di esprimere la sacralità del Femminile.

Dobbiamo farlo per noi stesse principalmente ma soprattutto per tutte le nostre sorelle del mondo che ogni giorno lottano per il semplice fatto di essere vittime dell'uomo patriarcale.

Benedizioni al vostro Intelletto, Corpo e Spirito Femminile.

Con affetto

Tiziana

 

 
 
 

Bianca come la neve, la Strega e lo Specchio incantato...

Post n°93 pubblicato il 30 Aprile 2012 da FigliadellaLuna11
 

 

 

Anche per questo post( e video allegato), ringrazio la preziosa Violet del sito il Tempio della Ninfa....

La sua interpretazione della fiaba mi ha accompagnato in un mondo dove ogni cosa è molto  più di ciò che apparentemente mostra....

L'introduzione allo studio di "Biancaneve" è a questo link:

 

Biancaneve-Il Tempio della Ninfa 

 

 

              

             

Biancaneve
di Jakob e Wilhelm Grimm

Una volta, nel cuor dell'inverno, mentre i fiocchi di neve cadevano dal cielo come piume, una regina cuciva, seduta accanto a una finestra dalla cornice di ebano. E così, cucendo e alzando gli occhi per guardar la neve, si punse un dito, e caddero nella neve tre gocce di sangue.

Studio della storia e dei simboli
La fiaba di Biancaneve è una delle più conosciute e ricche di simboli. Ciò che essa racconta è il Percorso iniziatico di una Fanciulla dall’anima nobile e gentile, che attraverso sacrifici e lavorando costantemente giunge alla propria completezza e all’acquisizione della Consapevolezza profonda del proprio Centro numinoso, la Verità del suo essere.
Questo Percorso si svela attraverso i simboli che compaiono durante la narrazione; simboli che nascondono le loro radici secolari nelle antiche tradizioni femminili e negli insegnamenti della meravigliosa Madre Divina. E proprio su di essi si concentra questa breve analisi, nella quale si è cercato di dare una possibile spiegazione che possa far luce sul loro intimo significato, senza tuttavia escludere altri punti di vista, scaturiti da una diversa interpretazione e, soprattutto, da una diversa chiave di lettura.

Il Bianco, il Rosso e il Nero

Dal desiderio espresso dalla regina madre, nasce una bambina con la pelle bianca come i soffici fiocchi di neve, le labbra e le gote rosse come il sangue e i capelli neri e lucenti come l’ebano. Una piccola donna divina che porta in sé i colori della Dea.
Ciò che rappresentano questi colori, infatti, sono i tre aspetti sacri della Triplice Madre. Ma non solo, essi sono anche i colori dei tre Passaggi presenti nella Vita e delle tre fasi del Percorso Iniziatico.
Il bianco simboleggia la Nascita, la fanciullezza, il candore puro ed immacolato dei bimbi.
È il colore del primo nutrimento che sgorga libero e genuino dai seni della madre, il latte della vita che sazia il corpo e lo
spirito. 
Il rosso è il colore del sangue che gocciola dal grembo della Donna quando diventa fertile e il suo ventre sboccia come un purpureo fiore dai languidi petali; è il colore del parto e dell’Amore profondo.
Il nero è il colore della quieta ed imperitura saggezza. Esso è anche simbolo del buio silenzioso e gentile che giunge con la Morte, il ritorno nella tiepida oscurità del ventre materno e il riposo dalla vita; il sollevamento di ogni peso e stanchezza e, al contempo, il colore della terra fertile, ovvero della promessa di una bianca rinascita.
La Dea appare nei suoi tre emblematici colori come una Fanciulla dagli abiti bianchi, portatrice di Libertà, una Donna fertile vestita di rosso, portatrice d’Amore profondo, ed una Strega ammantata ed incappucciata di nero, portatrice di consapevole Saggezza.
Invertendo il loro ordine, i tre colori rappresentano il Percorso alchemico e la misteriosa trasmutazione della materia in oro. In questo caso il nero è la materia prima, la terra fertile, l’egizio “kemè”, ovvero la “terra nera”, il fecondo limo rilasciato dal Nilo che dà origine alla parola “alchimia”. Intervenendo sulla terra nera (ma pregna di potere nascosto) con segrete pratiche, ovvero con la rossa azione, questa si trasforma lentamente, divenendo sempre più sottile e volatile e giungendo al bianco, la piena realizzazione dell’Opera.

 Biancaneve è portatrice dei tre colori, contiene in sé il germe del Sentiero magico e della sua stessa realizzazione. Attraverso i suoi colori ella rivela di non essere una fanciulla qualunque, come ve ne sono tante, ma una Fanciulla che sin dalla nascita è baciata dalla Fortuna dell’Antica Madre.
Ella è un Suo piccolo riflesso che cammina verso la comunione con la Sua Essenza, verso la realizzazione del più alto fine che una donna possa ambire.

Lo Specchio magico

Scrutando il suo Specchio magico, la Regina scorge le proprie fattezze e cerca la verità oltre di esse. Lo specchio è per lei un varco che unisce due realtà, quella interiore e quella esteriore. Ed è uno strumento per mezzo del quale i due mondi comunicano, nonché il simbolico Passaggio per muoversi e viaggiare liberamente tra essi.
Come l’acqua, sulla cui superficie si può scorgere il proprio volto, lo specchio magico è un Portale misterioso che può essere varcato per entrare nelle profondità dell’immagine in esso riflessa, ovvero nelle profondità stesse di colei –o colui- che vi si specchia. Per questo esso simboleggia l’introspezione, la ricerca del Sé, la rivelazione della Verità.

ll Bosco oscuro

Il bosco è simbolicamente il luogo in cui tutte le paure si manifestano e violentano l’animo, ma al contempo, e proprio per questo motivo, è il luogo in cui si perde il controllo a cui si è abituati a sottostare e si entra in contatto con la natura profonda, con la propria parte più istintuale.

La Casetta nel centro del Bosco 

La casetta potrebbe essere interpretata come il luogo segreto e protetto nel profondo dell’essere, tanto bello e amorevole ma tanto difficile da raggiungere, poiché occorre superare il Bosco oscuro.
In questo luogo si impara a lavorare profondamente su se stessi, pulendo, lavando, preparando il giusto nutrimento e mantenendo la piccola Armonia che piano piano si riesce, con fatica, a conquistare.
I lavori che compie Biancaneve, infatti, non sono da intendersi come normali mestieri che ogni persona fa in casa propria, ovvero la semplice pulizia, il riordinare, il preparare la cena e così via, ma come gestualità e pratiche molto intime, volte a mantenersi pulite ed in ordine interiormente e a dare piccoli nutrimenti all’Anima.

Le tre Morti Iniziatiche

Dopo il lungo ripulire e lavorare nella casetta, giunge per Biancaneve il momento della completa trasformazione.
Ella passa attraverso tre morti.
Nella sua ultima morte, provocata dalla mela magica, Biancaneve viene coricata in una bara di cristallo e tre misteriosi animali vanno a trovarla, posandosi sulla sua superficie trasparente per poi allontanarsi. Questi tre animali, ovvero la civetta, il corvo e la colombella, sono i tre simboli della trasformazione della Fanciulla, e gli spiriti benevoli che la accompagnano e la aiutano nel suo Viaggio.

La civetta è l’annunciatrice della morte.
Anticamente essa era chiamata la Messaggera di Morte e Trasformazione e questo spiega il motivo per cui è la prima ad andare a visitare Biancaneve.
Essa simboleggia l’inizio della Discesa, il momento in cui il buio giunge ed occorre acuire la vista profonda. 
Per Biancaneve la civetta è Messaggera della sua stessa Trasformazione, colei che spinge al primo passo verso la Conoscenza.

Il corvo giunge dopo la civetta e si posa elegante sulla bara di cristallo dove Biancaneve giace come morta. Esso porta la trasformazione profonda, la rigenerazione dalla Morte, poiché della Morte, e della Rinascita che ne consegue, conosce i più reconditi segreti.

Prendendosi cura di Biancaneve quando ella, accompagnata dalla civetta lungo la Discesa, giunge nel luogo più profondo del suo essere, il corvo la ripulisce di ciò che non serve più, di ciò che la limita e, in questo modo, la rende limpida.
Il corvo divora la vecchia Biancaneve ed attraverso il corvo Biancaneve rinasce.

La rinascita completa giunge con la venuta della candida e dolce colombella.
Essa rappresenta lo spirito che ha trovato la sua cristallina limpidezza ed è rinato portando con sé la luce di questa consapevolezza.
Simbolicamente la colombella è l’animale che incarna la Sapienza, ma è al contempo colei che annuncia “la buona novella”, la Messaggera dell’avvenuta Trasformazione. Essa canta la Rinascita, e la gioia che questa provoca nella Fanciulla ed in coloro che la circondano.

Ciò che consegue all’Iniziazione e ai suoi tre Passaggi è il ritrovamento della pienezza assoluta e dell’Amore divino, che per Biancaneve sono simboleggiati dalla sua unione con il bellissimo Principe.
D’ora in poi ella mai più sentirà la fame e la sete della sua Anima profonda.

La Mela avvelenata

La mela avvelenata rivela la natura del Percorso di Biancaneve. Essa uno dei più antichi emblemi della Grande Madre ed è il frutto dell’Iniziazione alla femminilità divina, dell’apertura delle segrete percezioni muliebri e del potere che risiede nella Donna sin dalla sua nascita.
Il morso della mela è il viaggio nei domini sotterranei, nel mondo sconosciuto dell’essere, in ciò che si cela oltre la nostra immagine riflessa dallo specchio.
Attraverso la mela la Donna compie il suo ciclo completo.
Ed attraverso il morso della mela avvelenata, ovvero incantata dalla Strega, Biancaneve vive il suo viaggio nell’Altromondo, penetra nell’incavo del suo essere e ne esce trasformata, rigenerata, completa. Conosce i misteri nascosti e da bimba ingenua si fa Donna, consapevole e perfetta.

La Regina

Ella è descritta come una donna bella e matura, col pieno controllo dei suoi poteri magici femminili. Travestita da vecchia, offre a Biancaneve la mela che è avvelenata sulla parte rossa; un colore significativo. La regina ha qui il ruolo di iniziatrice; distrugge la bambina e le dà la possibilità di divenire una vera donna.

Biancaneve 

Se la Regina incarna l’Iniziatrice e la Maestra, Biancaneve rappresenta l’archetipo della Fanciulla che percorre un Cammino magico.

 La sua bellezza esteriore, superiore addirittura a quella della Regina, non è che un riflesso della sua infinita luminosità interiore. Ella è dolce, laboriosa e porta in sé un grande Amore per tutte le cose belle e naturali; requisiti propri delle Fanciulle che percorrono le Vie Antiche.

Come archetipo della Fanciulla errante, consacrata (più o meno consapevolmente) alla Ricerca, Biancaneve è presente in ogni donna che sceglie un simile percorso per la propria vita, e ad esso si vota completamente.

E' la Donna che desidera conoscere la Verità, raccogliendo con cura e conservando ogni frammento conosciuto di realtà sottile, come fosse il più grande e prezioso tesoro al mondo.

 

 
 
 

C'era una volta...Fanciulla dal manto scarlatto....

 

  

 

La simbologia delle Favole

 

C'era una volta o forse c'è ancora una fanciulla dal manto scarlatto racchiusa in ogni donna......"

"Fanciulla dal manto scarlatto" nasce dopo la lettura di un testo trovato nel sito

"Il Tempio della Ninfa" scritto da Violet che ringrazio calorosamente per avermi concesso di condividerlo nel mio blog.

E' un' interpretazione della famosa favola "Cappuccetto Rosso" che avrà accompagnato tutti durante la nostra infanzia.

Ho sempre "sentito" che dietro il racconto per bambini, vi fosse qualcosa di più, ma questo testo meraviglioso mi ha condotto in quel luogo dell'anima dove ogni cosa viene interpretata nel giusto modo, oltre la nostra razionalità.

Quella bambina è un riflesso di noi stesse come donne, della nostra voglia di "ascoltare" il "battito ferino"....di scoprire che siamo "le iniziatrici di antichi misteri"....

Vi riporto solo alcune parti,  ma la vera magia sta nel seguire la nostra fanciulla dal cappuccio rosso partendo dalla favola originale dei fratelli Jacob e Wilhelm Grimm, fino ad arrivare in quei sentieri misteriosi delle  antiche simbologie

Troverete il testo per intero a questo link:

 Cappuccetto Rosso-Introduzione allo studio della fiaba

 

     

 

 

 La pubblica via e il Bosco

 Quante strade si diramano attraverso i boschi ombrosi e le valli soleggiate dell’esistenza, imprimendo disegni luminosi nella terra bruna…
Alcune mandano piccoli bagliori fugaci, che si accendono e si spengono velocemente, attraendo con facilità lo sguardo e snodandosi in vie battute dal sole e ben visibili, conosciute, ricche di ogni tipo d’indicazioni e semplici da percorrere; altre brillano di una luce ben più profonda, non superficialmente abbagliante, ma calda e costante, appena nascosta sotto la superficie del terreno, eppure, se non visibile all’occhio umano, percepibile ad occhi diversi, ad occhi che osservano dall’interno.

Nella storia di Cappuccetto Rosso, come dicevamo, sin dall’inizio è presente e chiara la distinzione fra due strade differenti ben precise: una comune, che spesso si percorre per dovere, ubbidienza e buona educazione, se non per una personale predisposizione; l’altra segreta, misteriosa e spolverata d’incanto in ogni suo angolino, che può essere percorsa solamente se si risponde ad un particolare impulso profondo, puro ed istintivo: un impulso forse paragonabile ad un saggio consiglio proveniente dal regno animale, ovvero dal regno che è, letteralmente, vicino all’anima.

Nel racconto la bimba vestita di rosso viene ben istruita dalla sua mamma a percorrere la strada sicura. Riceve un ordine che anche al giorno d’oggi molte mamme darebbero alle proprie figlie, e che appare assolutamente normale ed auspicabile. Ella deve andare dalla nonna che abita nel centro del bosco senza allontanarsi dal sentiero, senza abbandonare la “pubblica via”, altrimenti potrebbe rompersi qualcosa…
La bimba però, piccina ed ancora ingenua, ovvero ancora innocente e capace di abbandonarsi alla spontanea meraviglia della Natura, fa un incontro che cambia il suo piccolo viaggio. Accanto a lei compare infatti il Lupo, un animale che, non certo per sua reale colpa, ma per i timori completamente infondati degli uomini, ha assunto la fama d’essere pericoloso e ambiguo, “una bestia tanto cattiva”. Agli occhi della bimba però, occhi che forse vedono il vero molto più di quanto si pensi, il Lupo non appare affatto cattivo, ed ella decide di parlare con lui, ascoltando ciò che l’animale ha da dirle…

 Il suo saggio consiglio risuona come un richiamo profondo, animico, istintivo, ed in effetti, appena Cappuccetto Rosso lo ascolta e lo accetta, un mondo nuovo e fantastico le si dischiude davanti agli occhi! Ella, come risvegliata da un piccolo sonno, come se un velo opaco le si fosse sollevato dal viso, vede finalmente “i raggi del sole filtrare attraverso gli alberi, e tutto intorno pieno di bei fiori”. Come poteva non aver veduto prima una simile bellezza?
Ispirata di nuova gioia, lascia spontaneamente il sentiero battuto e si inoltra nel Bosco misterioso, dove comincia a raccogliere i fiori più belli, i più colorati, i più profumati …

 Il viaggio di Cappuccetto Rosso è un’inoltrarsi in un luogo numinoso che conduce simbolicamente all’iniziazione nell’altro reame. Ella si prepara, accogliendo la Bellezza e facendosi pervadere da essa, a compiere un cammino sempre più profondo, per certi versi molto spaventoso, ma pienamente illuminante. La stessa raccolta dei fiori è parte di questo cammino, poiché ogni fiore è manifestazione di Bellezza divina che viene raccolta e fatta propria, o che viene riscoperta in sé, ricordata e riacquisita alla luce della consapevolezza. Ed in effetti, anticamente, la raccolta di fiori ed erbe che le sacerdotesse compivano, andava di pari passo con un raccoglimento interiore: la bellezza di Madre Natura che veniva colta si rifletteva in un cogliere e coltivare la bellezza al centro del proprio essere.
Cappuccetto Rosso, come una piccola Persefone, raccoglie con amore i suoi fiori, “si raccoglie in se stessa”, apre gli occhi mistici, abbraccia l’incantevole naturalità e, perdendo la nozione del Tempo, si distacca sempre di più dalla ragione e dalle regole del mondo degli uomini, pronta a camminare nel mondo sotterraneo: il mondo della morte che si fa preludio di rinascita.

 Il Lupo e la Nonna

 Il Lupo che compare accanto alla bimba, mentre lei cammina silenziosa sul sentiero battuto e polveroso, è in realtà la guida del bosco segreto. Anticamente si diceva che fosse un animale sacro che proveniva dal regno dei morti per rapire od accompagnare le anime verso l’Altromondo, verso i tenebrosi reami sotterranei e i segreti boschi dell’essere. Ma era anche colui che recava i messaggi della Dea oscura e lunare che in quei posti nascosti e ombrosi si diceva vivesse…

 Cappuccetto Rosso segue il consiglio proveniente dal magico mondo degli animali e raggiunge - mettendoci un po’ più di tempo, com’è naturale che sia - la casetta della Nonna, al centro del Bosco.

Ma qualcosa di diverso dal solito percepisce la bambina, non appena, trovando la porta aperta, mette piede nella casetta… Tutte le volte che era andata a trovare la Nonna si era sentita tranquilla, mentre questa volta c’è qualcosa di strano, sebbene ella non riesca a capire lucidamente di cosa si tratti.
Ed in effetti, questa volta, differente da tutte le altre, Colei che attende nella casetta non è semplicemente la nonna, ma una Donna Anziana che simbolicamente veste le pelli del Lupo. Una Sciamana forse, connessa ed intimamente identificata con le energie selvatiche del mondo animale.
Questa potente e saggia presenza, di cui la timida bimba ha giustamente un pochino di timore, richiama alla memoria riti magici e misteriose figure appartenenti alle realtà sciamaniche, nelle quali si praticava il travestimento rituale per assumere le sembianze di certi animali sacri.

La Donna Lupa che sta dinnanzi alla bambina vestita di rosso, è portatrice di questi poteri meravigliosi, di questa Conoscenza e Libertà illimitate; le sue radici verdi si assottigliano e si protendono sino a raggiungere il caldo cuore della Grande Madre, nel centro d’origine di ogni istintività, di ogni affinata sensibilità, di ogni sapienza innata e naturale.
Ella viaggia sulla spirale del Tempo e conosce il passato ed il futuro, sebbene si radichi nell’eterno presente. I suoi occhi di vecchia rugosa, contornati di ispido pelo nero, penetrano le cortine d’apparenza, oltre le quali hanno veduto molte cose e molte ancora ne vedranno… per cogliere e conservare le sacre memorie, per preservare le tradizioni femminili delle antenate e delle figlie, delle madri e di coloro che non sono ancora nate.
La sua casetta, raggiungibile attraverso il bosco fiorito, è “quel posto nel tempo in cui lo spirito delle donne e lo spirito della lupa si incontrano” (1), dove si impara a percepire e a comportarsi come gli animali, a distinguere con chiarezza infallibile e a riconoscere accuratamente e senza dubbio alcuno ciò che è buono da ciò che fa male.

 Nella Pancia del Lupo

Le terribili fauci del Lupo, come un’immensa apertura sull’ignoto più nero, si spalancano di fronte agli occhi attoniti di Cappuccetto Rosso ed in men che non si dica la piccola viene divorata senza pietà dalla spaventosa bestia. Oltre a questa immagine intravediamo la Sciamana ricoperta di ruvide pelli bigie che simbolicamente smembra ed uccide la bambina, riconducendola alla pancia della Grande Madre, nella quale ella trascorre del tempo prima poter riemergere.
Durante questo tempo indeterminabile, la bimba è tra le braccia della morte, scomparsa al mondo conosciuto, invisibile ed irraggiungibile per la comprensione della mente umana poiché ha abbandonato il Divenire ed è discesa nel centro divino dell’Essere. Ella è negli inferi, nell’Altrove sotterraneo…

 La Riemersione

Nel buio della pancia del lupo, lontano dallo scandire lento del tempo, la bambina riceve qualcosa che riluce come un’inestinguibile lanterna nell’oscurità, qualcosa di segreto che ella custodirà come il più prezioso dei tesori per il resto della sua vita. Tuttavia non si può rimanere nel tiepido grembo in eterno, e deve giungere il momento in cui si abbandona il reame numinoso per riemergere alla vita; il momento in cui qualcuno, o qualcosa, offre la propria salda mano per far sì che la bimba vi si aggrappi e riesca ad uscire dal sacro utero primitivo.

Nella nostra fiaba la mano è offerta dal cacciatore, che sopraggiunge dal folto del bosco e taglia la pancia del lupo con un paio di grandi forbici, per trarne fuori Cappuccetto Rosso e la nonna. La figura del cacciatore, però, è l’unica a non essere data per scontata nel racconto, ed infatti in certe versioni è sostituita dal padre della bambina, che corre in suo soccorso, mentre in altre è addirittura inesistente, nel qual caso la piccola riesce da sola, con sforzo e fatica, ad uscire dall’animale sana e salva. 

Ella nasconderà la sua vera vita in una casetta al centro del bosco, ombreggiata da querce e noccioli, allietata dal melodioso canto degli uccellini, circondata da un bosco misterioso e da prati punteggiati dei fiori più belli, i più colorati, i più profumati…
Ed attenderà di veder brillare su di un lontano sentiero un altro cappuccetto rosso, dolce e vivace macchia di colore, pennellata d’amore e bellezza in mezzo a tante presenze scolorite…
E con i suoi occhi lungimiranti capirà che è giunto il momento di vibrare il suo richiamo…
Attraverso le finestrelle della sua casetta, brillerà il suo sorriso.

 

 

 

 

 

 

 
 
 

Il marchio dell'Essere donna...inciso con il Fuoco...

Post n°91 pubblicato il 24 Febbraio 2012 da FigliadellaLuna11
 

.

 

 

 

...in ginocchio dinanzi chi non comprende la tua bellezza...

Disprezzata da chi vede in te false superstizioni...

Condannata per quel marchio che l'uomo stesso ha inciso sulla tua natura...

Solo il tempo conosce la paura della tua anima

quando venisti umiliata con parole e ingiurie....

Denudata selvaggiamente

per cercare l'invisibile e inesistente segno diabolico...

Le tue membra sono state torturate...

...il tuo viso, il tuo seno, le tue braccia, le tue gambe, il tuo ventre

recisi da chi porta come vessillo il segno della croce insanguinata...

...Tu martire nel buio di un'umanità incosciente...

...Tu donna e sorella

le cui urla risuonano nell'invisibile tra le fiamme del delirio...

...Fiamme che in me ardono come sete di giustizia...

Non dimenticherò il tuo sacrificio...

Non dimenticherò le tue danze estasiate....

...le tue preghiere nelle notti di plenilunio....

dove la tua nudità giaceva con Madre Natura...

...e se adesso

ho la possibilità di essere ciò che sono....

e grazie al tuo sacrificio...al tuo dolore...al tuo martirio

che risuona in me come una benedizione...nel mio intervallo di tempo presente....

 

  

 

Per le bambine, madri, e donne tutte.........

PER NON DIMENTICARE

24 Febbraio 2012

   

 

 

 

 
 
 
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AREA PERSONALE

 

MY MOON

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BENVENUTI NEL MIO TEMPIO

 .

Benvenuti/e  nel mio blog, un piccolo spazio virtuale per esprimere ciò che in questi ultimi anni, ho sentito con molto ardore dentro la mia anima.

Sono una donna che racchiude la sua essenza dentro la semplicità delle cose, che crede nell'amore  e nel suo essere femminile,come pura espressione cristallina e sacra, e nelle capacità "magiche" che ognuno ha potenzialmente a disposizione.

Nella mia vita ho avuto parecchie cadute, ma sono state quelle che mi hanno permesso di comprendere quanto sia meraviglioso rialzarsi e combattere per ciò in cui si ha fede...

Perchè chiamare il blog "Specchio di una Dea" ?

Tutto è nato da un video creato qualche tempo fa.

Penso che ognuno di noi dovrebbe riflettere la propria esistenza in uno "specchio divino", per comprendere l'infinito dentro di sè.

La vera bellezza non è solo quella esteriore, quella che uno specchio "non fedele" può illudere, ingannare...ma quella interiore che eleva l'anima oltre ogni dimensione.

Qui potrete trovare vari argomenti, alcuni tratti da libri letti da me personalmente, altri invece da siti internet con relativa fonte...

Infine ma non meno importante dedico questo spazio a mia Figlia Alice...

Grazie alla sua presenza costante, ogni giorno imparo ad essere una donna e una madre migliore...

So che il tempo speso per aggiornare questo blog, Ti viene "rubato", ma un giorno ciò che  sto apprendendo potrà diventare per te una "bussola per la tua spiritualità" ....sempre se lo vorrai.....

La Dea Madre possa sempre proteggerti e illuminare i tuoi passi.......così come quelli di tutte le altre donne che sono e saranno portatrici di Luce....... 

 

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  Dea in te 

   

 

IL MIO MONDO SU YOU TUBE

 

ANIMA SENZA VELI...

 .

Mi svestirò del velo d'illusione,

per scoprire la purezza della mia Anima,

nuda dinanzi allo specchio della realtà...

 

IL CALDERONE DELLA DEA

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Lavori in corso....

 

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TRA SAGGEZZA E.....

 

LA SACRA COPPA

La sacra coppa della femminilità

Verrà il giorno in cui porgerai

alle tue labbra,

la sacra coppa della consapevolezza,

e sentirai rinascere in te

l'essenza del tuo essere donna...

  

 

.

 

 

L'INIZIAZIONE

L'iniziazione

...Colei che porta la consapevolezza

nell'animo, può "iniziare" l'uomo, così

da porre il sigillo tra il divino e il sacro umano...

 

IN ATTESA DI CIÒ CHE SONO...

 

.

Scarlatta è la mia Anima,

in attesa di ciò che realmente sono,

in silenzio osservo la bellezza e l'incanto

del divino attorno a me...

 

 

PUREZZA....E MISTERO....

Purezza

 

IL NOSTRO TEMPIO

Un tempo il nostro corpo era sacro

 

LE 13 COLONNE DELLA STREGA

 

Le 13 colonne della Strega

1 Conosci te stesso

2 Conosci la tua Arte(Wicca)

3 Impara

4 Applica la conoscenza con saggezza

5 Raggiungi l'equilibrio

6 Mantieni ordine nelle parole

7 Mantieni ordine nei pensieri

8 Celebra la Vita

9 Armonizzati con i cicli della Terra

10 Respira e mangia correttamente

11 Esercita il corpo

12 Medita

13 Onora la Dea e il Dio

 

.

 

T ' INVOCO....LUCE ED ESTASI...

My goddess

".....Come si può descrivere la preparazione d'una sacerdotessa? Ciò che non è ovvio è segreto.
Coloro che hanno percorso la stessa strada lo sanno, e coloro che non l'hanno percorsa non lo sapranno mai. Per sette volte venne e passò Beltane, per sette volte gli inverni ci fecero tremare. La "Vista" venne facilmente: Viviana aveva detto che ero una sacerdotessa nata.
Più difficili erano le piccole magie che obbligavano la mente a percorrere vie sconosciute. Evocare il fuoco a comando, chiamare le nebbie, portare la pioggia era semplice, ma non lo era comprendere quando era giusto farlo e quando era opportuno lasciarlo decidere agli dei....(Le nebbie di Avalon - Marion Zimmer Bradley)"

 

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