SPRINGFREESIAAppunti di viaggio |
"Donna", Teresa De Blasio
Lancia il tuo cuore davanti a te e corri a raggiungerlo
(Proverbio arabo)
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Un amico
Cos'è per te un amico,
Perché tu debba cercarlo
Per ammazzare il tempo?
Cercalo sempre per vivere il tempo.
Deve colmare infatti le tue necessità,
non il tuo vuoto.
E nella dolcezza dell'amicizia
Ci siano risate,
E condivisione di momenti gioiosi.
Poiché nella rugiada
delle piccole cose
Il cuore trova il suo mattino
E si rinfresca
Kalhil Gibran
FEMMES.
JE SUIS COMME JE SUIS
Je suis comme je suis
Je suis comme je suis
Je suis faite comme ça
Quand j'ai envie de rire
Oui je ris aux éclats
J'aime celui qui m'aime
Est-ce ma faute à moi
Si ce n'est pas le même
Que j'aime à chaque fois
Je suis comme je suis
Je suis faite comme ça
Que voulez-vous de plus
Que voulez-vous de moi
Je suis faite pour plaire
Et n'y puis rien changer
Mes talons sont trop hauts
Ma taille trop cambrée
Mes seins beaucoup trop durs
Et mes yeux trop cernés
Et puis après
Qu'est-ce que ça peut vous faire
Je suis comme je suis
Je plais à qui je plais
Qu'est-ce que ça peut vous faire
Ce qui m'est arrivé
Oui j'ai aimé quelqu'un
Oui quelqu'un m'a aimée
Comme les enfants qui s'aiment
Simplement savent aimer
Aimer aimer...
Pourquoi me questionner
Je suis là pour vous plaire
Et n'y puis rien changer.
Jacques Prévert
"Gli uomini non cambiano", Mia Martini
Quando sento la parola "fuga"
il mio sangue scorre piu' veloce,
sorge in me improvvisa la speranza
e son pronta a volare.
Emily Dickinson ![]()


" Rebirth ", E. Rodriguez

Della tribù gli uomini sono la lana, ma sono le donne a tesserne la trama
(proverbio degli Emirati Arabi)
" Le mie parole ", S. Bersani

" M' abbandono ", G. Moro


"O Sohno", Madredeus
Se tu non parli
riempirò il mio cuore del tuo silenzio
e lo sopporterò.
Resterò qui fermo ad aspettare come la notte
nella sua veglia stellata
con il capo chino a terra
paziente.
Ma arriverà il mattino
le ombre della notte svaniranno
e la tua voce
in rivoli dorati inonderà il cielo.
Allora le tue parole
nel canto
prenderanno ali
da tutti i miei nidi di uccelli
e le tue melodie
spunteranno come fiori
su tutti gli alberi della mia foresta.
Rabindranath Tagore

Conchiglia Mi hanno portato una conchiglia. Le canta dentro un mare d'atlante. Il mio cuore si colma d'acqua con pesciolini d'ombra e d'argento. Mi hanno portato una conchiglia. Federico Garcia Lorca |
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"At the Seashore", S. O' Brien

"Mele Cotogne", P. Rosati
Sereno |
Dopo tanta nebbia a una a una si svelano le stelle Respiro il fresco che mi lascia il colore del cielo Mi riconosco immagine passeggera presa in un giro immortale |
G. Ungaretti


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Ne avevano con largo margine previsto l'arrivo e lei con puntualità non ha mancato all'appuntamento imbiancando la città in cui vivo in pochissime ore. Trasformando Pescara, luogo di mare e di monti, lontani ma pur tuttavia abbastanza vicini da essere contenuti nel palmo di una mano all'orizzonte, in un'immensa distesa candida. Creando non pochi disservizi ( a queste latitudini ad abbondanti nevicate non siamo abituati!), costringendo un po' tutti, volenti o nolenti, in casa. Dando a tutti tempo per pensare; a quelle piccole e infinitesimali cose che le urgenze del quotidiano ti costringono gioco forza a mettere da parte. Fornendoti una scusa per poltrire con una bevanda calda in mano sul divano pensando all'appuntamento di lavoro rimandato a data da definirsi. Consapevole di potere, che diamine!, una volta tanto fare a meno di immergerti nel flusso fagocitante di eventi spiccioli e contingenti perché non è al momento possibile uscire. E allora ho traccheggiato anch'io abbondantemente e senza sensi di colpa residui. E se poi alla fine ho deciso di mettere fuori dell'uscio il naso l'ho fatto per assaggiare una manciata di neve fresca come facevo da bambina, incurante degli sfottò bonari dei miei figli. E questo lunedì c'è il dono extra di poter festeggiare il mio compleanno a casa, una volta tanto con calma. In fondo 47 anni fa tondi tondi di neve dalle mie parti ce n'era e tanta; abbastanza da spingere una prozia di mio padre ad invocare, parlando della mia nascita, in casa l'abbondanza. Un sabato speciale per voi tutti Lucia
Inverno 1965 ( la foto è del sito fotofamilia.it ) |
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Post n°448 pubblicato il 29 Gennaio 2012 da springfreesia
Oggi è il gran giorno. Presenterò al pubblico il mio "Succo" e per farlo ho scelto un luogo che rispecchia il mio sentire, il Circolo Culturale OliS di Montesilvano che tantissime domeniche mi ha accolta da socia-amica, ascoltatrice attenta, sperimentatrice curiosa di nuove teorie del bem vivir. L'emozione è sempre tanta ma c'è la sottile consolazione di stemperarla tra mura amiche, al profumo di legna che brucia in un casolare di campagna al limitare della città che lo lambisce con tutte le sue contraddizioni, la sua ingenua incertezza e la sua sfrontatezza cronica. Facce diverse di un'unica medaglia esistenziale. E la mattina di domenica è preparazione di un centrotavola in cui la melagrana è protagonista assoluta e di crostate di frutta, il mio grazie sincero a tutti gli amici che stasera saranno lì con me ad augurarmi buon cammino. Un abbraccio Lucia
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Me l'ha suggerito un paio di estati fa una sensitiva leggendomi la mano. Dando voce concreta a molti miei pensieri inespressi mi ha suggerito tra l'altro di indossare sempre qualcosa di rosso per dare un tocco di colore in più ai miei giorni. C'è stato tuttavia un tempo in cui le mie preferenze in materia di colore erano per il blu oltremare e per il più pacato verde scuro. Poi ho scoperto l'immagine consolatoria del giallo, quello intenso e luminoso dei girasoli, per intenderci. Continuando col perdermi nei toni arancio infuocati di un tramonto e il turchese intenso stemperato nel violetto della notte che avanza ma che pur tuttavia è già foriera di prossime belle giornate. Arrivare alla corposità e sostanza del rosso lacca ha richiesto tempo e molto lavorio mentale ma ora so di non poterne fare più a meno. E la mia vita è diventata un tripudio di camicette e sciarpe impalpabili di colore rosso, di monili impreziositi da perline o pietre dal colore intenso che sanno di vita, di sangue e di calore. Di oggetti che respirano a pieni polmoni impregnati della mia voglia di vitalità. Un sorriso a tutti Lucia
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LA PAZIENZA DEL VENTO Qualche volta mi scopro Maurizio Cortese
A volte mi chiedo anch'io cosa sarebbe di me se nella mia dotazione di serie ci fosse un po' di pazienza in più Tanto ogni cosa del mondo va sempre come deve andare, giusto? Baci! |
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E' la copertina della mia prima silloge di racconti edita dalla Nulla Die. Sono racconti brevi au feminin con ambientazioni temporali diverse collocate tra passato e contemporaneità in cui, tuttavia, il fil rouge è quello della infinita progettualità femminile, concretizzata in pensiero e azione nelle situazioni e condizioni più disparate secondo modalità proprie di noi donne. La silloge sarà in libreria a partire da questo mese di gennaio. La affido alla vostra attenzione paziente e benevola e vi abbraccio stretti Auguri di Buon Anno rinnovati Lucia p.s. Nei ringraziamenti ci siete anche voi. In fondo la responsabilità di decidere alla fine per me di pubblicare è anche merito dei vostri amichevoli incoraggiamenti ... |
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Prometto di non voler fare un post pieno di buoni propositi o al contrario zeppo di reprimende. E' stato un anno strano, partito in sordina come un vecchio autoveicolo che stenta a prendere velocità ma che poi sulla striscia d'asfalto finalmente decide di abbandonarsi, i meccanismi ancora ben oliati e pronti a funzionare a dovere per portarti con impegno laddove hai deciso di andare. Il fatto è che la meta c'è seppur ancora sfumata, non pienamente definita, ma ha comunque consistenza e corposità costruttive, orientate in positivo, e questa, a mio avviso, è già una gran cosa. Ho tante cose da ringraziare per questo 2011 che se ne va, stemperato da giornate piene di luce e di colore, di insolita calura avvertita con prepotenza nelle ore più centrali e tuttavia mitigata dal freddo di stagione com'è giusto che sia. Una casa nuova, la mia casa. Pensata come la volevo e piena di difetti che con indulgenza prontamente le perdono perché profondamente innamorata di lei già dal primo istante. Tante piccole conferme personali e una creatura che aspetterà i primi del nuovo anno per nascere: la mia prima silloge di racconti, storie di donne tra passato e presente. Non voglio pensare a quello che ancora non si è compiuto per destino o per mancanza di volontà mia o altrui. Con fatica ho imparato a concedere tempo al tempo e non voglio desistere proprio adesso. Né voglio parlarvi dei miei momenti di fragilità che pure e numerosi ci sono stati e che doverosamente mi hanno ricordato di continuo come io sia per certi versi ancora tutta da costruire, smussando angoli con pazienza, consapevolezza, autocritica e molta, moltissima ironia. Al 2012 oramai imminente chiedo di conservare un po' di speranza: nella gente e nel suo buonsenso. E di permettermi ancora di essere grata per quello che ho ricevuto che per me è davvero tantissimo. Buon anno e buona vita a tutti Un abbraccio dalla Luci |
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Have yourself a merry little Christmas, Auguri a tutti, di vero cuore
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E' un Natale sottotono. Uno di quei Natali in cui la sensazione di precarietà non si limita ad aleggiare ma permea profondamente situazioni fatte di luoghi e personaggi. Le luminarie per il mio amato viale dei platani ci sono sempre, ma hanno un che di sommesso, in uno stridente contrasto con le insegne oscurate dei negozi che hanno chiuso e di quelli che pur boccheggiando cercano di tenere duro. Non è un Natale di grande clamore. E' una festa fatta di immagini nitide come foto in bianco e nero prive di chiaroscuri: quella del pensionato che vaga nel mega supermercato con due buste di biscotti in offerta. Della signora che passeggia e che indossa un giaccone che ha conosciuto tempi migliori nascondendosi quasi con pudore dietro una sciarpa nonostante poi oggi tutto questo freddo non lo faccia. Per contro accendi la Tv e ti ritrovi catapultato nello spot in cui due adolescenti progettano una serata elegante. E cambiare canale non serve se quasi in contemporanea è una elegantissima macchina estera a prometterti mari e monti. Ed è allora che davvero senti, lo percepisci con forza nel residuo di sensibilità estrema che ti resta, la voglia di cambiare registro. Di aprire gli occhi su un mondo meno plastificato in cui, una volta tanto, siano la spontaneità e la genuinità, più che il conto in banca ostentato e un falso perbenismo preteso a tutti i costi, a farla da padrone. Assieme alla fragranza e al sapore autentico di un dolce preparato da una persona di famiglia quando eri bambina: irregolare e talvolta bruciacchiato per la cottura un po' troppo generosa ma quanto autentico e speciale nella sua imperfezione. Baci tanti Lucia
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Post n°441 pubblicato il 26 Novembre 2011 da springfreesia
C’è un senso di compiutezza estremo nel mio respiro, in quest’ automobile che sfiora con delicatezza la striscia di asfalto che costeggia il mare intravedendo passanti infagottati e felici di godersi uno spicchio di sole incredibilmente spuntato a fine giornata, prima che il sottile velo di nebbia cali e ricopra lentamente le cose e la gente. Sino a domani, sino a un nuovo giorno. Di ritorno a casa, dribblando senza fretta e controcorrente chi, invece, ha deciso di popolare le vie cittadine alla ricerca di un qualcosa che forse non sa bene cosa sia ma di cui per contro avverte, forte e prepotente, l’ assenza. Nel parcheggiare a casa c’è la voglia rinnovata di crogiolarmi nel mio bozzolo confortevole felice del mio ben sentire e del mio ben essere. Domani sarà giornata di incontri e di convivialità come è giusto che sia. Adesso è momento di silenzio all’ ascolto del mio respiro e profumo di giacinto in sorprendente fioritura sul tavolo del mio tinello.
Buona domenica e un abbraccio
Lucia |
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Una settimana piena di piccole e grandi notizie. Una sorta di mosaico barbarico in cui oro zecchino e vetro colorato si sono confrontati con leggerezza. C’è stato il momento della burrasca e poi quello della bonaccia. Sicuramente il daffare non ha mancato. Sono state giornate di tipo ordinario e straordinario. Ore di lavoro messo a frutto concretizzato in opera visibile e ore di lente, certosine messe a punto. Mi sono barcamenata con discreto successo tra la mia essenza di donna e quella di madre. Il passato con le sue rentrée impreviste ha bussato alla mia porta ma era un falso allarme. Con sguardo retrospettivo a freddo posso commentare con un “per fortuna” consapevole e molto immodesto ma non intriso di rimpianto, giuro. I miei progetti di scrittura vanno avanti con lentezza ma nel giusto modo, ne sono convinta. E la cosa non mi dispiace affatto. Mi servirà a metabolizzare con garbo maggiore questo “cambiamento di stato”, felicissimo ma per me tanto impegnativo. Non ho avuto il tempo materiale di rispondere al secondo invito a diventare Gold User fattomi da Libero. Conserverò la mia interfaccia da utente standard, spero vi piaccia comunque. Questo spazio di pensiero è il mio angolo di confronto con la virtualità e mi ha aiutato a crescere. Passetto dopo passetto. In punta di piedi. Baci a tutti Lucia
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Le ore di luce sono terminate con l' immagine della Majella innevata e quella del Gran Sasso stagliata di netto all' orizzonte. E' stata una giornata di stillicidio sordo e incessante, cupo e autunnale. Attraverso le imposte serrate stamane la pioggia mi ha dato il buongiorno sotto la forma di mille gocce trasparenti tremolanti al vento forte proveniente dal mare ed è stato dolce assopirmi a pranzo concluso nella penombra sfumata e grigia di questa domenica indefinita senza tempo e senza spazio. Poi i raggi di sole: imprevisti e per questo molto più che bene accetti. Beneauguranti. Ho tante cose per le mani da portare avanti senza fretta, perché si compiano nel modo giusto. Sarà una fine d' anno carica di frutti portati da alberi senza foglie dal tronco possente che credevo non potessero mai più germogliare. Baci Lucia
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Rieccoci tornati all' ora solare. Ricordo che quando i miei ragazzi erano piccolissimi era una vera e propria tragedia. Non facevo a tempo ad abituarli alla quotidianità spicciola fatta dell' alternarsi di sonno e veglia e di tutti quei piccoli rituali per scandire la giornata a dovere perché loro cominciassero a fare i conti col Tempo ed era tutto da cominciare da capo: orari di pappa e nanna sfasati, un generalizzato senso di irritabilità loro quanto mio. Se in primavera la domenica dell' ora legale era da tutti in famiglia vissuta come "l' ora della privazione" in autunno la situazione cambiava assumendo toni di inutile sovrabbondanza: di tempo e di attimi di vita, offerti a iosa senza che se ne avvertisse una vera e propria necessità. Un po' come un bigné alla crema alla fine di un sontuosissimo pranzo di dieci e passa portate. Stamattina il mio orologico biologico mi ha riportata alla consuetudine di sempre; sveglia alla stessa ora, colazione centellinata senza fretta e poi il doveroso (sic!) giro per gli orologi di casa a disciplinare lancette su ore e minuti, irrimediabilmente rimasti alla giornata di ieri. Un' ora in più a disposizione da amministrare, si spera!, coscienziosamente. Il sogno, però, di una vita condita con generosità da ritmi biologici più sostenibili resta sempre. Come la bruma sulla sommità di Majella e Gran Sasso che da ieri qui a Pescara , eternamente divisa tra mare e monti, vela beffardamente l' orizzonte. Baci tanti Lucia
" Natura con donna dormiente ", H. Matisse |
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PORTAMI IL GIRASOLE
Portami il girasole ch'io lo trapianti E. Montale, 1925
" Campi di girasoli ", G. Minopoli Siamo tutti alla ricerca del nostro girasole. Di una persona speciale che sappia illuminare maggiormente la nostra vita, di un pensiero gentile inaspettato, del pezzetto di azzurro in un cielo greve di nuvole grigie. Il mio personale augurio è che ciascuno di noi riesca a cogliere questo fiore generoso e a tenerlo sempre con sé. Come promessa eterna di amore per la vita. Baci L.
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Sulla riva del mio Presente mi son seduta, lo sguardo al cielo e al cielo i miei pensieri. Sentendomi ricca dentro ho taciuto crogiolandomi nel tepore insperato di una giornata di festa, di sole e di sereno. Il Passato è lì che attende, sagoma di monti all’ orizzonte sfumata nel blu di ciò che è già stato. Ma è un’ attesa pacata, simile al saluto di chi resta mentre il treno dell’ ancora possibile pian piano prende la rincorsa per portarmi via lontano. Lucia G.
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Qualche sera fa al termine di una serata conviviale ho ceduto alla tentazione di farmi leggere la mano. Non è la prima volta che accade ma è certamente con uno spirito assai diverso che ho pensato di farlo. C’è stato un tempo in cui ho spasmodicamente tentato di prevedere l’ imprevedibile nell’ affannosa speranza di poter trarre dal futuro ciò che un presente vissuto da me come avaro aveva difficoltà a concedermi. La persona che me l’ ha letta, conosciuta in quel frangente, mi è parsa abile affabulatore e fine psicologo. Per sua stessa definizione mentalista, probabilmente anche in virtù della professione svolta. Sono stati minuti di piacevole intrattenimento. Da tempo ho messo da parte la convinzione di poter prevedere gli accadimenti a venire. Credo fermamente che se abbiamo abbastanza determinazione il futuro ce lo creiamo con le nostre stesse mani. Se, invece, preferiamo indulgere alla pigrizia allora non ci resta che guardare affacciati dal ponte l' acqua di fiume che va al mare. Bella comunque la sensazione di essere al centro dei pensieri di una persona che per te ha anche se per pochi istanti creato un abito su misura. Tu l’ hai ammirato per una manciata di minuti prefigurando come ti sarebbe stato se avessi deciso di indossarlo. Poi con un sorriso l' hai ringraziato ed hai proseguito per la tua strada.
" Aquilone ", F. Borzani |
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In spiaggia stamattina c' erano i gabbiani con il loro richiamo rauco, amico, in una giornata di settembre eccezionalmente calda, cielo azzurro e sole, acqua cristallina com'è qui soltanto d' inverno. Le tante persone ben decise a godere di quest' inaspettata mitezza a contendersi gli ombrelloni oramai radi, ridotti a una piccola fila di soldati in riga richiamati prontamente in adunata. C' ero io col mio libro dalla copertina blu che parla di infanzia privilegiata e di ricette campagnole, i pensieri più vorticosi messi finalmente da parte, lasciati alla brezza per essere portati via. Senso profondo di beatitudine nel vociare e pigolare delle mamme e dei bambini in questo scampoletto d' estate rubato all' autunno quasi alle porte. Miracolo della natura o del pensiero positivo concretizzato? Non saprei. Ho faticato a tornare a casa, mi sarebbe piaciuto restare ancora per un po' a crogiolarmi in quell' attimo perfetto. Adesso il cielo è grigioazzurro e il sole ha rinunciato alla sua trasparenza per cedere il passo alle nuvole provenienti dal mare. Domani sarà probabilmente un altro giorno, forse persino più speciale ma è all' oggi che io sono grata. Baci L.
"September Morn" di P.E. Chabas |
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Sfoglio l’ album dei ricordi, il mio volto dei tempi vicini sovrapposto a quello dei tempi lontani. Lo sguardo è quello di una donna incuriosita dalla vita, che sa di dover occhieggiare ancora molto al di là della siepe e che non si tira per questo indietro. L’ incarnato è levigato. I capelli sono corti, ribelli. Negli occhi la luminosità di più di un sogno. Passa il tempo che tutto modifica e trascina con sé. La magia è l’ avermi lasciata con lo stesso sguardo dei miei diciotto anni, quando pensavo davvero di avere il mondo intero nel pugno di una mano e i giorni nuovi erano una scommessa fatta di speranza che diventa cosa concreta. I miei capelli hanno deciso per me di crescere e di ondularsi senza fretta, incorniciando un volto che è vita vissuta e insieme vita da vivere, le tante lezioni da seguire ancora. L’ incarnato, ora, è appena increspato dalla capricciosità dell’ esistenza che scorre e mai si ferma. Conservo ancora la mia curiosità per le cose di ogni giorno, temperata dalla nuova forza che sento finalmente in me e che nutre i pensieri miei dell’ oggi: pensieri di benessere e serenità, di consapevolezza di quella che sono, pregi e difetti. Capace di fermare l’ attimo che fugge in un petalo di fiore o in un soffio inaspettato di brezza fresca e leggera. E poi di berlo ad occhi chiusi, alla luce della luna piena o del sole che albeggia prorompente. Con naturalezza, con stupita leggerezza e magari un sorriso che questa volta nasce dal cuore
" The world in a hand - Il mondo in una mano - 9 " di Andrea Bosio Photograph |
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Caminante, son tus huellas Caminante, son tus huellas Tu che sei in viaggio, E' sempre e comunque questione di orme. Di ciò che hai dentro, se ce l' hai. Di quello che porti con te alla partenza e durante tutto il tuo viaggio. E di quello che ti ritrovi una volta varcata, al ritorno, la soglia di casa tua. Baci L.
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In un' epoca in cui il Tempo è diventato merce rara, preziosa se ne fa un gran parlare: al passato, al presente o al futuro. Ma capita spesso che manchino i presupposti per tutte queste tre canoniche collocazioni temporali. Rinneghiamo talvolta il passato, non sappiamo vivere appieno il presente e il futuro è diventato una terra promessa lontanissima. Il mio più grande dispiacere è toccare con mano questa sofferenza nei discorsi dei giovani, a partire da mia figlia: sogni pochi o inesistenti. Un presente di poche soddisfazioni e un passato che da solo non ce la fa a reggere il peso della loro progettualità essenziale. “ (… ) Cos’è dunque il tempo? Se nessuno m’interroga, lo so; se volessi spiegarlo a chi m’interroga, non lo so. Questo però posso dire con fiducia di sapere: senza nulla che passi, non esisterebbe un tempo passato; senza nulla che venga, non esisterebbe un tempo futuro; senza nulla che esista, non esisterebbe un tempo presente. Due, dunque, di questi tempi, il passato e il futuro, come esistono, dal momento che il primo non è più, il secondo non è ancora? E quanto al presente, se fosse sempre presente, senza tradursi in passato, non sarebbe più tempo, ma eternità (…) “ Sant'Agostino, in “Le Confessioni”, Libro XI Cap. 14. 17.
Buona fine d' agosto e buon principio di settembre a tutti.
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A proposito di quello che un bravo poeta e prosatore sanno trasmetterci. A quanto costa mettere in fila parole e frasi prima di musicarle. Alla felice malinconia di vederle partire per il mondo, sperando che un giorno ritornino a te libere, arricchite e piene di gratitudine. E poi l' augurio di vivere questa giornata con tanta positività. Perché si sa che il bene non può attrarre che altra luce. Baci Lucia Tu non sai Tu non sai: ci sono betulle che di notte levano le loro radici, e tu non crederesti mai che di notte gli alberi camminano o diventano sogni. Pensa che in un albero c’è un violino d’amore. Pensa che un albero canta e ride. Pensa che un albero sta in un crepaccio e poi diventa vita. Te l’ho già detto: i poeti non si redimono, vanno lasciati volare tra gli alberi come usignoli pronti a morire. Alda Merini
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Benvenuti! Spero che scegliate di condividere un po' del vostro tempo con me e con i miei pensieri. Se vi fa piacere, lasciate una traccia del vostro passaggio.
Springfreesia
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Il mio primo amore

"La lettura ", G. Kienerk
Sto rileggendo:
" Questa storia " di A. Baricco
CHI PUò SCRIVERE SUL BLOG
" True color ", C. Lauper
Donne alla finestra
" Donna alla finestra ", G. Spadoni
... tu chiamale, se vuoi, emozioni ...
"Roma Capoccia", A. Venditti

"Aquarius"

" Crisalide di donna ", L. Greco
Grazie leo, satiro del faggio e poeta
4 luglio 2008

" Il sogno ", P. Picasso
ESTATE 1985, CAMBRIDGE




"Madre e figlia", dipinto del 1926
"Louise che allatta suo figlio" di M. Cassatt

" Le Printemps " di P.A. Cot
"Torn", Natalie Imbruglia

A volte basta poco per aprire una finestra e respirare aria nuova.
Lucia

Segui l'amore
«Quando l’amore vi chiama,
seguitelo, anche se le sue vie
sono dure e scoscese.
E quando le sue ali vi abbracciano,
arrendetevi a lui.
Quando vi parla, credete in lui,
anche se la sua voce
puo’ cancellare i vostri sogni,
come il vento scompiglia il giardino.
Come covoni di grano, vi raccoglie in se’.
Vi batte fino a farvi spogli.
Vi setaccia per liberarvi dalla pula.
Vi macina per farvi farina bianca.
Vi impasta finche’ non siete docili alle mani;
e vi consegna al fuoco sacro,
perche’ siete pane consacrato
alla mensa del Signore.
L’amore non da’ altro che se stesso e
non prende niente se non da se’.
L’amore non possiede
ne’ vuol essere posseduto,
perche’ l’amore basta all’amore».
Kahlil Gibran
Le nuvole bianche
L’uomo libero è come una nuvola bianca. Una nuvola bianca è un mistero; si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta, e si libra al di sopra di ogni cosa. Tutte le dimensioni e tutte le direzioni le appartengono. Le nuvole bianche non hanno una provenienza precisa e non hanno una meta; il loro semplice essere in questo momento è perfezione.
Osho,"La via delle nuvole bianche"
Nuvole
bianche grigie
disegni divisi
tra cielo e terra
Alza lo sguardo
un cuore bianco
un angelo con le ali
raggianti baciati
da un raggio
Tra di loro
il sole fa capolino
si affaccia alla finestra
saluta sparisce
"Penna di Legno"

Se i sogni fossero in vendita,
quali vorresti comprare?
Alcuni costano il suono
Di una campana che fugge;
Altri un sospiro leggero,
Che alla fresca corona della Vita
Strappa soltanto un petalo di rosa.
Se i sogni fossero in vendita,
Felici o tristi a piacere,
Al suono del banditore,
Quali vorresti comprare?
da "Il Mercatino dei sogni", Thomas Love Beddoes


A Black and White Freesia Photo
"Linger", Cranberries

" Giardino con ginestre ", G. Papandrea



"Mulino a vento", U. Mazzone

Claude Monet, "Nymphéas, effet du soir"
" Speed of Sound ", Coldplay




































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