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Un blog creato da springfreesia il 04/07/2007

SPRINGFREESIA

Appunti di viaggio

 
 

Premio D eci e lode

 

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Grazie ai miei amici di blog gino, maria,  beppe l' orso, scricciolo68lbr, ambienteco, amorevolegeisha, asiad'oro, bruno14to, biancanovella, ciaobettina, living circle, dreamersgirl.

Lucia con affetto

 

 

 

AREA PERSONALE

 

Lucia Guida, 2012, Succo di melagrana. Racconti di vita quotidiana al femminile, Piazza Armerina, Nulla Die, pagg 68, ISBN 978-88-97364-24-5, € 9,90

 

Forbidden colours, R. Sakamoto

... perché i ricordi legati a sensazioni sono scritte in Braille nel nostro cuore

Oggi mi trovate anche qui:

luciaguida, il mio nuovo blog su Wordpress in cui parlo di me come autrice e del mio libro

 
Citazioni nei Blog Amici: 58
 

 

Un amico

Cos'è per te un amico,
Perché tu debba cercarlo
Per ammazzare il tempo?
Cercalo sempre per vivere il tempo.
Deve colmare infatti le tue necessità,
non il tuo vuoto.
E nella dolcezza dell'amicizia
Ci siano risate,
E condivisione di momenti gioiosi.
Poiché nella rugiada
delle piccole cose
Il cuore trova il suo mattino
E si rinfresca

Kalhil Gibran

 

 

FEMMES.

JE SUIS COMME JE SUIS

Je suis comme je suis

 Je suis comme je suis

Je suis faite comme ça

 Quand j'ai envie de rire

 Oui je ris aux éclats

 J'aime celui qui m'aime

 Est-ce ma faute à moi

 Si ce n'est pas le même

 Que j'aime à chaque fois

Je suis comme je suis

 Je suis faite comme ça

 Que voulez-vous de plus

Que voulez-vous de moi

Je suis faite pour plaire

 Et n'y puis rien changer

Mes talons sont trop hauts

 Ma taille trop cambrée

 Mes seins beaucoup trop durs

Et mes yeux trop cernés

 Et puis après

Qu'est-ce que ça peut vous faire

Je suis comme je suis

Je plais à qui je plais

Qu'est-ce que ça peut vous faire

 Ce qui m'est arrivé

Oui j'ai aimé quelqu'un

Oui quelqu'un m'a aimée

Comme les enfants qui s'aiment

 Simplement savent aimer

Aimer aimer...

Pourquoi me questionner

 Je suis là pour vous plaire

Et n'y puis rien changer.

Jacques Prévert

 

 

"Gli uomini non cambiano", Mia Martini

 

Quando sento la parola "fuga"

il mio sangue scorre piu' veloce, 

sorge in me improvvisa la speranza

e son pronta a volare.

Emily Dickinson                   

" Rebirth ", E. Rodriguez

I am Emma Woodhouse!

Take the Quiz here!

 

Della tribù gli uomini sono la lana, ma sono le donne a tesserne la trama

(proverbio degli Emirati Arabi)

 
 

 

" Le mie parole ", S. Bersani

" M' abbandono ", G. Moro

 

 

 

"O Sohno", Madredeus 

 

 

 

Se tu non parli

Se tu non parli
riempirò il mio cuore del tuo silenzio
e lo sopporterò.
Resterò qui fermo ad aspettare come la notte
nella sua veglia stellata
con il capo chino a terra
paziente.

Ma arriverà il mattino
le ombre della notte svaniranno
e la tua voce
in rivoli dorati inonderà il cielo.
Allora le tue parole
nel canto
prenderanno ali
da tutti i miei nidi di uccelli
e le tue melodie
spunteranno come fiori
su tutti gli alberi della mia foresta.

Rabindranath Tagore

 

 

 

 

Conchiglia


Mi hanno portato una conchiglia.
Le canta dentro
un mare d'atlante.
Il mio cuore
si colma d'acqua
con pesciolini
d'ombra e d'argento.
Mi hanno portato una conchiglia.

Federico Garcia Lorca

  

"At the Seashore", S. O' Brien

"Mele Cotogne", P. Rosati

Sereno

Dopo tanta
nebbia
a una
a una
si svelano
le stelle
Respiro
il fresco
che mi lascia
il colore del cielo
Mi riconosco
immagine
passeggera
presa in un giro
immortale

 G. Ungaretti

 

 

 

Intermezzo

Post n°469 pubblicato il 21 Maggio 2012 da springfreesia
 

Un'uscita fuoriporta con amici cari. Un agriturismo di "primo prezzo". Le chiacchiere benevole e di sostanza con un'amica di sempre che ti conosce come un libro aperto. Un pomeriggio uggioso che scivola con lievità sui pensieri grevi che hai accumulato nelle ultime ore.

La mia domenica di libertà  che si conclude in una serata finalmente rilassante, ricolma di serenità. E ti addormenti pensando che, certamente, domani è un altro giorno ma che la speranza non ha nessuna intenzione di morire.

 

 

 
 
 

Un sabato qualunque in una giornata di sole e di ombra

Post n°468 pubblicato il 19 Maggio 2012 da springfreesia
 

E' un post scritto di getto da una madre e da una docente. Da un'italiana che in momenti come questo si vergogna di far parte di un Paese in cui ci stiamo facendo scivolare addosso tutto quello che ci capita senza muovere un dito. La lotta per la sopravvivenza spicciola che porta chi non sa più cosa inventarsi a togliersi la vita. Le piccole e grandi prepotenze perpetrate ai danni dei più fragili quotidianamente da chi dovrebbe invece garantire il benessere a tutti. Il denaro guadagnato a caro prezzo che ci sfugge dalle mani  e non c'è verso di trattenerne le briciole, viene solo da ringraziare per godere ancora di queste ultime. Il futuro scippato ai nostri giovani, ai nostri figli. Che al futuro coniugheranno ben poco, molto meno di quanto è stato a noi concesso di fare. L'indifferenza dei potenti e la rassegnazione della gente. Pacata e silenziosa come quando in fila si sta per accedere a un diritto acquisito: una pratica inevasa da mesi, la prenotazione di un esame in ospedale che non riesci ad ottenere in tempo utile. Pensioni congelate, diritto allo studio negato ai più meritevoli perché diventato privilegio per pochi, per quelli che possono.

Un sabato in sordina, un gruppo di studenti in attesa di entrare a scuola. Le ultime impressioni prima di entrare in classe, un pomeriggio e una serata di provincia ancora tutta da inventare. Qualche sogno e qualche speranza: a 16 anni ci sono ancora e stentano a morire, nonostante tutto e tutti. Penso a quella ragazza e ai suoi amici andati a scuola invece di bigiare e di concedersi una passeggiata in una giornata di sole di maggio. A quell'appuntamento con il dovere tramutato in appuntamento con la morte. Per il capriccio crudele di chi non pensa a una sedicenne e ai suoi primi batticuori per un'interrogazione che potrebbe andare bene oppure o no o per il biondino con l'orecchino, quello carino occhieggiato da tutte, che passa da un cuore infranto all'altro.

Un attimo solo e tutto questo svanisce via lontano. Sul selciato oggetti che potresti trovare nello zaino o nella sacca di tuo figlio violati e cosparsi di sangue innocente. Poteva essere una strage. E' stata la fine di due anime lievi di ragazze, è il dolore infinito ed eterno  della  famiglia di una per la sua immotivata perdita.

  



photo 123RF

 
 
 

Giochi di Blog

Post n°467 pubblicato il 17 Maggio 2012 da springfreesia
 

Nel ringraziare ilike06 provo a calarmi nel giochino che mi ha proposto. Bisogna indicare tre citazioni in cui ci si riconosce appieno e poi cercare di "tirar dentro" altri amici blogger. Anch'io spero che ci sia comunque risposta, nonostante questa piazza grande si stia progressivamente svuotando a beneficio di altre piattaforme più rapide, più multimediali come Facebook, Twitter ma anche altre community maggiormente innovative.

Le mie citazioni sono quelle a cui tengo di più e che potete trovare anche nel mio profilo su FB:

Cercami nelle parole/ che non ho trovato
(B. Dimitrova)

Per aspera ad astra
(Seneca)

Sono una donna felice, come lo dovrebbe essere qualunque donna nel riverbero di questa età luminosa. Ho debolezze eleganti, e cicatrici charmantes. Non ho più illusioni sulla nobiltà delle persone, e per questo so apprezzare la loro inestimabile arte di convivere con le proprie imperfezioni. Sono clemente, alla fine, con me stessa e con gli altri.
( A. Baricco )

Che dirvi di più? Che come al solito sono una gran chiacchierona e amo abbondare con le parole.

L'invito a giocare con me è per i miei amici blogger

Nicoletta 

 

Giuseppe

Massi

Gianna

Chiaramente lascio a loro la scelta di accettare oppure no; a me resta comunque la grande consolazione di averli tra i frequentatori più assidui qui da me.

Lucia

 
 
 

Maternità - Motherhood

Post n°466 pubblicato il 13 Maggio 2012 da springfreesia
 

Si nasce o si diventa madri? E ancora: quando si diventa realmente madri? Nell'atto del concepimento o, forse, dall'istante in cui si comincia a pensare progettualmente al bambino che arriverà? 

La maternità è un dono immenso per una donna; diventare madri consapevolmente una ricchezza infinita.

Auguri a tutte le mamme qui di passaggio attraverso i pensieri di Lucia, protagonista del racconto breve "Una nuova stagione di vita" tratto dalla mia silloge di racconti Succo di melagrana


(...) 

Strinse lievemente il bordo della copertina di lana lavorata a mano che la avvolgeva, avvertendo un involontario brivido che non era soltanto di freddo. Pensare di essere incinta di un uomo che aveva conosciuto nello spazio di pochissimo tempo le dava le vertigini. Eppure era successo, eppure era realtà. E lo sarebbe stato ancora maggiormente col passare del tempo, quando la rotondità del suo ventre avesse deciso di evidenziarsi in tutta la sua esuberanza e piena affermazione della vita che conteneva piuttosto che celarsi con discrezione come adesso sotto l’abito nero da vedova. Passata l’estate, terminato l’autunno, avrebbero in dicembre avuto, lei e i suoi figli, il loro personale Bambinello in carne e ossa, ninnato nella culletta di legno dalla fattura essenziale che suo marito aveva intagliato prima della nascita di Annuccia e che, dopo un paio di anni, era stato nido confortevole anche per Beppe. Ce l’avrebbe fatta. Non era forse vero che quattro bocche si sfamano con la stessa facilità di tre? E che l’arrivo di un figlio, seppure non desiderato, è sempre da preferirsi a una montagna di guai? Almeno era quello che la saggezza popolare suggeriva con pietosa consolazione a tutte quelle donne che, condividendo la sua stessa sorte, si trovavano di fronte a un evento inatteso di tale portata. Ma cosa aggiungere a beneficio di quelle che, in mala tempora come lei, avevano da fare i conti col fatto di non essere legittimate in quest’attesa dall’avere un compagno che le affiancasse, magari partito per la guerra o all’estero come tanti uomini di quel paesello in cerca di fortuna ma pur sempre in odore di rimpatrio, con cui condividere anche socialmente una

responsabilità così gravosa? Avrebbe potuto continuare a recarsi nel suo campicello nelle giornate festive o, da brava sarta, cucire ancora per le donne del luogo? E chi l’avrebbe aiutata a tirar su quel pupetto, le volte che lei non avesse avuto possibilità di occuparsene personalmente? Per quanto per natura fosse avvezza ad affrontare uno per volta i problemi che si prospettavano, stavolta quest’antico atteggiamento mentale, in precedenza assai risolutivo, fatto di intuizione femminile e di una buona dose di buonsenso, oltre a una notevole capacità di ottimizzare qualsiasi difficoltà le si parasse davanti, facendola fruttare anche solo in briciole di positività, le sembrava non funzionare a dovere.

Era a un bivio.

A dire il vero l’aveva addirittura superato. Perché con estrema incoscienza o speranza o qualcos’altro che non sapeva ancora ben definire, forse prematuro istinto materno verso quella creatura ancora troppo piccola per segnalare con un battito d’ali o un guizzo la propria infinitesimale presenza, e tuttavia già radicata con forza nella sua vita, aveva deciso di non chiamare la levatrice per farsi aiutare a sbarazzarsene. Di continuare a farla crescere dentro di sé. Di partorirla e di cercare un nome per lui o lei, vestendo quel neonato con coprifasce e vestitini cuciti a mano che erano stati quelli dei suoi ragazzi da piccolissimi e che sarebbero appartenuti anche a quel nuovo fratellino o sorellina figlio di un semisconosciuto soldato americano.

 

Guida Lucia ( 2012), “ Una nuova stagione di vita “, in Succo di melagrana, Piazza Armerina, Nulla Die

" Maternità" di Luigi Masin

 
 
 

Ginestre e non solo

Post n°465 pubblicato il 05 Maggio 2012 da springfreesia
 

Questo sabato è stato una giornata di riposo forzoso, carpita alla mia routine lavorativa che da tempo immemore mi colloca tra coloro che non celebrano lunghi weekend. Intendiamoci, l'ho apprezzata e tantissimo. In questo periodo sono piuttosto stanca, vuoi per la primavera che finalmente ha fatto capolino scombussolando alla grande i miei bioritmi, vuoi per le tante cose, molte delle quali graditissime ma parimenti impegnative, che talvolta preferiscono affollarsi  in alcuni periodo piuttosto che in altri. Con calma ho sistemato in mattinata alcune cosette e poi ho deciso di regalarmi delle ginestre. I fiori di ginestra sono tra i miei preferiti: luminosi e svettanti, semplici ma incisivi, dal profumo lieve ma penetrante. Armata di buona volontà ho visitato ben tre vivai, alla ricerca della mia ginestra. Cercando di non farmi tentare dalla profusione di gerani, calendule e ortensie e  bellissime margherite alla m'ama non m'ama. Pare che il periodo della ginestra stia per terminare, o almeno è quello che solerti giardinieri e vivaisti mi hanno detto. Eppure basta spostarsi un po' in periferia e qui da me le fiancate della collina sono coperte da macchie di un giallo intenso e generoso. La mattinata era tuttavia troppo invitante per demordere e tornare a casa. Ho deciso di proseguire nella mia ricerca e di tentare al quarto vivaio. Dribblando una fila piuttosto sostenuta ( volevo soltanto sapere se era il caso di attendere di essere servita anch'io oppure andar via ) ho ricevuto dalla commessa una risposta vaga e allora ho pensato di addentrarmi da  sola nel pezzetto di terra coltivato sino all'inverosimile. Scoprendo una varietà di ginestra "innestata" che sembrava proprio fare al caso mio. Ne ho comprate due piante e domani sul presto penso di trapiantarle in vasi più capienti sulla mia veranda sperando che attecchiscano e accettino di condividere la bella stagione con me a lungo.

Morale della favola: non accontentarsi subito, talvolta, dà maggior soddisfazione.

Baci e buon sabato a tutti

Lucia

 
 
 

Piccole donne crescono

Post n°464 pubblicato il 02 Maggio 2012 da springfreesia
 

Pare che sia la forma di pubblicità più in voga al momento per lanciare un libro appena pubblicato. Parlo del booktrailer come strumento di condivisione di quello che è lo spirito ( e il contenuto! ) di ogni opera letteraria. E allora ho pensato di farlo anch'io, incaricando di ciò mia figlia Roberta, tre mesi a 18, intraprendente e creativa e molto paziente con una mamma autrice emergente/esordiente un po' ansiosa, diciamo così. E perfettina. Il risultato è stato questo video che vi propongo sperando che da buon prodotto casereccio qual è ( avrei voluto censirlo come homemade ma ho temuto assai le rampogne del buon tt ! ) conquisti il vostro favore. In ogni caso ci siamo divertite e parecchio. Un po' meno mio figlio che per l'occasione ci ha prestato il suo pc per un paio di giorni: il programma moviemaker era, infatti, stato installato soltanto sul suo portatile.

Buona visione e, mi raccomando, lasciate un cenno se ne avete piacere!
Baci tanti a tutti 

Lucia

 
 
 

Il femminicidio si può e si deve fermare

Post n°463 pubblicato il 28 Aprile 2012 da springfreesia
 

Leggere ogni giorno di donne che perdono la vita per mano del proprio uomo o comunque di uomini di famiglia, le persone che, cioè, dovrebbero garantire loro affetto e protezione per prime, è un dolore sordo, sottile, pieno di rabbia impotente che non può essere lenita. Il femminicidio in Italia non ha ancora una sua collocazione giuridica e viene definito ancora come "delitto passionale"; nulla di più lontano, perché passioni e sentimenti sono moti d'animo autentici, vitali. Ben diversi da un gesto di morte fine a se stesso come, appunto, quello di privare dell'esistenza un altro essere umano.

Qui di seguito riporto un articolo stralciato da "La 27ora" del 28.04.12 del Corriere della sera che a mio avviso contiene degli spunti interessanti e assai condivisibili. Dando anche una speranza concreta a chi pensa che questa infinita mattanza possa e debba avere fine.

Un abbraccio

Lucia

IL FEMMINICIDIO SI PUO' FERMARE

di Lea  Melandri

“Ma come si fa a uccidere una ragazza per un litigio?”, si è chiesto il padre di Vanessa Scialfa, la giovane di Enna vittima del fidanzato con cui era andata a convivere da pochi mesi. E’ la domanda che nasce spontanea e che segnala l’incredulità di fronte al ripetersi quasi quotidiano di una violenza che inspiegabilmente esplode all’interno dei legami più intimi. Ma è proprio vero che le ragioni del perverso annodamento tra odio e amore, rabbia e tenerezza, presente da sempre nei legami di coppia e nelle relazioni famigliari, anche se solo ora si comincia a discuterne, sono così misteriose, così insondabili?

“Noi uomini -ha scritto Adriano Sofri (La Repubblica, 27.03.2012) parlando del ‘nemico in casa ’- se appena siamo capaci di ricordarci del modo in cui siamo stati iniziati, e non ci dichiariamo esonerati, sappiamo che cosa è la voglia frustrata o vendicativa o compiaciuta di malmenare o vessare”.

Se la pulsione aggressiva è così diffusa, tanto da poterla riportare al “millenario addestramento” dell’uomo a considerare la donna un suo naturale possesso, se ne deduce che il passaggio all’azione dipende solo dal grado diverso di intensità e di controllo del singolo. Ciò significa che, se scartiamo l’ipotesi di una connaturata malvagità del sesso maschile, possiamo pensare, più ragionevolmente, che un cambiamento -nel senso di relazioni più umane tra uomini e donne- venga dalla cultura, dall’educazione, dalle leggi, da una conoscenza di sé e dell’altro più consapevole della barbarie che ci portiamo dentro, nostro malgrado. Il femminicidio si può fermare.

Purtroppo però neppure questa sembra, al presente, una strada facile da percorrere, come sa chi ha tentato di cominciare dalla prima infanzia a rimuovere pregiudizi atavici, “differenze” di identità e di ruoli, precocemente interiorizzati, che costringono i maschi e le femmine a contrapporsi in modo astratto e deformante: da una parte la forza, la padronanza del mondo, dall’altra la docilità e la dedizione alla famiglia. Un ostacolo viene dai bambini stessi, accomunati da stereotipi che portano i segni della cultura maschile dominante, ma fatta propria da entrambi i sessi.

Nella sua video inchiesta, Il cielo è sempre più blu, Alessandra Ghimenti osserva:

“Tutti i bambini percepiscono la differenza, ma non tutti riescono a spiegarla. I più piccoli si limitano a riferire ciò che vedono: differenze nel taglio dei capelli, nell’abbigliamento. I più grandi invece, ricalcano gli stereotipi: alle femmine è riservata la bellezza, la dolcezza, la docilità, l’obbedienza a scuola; ai maschi la forza, l’aggressività, l’insubordinazione alle maestre, la violenza, la velocità. Sia maschi che femmine sono abbastanza concordi nell’affermare che la femmina si occuperà dei figli, il marito lavorerà.”

Non c’è niente di più diseducativo per le donne -ma indirettamente anche per gli uomini, che sono i loro figli- che rivestire il ruolo ambiguo, contraddittorio, di un genere umano che conta meno dell’altro, marginale nella sera pubblica e sottomesso in quella privata, e che al medesimo tempo viene ritenuto responsabile della sua crescita, della sua felicità, della sua riuscita sociale.

Le esperienze innovative fatte in alcune scuole primarie in Italia, e persino nella liberale Svezia, per promuovere relazioni tra i sessi meno condizionate dalle identità di genere, e dalle logiche di potere che vi sono connesse, dimostrano che siamo ancora lontani da quello che è stato il fattore primo e più duraturo del disagio della civiltà.

Dalla direttrice della scuola elementare di Castelfiorentino, che ha deciso di far indossare a tutti gli alunni indistintamente un grembiulino blu, alla responsabile dell’asilo Egalia, in un distretto vicino a Stoccolma, che ha voluto creare un “territorio neutrale”, dove ognuno potesse sviluppare le proprie potenzialità, sperimentando tutta la gamma delle appartenenze, le obiezioni di cittadini e genitori sono le stesse: la distinzione tra i generi è così atavica che le differenze si possono solo riconoscere e valorizzare “in modo equo”. Resta l’interrogativo di come si possa pensare di acquisire diritti e pari opportunità senza mettere in discussione le differenze che sono state finora alla base dell’ineguaglianza tra i sessi. A meno che “parità” non significhi l’assimilazione al modello maschile assunto come misura neutra, immodificabile dell’umano.

Per restare in ambito educativo, è interessante notare come, anche a livelli più alti di istruzione, i condizionamenti e le discriminazioni tradizionali tornino a far sentire il loro peso proprio là dove più esplicita è l’intenzione di sradicarli.

A proposito del Laboratorio sulla violenza di genere, che oggi fa parte del corso di laurea della Facoltà di Scienze della Formazione di Roma Tre, Claudio Tognato, docente e promotore dell’iniziativa, ha potuto constare, nei sette anni che sono trascorsi, un grande interesse e partecipazione, con un unico motivo di perplessità: a frequentare sono state quasi esclusivamente studentesse, orientate a diventare tirocinanti all’interno dei Centri Antiviolenza.

“Il laboratorio, indirizzato a future assistenti sociali ed educatrici, vuole creare uno spazio di riflessione su queste tematiche, che possa levare il problema della violenza maschile dal contesto privato, dal terreno della malattia o da quello del disagio mentale per riproporlo come problema sociale e culturale.”

La mano che colpisce è maschile, ma gli uomini ancora esitano a farsene carico, o semplicemente a prenderne coscienza.

Non c’è dubbio che, da alcuni anni a questa parte, le iniziative volte a prevenire la violenza contro le donne si sono moltiplicate, riuscendo, nel migliore dei casi, a coinvolgere le istituzioni. Esemplare, in questo senso, è stato il progetto Sentimenti differenti. Relazione tra i sessi ed etica dei sentimenti –la violenza alle donne e l’educazione ai sentimenti, che ha avuto come protagonisti Simona Marino e Giuseppe Ferraro, docenti presso l’Università Federico II di Napoli e alcune scuole della loro città, di vario ordine e grado.

“In breve, un’etica dei sentimenti per costruire una nuova alleanza tra uomini e donne che inauguri una relazione di vicinanza, dove il desiderio non sia possesso e assimilazione ma meraviglia e cura, e per ripensare insieme in un confronto tra gruppi di sesso differente temi come il corpo, la percezione del corpo proprio e dell’altro/a, l’amore di sé e dell’altra/o, l’amicizia, la paura, la dipendenza e il bisogno, la gelosia, il desiderio e il possesso, il rispetto e la cura, l’amore.”

C’è da sperare che sia, come spesso accade, l’iniziativa che parte dal basso, con passione pionieristica e tanta paziente dedizione, ad aprire finalmente un cerchio virtuoso in uno dei lasciti più tragici del nostro passato.

Qui un appello da firmare intitolato "mai più complici" promosso da senonoraquando  contro la violenza di genere.


 
 
 

Liberazione

Post n°462 pubblicato il 24 Aprile 2012 da springfreesia
 

Ecco, io lo vorrei pieno di sole questo 25 aprile 2012. Una giornata di festa e di speranza per tutti, magari anche a buon mercato come solo le cose semplici e forse più autentiche sanno essere. Un pensiero per quello che ci è rimasto, che pure continuiamo ad avere con fatica, strappando poco alla volta al grigiore e alle contrarietà della quotidianità ciò che invece dovrebbe essere nostro per diritto. Un sogno solo, una pausa di relax nella settimana che impazza, una boccata d'ossigeno prima di tornare sott'acqua. Una vera Liberazione. Dalle cose inutili e complicate che non ci fanno star bene, dall'indifferenza gratuita e silenziosa che piano piano annienta quelli per i quali il salvagente è sempre troppo lontano, dalla rassegnazione piena che non ci fa crescere e che ci porta alla non vita.

Un abbraccio a tutti

Lucia

" Ma che bella giornata di sole
Quanta gente per le strade muore
Quanti treni alla stazione
Ma per tornare a casa
E la chiamano liberazione
Questa giornata senza morti
Questo profumo di limoni
Dalle finestre aperte
E mio padre vivrà
Solo il sogno di questa terra
Perché quello che ha è ancora guerra.
E mia madre amerà
questo sogno di prigioniero
Perché quello che avrà è il mondo intero.
E' una barca che naviga sulle onde del mare
Questo giorno di libertà
Tu non lasciarlo andare.
Questa terra sarà oggi e sempre nelle tue mani
Questo mondo vivrà nelle tue mani.
Oh, oh, oh…
Ma che bella giornata di sole
Questa giornata senza morti
Questo profumo di limoni
Giù nelle strade."

"Ma che bella giornata di sole", Antonello Venditti


 
 
 

Fragile

Post n°461 pubblicato il 20 Aprile 2012 da springfreesia
 

 

" (...) On and on the rain will fall
Like tears from a star like tears from a star
On and on the rain will say
How fragile we are how fragile we are

On and on the rain will fall
Like tears from a star like tears from a star
On and on the rain will say
How fragile we are how fragile we are
How fragile we are how fragile we are (...)".

Sting, Fragile

La fragilità è atto di doveroso rispetto verso la nostra umanità.

Lo avrà pensato anche il mio corpo, sottoposto a stress e fatica notevoli in questo periodo. Col risultato che Lucia oggi e domani curerà la sua influenza "primaverile" a casa. Senza strapazzi ulteriori, con una buona dose di umiltà.

Baci a tutti

L.

 
 
 

An Interview - Interviste

Post n°460 pubblicato il 12 Aprile 2012 da springfreesia
 

Essere pubblicati da una casa editrice che non ti chiede di pagare un centesimo per questo è certamente una gran conquista. Significa, però, anche impegnarsi in prima persona nell'opera di pubblicizzazione e di propaganda, anche spicciola, del tuo lavoro. E' quello che sto facendo da qualche mese, grazie anche alla disponibilità di molti amici come, ad esempio, trampolinotonantecateviola  o  ventodamare.

Oggi vi presento una delle interviste che mi sono state fatte. Realizzata da Carolina Venturini, giovane e intraprendente giornalista freelance, web content design e social media specialist.

Ve ne propongo qui il prologo, invitandovi a leggerne il seguito sul suo sito "Sotto i fiori di lillà" , della piattaforma di Blogspot, in cui Carolina è un'apprezzatissima blogger. Offrendovi di me una prospettiva, spero, nuova e interessante. Buona lettura!

Lucia

" Lucia Guida è una scrittrice emergente italiana. Mi ha contattata dopo aver conosciuto questo blog attraverso le parole di una mia collega del master ed è con gioia che ho accettato di leggere il suo libro e di conoscerla e farla conoscere attraverso quest'intervista. Lucia si occupa del femminile. I suoi racconti dipingono l'universo della donna e delle scelte ed è anche per questo motivo che ho accettato di conoscere la sua proposta letteraria, di cui vi parlerà prossimamente. In questa chiacchierata Lucia e io ci siamo soffermate sui suoi passi nel mondo della scrittura creativa, abbiamo riflettuto sulle vicende del Festival dell'Inedito, sull'editoria digitale e sul mondo dei concorsi letterari. Per me, è stata una piacevole scoperta, anche considerando la sua professione principale. Non mi resta che lasciare a lei la parola e a voi il piacere di ascoltarla ( leggi qui il seguito ...



 
 
 

Quando cala la notte

Post n°459 pubblicato il 10 Aprile 2012 da springfreesia
 

Se non fosse per quest'aria gelida, da pieno inverno piuttosto che da primavera in cammino, uscirei stanotte  all'aperto a guardare le stelle. Che cosa fantastica guardare verso l'alto, chiarore lunare che stempera l'oscurità seriosa delle tenebre, confusa tra le ombre, anima tra le anime. Occhi fissi al cielo cercando di scorgere con curiosa benevolenza quello che verrà. Avvolta dalla magia lenta di una notte senza tempo, sospesa. Le fatiche della giornata oramai alle spalle e più niente a cui dover badare. Per il momento, fino a un nuovo giorno. La certezza di potermi perdere nei tanti pensieri trastullandomi serena come un bambino che aspetta fiducioso di addormentarsi. Perché il sonno verrà a prendermi e sarà un sonno pacato, quello di una persona che ce l'ha messa tutta per arrivare a fine giornata senza arretrati, coscienza a posto. Per ben principiare quello che verrà presto, domani. In piena sintonia con una notte che è dolce da centellinare nell'attesa.

Baci e sogni d'oro  

 
 
 

Il nostro "Miglio Verde"

Post n°458 pubblicato il 06 Aprile 2012 da springfreesia
 

Qualche sera fa ho potuto rivedere su una tv commerciale "Il miglio verde" tratto dal romanzo bestseller di Stephen King. L'ho rivisto con l'emozione di sempre, nonostante sia un film estremamente pausato dall'andamento volutamente lento. E ho pensato che una volta tanto la sua programmazione in questo particolare periodo dell'anno non sia stata casuale. Che Retequattro non volesse cioè avvalersi dell'ennesimo déjà vu  per riempire un palinsesto troppo scarno.

Riascoltando con attenzione i bellissimi dialoghi, mi va di sottolineare un paio di battute di John Coffey, il gigante buono ingiustamente condannato alla sedia elettrica:


 " Lui le ha uccise con il loro amore. È così che va tutti i giorni, in ogni parte del mondo", a proposito del barbaro omicidio delle due bimbe.

Ma anche:

"Sono stanco, capo. Stanco di andare sempre in giro solo come un passero nella pioggia.Stanco di non poter mai avere un amico con me che mi dica dove andiamo, da dove veniamo e perché. Sono stanco soprattutto del male che gli uomini fanno a tutti gli altri uomini. Stanco di tutto il dolore che io sento, ascolto nel mondo ogni giorno, ce n'è troppo per me. È come avere pezzi di vetro conficcati in testa sempre continuamente.Lo capisci questo? ", a commento della sua pacata rassegnazione ad accettare una fine ingiusta concepita come "liberazione" da uno status specialissimo, il suo, quello di sensitivo e guaritore. Capace di fare ed accettare proprie le tante brutture del mondo a espiazione della cattiveria umana.

Nella vita mi è capitato di incontrare persone che si sono fatte carico di situazioni umane intollerabili per i più. E persone in costante, continua fuga dal dolore e dalla sofferenza. Due prospettive diverse per giungere allo stesso capolinea. In un caso o nell'altro non me la sono sentita di giudicare posizioni così estreme, conservando un ruolo di spettatrice.

Certamente il mondo è un coacervo di ingiustizia palesata senza troppe remore, senza quello che una volta si definiva "pudore". E forse, me lo ripete spesso anche la mia bellissima e saggia figlia, io sono ancora (ahimè!) un'inguaribile sognatrice persa a oltranza nei miei idealismi, nelle mie sovravvalutazioni.  
Ma cosa posso farci se in ogni cosa il mio istinto è quello di cercare sempre il puntolino luminoso, magari debolissimo ma per me sempre presente?

Auguri sinceri di buona Pasqua. Di giorni sereni e lucenti, fatti di vita che ha il coraggio di rinascere colorata di verde tenue ma persistente.

Baci

Lucia



 

La foto è tratta dagli archivi fotografici di RTF123

 
 
 

Dilemmi temporali

Post n°457 pubblicato il 31 Marzo 2012 da springfreesia
 

Ci sono dei periodi della nostra vita in cui le giornate scorrono tranquille come acque di fiume che vanno verso il mare aperto. E momenti, invece, in cui anche far fronte all'essenziale diventa complicato. E faticoso. Chiaramente se alla complicazione e alla fatica segue la soddisfazione di camminare in piano non c'è laboriosità che non si accetti e non si sopporti quale giusto prezzo da corrispondere. Il male è quando, viceversa, si lavora e tanto ma non si riesce a mettere da parte per tempi migliori che qualche seme di miglio. Son nata frettolosa e l'adagio che mia nonna materna rispolverava di sovente per me era "Dai tempo al tempo". Ho cercato di mettere in pratica questa massima preziosa, a volte con maggior fortuna e altre con minor pazienza. Ma chi "nasce tondo non muore quadrato" ( altro detto consolatorio e riequilibratore ). Io da brava ci provo sempre a non mordere il freno, in attesa di tempi maggiormente benevoli. Ma l'idea che tuttavia conservo è quella di provare, qualche volta, a forzare la situazione: hai detto mai che le cose non si riequilibrino definitivamente? Voi che ne pensate? La gallina oggi o l'ovetto domani? E se poi scegliessimo l'uovo non disperando di incontrare una gallinella nei giorni a venire?

Buon weekend prepasquale

Lucia

 


L'autrice della bella opera a completamento del post è qui per chiunque avesse desiderio di visitare il suo blog:

http://embracetiger.blogspot.it/2011/01/if-chicken-pollo.html


 
 
 

Ode alla Primavera

Post n°456 pubblicato il 24 Marzo 2012 da springfreesia
 

Sono grata ai petali di ciliegio,

in libera e impalpabile caduta,

di aver coperto le angustie

della mia giornata.

Le piccole ma cocenti

delusioni,

l'attimo sfuggito

alle mie dita

avide di vita;

i buoni propositi

mutati

in rassegnazione

piana, pacata.

Il sole che stenta

ad affacciarsi

attraverso questa coltre

grigioazzurra e dissimulatrice.

Le mie aspettative

che hanno bisogno di rugiada fresca

e di un nuovo mattino.

La mia speranza

racchiusa in un rosa

delicato e persistente,

oggi fiore in boccio

domani frutto goloso

e succulento.

Lucia Guida




 
 
 

Tre giorni a primavera

Post n°455 pubblicato il 18 Marzo 2012 da springfreesia
 

Tre giorni a primavera in una domenica ancora velata dalla nebbia. Dalla portafinestra del mio soggiorno lancio uno sguardo pieno di rimorso alle mie piante riproponendomi alla prima giornata di sole schietto di rinvasarle dopo il lungo periodo invernale. E' una giornata di pigro centellinare, questa, dopo la terza presentazione del mio libro alla Feltrinelli di Pescara. La settimana si è snodata tra i tanti impegni consueti e gli immancabili "fuori programma" che, stravolgendo l'algoritmo del quotidiano, mi hanno costretta a rallentare e a ponderare. Una riequilibratura che generalmente finisco con l'apprezzare perché mi da la possibilità di camminare con maggior naturalezza, a un ritmo più sostenibile, più umano.

I progetti, si sa, lasciano il tempo che trovano se l'imponderabile decide di presentarsi all'appello. Una volta sarei rimasta sopraffatta  dal "punto e a capo", ora reagisco con un fatalismo che non è scevra rassegnazione ma curiosità attenta verso le possibilità infinite rappresentate da una sterzata imprevista che potrebbe anche rivelarsi alla fine provvidenziale.

Seguendo la corrente del fiume, in un alternarsi di stasi e di bracciate  vigorose.

Baci e buon principio per domani


foto di Patrizia Chiozza

 
 
 

Ringraziamenti - Acknowledgements

Post n°454 pubblicato il 11 Marzo 2012 da springfreesia
 

Ieri pomeriggio presso la Casa Natale di d'Annunzio a Pescara si è svolta la presentazione di "Succo di melagrana", la mia silloge di racconti. Una cornice antica e significativa per parlare con passione ma anche serenità di donne e di sentimenti. Toccando con mano il calore e l'affetto delle tante persone presenti. Come dire che davvero un libro talvolta può unire come il più potente dei collanti.

Un grazie a tutti i partecipanti, censiti grazie alle pergamenine celebrative distribuite loro da mia figlia, dal momento che l'autrice, visibilmente in alta quota ed emozionatissima, ricorda pochissimo dell'intero evento.


E dire che l'anno passato di questi tempi avrei dato del matto a chiunque mi avesse profetizzato una cosa del genere. La vita, si sa, riserva sorprese inimmaginabili.  

Buona serata a tutti e buon principio di settimana per domani.

la Luci

 
 
 

Come granelli di sabbia in una folata di vento

Post n°453 pubblicato il 04 Marzo 2012 da springfreesia
 

Sgomenta leggo dell'ultimo, ennesimo femminicidio perpetrato ieri notte a Brescia. Il senso profondo di disagio è lo stesso che ti assale quando percepisci di essere un oggetto nelle mani inprovvide di un'altra persona: un uomo che hai amato e che ti ha amato, ma che ora non ti ama più se alla fine sceglie di sopprimerti e con te di mettere fine alle persone che più ami al mondo. E mi viene da pensare all'infinita fragilità degli uomini di oggi che non accettano di essere messi da parte dalle loro compagne rivendicando all'infinito un amore che più non c'è e che non rinascerà. Preferendo annullare barbaramente il ricordo di qualcosa che era piuttosto che confrontarsi quotidianamente con esso imparando a convivere, ad accettarlo pur non condividendolo. E' sempre la stessa storia: a noi donne è dovuto perpetuare fino alla fine il dolore di un sentimento che sfuma, a loro concesso di cancellarci con un colpo di spugna. Come se non fossimo mai esistite, quasi fossimo granelli di sabbia in un mulinello di vento dispettoso ...

il dipinto è preso dal profilo della mia amica Lucrezia

 
 
 

Dell'Amicizia

Post n°452 pubblicato il 26 Febbraio 2012 da springfreesia
 

Una serata di fine febbraio mite, quasi un accenno di primavera.
Un gruppo di amici di vecchia data che ne hanno viste insieme di tutti i colori. Un casale di campagna pronto ad accogliere le loro chiacchiere indulgenti mescolate a sapori antichi proposti con discrezione. E mi viene da pensare a Gibran e ai suoi versi sull'amicizia; alla sua raccomandazione pacata e autorevole a ricercare l'altro per il puro piacere di godere della sua compagnia. Finalmente nessun vuoto da colmare, solo la consapevolezza sottile e rassicurante di condividere un momento di convivialità con chi l'apprezza con la tua stessa semplicità.

Baci e buona domenica


 "Pranzo a Posillipo", G. De Nittis (1879)

 
 
 

The Sunday Woman

Post n°451 pubblicato il 19 Febbraio 2012 da springfreesia
 

Ci sono post feriali e post festivi. Questo è un post rigorosamente domenicale, giornata in cui generalmente i miei ritmi di vita sono meno convulsi del solito.

Dopo una settimana di moderata intensità mi sono svegliata stamattina armata di buonissime intenzioni e di una discreta dose di positività  e costruttività. E similmente a un buon vento di maestrale ho gonfiato i miei polmoni e allontanato ogni motivo di cruccio. Abitare in semicentro, si sa, ha discreti vantaggi: intanto quello di godere di un panorama sorprendentemente accogliente fatto di mare e monti. Sperando che la frenesia umana trovi uno stop e che il verde della collina che mi sta di fronte si mantenga alla lunga.

Ho scritto di buona lena anche se mi è toccato al solito fare con pazienza "il sunto delle puntate precedenti":   credo che sia la sorte di chi coltiva la passione della scrittura "ai margini", strappando con relativa sistematicità  e molta pazienza al fluire delle giornate ordinarie  pochi e unici attimi di concentrazione. Ho cucinato per i miei figli un vero "pranzo della domenica". Oggi pomeriggio mi toccherà dare uno sguardo ad alcune faccende lavorative lasciate in sospeso e poi, se me ne è rimasta la voglia ( ma soprattutto il tempo! ) cimentarmi nell'impastare ciambelline al vino.

Sono una donna della domenica come tante che apprezza e centellina giornate come queste: pigre, morbidamente suadenti senza porsi troppi "se" o troppi "ma".

Grandioso effetto della maturità.

Baci a tutti

Lucia

 

 
 
 

Neve e poesia

Post n°450 pubblicato il 11 Febbraio 2012 da springfreesia
 

Quanto silenzio,

la neve disegna ali

di anatre mandarine
Masaoka Shiki
Nevica oramai da nove giorni, una eccezionalità da queste parti.  La neve è lievità ma anche natura fiera e determinata che mette alla prova dando fondo a tutte le tue certezze. Questo haiku, delicatissimo, è il mio personale tentativo di conciliare posizioni così estreme.
Un abbraccio e a presto
Lucia

 
 
 
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 "Madre e figlia", dipinto del 1926

 

                                                                                                                   

 "Louise che allatta suo figlio" di M. Cassatt

 

 

" Le Printemps " di P.A. Cot

 

"Torn", Natalie Imbruglia

A volte basta poco per aprire una finestra e respirare aria nuova.

Lucia

 

Segui l'amore

«Quando l’amore vi chiama,
seguitelo, anche se le sue vie
sono dure e scoscese.
E quando le sue ali vi abbracciano,
arrendetevi a lui.
Quando vi parla, credete in lui,
anche se la sua voce
puo’ cancellare i vostri sogni,
come il vento scompiglia il giardino.
Come covoni di grano, vi raccoglie in se’.
Vi batte fino a farvi spogli.
Vi setaccia per liberarvi dalla pula.
Vi macina per farvi farina bianca.
Vi impasta finche’ non siete docili alle mani;
e vi consegna al fuoco sacro,
perche’ siete pane consacrato
alla mensa del Signore.
L’amore non da’ altro che se stesso e
non prende niente se non da se’.
L’amore non possiede
ne’ vuol essere posseduto,
perche’ l’amore basta all’amore».


Kahlil Gibran

 

Le nuvole bianche

L’uomo libero è come una nuvola bianca. Una nuvola bianca è un mistero; si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta, e si libra al di sopra di ogni cosa. Tutte le dimensioni e tutte le direzioni le appartengono. Le nuvole bianche non hanno una provenienza precisa e non hanno una meta; il loro semplice essere in questo momento è perfezione.

Osho,"La via delle nuvole bianche"

 
Nuvole

bianche grigie
disegni divisi
tra cielo e terra
Alza lo sguardo
un cuore bianco
un angelo con le ali
raggianti baciati
da un raggio
Tra di loro
il sole fa capolino
si affaccia alla finestra
saluta sparisce


"Penna di Legno"

 

 

 

 

 

 

 Se i sogni fossero in vendita,
quali vorresti comprare?
Alcuni costano il suono
Di una campana che fugge;
Altri un sospiro leggero,
Che alla fresca corona della Vita
Strappa soltanto un petalo di rosa.
Se i sogni fossero in vendita,
Felici o tristi a piacere,
Al suono del banditore,
Quali vorresti comprare?

 da "Il Mercatino dei sogni", Thomas Love Beddoes

  

 

  

A Black and White Freesia Photo

"Linger", Cranberries

 

 

 

 

" Giardino con ginestre ", G. Papandrea

"Mulino a vento", U. Mazzone

 

 

Claude Monet, "Nymphéas, effet du soir"

" Speed of Sound ", Coldplay