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Area personale

 

COMUNIONE SPIRITUALE
«Gesù mio, 
io credo che sei realmente presente 
nel Santissimo Sacramento.
Ti amo sopra ogni cosa 
e Ti desidero nell'anima mia. 
Poiché ora non posso riceverti 
sacramentalmente, 
vieni almeno spiritualmente 
nel mio cuore.
Come già venuto, 
io Ti abbraccio e tutto mi unisco a Te;
non permettere che mi abbia mai 
a separare da te con il peccato».

 

 
a.monte41 il 17/06/14 alle 22:45 via WEB
T'adoriam, Ostia divina, t'adoriam, Ostia d'amor: tu dell'angelo il sospiro, tu dell'uomo sei l'onor: T'adoriam, Ostia divina, t'adoriam Ostia d'amor. Tu dei forti la dolcezza, tu dei deboli il vigor, tu salute dei viventi, tu speranza di chi muor. Ti conosca il mondo e t'ami, tu la gioia d'ogni cuor; ave, o Dio nascosto e grande, tu dei secoli il Signor. .... Buona serata, amica
 

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Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.

Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.

Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere».Sal 94

La conversazione di Gesù con la Samaritana si svolge sul tema dell’“acqua viva”. Quest’acqua è indispensabile alla vita, e non è sorprendente che, nelle regioni del Medio Oriente dove regna la siccità, essa sia semplicemente il simbolo della vita e, anche, della salvezza dell’uomo in un senso più generale.
Questa vita, questa salvezza, si possono ricevere solo aprendosi per accogliere il dono di Dio. È questa la convinzione dell’antico Israele come della giovane comunità cristiana. E l’autore dei Salmi parla così al suo Dio: “È in te la sorgente della vita” (Sal 036,10). Ecco la sua professione di fede: “Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio” (Sal 042,2). La salvezza che Dio porta viene espressa con l’immagine della sorgente che zampilla sotto l’entrata del tempio e diventa un grande fiume che trasforma in giardino il deserto della Giudea e fa del mar Morto un mare pieno di vita (Ez 47,1-12). Gesù vuole offrire a noi uomini questa salvezza e questa vita. Per calmare definitivamente la nostra sete di vita e di salvezza. “Io, sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10).

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Creato da: PAOLA11O il 24/10/2013
IL VANGELO NEL 21° SECOLO

 

 

I Comandamenti

Post n°148 pubblicato il 16 Maggio 2017 da PAOLA11O

Lo Spirito Santo
che il Padre manderà nel mio nome
vi insegnerà ogni cosa.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,21-26) 

Gesù disse ai suoi discepoli:
«Chi accoglie i miei Comandamenti
e li osserva, questi è colui che mi ama.
Chi ama Me sarà amato dal Padre mio
e anch’Io lo amerò e mi manifesterò a lui».

 

http://dioamore.myblog.it/media/02/01/479124213.jpg

 

I nostri beni altro non sono
che un deposito che il buon Dio ha messo nelle nostre mani
dopo il nostro necessario e quello della nostra famiglia,
il resto è dovuto ai poveri.

 
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AUGURI A TUTTE LE MAMME

Post n°147 pubblicato il 14 Maggio 2017 da PAOLA11O
 

AUGURI A TUTTE LE MAMME

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13 Maggio Beata Vergine Maria di Fatima

Post n°146 pubblicato il 12 Maggio 2017 da PAOLA11O
 

13 Maggio Beata Vergine Maria di Fatima

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1 Maggio

Post n°145 pubblicato il 30 Aprile 2017 da PAOLA11O

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III Domenica di Pasqua

Post n°144 pubblicato il 30 Aprile 2017 da PAOLA11O
 

 

I discepoli di Èmmaus 

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Lo riconobbero nello spezzare il pane.

Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 24,13-35)

Ed ecco, in quello stesso giorno il primo della settimana due dei discepoli erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed Egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo Tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu Profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità Lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e Lo hanno crocifisso. Noi speravamo che Egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo Corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di Angeli, i quali affermano che Egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma Lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a Lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, Egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e Lo riconobbero. Ma Egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre Egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Parola del Signore

RIFLETTIAMO

Nel Vangelo di oggi Gesù appare mite e buono, come sempre, pronto ad aiutare due discepoli abbattuti, rialzandoli da uno sconforto forse irreversibile. Così questo brsno diventa una bellissima pagina di riattivazione della Fede spenta, fino a diventare forti, coraggiosi, gioiosi e pieni di fiducia in Gesù.

I due discepoli si allontanano da Gerusalemme per fare ritorno ad Emmaus, è un allontanarsi da Gesù, infatti, più metri percorrono lasciando alle spalle la città, più aumenta in loro la tristezza, la sfiducia, la delusione verso Gesù. Eppure, avevano sentito che alcune donne erano state avvisate dagli Angeli della Risurrezione del Signore, ma non hanno la forza spirituale per credere come prima.

“Alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo Corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di Angeli, i quali affermano che Egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma Lui non l’hanno visto”.

Parole che racchiudono una speranza infranta e uno spiraglio di attesa per sentire finalmente la conferma della Resurrezione di Gesù.

Sono due buoni discepoli innamorati di Gesù ma amareggiati, lottano tra la delusione che prende sempre più possesso di essi e il ricordo amorevole di Gesù buono: “Noi speravamo che Egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute”.

Nei due discepoli di Emmaus dobbiamo cogliere questo insegnamento. Si allontanano dal luogo della crocifissione di Gesù e gradualmente perdono la speranza, la Fede in Lui, la certezza delle sue profezie. Allontanarsi da Gesù è una vera disgrazia, può avvenire anche inconsapevolmente perché presi da molti impegni o da una vita disordinata.

Diamo le priorità nella vita di ogni giorno, mettiamo al primo posto Gesù e la Madonna, poi tutto il resto! Così siamo veri cristiani!

Dobbiamo tenere sempre presente che Gesù cammina accanto a noi ma non Lo vediamo e non solo perché non appare, anche perché cammina dietro per non farci mancare l’aiuto nei momenti di bisogno. Ci è sempre a fianco e molti fanno l’esperienza della sua presenza quando Lo chiamano con Fede e avvertono che Gesù c’è sempre.

Il Signore ci raggiunge lì dove siamo per scuoterci amorevolmente e condurci in Chiesa, là dove attende nel Tabernacolo i suoi seguaci.

PENSIERO

Pregare non è un’imposizione, è un dono. Non è una costrizione, è una possibilità. Non è un peso, è una gioia.

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Settimana Santa

Post n°143 pubblicato il 12 Aprile 2017 da PAOLA11O

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http://www.madonnadellaguardiatortona.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/giovedi-santo.jpg

 

 

 
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Quaresima

Post n°142 pubblicato il 01 Marzo 2017 da PAOLA11O
 

Quaranta giorni prima della Sua passione Gesù si raccoglie in preghiera Quaresima... Tempo forte
che inzia con il Mercoledì delle Ceneri e che prepara alla Pasqua

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Con il Mercoledì delle Ceneri inizia la Quaresima

Il 1° marzo, Mercoledì delle Ceneri, inizia la Quaresima. È il «tempo forte» che prepara alla Pasqua, culmine dell'Anno liturgico e della vita di ogni cristiano. Come dice san Paolo, è «il momento favorevole» per compiere «un cammino di vera conversione» così da «affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male», si legge nell'orazione colletta all'inizio della Messa del Mercoledì delle Ceneri. Questo itinerario di quaranta giorni che conduce al Triduo pasquale, memoria della passione, morte e risurrezione del Signore, cuore del mistero di Salvezza, è un tempo di cambiamento interiore e di pentimento in cui «il cristiano è chiamato a tornare a Dio "con tutto il cuore"

 
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Le Ceneri

Post n°141 pubblicato il 01 Marzo 2017 da PAOLA11O
 

Risultati immagini per immagini le sacre ceneri

Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6,1-6.16-18)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei Cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità Io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità Io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità Io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà». Parola del Signore

 
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VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO A

Post n°140 pubblicato il 19 Febbraio 2017 da PAOLA11O
 

VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO A

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Avete inteso che fu detto: Ma io vi dico

Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 5,38-48)

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: "Occhio per occhio e dente per dente". Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l'altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da' a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
Avete inteso che fu detto: "Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico". Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». Parola del Signore.

 

RIFLESSIONI

Gesù Cristo, Dio-con-noi e umanità nuova, insegna ai suoi discepoli il comandamento dell'amore, la nuova legge del
Vangelo che sostituisce per sempre la legge pagana del vecchio uomo: "Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico".
Il nostro spirito trema sentendo le esigenze di questo nuovo comandamento. Non è forse più facile aggredire chi ci aggredisce e amare chi ci ama? Forse è a questo che ci spingerebbero i nostri sensi, è questa la voce dell'anima umiliata non ancora raggiunta dalla luce del Dio di Gesù Cristo, del solo vero Dio. Ecco perché l'amore di carità è un precetto insolito, che apre ad un nuovo orizzonte antropologico la civiltà antica e ogni civiltà umana possibile.
Visto da questo orizzonte, l'uomo, ogni uomo, appare creato a immagine e somiglianza di Dio e non più formato secondo una natura disuguale e arbitraria, come invece credevano i pagani. Liberato dai suoi peccati grazie all'azione redentrice di Cristo e rinnovato dall'azione dello Spirito, l'uomo, ogni uomo, è il tempio in cui risplende lo Spirito di Dio. Dio ama l'uomo per se stesso, a tal punto che consegna alla morte suo Figlio.
Dal momento che Dio ci ama in questo modo e ci ha fatti partecipi del suo amore, noi non possiamo che perdonare il nostro prossimo e aiutarlo perché viva e si sviluppi.

 

 
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RALLEGRATEVI ED ESUTATE

Post n°139 pubblicato il 29 Gennaio 2017 da PAOLA11O
 

RALLEGRATEVI ED ESUTATE
PERCHE' GRANDE E'
LA VOSTRA RICOMPENSA NEI CIELI

http://www.adorazioneeucaristica.it/vangelo10.jpg

http://www.tv2000.it/beativoi/wp-content/uploads/sites/25/2015/05/beatitudini.png

Beati i poveri in spirito.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,1-12) 

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:

«Beati i poveri in spirito,

perché di essi è il Regno dei Cieli.

Beati quelli che sono nel pianto,

perché saranno consolati.

Beati i miti,

perché avranno in eredità la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,

perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi,

perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore,

perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace,

perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per la giustizia,

perché di essi è il Regno dei Cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli». Parola del Signore

Commento

L'uomo ha sempre cercato la felicità nelle cose sbagliate, come la ricchezza, la stima, il potere, considerando tutto questo come il vero senso della vita. È un errore che si paga anche in questo pellegrinaggio sulla Terra, un abbaglio che distoglie dalle cose importanti, come i valori che danno una dignità portatrice di felicità.

Gesù propone una via diversa. Esalta la povertà, la mitezza, la misericordia, la purezza e l'umiltà.

Tra i cristiani più deboli spesso si insinua una opaca confusione, lo sconcerto di fronte a ciò che percepiscono come una contraddizione ma che in realtà non lo è affatto. Non comprendono per la loro scarsissima spiritualità, la tribolazione insita nel cammino delle Beatitudini e la felicità promessa da Gesù.

Soprattutto nelle prove dolorose della vita si abbattono mostrando così la poca Fede e l'incapacità di capire il significato della sofferenza.

Oggi non si parla più del valore della sofferenza, non intesa come ricercata, ma quella sofferenza che piomba addosso a causa di malattie, incomprensioni anche in famiglia, dispiaceri che arrecano tormenti morali dolorosissimi.

Gesù è venuto a indicarci il modo per essere felici anche nelle sofferenze più crude, ma questo è possibile se avviene prima l'incontro con Lui. La conoscenza di Gesù è determinante per entrare in una dimensione spirituale superiore, in cui il credente si sente rinato perché non si ritrova più la vecchia e sconvolta mentalità, ma c'è stata una miracolosa trasformazione avvenuta per la comunione o conformità alla mentalità di Gesù.

Con le meravigliose Beatitudini Gesù ci promette che in questa vita è possibile la vera felicità anche nelle dolorose sofferenze!

Appare una contraddizione ma chi conosce bene Gesù, sublima le sofferenze che porta addosso perché ha compreso la forza redentrice e rigeneratrice dell'accettazione delle sofferenze. Nessuno ama le sofferenze, ma chi le sopporta con amore quando arrivano e non si lamenta, trasforma in gioia un dolore, perché così ha fatto il Signore Gesù.

"Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati".

Tutte le otto Beatitudini sono meravigliose e rasserenanti, soprattutto per i più ansiosi esse arrecano molta tranquillità. Chi le medita attentamente una ad una e si sofferma per intuire il profondo significato e tirare fuori i migliori insegnamenti, vede cambiare rapidamente la sua vita.

In breve tempo diventa una persona trasfigurata, buona, umile, onesta, paziente, pacifica, generosa, benevola, comprensiva, misericordiosa.

Se non si vivono le Beatitudini, i credenti permangono nello stato spirituale più basso, non attuano la vera conversione e non c'è una trasformazione interiore. Succede così che si rimane sempre lontani dalla vera spiritualità, nonostante la Santa Messa e le preghiere.

Addirittura si potranno compiere ogni giorno tantissime pratiche spirituali, ma se non si cambia la mentalità con le Beatitudini, il cuore sarà sempre pieno di giudizi, tornaconti personali e furbizia.

La prova della conversione di un cristiano si evidenzia dalle Beatitudini, se le mette in pratica anche con grandi sforzi e non ancora profondamente. Ma c'è lo sforzo e Gesù premia già questo desiderio di lasciare la vecchia mentalità per abbracciare il nuovo insegnamento del Vangelo.

Nella Chiesa la tempesta non è sedata e anche tra i laici ci sono tanti disturbi e agitazioni, proprio per la lontananza dalle Beatitudini.

La mancata conoscenza della carta d'identità del cristiano che sono le Beatitudini, fa vivere molti credenti in modo opposto alla Volontà di Dio espressa nel Vangelo e nei Comandamenti. Ed è facile verificare la mancanza delle Beatitudini in chi non prega o prega male.

Oggi in Italia si discute molto della povertà crescente e del disinteresse della politica verso i più disagiati. Molti disoccupati non trovano lavoro e soffrono terribilmente perché hanno la famiglia da sfamare e anche se sono praticanti hanno vergogna a chiedere cibo e aiuti anche ai parenti.

Questo pudore indica onestà, purezza, virtù. Non è timidezza e neanche superbia, è dignità.

Le responsabilità della politica le sappiamo, bisogna anche considerare quelli che pretendono un assistenzialismo dallo Stato rifiutando qualsiasi lavoro. Sia per gli assegni di disoccupazione che incassano, sia per la pigrizia di non voler lavorare e preferiscono oziare magari nei bar. Questa è una vita senza dignità.

Non sono quei poveri che chiamiamo clochard per la radicale scelta di vivere per le strade o sotto i ponti. Essi arrivano a questa condizione per svariate ragioni e che sono anche lunghe da trascrivere. Molti di loro hanno una dignità commovente, non chiedono nulla e non disturbano i passanti, anzi di giorno sono invisibili.

"Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei Cieli".

Gesù si riferisce a molti di loro, perché i "poveri in spirito" sono quelli che non desiderano quello che non hanno, che non posseggono.

Si accontentano di quanto posseggono e sono felici, nonostante le precarie condizioni economiche della famiglia. Sono veramente felici perché si sforzano di fare tutto quello che è possibile lecitamente, secondo le opportunità lavorative.

Sono poveri ma felici. La loro felicità scaturisce da più fattori: pregano e vivono veramente le Beatitudini; fanno tutto quello che viene richiesto quando fortunatamente trovano un lavoro saltuario; accettano la loro condizione senza disperarsi perché si accontentano di ciò che posseggono.

Un discorso difficile da proporre ai giovani di oggi, in molti casi viziati dai genitori che concedono tutto seguendo un buonismo che rovina i figli. Concedendo quello che chiedono di capriccioso o tutto quello che possono secondo le condizioni economiche, danneggiano i figli, i quali arriveranno a chiedere più del dovuto.

Moltissimi giovani pretendono molto dai genitori ed è una pretesa priva di umiltà e carica di superbia. Pretendono senza considerare i sacrifici dei loro genitori, pretendono senza ringraziarli, pretendono come se fosse una Legge di Dio.

Chiaramente questi giovani così lontani da Dio non pregano e non comprendono che chiedere soldi o altro con una pretesa senza alcun merito, in quanto non fanno nulla per meritarlo e rimangono senza lavoro, è una pretesa opposta allo stesso onore.

Essi non credono o credono a fasi alterni e non fanno nulla per migliorare la loro vita.

Anche questi genitori non conoscono le Beatitudini e non trovano argomenti e il coraggio per frenare i figli, con avvisi chiari e divieti.

Dio è Padre e aiuta sempre i suoi figli in difficoltà , ma chiede ad ognuno di compiere tutto quello che è possibile di lecito per vivere dignitosamente. I familiari, i parenti e gli amici, hanno molta stima verso quelli che compiono ogni sforzo lecito per vivere decorosamente.

Al contrario, ci sono molti che rifiutano il lavoro perché pretendono aiuti dallo Stato o dalla politica in generale, magari inventando malattie inesistenti. Se questi sono cristiani, oltre a essere molto lontani dalle Beatitudini, commettono gravi mancanze e la loro vera conversione è difficile.

Non si deve attendere l'intervento di Dio come se fosse un suo obbligo, così si mostra di non vivere come i "poveri in spirito".

Nessuno potrà dire di aver fatto tutto il possibile nella sua vita cristiana per migliorarsi! Oltre alle preghiere occorrono le virtù!

Anzi, Gesù precisa: "Quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: "Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare"» (Lc 17,10).

 
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Battesimo di Ges¨

Post n°138 pubblicato il 08 Gennaio 2017 da PAOLA11O

8 Gennaio il Battesimo di Gesù

https://encrypted-tbn1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRzeX8Y0daOhFViVndb7MvOc0pMjQoiLLq8NqEVPhpXFWCCdHRZOw

 

Gesù Cristo giunto all'età di trent'anni, prima di andare nel deserto a passare quaranta giorni e quaranta notti continue in perfetto digiuno, si recò alla riva del fiume Giordano, ove si trovava S. Giovanni Battista, e là si fece da lui battezzare. 
S. Giovanni Battista stava alla riva del fiume Giordano a predicare la penitenza al popolo, a battezzarlo in segno di tal penitenza, e così a disporlo alla venuta del Messia, che era Gesù Cristo istesso. 
Intanto che Gesù Cristo usciva dall'acqua si aprirono i Cieli sopra di Lui, il Padre Eterno fece udire la sua voce, dicendo: Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto... ascoltatelo; e lo Spirito Santo discese, in forma di colomba sul Capo di Gesù Cristo, alla presenza di tutto il popolo; quindi si vennero a conoscere chiaramente le Tre Persone della SS. Trinità; imperocché nel Padre Eterno, che parlava, abbiamo la prima Persona; in Gesù Cristo che veniva battezzato, la seconda Persona e nello Spirito Santo che discendeva in forma di colomba, la terza Persona; quindi abbiamo un Dio solo in Tre Persone veramente distinte. 
Gesù Cristo non aveva bisogno del Battesimo, perchè non aveva peccato, anzi ma l'isteessa Santità infinita: pure volle essere battezzato al fiume Giordano, per istituire il Sacramento del Battesimo santificando le acque, onde avessero la virtù dl santificare quelli che dovevano ricevere questo Sacramento.
PRATICA. Noi, con il Battesimo, veniamo immersi in quella sorgente inesauribile di vita che è la morte di Gesù, il più grande atto d'amore di tutta la storia; e grazie a questo amore possiamo vivere una vita nuova, non più in balìa del male, del peccato e della morte, ma nella comunione con Dio e con i fratelli. Oggi ricordate o ricercate la data del vostro Battesimo, sarà molto bello per ringraziare Dio del dono del Battesimo.
PREGHIERA. 
O Signore, quando fui battezzato ero un bambino inconsapevole. Ora però so la grandezza del dono che mi hai fatto: mi hai innestato in Cristo tuo figlio immergendomi nella sua morte e risurrezione e sono rinato tuo figlio. Mi hai inserito nella tua Chiesa, comunità di salvezza, come un membro attivo e responsabile, mi hai dato un futuro e una speranza nella fede e nell'amore. Grazie, Signore! Aiutami, ti prego, a essere coerente al mio Battesimo vivendo una vita d'amore per te e per i fratelli sull'esempio di Gesù. Amen.

Approfondimento

Oggi la Liturgia ricorda il Battesimo di Gesù: si tratta di un momento simbolico molto importante poiché apre la strada della nuova concezione dei cristiani quali figli di Dio. La celebrazione liturgica di oggi ci invita a riflettere sul nostro Battesimo, sul giorno della nostra rinascita come figli di Dio, come più volte ha ricordato Papa Francesco nel corso delle proprie catechesi e delle omelie in Casa Santa Marta.
Il Battesimo cristiano, istituito da Gesù, differisce da quello che veniva impartito da Giovanni Battista: l'ultimo dei Profeti del Vecchio Testamento, ovvero Giovanni Battista il Precursore, impartiva un Battesimo di purificazione, secondo quanto profetizzato da Ezechiele: «Le nazioni sapranno che io sono il Signore, quando mostrerò la mia santità in voi davanti a loro. Vi prenderò dalle genti, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo. Vi aspergerò con acqua e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli»
Lo spirito di purificazione è proprio al centro del Battesimo di Giovanni Battista: infatti, sempre secondo quanto spiegato dal profeta Ezechiele, Israele per vivere nuovamente in relazione con Dio e ricevere il suo Spirito, dopo il peccato verso Dio, che gli ha meritato l'esilio, doveva essere purificato, azione questa simboleggiata dell'acqua, «vi aspergerò con acqua e sarete purificati».

Per questo la folla dei penitenti che accorreva da Giovanni simboleggia il Popolo di Dio che si avviava al rito di purificazione di perdono. Tuttavia, a questi che vedevano in Giovanni il Messia, il Battista stesso precisava «Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non sono degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali; costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».

Così all'età di 30 anni anche Gesù, benché privo di ogni peccato, si presenta a Giovanni per solidarizzare con il Popolo penitente che cercava la salvezza dell'anima - rappresentando così la riconciliazione divina con il genere umano, dopo il peccato universale - e per santificare il Battesimo, che grazie alla sua presenza non sarà più un atto di sola purificazione, ma di rinascita in virtù della venuta in ognuno dello Spirito di Dio.
Il Battista, al vedere Gesù, riconosce in Lui il Messia e, secondo il Vangelo di Matteo (Mt 3,13-17) si ritrasse dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?» al ché la risposta di Gesù fu «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia». Appena compiuto il Battesimo, Gesù uscì dall'acqua e «si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: "Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento"».
Con il Battesimo al Giordano inizia il cammino pubblico di Gesù, che avrà la sua conclusione in un altro Battesimo, il Battesimo nella Passione: in tal senso il rito penitenziale al Giordano viene considerato una prefigurazione della morte di Gesù sulla croce, compimento del progetto di salvezza di Dio.
La decisione di Gesù di farsi solidale coi peccatori, confondendosi con questi e chiedendo il Battesimo, esprime la sua volontà di redimere dal di dentro l'umanità con la sofferenza e l'offerta della propria vita. Tale scelta viene approvata da Dio ed è in tale chiave di lettura che va vista la manifestazione del Padre e dello Spirito che ha luogo al Giordano.

Infine la manifestazione della colomba esprime la particolare unzione dello Spirito Santo: non si pensi che nel Battesimo di Gesù vi sia un aumento della santità di Gesù. La santità in Gesù è perfetta e totale fin dal momento dell'unione del Verbo con la natura umana nel grembo di Maria, ma per mezzo della manifestazione della colomba viene rivelato pubblicamente la Sua qualità di consacrato a cui viene affidata la missione del Servo sofferente (cfr. Is 53). 

 
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EPIFANIA

Post n°137 pubblicato il 05 Gennaio 2017 da PAOLA11O

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BUON ANNO NOVO

Post n°136 pubblicato il 30 Dicembre 2016 da PAOLA11O

AUGURI PER UN ANNO FELICE
LA GRAZIA, LA PACE E LA BENEDIZIONE DEL SIGNORE SIA SU TUTTI NOI.

BUON ANNO NOVO

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Natale

Post n°135 pubblicato il 23 Dicembre 2016 da PAOLA11O
 

Natale... La più bella Storia d'Amore
Auguro felice Natale, il Divino Bambino possa far  nascere in tutti i cuori Amore,  Pace e tanta gioia.

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Rallegriamoci tutti nel Signore
perché è nato nel mondo il Salvatore.
La vera pace è scesa a noi dal cielo.

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IV DOMENICA DI AVVENTO ANNO A

Post n°134 pubblicato il 18 Dicembre 2016 da PAOLA11O

IV DOMENICA DI AVVENTO ANNO A

 

Dal libro del profeta Isaìa. (Is 7,10-14)

In quei giorni, il Signore parlò ad Acaz: «Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall'alto».
Ma Àcaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore».
Allora Isaìa disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele». Parola di Dio.

 
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3░ Domenica di avvento anno a

Post n°133 pubblicato il 11 Dicembre 2016 da PAOLA11O

3° Domenica di avvento anno a

 

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2░ Domenica di avvento anno a

Post n°132 pubblicato il 06 Dicembre 2016 da PAOLA11O

2° Domenica D'Avvento

 
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I Domenica Di Avvento Anno A

Post n°131 pubblicato il 27 Novembre 2016 da PAOLA11O
 

I Domenica Di Avvento Anno A

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Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 24,37-44)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'Uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell'Uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l'altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l'altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'Uomo».

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Lunedý Della XXXIV Settimana del Tempo Ordinario Anno C

Post n°130 pubblicato il 21 Novembre 2016 da PAOLA11O

Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio.

 

http://www.presenzadelvangelo.org/anno2010/Convegno_2010/Prima_Parte/images/IMG_0769.JPG

Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 21,1-4)
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio.
Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere». Parola del Signore.

 
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XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

Post n°129 pubblicato il 05 Novembre 2016 da PAOLA11O

XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

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TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 20,27-38)
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi - i quali dicono che non c'è risurrezione - e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: "Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello". C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: "Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe". Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui». Parola del Signore.

Domenica 6 novembre 2016

Corrispondenza nell'"Evangelo come mi è stato rivelato" di Maria Valtorta

Volume 9 Capitolo 594 pagina 377

Stanno per rientrare in città, sempre per la stessa stradicciuola remota presa la mattina avanti, quasi che Gesù non volesse essere circondato dalla gente in attesa prima di essere nel Tempio, al quale presto si accede entrando in città dalla porta del Gregge che è vicina alla Probatica. Ma oggi molti dei settantadue Lo attendono già al di là del Cedron, prima del ponte, e non appena Lo vedono apparire fra gli ulivi verde-grigi, nella sua veste porpurea, gli vanno incontro.

Si riuniscono e procedono verso la città. Pietro, che guarda avanti, giù per la china, sempre in sospetto di veder apparire qualche malintenzionato, vede fra il verde fresco delle ultime pendici un ammasso di foglie vizze e pendenti che si spenzola sull'acqua del Cedron. Le foglie accartocciate e morenti, qua e là già macchiate come per ruggine, sono simili a quelle di una pianta che le fiamme hanno essiccata. Ogni tanto la brezza ne stacca una e la seppellisce nelle acque del torrente.

«Ma quello è il fico di ieri! Il fico che Tu hai maledetto!», grida Pietro, una mano puntata ad indicare la pianta seccata, la testa volta indietro a parlare al Maestro.

Accorrono tutti, meno Gesù che viene avanti col suo solito passo. Gli apostoli narrano ai discepoli il precedente del fatto che vedono e tutti insieme commentano guardando strabiliati Gesù. Hanno visto migliaia di miracoli su uomini ed elementi. Ma questo li colpisce come molti altri non lo hanno fatto.

Gesù, che è sopraggiunto, sorride nell'osservare quei visi stupiti e timorosi, e dice:

«E che? Tanto vi fa meraviglia che per la mia parola sia seccato un fico? Non mi avete visto forse risuscitare i morti, guarire i lebbrosi, dar vista ai ciechi, moltiplicare i pani, calmare le tempeste, spegnere il fuoco? E vi stupisce che un fico dissecchi?».

«Non è per il fico. È che ieri era vegeto quando l'hai maledetto, e ora è seccato. Guarda! Friabile come argilla disseccata. I suoi rami non hanno più midollo. Guarda. Vanno in polvere», e Bartolomeo sfarina fra le dita dei rami che ha con facilità spezzato.

«Non hanno più midollo. Lo hai detto. Ed è la morte quando non c'è più midollo, sia in una pianta, che in una nazione, che in una religione, ma c'è soltanto dura corteccia e inutile fogliame: ferocia ed ipocrita esteriorità.

Il midollo, bianco, interno, pieno di linfa, corrisponde alla santità, alla spiritualità. La corteccia dura e il fogliame inutile, all'umanità priva di vita spirituale e giusta. Guai a quelle religioni che divengono umane perché i loro sacerdoti e fedeli non hanno più vitale lo spirito. Guai a quelle nazioni i cui capi sono solo ferocia e risuonante clamore privo di idee fruttifere! Guai agli uomini in cui manca la vita dello spirito!».

«Però, se Tu avessi a dire questo ai grandi d'Israele, ancorché il tuo parlare sia giusto, non saresti sapiente. Non ti lusingare perché essi ti hanno finora lasciato parlare. Tu stesso lo dici che non è per conversione di cuore, ma per calcolo. Sappi allora Tu pure calcolare il valore e le conseguenze delle tue parole. Perché c'è anche la sapienza del mondo, oltre che la sapienza dello spirito. E occorre saperla usare a nostro vantaggio. Perché, infine, per ora si è nel mondo, non già nel Regno di Dio», dice l'Iscariota senza acredine ma in tono dottorale.

«Il vero sapiente è colui che sa vedere le cose senza che le ombre della propria sensualità e le riflessioni del calcolo le alterino. Io dirò sempre la verità di ciò che vedo».

«Ma insomma questo fico è morto perché sei stato Tu a maledirlo, o è un... caso... un segno... non so?», chiede Filippo.

«È tutto ciò che tu dici. Ma ciò che Io ho fatto voi pure potrete fare, se giungerete ad avere la Fede perfetta. Abbiatela nel Signore altissimo. E quando l'avrete, in verità vi dico che potrete questo e ancor più. In verità vi dico che, se uno giungerà ad avere la fiducia perfetta nella forza della preghiera e nella bontà del Signore, potrà dire a questo monte: "Spostati di qua e gettati in mare", e se dicendolo non esiterà nel suo cuore, ma crederà che quanto egli ordina si possa avverare, quanto ha detto si avvererà».

«E sembreremo dei maghi e saremo lapidati, come è detto per chi esercita magia. Sarebbe un miracolo ben stolto, e a nostro danno!», dice l'Iscariota crollando il capo.

«Stolto tu sei, che non capisci la parabola!», gli rimbecca l'altro Giuda.

Gesù non parla a Giuda. Parla a tutti:

«Io vi dico, ed è vecchia lezione che ripeto in quest'ora: qualunque cosa chiederete con la preghiera, abbiate Fede di ottenerla e l'avrete. Ma se prima di pregare avete qualcosa contro qualcuno, prima perdonate e fate pace per aver amico il Padre vostro che è nei Cieli, che tanto, tanto vi perdona e benefica, dalla mattina alla sera e dal tramonto all'aurora».

Entrano nel Tempio. I soldati dell'Antonia li osservano passare. Vanno ad adorare il Signore, poi tornano nel cortile dove i rabbi insegnano.

Subito verso Gesù, prima ancora che la gente accorra e si affolli intorno a Lui, si avvicinano dei saforim, dei dottori d'Israele e degli erodiani, e con bugiardo ossequio, dopo averlo salutato, gli dicono:

«Maestro, noi sappiamo che Tu sei sapiente e veritiero, e insegni la via di Dio senza tener conto di cosa o persona alcuna, fuorché della verità e giustizia, e poco ti curi del giudizio degli altri su Te, ma soltanto di condurre gli uomini al Bene. Dicci allora: è lecito pagare il tributo a Cesare, oppure non è lecito farlo? Che te ne pare?».

Gesù li guarda con uno di quei suoi sguardi di una penetrante e solenne perspicacia, e risponde:

«Perché mi tentate ipocritamente? Eppure alcuno fra voi sa che Io non vengo ingannato con ipocriti onori! Ma mostratemi una moneta, di quelle usate per il tributo».

Gli mostrano una moneta. La osserva nel retto e nel verso e, tenendola appoggiata sul palmo della sinistra, vi batte sopra l'indice della destra dicendo:

«Di chi è quest'immagine e che dice questa scrittura?».

«Di Cesare è l'immagine, e l'iscrizione porta il suo nome. Il nome di Caio Tiberio Cesare, che è ora imperatore di Roma».

«E allora rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio date quel che è di Dio», e volge loro le spalle dopo aver reso il denaro a chi glielo aveva dato.

Ascolta questo e quello dei molti pellegrini che Lo interrogano, conforta, assolve, guarisce. Passano le ore.

Esce dal Tempio per andare forse fuori porta, a prendere il cibo che gli portano i servi di Lazzaro incaricati a questo. Rientra nel Tempio che è pomeriggio. Instancabile. Grazia e sapienza fluiscono dalle sue mani posate sugli infermi, dalle sue labbra in singoli consigli dati ai molti che Lo avvicinano. Sembra che voglia tutti consolare, tutti guarire, prima di non poterlo più fare.

È già quasi il tramonto e gli apostoli, stanchi, stanno seduti per terra sotto il portico, sbalorditi da quel continuo rimuoversi di folla che sono i cortili del Tempio nell'imminenza pasquale, quando all'Instancabile si avvicinano dei ricchi, certo ricchi a giudicare dalle vesti pompose.

Matteo, che sonnecchia con un occhio solo, si alza scuotendo gli altri. Dice:

«Vanno dal Maestro dei sadducei. Non lasciamolo solo, che non Lo offendano o cerchino di nuocergli e di schernirlo ancora».

Si alzano tutti raggiungendo il Maestro, che circondano subito. Credo intuire che ci sono state rappresaglie nell'andare o tornare al Tempio a sesta.

I sadducei, che ossequiano Gesù con inchini persino esagerati, gli dicono:

«Maestro, hai risposto così sapientemente agli erodiani che ci è venuto desiderio di
avere noi pure un raggio della tua luce. Senti. Mosè ha detto: "Se uno muore senza figli, il suo fratello sposi la vedova, dando discendenza al fratello". Ora c'erano fra noi sette fratelli. Il primo, presa in moglie una vergine, morì senza lasciar prole e perciò lasciò la moglie al fratello. Anche il secondo morì senza lasciar prole, e così il terzo che sposò la vedova dei due che lo precederono, e così sempre, sino al settimo. In ultimo, dopo aver sposato tutti i sette fratelli, morì la donna. Dì a noi: alla risurrezione dei corpi, se è pur vero che gli uomini risorgono e che a noi sopravviva l'anima e si ricongiunga al corpo all'ultimo giorno riformando i viventi, quale dei sette fratelli avrà la donna, posto che l'ebbero sulla Terra tutti e sette?».

«Voi sbagliate. Non sapete comprendere né le Scritture né la potenza di Dio. Molto diversa sarà l'altra vita da questa, e nel Regno eterno non saranno le necessità della carne come in questo. Perché, in verità, dopo il Giudizio finale la carne risorgerà e si riunirà all'anima immortale riformando un tutto, vivo come e meglio che non sia viva la mia e la vostra persona ora, ma non più soggetto alle leggi e soprattutto agli stimoli e abusi che vigono ora.

Nella risurrezione, gli uomini e le donne non si ammoglieranno né si mariteranno, ma saranno simili agli Angeli di Dio in Cielo, i quali non si ammogliano né si maritano, pur vivendo nell'amore perfetto che è quello divino e spirituale. In quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto come Dio dal roveto parlò a Mosè? Che disse l'Altissimo allora? "Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe". Non disse: "Io fui", facendo capire che Abramo, Isacco e Giacobbe erano stati ma non erano più.

Disse: "Io sono". Perché Abramo, Isacco e Giacobbe sono. Immortali. Come tutti gli uomini nella parte immortale, sino a che i secoli durano, e poi, anche con la carne risorta per l'eternità. Sono, come lo è Mosè, i profeti, i giusti, come sventuratamente è Caino e sono quelli del diluvio, e i sodomiti, e tutti coloro morti in colpa mortale. Dio non è il Dio dei morti, ma dei vivi».

«Anche Tu morrai e poi sarai vivente?», Lo tentano. Sono già stanchi di essere miti. L'astio è tale che non sanno contenersi.

«Io sono il Vivente e la mia Carne non conoscerà sfacimento. L'arca ci fu levata e l'attuale sarà levata anche come simbolo. Il Tabernacolo ci fu tolto e sarà distrutto. Ma il vero Tempio di Dio non potrà essere levato e distrutto. Quando i suoi avversari crederanno di averlo fatto, allora sarà l'ora che si stabilirà nella vera Gerusalemme, in tutta la sua gloria. Addio».

E si affretta verso il cortile degli Israeliti, perché le tube d'argento chiamano al sacrificio della sera.

Estratto di "l'Evangelo come mi è stato rivelato" di Maria Valtorta

 
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I MESSAGGI PIU' BELLI

Grazie Paola...se la Pace di Gesù regna nel nostro cuore, allora diventiamo portatori di Pace, diventiamo operatori di Pace. Portare la Pace significa portare Gesù nel nostro cuore, ed in questo modo diventiamo come Gesù. Gesù è il figlio di Dio, noi diventiamo figli di Dio! 

https://encrypted-tbn3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSUwBa2JlWdvP7i6W6qfuejnL4FE-uCa2FoGnwnzbVUBparTRciSg

 


VIENI E SEGUIMI

SE ASCOLTATE OGGI
LA  VOCE DEL SIGNORE
NON INDURITE
I VOSTRI CUORI
 VIENI SPIRITO SANTO
VIENI SPIRITO DI PACE
VIENI SPIRITO D'AMORE
Vieni a sostituire questo nostro cuore di pietra, cambia questo cuore in un cuore di carne. Fa che si apre e riempia d'amore il prossimo, fammi accettare le diversità, quelle persone che non la pensano come me. Fa si che dalle mie labbra escono solo parole dettate da te non dalla mia umanità, dal mio sapere. Fa si che riesca a tirare furi tutto ciò di positivo che tu mi hai donato nel corso di questi anni. Fa che una parte dell'amore che tu mi dono lo riesca a donare ai fratelli meno fortunati che non conoscono la luce di Cristo. Che la luce di nostro Signore Gesù riesca sempre ad illuminare il nostro percorso di vita.


 

Quando pensi di aver toccato il fondo e che nessuno ti voglia o ti ami più, Dio si fa uomo per incontrarti, Gesù ti viene accanto.

 

 

 

 

 

 

 


LA CROCE
Quando io nacqui,
mi disse una voce:
“Tu sei nato
a portar la tua croce”.
Io piangendo
la croce abbracciai,
che dal cielo
donata mi fu;
poi, guardai,
guardai, guardai...
tutti portan
la croce quaggiù.
Vidi un re
tra baroni e scudieri
sotto il peso
di cupi pensieri;
e al valletto
che stava alla porta
domandai:
a che pensa il tuo re?
mi rispose:
la croce egli porta,
che il Signore
col trono gli dié !
Vidi un giorno
tornare un soldato
dalla guerra
col braccio troncato:
perché mesto,
gli chiesi, ritorni?
non ti basta
la croce di onor?
ei rispose:
passaro i miei giorni,
altra croce
mi ha dato il Signor.
Vidi al letto
del figlio morente
una ricca signora
piangente,
e le dissi;
dal cielo conforto
d’altri figli
a te, o donna, verrà...
mi rispose:
contenta mi porto
quella croce
che il Cielo mi dà
Vidi un uomo
giulivo nel volto,
in mantello di seta
ravvolto,
e gli dissi:
a te solo, o fratello,
questa vita
è cosparsa di fior?
non rispose,
ma aperse il mantello...
la sua croce
l
’aveva nel cor.
Più e più allor
mi abbracciai la fatica,
ch’è la croce
dei poveri amica.
Del mio pianto
talor la bagnai;
ma non voglio
lasciarla mai più.
O fratelli,
guardai e guardai...
tutti portan
la croce quaggiù.

 

classifiche

 
Salmo 34, 12-23
[12]
VENITE, FIGLI, ASCOLTATEMI;  V’INSEGNERO’ IL TIMORE DEL SIGNORE.
 
[13]C'è qualcuno che desidera la vita
e brama lunghi giorni per gustare il bene? 

 
[14]Preserva la lingua dal male,
le labbra da parole bugiarde.
[15]Stà lontano dal male e fà il bene,
cerca la pace e perseguila. 

 
[16]Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.
[17]Il volto del Signore contro i malfattori,
per cancellarne dalla terra il ricordo. 

 
[18]Gridano e il Signore li ascolta,
li salva da tutte le loro angosce.
[19]Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito,
egli salva gli spiriti affranti. 

 
[20]Molte sono le sventure del giusto,
ma lo libera da tutte il Signore.
[21]Preserva tutte le sue ossa,
neppure uno sarà spezzato. 

 
[22]La malizia uccide l'empio
e chi odia il giusto sarà punito.
[23]Il Signore riscatta la vita dei suoi servi,
chi in lui si rifugia non sarà condannato. 
 

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