Un po' di noi...

Libri, articoli e altro di Andrea e Daniela

 

I NOSTRI LIBRI

- I 100 delitti di Milano (NOVITA' DICEMBRE 2014)

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- I personaggi più malvagi della storia di Milano
(2013)

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- Milano giallo e nera (2013)

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- Gli attentati e le stragi che hanno sconvolto l'Italia (2013)

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- Le famiglie più malvagie della storia (2011, II edizione)

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- 101 personaggi che hanno fatto grande Milano (2010)

  

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- Il grande libro dei misteri di Milano risolti e irrisolti (2006, III edizione)

 

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- Milano criminale (2005,  esaurito)

 

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I LIBRI DI DANIELA

- Le grandi donne di Milano (2007, II edizione)

  

- L'eterno ritorno, un pensiero tra "visione ed enigma" (2005)

 

I LIBRI DI ANDREA

I grandi delitti italiani risolti o irrisolti (NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA, 2013)

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- Bande criminali (2009) 

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- I grandi delitti italiani risolti  o irrisolti (2005, esaurito)

 

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 - La sanguinosa storia dei serial killer (2003, esaurito)

 

 

 

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Tumore alla mammella, via a potenziamento della rete lombarda di unità di senologia

Post n°1825 pubblicato il 21 Maggio 2015 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

In Italia il tumore della mammella costituisce la prima causa di morte nella fascia di età compresa tra i 35 e 50 anni. Le evidenze scientifiche dimostrano come la diagnosi precoce sia l’azione più efficace nella lotta contro il tumore alla mammella e che i migliori risultati in termini di sopravvivenza, adeguatezza delle cure e qualità di vita sono direttamente proporzionali al numero di casi trattati per struttura sanitaria. E’ quanto ha ribadito Lara Magoni (nella foto), consigliere del Gruppo “Maroni presidente” e componente della commissione Sanità e politiche sociali, nell’illustrare al Consiglio regionale la proposta di risoluzione “Attuazione delle linee guida per l’implementazione della Rete regionale lombarda dei Centri di Senologia (Breast Units Network)”, poi approvata dall’Aula.
«La presenza di una Rete di unità di senologia multidisciplinare, secondo il modello delle cosiddette Breast Units, rappresenta lo schema per eccellenza – ha sottolineato il consigliere Magoni – in quanto mette al servizio della paziente competenze specifiche e tecnologie avanzate, in una logica di sistema integrato che utilizza e valorizza tutte le risorse esistenti, operando in Rete anche con gli ospedali più piccoli e con le strutture territoriali (compresi gli hospice e l’assistenza domiciliare)».
Il percorso messo a punto da Regione Lombardia, non ancora riorganizzato in vista della riforma sanitaria, fa registrare ancora una estrema frammentarietà dei casi trattati di tumori della mammella, con un dato del 2013 superiore rispetto all’anno precedente. Si evince infatti un aumento delle strutture che trattano meno di 20 casi, salito nel 2013 dal 38,6 per cento al 49,6%. Risulta poi che il 19,6% delle strutture (pari a 26) tratti più di 20 casi, il 25% (33 strutture) più di 50 e solo il 13,6% (18 strutture) più di 150 casi.
«La ristrutturazione del percorso del tumore della mammella, valutando la distribuzione di circa 150 casi per Centro di Senologia, porterebbe alla identificazione di 40 realtà ospedaliere senologiche anziché le attuali 18, calcolando l’area milanese e le ASL provinciali di tutta la Lombardia comprese le aree geografiche disagiate – ha concluso Lara Magoni –. Tale riorganizzazione comporterebbe, a parità di risorse, non solo un efficientamento della rete di senologia, ma anche una copertura omogenea di tutto il territorio lombardo con un risparmio anche per il Servizio Sanitario Regionale».

 
 
 

Legge sulle badanti in Lombardia, Saggese: bene formazione degli operatori e sostegno economico alle famiglie

Post n°1824 pubblicato il 20 Maggio 2015 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

Nelle case degli italiani lavorano più di un milione e mezzo di assistenti familiari o “badanti” (1.655.000, il 53 per cento in più rispetto a dieci anni fa) ma solo il 14% ha seguito un percorso formativo specifico, sebbene il 60% si occupi di assistenza specialistica. Il problema dell’assistenza agli anziani è destinato ad accrescersi in larga misura nei prossimi anni: nel 2050 ci saranno molti più nonni che nipoti e, secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, gli over 60 passeranno da 650 milioni a due miliardi. Secondo la stessa Organizzazione, già nel 2020 la popolazione anziana in Europa sarà superiore a quella che il sistema sanitario potrà sostenere.
Per queste ragioni, il Gruppo “Maroni presidente” ha contribuito con il proprio voto a far approvare il progetto di legge regionale che dispone interventi a favore del lavoro di assistenza e cura svolto dagli assistenti familiari. Sull’argomento, il consigliere del Gruppo Antonio Saggese (nella foto) aveva presentato un ordine del giorno. “Gli assistenti familiari – si legge nell’odg – coprono ormai la fase di età più avanzata delle persone fragili, il che coincide con il prendersi cura di pazienti con patologie croniche sempre più complesse che necessitano di una assistenza sempre più qualificata e professionale. In molte circostanze gli assistenti familiari si trovano anche a dover supportare l’anziano in caso di rientro al domicilio a seguito di dimissioni ospedaliere, per cui si rende necessario avvalersi di personale particolarmente qualificato, anche per prevenire una successiva ospedalizzazione. L’assistente familiare si trova spesso a gestire situazioni delicate, imprevedibili, perfino momenti di vera e propria emergenza”.
Pertanto Saggese, che è componente della commissione Sanità e politiche sociali di Regione Lombardia, ribadisce “l’importanza di una formazione adeguata degli operatori, anche con l’istituzione di registri territoriali, così da tutelare sia assistenti familiari che famiglie, e la possibilità per le famiglie di ricevere fondi a sostegno delle cure per i propri familiari, in modo da poterli assistere nella propria casa e nel loro contesto sociale abituale, con un conseguente abbassamento dei costi per la sanità pubblica”.

 
 
 

Tagli ai Comuni, Fanetti: basta infierire sugli Enti che funzionano

Post n°1823 pubblicato il 11 Maggio 2015 da accorsiferro
 
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“Basta, lo Stato non può continuare a vessare gli Enti pubblici in questo modo. Il risanamento dei conti pubblici non può venire solo dal sacrificio degli Enti locali”. Così il consigliere regionale del Gruppo “Maroni presidente” Fabio Fanetti nel corso della discussione in Aula di una mozione sul fondo di solidarietà comunale e i tagli ai Comuni lombardi.
“Lo spreco si annida davvero nei Comuni? – ha domandato polemicamente Fanetti -. Può darsi che si annidi in alcuni di essi, ma non nei nostri o in quelli montani, che non hanno bilanci in perdita. Il Patto di stabilità ha ammazzato i nostri Comuni, finendo con l’incidere negativamente anche sull’economia.  Il governo deve stare attento a depauperare i patrimoni dei Comuni, che hanno anche una funzione di coesione sociale, specialmente in montagna. Stiamo toccando il fondo e una volta che innescheremo la disgregazione sociale, sarà difficile recuperare il grande lavoro che gli amministratori locali fanno sul territorio”.
“Se proprio vuole risparmiare – ha concluso Fabio Fanetti –, lo Stato prenda i parametri di spesa della Regione Lombardia e li applichi alle altre Regioni. Non capiamo perché invece tagli solo l’1,5% dei costi dei ministeri”.

 
 
 

Orologeria, Tizzoni (Lista Maroni): tutelare i laboratori artigianali dalle multinazionali

Post n°1822 pubblicato il 06 Maggio 2015 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

Tutelare riparatori e acquirenti di orologi dalle multinazionali dei produttori, che non rilasciano ai laboratori artigianali i ricambi necessari per le riparazioni. È l’obiettivo di una risoluzione, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale della Lombardia, della quale è relatore il Consigliere regionale del gruppo “Maroni presidente” Marco Tizzoni, componente della Commissione consiliare Attività produttive e occupazione.
“Dal 2010 le multinazionali del settore dell’orologeria, soprattutto svizzere, hanno avviato una selezione dei destinatari dei pezzi di ricambio che mette a rischio l’immenso patrimonio di esperienza di migliaia di qualificati ed esperti artigiani – denuncia Tizzoni –. Già due anni prima la Ue respinse un ricorso contro questa politica, sostenendo che si tratta di un settore di piccole dimensioni, caratterizzato da una vivace concorrenza; decisione ribadita dalla Commissione europea nel 2013. In questo modo, i colossi internazionali sono stati messi sullo stesso piano dei piccoli laboratori artigianali. Il punto di vista della Commissione europea è solo quello dei produttori e danneggia anche gli interessi dei consumatori, con servizi di riparazione limitati e privi della necessaria concorrenza”.
Come rileva Tizzoni, negli ultimi anni le attività connesse al settore dell’orologeria si sono ridotte drasticamente. Per dare un’idea degli interessi in gioco, basti dire che in Italia si contano 5.000 laboratori di orologeria, 500 dei quali in Lombardia, ai quali si aggiungono 24.000 negozi in tutto il Paese. Ad oggi, i pezzi venduti ogni anno in Italia sono 6.600.000, che alimentano un mercato dei ricambi stimato tra i 150 e i 200 milioni di euro/anno. La risoluzione approvata dal Consiglio regionale impegna presidente e Giunta regionali a sollecitare il governo ad intervenire presso la Commissione europea affinché tenga conto delle istanze della categoria degli orologiai riparatori e a trasmettere la stessa risoluzione ai parlamentari lombardi eletti in Europa.

 
 
 

Accordo alla Tosi di Legnano, Toia: soddisfatti, ora garantire che sia rispettato

Post n°1821 pubblicato il 28 Aprile 2015 da accorsiferro
 
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Soddisfazione e rinnovata fiducia per il futuro della Franco Tosi, ma anche l’impegno a non abbassare la guardia sulla questione occupazionale nell’Alto Milanese. È quanto esprime Carolina Toia, consigliere regionale del Gruppo “Maroni presidente”, all’indomani dell’accordo sottoscritto tra il gruppo Bruno Presezzi, che ha rilevato la storica azienda di Legnano, i sindacati e la Franco Tosi Meccanica in amministrazione straordinaria. Con tale accordo vengono salvaguardati tutti i posti di lavoro, pari a 350 dipendenti.
“L’accordo è il risultato di un lungo e travagliato iter, che ha visto in prima fila anche le istituzioni locali, affinché i lavoratori mantenessero il loro posto di lavoro – commenta Carolina Toia –. La Tosi è uno dei simboli dell’industria e del lavoro legnanese e Regione Lombardia ha sempre fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità per salvaguardare la produttività dell’azienda e le sue importanti ricadute occupazionali sul territorio”.
“Da parte nostra – aggiunge Toia – ci impegniamo a tenere costantemente monitorato ogni sviluppo della situazione, per garantire il rispetto dell’accordo e assicurare un futuro a questo fiore all’occhiello dell’imprenditoria legnanese, lombarda e nazionale, che opera con grande competenza in un settore strategico per l’intero Paese quale è quello dell’energia. Il nostro impegno continua”.

 
 
 

Genocidio armeno: questione di onestà storica e di chiarezza politica

Post n°1820 pubblicato il 23 Aprile 2015 da accorsiferro
 
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Convegno della Lista Maroni a Palazzo Pirelli con Pagliarini e il console armeno

di A. A.

Il 24 aprile del 1915 le milizie turche iniziarono a deportare le élite intellettuali armene che vivevano a Istanbul e l’intera popolazione armena nell’Impero Ottomano. Fu l’inizio di un genocidio, il primo del Novecento, che provocò almeno 1.200.000 morti. Seguì un lungo silenzio della comunità internazionale, rotto soltanto pochi giorni fa da Papa Francesco, che ha ricordato il genocidio degli Armeni, prima Chiesa cristiana della storia, ad opera dei Turchi di fede musulmana, suscitando la scomposta reazione del leader di Ankara, Erdogan. Secondo alcuni storici, quel genocidio potrebbe essere stato una vendetta contro gli Armeni in quanto sostenitori della Russia, nemica della Turchia nella Grande Guerra. In realtà, si trattò di un progetto di “pulizia etnica” pianificato e messo in pratica per rafforzare la centralità di uno Stato, quale I’Impero Ottomano, allora in via di disgregazione. Del Genocidio degli Armeni si è parlato a Milano, a Palazzo Pirelli, in un convegno organizzato dal gruppo consiliare “Maroni Presidente”. In apertura dei lavori, il capogruppo Stefano Bruno Galli ha ricostruito la storia della mozione, della quale è stato primo firmatario, approvata all’unanimità la scorsa settimana dal Consiglio regionale della Lombardia; la mozione invita la Giunta a promuovere iniziative pubbliche per commemorare il centenario del Genocidio degli Armeni. “Per un caso fortuito – ha detto Galli – la mozione è stata approvata all’indomani delle parole del Papa, perché presentata già a gennaio e per una serie di circostanze slittata fino alla metà di aprile. In questi mesi si sono sollevate polemiche prima ancora che la mozione venisse discussa, al punto che il console turco a Milano aveva chiesto un incontro con i gruppi consiliari per censurare questa mozione. Intervenire a gamba tesa prima ancora della discussione in Aula è una cosa da respingere con fermezza, perché interferisce con un processo decisionale che vede protagonista la terza assemblea elettiva nazionale”. Per Galli, che è docente universitario di Storia delle dottrine politiche, la mozione approvata dal Consiglio “ha avuto un impatto significativo anche dal punto di vista politico. Si tratta di difendere le ragioni di chi ha subìto un genocidio e ha visto negato nella memoria collettiva e nei libri di storia un massacro che per i Turchi, secondo il diritto internazionale, non è un vero e proprio genocidio. Ma la questione non è giuridica, bensì storica e politica. È una questione di chiarezza, di equilibrio e di onestà storica, che non vogliamo sia dimenticata, anche a fronte degli altri importanti anniversari di quest’anno quali il 70° della Liberazione”. Giancarlo Pagliarini, presidente dell’Associazione G. Pagliarini per la riforma federale e fra i relatori del convegno (moderato dal giornalista de "L’intraprendente" Gianluca Veneziani), ha ricostruito il lungo e tormentato iter al termine del quale, nel 2000, il governo italiano ha riconosciuto per legge il Genocidio degli Armeni. “Peccato che poi, però, l’Italia non abbia fatto mai nulla – ha rimarcato l’ex ministro – perché ha una fifa nera delle ripercussioni economiche con la Turchia. Per molti, la libertà dei popoli è un pericolo per il proprio potere. La Turchia – ha aggiunto Pagliarini, che è sposato con una donna armena – è molto combattiva su questo tema”: basti dire che punisce fino a tre anni di carcere chi parla del Genocidio degli Armeni, l’esatto opposto di quanto avviene in Francia, dove viene condannato chi lo nega. “Ad oggi – ha detto nel corso del suo intervento il console armeno Pietro Kuciukian – sono 22 i Paesi che riconoscono ufficialmente il Genocidio degli Armeni. Dopo l’inaspettata affermazione del Papa, la Ue ha subito rinnovato il riconoscimento del genocidio, sollecitando gli Stati membri a fare altrettanto. I primi sono stati l’Austria e la Germania”. Kuciukian ha ringraziato Galli per la mozione presentata in Regione e ha poi ricordato episodi paradossali quali gli assalti ai negozi Armani in Turchia, confusi con quelli armeni. “Ora – ha proseguito il console – la situazione sta cambiando e io ho buone speranze. Gli Armeni possono aspettare altri cento anni, perché un genocidio non va mai in prescrizione. I Turchi sono ancora orgogliosi dei grandi carnefici del passato, ai quali dedicano statue, piazze e strade. Vorrei spingerli ad esserlo di quei giusti Ottomani che hanno fatto anche del bene, salvando gli Armeni. Almeno 15 Turchi hanno perso la vita per non aver obbedito agli ordini di eliminare una popolazione che viveva sul loro territorio da tremila anni e che, secondo i Giovani Turchi, non poteva convivere con la ‘turchizzazione’ forsennata di quelle aree”.

 
 
 

Parco Adda Nord, sì ad ampliamento del 30%

Post n°1819 pubblicato il 22 Aprile 2015 da accorsiferro
 
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Fossati (Lista Maroni): accolte le richieste degli Enti locali

Uno dei più importanti “polmoni verdi” della Lombardia guadagna terreno e Comuni. Si tratta del Parco regionale “Adda Nord” (nella foto), per il quale il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato con voto unanime l’ampliamento di 2.050 ettari, che vanno ad aggiungersi ai 6.900 preesistenti, per un aumento della superficie pari al 30%. Entra inoltre a far parte dell’Ente Parco Adda Nord il Comune di Busnago, che si aggiunge ai 34 Comuni già compresi nel parco fluviale che insiste sulle province di Bergamo, Lecco, Monza e Brianza e Milano.
“Sono state recepite le istanze di tutti gli Enti locali interessati all’ampliamento, nessuno escluso, con modifiche che vengono incontro alle esigenze dei territori – sottolinea il consigliere regionale del Gruppo “Maroni Presidente” Lino Fossati, relatore del progetto di legge per la modifica dei confini del parco –. Sono particolarmente contento per l’adesione di Busnago, Comune della Provincia di Monza e Brianza, che entra a far parte del parco con un consistente apporto di territorio, pari a 289 ettari”.
In Aula, al momento dell’approvazione, il provvedimento di modifica dei confini del parco ha riscosso il plauso, oltre che dell’assessore all’Ambiente, Claudia Terzi, del maggiore Gruppo di opposizione, il Pd, che ha anche ringraziato Fossati per il lavoro svolto come relatore del progetto di legge. 
“Il territorio del Parco Adda Nord – ricorda Fossati –, pur densamente antropizzato, lascia ancora spazio a numerose aree boscate, ad aree naturalisticamente rilevanti e coincidenti con le zone umide tutelate anche a livello comunitario e al paesaggio culturale, in cui la presenza di elementi storici e architettonici rimane a testimonianza dell’incessante opera dell’uomo e del suo legame con la realtà fluviale”.

 
 
 

Seplificazione norme settore cultura, Ferrazzi: arte sacra patrimonio ricco e importante

Post n°1818 pubblicato il 21 Aprile 2015 da accorsiferro
 
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Abrogazione di ben 21 leggi, nel nome della semplificazione e della trasparenza. E’ quanto prevede la risoluzione, approvata in Commissione Cultura, Istruzione, Formazione, Comunicazione e Sport di Regione Lombardia, sulla legge di riordino delle norme in materia culturale. “Toccherà ora alla Giunta – spiega Luca Ferrazzi (nella foto), presidente della Commissione e relatore del provvedimento – proporre i piani regionali e triennali di attuazione della legge”.
“L’arte sacra, in particolare – sottolinea Ferrazzi, consigliere regionale del “Gruppo Maroni presidente” –, è ricompresa insieme a tutte le altre forme artistiche negli indirizzi di carattere generale presenti nella risoluzione. E non potrebbe essere diversamente, dal momento che è in vigore l’Intesa del 26 gennaio 2005 relativa alla tutela dei beni culturali di interesse religioso appartenenti a enti e istituzioni ecclesiastiche sottoscritta tra Ministero per i Beni Culturali e Conferenza Episcopale Italiana”.
“Nella risoluzione – prosegue Ferrazzi – è prevista la collaborazione con enti, associazioni e fondazioni culturali in generale. Altro aspetto importante, la Giunta dovrà aggiornare costantemente la Commissione sullo stato di avanzamento dei lavori di riordino della nuova legge. Considerata la disponibilità mostrata finora, è auspicabile che si giunga in tempi brevi al testo di legge definitivo”.

 
 
 

Genocidio degli Armeni, Lombardia approva all'unanimità mozione della Lista Maroni

Post n°1817 pubblicato il 15 Aprile 2015 da accorsiferro
 
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Galli: dire la verità su grande mistificazione storica

di A. A.

«Questa mozione ha fatto discutere prima ancora di approdare in Aula». Stefano Bruno Galli, capogruppo della lista “Maroni Presidente” al Consiglio regionale della Lombardia, polemizza nell’illustrare al Consiglio la mozione sul Genocidio degli Armeni, approvata all’unanimità. La mozione invita la Giunta regionale a promuovere iniziative pubbliche in occasione del centenario del Genocidio del 1915-1916, commemorato dagli Armeni il 24 aprile.
«Il Genocidio degli Armeni – ha voluto ricordare Galli, che è docente universitario di Storia delle dottrine politiche – è stata una strage di stato, uno sterminio di massa istituzionalizzato, sistematico e pianificato. La questione non si colloca nelle pieghe del diritto internazionale, ma è di natura storica e politica, soprattutto dopo le parole del Santo Padre di domenica scorsa. I primi eccidi nei confronti della più antica Chiesa cristiana risalgono alla fine dell’Ottocento. Le persecuzioni si inaspriscono poi con il movimento ultranazionalista dei Giovani Turchi, impegnato a realizzare una nazione etnicamente omogenea, nella prospettiva di una moderna monarchia costituzionale al posto del vecchio califfato ottomano. Nel congresso di Salonicco del 1911 i Giovani Turchi decisero di procedere con la soppressione fisica degli Armeni, la comunità cristiana più antica del mondo, che aveva un progetto politico fortemente autonomista. Negli anni seguenti vennero massacrate un milione e mezzo di persone. Come ha ricordato il papa, è stato il primo genocidio del XX secolo. Ispirò, per sua stessa ammissione, Hitler e generò un esodo che ha toccato anche Milano e la Lombardia».
Secondo Galli, «il centenario di quel genocidio cade nel 70° anniversario della Liberazione e nel 100° dell’entrata dell’Italia nella Prima guerra mondiale. Pertanto, rischia di essere soffocato. Mi auguro che la Regione ricordi con una iniziativa pubblica il centenario del genocidio del popolo armeno. Il Gruppo “Maroni Presidente” lo farà con un convegno, per dire la verità su una delle grandi mistificazioni storiche del Novecento».

 
 
 

Genitori separati, Lombardia unica Regione a sostenerli con fondi e case

Post n°1816 pubblicato il 14 Aprile 2015 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

«Gli unici fondi che il Paese riserva ai genitori separati sono quelli previsti dalla Giunta Maroni in Regione Lombardia, in attuazione di una legge di cui sono stato primo firmatario e relatore». È quanto sottolinea Antonio Saggese, consigliere regionale del Gruppo “Maroni Presidente” e vicepresidente dell’associazione Papà Separati Lombardia, dopo la delibera di Giunta che ha stanziato altri 4 milioni per il sostegno economico dei genitori separati o divorziati con figli minori e in condizione di necessità. La Giunta ha inoltre introdotto modifiche al regolamento per l’assegnazione di alloggi ERP, equiparando nei punteggi agli sfratti le sentenze di separazione in virtù delle quali uno dei due genitori perde l’utilizzo dell’alloggio.
«Da inizio legislatura – ricorda Saggese – sono stati stanziati 10 milioni di euro, di cui oltre 4 milioni con la delibera di oggi, così da arrivare a sostenere più di 4.000 genitori separati. Si tratta di un contributo di 400 euro al mese per sei mesi, per un totale di 2.400 euro: assai più del sostegno degli 80 euro di Renzi… La legge prevede anche l’adeguamento del regolamento per l’accesso alle case popolari affinché non vengano esclusi i genitori separati, soprattutto i papà che restano senza casa e sono costretti a rifugiarsi presso la loro famiglia di origine, amici, dormitori pubblici o, nei casi più disperati, in auto, roulotte o garage».
In Parlamento è stato presentato un progetto di legge a firma della Lega Nord che intende istituire un fondo nazionale di 500 milioni di euro al quale le Regioni potrebbero attingere per avviare progetti di sostegno ai genitori separati. «Ma finora – rileva ancora Saggese – niente di fatto. Fra tutte le riforme che questo governo sta pensando di attuare, quelle che davvero servono alla gente restano ferme al palo, mentre vanno avanti quelle che servono a chi vuole continuare a mantenere solo il potere. In assenza di fondi nazionali o di riforme concrete nell’ambito del diritto di famiglia, che prevedano la pariteticità dei tempi di cura dei figli da parte di entrambi i genitori, il mantenimento diretto e la residenza alternata, in Lombardia come al solito se vogliamo essere concreti dobbiamo giocare in difesa con gli strumenti che abbiamo, come sono quelli dello stanziamento di fondi per il sostegno economico e la modifica dei regolamenti per l’assegnazione della case popolari».

 

 
 
 

I "100 delitti di Milano" su Cultweek

Post n°1815 pubblicato il 07 Aprile 2015 da accorsiferro
Foto di accorsiferro

Il sito www.cultweek.com pubblica un ampio articolo sull'ultimo libro di Andrea Accorsi e Daniela Ferro, I 100 delitti di Milano, definito una "storia di Milano attraverso i suoi delitti".
"Si tratta di una carrellata di morti ammazzati, è vero - scrive l'autore dell'articolo, Jacopo Ferrari - ma la bravura dei due autori rende piacevole la lettura sia per l’ottima capacità di sintesi (nessun delitto occupa più di due-tre pagine) sia per l’estrema attenzione con cui viene ricostruito il contesto cittadino. Ne viene fuori una storia di Milano e della sua società attraverso le morti più significative cui la città ha assistito".
Leggi l'articolo completo qui: http://www.cultweek.com/i-100-delitti-di-milano/. 

 
 
 

OPG, Fanetti (Lista Maroni): "Dubbi e preoccupazioni su chiusure"

Post n°1814 pubblicato il 04 Aprile 2015 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

La chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari (OPG), scattata oggi, «suscita dubbi e preoccupazioni, sia fra i cittadini che fra gli operatori del settore». È quanto osserva Fabio Fanetti (nella foto), consigliere regionale lombardo del Gruppo “Maroni Presidente” e presidente della Commissione speciale sulla Situazione carceraria in Lombardia. Dal 1° aprile, come previsto, gli OPG sono rimpiazzati dalle REMS (Residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza). Dei 700 ricoverati nelle vecchie strutture – fra le quali in Lombardia c’è quella di Castiglione delle Stiviere (Mantova), che è l’unica in Italia con una sezione femminile – solo una parte, circa 450, saranno accolti dalle REMS, mentre tutti gli altri riguadagneranno la libertà.
«È naturale che qualsiasi modifica intervenga nella gestione di una materia così delicata susciti preoccupazione – osserva Fanetti –. Dalle dichiarazioni di alcuni responsabili di queste strutture emerge un quadro nazionale disomogeneo, con regioni già attrezzate per allestire le nuove REMS, come la Lombardia, e altre che non lo sono ancora e pertanto aprono grosse incognite sul destino degli “ospiti”». «Con la chiusura degli OPG, poi – aggiunge il consigliere regionale –, è legittimo nutrire dubbi, oltre che sull’efficacia delle nuove Residenze, sulle ricadute sociali che potrebbero derivare dalla dimissione di ben 250 persone che vi erano ricoverate e detenute: non dimentichiamo che fra di loro ci sono soggetti che si sono resi autori di gravi atti e di crimini efferati. In ogni caso – ammonisce Fanetti – devono trovare una sistemazione adeguata, volta a reintegrarli nella realtà sociale tenendo conto delle loro problematiche particolari e senza interferire con la sicurezza di alcuno».

 
 
 

On line il video della MalaMilano

Post n°1813 pubblicato il 18 Marzo 2015 da accorsiferro
Foto di accorsiferro

E' on line, sul blog "Il cielo sopra Milano. Voci dalla nuova città metropolitana", il video con Andrea Accorsi La MalaMilano. Attraverso immagini d'epoca e contemporanee, vengono ricostruite la celebre rapina di via Osoppo (nella foto), quella della banda Cavallero che seminò morti e feriti nelle vie della città e l'epopea del bandito più celebre della storia di Milano, Renato Vallanzasca. Regia di Roberto Schena.
Il video è visibile gratuitamente all'indirizzo
http://cielosumilano.blogspot.it/

 
 
 

Su "Fronte del blog" un'anticipazione dell'ultimo libro di Accorsi e Ferro

Post n°1812 pubblicato il 26 Febbraio 2015 da accorsiferro
Foto di accorsiferro

Il sito www.frontedelblog.it pubblica in esclusiva un capitolo dell'ultimo libro di Andrea Accorsi e Daniela Ferro I 100 delitti di Milano (Newton Compton): "Il killer venuto dall'America", sul delitto Ambrosoli.
L'anticipazione all'indirizzo web
http://www.frontedelblog.it/2015/02/25/quando-uccisero-giorgio-ambrosoli/.

 

 
 
 

"Cronaca vera" intervista Accorsi e Ferro

Post n°1811 pubblicato il 28 Gennaio 2015 da accorsiferro
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Il settimanale "Cronaca vera" dedica nel numero in edicola un'ampia intervista ad Andrea Accorsi e Daniela Ferro, dopo l'uscita del loro ennesimo libro a quattro mani ("I 100 delitti di Milano", Newton Compton editori).
"Per noi la cronaca nera non ha segreti" è il titolo del lungo articolo, a firma Gigi Montero. 

 
 
 
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Un blog di: accorsiferro
Data di creazione: 04/03/2006
 

IL FILM CHE ABBIAMO VISTO IERI SERA

Transit**

Legenda:

** = merita
* = non merita

 

I LIBRI CHE STIAMO LEGGENDO

Andrea:

Attacco all'Ucraina
di AA. VV.
(Teti)

 

I NOSTRI LIBRI PREFERITI

Anna Karenina di Lev Tolstoj

Assassinio sull'Orient-Express di Agatha Christie

Cime tempestose di Emily Bronte

Dieci piccoli indiani di Agatha Christie

Genealogia della morale di Friedrich Nietzsche

Guerra e pace di Lev Tolstoj

Illusioni perdute di Honoré de Balzac

Jane Eyre di Charlotte Brontë

Le affinità elettive di Johann W. Goethe

Madame Bovary di Gustave Flaubert

Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov

Narciso e Boccadoro di Hermann Hesse

Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen

 
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