Un po' di noi...

Libri, articoli e altro di Andrea e Daniela

 

I NOSTRI LIBRI

- I personaggi più malvagi della storia di Milano
(2013)

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- Milano giallo e nera (2013)

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- Gli attentati e le stragi che hanno sconvolto l'Italia (2013)

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- Le famiglie più malvagie della storia (2011, II edizione)

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- 101 personaggi che hanno fatto grande Milano (2010)

  

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- Il grande libro dei misteri di Milano risolti e irrisolti (2006, III edizione)

 

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- Milano criminale (2005,  esaurito)

 

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I LIBRI DI DANIELA

- Le grandi donne di Milano (2007, II edizione)

  

- L'eterno ritorno, un pensiero tra "visione ed enigma" (2005)

 

I LIBRI DI ANDREA

I grandi delitti italiani risolti o irrisolti (NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA, 2013)

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- Bande criminali (2009) 

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- I grandi delitti italiani risolti  o irrisolti (2005, esaurito)

 

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 - La sanguinosa storia dei serial killer (2003, esaurito)

 

 

 

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Il VERO razzismo è Mare Nostrum E licenziamo Pisapia

Post n°1769 pubblicato il 18 Ottobre 2014 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

Salvini: «Oggi saremo in migliaia a dire Stop Invasione. Ma visto come ha ridotto la città, avremo un pensiero anche per il peggior sindaco che Milano abbia mai visto»

di Andrea Accorsi

Contro Mare Nostrum e l’invasione di immigrati gestita dal governo. Per un futuro con più lavoro e una Milano senza Pisapia. Alla vigilia della manifestazione di oggi per dire stop all’invasione e a operazioni insensate come Mare Nostrum, varata giusto un anno fa, Matteo Salvini riassume le ragioni della più grande mobilitazione messa in campo dal Carroccio sotto la sua Segreteria. A Milano sotto attese ben centomila persone da tutto il Paese, che nel pomeriggio sfileranno pacificamente da Porta Venezia a piazza Duomo, dove alle 18 si svolgerà il comizio finale.
«Saremo in migliaia e migliaia a dire Stop Invasione - ha postato ieri il Segretario federale sul suo profilo Facebook -. Ma, visto come ha ridotto la città, avremo un pensiero anche per il peggior sindaco che Milano abbia mai visto. Sfratto in arrivo, bye bye Pisapia!». Salvini ribadisce così di mettere nel mirino la corsa a Palazzo Marino in calendario nel 2016. Obiettivo: spodestare l’attuale inquilino, come ribadisce in un «appello ai Milanesi, di nascita o di adozione, che amano la loro Città». Oggi, infatti, nelle intenzioni del Segretario leghista, «possiamo licenziare Pisapia. Non basta lamentarsi a casa, al bar, in ufficio o in metropolitana - insiste Salvini -. Milano è una città stupenda, che sta soffrendo per mancanza di cura e di amore. Chi non ci sarà, poi non venga più a lamentarsi: vi aspetto!».
Prendendo spunto da un articolo di Repubblica, il Segretario federale della Lega allarga quindi gli orizzonti all’intera sinistra che, rileva, «quando non sa cosa fare, cioè sempre, attacca la Lega. Ridicoli! - sbotta Salvini sempre sul web -. Con quattro milioni di italiani disoccupati, il vero razzismo è Mare Nostrum».
C’è spazio anche per un aneddoto personale. «Stamattina quattro poliziotti a Roma mi hanno chiesto un selfie con loro, e hanno voluto la maglietta Stop Invasione. bellissimo segnale, grazie!».
La battaglia contro l’invasione extracomunitaria del Paese si combatte sulla base di fatti e dati precisi. «Ecco un numero da ricordare ai sinistri accoglienti. Su 40.754 richieste di asilo politico presentate negli ultimi 14 mesi, sapete quanti sono stati riconosciuti come rifugiati? Solo 4.288. Il 10% del totale. Altro che “rifugiati”, stiamo offrendo pranzo a cena e migliaia di clandestini», ribadisce Salvini. Infine, una notizia di cronaca che vale più di mille discorsi. «Asia Bibi, contadina cristiana e mamma di cinque figli, è stata condannata a morte in Pakistan perché avrebbe parlato male di Maometto. E in Italia ci sono dei furbi che vogliono aprire delle moschee! No moschee, finché nel nome di un Dio si ucciderà ancora». Chissà se a Pisapia sono fischiate le orecchie.

dalla Padania del 18.10.14

 
 
 

CARROCCIO all’8,3% Ancora giù Forza Italia, cadono le Cinque stelle

Post n°1768 pubblicato il 18 Ottobre 2014 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

All’indomani del varo della legge di stabilità, cala la fiducia in Renzi e nel suo governo. Per più della metà degli elettori (54%) gli immigrati sono una minaccia

di A. A.

Continua l’ascesa della Lega Nord nei consensi dei cittadini. Il Carroccio sfonda il muro dell’8 per cento nelle intenzioni di voto e si rivela il movimento con la più marcata crescita nell’intero panorama politico nazionale. Ad attestarlo è il sondaggio settimanale sulle intenzioni di voto realizzato da Ixè per il programma Agorà, trasmesso sui Rai 3.
Nel quadro delle simpatie politiche, il Partito democratico si consolida intorno alla soglia del 40%, la stessa superata nelle ultime elezioni politiche. Costante la crescita della Lega Nord, arrivata questa settimana a quota 8,3%. Scende ancora Forza Italia: il partito di Silvio Berlusconi in meno di un mese ha perso quasi un punto percentuale (-0,9%).
In controtendenza rispetto all’ultimo rilevamento, nel quale venivano indicati in crescita, sono i Cinque stelle, che cedono lo 0,4% (il dato peggiore nell’ultima settimana). L’evento dei pentastellati al Circo Massimo, osserva l’istituto demoscopico, ha causato una sorta di “effetto elastico” nelle intenzioni di voto per Grillo & C.
A livello di maggioranze, una ipotetica coalizione di centrosinistra Pd-Sel-Scelta Civica raccoglierebbe anche per questa settimana il 43,4%. Più movimenta la situazione nel centrodestra: Forza Italia perde lo 0,3% e si ferma appena sopra al 15%, la Lega sale nella stessa misura mentre sale dello 0,2% Fratelli d’Italia-An, attestandosi al 3,3%. Segnali di vita dall’Ncd del ministro Alfano che in questa rilevazione è in crescita, seppure solo dello 0,1%.
La seconda forza politica nazionale, il M5s, raccoglie il favore del 20,9% segna una distanza di ben 19 punti percentuali dal Partito democratico.
Nel complesso, la situazione appare abbastanza cristallizzata, con eccezione l’avanzata della Lega Nord come variabile da osservare con particolare attenzione. Sarà interessante notare il dato dopo la manifestazione di oggi a Milano.
Sempre secondo un sondaggio realizzato dall’istituto Ixè in esclusiva per Agorà, all’indomani del varo della legge di stabilità, è calata la fiducia degli italiani in Matteo Renzi e nel suo governo. Pur rimanendo il leader politico più apprezzato, infatti, il premier perde un punto e si attesta al 49%. Un punto in meno anche per l’esecutivo, al 47%. Nella classifica dei leader politici in cui i cittadini hanno più fiducia, resta stabile al 21% Beppe Grillo, seguito da vicino da Matteo Salvini, al 20%. Nessuna variazione neanche per Silvio Berlusconi e Angelino Alfano, rispettivamente al 16 e 13 per cento.
Ixè ha sondato anche le opinioni degli italiani sugli immigrati. Secondo più della metà degli elettori (54%) e la quasi totalità dell’elettorato della Lega Nord (91%), gli immigrati sono una minaccia. Il 46% degli italiani li considera invece una risorsa; opinione, questa, condivisa dal 9% degli elettori leghisti.

dalla "Padania" del 18.10.14

 
 
 

Immigrati: Alfano in piena RENZITE conta BALLE, l’Europa lo sbugiarda

Post n°1767 pubblicato il 17 Ottobre 2014 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

Il ministro bluffa su Mare Nostrum e ironizza sulla Lega. I salvataggi proseguiranno a nostre spese, unica destinazione l’Italia. Sbarchi, +300% in un anno

di Andrea Accorsi

Alfano tenta di disinnescare la manifestazione di domani a Milano della Lega contro Mare Nostrum. Ma viene subito smentito dal numero 1 di Frontex. Il quale, non contento, certifica che l’operazione voluta e attuata dall’Italia (e solo da essa) ha quadruplicato gli sbarchi di clandestini.
«Capisco il nervosismo e l’imbarazzo di alcuni partiti politici per il fatto che noi abbiamo risolto un problema che loro non erano riusciti a risolvere e che hanno convocato una manifestazione che dopo di oggi non ha più ragione di essere». Senza citare la Lega, il ministro dell’Interno davanti ai giornalisti improvvisa una scenetta di teatrino renziano in Transatlantico, dopo il suo intervento in Aula sull’emergenza immigrati. Perché la manifestazione di domani non dovrebbe più «avere ragione d’essere», è presto detto: Alfano ha annunciato che Mare nostrum non potrà convivere con Triton e pertanto verrà chiusa. «La data sarà decisa in un prossimo Consiglio dei ministri - ha aggiunto -. Di certo, sarà entro il 1° novembre, data dell’entrata in funzione dell’operazione Triton».
Da novembre, dunque, niente più clandestini soccorsi e accompagnati nei nostri porti dalla Marina militare? Tutt’altro. «Le operazioni di salvataggio in mare non potranno mai essere sospese da parte dei mezzi italiani - ha sottolineato ancora Alfano - perché riguardano il diritto internazionale in mare».
Mare Nostrum affonda per varare al suo posto Triton, operazione che a differenza della prima sarà coordinata a livello europeo, tramite Frontex. Lungi dal farsi carico di un’operazione della portata, in termini di costi e dimensioni, di Mare Nostrum, l’Agenzia Ue continuerà a scaricare sull’Italia gli oneri dei soccorsi in mare. Non solo: con Triton, porterà ancora i clandestini nel Belpaese. Parola del direttore dell’agenzia Gil Arias Fernandez, che sembra ignorare la lezione lasciata dall’ex ministro Maroni.
«I respingimenti in mare sono assolutamente vietati e neanche da prendere in considerazione - taglia corto Fernandez in un incontro presso la Rappresentanza in Italia della Commissione europea -. I migranti recuperati nel corso di Triton saranno portati in Italia, perché è lo Stato che ospita l’operazione. In questo caso, non vale il principio della nazionalità dell’unità che compie il salvataggio». Insomma, tutto cambia perché nulla cambi: a sobbarcarsi il problema saremo sempre e solo noi.
«Frontex non ha mandato di “ricerca e salvataggio” che rimane delegato alle autorità del Paese membro - ribadisce il direttore di Frontex -. La nostra rimane una attività di sicurezza delle frontiere. Il nostro compito finisce nel momento dello sbarco di queste persone sul suolo italiano; tutto il resto compete a scelte politiche da fare in sede europea». Ancora, «le nostre navi non possono effettuare il pattugliamento delle coste libiche, perché non ci sono accordi tra Ue e Libia e non abbiamo i mezzi tecnici adeguati».
Gil Arias Fernandez ha poi rilevato come «nel 2014 si è registrato un incremento del 292 per cento negli arrivi provenienti da immigrazione irregolare», passati nel Mediterraneo centrale da gennaio a settembre di quest’anno a 142.707 dai 36.414 giunti in tutto il 2013.
Per l’on. Nicola Molteni «Mare Nostrum continuerà anche dopo Triton. Non ci sarà alcuna sostituzione, come chiaramente detto dal direttore esecutivo di Frontex. Alfano sta raccontando balle al Paese». Gli fa eco il senatore Paolo Arrigoni: «Finalmente qualcuno dice la verità e ci dà ragione smentendo ufficialmente Alfano. L’Europa lo spernacchia, a difenderlo sono rimaste solo un paio di sodali che lo fanno più per opportunità che per convinzione. Ci ha definiti yogurt scaduto, qui di scaduto c’è solo il suo tempo».

dalla Padania del 17.10.14

 
 
 

Da Mare Nostrum a Triton, continua L’INVASIONE

Post n°1766 pubblicato il 17 Ottobre 2014 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

Cambiano i nomi delle operazioni, non la sostanza: la Ue spende una montagna di soldi in “interviste ai migranti” ma si guarda bene dal respingerli

di A. A.

C’è, anzi c’era Mare Nostrum, visto che ha i giorni contati. L’operazione doveva essere rimpiazzata da Frontex Plus, ma questa ipotesi, annunciata in pompa magna dall’ineffabile ministro Alfano, è tramontata prima ancora di vedere la luce. Così, mentre proprio in questi giorni si sperimenta Mos Maiorum, Frontex affiderà la sorveglianza delle frontiere europee a Triton.
In attesa di Ares, Mazinga e magari della Sirenetta, vediamo di fare un po’ di chiarezza nella politica adottata con questi termini fantasiosi per affrontare un problema tanto concreto quanto delicato. Specie in tempi di Isis e di Ebola, tanto per fare altri due nomi.
Frontex è l’Agenzia europea fondata nel 2004 per la cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri della Ue. Fra le numerose operazioni promosse dall’Agenzia, dallo scorso 1° maggio c’è Hermes. Obiettivo: contrastare l’immigrazione irregolare verso le coste italiane da Tunisia, Libia e Algeria. Questa operazione si svolge in un’area ben definita del Mediterraneo centrale, con la partecipazione di “esperti in interviste ai migranti” di Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Lituania, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna, Svizzera e Regno Unito. Non basta: Grecia, Francia, Malta e Portogallo partecipano con due esperti, la Spagna con tre mentre Turchia e Moldavia, come “Paesi osservatori”, con un esperto ciascuna. Un esercito di funzionari, tutti a carico di Frontex. Quanto ai mezzi, Olanda, Portogallo e Islanda partecipano anche con un aereo per il pattugliamento.
Per “fronteggiare” gli arrivi irregolari dal Sud Est europeo e vigilare sulle coste pugliesi e calabresi, dal 1° giugno al 30 settembre si è svolta Aeneas. Anche questa operazione ha schierato esperti di Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Lituania, Portogallo, Spagna (che fornisce anche un paio di aerei; Francia, Grecia e Polonia, un aereo ciascuno) e di due “Paesi osservatori” (Albania e Georgia). L’Italia ha fornito due elicotteri e due motovedette della Guardia di Finanza, più un gommone e una motovedetta della Capitaneria di Porto, nonché esperti in immigrazione della Polizia. Analoga operazione è stata organizzata sotto il nome Poseidon sul versante greco, con la partecipazione di una motovedetta della nostra Capitaneria dislocata a Chios.
Da lunedì scorso e fino al 26 ottobre è in corso Mos Maiorum, che non rientra fra le operazioni congiunte gestite da Frontex. In sostanza, come ha spiegato ieri il direttore dell’Agenzia europea, lo spagnolo Gil Arias Fernandez, si tratta di una mera raccolta di dati, eseguita sotto la guida delle autorità italiane: «La polizia raccoglie informazioni relative agli arrivi, è solo una rilevazione a fini statistici». Niente a che vedere, dunque, con gli obiettivi di Mare Nostrum, operazione anch’essa varata su iniziativa del governo italiano (presidenza Letta) il 18 ottobre 2013 e volta a scongiurare il naufragio dei barconi carichi di clandestini, per condurli nel nostro Paese in tutta sicurezza.
Inizialmente Mare Nostrum avrebbe dovuto essere sostituita da Frontex Plus, un programma della Ue volto a controllare le frontiere nel Mediterraneo, ma poi è stato deciso di rimpiazzarla con Triton: una operazione di sicurezza delle frontiere che inizierà l’1 novembre «indipendentemente da quello che succederà a Mare Nostrum», come ha precisato ancora Gil Arias Fernandez. Vi hanno aderito 26 Paesi e quindi, per il numero 1 di Frontex, «ha tutti i mezzi tecnici per far fronte alle necessità».
Nessun respingimento di barconi, è stato precisato ieri: i migranti recuperati grazie a Triton «saranno portati in Italia, perché è lo Stato che ospita l’operazione». Insomma, cambiano i nomi ma non la sostanza: assicurare che l’invasione di clandestini continui.

dalla "Padania" del 17.10.14

 
 
 

TEX, una leggenda che cavalca ancora In mostra a Milano le copertine originali

Post n°1765 pubblicato il 16 Ottobre 2014 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

Splendida sintesi di mito, emozioni e avventura, le duecento tavole esposte suggellano un personaggio entrato a far parte dell’immaginario collettivo di più generazioni

di Andrea Accorsi

Una leggenda disegnata entrata a far parte dell’immaginario collettivo di più generazioni. Tale è Tex Willer, il più longevo personaggio del fumetto italiano e fra i più amati dai lettori di ogni età. Ad “aquila della notte”, Wow Spazio Fumetto-Museo del Fumetto di Milano dedica fino al 18 gennaio una grande mostra per celebrarlo attraverso l’arte dei suoi due creatori: lo sceneggiatore Gianluigi Bonelli e il disegnatore Aurelio Galleppini, in arte Galep.
Per la prima volta sono esposte nella stessa mostra oltre duecento tavole originali di Galep, create per illustrare altrettante copertine, oltre a documenti come lettere, sceneggiature, schizzi che testimoniano il lavoro dei creatori delle storie (nella foto, il mitico e introvabile n. 1 in formato striscia del 1948). Presenti anche i preziosissimi primi numeri della serie ancora nel formato striscia, riconosciuti come arte identitaria della Città di Milano.
In edicola da ben 66 anni, Tex non mostra segni di vecchiaia e continua a soddisfare le aspettative del suo pubblico. Il merito di tanto successo va riconosciuto alla vena creativa di autori che, ancora oggi, sanno attingere all’insegnamento dei due creatori del personaggio: Bonelli senior (fondatore dell’omonima casa editrice, che oggi porta il nome del figlio Sergio, a sua volta fra gli sceneggiatori della serie) e Galleppini. La mostra La leggenda di Tex è un vero e proprio viaggio nel mitico Far West come ce lo hanno raccontato i due autori.
Il piccolo albo a striscia di Tex, venduto nel 1948 a 15 lire, diventa il primo tassello di un successo sempre crescente. In breve tempo si toccano le 45 mila copie di vendita settimanale.
La formula di questo successo è da ricercare nel mito del West. Lo stesso con cui i ragazzi dell’epoca si riempiono gli occhi nei cinema ma rivisto con la lente del mito, a cui gli autori aggiungono elementi personali. Tex Willer è uno dei grandi eroi dell’immaginario: amico degli indiani, antischiavista e antirazzista, è tanto vicino alla cultura dei Navajo da sposare Lilyth, figlia del capo tribù.
Nelle sue storie si anticipa lo stesso cinema hollywoodiano nella rappresentazione delle popolazioni indiane: per i bianchi Tex è l’agente indiano della Riserva Navajo e un ranger dalla mira infallibile, per i nativi è Aquila della Notte, saggio capo bianco e fratello di ogni uomo rosso.
Inizialmente avrebbe dovuto chiamarsi Tex Killer: è l’editrice Tea Bonelli a optare per Tex Willer, in un periodo in cui i fumetti erano tacciati di essere violenti e diseducativi. Per l’aspetto fisico, Galep si richiama all’attore Gary Cooper, per modificarlo in seguito sui propri lineamenti. I paesaggi, soprattutto all’inizio, sono quelli della Sardegna dove il disegnatore è cresciuto. In seguito, anche quando si documenta su libri e fotografie delle zone dove il Ranger si muove, Galep trova ispirazione nelle Dolomiti trentine.
Con il passare del tempo, all’eroe si affiancano tre inseparabili compagni d’avventura: il figlio Kit, l’indiano Tiger Jack e il “vecchio cammello” Kit Carson.
Il mito, l’emozione e l’avventura delle storie di Tex sono condensati nelle copertine, tutte disegnate da Galep fino al numero 400 della serie “gigante”, uscito nel 1994, appena prima della scomparsa del disegnatore.
Fra albi a striscia, serie quindicinale, volumetti “giganti”, raccolte e volumi, Galep realizza migliaia di illustrazioni, un vero e proprio record, oltre alle storie vere e proprie. Illustrazioni straordinariamente cariche di suggestione, che portano alla mente i fotogrammi dei classici del cinema di John Ford e Fred Zinnemann.

dalla "Padania" del 16.10.14

 
 
 

Alluvione a Genova, «il governo riferisca» Primi vaffa per Grillo

Post n°1764 pubblicato il 16 Ottobre 2014 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

La Lega scrive alla Boldrini. Rixi: «I ritardi nelle opere colpa anche di Burlando. Tutti liberi gli sciacalli romeni e albanesi fermati». Contestato il leader M5s

di A. A.

Il governo venga in Aula alla Camera per riferire urgentemente sulla tragedia di Genova. Lo chiede ufficialmente il capogruppo della Lega Nord a Montecitorio, Massimiliano Fedriga, in una lettera consegnata al presidente della Camera, Laura Boldrini. Il consigliere regionale e capogruppo del Carroccio in Comune a Genova, Edoardo Rixi, solleva dubbi sulle reali responsabilità per i mancati lavori di rifacimento della copertura del torrente Bisagno, opera indicata come causa principale dell’effetto devastante sulla città delle alluvioni di venerdì scorso e del 4 novembre 2011. «Il governatore Burlando, commissario straordinario dei lavori, poteva far partire l’opera - sostiene Rixi -. Ora non scarichi le responsabilità su altri: la burocrazia l’ha alimentata lui». Polemico Rixi anche sulla decisione di Burlando di fare una conferenza stampa sull’alluvione ieri a Roma, in piazza Madama, «nella sede degli sprechi che costa ai liguri 300 mila euro all’anno».
Lo stesso consigliere denuncia come «gli sciacalli, una decina fra romeni e albanesi, che già nelle prime ore successive al disastro avevano iniziato la loro vergognosa operazione di “pulizia” dei negozi del centro cittadino, sono già tutti liberi. Non solo. I commercianti mi segnalano che in queste ore in molti si sono presentati in maglietta infangata per dare una mano: in realtà erano ladri che se ne sono andati poi via alla chetichella con le tasche piene».
Genova ha voltato le spalle a Beppe Grillo. Arrivato ieri per un sopralluogo nella sua città devastata dall’alluvione, il leader del M5s è stato contestato dagli” angeli del fango” in via Brigate Partigiane. Diversi ragazzi si sono rivolti a Grillo dicendogli «vai via, qui c’è da spalare» per poi apostrofarlo con un «vaffa». Grillo ha tentato di replicare «siamo tutti sulla stessa barca, andate a dire a Renzi di spalare, noi siamo tutti qui a spalare», poi si è allontanato in motorino.
Il leader pentastellato se l’è presa con cameramen, giornalisti e fotografi che lo attorniavano. «Siete la vergogna di questo Paese», ha detto -. Se succedono queste cose due volte è anche colpa della cattiva informazione».

dalla Padania del 15.10.14

 
 
 

Genova senza scuole e collegamenti Sbloccati i lavori FERMI da due anni

Post n°1763 pubblicato il 14 Ottobre 2014 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

Via al cantiere sul Bisagno. Commerciante minaccia il suicidio dopo che il suo bar è andato distrutto. Il Comune chiede al governo di annullare i tributi statali per chi ha subìto danni, come voluto dalla Lega

di Andrea Accorsi

Continua la pioggia in Liguria. Intorno alle 15 di ieri un violento temporale di circa un quarto d’ora ha investito Genova. Precipitazioni intense in tutta la provincia di Savona, nell’entroterra genovese e in quello spezzino.
Il Comune di Genova accoglie la richiesta della Lega e chiede al governo di annullare il pagamento delle prossime rate di imposte e tributi di carattere statale per chi ha subìto danni dall’alluvione. La Giunta chiede inoltre di reperire in fretta le risorse per completare gli interventi di messa in sicurezza del territorio.
Quattro opere di messa in sicurezza dei torrenti Bisagno e Fereggiano sono le soluzioni messe in campo dal governo. «Abbiamo deciso, con il sindaco Doria e il presidente Burlando, di sbloccare da subito il cantiere da 35,7 milioni di euro sul Bisagno, applicando, con effetto immediato, la sentenza del Tar che respinge i ricorsi, nonostante ne siano stati presentati di nuovi - spiega Erasmo D’Angelis, a capo della struttura di Palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico -. L’opera era ferma dal febbraio 2012 e si aggiunge alla seconda opera principale, da 95 milioni, che raddoppia la portata del Bisagno, portandola a mille metri cubi al secondo».
La situazione di Genova, continua D’Angelis, rimane comunque complessa: «Ci sono ben 50 km di torrenti sotterranei, intubati e incanalati, ma con queste opere si riduce il rischio di nuove tragedie». Quanto ai tempi di realizzazione delle opere, «per quella da 35 milioni sul Bisagno la consegna è prevista tra 28 mesi, mentre quella da 95 milioni ha tempi più lunghi: si parlava di sei anni circa, ma stiamo lavorando su accordi sindacali per sveltire i lavori e aggredire l’opera da più fronti».
La Procura di Genova, che in relazione all’alluvione in cui ha perso la vita una persona aveva già aperto un fascicolo per omicidio colposo, ha aggiunto il reato di disastro colposo, a carico di ignoti. Un genovese di 72 anni ha minacciato di suicidarsi dopo che il suo locale, un bar in piazza della Vittoria, è andato completamente distrutto per l’alluvione di giovedì notte. A far desistere l’uomo sono stati associati di Ascom. L’anziano aveva già subìto 20 mila euro di danni nel 2011, ma adesso i danni sono ancora più ingenti.
Altri 51 militari e 16 mezzi speciali del Genio sono giunti a Genova per unirsi a quelli già impegnati, da sabato, nel supporto alla popolazione colpita dall’alluvione. I nuovi assetti portano a 250 uomini e 76 fra veicoli e mezzi speciali il contributo dell’Esercito.
Nella tarda serata di domenica a Genova-Bolzaneto, nel quartiere di San Quirico, 60 famiglie sono state evacuate precauzionalmente dalle proprie abitazioni a causa del rigonfiamento di un rivo che scorre sotto la strada. In via Bobbio, nel quartiere di Marassi, sono state sfollate altre 8 famiglie per il rischio di cedimenti strutturali di un edificio. Un centinaio di persone erano state sfollate nei giorni precedenti.
Restano difficili gli spostamenti in città: irregolare il servizio bus di Amt, traffico privato interdetto nelle zone più interessate dall’alluvione, chiusa e riaperta a più riprese l’autostrada A7 tra Busalla e Vignole a causa di allagamenti. Decine di passeggeri sono rimasti bloccati su due treni nelle stazioni lungo la linea tra Genova e Ovada. Tre linee ferroviarie sono interrotte.
Per Coldiretti, la metà del raccolto dell’olio extravergine di oliva della Liguria è compromessa.
Anche oggi sarà sospesa l’attività didattica in tutte le scuole di ogni ordine e grado del capoluogo.

dalla Padania del 14.10.14

 
 
 

Alessandria a mollo In provincia frane, piene e allagamenti

Post n°1762 pubblicato il 14 Ottobre 2014 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

Paesi sotto un metro d’acqua, in tilt la circolazione stradale e ferroviaria. Coldiretti: danni ingenti, colpiti anche vigneti pregiati

di A. A.

Una forte perturbazione proveniente dalla penisola iberica ha investito il Piemonte, con precipitazioni intense in particolare sull’Alessandrino al confine con la Liguria e sul Verbano.
In provincia di Alessandria si sono verificate frane sulla viabilità secondaria e allagamenti, con l’interruzione di strade e servizi. Interessati 9 comuni, in particolare nella zona dell’Ovadese, nell’Alto Scrivia, e sulle colline tortonesi. I vigili del fuoco sono stati impegnati con ben 60 squadre nel soccorso alle persone nelle zone più colpite. Numerosi i problemi per la circolazione con sottopassi e strade allagate. Ad Arquata Scrivia una casa è stata coinvolta in una frana, ma la famiglia che via abita è riuscita a mettersi in salvo. Problemi anche per la circolazione ferroviaria, sospesa in diversi tratti.
Oltre 900 i millilitri di pioggia caduti in sei ore tra le zone di Gavi, Lavagnina Lago e Bric Castellaro. Il torrente Orba ha superato la soglia di pericolo a Casal Cermelli. Torrenti in piena nei bacini Curone, Borbera, Scrivia, Orba e loro affluenti. Chiuso il ponte sullo Scrivia, straripato il Lemme e chiuso nel Tortonese il ponte sul Grue.
La Coldiretti Alessandria denuncia campi allagati e danni ingenti nei terreni dov’era appena stato seminato il frumento o ancora si trovavano ingenti quantità di mais da raccogliere. Per l’associazione agricola è ancora presto per fare una valutazione dei danni, tuttavia si tratta di una situazione che riporta in primo piano la necessità della messa in sicurezza dei corsi d’acqua.
«Il progressivo abbandono del territorio e il processo di urbanizzazione spesso incontrollata non accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle acque sono alla base dei problemi idrogeologici -sottolineano il presidente e il direttore della Coldiretti di Alessandria, Roberto Paravidino e Simone Moroni -. Ecco perché è necessario intervenire per invertire una tendenza che mette a rischio la sicurezza del paese».
Fra i pesanti effetti del maltempo sulle campagne, rileva ancora la Coldiretti, è Gavi, sulla destra del torrente Lemme alla confluenza con il rio Neirone, il paese più colpito dall’ondata di maltempo che si è abbattuta sulla provincia. La pioggia e la grandine hanno danneggiato parte dei 1.500 ettari di pregiato vigneto Gavi Docg. Sfollati gli abitanti delle frazioni vicine, dove sono numerose le aziende nelle quali è segnalata la presenza in strada di un metro d’acqua.

dalla "Padania" del 14.10.14

 
 
 

Burlando SI SVEGLIA «Pronto ad avviare i LAVORI anti-dissesto in barba AI RICORSI»

Post n°1761 pubblicato il 13 Ottobre 2014 da accorsiferro
 
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Il Governatore della Liguria: «Pazzesco tenere bloccati 270 milioni». Il Capo della Protezione civile, Gabrielli: «Danni limitati con le opere già pronte»

di Andrea Accorsi

Previsioni poco precise. Allerta in ritardo. Lavori fermi. Il giorno dopo l’alluvione, Genova si ritrova a fare i conti con la solita ondata di polemiche, più vischiosa del fango spinto dai torrenti in piena nelle vie e nei caruggi del centro città. Per il presidente della Regione e il Capo della Protezione civile non c’è cavillo burocratico o giudiziario che tenga: se c’è un’opera necessaria per evitare altri disastri, va fatta, e subito. Anche se pendono ricorsi e contenziosi.
«Il sindaco Doria e io - dichiara il Governatore della Liguria, Claudio Burlando - abbiamo parlato con l’Avvocatura regionale e con gli avvocati del Comune della vicenda dei lavori sul Bisagno. Se lunedì o martedì mi dicono di procedere, io procedo. Certo, mi assumo un rischio perché il contenzioso è in atto». Burlando è anche commissario straordinario per i lavori di messa in sicurezza del torrente Bisagno, bloccati da tre anni a causa di ricorsi alla giustizia amministrativa presentati da ditte escluse dall’appalto.
«L’Avvocatura dello Stato - ha spiegato Burlando - notifica le motivazioni della sentenza del Tar del Lazio alle parti, che hanno trenta giorni per presentare ricorso al Consiglio di Stato. Se, nonostante il fatto che sia in atto un contenzioso, l’Avvocatura mi dice che posso forzare, io forzo, assumendomi anche una responsabilità. Il fatto è che le leggi italiane consentono che un’opera che salva vite umane stia bloccata per anni. Ne ho parlato con Renzi, con D’Angelis (Erasmo, il coordinatore della Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico creata dal governo, nda), ci sono 270 milioni bloccati. È pazzesco».
Gli fa eco il Capo della Protezione civile, Franco Gabrielli: «L’opera si deve fare, e la causa non deve riguardare l’opera ma eventualmente il danno subìto dalla ditta che ha fatto il ricorso. Se oggi avessimo avuto l’opera sicuramente non avremmo risolto il problema, ma avremmo limitato i danni».
Anche i meteorologi bussano alle casse pubbliche. «Il nostro ruolo - afferma Antonio Sanò, meteorologo di www.ilmeteo.it - si limita ad analizzare modelli di precisione e indicare quando ci sono perturbazioni. Non è in grado di prevedere interazioni del maltempo con il territorio. Ma, al di là delle polemiche dobbiamo investire di più in tecnologia e ricerca, occorrono risorse e persone». Per Sanò «i modelli matematici classici non indicavano alcuna precipitazione eccezionale su Genova, bensì debole e moderata. Solo utilizzando modelli ad alta risoluzione che descrivono dettagliatamente le singole valli e i particolari del territorio saremmo riusciti ad avere risultati più dettagliati, capaci di prevedere con 48 ore di anticipo il nubifragio. Ma questi sistemi sono molto costosi, prevedono l’uso di supercomputer che attualmente nessuno ha».

dalla Padania del 12.10.14

 
 
 

Viale: da mesi in Liguria pensano solo alle primarie del Pd

Post n°1760 pubblicato il 13 Ottobre 2014 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

Il Segretario nazionale della Lega Nord: «L’intero partito è impegnato in questioni di politica interna e la Regione è allo sbando. Serve un cambio della guardia»

di A. A.

Segretario Viale, perché Genova continua a subire alluvioni?

«Quello delle alluvioni è un problema diffuso - risponde Sonia Viale, Segretario nazionale della Lega Nord Liguria - ma balza agli occhi che a Genova i ritardi della Pubblica amministrazione nell’affrontarlo sono stati più gravi che altrove. Anche il sistema informativo presenta gravi lacune, se fino al momento in cui si è verificato l’evento alluvionale nessuno era stato avvisato, con i mezzi tecnologici di cui disponiamo oggi. Per non parlare della mancata pulizia degli alvei dei torrenti, evidente a tutti».

Ci sono responsabilità politiche per quello che è successo?

«Tutti i quadri dirigenziali del partito che governa la Liguria erano impegnati, dentro e fuori le istituzioni, a discutere delle primarie per le prossime elezioni regionali. È una telenovela che dura da mesi e che vede in prima linea l’assessore con delega alla Protezione civile, che è candidata per diventare presidente della Regione. L’intero partito e i suoi eletti sono impegnati solo in questioni di politica interna, mentre la Regione è lasciata allo sbando, non solo su questo problema».

Quindi la colpa è del Pd?

«Diciamo che è di una classe politica non all’altezza. È il momento di dare un cambio di passo. In Liguria c’è una maggioranza di sinistra che vive sugli allori, su un elettorato che per motivi affettivi e storici continua a votare Pd. È giunto il momento di fargli saltare almeno un giro».

Fa bene Burlando a procedere con i lavori bloccati dai contenziosi?

«Adesso la priorità è risolvere il problema. Ma mi domando perché non si è mosso prima, dato che si sapeva che era tutto bloccato e quale emergenza vive Genova. Così confermano l’inadeguatezza e l’incapacità di vedere lontano. Sono al governo del Comune, della Regione e del Paese. Burlando entra ed esce dai palazzi delle istituzioni, delle Amministrazioni locali, della Corte dei Conti, dal Palazzo di Giustizia. Sa muoversi molto bene con l’apparato burocratico del Paese. E scopre adesso che le risorse sono bloccate?».

Come giudica le polemiche sul ritardato allarme?

«Quel mattino ero a Genova per il presidio “Stop invasione”. Bastava alzare gli occhi al cielo per capire che ci sarebbe stata una situazione drammatica alla luce delle esperienze passate e che bisognava lanciare l’allarme. Manca il buonsenso che faceva della politica anche qualcosa di efficace e soprattutto di benvoluto dai cittadini. La parola finale sarà dimissioni per tutti quelli che hanno responsabilità. È un atto dovuto».

dalla "Padania" del 12.10.14

 
 
 

Soldati a GENOVA per ripulire le strade. Ma resta l’emergenza

Post n°1759 pubblicato il 13 Ottobre 2014 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

Gabrielli: «Previsioni evidentemente errate, ma da qui a crocifiggere chi ha sbagliato ne corre. È innegabile che non sono stati fatti interventi strutturali necessari»

di A. A.

Sono arrivati ieri mattina a Genova i militari del II Genio Pontieri di Piacenza, per iniziare le attività di soccorso alla popolazione dopo l’alluvione che ha colpito il capoluogo ligure in seguito all’esondazione di cinque fra rii e torrenti. Si tratta di trenta uomini con macchine per la movimentazione terra.
Sempre ieri in Prefettura si è svolta una riunione operativa della Protezione civile. Il presidente della Regione, Claudio Burlando, ha detto che l’ultima alluvione ha causato danni alle strutture pubbliche per 200 milioni di euro, mentre il Capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, ha ammesso: «Siamo ancora in piena emergenza». Le previsioni per le prossime ore «non sono assolutamente confortanti», ha aggiunto, e questo sia per oggi sia per domani, lunedì. «È una situazione di particolare criticità - ha sottolineato Gabrielli - e tutti gli interventi e gli sforzi delle strutture di Protezione civile del territorio devono essere utilizzate a gestire queste situazioni e ad informare i cittadini».
A proposito delle previsioni dell’Arpal, che non ha diramato l’Allerta 2 prima dell’alluvione, Gabrielli ha dichiarato: «Dal punto di vista delle previsioni evidentemente qualcosa si è sbagliato, perché è stata fatta una valutazione e si sono verificati eventi diversi, ma da qui a sostenere che dobbiamo crocifiggere chi ha sbagliato ne corre. È innegabile - ha però tenuto a precisare - che una serie di interventi strutturali dovevano essere fatti e non sono stati fatti. Se ci sono delle responsabilità verranno accertate, visto che ci sono anche delle inchieste in corso».
Ricordando le difficoltà delle Amministrazioni locali nel prendere decisioni, il capo della Protezione civile ha poi dichiarato: «Apro una finestra per un nuovo patto sociale. Ci sono sindaci che hanno preso decisioni forti che sono stati massacrati. Sindaci che hanno spostato scuole non sicure dal punto di vista sismico e sono stati linciati».
Più di cento gli sfollati da edifici a rischio a Genova, dove le criticità rilevate sono oltre 150. In considerazione del prolungamento dello stato di Allerta 2 sino alle 23.59 di lunedì, anche per domani il sindaco di Genova, Marco Doria, ha disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado pubbliche e private, dei servizi educativi pubblici e privati, dei servizi socio educativi diurni con anziani e disabili, dei centri di formazione professionale e dei dipartimenti universitari nel comune.
Per tutta la giornata di ieri sono rimaste ancora chiuse al transito dei treni le linee ferroviarie Genova-Milano e Genova-Torino nel tratto tra Ronco Scrivia e Genova via Bivio Fegino. Le piogge che si sono abbattute incessantemente sulla zona durante la notte hanno rallentato le operazioni di recupero del locomotore e delle carrozze uscite dai binari venerdì.

dalla Padania del 12.10.14

 
 
 

Genova, RIXI (Lega): fatti rientrare i vigili già in strada, per salvare la città bastava UN SMS

Post n°1758 pubblicato il 11 Ottobre 2014 da accorsiferro
 
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«Per fortuna è successo durante la notte, altrimenti... Ho visto commercianti piangere, aspettano ancora i rimborsi del 2011»

di Andrea Accorsi

Consigliere Rixi, che cosa è successo a Genova?

«La stessa cosa del 2011: è mancato lo stato d’allerta 2 che avrebbe fatto intervenire la Protezione civile al completo - risponde Edoardo Rixi, capogruppo della Lega Nord in Consiglio comunale -. E pensare che venerdì, fino alle 12.30-13 era tutta in allerta, con i vigili davanti alle scuole e sui torrenti».

Ma se erano già attivati, perché li hanno fatti rientrare?

«Perché l’Agenzia regionale non ha dato l’allerta e il Comune doveva pagare gli straordinari. Solo con l’allerta vengono stanziati altri fondi».

Chi ha ragione nel rimpallo di responsabilità tra Comune e Regione?

«La Regione si difende dicendo che quanto successo non era prevedibile. Ma tutti i siti meteo di internet prevedevano piogge fortissime. E una situazione delicata come la nostra non permette di correre rischi».

Tutto già visto, insomma.

«Per forza, non è mai stato realizzato un sistema di comunicazione per le emergenze come quello che esiste in Islanda per le eruzioni vulcaniche, che manda un sms a tutti i cellulari dell’area a rischio. Sono applicazioni che non costano molto e ideali per territori con particolari problemi».

Di chi sono le maggiori colpe?

«Di chi in questi anni ha dormito. La cosa più assurda è che ho ricevuto l’allerta alle 23.22 dagli addetti della nettezza urbana e in quel momento c’era già mezzo metro d’acqua sulle strade, con le auto che galleggiavano. Solo alle 7.30 del mattino sono rientrati in servizio i vigili urbani. Nella notte chiamavano in Comune perché senza allerta nessuno sapeva che cosa fare. Una situazione veramente incredibile. Per evitare che molte auto fossero portate via, sarebbe bastato dire in serata di parcheggiarle nella parte alta delle strade: Genova di fatto è una città in collina, basta alzarsi di due metri per evitare le alluvioni».

Insomma, si sarebbero potuti limitare i danni?

«Si sarebbe potuto salvare moltissime cose, i commercianti avrebbero messo le barriere davanti alle saracinesche. Invece nella notte la gente ha cercato da sola di salvare il salvabile. Per fortuna è successo durante la notte, se succedeva di prima mattina con la stazione di Brignole investita in pieno dall’ondata e affollata di pendolari...».

Che cosa si aspetta dal governo?

«Per il ministro dell’Ambiente Galletti il problema è lo scolmatore del Fereggiano. Non sa quel che dice, perché quello che ha fatto più danni è il Bisagno. E per sabato era fissata l’inaugurazione della nuova sala delle emergenze della Protezione civile. Viene da pensare: che tempismo».

Con l’alluvione di tre anni fa la Vincenzi si giocò rielezione e carriera. Sarà così anche per Doria?

«No, perché se l’è già giocate, a prescindere da questo disastro. Però è triste vedere come la Giunta nata proprio per impedire che si ripetesse quanto successo nel 2011, in due anni e mezzo non ha fatto nulla, anzi per dirla in genovese non hanno fatto un belino. Sperano solo che non piova. Siamo messi esattamente come nel 2011, anzi peggio, perché c’è ancora più rabbia, il momento economico è ancora più critico e nessuno ha preso un euro per la tragedia del 2011. Chissà dove sono finiti quei soldi... Così le alluvioni diventano quasi un business per qualcuno».

Come hanno reagito i cittadini?

«Nel centro storico, in “via XX” i commercianti piangevano, la merce era tutta distrutta e non sanno quando riapriranno. Ce ne sono che aspettano ancora una collocazione dopo le distruzioni dei negozi nel sottopasso del 2011».

Che cosa propone la Lega?

«Chiediamo l’esenzione dal pagamento della Tari e delle altre tasse per chi ha avuto danni. Se lo Stato non paga i danni, le imprese inizino a non pagare lo Stato: zero tasse, zero scontrini».

dalla Padania dell'11.10.14

 
 
 

Piove, alluvione a Genova: un morto e gravi danni

Post n°1757 pubblicato il 11 Ottobre 2014 da accorsiferro
 
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Città sommersa dall’acqua nella notte. Saccheggiati i negozi di via XX Settembre. E come nel 2011 è scontro Comune-Regione. Il sindaco: stato di allerta proclamato solo la mattina dopo

di A. A.

Un morto e parte della città travolta dall’acqua e dal fango: è il bilancio dell’alluvione che l’altra notte ha colpito Genova, tre anni dopo quella del 2011 che causò sei vittime. Nel corso della notte sono esondati Bisagno, Fereggiano, Sturla e Scrivia. Numerose le auto travolte dalla piena e accataste, divelti anche i cartelli stradali. Il corpo senza vita di Antonio Campanella, 57 anni, è stato trovato dai vigili del fuoco in via Canevari.
Allagate le zone di Brignole e Marassi. In via XX Settembre i negozi sono stati invasi dall’acqua. Traffico chiuso alla Foce, a Brignole, in via XX Settembre, a San Fruttuoso, Marassi e Quezzi. Nella zona di Marassi sono saltate le linee telefoniche. A Montoggio, nell’entroterra, tre persone sono state tratte in salvo dalla furia dell’acqua.
Sospesi in tutta la città i mercati all’aperto. Chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado, oltre a musei, centri sociali, teatri.
In serata un affluente del torrente Scrivia è esondato a Campogrande di Savignone, nell’entroterra di Genova. Alcune persone si sono rifugiate sui tetti delle case e sul posto è stato inviato un elicottero per portarle in salvo.
RABBIA DEI CITTADINI. Un’automobile della polizia municipale, inviata in servizio nella zona del torrente Fereggiano, è stata circondata e danneggiata da persone che protestavano per il disastro avvenuto. Atti di sciacallaggio sono invece avvenuti nella notte in via XX Settembre, dove sono stati svuotati diversi negozi. È intervenuta la polizia.
Sono stati 250 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco per soccorsi a persone, allagamenti, alberi abbattuti, piccole frane. Salvate dai sommozzatori diverse persone rimaste intrappolate nelle proprie auto.
Un treno è uscito dai binari, probabilmente a causa della pioggia che ha smosso il terreno. Nessun ferito, solo il macchinista ha subìto una contusione a una gamba. L’incidente è avvenuto al bivio Fegino sulla linea Milano-Genova: il locomotore del Frecciabianca Roma-Torino è uscito dai binari, trascinando le prime tre carrozze.
RIESPLODONO LE POLEMICHE. Come in passato, puntale è esplosa la polemica sulle responsabilità relative al fatto che la città, come nel 2011, è stata colta di sorpresa dall’alluvione. L’assessore regionale alla Protezione civile, Raffaella Paita, ha dichiarato che le previsioni diramate da Arpal non contenevano indicazioni tali da far dichiarare lo stato d’allerta.
Il sindaco, Marco Doria, punta il dito sul mancato avviso di allerta meteo da parte dell’Arpal e sui ritardi burocratici, non causati dal Comune, nei lavori che avrebbero potuto mitigare l’effetto delle precipitazioni. «Abbiamo affrontato la situazione - ha detto Doria - sulla base di una segnalazione Arpal che parlava di probabilità di rovesci forti e quantità di pioggia significativa, ma non di allerta. Lo stato di allerta è stato proclamato in mattinata».
La precipitazione è stata violentissima. «Dalle rilevazioni sul torrente Geirato che affluisce nel Bisagno - ha detto ancora il sindaco -risulta che nelle 24 ore dall’una di venerdì all’una della notte precedente sono caduti 400 mm di pioggia, di cui ben 215 nelle ultime tre ore». Fra gli interventi sollecitati da Doria, il rifacimento della copertura del Bisagno, «che però è stato bloccato per due anni, da quando mi sono insediato, per ricorsi e controricorsi al Tar di imprese che hanno perso l’assegnazione dei lavori». Per le prossime ore, «l’allerta per noi resta alta».

dalla "Padania" dell'11.10.14

 
 
 

«BASTA IMMIGRATI» Veneto, sindaci in rivolta contro le PREFETTURE

Post n°1756 pubblicato il 10 Ottobre 2014 da accorsiferro
 
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Nella Marca solo Treviso e Silea disponibili ad accogliere altri “profughi” a proprie spese. “Tutto esaurito” a Vicenza. Zaia: «L’avevamo detto, sto con chi dice no in modo civile»

di Andrea Accorsi

Basta profughi o sedicenti tali. I sindaci del Veneto si ribellano ai diktat delle Prefetture, alla caccia di spazi messi a disposizione dai Comuni per ospitare la marea di immigrati traghettati nella Penisola dall’operazione Mare Nostrum. E il Governatore Zaia constata con amarezza: «Tanto tuonò, e tanto i sordi di Roma e Bruxelles non sentirono, che piovve».
Mercoledì a Treviso l’annuncio dell’arrivo di altri 19 “profughi”, seguiti a breve da un altro centinaio, ha scatenato la reazione dei sindaci della Marca, oltre che di alcune associazioni. Tranne Treviso e Silea, che si sono detti possibilisti, tutti gli altri Comuni hanno chiuso la porta ad altri immigrati da ospitare a loro spese. Davanti alla prefettura hanno inscenato una protesta i militanti della Life e del movimento dei forconi di Padernello di Paese, contrari al continuo esborso di soldi pubblici per l’accoglienza degli immigrati.
Mentre il vertice in Prefettura a Treviso si risolveva in un buco nell’acqua, Vicenza lanciava l’allarme “tutto esaurito”, con 300 posti già utilizzati su un totale di 329 disponibili e con la prospettiva di almeno altri 20 arrivi a brevissimo.
«È amaro constatare come le preoccupazioni di allarme sociale che vado esprimendo da tempo si stiano materializzando - commenta Luca Zaia -. Sto con i sindaci, gli unici che conoscono davvero le loro realtà territoriali e che si ribellano ai prefetti e allo Stato centrale. Sto con i Veneti che già hanno accolto in spirito di vera integrazione e solidarietà oltre 500 mila immigrati in regione, ma adesso non ce la fanno più. Sto con i migranti, che Mare Nostrum sta trattando come pacchi postali, come un problema da scaricare altrove al più presto. Sto con chi dice basta. Dico basta».
Il Governatore della Regione Veneto consiglio quindi al governo ai suoi rappresentanti sul territorio «di non considerare come ostilità preconcetta la posizione dei sindaci che, con due sole eccezioni, una delle quali condizionata, hanno detto no ad altri arrivi. Sono loro che stanno tutti i giorni a contatto con la gente, loro che conoscono ogni centimetro quadrato dei territori che guidano, loro che stanno al fronte h24, loro che si ritrovano a dover sapere al bar del paese (è successo nel Veronese) che arrivano dei migranti. Se dicono no, è sicuramente un no ben motivato, che va tenuto nella massima considerazione, invece che minacciarli di lasciare i profughi per le strade».
«A tutti comunque - conclude Zaia - chiedo raziocinio e senso civico. La protesta fa parte della democrazia, ma deve rimanere nell’alveo della legalità e del civismo. Valicare questi limiti equivarrebbe a vanificare l’ottenimento degli obiettivi comuni».

dalla Padania del 10.10.14

 
 
 

EBOLA, l’esperto: sistema sanitario pronto per ogni emergenza

Post n°1755 pubblicato il 10 Ottobre 2014 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

Per il presidente della Federazione collegi infermieri, Frisone, «i rischi sono legati solo agli operatori sanitari. Se un immigrato avesse contratto il virus, avrebbe i primi sintomi già all’arrivo in Italia»

di A. A.

«Se ci sono rischi in Italia, sono legati esclusivamente agli operatori sanitari. E rimane ben saldo il cordone messo in piedi dalle strutture ospedaliere per controllare tutte le possibili fonti di infezione». Enrico Frisone, presidente della Federazione nazionale collegi infermieri Ipavsi, rassicura circa un possibile contagio del virus Ebola nel nostro Paese. «Come in Spagna, può capitare l’errore di un operatore o, ahimè, un difetto nella catena di controllo. Il risk management è una coincidenza di più fattori. Rimarrei prudentemente tranquillo per quanto riguarda la popolazione, perché da giorni si stanno attivando percorsi incrociati tra operatori del territorio, soprattutto in Lombardia, e le strutture ospedaliere specialistiche, come il Sacco di Milano e il San Matteo di Pavia, attrezzate per isolare immediatamente qualsiasi caso sospetto conclamato».
Insomma, il sistema è pronto per far fronte a qualsiasi emergenza. Ebola compresa. «È lo stesso cordone messo in piedi con l’aviaria e la Bse», rileva Frisone. Che plaude alle misure prese negli Usa: «Aver ristretto i confini negli aeroporti ci dà più sicurezza. Ma, ripeto, non sono i cittadini che portano il virus, né sono loro i più colpiti». Per quanto riguarda il personale infermieristico, «stiamo predisponendo anche protocolli per l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Di più non possiamo, e non dobbiamo fare. Se no, è una fobia».
Il presidente dei collegi di infermieri ostenta sicurezza anche per gli sbarchi in massa dei clandestini: «Arrivano in nave, impiegano almeno tre giorni, se avessero contratto il virus mostrerebbero i primi sintomi già all’arrivo. Ho parlato con colleghi dei centri di accoglienza e so che sono molto attenti a individuare questi sintomi». Se l’Ebola si sta tanto diffondendo in Africa, è anche perché operatori sanitari e soggetti a rischio non possono essere facilmente controllati e isolati, come da noi. I veri problemi, per Frisone, sono altri. «La tubercolosi, che impiega settimane a manifestarsi, e magari quelli che fanno il test poi fuggono dai centri. L’Ebola è brutta, feroce, molto aggressiva, ma entro 72 ore si conclama. Rischiamo di più anche su patologie come la meningite, la scabbia e... l’influenza: c’è un notevole calo di vaccinazioni, soprattutto fra gli anziani».

dalla "Padania" del 10.10.14

 
 
 
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INFO


Un blog di: accorsiferro
Data di creazione: 04/03/2006
 

IL FILM CHE ABBIAMO VISTO IERI SERA

Un long Dimanche de Fiançailles (Una lunga domenica di passioni)

Legenda: **

** = merita
* = non merita

 

I LIBRI CHE STIAMO LEGGENDO

Daniela:

Mille splendidi soli
di K. Hosseini
(Piemme)

Andrea:

Milano 1944 Villa Triste
di D. Carozzi
(Meravigli)

 

I NOSTRI LIBRI PREFERITI

Anna Karenina di Lev Tolstoj

Assassinio sull'Orient-Express di Agatha Christie

Cime tempestose di Emily Bronte

Dieci piccoli indiani di Agatha Christie

Genealogia della morale di Friedrich Nietzsche

Guerra e pace di Lev Tolstoj

Illusioni perdute di Honoré de Balzac

Jane Eyre di Charlotte Brontë

Le affinità elettive di Johann W. Goethe

Madame Bovary di Gustave Flaubert

Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov

Narciso e Boccadoro di Hermann Hesse

Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen

 
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