Un po' di noi...

Libri, articoli e altro di Andrea e Daniela

 

I NOSTRI LIBRI

- I 100 delitti di Milano (NOVITA' DICEMBRE 2014)

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- I personaggi più malvagi della storia di Milano
(2013)

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- Milano giallo e nera (2013)

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- Gli attentati e le stragi che hanno sconvolto l'Italia (2013)

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- Le famiglie più malvagie della storia (2011, II edizione)

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- 101 personaggi che hanno fatto grande Milano (2010)

  

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- Il grande libro dei misteri di Milano risolti e irrisolti (2006, III edizione)

 

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- Milano criminale (2005,  esaurito)

 

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I LIBRI DI DANIELA

- Le grandi donne di Milano (2007, II edizione)

  

- L'eterno ritorno, un pensiero tra "visione ed enigma" (2005)

 

I LIBRI DI ANDREA

I grandi delitti italiani risolti o irrisolti (NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA, 2013)

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- Bande criminali (2009) 

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- I grandi delitti italiani risolti  o irrisolti (2005, esaurito)

 

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 - La sanguinosa storia dei serial killer (2003, esaurito)

 

 

 

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Genocidio armeno: questione di onestà storica e di chiarezza politica

Post n°1820 pubblicato il 23 Aprile 2015 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

Convegno della Lista Maroni a Palazzo Pirelli con Pagliarini e il console armeno

di A. A.

Il 24 aprile del 1915 le milizie turche iniziarono a deportare le élite intellettuali armene che vivevano a Istanbul e l’intera popolazione armena nell’Impero Ottomano. Fu l’inizio di un genocidio, il primo del Novecento, che provocò almeno 1.200.000 morti. Seguì un lungo silenzio della comunità internazionale, rotto soltanto pochi giorni fa da Papa Francesco, che ha ricordato il genocidio degli Armeni, prima Chiesa cristiana della storia, ad opera dei Turchi di fede musulmana, suscitando la scomposta reazione del leader di Ankara, Erdogan. Secondo alcuni storici, quel genocidio potrebbe essere stato una vendetta contro gli Armeni in quanto sostenitori della Russia, nemica della Turchia nella Grande Guerra. In realtà, si trattò di un progetto di “pulizia etnica” pianificato e messo in pratica per rafforzare la centralità di uno Stato, quale I’Impero Ottomano, allora in via di disgregazione. Del Genocidio degli Armeni si è parlato a Milano, a Palazzo Pirelli, in un convegno organizzato dal gruppo consiliare “Maroni Presidente”. In apertura dei lavori, il capogruppo Stefano Bruno Galli ha ricostruito la storia della mozione, della quale è stato primo firmatario, approvata all’unanimità la scorsa settimana dal Consiglio regionale della Lombardia; la mozione invita la Giunta a promuovere iniziative pubbliche per commemorare il centenario del Genocidio degli Armeni. “Per un caso fortuito – ha detto Galli – la mozione è stata approvata all’indomani delle parole del Papa, perché presentata già a gennaio e per una serie di circostanze slittata fino alla metà di aprile. In questi mesi si sono sollevate polemiche prima ancora che la mozione venisse discussa, al punto che il console turco a Milano aveva chiesto un incontro con i gruppi consiliari per censurare questa mozione. Intervenire a gamba tesa prima ancora della discussione in Aula è una cosa da respingere con fermezza, perché interferisce con un processo decisionale che vede protagonista la terza assemblea elettiva nazionale”. Per Galli, che è docente universitario di Storia delle dottrine politiche, la mozione approvata dal Consiglio “ha avuto un impatto significativo anche dal punto di vista politico. Si tratta di difendere le ragioni di chi ha subìto un genocidio e ha visto negato nella memoria collettiva e nei libri di storia un massacro che per i Turchi, secondo il diritto internazionale, non è un vero e proprio genocidio. Ma la questione non è giuridica, bensì storica e politica. È una questione di chiarezza, di equilibrio e di onestà storica, che non vogliamo sia dimenticata, anche a fronte degli altri importanti anniversari di quest’anno quali il 70° della Liberazione”. Giancarlo Pagliarini, presidente dell’Associazione G. Pagliarini per la riforma federale e fra i relatori del convegno (moderato dal giornalista de "L’intraprendente" Gianluca Veneziani), ha ricostruito il lungo e tormentato iter al termine del quale, nel 2000, il governo italiano ha riconosciuto per legge il Genocidio degli Armeni. “Peccato che poi, però, l’Italia non abbia fatto mai nulla – ha rimarcato l’ex ministro – perché ha una fifa nera delle ripercussioni economiche con la Turchia. Per molti, la libertà dei popoli è un pericolo per il proprio potere. La Turchia – ha aggiunto Pagliarini, che è sposato con una donna armena – è molto combattiva su questo tema”: basti dire che punisce fino a tre anni di carcere chi parla del Genocidio degli Armeni, l’esatto opposto di quanto avviene in Francia, dove viene condannato chi lo nega. “Ad oggi – ha detto nel corso del suo intervento il console armeno Pietro Kuciukian – sono 22 i Paesi che riconoscono ufficialmente il Genocidio degli Armeni. Dopo l’inaspettata affermazione del Papa, la Ue ha subito rinnovato il riconoscimento del genocidio, sollecitando gli Stati membri a fare altrettanto. I primi sono stati l’Austria e la Germania”. Kuciukian ha ringraziato Galli per la mozione presentata in Regione e ha poi ricordato episodi paradossali quali gli assalti ai negozi Armani in Turchia, confusi con quelli armeni. “Ora – ha proseguito il console – la situazione sta cambiando e io ho buone speranze. Gli Armeni possono aspettare altri cento anni, perché un genocidio non va mai in prescrizione. I Turchi sono ancora orgogliosi dei grandi carnefici del passato, ai quali dedicano statue, piazze e strade. Vorrei spingerli ad esserlo di quei giusti Ottomani che hanno fatto anche del bene, salvando gli Armeni. Almeno 15 Turchi hanno perso la vita per non aver obbedito agli ordini di eliminare una popolazione che viveva sul loro territorio da tremila anni e che, secondo i Giovani Turchi, non poteva convivere con la ‘turchizzazione’ forsennata di quelle aree”.

 
 
 

Parco Adda Nord, sì ad ampliamento del 30%

Post n°1819 pubblicato il 22 Aprile 2015 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

Fossati (Lista Maroni): accolte le richieste degli Enti locali

Uno dei più importanti “polmoni verdi” della Lombardia guadagna terreno e Comuni. Si tratta del Parco regionale “Adda Nord” (nella foto), per il quale il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato con voto unanime l’ampliamento di 2.050 ettari, che vanno ad aggiungersi ai 6.900 preesistenti, per un aumento della superficie pari al 30%. Entra inoltre a far parte dell’Ente Parco Adda Nord il Comune di Busnago, che si aggiunge ai 34 Comuni già compresi nel parco fluviale che insiste sulle province di Bergamo, Lecco, Monza e Brianza e Milano.
“Sono state recepite le istanze di tutti gli Enti locali interessati all’ampliamento, nessuno escluso, con modifiche che vengono incontro alle esigenze dei territori – sottolinea il consigliere regionale del Gruppo “Maroni Presidente” Lino Fossati, relatore del progetto di legge per la modifica dei confini del parco –. Sono particolarmente contento per l’adesione di Busnago, Comune della Provincia di Monza e Brianza, che entra a far parte del parco con un consistente apporto di territorio, pari a 289 ettari”.
In Aula, al momento dell’approvazione, il provvedimento di modifica dei confini del parco ha riscosso il plauso, oltre che dell’assessore all’Ambiente, Claudia Terzi, del maggiore Gruppo di opposizione, il Pd, che ha anche ringraziato Fossati per il lavoro svolto come relatore del progetto di legge. 
“Il territorio del Parco Adda Nord – ricorda Fossati –, pur densamente antropizzato, lascia ancora spazio a numerose aree boscate, ad aree naturalisticamente rilevanti e coincidenti con le zone umide tutelate anche a livello comunitario e al paesaggio culturale, in cui la presenza di elementi storici e architettonici rimane a testimonianza dell’incessante opera dell’uomo e del suo legame con la realtà fluviale”.

 
 
 

Seplificazione norme settore cultura, Ferrazzi: arte sacra patrimonio ricco e importante

Post n°1818 pubblicato il 21 Aprile 2015 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

Abrogazione di ben 21 leggi, nel nome della semplificazione e della trasparenza. E’ quanto prevede la risoluzione, approvata in Commissione Cultura, Istruzione, Formazione, Comunicazione e Sport di Regione Lombardia, sulla legge di riordino delle norme in materia culturale. “Toccherà ora alla Giunta – spiega Luca Ferrazzi (nella foto), presidente della Commissione e relatore del provvedimento – proporre i piani regionali e triennali di attuazione della legge”.
“L’arte sacra, in particolare – sottolinea Ferrazzi, consigliere regionale del “Gruppo Maroni presidente” –, è ricompresa insieme a tutte le altre forme artistiche negli indirizzi di carattere generale presenti nella risoluzione. E non potrebbe essere diversamente, dal momento che è in vigore l’Intesa del 26 gennaio 2005 relativa alla tutela dei beni culturali di interesse religioso appartenenti a enti e istituzioni ecclesiastiche sottoscritta tra Ministero per i Beni Culturali e Conferenza Episcopale Italiana”.
“Nella risoluzione – prosegue Ferrazzi – è prevista la collaborazione con enti, associazioni e fondazioni culturali in generale. Altro aspetto importante, la Giunta dovrà aggiornare costantemente la Commissione sullo stato di avanzamento dei lavori di riordino della nuova legge. Considerata la disponibilità mostrata finora, è auspicabile che si giunga in tempi brevi al testo di legge definitivo”.

 
 
 

Genocidio degli Armeni, Lombardia approva all'unanimità mozione della Lista Maroni

Post n°1817 pubblicato il 15 Aprile 2015 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

Galli: dire la verità su grande mistificazione storica

di A. A.

«Questa mozione ha fatto discutere prima ancora di approdare in Aula». Stefano Bruno Galli, capogruppo della lista “Maroni Presidente” al Consiglio regionale della Lombardia, polemizza nell’illustrare al Consiglio la mozione sul Genocidio degli Armeni, approvata all’unanimità. La mozione invita la Giunta regionale a promuovere iniziative pubbliche in occasione del centenario del Genocidio del 1915-1916, commemorato dagli Armeni il 24 aprile.
«Il Genocidio degli Armeni – ha voluto ricordare Galli, che è docente universitario di Storia delle dottrine politiche – è stata una strage di stato, uno sterminio di massa istituzionalizzato, sistematico e pianificato. La questione non si colloca nelle pieghe del diritto internazionale, ma è di natura storica e politica, soprattutto dopo le parole del Santo Padre di domenica scorsa. I primi eccidi nei confronti della più antica Chiesa cristiana risalgono alla fine dell’Ottocento. Le persecuzioni si inaspriscono poi con il movimento ultranazionalista dei Giovani Turchi, impegnato a realizzare una nazione etnicamente omogenea, nella prospettiva di una moderna monarchia costituzionale al posto del vecchio califfato ottomano. Nel congresso di Salonicco del 1911 i Giovani Turchi decisero di procedere con la soppressione fisica degli Armeni, la comunità cristiana più antica del mondo, che aveva un progetto politico fortemente autonomista. Negli anni seguenti vennero massacrate un milione e mezzo di persone. Come ha ricordato il papa, è stato il primo genocidio del XX secolo. Ispirò, per sua stessa ammissione, Hitler e generò un esodo che ha toccato anche Milano e la Lombardia».
Secondo Galli, «il centenario di quel genocidio cade nel 70° anniversario della Liberazione e nel 100° dell’entrata dell’Italia nella Prima guerra mondiale. Pertanto, rischia di essere soffocato. Mi auguro che la Regione ricordi con una iniziativa pubblica il centenario del genocidio del popolo armeno. Il Gruppo “Maroni Presidente” lo farà con un convegno, per dire la verità su una delle grandi mistificazioni storiche del Novecento».

 
 
 

Genitori separati, Lombardia unica Regione a sostenerli con fondi e case

Post n°1816 pubblicato il 14 Aprile 2015 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

«Gli unici fondi che il Paese riserva ai genitori separati sono quelli previsti dalla Giunta Maroni in Regione Lombardia, in attuazione di una legge di cui sono stato primo firmatario e relatore». È quanto sottolinea Antonio Saggese, consigliere regionale del Gruppo “Maroni Presidente” e vicepresidente dell’associazione Papà Separati Lombardia, dopo la delibera di Giunta che ha stanziato altri 4 milioni per il sostegno economico dei genitori separati o divorziati con figli minori e in condizione di necessità. La Giunta ha inoltre introdotto modifiche al regolamento per l’assegnazione di alloggi ERP, equiparando nei punteggi agli sfratti le sentenze di separazione in virtù delle quali uno dei due genitori perde l’utilizzo dell’alloggio.
«Da inizio legislatura – ricorda Saggese – sono stati stanziati 10 milioni di euro, di cui oltre 4 milioni con la delibera di oggi, così da arrivare a sostenere più di 4.000 genitori separati. Si tratta di un contributo di 400 euro al mese per sei mesi, per un totale di 2.400 euro: assai più del sostegno degli 80 euro di Renzi… La legge prevede anche l’adeguamento del regolamento per l’accesso alle case popolari affinché non vengano esclusi i genitori separati, soprattutto i papà che restano senza casa e sono costretti a rifugiarsi presso la loro famiglia di origine, amici, dormitori pubblici o, nei casi più disperati, in auto, roulotte o garage».
In Parlamento è stato presentato un progetto di legge a firma della Lega Nord che intende istituire un fondo nazionale di 500 milioni di euro al quale le Regioni potrebbero attingere per avviare progetti di sostegno ai genitori separati. «Ma finora – rileva ancora Saggese – niente di fatto. Fra tutte le riforme che questo governo sta pensando di attuare, quelle che davvero servono alla gente restano ferme al palo, mentre vanno avanti quelle che servono a chi vuole continuare a mantenere solo il potere. In assenza di fondi nazionali o di riforme concrete nell’ambito del diritto di famiglia, che prevedano la pariteticità dei tempi di cura dei figli da parte di entrambi i genitori, il mantenimento diretto e la residenza alternata, in Lombardia come al solito se vogliamo essere concreti dobbiamo giocare in difesa con gli strumenti che abbiamo, come sono quelli dello stanziamento di fondi per il sostegno economico e la modifica dei regolamenti per l’assegnazione della case popolari».

 

 
 
 

I "100 delitti di Milano" su Cultweek

Post n°1815 pubblicato il 07 Aprile 2015 da accorsiferro
Foto di accorsiferro

Il sito www.cultweek.com pubblica un ampio articolo sull'ultimo libro di Andrea Accorsi e Daniela Ferro, I 100 delitti di Milano, definito una "storia di Milano attraverso i suoi delitti".
"Si tratta di una carrellata di morti ammazzati, è vero - scrive l'autore dell'articolo, Jacopo Ferrari - ma la bravura dei due autori rende piacevole la lettura sia per l’ottima capacità di sintesi (nessun delitto occupa più di due-tre pagine) sia per l’estrema attenzione con cui viene ricostruito il contesto cittadino. Ne viene fuori una storia di Milano e della sua società attraverso le morti più significative cui la città ha assistito".
Leggi l'articolo completo qui: http://www.cultweek.com/i-100-delitti-di-milano/. 

 
 
 

OPG, Fanetti (Lista Maroni): "Dubbi e preoccupazioni su chiusure"

Post n°1814 pubblicato il 04 Aprile 2015 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

La chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari (OPG), scattata oggi, «suscita dubbi e preoccupazioni, sia fra i cittadini che fra gli operatori del settore». È quanto osserva Fabio Fanetti (nella foto), consigliere regionale lombardo del Gruppo “Maroni Presidente” e presidente della Commissione speciale sulla Situazione carceraria in Lombardia. Dal 1° aprile, come previsto, gli OPG sono rimpiazzati dalle REMS (Residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza). Dei 700 ricoverati nelle vecchie strutture – fra le quali in Lombardia c’è quella di Castiglione delle Stiviere (Mantova), che è l’unica in Italia con una sezione femminile – solo una parte, circa 450, saranno accolti dalle REMS, mentre tutti gli altri riguadagneranno la libertà.
«È naturale che qualsiasi modifica intervenga nella gestione di una materia così delicata susciti preoccupazione – osserva Fanetti –. Dalle dichiarazioni di alcuni responsabili di queste strutture emerge un quadro nazionale disomogeneo, con regioni già attrezzate per allestire le nuove REMS, come la Lombardia, e altre che non lo sono ancora e pertanto aprono grosse incognite sul destino degli “ospiti”». «Con la chiusura degli OPG, poi – aggiunge il consigliere regionale –, è legittimo nutrire dubbi, oltre che sull’efficacia delle nuove Residenze, sulle ricadute sociali che potrebbero derivare dalla dimissione di ben 250 persone che vi erano ricoverate e detenute: non dimentichiamo che fra di loro ci sono soggetti che si sono resi autori di gravi atti e di crimini efferati. In ogni caso – ammonisce Fanetti – devono trovare una sistemazione adeguata, volta a reintegrarli nella realtà sociale tenendo conto delle loro problematiche particolari e senza interferire con la sicurezza di alcuno».

 
 
 

On line il video della MalaMilano

Post n°1813 pubblicato il 18 Marzo 2015 da accorsiferro
Foto di accorsiferro

E' on line, sul blog "Il cielo sopra Milano. Voci dalla nuova città metropolitana", il video con Andrea Accorsi La MalaMilano. Attraverso immagini d'epoca e contemporanee, vengono ricostruite la celebre rapina di via Osoppo (nella foto), quella della banda Cavallero che seminò morti e feriti nelle vie della città e l'epopea del bandito più celebre della storia di Milano, Renato Vallanzasca. Regia di Roberto Schena.
Il video è visibile gratuitamente all'indirizzo
http://cielosumilano.blogspot.it/

 
 
 

Su "Fronte del blog" un'anticipazione dell'ultimo libro di Accorsi e Ferro

Post n°1812 pubblicato il 26 Febbraio 2015 da accorsiferro
Foto di accorsiferro

Il sito www.frontedelblog.it pubblica in esclusiva un capitolo dell'ultimo libro di Andrea Accorsi e Daniela Ferro I 100 delitti di Milano (Newton Compton): "Il killer venuto dall'America", sul delitto Ambrosoli.
L'anticipazione all'indirizzo web
http://www.frontedelblog.it/2015/02/25/quando-uccisero-giorgio-ambrosoli/.

 

 
 
 

"Cronaca vera" intervista Accorsi e Ferro

Post n°1811 pubblicato il 28 Gennaio 2015 da accorsiferro
Foto di accorsiferro

Il settimanale "Cronaca vera" dedica nel numero in edicola un'ampia intervista ad Andrea Accorsi e Daniela Ferro, dopo l'uscita del loro ennesimo libro a quattro mani ("I 100 delitti di Milano", Newton Compton editori).
"Per noi la cronaca nera non ha segreti" è il titolo del lungo articolo, a firma Gigi Montero. 

 
 
 

"I personaggi più malvagi" sul "Corriere"

Post n°1810 pubblicato il 20 Gennaio 2015 da accorsiferro
Foto di accorsiferro

"Negli angoli bui, dove alita la paura e i peli
si rizzano sulla pelle, in una città senza tempo,
personaggi sinistri fanno 
capolino: pagina
dopo pagina si presentano nel libro
«I personaggi più malvagi della storia
di Milano»
". Così il Corriere della Sera
presenta ai lettori il libro di Andrea Accorsi e Daniela Ferro
(
Newton Compton Editori, 286 pagine, 9,90 euro).
Leggi la recensione completa qui: 
http://archiviostorico.corriere.it/2014/giugno/05/Serial_killer_inquisitori_banditi_Milano_co_0_20140605_6b11dbd4-ec74-11e3-a379-2bf55211deff.shtml.

 
 
 

Milano Nera recensisce "I 100 delitti di Milano"

Post n°1809 pubblicato il 19 Gennaio 2015 da accorsiferro
Foto di accorsiferro

"Gli autori Andrea Accorsi e Daniela Ferro ripercorrono, con metodo oggettivo e linguaggio conciso, le pagine più oscure e violente della storia di Milano, alcune delle quali non hanno ancora trovato un colpevole (e probabilmente mai lo troveranno). Il loro lavoro è interessante in quanto rappresenta, con poche pennellate, un excursus storico che offre lo spunto per eventuali approfondimenti a chi fosse interessato". E' quanto si legge nella recensione che Milano Nera dedica a I 100 delitti di Milano (Newton Compton).
La recensione completa qui: http://milanonera.hotmag.me/100-delitti-di-milano/.

 
 
 

L'omicidio Ambrosoli in tv

Post n°1808 pubblicato il 02 Dicembre 2014 da accorsiferro
Foto di accorsiferro

Lunedì 1 e martedì 2 dicembre Raiuno trasmette, in prima serata, la fiction inedita "Qualunque cosa accada" sull'omicidio Ambrosoli, il crac Sindona e le oscure trame politiche e finanziarie che lo scandalo fece emergere.
Pierfrancesco Favino interpreta l'avvocato Giorgio Ambrosoli, che fu nominato dalla Banca d'Italia liquidatore della Banca Privata Italiana del finanziere siciliano Michele Sindona. Un incarico che Ambrosoli pagò con la vita.
La sua esecuzione, avvenuta davanti all'abitazione milanese del legale l'11 luglio del 1979, e i processi che ne seguirono sono ricostruiti nel nuovo libro di Andrea Accorsi e Daniela Ferro "I 100 delitti di Milano", appena uscito per i tipi di Newton Compton.

 
 
 

Milano nei secoli SANGUINARIA

Post n°1807 pubblicato il 29 Novembre 2014 da accorsiferro
Foto di accorsiferro

In un libro i delitti che hanno segnato la storia della città, arrivando talvolta a cambiare il corso degli eventi per la loro portata politica, sociale o civile

La storia di Milano non è fatta solo di uomini e carriere brillanti, di idee e scoperte di successo che hanno spesso precorso i tempi, di valori che si sono affermati come un modello per il resto del Paese, quali fossero i suoi mutevoli confini. A contrassegnare la storia della città, fin dalle epoche più remote, hanno concorso anche atroci delitti e agguati vigliacchi, esplosioni di ira irrefrenabile e omicidi “annunciati”. Alcuni di essi, per la loro portata sul piano politico, sociale, civile hanno cambiato il corso degli eventi.
Un lungo filo rosso attraversa i millenni, legando tra loro una sequela di uccisioni che hanno scandito - oltre alla fine prematura dell’umana esistenza delle vittime - la brusca chiusura di epoche e domìni, o l’inizio di nuove, travagliate stagioni di violenza e di incertezze.
I 100 delitti di Milano, l’ultimo dei numerosi libri che Andrea Accorsi e Daniela Ferro, ambedue firme della Padania, dedicano alla Milano criminale, è un excursus lungo secoli sui delitti più celebri che vi sono avvenuti e che più hanno impressionato l’opinione pubblica. Delitti compiuti per le più diverse ragioni: dal martirio dei primi santi cristiani alle lotte di potere ordite nelle corti rinascimentali, dagli omicidi “in fotocopia” degli assassini seriali (quasi una costante nella storia cittadina più recente) fino alle esecuzioni politiche compiute in nome di questa o quella ideologia, al termine di presunti “processi” mai celebrati da alcuna corte di giustizia, ma condotti esclusivamente sul piano del fanatismo e dell’intolleranza.
Al di là della mera cronaca, molti di questi fatti hanno suggestionato le folle, ispirato letterati, convinto storici e ricercatori a scavare in profondità dietro i nomi degli autori riconosciuti e le ragioni addotte in via ufficiale, fino a svelare talvolta scomode verità nascoste. Omicidi di interesse si sono alternati a sequestri di persona dal tragico epilogo, stragi familiari a delitti passionali che hanno visto i “generi” scambiarsi di volta in volta i ruoli di vittime ed esecutori.
Nell’ultimo secolo, in particolare, alle vendette consumate nel corso del fosco tramonto del Ventennio fascista, sono seguite le lunghe stagioni “di piombo” dello stragismo e del terrorismo di opposta matrice ideologica, ma identica e spietata strategia criminale. Attentati ed esecuzioni si sono sommati agli atti più efferati compiuti dalla delinquenza comune e dalla criminalità organizzata, fino ai delitti “griffati” consumati negli ambienti più esclusivi e insospettabili del cosiddetto jet-set (i casi D’Alessio, Gucci, Jucker...) e ai delitti di strada ad opera di gang giovanili d’importazione. Ci sono poi casi che hanno registrato clamorosi colpi di scena in sede investigativa o processuale, come la morte della prostituta Paola del Bono in pieno boom economico. O l’omicidio, nel corso di una rapina ad un benzinaio, avvenuto in piazzale Lotto qualche anno dopo e destinato a riempire le cronache come “il delitto del biondino”.
In questo “girone dantesco” di orrori pubblici e privati, gli ultimi anni sono stati contraddistinti dalla comparsa sulla scena criminale milanese di nuovi “attori”, quali i sicari delle mafie ormai stabilmente insediatesi e operanti nel tessuto socio-economico del quale Milano è l’apice trainante, o le frange più violente dell’immigrazione extracomunitaria.
Non tutti i crimini ricostruiti e descritti in queste pagine hanno trovato una solida spiegazione. Qualcuno di essi, neppure un colpevole. Lasciando così in bianco, forse per sempre, l’ultima pagina della loro narrazione.

Andrea Accorsi, Daniela Ferro, I 100 delitti di Milano, prefazione di Edoardo Montolli, Newton Compton, pagg. 384, euro 9,90, e-book euro 4,99

 
 
 

Altro che “repubblica democratica”, la Corea è una monarchia comunista

Post n°1806 pubblicato il 29 Novembre 2014 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

di A. A.

Il primo è stato dichiarato dalla Costituzione “Presidente Eterno”, tanto che è tuttora in carica anche da morto. Del figlio si diceva che fosse in grado di determinare le condizioni meteorologiche, mentre il nipote e attuale “monarca” del Paese è riverito come genio dei geni militari. Anche se non ha mai preso parte ad alcuna battaglia o esercitazione militare. Follie e paradossi della prima dinastia comunista della storia, quella dei Kim ininterrottamente al potere in Corea del Nord dalla fine della seconda guerra mondiale. Alla faccia della sedicente “Repubblica popolare e democratica” e dell’egualitarismo marxista. Di questo ossimoro storico e politico si occupa Domenico Vecchioni in La saga dei 3 Kim (Greco&Greco, pagg. 186, e 12), con la consueta levità e precisa documentazione.

dalla "Padania" del 29.11.14

 
 
 
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INFO


Un blog di: accorsiferro
Data di creazione: 04/03/2006
 

IL FILM CHE ABBIAMO VISTO IERI SERA

One Day **

Legenda:

** = merita
* = non merita

 

I LIBRI CHE STIAMO LEGGENDO

Andrea:

L'apocalisse dei templari
di Simonetta Cerrini
(Mondadori)

 

I NOSTRI LIBRI PREFERITI

Anna Karenina di Lev Tolstoj

Assassinio sull'Orient-Express di Agatha Christie

Cime tempestose di Emily Bronte

Dieci piccoli indiani di Agatha Christie

Genealogia della morale di Friedrich Nietzsche

Guerra e pace di Lev Tolstoj

Illusioni perdute di Honoré de Balzac

Jane Eyre di Charlotte Brontë

Le affinità elettive di Johann W. Goethe

Madame Bovary di Gustave Flaubert

Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov

Narciso e Boccadoro di Hermann Hesse

Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen

 
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