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Libri, articoli e altro di Andrea e Daniela

 

I NOSTRI LIBRI

- I 100 delitti di Milano (2014)

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- I personaggi più malvagi della storia di Milano (2013)

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- Milano giallo e nera (2013)

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- Gli attentati e le stragi che hanno sconvolto l'Italia (2013)

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- Le famiglie più malvagie della storia (2011, II edizione)

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- 101 personaggi che hanno fatto grande Milano (2010)

  

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- Il grande libro dei misteri di Milano risolti e irrisolti (2006, III edizione)

 

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- Milano criminale (2005,  esaurito)

 

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I LIBRI DI DANIELA

- Le grandi donne di Milano (2007, II edizione)

  

- L'eterno ritorno, un pensiero tra "visione ed enigma" (2005)

 

I LIBRI DI ANDREA

I grandi delitti italiani risolti o irrisolti (NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA, 2013)

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- Bande criminali (2009) 

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- I grandi delitti italiani risolti  o irrisolti (2005, esaurito)

 

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 - La sanguinosa storia dei serial killer (2003, esaurito)

 

 

 

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Disagi sui treni, Saggese: continui investimenti in Lombardia nonostante i tagli del governo

Post n°1843 pubblicato il 05 Agosto 2015 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

«Siamo consapevoli dei disagi dei viaggiatori, in particolare pendolari, su alcune tratte locali lombarde. Ma nonostante i continui, e pesanti, tagli del governo centrale ai bilanci delle Regioni, gli investimenti della Lombardia nei trasporti non si fermano. Lo dimostrano i numeri da me richiesti all’Assessorato alle Infrastrutture e... mobilità della Regione, secondo i quali sulle tratte regionali sono già circolanti 41 nuovi convogli di TRENORD; a questi se ne aggiungeranno entro il 2016 altri 22, anche sulla direttrice Milano-Bergamo»: è quanto fa notare il consigliere regionale Antonio Saggese (Gruppo Maroni presidente, nella foto), componente della commissione Programmazione e bilancio. Saggese invita quindi a riflettere su «quali e quanti investimenti sarebbe possibile fare per la Regione se questa disponesse, in tutto o in parte, del cospicuo residuo fiscale (pari a 53,9 miliardi di euro) che vanta nei confronti del resto del Paese».
Secondo i dati forniti al consigliere della Lista Maroni dall’Assessorato regionale alle Infrastrutture e mobilità, l’incidenza del taglio statale sulle risorse disponibili per i servizi di trasporto pubblico ammonta in tutto a 50 milioni di euro; di questi, 17 milioni riguardano il Trasporto pubblico locale del Comune di Milano, 8 il TPL degli altri Enti locali e 25 milioni sul servizio ferroviario regionale.
Per quanto concerne i 22 convogli nuovi dichiarati da TRENORD, l’Assessorato comunica che entreranno in servizio entro l’autunno del 2016. I 41 nuovi convogli circolanti, invece, operano già sulle seguenti tratte:
- 2 sulla linea Milano-Cremona-Mantova;
- 2 sulla linea Milano-Bergamo;
- 1 sulla linea Milano-Brescia;
- 4 sulla linea Luino-Bellinzona;
- 8 sulla linea Milano-Malpensa;
- 6 sulla linea Milano-Lecco-Sondrio;
- 6 sulla linea Milano-Varese;
- 8 sulla linea S13 Milano-Pavia;
- 4 sulla linea S14 Milano Rogoredo-Rho.
«Si stima – conclude Antonio Saggese – che TRENORD necessiti di circa 270 convogli per coprire l’offerta giornaliera. Nel 2016, venendo meno l’impegno aggiuntivo di materiale rotabile sulle direttrici che servono direttamente Expo, sarà possibile riallocare il materiale rotabile nuovo anche sulla direttrice Milano-Bergamo e venire così incontro alle necessità dei tanti utenti del trasporto ferroviario locale».

 
 
 

Frontalieri, Daniela Maroni: nostra manodopera grande valore aggiunto, basta accanirsi

Post n°1842 pubblicato il 01 Agosto 2015 da accorsiferro
 
Foto di accorsiferro

«Siamo di fronte ad un problema che Regione Lombardia non può risolvere in quanto esistono accordi intergovernativi tra Italia e Svizzera. Non possiamo sostituirci a un Governo ma, di sicuro, possiamo monitorare e suggerire una linea da adottare o da tenere». È netta la posizione del Consigliere Segretario di Regione Lombardia Daniela Maroni di fronte alle accuse rivolte dal Governo svizzero ai nostri lavoratori frontalieri.
«La Svizzera si deve rendere conto che, nella gran parte dei casi, sono le stesse aziende elvetiche che cercano manodopera straniera – sottolinea Daniela Maroni –. Non è solo per un fattore meramente economico, ma legato al livello di professionalità. L’Italia forma lavoratori e le università sono sicuramente un’eccellenza del nostro Paese. Potremmo lanciare dei proclami per provocare, ma qui stiamo parlando di lavoratori che prestano il proprio know how oltre confine. Io ritengo che in questi ultimi anni ci sia stato un vero e proprio accanimento sui frontalieri, persone che, prima di tutto, sono state chiamate in Svizzera perché portano una ricchezza, una professionalità di altissimo livello».
In definitiva, «credo si sia arrivati al punto di dire basta. Il frontalierato – rimarca il Consigliere Segretario della Regione – è un fenomeno radicato nella storia del mercato del lavoro. Non ci devono essere amministrazioni che lanciano accuse o demotivano un segmento della società. La Farnesina chiede rispetto e Regione Lombardia rilancia con maggiore forza. Dobbiamo dire basta a una politica fatta di illazioni e di aggressività da parte di un Paese che ha grande bisogno di altissima professionalità».

 
 
 

Assestamento al bilancio lombardo, Saggese (Lista Maroni): nuove risorse per politiche sociali, trasporti e reddito di autonomia

Post n°1841 pubblicato il 30 Luglio 2015 da accorsiferro
 
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«Gli interventi finanziati da Regione Lombardia permetteranno di stanziare risorse preziose, fra le altre voci, per le politiche sociali, per i trasporti ferroviari e per avviare il reddito di autonomia»: è quanto sottolinea il consigliere regionale del Gruppo “Maroni presidente” Antonio Saggese (nella foto), componente della commissione Bilancio della Regione, a proposito dell’assestamento al bilancio di previsione finanziario 2015-2017 discusso oggi in Consiglio regionale.
«Già a partire da quest’anno – spiega Saggese – saranno stanziati 105 milioni di euro per le politiche sociali e la non autosufficienza. Altri 50 milioni serviranno per acquistare materiale rotabile, con conseguenti benefici per gli utenti dei trasporti locali, spesso nel mirino di polemiche. Ancora, a partire dal 1° ottobre e fino a tutto il 2016, sarà avviato il reddito di autonomia. Sotto quest’ultimo profilo, le risorse previste con la manovra di assestamento, oltre a quelle relative del Fondo Sociale Europeo, contribuiranno a finanziare un mosaico di politiche a favore della misura che si declina in interventi per il mercato del lavoro, l’istruzione e la formazione per rimuovere le cause della povertà, interventi per la casa, per il sostegno affitti e morosità incolpevole e interventi socio-sanitari e per l’alleggerimento della compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria, così da favorire l’inclusione e sostenere le famiglie con basso reddito».
«In definitiva – conclude Antonio Saggese – si conferma la buona amministrazione della Regione Lombardia, amministrazione che se fosse ripresa su scala nazionale consentirebbe un risparmio complessivo di ben 23 miliardi di euro, come dimostrato da un recente studio di Confcommercio sulla spesa pubblica locale». 

 
 
 

Gp di Monza, Toia e Fossati (Lista Maroni): in salvo patrimonio sportivo del nostro territorio

Post n°1840 pubblicato il 29 Luglio 2015 da accorsiferro
 
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«Una provvidenziale ciambella di salvataggio al Gp di Monza»: così i consiglieri regionali del Gruppo "Maroni presidente" Lino Fossati e Carolina Toia commentano il via libera della commissione Bilancio del Senato all'emendamento contenuto nel decreto Enti locali grazie al quale la Regione Lombardia può investire ingenti risorse provenienti da defiscalizzazione nel comparto del Parco e dell'Autodromo di Monza.

«L’approvazione dell’emendamento, non a caso definito “salva Autodromo”, permette alla Regione di investire ben 20 milioni di euro nel futuro del Parco e dell’Autodromo, garantendo così il Gran Premio di Formula 1 – osservano i consiglieri Toia e Fossati –. Grazie a questi fondi e all’impegno del Governatore Roberto Maroni, il Gran Premio d’Italia a Monza potrà restare nel calendario della Formula 1 anche nei prossimi anni».

 

 
 
 

II Rapporto trimestrale su criminalità organizzata al Nord, Saggese: serve coordinamento internazionale attività antiriciclaggio

Post n°1839 pubblicato il 28 Luglio 2015 da accorsiferro
 
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 «Monitorare le operazioni di riciclaggio che avvengono fuori dal nostro territorio, ma che riguardano asset presenti nel nostro territorio»: è l’appello rivolto dal consigliere regionale Antonio Saggese (Gruppo Maroni presidente), componente della Commissione speciale antimafia, a margine della presentazione, avvenuta oggi a Palazzo Pirelli, del Secondo Rapporto trimestrale sulle aree settentrionali pubblicato dall’Osservatorio sulla criminalità organizzata, diretto dal professore Nando Dalla Chiesa. «In ambito bancario, la normativa antiriciclaggio ha permesso di individuare e di far emergere il business delle organizzazioni criminali, anche nelle sue articolazioni bancarie internazionali – rileva Saggese –. Senza un costante ed efficace coordinamento di tutti i Paesi interessati, però, c’è il rischio che si possano nascondere operazioni finanziarie derivanti da attività illegali. È dunque indispensabile che costanti e severi controlli sui flussi di denaro vengano svolti anche fuori dai nostri confini. In caso contrario, quanto si sta facendo in Italia verrebbe vanificato da quei Paesi che accolgono di buon grado capitali derivanti da ogni genere di illecito».

 
 
 

Criminalità organizzata, Tizzoni: preoccupante crescita dell'economia illegale nella nostra regione

Post n°1838 pubblicato il 28 Luglio 2015 da accorsiferro
 
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«Assistiamo a una crescente e preoccupante diversificazione delle attività economiche della criminalità organizzata nella nostra regione. Dubbi e sospetti trovano puntuale conferma nei rapporti del professore Nando Dalla Chiesa». Così il consigliere regionale Marco Tizzoni (Gruppo Maroni presidente), componente della Commissione speciale antimafia, a margine della presentazione, avvenuta oggi a Palazzo Pirelli, del Secondo Rapporto trimestrale sulle aree settentrionali pubblicato dall’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università degli Studi di Milano, del quale Dalla Chiesa è direttore. «Le organizzazioni criminali infiltrate al Nord sono partite dallo scavo e movimento terra per arrivare ovunque – spiega Tizzoni –. Dai rifiuti ai grandi appalti pubblici, dalla sanità al gioco d’azzardo fino agli sport dilettantistici, non c’è in pratica un settore esente da infiltrazioni e investimenti mafiosi. Anche sotto questo profilo, i rapporti del prof. Dalla Chiesa in questi due anni si sono sempre rivelati veritieri. Del resto – sottolinea il consigliere – a Milano e nelle zone limitrofe, come il nord-ovest del capoluogo, ci sono segnali evidenti di questo rapporto sempre più stretto tra organizzazioni criminali ed economia locale, sia pubblica che privata».

 
 
 

Riforma della sanità, Lara Magoni: garantire ai cittadini dei territori montani stessi standard salute di quelli di pianura

Post n°1837 pubblicato il 18 Luglio 2015 da accorsiferro
 
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Mettere a punto un modello di sanità “tagliato su misura” per il territorio montano della Lombardia, che garantisca standard di salute uguali a quelli di cui possono beneficiare i cittadini della pianura: è quanto propone Lara Magoni (nella foto), consigliere regionale del Gruppo “Maroni presidente”, in un ordine del giorno presentato nel corso dell’esame in Consiglio regionale della riforma del sistema sociosanitario lombardo.
La riforma, come ha sottolineato Lara Magoni illustrando all’Aula l’odg, «deve anche calarsi in un contesto ambientale peculiare, sicuramente difficile, per valorizzare il sistema policentrico di sanità esistente nelle località montane della nostra regione, al fine di garantire a tutti i cittadini livelli essenziali di assistenza, qualità delle prestazioni, sicurezza e pari opportunità di accesso».
Magoni, che è fra i componenti della Commissione regionale Sanità e politiche sociali, ha espresso la «forte preoccupazione» che «l’applicazione indiscriminata delle rigide modalità adottate a livello nazionale e regionale per erogare servizi al fine di aumentarne l’efficienza, modalità sicuramente più congeniali ad aree vaste e densamente popolate rispetto alle aree montane, determini di fatto la chiusura o la decadenza di molti servizi oggi operanti sul territorio, ospedali compresi».
Pertanto, il Gruppo “Maroni presidente” auspica «un modello di sanità di montagna capace di assicurare l’assistenza primaria di base, sia ospedaliera che territoriale, per garantire ai cittadini che vivono nelle località montane, già sfavoriti dalla lontananza dai grossi centri urbani e dalla dispersione territoriale di strutture e popolazione, gli stessi diritti alla salute degli altri cittadini che vivono in pianura, salvaguardando e tutelando il più possibile gli ospedali di montagna, al fine di assicurare la pari opportunità di accesso alle strutture e la fruizione di interventi con standard di prestazioni garantite in modo omogeneo».

 
 
 

Riforma del turismo lombardo, approvato in commissione progetto di legge

Post n°1836 pubblicato il 11 Luglio 2015 da accorsiferro
 
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Primo via libera in Commissione Attività produttive alla riforma del turismo in Lombardia. Il provvedimento è stato approvato con i voti della maggioranza e l’astensione delle minoranze, pronte a sostenere la legge in Aula a fronte dell’accettazione di alcuni emendamenti. Il testo è arrivato in Commissione dopo quattro mesi di lavoro nel gruppo ristretto coordinato dal Consigliere Segretario dell’Udp, Daniela Maroni (Lista Maroni). Presente alla discussione e votazione anche l’assessore al Commercio, Turismo e Terziario, Mauro Parolini.
STANZIATI 25 MILIONI - Il progetto, con i suoi 87 articoli, affronta la complessità del comparto in tutti i suoi aspetti, proponendo un sistema integrato in cui cooperino soggetti pubblici e privati per offrire prodotti e servizi innovativi e di qualità. La proposta di legge promuove aggregazioni e reti di impresa, attua politiche di semplificazione, favorisce accordi interistituzionali, mette tra le priorità l’accessibilità a servizi e strutture, spinge sulla digitalizzazione, apre le porte alla carta del turista. In Lombardia il comparto fa gravitare 55.000 aziende e 240.000 addetti per un fatturato annuo di oltre 10 miliardi di euro. 25 i milioni di euro stanziati dalla Giunta per il triennio 2015-2017. Fra i nuovi strumenti, un osservatorio regionale e questionari di gradimento uniformati per tutti i turisti.
DANIELA MARONI: INNOVAZIONE PER SETTORE PRIMARIO DELL'ECONOMIA LOCALE - "Attraverso l’analisi del mercato attuale, abbiamo cercato in quattro mesi di lavoro di tradurre su carta le modalità concrete e innovative per consentire d’integrare le risorse, il patrimonio e tutti i portatori d’interesse – ha spiegato il coordinatore del gruppo di lavoro, Daniela Maroni –. Diamo a questa riforma una veste glocal, che parte dalla valorizzazione delle peculiarità locali per proiettare in ottica internazionale. Per questo spingiamo su innovazione, digitalizzazione, accessibilità, strumenti di valutazione".
Il turismo, riprende Daniela Maroni, "rappresenta una fonte primaria per l’economia del nostro territorio, è una leva essenziale per rilanciare e sostenere il sistema lombardo. Non posso che essere soddisfatta del lavoro portato avanti da tutti i compenti del Gruppo di lavoro. Un impegno serio, meticoloso e attento alle esigenze degli operatori, una soluzione alle mille peculiarità e alle decine di perplessità che caratterizzano le differenti aree lombarde. Con un po’ di campanilismo, passatemelo, ci tengo a sottolineare che, arrivando da una provincia a fortissima vocazione turistica, non potevo che raccogliere questa sfida, un impegno preso nei confronti degli operatori e delle istituzioni che, dal canto loro, in questi anni hanno sempre dato il massimo. Un meritato ringraziamento ai colleghi che hanno condiviso le scelte, al di là degli schieramenti politici. Quello approvato oggi è un risultato e un passo in avanti per dimostrare che la politica c’è, esiste e vuole dare alla Lombardia gli strumenti per creare condizioni di eccellenza".

 
 
 

GP di Monza, Lista Maroni sottoscrive petizione per salvarlo

Post n°1835 pubblicato il 09 Luglio 2015 da accorsiferro
 
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Il Gruppo “Maroni presidente” ha aderito alla raccolta firme per salvare il Gran Premio di Monza. «Non possiamo accettare che il Gran Premio di Monza, che fa parte della storia della Formula 1, scompaia dal calendario del Mondiale – affermano i consiglieri della Lista Maroni Lino Fossati, Marco Tizzoni e Carolina Toia –. L’Autodromo è stato ripetutamente considerato opera di interesse pubblico della Regione Lombardia ed è interesse specifico della Regione e dei Comuni proprietari che venga mantenuto in esercizio ed ospiti manifestazioni di livello internazionale. Questo sia per la funzione sociale che svolge, sia per la sua rilevante incidenza sull’economia dei territori circostanti: uno studio della Camera di Commercio di Monza ha stimato in 3 miliardi di euro il valore del “brand” Autodromo e in 70 milioni di euro il valore del solo GP di Monza».
Anche a Palazzo Pirelli è possibile partecipare alla petizione promossa dalla Regione Lombardia “Scendi in pista con la Lombardia - Firma anche tu per il GP d’Italia all’Autodromo nazionale di Monza”. Nello Spazio Regione del “Pirellone” è infatti disponibile un registro per la raccolta delle firme a sostegno dell’appello per scongiurare il trasferimento del Gran Premio d’Italia di Formula Uno dallo storico Autodromo lombardo. L’obiettivo, come annunciato dal presidente della Giunta regionale Roberto Maroni, è quello di portare a settembre, in occasione del GP di Monza, al patron della Formula 1 Bernie Ecclestone «una camionata» di firme per convincerlo a rinnovare l’accordo con il circuito di Monza.

 
 
 

Pescare in Lombardia, Sala (Lista Maroni): basta licenze e norme più semplici

Post n°1834 pubblicato il 02 Luglio 2015 da accorsiferro
 
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Riduzione delle tipologie di licenze di pesca, semplificazione delle modalità di rilascio delle licenze di pesca dilettantistica e contenuto adeguamento delle tasse di concessione sia per la licenza di tipo A (professionale) sia per la licenza di tipo B (dilettantistica): il consigliere regionale del Gruppo “Maroni presidente” Alessandro Sala (nella foto), presidente della Commissione Territorio e infrastrutture e componente della Commissione Agricoltura, montagna, foreste e parchi, riassume così le novità per la pesca in Lombardia introdotte dalla legge di semplificazione in ambito istituzionale ed economico, appena approvata dal Consiglio regionale.
“Le modifiche vanno a risolvere una situazione che soprattutto per i turisti stranieri era pesantissima: dover recarsi presso gli uffici competenti della Provincia, con le conseguenti attese, magari solo per pescare qualche giorno – rileva Alessandro Sala –. Per i pescatori residenti, il semplice versamento e il costo contenuto della licenza possono incentivare la pratica piscatoria anche come esperienza di breve durata, ciò che fino ad oggi non succedeva perché bisognava predisporre il libretto, la fotografia, effettuare il versamento alla Provincia e alla Regione, passare dagli uffici o attendere il recapito della licenza per posta. Ora gli over 65 e i minori continueranno a non dover fare alcun versamento ed eserciteranno la pesca con l’uso della sola canna, con o senza mulinello, armata con uno o più ami, mentre la nuova licenza unica coincide con l’attuale licenza B e include l’attuale licenza D per stranieri e il permesso turistico di 15 giorni. Licenza e tassa, inoltre, vengono a coincidere: la licenza è costituita dalla ricevuta di versamento della tassa di concessione. Per quanto riguarda la licenza di pesca di tipo A, è sempre costituita da un tesserino regionale rilasciato dalle Province che deve comprendere l’idoneità dopo aver superato un esame”. 
Con l’attuale modifica, infine, “viene tolta la figura dell’accompagnatore del pescatore di professione, un cittadino qualsiasi anche senza licenza di pesca che il pescatore individuava e la Provincia autorizzava, con apposito bollino apposto sulla licenza, ad essere presente in barca durante le operazioni di pesca senza svolgere attività di pesca autonome. I pescatori che chiedevano l’accompagnatore – conclude Sala – erano ovviamente fra i più anziani”.

 
 
 

Immigrazione, Galli (Lista Maroni): distinguere tra rifugiati e clandestini

Post n°1833 pubblicato il 29 Giugno 2015 da accorsiferro
 
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Intervista della Radio Ceca al prof. Stefano Bruno Galli

Il governo italiano non riesce a risolvere i problemi con l’immigrazione clandestina. È quanto sostengono i rappresentanti del partito di destra della Lega Nord, che chiedono di fermare l’afflusso di immigrati clandestini. In Italia solo quest’anno sono giunti 50 mila rifugiati provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente, ma alla fine dell’anno potranno essere fino a 200 mila. Secondo il professore Stefano Bruno Galli, tuttavia, i rifugiati politici costituiscono solo un quarto di loro.
«La più grande sfida è ora quella di distinguere chi è un rifugiato politico e chi è un immigrato clandestino. E a questo, l’attuale governo italiano non può far fronte. Di tutti i rifugiati che arrivano in Italia, solo uno su quattro è in fuga da Paesi colpiti dalla guerra e ha il diritto di chiedere asilo politico» dice alla Radio Ceca il professore Stefano Bruno Galli, capogruppo della lista che sostiene il governatore della Lombardia Roberto Maroni.
In questo contesto, negli ultimi anni l’Italia ha ricevuto una serie di multe dall’Unione europea per aver respinto molti immigrati. Sullo status dei rifugiati non c’è chiarezza e Bruxelles non ha affrontato la questione, nonostante l’afflusso di un numero sempre maggiore di persone provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente.
«È necessario organizzare al meglio il monitoraggio dei rifugiati, per scoprire chi ha davvero il diritto di ottenere asilo politico e chi non lo ha. Gli immigrati clandestini devono quindi essere respinti, in base ad accordi con i Paesi del Nord Africa, Algeria e altri. Sicuramente sarebbe molto più economico caricarli su una nave e rimandarli indietro che garantire la protezione delle coste e organizzare le operazioni di soccorso nel Mar Mediterraneo. Inoltre, quando arrivano qui, hanno già modo di ottenere 50 € al giorno, un telefono cellulare e così via» spiega il professor Galli, secondo il quale tutta l’Europa deve affrontare questa situazione.
«Finalmente l’Europa ha rilevato che il problema dei rifugiati ha una dimensione veramente europea. In alcune aree del Nord Italia, vicino al confine con la Svizzera, come a Saronno e Como, hanno anche organizzato movimenti illegali di quei rifugiati per destinarli più a nord, verso altri Paesi. Solo l’Europa nel suo complesso è in grado di gestire la situazione», ha detto Galli.
Alcuni Paesi hanno impedito l’adozione di quote per i rifugiati come stabilito dalla Commissione Europea. Il Governatore della Lega Nord a capo della Lombardia ha messo in guardia i sindaci dall’accogliere altri rifugiati, pena la riduzione delle sovvenzioni ai Comuni.
«È anche una questione religiosa. Tutti hanno visto il video con la bandiera dello Stato Islamico che sventola sopra il Colosseo a Roma. L’Italia ha un accordo con tutte le religioni, ad eccezione di quella musulmana. Loro vogliono propri luoghi di culto. E anche se il ministero dell’Interno ha informazioni sui membri dei gruppi religiosi islamici, nessuno dei politici glieli vuole dare. Quindi non sappiamo dove si ritrovano e come si comportano, quanti sono e a che cosa aspirano» non nasconde le sue paure Galli.
In questo contesto, si punta il dito sul presunto errore più grande che l’Europa ha fatto nel recente passato.
«La civiltà europea è nei guai. È messa nei guai, non c’è che dire. Ed è colpa sua, perché hanno mandato forze armate nei Paesi islamici, dove cercavano di imporre la democrazia. Ma così hanno suscitato solo la reazione opposta, e oggi abbiamo a che fare con gli islamici radicali. I moderati sono infatti in minoranza. E l’Europa sta mostrando le sue debolezze. La cosiddetta Costituzione europea è infatti principalmente un documento economico, ma occorre sottolineare i valori su cui la nostra civiltà è fondata, quindi il Cristianesimo» conclude Stefano Bruno Galli.
(Traduzione a cura dell'Ufficio stampa Gruppo consiliare Maroni presidente)

 
 
 

Edicole, Tizzoni (Lista Maroni): indispensabile allargare il ventaglio dei prodotti in vendita

Post n°1832 pubblicato il 25 Giugno 2015 da accorsiferro
 
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È necessario aggiornare i regolamenti che disciplinano le vendite nelle edicole, dando la possibilità agli edicolanti di vendere, senza limiti di superficie, qualunque altro prodotto, fermo restando che l’attività principale deve rimanere la vendita di quotidiani e periodici. Così il consigliere regionale del Gruppo “Maroni presidente” Marco Tizzoni (nella foto), componente della Commissione Attività produttive e occupazione, sul riordino del sistema di diffusione della stampa quotidiana e periodica in Lombardia, come proposto dall’assessore al Commercio e approvato dal Consiglio regionale.
«La proposta di atto amministrativo – rileva Tizzoni – riveste un grande vantaggio per gli operatori. In un periodo di persistente crisi dell’editoria e di contrazione della domanda interna, la possibilità che i tradizionali punti di vendita dei giornali possano trasformarsi in qualcosa di meno specialistico, dalla vendita di bevande e alimentari confezionati a info point turistici, permetterà loro di affrontare la sfida dell’evoluzione del proprio ruolo, in modo coordinato e sostenuto da Regione Lombardia, con benefici per il proprio fatturato. Semplificando si potrebbe dire che la Regione, anche in questo contesto, riesce a fare “di necessità virtù”, ovvero raccoglie la sfida di accompagnare i gestori delle edicole in questo importante cambiamento tutelandoli e offrendo loro nuove occasioni di sviluppo, e nello stesso tempo valorizzando anche la funzione pubblica e il ruolo tradizionale di queste attività commerciali».
Nel suo intervento in Aula, il consigliere della Lista Maroni ha ricordato che Confcommercio ha espresso soddisfazione in merito al riconoscimento da parte della Regione del ruolo di interesse pubblico delle edicole (punti vendita esclusivi), alla promozione e sostegno delle reti di vendita e, appunto, alla possibilità, per i punti vendita non esclusivi, di vendere anche altri prodotti. Da parte loro, i rappresentanti di Anci Lombardia hanno posto l’accento sull’importanza e la valenza sociale dell’attività delle edicole, specie nei piccoli comuni, per la capacità di assicurare pari opportunità agli editori rispetto alla libertà di stampa e ai cittadini in fatto di diritto all’informazione, al punto da sostenere che il settore della diffusione della stampa quotidiana e periodica nonostante rientri, per alcuni aspetti, nella categoria dell’attività commerciale, riveste anche un importante ruolo di “servizio pubblico”.

 
 
 

Legge antimafia, Tizzoni: risposta forte e coraggiosa a tutela del territorio e dei cittadini

Post n°1831 pubblicato il 18 Giugno 2015 da accorsiferro
 
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Una risposta politica forte e coraggiosa, che stanzia risorse importanti per contrastare le mafie e tutelare le loro vittime. Così il consigliere regionale del Gruppo “Maroni presidente” Marco Tizzoni (nella foto), componente della Commissione speciale antimafia, commenta il progetto di legge regionale per la prevenzione e il contrasto della criminalità organizzata e per la promozione della cultura della legalità, approvato oggi dal Consiglio regionale. «Il destino ha voluto che questo progetto di legge approdasse in Aula a pochi giorni dall’ennesimo arresto, nel Rhodense, di dieci malavitosi, membri del clan camorristico Nuvoletta, che delinquevano nei nostri territori. Speriamo che questa coincidenza di date porti fortuna a questo pdl» ha detto Tizzoni nel suo intervento in Consiglio regionale, nel corso del dibattito sul progetto di legge. Il consigliere della Lista Maroni ha poi citato Paolo Borsellino, «uno dei nostri eroi nazionali», laddove il magistrato ucciso dalla mafia nel 1992 denunciava: “Stato e mafia sono due poteri che occupano lo stesso territorio. O si fanno la guerra o si mettono d’accordo”. «Questa legge chiarisce con grande trasparenza, forza e determinazione che la Lombardia, attraverso i suoi amministratori e attraverso la politica, a partire da chi ha voluto la Commissione di cui faccio parte, il nostro governatore Roberto Maroni, è vicina al proprio territorio e lo difende – ha sottolineato Tizzoni –. Inoltre rafforza il concetto di vicinanza, aiuto e sostegno ai cittadini, alle vittime della mafia e alle loro famiglie».

 
 
 

M5S su famiglie, Saggese (Lista Maroni): coppie omosessuali sì, papà separati no, sospendere convegno

Post n°1830 pubblicato il 13 Giugno 2015 da accorsiferro
 
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Tutte le famiglie hanno diritto a essere tutelate, persino quelle gay. Ma non le famiglie formate da un papà e dai suoi figli. Questo almeno per il Movimento 5 Stelle, che ha illustrato un convegno da esso organizzato nei prossimi giorni a Palazzo Pirelli con un manifesto a dir poco provocatorio.
“Da papà separato – tuona il consigliere del Gruppo regionale “Maroni presidente” Antonio Saggese – sono indignato insieme ai miei figli, perché nell’immagine del convegno che il M5S ha utilizzato per parlare di tutte le famiglie che hanno diritto di essere tutelate hanno considerato una coppia eterosessuale con un bimbo, due coppie di omosessuali maschi e femmine, una mamma sola con due bambini mentre hanno escluso un papà con i suoi figli. Esistiamo anche noi e l’assurdo è che proprio una forza di opposizione che dovrebbe battersi radicalmente per il rispetto delle uguaglianze dimentica la figura degli uomini eterosessuali, padri dei loro figli”.
Per Saggese, componente della commissione Sanità e politiche sociali della Regione e vice presidente dell’Associazione papà separati della Lombardia, “il convegno discrimina i padri separati che hanno l’affidamento esclusivo o condiviso dei figli, ma che per il M5S non sono una famiglia. Nell’immagine che i grillini hanno della famiglia riconoscono diritti che sono ancora in fase di consolidamento, e li tolgono a chi li ha già consolidati. Si tratta di una immagine contraria ai princìpi costituzionali di uguaglianza (art. 3) e di tutela dei figli, che entrambi i genitori – non solo uno – hanno il dovere e il diritto di mantenere, istruire ed educare (art. 30)”.
Per queste ragioni, Saggese chiede con forza che il convegno del M5S venga sospeso: “Se questo è il loro modo di battersi sui princìpi, abbiamo capito che non mirano ad altro che a calpestare la Costituzione e il tessuto sociale consolidato del Paese”.

 
 
 

Garante dell'infanzia, Saggese (Lista Maroni): dare ascolto e partecipazione ai minori

Post n°1829 pubblicato il 11 Giugno 2015 da accorsiferro
 
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E’ stato discusso oggi nella Commissione Sanità del Consiglio regionale lombardo il regolamento dell’Ufficio del Garante dell’infanzia e dell’adolescenza, figura eletta pochi mesi fa in Regione Lombardia. Il consigliere regionale del Gruppo “Maroni presidente” Antonio Saggese, componente della commissione, auspica che tramite questa figura si attuino progetti di ascolto e partecipazione dei minori, che garantiscano loro i diritti sanciti dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia, inserendo all’interno del regolamento dell’Ufficio l’istituzione della loro presenza con progetti specifici.
«L’art. 12 della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia – ricorda Saggese – afferma che “ad ogni fanciullo capace di discernimento va garantito il diritto di esprimere liberamente la propria opinione sulle questioni che lo riguardano e il conseguente diritto che le opinioni espresse vengano prese nella debita considerazione”. Ritengo quindi sia un dovere della nostra Regione tutelare i propri futuri cittadini proponendo progetti ed attività che possano dare voce ai minori accolti nelle varie istituzioni pubbliche e private».
«Penso – continua il consigliere regionale – ai bambini accolti nelle comunità, ai ragazzi nelle carceri minorili, ai bambini presenti negli ospedali per lungodegenze e anche a quelli in situazioni meno drammatiche, come le scuole. Tutti devono avere, a mio avviso, un modo per esprimere le loro esperienze positive o negative che siano, in modo da poter essere vive agli occhi e alle orecchie del Garante dell’Infanzia le loro impressioni, riflessioni ed esigenze».

 
 
 
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INFO


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Data di creazione: 04/03/2006
 

IL FILM CHE ABBIAMO VISTO IERI SERA

Viaggi di nozze **

Legenda:

** = merita
* = non merita

 

I LIBRI CHE STIAMO LEGGENDO

Andrea:

II Rapporto trimestrale sulle aree settentrionali, per la presidenza della commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno mafioso
(a cura dell'Osservatorio sulla Criminalità organizzata dell'Università degli Studi di Milano)


 

I NOSTRI LIBRI PREFERITI

Anna Karenina di Lev Tolstoj

Assassinio sull'Orient-Express di Agatha Christie

Cime tempestose di Emily Bronte

Dieci piccoli indiani di Agatha Christie

Genealogia della morale di Friedrich Nietzsche

Guerra e pace di Lev Tolstoj

Illusioni perdute di Honoré de Balzac

Jane Eyre di Charlotte Brontë

Le affinità elettive di Johann W. Goethe

Madame Bovary di Gustave Flaubert

Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov

Narciso e Boccadoro di Hermann Hesse

Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen

 
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