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CANTO "SCUSA SIGNORE"

 

PREGHIERA DEI POVERI DI JAHVè

 

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A Padre Pio, Dio ha affidato il perenne messaggio del suo amore crocifisso per l'intera umanità. Alleluia.

 

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***VOTO***

 

 

Solennità di Pentecoste (Vangelo e commento)

Post n°732 pubblicato il 27 Maggio 2012 da francesconapoli_fn

Dal Vangelo di Giovanni: (In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Quando verrà il Paraclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede, è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà"). PAROLA DEL SIGNORE. 

Commento: (Nel contesto del lungo discorso di addio rivolto ai suoi discepoli nel vangelo di Giovanni, Gesù preannuncia l'arrivo dello Spirito Santo, definito come il Paraclito. Il termine greco "parakletos" fa riferimento alla figura che si assume l'incarico di patrocinare o di difendere la causa di qualcuno in tribunale. E' lo Spirito stesso che darà testimonianza a Gesù e condurrà i discepoli a cogliere la verità delle rivelazioni di Gesù in tutta la sua pienezza. Quello dello Spirito non è solo un compito "intellettuale", ma anche "affettivo": il verbo greco "parakaleo" significa anche "consolare", cioè sorreggere soprattutto nell'ambito delle prove e delle persecuzioni. Gesù sottolinea l'intima unione che intercorre tra il Padre, il Figlio e lo Spirito: lo Spirito che Gesù effonderà sui suoi discepoli, proviene dal Padre e darà gloria al Figlio. Lo smarrimento e lo sconforto sopraggiunti alla notizia dell'imminente dipartita di Gesù, avevano reso particolarmente tristi i cuori dei discepoli; tuttavia lo Spirito offrirà una testimonianza inequivocabile alla verità e renderà gli stessi discepoli testimoni del Cristo). 

 
 
 

Gesù ci rivela il suo vero volto

Post n°731 pubblicato il 26 Maggio 2012 da francesconapoli_fn

Fratelli, Gesù Cristo propone il suo vero volto, che è un volto fraterno. Egli si presenta come il Figlio dell'Uomo sofferente: il profeta Daniele scrive al verso 7,13 (Ecco sulle nubi del cielo venire uno simile a figlio d'uomo). L'espressione "figlio d'uomo" stava a indicare la signoria del mondo, la sua grandezza; ma Gesù, con la sua manifestazione, ha capovolto questa signoria in umile servizio. Egli ci ha dato l'esempio di colui che si fa piccolo e diventa il servo di tutti. Perché chi vuol essere il più grande nel regno dei cieli, deve essere l'ultimo di tutti. In questo Figlio dell'Uomo, trionfo e passione sono indissolubilmente collegati. Al Dio seduto sul trono, Gesù contrappone un Dio che si ribassa e si inginocchia davanti all'uomo, come di fatto avviene nella lavanda dei piedi, nell'Ultima Cena. Lo scontro è tra due logiche di esistenza: quella mondana, che è la logica del potere; quella di Gesù, invece, è la logica del donarsi. La scelta per l'una o l'altra mette in gioco tutta la nostra esistenza. Egli non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per l'umanità. Questa sua esistenza donata ha aperto per noi la via di una possibile fraternità. Il vero servizio, perciò, non raggiunge solo i bisogni, ma soprattutto accoglie la persona, riguarda la qualità e l'autenticità dei rapporti con gli altri. Il nuovo volto di Dio, apparso nel volto di Gesù, rivela così anche il nuovo volto dell'uomo e delle relazioni umane: il più grande non è chi vince e chi comanda, ma chi si mette al servizio dei fratelli. 

 
 
 

Gesù è veramente risorto!

Post n°730 pubblicato il 25 Maggio 2012 da francesconapoli_fn

Fratelli, è questa la bella notizia che la Chiesa annuncia. Essa ha inizio con l'annuncio dato da Pietro il giorno di Pentecoste, a coloro che lo avevano visto morto con i loro occhi. Gli Apostoli, primi profeti della Resurrezione di Gesù, non annunciano un'idea, ma un evento, un fatto reale di cui affermano di essere stati testimoni. 

La Resurrezione del Signore è un evento unico, eccezionale, straordinario, misterioso. E' un atto divino perché è stato Dio a risuscitarlo con la potenza del suo Santo Spirito. Cristo fu oggetto di una esperienza privilegiata, non comune, avuta dagli Apostoli. La resurrezione è un evento reale, avvenuto nella nostra storia, anche se apparentemente incomprensibile a molti uomini. Non sono solo i racconti evangelici a documentarlo, ma è Gesù stesso a testimoniarlo con la sua presenza reale e spirituale nella vita di ognuno di noi, che può essere intravista solo attraverso la fede e la preghiera. Infatti, Gesù Cristo Risorto è lo specifico della risposta cristiana alla domanda di senso che sale dal cuore umano. Egli ci dice che la vita umana non è incamminata verso le tenebre del nulla, ma verso la pienezza di una vita ed una gioia senza fine, in Dio. Cristo Risorto è la speranza e la meta dei cristiani credenti; pienezza d'amore e di pace. 

 
 
 

Maria nel mistero della Pentecoste

Post n°729 pubblicato il 24 Maggio 2012 da francesconapoli_fn

Dagli Atti degli Apostoli 1,12-14: (...Allora se ne ritornarono a Gerusalemme, dal monte detto dell'Oliveto, che dista da Gerusalemme circa un chilometro. Quando furono giunti, salirono nel cenacolo dove, di consueto, si trattenevano; ed erano: Pietro, Giovanni, Giacomo, Andrea, Filippo, Tommaso, Bartolomeo, Matteo, Giacomo figlio d'Alfeo, Simone lo zelota e Giuda fratello di Giacomo. Tutti questi perseveravano uniti nella preghiera con varie donne, con Maria, madre di Gesù ed i cugini di lui. Al compiersi dei giorni della Pentecoste, tutti i discepoli erano radunati nello stesso luogo; ed all'improvviso venne dal cielo un suono come di vento impetuoso, e riempì tutta la casa in cui erano riuniti...). PAROLA DEL SIGNORE. 

Commento: (Fratelli, siamo ormai vicini alla festa della Pentecoste, che ricorrerà domenica 27 Maggio; giorno in cui si celebra solennemente la manifestazione dello Spirito Santo sopra la Vergine Santissima e gli Apostoli. In antichità, la Pentecoste era chiamata "festa delle settimane" perché cadeva sette settimane dopo la Pasqua ed era diventata una celebrazione dell'alleanza fra Dio ed il popolo d'Israele. 

La presenza del Dio-Amore è sensibilizzata dal fenomeno prodigioso delle lingue di fuoco: anche sul Sinai, Dio apparve a Mosè in mezzo al fuoco. Il simbolismo della fiamma indica la forza di Dio e la sua luce. Lo Spirito Santo, nel mistero della Trinità, è il bacio d'amore tra il Padre ed il Figlio. Questo bacio d'amore in Dio, costituisce la terza persona della Santissima Trinità. All'amore personalizzato è dato di partecipare ai redenti da Cristo; alla vita divina che è vita d'amore. Ecco perché Gesù, insistentemente, ha annunciato la missione del Paraclito e promise il suo invio ai discepoli, affinché entrassero a far parte della Famiglia trinitaria "per non essere orfani". Dopo che Cristo, con la sua passione, morte e resurrezione, ha riconciliato gli uomini col Padre, lo Spirito Santo investe e trasforma il collegio apostolico tra cui primeggia Maria, inserendoli nella vita trinitaria. Maria, precedentemente per la sua elezione a Madre di Dio, già possedeva lo Spirito d'Amore che è in lei; grandi cose lo Spirito aveva già operato in lei: l'immacolato concepimento, la verginale maternità divina ed umana, la pienezza di grazia. Nel cenacolo, ella riceve una investitura solenne e pubblica dello Spirito Santo. Nel cenacolo è raccolto il popolo di Dio: questo popolo viene inserito nel profondo del mistero divino, e tutti e ciascuno ricevono il medesimo Spirito, per cui possiamo chiamare Dio col dolce nome di "Padre". Maria, che fa parte del popolo di Dio, per la sua singolare posizione, è Figlia e Madre, allo stesso tempo, della Chiesa, animata come i membri del cenacolo, dal Santo Spirito. Il piano amoroso di Dio Uno e Trino, dunque, si è manifestato anche in Maria, rendendola partecipe della comunione Padre-Figlio-Spirito Santo. Ave Maria...

 
 
 

Non vantiamoci in nessun modo, se non nel Signore

Post n°728 pubblicato il 23 Maggio 2012 da francesconapoli_fn

Fratelli, dobbiamo considerare la chiamata di Dio ad essere suoi figli: non ci sono molti sapienti secondo il mondo, non molti nobili, non molti potenti. Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è considerato stoltezza, affinché venissero confusi i sapienti; Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole, per confondere i forti; Dio ha scelto ciò che nel mondo è disprezzato ed ignobile e ciò che è nulla, per ridurre al nulla le cose che sono, affinché nussun uomo possa vantarsi davanti a Dio. Ed è per lui che noi siamo in Gesù Cristo, il quale per opera di Dio Onnipotente è diventato per noi sapienza, giustizia, redenzione e santificazione, perché come sta scritto:"Chi si vanta, si vanti nel Signore" (1' Lettera ai Corinzi 26,31).

Abbiamo in noi gli stessi sentimenti che furono di Gesù Cristo, il quale, pur conoscendo di essere di natura divina, non considerò un tesoro geloso ed un privilegio la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo uguale a tutti gli uomini: apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte ed alla croce. Per questo Dio lo ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome, perché nel nome di Gesù, ognuno pieghi il suo ginocchio nei cieli e sulla terra, ed ogni bocca proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre (Lettera ai Filippesi 2,1-11).

 
 
 

L'imitazione di Gesù Cristo

Post n°727 pubblicato il 22 Maggio 2012 da francesconapoli_fn

Fratelli, con le mani ed i piedi inchiodati sulla croce, ed una corona di spine in testa, Gesù offrì liberamente se stesso a Dio, per espiare i nostri peccati, cosicché non ci fosse nulla che non si trasformasse in sacrificio perfetto, per placare lo sdegno di Dio, provocato da Adamo ed Eva fino agli antenati d'Israele. Ad imitazione di Gesù, dobbiamo offrire noi stessi a lui, con tutta la nostra mente e con tutto il nostro cuore, per fare la sua volontà. Gesù non ci chiede di portare la sua pesantissima croce, ma solo un piccolo frammento di quella croce; pezzo che si unisce agli altri e forma così la grande croce di Gesù Cristo che redime l'umanità.

Se vogliamo giungere alla vera libertà e avere la sua grazia, ogni nostro atto deve essere preceduto dalla totale offerta di noi stessi nelle mani del Padre. Per questo motivo sono così pochi coloro che raggiungono la luce e la libertà interiore, perché non sanno rinnegare pienamente se stessi. Rinnegare se stessi non significa che dobbiamo privarci di qualcosa, ma significa mettere al primo posto Gesù Cristo, e seguire ogni sua volontà, senza badare alle nostre cose ed ai nostri desideri. Sforziamoci di entrare per la porta stretta perché larga e spaziosa è la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa! Infatti, l'uomo odierno preferisce la ricchezza, i piaceri carnali, il successo. Sono tutte cose che sono dannose allo spirito e conducono l'uomo, spesso, alla perdizione. Se invece vivremo nell'umiltà, badando più alle necessità dell'anima e poi a quelle del corpo, troveremo sicuramente la salvezza. Preghiamo affinchè il Signore non ci faccia mancare il suo aiuto e ci mantenga nella retta via che conduce alla gioia eterna, che attende coloro che sono meritevoli di riceverla.

 
 
 

La felicità in Dio

Post n°726 pubblicato il 21 Maggio 2012 da francesconapoli_fn

Fratelli, se vogliamo fare progressi spirituali, conserviamoci saldamente nella fede, senza desiderare una stolta libertà; teniamo invece saldamente a freno i nostri sensi senza lasciarci andare ai vizi ed al peccato. E' veramente raro che una persona possa trovare piena felicità in questa vita, che è da considerarsi un esilio se si pensa dei tanti pericoli che l'anima può incontrare. A volte l'uomo crede di essere felice, poi all'arrivo di un'avversità, non è più felice. Non esiste vera gioia e vera pace se non in Dio, in comunione col nostro Signore Gesù Cristo e la sua Madre Santissima, la Vergine Maria. In questo caso, saremo veramente liberi da tutte le angoscie e le oppressioni ed avremo un cuore ricolmo del fuoco amoroso dello Spirito Santo. Per quanto una persona possa sforzarsi di qua e di là, cercando la felicità, di certo, anche se la troverà, sarà "una rosa con le spine", e non sempre sarà una felicità giovevole alla nostra anima: solo l'amore di Dio può donarci quella gioia duratura che tutti desiderano, e la sicura vita eterna. Facciamo in modo che il disegno amoroso dell'Onnipotente si realizzi per ognuno di noi e possiamo così pregustare, già da questa vita, ciò che ci aspetta nel regno dei cieli.  

 
 
 

Liturgia di oggi 20 Maggio 2012 (Vangelo e commento)

Post n°725 pubblicato il 20 Maggio 2012 da francesconapoli_fn

Dal Vangelo di Marco 16,15-20: (In quel tempo, Gesù apparve agli Undici e disse loro: "Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato, sarà salvato; ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno". Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che l'accompagnavano). PAROLA DEL SIGNORE. 

Commento: (Fratelli, oggi, domenica 20 Maggio, la liturgia è basata sull'Ascensione del Signore. Dopo aver descritto l'apparizione del Risorto ai discepoli (16,9-14), l'evangelista Marco racconta la scena di Gesù che ascende al cielo, preceduta dal mandato missionario consegnato dal Maestro ai suoi discepoli. L'estensione della missione apostolica è universale: il vangelo deve essere annunciato ad ogni creatura. All'annuncio è intrinsecamente connessa la conversione ed il battesimo; i discepoli ripercorrono l'itinerario che è già stato di Gesù: "convertitevi e credete al Vangelo". Quanti crederanno saranno nella condizione di operare segni prodigiosi: scacciare demoni, parlare lingue nuove, prendere in mano serpenti, vincere il veleno, guarire i malati. Affidato l'incarico ai discepoli, Gesù viene elevato al cielo: è il Padre che l'accoglie a sè, concedendogli di sedere alla sua destra. Non si tratta di un passaggio di consegne tra il Maestro ed i discepoli, per cui alla predicazione di Gesù subentra quella apostolica. Marco ribadisce in maniera incisiva che "il Signore agiva e confermava la Parola con i segni che l'accompagnavano"). 

 
 
 

Desiderare i beni del cielo, promessi da Gesù

Post n°724 pubblicato il 19 Maggio 2012 da francesconapoli_fn

Fratelli, dovunque noi siamo e da qualunque parte ci volgiamo, siamo sempre miserevoli, a meno che non ci volgiamo a Gesù. Non dobbiamo turbarci quando le cose non vanno secondo il nostro desiderio. Chi è colui che possiede tutto, secondo la sua volontà? Non io, nè tu, nè nessun altro su questo mondo. Non c'è persona sulla terra, anche se è un re o un papa, che non abbia qualche tribolazione o sofferenza. Colui che è capace di sopportare le avversità per amore di Dio, è gradito al Signore. Dice molta gente, debole e cieca nell'anima:"Guarda che vita bella conduce quel tale; quanto è ricco quell'uomo; beato quello che fa la buona vita!" Ma se porrebbero mente ai beni eterni, quelli del cielo, capirebbero che tutte queste cose materiali e passeggere sono niente, e a volte sono qualcosa di insicuro o dannoso, perché le cose temporali non si possono avere senza preoccupazioni e paure. Per essere felici non c'è bisogno che l'uomo possieda beni materiali in abbondanza; quello che conta sono i sentimenti: solo questi rendono l'uomo felice e libero da tutte le angoscie. Quando più uno desidera elevarsi spiritualmente, tanto più la vita presente gli appare triste, perché constata pienamente le deficienze dovute alla propria natura corrotta. Infatti, il mangiare, il bere, il dormire, il lavorare, il riposare e le altre necessità, sono una miseria grande per l'uomo religioso e spirituale, che vorrebbe essere libero da tutte queste cose. Davvero miserabili gli uomini che non riconoscono la loro miseria. Ancora di più, quelli che amano stoltamente questa vita, destinata a finire; coloro i quali si danno da fare il più possibile per accumulare denaro e ricchezza, come se dovessero vivere per sempre su questo mondo! Sono persone prive di fede, sommerse dalle cose terrene, che constateranno nell'ora che il Signore conosce, quanto fossero poca cosa, tutte le cose che avevano amato. Ben diversamente, i Santi di Dio, che non andarono dietro ai piaceri della vita ed ai beni materiali. I loro occhi erano interamente rivolti verso le cose eterne, che ruggine e tarla non consumano e che ladri non rubano. In verità, molta gente avrebbe bisogno del dono dello Spirito Santo, che aprirebbe gli occhi interiori delle loro anime. Dobbiamo chiedere, con la preghiera, a Dio, che ci arricchisca dei santi doni del suo spirito, affinché possiamo essere, già da questa vita, uomini e donne spirituali, così da poter operare in perfetta sintonia con la santa volontà dell'Onnipotente. 

 
 
 

Miracoli del sole a Medjugorje (video)

Post n°723 pubblicato il 18 Maggio 2012 da francesconapoli_fn

Fratelli, ecco uno spettacolare video tratto da youtube, contenente alcuni miracoli del sole a Medjugorje. Bellissimi. Il video dura pochi minuti. Buona visione. 

 
 
 
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