Creato da francesconapoli_fn il 01/06/2010
Religione
 

 

Commento al Vangelo di oggi, Natività del Signore

Post n°1715 pubblicato il 25 Dicembre 2017 da francesconapoli_fn

Dal Vangelo di Luca: (In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nazareth, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama»). PAROLA DEL SIGNORE.

Commento a cura di Don Giacomo Pavanello, sacerdote.

 
 
 

Commento al Vangelo di oggi, 17 Dicembre 2017

Post n°1714 pubblicato il 17 Dicembre 2017 da francesconapoli_fn
 

Dal Vangelo secondo Giovanni: (Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaia». Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betania, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando). PAROLA DEL SIGNORE.

Commento a cura di Don Lello Ponticelli, sacerdote.

 
 
 

Commento al Vangelo di oggi, Festa dell'Immacolata Concezione

Post n°1713 pubblicato il 08 Dicembre 2017 da francesconapoli_fn

 

L'annuncio dell'angelo alla Vergine Maria

Dal Vangelo secondo Luca: (In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei). PAROLA DEL SIGNORE.

Commento a cura del Movimento Apostolico: (Quando si parla della Vergine Maria, mai si deve parlare dal proprio cuore, o desiderio, o volontà, sempre invece dal cuore del Padre, dalla verità dello Spirito Santo, dall'amore di Cristo Signore, dalla riverenza e dall'ossequio degli Angeli, dalla visione che i Santi del cielo hanno di Lei, dimorando in eterno alla sua presenza. Se partiamo da noi, la Vergine Maria è anche bellissima secondo noi, ma non è bellissima secondo Dio. Lei invece deve risplendere nel mondo secondo tutta la bellezza profusa in essa dal Signore ed è tutt'altra cosa. La bellezza di Dio è senza alcun paragone dinanzi alla bellezza che può dare un uomo ad una cosa. La bellezza di Dio è senza limiti. La bellezza dell'uomo è sempre limitata, circoscritta, bellezza descritta, non reale. L'Angelo entra nella casa della Vergine Maria, invitandola a rallegrarsi. Perché si deve rallegrare? Perché il Signore vuole entrare nella sua vita in un modo unico, irripetibile. Quanto il Signore sta per chiederle, non potrà chiederlo a nessun'altra donna, mai, in eterno. Solo a Lei lo chiede. Ecco il primo mistero che l'Angelo ci rivela. Quando Dio ha bisogno di una persona per realizzare un suo disegno di salvezza, crea sempre la persona giusta. Se la persona dovesse venire meno, Dio si trova fortemente ostacolato nella realizzazione del suo progetto di amore. Gli viene meno un caposaldo. È come - parlo alla maniera umana - se per la sua creazione gli fossero venuti meno il Figlio e lo Spirito Santo, o se per la redenzione, il Figlio si fosse rifiutato. Ogni uomo deve sempre rispondere al Padre allo stesso modo in cui rispondono il Figlio e lo Spirito Santo. È questa la grandezza della Vergine Maria. Ha dato al Padre un sì immediato, pronto, senza ritardo. Come il Figlio e lo Spirito Santo, anche Lei ha messo tutta se stessa nelle mani del Padre. Questa è la grandezza della Madre di Gesù. Su questa grandezza dovremmo sempre confrontarci, noi, che sovente sciupiamo l'intera vita e mai ci decidiamo per un sì pronto, immediato. Maria deve rallegrarsi perché Lei sarà la gioia di Dio. Dio è la sua gioia, ma anche Lei è la gioia piena del suo Signore. Dio per mezzo di Lei potrà essere Dio per il suo popolo, Dio di salvezza, redenzione, amore, misericordia, pace, elevazione, santità. Maria si deve rallegrare perché l'Angelo le svela il suo grande mistero. Le dice come Dio l'ha fatta. È come se Lei fosse stata impastata interamente di grazia. Adamo fu impastato di polvere del suolo, Maria è impastata di materiale nobilissimo. Dio ha usato la sua grazia per fare la Madre del Figlio suo. Sapendo questo, lei deve rallegrarsi, deve esultare e gioire, non perché ci sia qualcosa che provenga da Lei, ma perché grande è stato il Signore verso di Lei. Ma ora anche Lei deve fare una cosa per il suo Dio. Deve impastare con la sua carne e il suo sangue il Figlio suo che deve farsi uomo, vero uomo, per la redenzione dell'umanità. Dio impasta Maria. Maria impasta Dio. Dio prende la sua grazia, che è il sangue di Dio. Anche Maria dona il suo sangue e la sua carne a Dio perché lo Spirito Santo impasti di vera umanità il Figlio dell'Altissimo. Angeli, Santi, aiutateci a leggere nel mistero della Vergine Maria secondo verità pura).

 
 
 

Parabola sulla bontà del Signore

Post n°1712 pubblicato il 18 Novembre 2017 da francesconapoli_fn

 

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Dal Vangelo secondo Matteo: (In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi»). PAROLA DEL SIGNORE.

Commento a cura dei Monaci Benedettini Silvestrini: (Qualsiasi sindacalista avrebbe inoltrato una vibrante protesta nei confronti del padrone della vigna. Egli infatti chiama operai in diverse ore del giorno per cui alcuni lavorano l'intera giornata e gli ultimi solo poche ore. Tutti però ricevono lo stesso salario. Sembrerebbe una palese ingiustizia, è invece una sublime lezione di amore. Questo, quando sgorga dal cuore stesso di Dio, va sempre oltre i criteri umani anche quelli che sembrerebbero i più legittimi. È perciò temerario pretendere di poter valutare la giustizia divina con quella nostra. A noi manca la misura perfetta del bene, abbiamo soltanto briciole di sapienza e, a proposito di giustizia, la pretendiamo dagli altri e non sempre siamo disposti a praticarla noi. Ci mancano soprattutto le dimensioni dell'amore e la giustizia senza amore non può esistere. Rischiamo poi di diventare gelosi della bontà di Dio e vorremmo spegnerla in nome della nostra legge. Anche il fratello maggiore del figlio che ritorna non comprende i motivi della festa che il Padre ha ordinato. Ci risulta difficile comprendere persino la sorte beata del ladrone che con una semplice preghiera e un pentimento finale si accaparra il paradiso. Troppo facile ci verrebbe da dire. Nulla però è impossibile a Dio. Soltanto Lui sa coniugare perfettamente amore e giustizia. Noi no. È già molto se riusciamo a far tacere il desiderio di vendetta e i morsi della rabbia quando reclamiamo giustizia, soprattutto quando l'offesa è grave e ci ha procurato cocenti dolori. Dovremmo mai dimenticare che Dio con noi non ha applicato la giustizia, ma ci ha usato misericordia per cui ci dice: "Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro celeste").

 
 
 

Come ricevere cento volte tanto nella vita eterna

Post n°1711 pubblicato il 16 Novembre 2017 da francesconapoli_fn

 

Gesù

Dal Vangelo secondo Matteo: (In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile». Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi»). PAROLA DEL SIGNORE.

Commento a cura del Movimento Apostolico: (Gesù aveva fatto al giovane ricco la grande proposta della sua perfezione morale, della sua più alta elevazione spirituale, della totale libertà per il regno dei cieli. Questi però si era allontanato scuro e triste nel volto a causa dei suoi molti beni. Ha preferito la schiavitù della materia alla libertà del Vangelo. Gesù constata il rifiuto del giovane e lo sigilla con questa sua frase: "In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio". Sono parole forti che non lasciano alcuno spazio ad un'interpretazione differente o diversa da quella che la lettera contiene. D'altronde Gesù lo aveva già detto: "Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov'è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore. La lampada del corpo è l'occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra! Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e la ricchezza" (Mt 6,19-24). Chi serve la terra dalla terra sarà reso schiavo. Chi serve il cielo dal cielo sarà reso libero. Non vi è salvezza allora per chi serve i beni di questo mondo e si lascia schiavizzare il cuore da essi? La salvezza è sempre possibile per grazia. Dio può sempre mandare nel cuore una grazia così grande, potente, forte, travolgente da liberare lo spirito da ogni concupiscienza e avarizia, da ogni attaccamento alle cose e renderlo libero per il Suo Signore e Dio. Questa grazia è gratuito dono, mai merito. Per dono di questa grazia anche il ricco si potrà salvare, perché per essa può liberarsi dalla ricchezza e aprirsi alla misericordia, pietà, compassione, elemosina, totale disponibilità di tutto il suo essere per consegnarsi a Cristo Gesù e alla missione di salvezza. Pietro vuole conoscere qual sarà la ricompensa per lui e per gli altri apostoli che hanno lasciato tutto e hanno seguito Gesù. Cristo Signore lo rassicura: cento volte in più su questa terra e in aggiunta il regno eterno di Dio, il suo Paradiso. Il guadagno è veramente altissimo. Nulla si perde. Si riceve il centuplo. Si entra nel Paradiso. Non si tratta però di un centuplo materiale, bensì spirituale. La gioia che avremmo ricevuto dalla cose della terra, dalla materia, ci viene moltiplicata all'infinito senza neanche gustare di questi beni. Il Dio della pace e della gioia entra nel nostro cuore e vi porta un raggio della sua felicità eterna, già in questo tempo. Questa è la sua ricompensa).

 
 
 
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IL VANGELO A CURA DI DON LELLO PONTICELLI

Don Lello Ponticelli

Nella sezione "tag", qui sotto, potete accedere facilmente ai più recenti commenti al Vangelo domenicale di Don Lello Ponticelli, sacerdote della Diocesi di Napoli. Basta cliccare sulle tag contenenti le date. Buona visione.

 

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Preghiera al Sacro Capo di Gesù

Sacro Capo di Gesù

O Sacro Capo di Gesù, Tempio della Divina Sapienza, che guidate tutti i moti del Sacro Cuore, ispirate e dirigete tutti i miei pensieri, le mie parole, le mie azioni. Come voi avete promesso, siate il Rimedio contro i grandi flagelli del nostro tempo: l'orgoglio intellettuale e l'infedeltà. Per le Vostre Sofferenze, o Gesù, per la vostra Passione dal Getsemani al Calvario, per la Corona di spine che straziò la Vostra Fronte, per il Vostro Sangue Prezioso, per la Vostra Croce, per l'amore e il dolore della Vostra Madre, fate trionfare il Vostro Desiderio per la Gloria di Dio, la salvezza delle anime e la gioia del vostro Sacro Cuore. Amen.

 

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VANGELO DEL GIORNO, CON COMMENTO, IN LINGUA INGLESE. 

"CLICCA QUI"

 

 

Dell'Aurora tu sorgi più bella - Canto a Maria

 

L'Eucarestia, Corpo di Cristo

O Gesù, che ti fai alimento spirituale per noi nel Sacramento dell'Eucarestia, nutri le nostre anime e fa' che possiamo essere sempre migliori, giorno dopo giorno, nelle vie di Dio. Amen.

 

 

PREGHIERA A SAN GIUSEPPE

San Giuseppe

San Giuseppe, mi consacro a te per essere per sempre tuo imitatore, tuo amabile figlio. Prendi possesso di me, fa’ del mio corpo e della mia anima ciò che faresti del tuo corpo e della tua anima, per la gloria di Gesù. Pure lui si è affidato a te così pienamente da lasciarsi portare là dove tu credevi opportuno, da stabilire te per suo padre e obbedirti come il più docile figlio. Sacro Cuore di Gesù, grazie di averci dato Giuseppe per padre e di averci donato tutto ciò che hai e tutto ciò che sei. Fa che ti restituisca amore per amore; te lo chiedo per intercessione e in nome di san Giuseppe. Amen.

 

BENEDIZIONE DI PADRE PIO

 

VIENI SPIRITO - FORZA DALL'ALTO (CANTO)

 
Citazioni nei Blog Amici: 19
 

Gesù

Sacro Cuore di Gesù purificaci da ogni macchia di peccato e donaci salute e salvezza.

Amen.

 

San Michele Arcangelo

San Michele Arcangelo, donaci la forza per tenere lontano le insidie del maligno. Ricaccia negli inferi gli spiriti malvagi e custodisci con la tua potenza i figli di Dio. Amen.

 

 

Sant'Antonio di Padova

O Sant'Antonio, che hai preferito abbandonare la dottrina per vivere nella semplicità, sul tuo esempio, aiutaci a vivere come umili cristiani pieni di sante virtù, la cui grande ricchezza sta nell'essere con Cristo, Salvatore del mondo. Amen.

 

Padre Pio

O San Pio da Pietrelcina, intercedi per noi presso Gesù affinché ci siano concesse le grazie materiali e spirituali necessarie per ottenere la salvezza eterna di ognuno di noi, cosicché possiamo rendere gloria a Dio come Lui vuole, con cuore, anima e mente. Amen.

 

ADORO TE - CANTO

 

INVOCHIAMO LA TUA PRESENZA - CANTO RNS

 

noicattolici

 

 

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