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Post n°53 pubblicato il 08 Maggio 2011 da anniquarantacinque
Tre mesi fa partecipai a questo concorso inviando una ridottissima recensione. Il concorso denominato "128 battute" prevedeva che i testi inviati fossero al massimo composti da questo numero di battute. Si poteva scegliere fra il recensire un'opera letteraria o un film. La mia recensione: Viaggio movimentato con biglietto di sola andata. Film Titanic, regia James Cameron. Recensione pubblicata nel libro delle migliori. |
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Post n°52 pubblicato il 10 Aprile 2011 da anniquarantacinque
Non e' il ritornello di Biagio Antoniacci, bensi' il titolo di un romanzo fresco di stampa. Metto le mani avanti cosi' ci si intende subito: Questa e' una recensione negativa che ha origine nel preconcetto. L'autore del libro e' ai miei occhi degno del preconcetto. Per quanti sforzi faccia non riesce a sradicare in me quel pensiero negativo. L'opera letteraria e' romanzesca, genere che richiede una certa applicazione se confrontato a una biografia. Avrei nel preconcetto gradito quest'ultima in modo da dare forma e senso alla mia critica, qui mi trovo avvantaggiato perche' lo "scrittore" pubblicando la sua opera pone volontariamente il capo sulla ghigliottina "critica". Peccato che quest'ultima non sia metaforica. Su alcune cose per natura sono sospettoso dapprima ho pensato al solito libro scritto da altri su indicazione dell'autore o che fosse stata consegnata una traccia ad un correttore di bozze con preghiera di svilupparla e di sistemarla. Frequentemente nello spettacolo o in letteratura si parte "da un'idea di" illuminata o sgangherata che sia sucessivamente con l'aiuto di validi professionisti questa prende forma. Risultato finale spesso dell'idea di partenza non rimane nulla se non la dicitura "da un idea di" che permette all'ideatore di recuperare i diritti autorali. Pag.140 del romanzo "Mi fai stare bene" Tasto la stoffa grezza che ricopre la sdraio come se le mie mani potessero ritrovare la sensazione di averla accanto, chiederle di raccontarmi ancora di me. (Federico Moccia scrive le stesse cose ma potrebbe ambire al Nobel della letteratura). Perche' era qui, su questa stessa sdraio, rannicchiata tra le mie gambe coperta solo da una mia camicia che le arrivava poco sopra le ginocchia e mi permetteva di stringerla e infrattarle ( "infrattarle" termine fra l'erudito e il popolare messo li per contrastare la banalita' del testo) una mano sulla pancia per riscaldarla. Piccola, bionda, comoda (tre aggettivi per arrivare a " cosce ") in mezzo alle mie cosce a ridere con la gola all'indietro (gola all'indietro.....). Le bastava la parola "pitosfori" ( pitosforo dovrebbe essere un arbusto sempreverde). Poi si e' voltata e siamo entrati in un altro bacio intenso e appassionato (copiato da Harmony). L'ho presa ancora lentissimamente tenendola tutta tra le braccia e spingendo piano, a fondo, per essere sicuro di entrare dentro di lei, (la pornografia e' un'altra cosa. Obiettivamente migliore) dove si origina il suo sorriso e l'imprevedibile nucleo della sua energia (Ma vai a fan culo, Te e i nuclearisti). Poi ha messo le canzoni di Sinatra e abbiamo ballato nudi, volteggiando. ( My Way ci scommetto le palle ). Leggendo questo, certifico che tutto il testo e' faticosa creativita' mentale dell'autore. Impensabile pensare a altri. Evito di citare la casa Editrice e il nome del nobile autore per rendere difficoltoso il recupero del tomo. Se lo credete opportuno e avete il desiderio di farvi male su Google digitate "Mi fai stare bene" dovreste cosi' trovare altre indicazioni.
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Post n°51 pubblicato il 03 Aprile 2011 da anniquarantacinque
Il pezzo scritto precedente non e' gran che, lo ammetto. Questo potrebbe essere meglio. Inizio, la GDO ovvero Grande Distribuzione Organizzata frequentemente orienta il consumatore a compiere atti che mai in situazioni "normali"si sognerebbe di porre in atto. Gli anziani consumatori sono i piu' vulnerabili, tocca per un attimo riflettere sul termine che stabilisce la loro appartenenza sociale legata all'eta' anagrafica. Qui nel mondo "Libero"del Blog questi sono una rarita', molti sono i moderni come il sottoscritto appartenenti ai primi anta: "Quaranta, cinquanta che siano" con la fascia sucessiva abbiamo altri anta: "sessanta, settanta" obiettivamente qui si completa la valenza del pesante termine "anziano". Possibilmente per lenire l'appartenenza a questa categoria la parola dovrebbe essere scritta e pronunciata con un dovuto rispetto. Visto che ci siamo stabiliamo che sino alla desinenza "enta" si dovrebbe essere considerati come "ragazzi". La maggiore eta' dovrebbe essere riconosciuta al compimento del trentesimo anno altro che la cerimonia latina della consegna della tunica bianca all'imberbe ventunenne che da quel momento veniva accolto fra gli adulti. Qui la cerimonia senza particolari fronzoli dovrebbe consistere nella consegna e conseguente rinuncia all'uso della Playstation da parte del trentenne al proprio padre ( o altro nume familiare ). Con la consegna della consolle si entra di fatto nell'eta' adulta. L'ho presa larga perche' devo sottolineare un comportamento "anziano" che vedo dilagante nella grande distribuzione. Attorno ai settanta anno piu' anno meno la barretta con la scritta "cliente sucessivo" assume un significato comportamentale. Nessun anziano accetta la mancanza di questa delimitante il rapporto della propria e dell'altrui spesa, se per caso ci si scorda di porla sul nastro trasportatore lo si vede uscire dalla fila ( anche se ottavo o nono cliente) e sistemarla in nostra vece quale delimitazione di spazio provvisorio. Questo comportamento e' psicopatologico. Avendo molto tempo da perdere gli "anziani" frequentano la Grande Distribuzione Organizzata solamente per poter porre la barretta sul nastro, comportamento ansiogeno che genera ansia nel cliente normale che ha gia' distanziato per bene i propri acquisti. Si comprende finalmente il perche' attorno ai settant'anni in coda abbiamo tali consumatori che sfidano le file con acquisti per spesa di soli due o tre pezzi. Frazionano volontariamente la loro spesa per poter mettere piu' barrette possibili sul nastro.
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Post n°50 pubblicato il 31 Marzo 2011 da anniquarantacinque
Si arriva alla cassa provati dopo aver vagato per il supermarket, il "navigatore" e' stato un foglietto d'appunti dove frequentemente non si riconosce la propria scrittura. Alcuni termini scritti un paio d'ore prima risultano indecifrabili, rammentano le parole crociate incompiute mancanti di alcune lettere. Nonostante la definizione il 22 Verticale 9 lettere e' oscuro nonostante si conoscano le prime tre e le ultime due, le quattro di mezzo rimangono un mistero che nemmeno l'Oracolo di Delfi riescirebbe a sciogliere. Se vergata frettolosamente una lista contiene almeno quattro insidiose definizioni. Per risolvere il termine e' possibile ( come del resto per le parole crociate ) farsi aiutare da un commesso: " Mi scusi cosa legge lei qui?" Una volta indicatogli per bene lo scarabocchio incomprensibile occorre con buona faccia di bronzo specificargli che la lista non e' stata scritta di nostro pugno ma da terzi svogliati che hanno incaricato noi dell'incombenza. Puo' succedere che il commesso abbia un illuminazione e con sicurezza interpreti a suo modo il termine con un prodotto a noi non necessario. Uscire da quel "cul de sac" e' arduo, possiamo sempre ringraziare ma saremo seguiti con lo sguardo sino al "prodotto" suggeritoci. Se sopravanziamo di un tot la scaffalatura del prodotto il commesso insegue il cliente e lo riporta innanzi al "dentifricio". L'addetto non opera in nostro favore, bensi' in suo: ha timore di uno di quei trucchi con la quale la direzione monitorizza le reazioni dei dipendenti in favore della clientela. Avrebbe volentieri risposto "non ci capisco un cazzo, cercatelo tu il 22 verticale" . Dentifricio e' un termine adeguatamente spendibile nella grande distribuzione, viene consigliato nei corsi di formazione del personale. Pag.121 del manuale Accoglienza alla clientela se leggete termini incomprensibili : Suggerire sempre "dentifricio" e accompagnate il cliente al prodotto. Ed e' per questo che gli incauti calligrafi vengono scortati piu' volte allo stesso scaffale di toeletteria sia che desideravano "Cipolle"Sottilette"o altro.
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Post n°49 pubblicato il 17 Marzo 2011 da anniquarantacinque
Inserisco la chiave nel quadro, mezzo giro per avviarla. Anche se e' un'utilitaria ascolto il "rombo" del motore. Meta : "Milano centro, con partenza dalla periferia". Avete potuto notare se siete lettori attenti l'adeguato accostamento letterale utilitaria-periferia e rombo-centro, omogeneo il primo, adeguato il secondo. Le prime ore del mattino raccolgono i pensieri che serviranno a pianificare la giornata, per un guidatore il tragitto casa lavoro e' un occasione da sfruttare per bene. Sistemato mentalmente le cose pratiche del lavoro lascio completa liberta' alla mente, un amichevole "fai tu" a questa, con preghiera di tenermi buona compagnia in questi ultimi venti minuti di tragitto. So che e' "strano" ma e' meno complesso di quel che sembra lasciare liberta' ai propri pensieri, anzi e' piacevole avere per alcuni minuti un compagno di viaggio interiore con il quale dialogare senza patemi d'animo. Il cervello stesso stabilisce il parametro, l'intensita' della conversazione suggerendone l'argomento. Il mio "compagno" fa notare (al sottoscritto) le rare bandiere Italiane esposte privatamente dai cittadini in questo giono festivo. Invita a contarle, rispettosamente inizio con la conta: una,due,tre... arrivo a sei. Sei segni nazionali visibili e dispersi in una decina di chilometri. Quale e' il motivo di questa freddezza verso la "bandiera"? In due si comprende meglio. Stabiliamo cosi' una linea di pensiero condivisa da entrambi che rendiamo noto al lettore. "inadeguatezza del sentimento di appartenenza o meglio, sorta di vergogna per mancata identificazione con il simbolo". A questo punto l'altro vorrebbe continuare e stabilirne le cause. Faccio notare che siamo arrivati, tocca cosi' spegnere il motore e i pensieri. Ci accordiamo per continuare l'indomani mattina, anche se entrambi sappiamo che il domani che verra' portera' altri pensieri, non necessariamente questi.
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Inviato da: chiaracarboni90
il 06/06/2011 alle 11:11
Inviato da: morgana147
il 12/05/2011 alle 15:44
Inviato da: morgana147
il 12/05/2011 alle 15:43
Inviato da: ebbrezzaprivata
il 14/12/2010 alle 21:24
Inviato da: superlibera
il 09/12/2010 alle 22:05