Creato da and8482carl il 27/12/2005

Renato Zero

il più grande cantante italiano, di Andrea Carletti

 

 

'Il ritorno di Renato Zero: la coscienza civile deve “fare neri per dispetto” da artslife

Post n°867 pubblicato il 12 Aprile 2016 da and8482carl
 

renato zero intervista

Un pugno allo stomaco. Canzoni eccellenti, “Chiedi”, “La lista”, “Il cielo è degli angeli”, “Gesù”, “Vi assolverete mai”, per il grande ritorno di Renato Zero, con l’album “Alt”, nei negozi. E all’orizzonte due concerti, l’1 e 2 giugno, all’Arena di Verona. Per il grande cantautore, 65 anni, la coscienza civile deve “fare neri per dispetto” chi tradisce un elementare senso di umanità. Con ritmi incalzanti e una prova magistrale da interprete,Zero affronta la mala politica, la ferocia del web, il narcisismo maschile più becero, le derive della religione quando diventa intolleranza.

Zero, chi dovremmo “fare neri per dispetto”?

<Quelli che remano contro, che si fanno i propri affari dimenticando che siamo 60 milioni di persone. E ciascuno dovrebbe avere chance senza vincoli parenterali né raccomandazioni >.

Sì, però lei suggerisce “dieci comandamenti, ma i sindacati no!”

<Certo, almeno i comandamenti fanno capo a qualcuno che garantisce una stabilità emotiva, spirituale e spesso concede anche qualche miracolo. Mentre i sindacalisti che finiscono in parlamento sono uno scandalo. Ognuno faccia il proprio mestiere…>.

renato zero intervista

Lei è cambiato molto, visto che dice “non mi vergogno di me, l’alternativa non c’è”?

<Diciamo che ormai sono lontane le gavette e le cantine dove ho esordito. Oggi gli artisti hanno altre necessità: televisione, popolarità su web e un modo diverso di essere speculativi>.

Lei se le va a cercare, definisce i maschi “belli, robusti e inconcludenti”. Le sue amiche che dicono?

<Non lo so ancora ma credo che questa canzone, “La lista”, piacerà. Non le pare che voler sottomettere le donne, che sono emancipate e vivono di luce propria, sia un po’ anacronistico?>.

A cosa sta pensando?

<A quando in spiaggia gli uomini sfoderavano “tartarughe” da cantiere, da manovalanza. Oggi sono finti persino i pettorali>.

La trovo un po’ pasoliniano…

<E fa bene. Quando abbiamo fatto la mostra sulla mia carriera Pasolini aleggiava dappertutto. Avevamo sfumature diverse, ma abbiamo detto spesso le stesse cose. Eravamo molto d’accordo>.

renato zero intervista

Lei canta anche l’amicizia fra due ex innamorati. Ci crede davvero?

<Sarebbe una mossa intelligente, no? L’amore è come lo yogurt, ha una scadenza. Cercare di rinnovare la passione, arruffarsi con il tempo mi sembra un’impresa disperata. Sarebbe meglio, allora, modificare l’innamoramento, adeguarlo a mutamenti non solo estetici e anatomici ma mentali. I sentimenti hanno il pregio dell’eternità>.

Lei dice anche “eravamo incorruttibili noi, condottieri fantastici…”. Ma se ne abbiamo combinate di tutti i colori…

<Lei non crede che Giuseppe Garibaldi fosse molto meglio di Licio Gelli? La qualità di un’epoca si misura anche da chi hai di fronte. Una volta c’erano più esempi positivi. Oggi questi rubano, poi vanno a cena a rallegrarsi di aver fottuto gli onesti>.

E come la mette con la provocazione: c’è fermento fra i popoli qui, quale Dio accetterà così?

<Non ho mai letto di un Dio che suggerisce di distruggere il prossimo con guerre e privazioni. Nessuno può concepire guerre sante oggi>.

Lei evoca anche la sterminata “tribù di solitari e di romantici” che si fa tatuare. Che le prende?

<Mi guardi bene, sono il tatuaggio di me stesso. Renato Zero è la sovrapposizione di Renato Fiacchini. Il tatuaggio non è solo una prova d’inchiostro ma è imprimersi nella testa un pensiero.  Lo è persino la cicatrice al ginocchio della partitella quando avevi undici anni o la botta in testa del camionista che ti ha sorpreso in piume di struzzo…>.

La crudeltà omofoba è un tema forte di questo album…

<… diciamo pure che nella mia vita ho avuti molto corpo a corpo con l’intolleranza. Però io sono ancora Zero e quelli che mi deridevano sono ancora a bocca aperta. Certo ho pagato quella che gli altri vedevano come una malattia. E malgrado abbia superato gli esami, ho avuto successo, la gente mi segue, davanti alla violenza che circola sul web, per cui una ragazzina viene mostrata per quello che poi non è, se arrivassi oggi dovrei ricominciare da capo. E fare i conti con l’azzeramento della decenza e del buon senso>.

Per gentile concessione de Il Secolo XIX (8.04.2016)

renato zero intervista

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Renato Zero torna con "Alt": nella vita bisogna combattere da askanews.it

Post n°866 pubblicato il 12 Aprile 2016 da and8482carl
 

Nuovo disco di inediti e due concerti all'Arena di Verona

Milano, 7 apr. (askanews) - Renato Zero torna con un disco di inediti e due concerti all'Arena di Verona. "Alt", in uscita l'8 aprile, anticipato dal singolo "Chiedi", è un album in cui si sente l'urgenza forte di raccontare il presente, i suoi problemi, le sue difficoltà e contraddizioni, attraverso 14 brani inediti in cui vengono affrontati grandi temi sociali e civili, come la violenza, l'accoglienza, la politica, il lavoro, lo stato di salute dell'arte e della musica, i giovani, ma anche aspetti più personali come la fede e l'amore. Un disco, ha detto Zero presentando l'album, che si rivolge "a chi non vuole stare in panchina assente e rassegnato" in questo momento di "confusione e disorientamento".

"Ho voluto partecipare come tutti gli italiani a una esaminazione di questo momento storico e della mia posizione nei confronti della musica e del dialogo che con essa mi è consono fare", ha spiegato poi ad askanews, "c'è un modo di stare in trincea fumando una sigaretta e c'è un modo di stare in trincea portando a casa la pelle e di dare un senso alla propria esistenza, combattere secondo me è il senso più esplicito di questo album".

Il ritorno live, a due anni dall'ultimo tour, sarà l'1 e il 2 giugno, all'Arena di Verona, un palcoscenico d'eccezione dove Renato Zero non si esibisce da 18 anni. Una grande emozione per il cantante, "se avete visto il tremore a Sanremo, potete immaginare l'Arena di Verona dove avrò questi spalti gremiti e potrò essere così vicino al pubblico, devo riabituarmi un po' a questa idea".

"E' una sfida con me stesso", ha aggiunto, che vincerà usando il talento e un'altra arma che non lo abbandona mai, l'ironia. Un'arma che gli ha fatto rispondere a chi gli ha chiesto se si sentisse il David Bowie italiano, "Era lui il Renato Zero inglese".

 
 
 

Renato Zero, basta parlare solo di amore da veb.it

Post n°865 pubblicato il 12 Aprile 2016 da and8482carl
 

Inutile sottolineare come le sue canzoni abbiano rappresentato, per più di una generazione, delle incredibilmente romantiche colonne sonore, ma si sa, nel corso della propria vita e della propria carriera soprattutto, arriva il momento di mettersi alla prova e lasciare i terreni sicuri per cimentarsi in nuove avventure.

Ed è quello che ha deciso di fare Renato Zero che, dopo anni in cui il suo tema prediletto è stato l’amore, ha deciso di cimentarsi in testi e canzoni in cui i temi sono diversi e diversificati, partendo dall’impegno civile fino ad arrivare alla fede.

Per la prima volta in carriera Renato Zero mette da parte il sentimento più alto e più bello e gli preferisce l’impegno sociale e la quotidianità perché il suo 29.mo album, “Alt”, che esce oggi, venerdì 8 aprile, parla di Casta, famiglia, migranti e fede.

“Con questo album mi sono inventato il mestiere del sollecitatore. Mi piace stimolare interventi della gente, di chi ha voce esile, di chi non ha raccomandazioni. Questa nostro paese ha svenduto praticamente tutto e i politici non fanno nulla per produrre esempi che ci confortano. Sentivo la necessità di un contatto, in un momento in cui abbiamo tutti bisogno di accarezzarci e rassicurarci. La canzone è un atto d’amore, una forma alta di coinvolgere gli altri in un sentire, in un momento magico”, confessa.

Forse dell’intero album la canzone più lontana dal suo registro è “Gesù”, una preghiera in musica dove Renato oggi si guarda attorno e mette quasi in dubbio l’esistenza di Gesù: “Gesù oggi niente miracoli? Hai smesso di crederci? Sei ancora con gli ultimi?”.

Zero non nasconde però il suo lato spirituale: “I musulmani hanno estremizzato il loro amore per il loro dio – dice – noi invece dimentichiamo di averne uno. Parlo di Gesù, non di Dio. Gesù siamo noi, mentre Dio potrebbe essere una realtà lontana e non avere tempo per noi. Di Gesù ne abbiamo avuti tanti, ad esempio tutte le vittime di mafia”.

 
 
 

Renato Zero per una volta dice "Alt" allʼamore: nel nuovo disco impegno civile, denunce sociali e fede da tgcom

Post n°864 pubblicato il 12 Aprile 2016 da and8482carl
 

Il cantante romano cambia registro: "Chi non vive non scrive" dice, parlando a Milano di donne maltrattate, di casta, di rivoluzione e di Gesù. "Roma? Non la cambierei ma ormai in centro vivono solo politici, vescovi e pony express"

Renato Zero per una volta dice "Alt" all'amore: nel nuovo disco impegno civile, denunce sociali e fede

Da Zero alla A di "Alt", di Arena di Verona ma non di Amore: per la prima volta in carriera Renato Zero mette da parte il sentimento più alto e più bello. Gli preferisce l’impegno sociale e la quotidianità perché il suo 29.mo album ("Alt", in uscita venerdì 8 aprile) parla di Casta, famiglia, migranti e fede. "Chi non vive non scrive - dice Renato Fiacchini - e questo disco parla dell’oggi, non del domani come io ho sempre fatto".

Dai 14 brani trasudano temi trattati sia dai telegiornali che al mercato o davanti al caffè al bar. "Mi piace immaginare un futuro - spiega lui - ma stavolta sono rimasto al quotidiano, usando anche una metrica insolita per i miei standard".

La scelta di cambiare registro si percepisce sin dal primo ascolto del disco. "Sete di potere, quando è comodo il sedere, la poltrona non si lascia proprio no" è un passaggio di "Nemici Miei". Di intolleranza si canta in "Vi assolverete mai" ("Discriminare è un'arte che fu dei farisei, aspetterò sulla riva anche te"): "A me gridavano 'a froscio nel 1968 a Roma - ricorda Zero con ironia - e io gli rispondevo 'Potessi annà 'froscia'. Ma quello che fa rabbia è che all’epoca a essere intolleranti erano i quarantenni, oggi sono i giovanissimi". Le donne annullate sono protagoniste de "La lista", i rapporti rovinati de "Il cielo è degli angeli", la necessità di alzare la testa di "Rivoluzione" ("Se la corda di spezza s'incendia la piazza"). E ancora: di televisione e di "artisti stagionali" si parla "In questo misero show", dei segni che una vita lascia dentro e fuori in "La voce che ti do". Ma il picco più alto - inatteso sì ma fino a un certo punto per chi conosce bene vita e miracoli di Renato Zero - è "Gesù", una preghiera in musica dove chi ha stupito con "Il triangolo" o "Baratto" oggi si guarda attorno e mette quasi in dubbio l'esistenza di Gesù: "Gesù oggi niente miracoli? Hai smesso di crederci? Sei ancora con gli ultimi?". Zero non nasconde il suo lato spirituale: "I musulmani hanno estremizzato il loro amore per il loro dio - dice - noi invece dimentichiamo di averne uno. Parlo di Gesù, non di Dio. Gesù siamo noi, mentre Dio potrebbe essere una realtà lontana e non avere tempo per noi. Di Gesù ne abbiamo avuti tanti, ad esempio tutte le vittime di mafia".

Roma, sindacati e trivelle - Da "Alt" alla stretta attualità il passaggio è forzato. Renato Zero respinge al mittente tutti gli inviti a schierarsi politicamente, cosa che non ha mai fatto in cinque decenni di carriera. Nemmeno su Roma prende posizione, pur denunciandone il degrado. "I romani sono a Tor Vergata, in periferia: in centro solo vescovi, politici e fattorini. Ma non cambierei Roma con nessuna città.In una canzone parlo di sindacati: non mi piace che molti sindacalisti finiscano a Montecitorio. Spesso fanno ostruzionismo allo sviluppo. Ma non sono solo loro". Enigmatico sulla Capitale, solare sul referendum sulle trivelle. "Quattro anni fa con Lucio Dalla cantai alle Tremiti contro i nuovi impianti di trivellazione che rischiavano di deturpare quel paradiso".

Dai pirati informatici ai malleoli a Verona - Il tempo di invitare chi ha messo illegalmente in Rete mercoledì notte l'intero album "Alt" a non farsi vedere mai ai suoi concerti e poi Renato Zero parla di Verona, dei soli due live in calendario l'uno e il 2 giugno. Praticamente è già tutto sold out e dal suo staff nulla trapela in merito ad altre tappe, estive o no. "Torno a Verona per riprendermi tre malleoli che ci ho lasciato 18 anni fa" scherza l’artista istrionico, ricordando un volo da due metri nel backstage del Palasport per una botola lasciata aperta. "Ma oggi sono in forma" annuncia. Sorcini avvisati.

 
 
 

Renato Zero torna live: le date di giugno 2016 da sorrisi

Post n°863 pubblicato il 02 Aprile 2016 da and8482carl
 

In attesa dell'uscita dell'ultimo album «ALT», prevista per l'8 aprile e in preorder il 25 marzo, il cantante si prepara ai concerti di Verona

Foto: Renato Zero  - Credit: © Olycom

Reclamato a gran voce dai propri fan, Renato Zero torna live a oltre due anni di distanza dall’ultimo tour. L’1 e 2 giugno, infatti, l’artista si esibirà nella prestigiosa location dell’Arena di Verona, dove incanterà il pubblico con i suoi successi di sempre e presenterà per la prima volta dal vivo i nuovi brani contenuti nell’album “ALT”, in uscita l’8 aprile.

Dalle ore 16.00 di domani, giovedì 24 marzo, sarà possibile acquistare in prevendita i biglietti online suticketone e nei punti vendita.

A tre anni dal doppio progetto di “Amo”, incentrato su tematiche più intime e riflessive, Renato Zero torna, forte di rinnovata passione e spirito di denuncia, ai grandi temi sociali e alle battaglie civili con “ALT”: 14 brani inediti, dove trovano spazio i temi della fede, della violenza, dei giovani, del lavoro, del destino dell’arte, dell’amore in tutte le sue declinazioni, dell’ecologia, delle politiche d’accoglienza e dei nuclei affettivi.
Da venerdì 25 marzo l’album sarà in preorder in formato digitale su iTunes; tutti coloro che lo acquisteranno in anteprima, riceveranno subito come instantgratification due brani “Chiedi” e “Gli anni miei raccontano”.

Questa la tracklist del disco “ALT”: “Chiedi”, “In questo misero show”, “La lista”, “In apparenza”, “Il cielo è degli angeli”, “Il tuo sorriso”, “Perché non mi porti con te”, “Gesù”, “La voce che ti do”, “Nemici miei”, “Vi assolverete mai”, “Alla tua festa”, “Rivoluzione”, “Gli anni miei raccontano”.

Il disco è anticipato dal singolo “Chiedi” (musica di Renato Zero e Maurizio Fabrizio; testo di Renato Zero).

 
 
 

Renato Zero all’Arena di Verona in concerto l’1 e 2 giugno!!! da mondospettacolo

Post n°862 pubblicato il 02 Aprile 2016 da and8482carl
 

Reclamato a gran voce dai propri fan, RENATO ZERO torna live a oltre due anni di distanza dall’ultimo tour! L’1 e 2 giugno, infatti, l’artista si esibirà nella prestigiosa location […]

Reclamato a gran voce dai propri fan, RENATO ZERO torna live a oltre due anni di distanza dall’ultimo tour! L’1 e 2 giugno, infatti, l’artista si esibirà nella prestigiosa location dell’Arena di Verona, dove incanterà il pubblico con i suoi successi di sempre e presenterà per la prima volta dal vivo i nuovi brani contenuti nell’album “ALT”, in uscita l’8 aprile.

Dalle ore 16.00 di domani, giovedì 24 marzo, sarà possibile acquistare in prevendita i biglietti online su www.ticketone.it e nei punti vendita abituali.

Copertina-Album-Alt---Renato-Zero-cs--Tattica_b

Unico, rivoluzionario, libero. A tre anni dal doppio progetto di “Amo”, incentrato su tematiche più intime e riflessive, Renato Zero torna, forte di rinnovata passione e spirito di denuncia, ai grandi temi sociali e alle battaglie civili con “ALT”: 14 brani inediti, dove trovano spazio i temi della fede, della violenza, dei giovani, del lavoro, del destino dell’arte, dell’amore in tutte le sue declinazioni, dell’ecologia, delle politiche d’accoglienza e dei nuclei affettivi.

Da venerdì 25 marzo l’album sarà in preorder in formato digitale su iTunes; tutti coloro che lo acquisteranno in anteprima, riceveranno subito come instantgratification due brani “Chiedi” e “Gli anni miei raccontano”.

Questa la tracklist del disco “ALT”: “Chiedi”, “In questo misero show”, “La lista”, “In apparenza”, “Il cielo è degli angeli”, “Il tuo sorriso”, “Perché non mi porti con te”, “Gesù”, “La voce che ti do”, “Nemici miei”, “Vi assolverete mai”, “Alla tua festa”, “Rivoluzione”, “Gli anni miei raccontano”.

Il disco è anticipato dal singolo “CHIEDI” (musica di Renato Zero e Maurizio Fabrizio; testo di Renato Zero), attualmente in rotazione radiofonica e disponibile in digital download, il cui video, diretto da Sebastiano Bontempi con la fotografia di Timoty Aliprandi, è visibile al seguente link https://youtu.be/R8ZhC0ojYCI.

Renato Zero Chiedi

28 album in studio, 3 raccolte, più di cinquecento canzoni. 45 milioni di dischi venduti. Ma Renato Zero ancora ai trofei preferisce la piazza, le sue accorate grida ed i suoi intimi sussurri.

La fede, la violenza, i giovani, il lavoro, il destino dell’arte, l’amore nelle sue declinazioni, l’ecologia, le politiche d’accoglienza, i nuclei affettivi.

Tanti temi trovano spazio in queste nuove sorprendenti canzoni, che ancora una volta non leggono il giornale di oggi ma quello di domani, guardando avanti e alle nuove generazioni con coraggio, spirito identitario e irriducibile speranza.

E nel frattempo, il 9 aprile ci sarà il firmacopie presso il Centro Commerciale Roma Est, sponsorizzato da Mediaworld. Non è previsto nessun pass da ritirare anticipatamente, ma ci si potrà recare direttamente presso il centro commerciale con la propria copia di “Alt” (non è necessario acquistarla a Mediaworld).

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Renato Zero ti prego: torna quello di una volta da linkiesta

Post n°861 pubblicato il 18 Febbraio 2016 da and8482carl
 
Tag: musica, news

 

 

16 Febbraio 2016 - 11:06

Di Renato Zero penso due cose. La prima: è un artista immenso. Un quarto dei brani che ha scritto ed interpretato permetterebbero ad un qualsiasi cantautore di entrare a testa alta nella Storia della musica e della poesia italiana. La seconda: il Renato Zero di questo secolo non è all'altezza di quello del secolo scorso.

 

Non faccio fatica a definirmi sorcino, anzi. Vado piuttosto fiero di questo titolo. Vista la qualità e la quantità di emozioni che mi ha regalato Renato (noi fan lo chiamiamo così) sarei disposto a darmi anche della pantegana. Ma da sorcino non posso tacere quel che penso e sento. E quel che penso e sento è che mi manca il Renato Zero che ascoltavo da piccolo. Mi manca il realismo e la fantasia di chi sapeva leggere e raccontare la realtà con parole e musiche tanto fresche, oneste e chiare.

 

Inventi (1974), Mi Vendo (1977), Morire Qui (1977), Il Cielo (1977), Triangolo (1978), Il Carrozzone (1978), Baratto (1979), Amico (1980), Potrebbe essere Dio(1980), Spiagge (1983), Spalle al Muro (1991), Nei giardini che nessuno sa (1994), I migliori anni della nostra vita (1995), Cercami (1998), La pace sia con te (1998), Figaro (1998), sono solo alcuni dei brani più noti e più belli scritti da Renato Zero prima del 2000. E poi, silenzi. Forse silenzi no, ma negli album dopo il 2000 di quella poesia in musica così accessibile e così popolare se ne è vista poca.

 

E' vero: la stampa, per lunghissimo tempo, non è stata particolarmente generosa con l'artista romano. Gli onori riservati a cantautori come De Gregori e Guccini - come d'altronde ricordava lo stesso Zero in un'intervista del '91 - a Renato Zero non son stati mai riservati. Forse, ma questa è una mia riflessione, non gli si è mai perdonata la capacità di essere tanto accessibile a tutti, tanto popolare.

 

Oggi, però, al di là di tutto questo, vorrei il Renato del secolo scorso. Vorrei quell'artista capace di incidere e interpretare brani che ti si attaccano dentro. Vorrei che il poeta in grado di parlare a tutti e con tutti ritorni.

 

L'8 aprile uscirà il nuovo disco di Renato Zero, Alt.

 

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Perché Alt? Perché - parole di Renato Zero in risposta a Carlo Conti - è il momento di fermarsi un attimo a riflettersi, a guardarsi intorno. Significa anche dare un'occhiata al pianerottolo, al nostro condominio, perché se la guerra sta lì sta dappertutto. Quindi dovremmo cercare di far pace con questi sorpassi, perché se riusciamo a guadagnare la macchina che è davanti a noi non abbiamo sicuramente risolto nulla della nostra vita. Perché i sorpassi bisogna farli con sacrifici, con rinunce, con una grande prova di tenuta. Quindi io mi aspetto che questo disco ci consenta a tutti, anche a me che l'ho scritto, di fermare un po' le macchine, di guardare anche a questa nostra piccola vita privata, a questa famiglia. Che ottenga finalmente quel significato e quel valore che i nostri genitori, perlomeno i miei, mi avevano così felicemente inculcato. La famiglia è importante, se ne parla adesso come se fosse una novità. Da quella famosa capanna dove faceva molto freddo - e il signore era lontano quella notte - abbiamo imparato molto, abbiamo imparato che la convivenza deve essere esercitata tra le quattro pareti di casa. E poi avere casomai l'ambizione che questo nostro pensiero si affermi anche altrove. Grazie di esistere a tutti.

 

Questo Renato, quello che ho sentito sul palco dell'Ariston, mi è sembrato un po' demoralizzato. Già nel 1991, sempre a Sanremo, annunciò il desiderio di prendersi una pausa. Fu una pausa breve ma feconda quella. Una pausa dopo la quale scrisse canzoni come Nei giardini che nessuno sa I migliori anni della nostra vita. Spero che questo Alt,che per fortuna non è uno stop!, possa essere ancora più fecondo. Spero che tutto il caos testimoniato dalle parole pronunciate sabato scorso generi qualcosa di bello e nuovo.

 

Sono fiducioso. Il singolo presentato sul palco dell'Ariston non mi ha particolarmente stupito, ma voglio augurarmi che con l'album in uscita il prossimo 8 aprile vengano alla luce nuove piccole perle di bellezza in grado di lasciare un segno nella musica e dentro di noi.

 

Caro Renato, mentre aspetto il tuo ritorno, conto: 5, 4, 3, 2, 1...

 
 
 

Renato Zero, Alt: l'album esce l'8 aprile 2016 da soundsblog.it

Post n°860 pubblicato il 18 Febbraio 2016 da and8482carl
 

Alt, il nuovo album di Renato Zero: informazioni, data di uscita, tracklist e copertina. 

 

Renato Zero sta tornando con un album nuovo di zerro che arriva a quasi tre anni di distanza dall'ultimo lavoro. Il disco adesso ha anche una data di uscita ed un titolo: Alt uscirà, infatti, l'8 aprile 2016. Il disco è già stato anticipato dal singolo Gli anni miei raccontano, un brano autobiografico che vuol essere un inno rivolto ai più deboli, scritto dallo stesso Zero con Danilo Madonia. Il 4 marzo, invece, l'airplay radiofonico accoglierà il brano Chiedi.

 

"Mi auguro che questo disco ci consenta di fermare un po' le macchine e guardare un po' la nostra vita privata. Renato Zero si è fatto da parte lasciando spazio a Renato Fiacchini e questo giova anche all'artista. Renato Zero sa bene che deve rispetto a Renato Fiacchini", ha dichiarato l'artista romano sul palco del Festival di Sanremo 2016 dove ha presentato un medley dei suoi più grandi successi.

 
 
 

Renato Zero - #aunpassodazero / Videoclip - #02 (Album Alt)

Post n°859 pubblicato il 18 Febbraio 2016 da and8482carl
 
Tag: video

 
 
 

Gli anni miei raccontano

Post n°858 pubblicato il 18 Febbraio 2016 da and8482carl
 

 
 
 

Renato applaudito in sala stampa a SanRemo

Post n°857 pubblicato il 18 Febbraio 2016 da and8482carl

 
 
 

Renato Zero a Sanremo: cosa ha detto il cantante all’Ariston da corriere

Post n°856 pubblicato il 18 Febbraio 2016 da and8482carl
 
Tag: musica, news

 

Il cantautore romano e le sue parole dopo le canzoni che hanno emozionato Sanremo

di Valentina Baldisserri

 

Renato Zero acclamato dall’Ariston che gli ha riservato anche una standing ovation. Ma a colpire, prima il pubblico televisivo poi il popolo dei social, sono state anche le sue risposte alle domande di Carlo Conti. Ma vediamo cosa ha detto, parola per parola, il cantautore romano.

Pianerottolo e condominio

Quando il conduttore di Sanremo gli ha chiesto dell’album in uscita in aprile Renato Zero ha spiegato che si intitola «Alt»: «Perché è il momento di fermarsi un attimo a riflettersi, a guardarsi intorno. Significa dare un’occhiata al pianerottolo, al nostro condominio, perché se la guerra sta lì sta dappertutto..quindi dovremmo cercare un po’ di far pace con questi sorpassi.. perché se riusciamo a guadagnarci la macchina che è davanti a noi non abbiamo sicuramente risolto nulla della nostra vita...perché i sorpassi bisogna farli con i sacrifici, con le rinunce ..».

La famiglia

Pianerottolo, condominio, macchina, sorpassi. Cosa voleva dire veramente Renato Zero? Lo spiega alla sua maniera, arrivando poi al punto più chiaro, cioè la famiglia: «Io mi aspetto che questo disco ci consenta tutti (anche a me che l’ho scritto, che l’ho prodotto), che ci consenta di fermare un po’ le macchine, di guardare un po’ anche a questa nostra piccola vita privata, a questa famiglia. Che ottenga finalmente quel significato, quel valore che i nostri genitori, perlomeno i miei, mi avevano così felicemente inculcato. La famiglia è importante, se ne parla adesso come fosse una novità..da quella famosa capanna dove faceva molto freddo e il Signore era lontano quella notte, abbiamo imparato molto...abbiamo imparato che la convivenza deve essere esercitata fra le quattro pareti di casa e poi casomai avere l’ambizione che questo nostro pensiero si affermi anche altrove».

Renato Zero «Io alieno»

Le parole non finiscono qui. Perché Renato Zero, travolgente e coinvolgente con il medley dei più grandi successi («Più su», «Amico», «Il cielo», «I migliori anni», solo per citare i più noti) , spedisce alla platea un ringraziamento tutto suo: «Ringrazio spesso la diffidenza di molti di voi, in tanti pensavano che gli alieni venissero da fuori e invece sono in mezzo a noi e io li rappresento modestamente tutti». Il cantautore sorride e si congeda dall’Ariston con il saluto più classico, conosciuto e bersagliato (dalla satira) ai suoi sorcini: «Non dimenticatemi, eh!».

 
 
 

Renato Zero choc a Sanremo: "Gli alieni sono tra noi e io li rappresento tutti” da il giornale

Post n°855 pubblicato il 18 Febbraio 2016 da and8482carl
 
Tag: musica, news

Il cantautore romano, dopo il suo medley, ha fatto un discorso che ha lasciato basiti tanti spettatori che hanno commentato sui social

Doppia standing ovation e canti e balli all'Ariston per Renato Zero, ospite della serata finale del festival di Sanremo.

Il cantautore ha intonato prima un medley dei suoi più grandi successi composto da "Favola mia", '"Più su", "Amico", "Nei giardini che nessuno sa", "Cercami", "Il ciel" e "I migliori anni".

Il teatro lo ha accolto con una prima standing ovation. "Cosa saremmo senza di voi? Zero!", ha detto l'artista, che poi ha confessato: "Sono due anni e mezzo che non calco queste tavole e c'avevo una fifa. Stavo per chiamare il cardiologo".

Dopo aver ringraziato i fan però, Zero ha iniziato un discorso che ha spiazzato un po' tutti. "Ringrazio spesso la diffidenza di molti di voi, in tanti pensavano che gli alieni venissero da fuori e invece sono in mezzo a noi e io li rappresento modestamente tutti", parole che alcuni hanno interpretato come un messaggio "arcobaleno".

Il cantante ha poi intonato "Triangolo" e "Mi vendo", scatenando la sala in una seconda standing. Prima di congedarsi all'Ariston, Renato ha infine cantato il nuovo singolo "Gli anni miei raccontano" che anticipa il nuovo album "Alt".Per l'uscita di scena Zero si è affidato al classico saluto dei suoi live, tanto amato dai "sorcini": "Non dimenticatemi, eh!".

 
 
 

RENATO ZERO OSPITE DI SANREMO CON UNA SORPRESA SUL NUOVO ALBUM da radioitalia

Post n°854 pubblicato il 03 Febbraio 2016 da and8482carl
 

Dopo l'annuncio di Carlo Conti nella giornata di ieri,Renato Zero ha confermato su Twitter la sua presenza come super ospite al Festival di Sanremo 2016.

Sul suo profilo è comparso questo messaggio: “Renato Zero torna sul palco di #Sanremo2016 con una sorpresa che anticipa il nuovo album di inediti”. Il messaggio è accompagnato da un primo piano dell'artista e dall'hashtag #aunpassodazero che compare in tutti i suoi ultimi post.

Renato è stato concorrente del Festival nel 1991 e nel 1993, classificandosi secondo e quinto rispettivamente con “Spalle al muro” e “Ave Maria”. L'ultima sua apparizione all'Ariston è stata nel 2007, anno in cui scrisse due brani per la gara dei Big e dei Giovani, “Nel perdono” per Al Bano e “La vita subito” per Jasmine.

 
 
 

IN ATTESA DEL NUOVO ALBUM, RENATO ZERO LANCIA IL NUOVO SITO da radioitalia

Post n°853 pubblicato il 03 Febbraio 2016 da and8482carl
 

Renato Zero ha salutato il 2015 regalandosi unnuovo sito, completamente rinnovato nella veste grafica e nei contenuti. Il portale ospita discografia, videoclip e biografia dell'artista, è connesso a tutte le pagine social di Zero e farà da “red carpet” al prossimo lavoro del cantautore, molto atteso dai fan.

Tramite l'apposita area #aunpassodazero sarà infatti possibile seguire il work in progress del nuovo album che prevede la pubblicazione di foto, immagini e video inediti oltre ai contenuti già svelati sui social ufficiali. Questa sezione speciale del sito si apre con il seguente messaggio: “... dal nulla al tutto. Un incanto che ogni volta si ripete ed ogni volta si carica di valori più forti suggeriti dall’esperienza e dal desiderio di sorprendere ancora. Chiamare all’esistenza emozioni che un attimo prima non c’erano, stanare lacrime che il pudore tratteneva, sollevare grida soffocate da questa stagione così silente. La materia si sta forgiando, si fonde viva nell’oro della sincerità di sempre, prende forma sotto le mani appassionate dell’Artista, chiuso in queste ore nella sua officina, alla fiamma della sua ispirata volontà, ventimila leghe sotto l’amore. Amare vuol dire aspettare, aspettare vuol dire amare. Sarà ancora, per tutti noi, una nuova, meravigliosa, prima volta…”.

 
 
 

RENATO ZERO SUL SET FOTOGRAFICO DEL NUOVO ALBUM da radioitalia

Post n°852 pubblicato il 03 Febbraio 2016 da and8482carl
 

Renato Zero ha pubblicato su Facebook un video girato sul set fotografico del suo nuovo album, la cui uscita è attesa a breve.

La clip è la prima di una serie di video che documenteranno il lavoro e la marcia d'avvicinamento al disco. Sul social network Renato ha anche scritto: “...l'appuntamento è concordato. Il giorno è cosi vicino da farci tremare il cuore. Il luogo è quello che non abbiamo mai tradito. Il tempo di scegliere l'abito migliore, perché tutto sia più meraviglioso di sempre...”. Il messaggio è accompagnato da #aunpassodazero, l'hashtag che l'artista ha spesso utilizzato a corredo dei suoi ultimi post.

Renato Zero sarà tra i super ospiti del prossimo Festival di Sanremo e ha già annunciato che, sul palco dell'Ariston, farà una sorpresa legata al suo prossimo disco.

 
 
 

Sanremo 2016: Pausini, Zero, Ramazzotti e i Pooh superospiti. Torna il Dopofestival da http://mobile.avvenire.it/

Post n°851 pubblicato il 03 Febbraio 2016 da and8482carl
 


Angela Calvini

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Formula che vince non si cambia, ma si aggiorna. Carlo Conti presenta il 66mo Festival di Sanremo, che si svolgerà all'Ariston dal 9 al 13 febbraio prossimi, nella più classica delle cornici, tra le palme e i fiori della Riviera, confermando la stessa impostazione che l'anno passato ha portato a un vero boom di ascolti: 20 cantanti in gara per tutte le età e tutti i gusti, la gara dei Giovani in apertura di serata, un po' di comicità a partire dall'amico Pieraccioni, superospiti italiani e qualche star internazionale ancora da definire e, come dice Conti “una punteggiatura” fatta di storie comuni, in linea con lo slogan “tutti cantano Sanremo”. 

Con un paio di novità: il ritorno del Dopofestival su Raiuno e una conduzione a cinque. Carlo Conti, quindi fa un passo indietro (in vista anche della terza edizione del Festival dove sarà molto probabilmente solo direttore artistico), e sarà affiancato sul palco da un cast acchiappa ascolti: Virginia Raffaele, attrice e imitatrice che darà un tocco comico, Gabriel Garko, sex symbol in grado di catalizzare tutte le fans dei feuilleton Mediaset, e Madalina Ghenea, modella romena statuaria “icona” di “La giovinezza” di Paolo Sorrentino. L'incontro, al casinò di Sanremo, si è aperto con un omaggio a David Bowie: un video dell'edizione 1997, presentata da Mike Bongiorno, alla quale l'artista scomparso partecipò come superospite. 

“La parola d'ordine fra noi è 'divertirsi' perché per trasferire divertimento e energia al pubblico dobbiamo, per primi, divertirci noi", spiega Carlo Conti, annunciando che tornerà anche il Dopofestival condotto dalla Gialappa's Band - il trio composto da Marco Santin, Carlo Taranto e Giorgio Gherarducci - e Nicola Savino. 

Renato Zero, Laura Pausini, Eros Ramazzotti e i Pooh, che per l'occasione faranno la 'reunion' storica con Riccardo Fogli, saranno i superospiti canori italiani. Nell'attesa di una conferma di Bocelli, spunta come ospite Cristina D'Avena voluta dal popolo del web. Il Festival punterà molto sui social e sull'appoggio di Radio Rai, in particolare di Radio Due. «Sarà un Festival all’insegna della musica e dell’allegria, ma anche della sicurezza – spiega il direttore di Raiuno Giancarlo Leone -. Visto quello che sta succedendo i controlli saranno ampliati e ci saranno misure ad hoc, come i biglietti nominali. Gli ascolti sono importanti ma non determinanti: Sanremo resta lo show e il programma di maggior successo con ascolti che solo le partite della Nazionale e i grandissimi eventi sportivi riescono a superare. Negli ultimi anni il range è stato tra il 35 per cento di share e il 48 per cento». 

Non mancheranno sul palco, conferma Conti, anche le tematiche sociali, fra cui anche il tema dell'immigrazione: “C'è già una canzone in gara, (“Blu” di Irene Fornaciari ndr) che tratta di questo tema, e probabilmente ci sarà nello spazio “Tutti cantano Sanremo” qualcuno che parlerà della situazione. Daremo voce a tante storie e posizioni diverse. Noi illumineremo dei temi, ma non possiamo dare delle soluzioni. Quelle spettano alla politica”.

LA GARA
Definito da Carlo Conti “un mosaico”, il cast dei cantanti è stato scelto valutando il loro “appeal radiofonico”. 

20 i Campioni, che si sfideranno attraverso quattro sistemi di votazione: Televoto, giuria della Sala Stampa, giuria di Esperti e giuria Demoscopica. Una novità per le eliminazioni: nella serata del venerdì verranno comunicati i 5 ultimi in classifica, e il pubblico da casa potrà ripescare col televoto un artista per la Finalissima. 

Ecco i cantanti in gara: 

Deborah Iurato e Giovanni Caccamo con la canzone 'Via da qui';
 Noemi 'La borsa di una donna'; 
Alessio Bernabei 'Noi siamo infinito'; 
Enrico Ruggeri 'Il primo amore non si scorda mai'; 
Arisa 'Guardando il cielo'; 
Rocco Hunt 'Wake up'; 
Dear Jack 'Mezzo respiro'; 
Stadio 'Un giorno mi dirai'; 
Lorenzo Fragola 'Infinite volte'; 
Annalisa 'Il diluvio universale' ; 
Irene Fornaciari 'Blu'; 
Neffa 'Sogni e nostalgia'; 
Zero Assoluto 'Di me e di te';
Dolcenera 'Ora o mai più'; 
Clementino 'Quando sono lontano'; 
Patty Pravo 'Cieli immensi'; 
Valerio Scanu 'Finalmente piove'; 
Morgan e Bluvertigo 'Semplicemente'; 
Francesca Michielin 'Nessun grado di separazione'; 
Elio e le Storie Tese 'Vincere l'odio 

La gara delle Nuove Proposte si svolgerà con la formula del talent a inizio di serata a partire dalla seconda data del Festival il 10 febbraio. In gara Cecile, Chiara Dello Iacovo, Francesco Gabbani, rama Michael Leonardi, Mahmool, Ermanl Meta, Miele. 

 
 
 

Renato Zero: "Bene Franceschini, io ho già portato i miei testi nelle scuole" da libero

Post n°850 pubblicato il 08 Marzo 2015 da and8482carl
 
Tag: news

 

Oggi l'artista ha premiato i vincitori del concorso 'Zero in letteratura'. "Il ministro - dice Renato - ha detto una cosa sacrosanta a casa di Dalla. E spero che ci si arrivi. Noi con questo concorso abbiamo fatto un primo passo". Il cantante risponde per le rime alle minacce dell'Is sulla capitale: "Non s'azzardassero... me li inchiap..tto!" (GUARDA LA VIDEOINTERVISTA)
Renato Zero: "Bene Franceschini, io ho già portato i miei testi nelle scuole"

Roma, 6 mar. (AdnKronos) - Il ministro Dario Franceschini nei giorni scorsi, ricordando Lucio Dalla a tre anni dalla scomparsa, ha detto che i testi dei grandi cantautori italiani andrebbero studiati nelle scuole, ma Renato Zero già l'ha fatto. Oggi il cantante ha infatti premiato i vincitori del concorso 'Zero in letteratura', legato alla prima grande mostra antologica sull'artista allestita alla Pelanda del Macro di Testaccio, aperta fino al 22 marzo e già visitata da oltre 50.000 persone. Il concorso ha visto gli studenti delle scuole romane e dell'hinterland della capitale confrontarsi proprio con i testi di Zero per interpretarli in elaborati scritti o in opere di arte visiva (disegni, dipinti, video). "Franceschini - dice Renato - ha detto una cosa sacrosanta a casa di Dalla. E spero che ci si arrivi. Noi con questo concorso abbiamo fatto un primo passo che ci ha aperto gli occhi su una realtà che è migliore di quella che tante volte ci dipingono. Questi ragazzi hanno fatto delle cose bellissime e hanno interpretato in maniera personale e a volte illuminante alcune delle mie canzoni".

Tra i 'giudici' del concorso anche Marco Travaglio: "È stato incoraggiante leggere questi elaborati, perché confortano sulla personalità di tanti ragazzi. Renato continua ad affascinare non so più quante generazioni. E secondo me questo è possibile perché non ha mai pontificato: ha raccontato la vita sua e quella della gente. E infatti questo concorso non sarebbe stato possibile con tanti suoi colleghi della sua generazione, che risultano molto più datati".

La premiazione di oggi è stata per Renato anche l'occasione per parlare della mostra 'Zero', la prima grande retrospettiva allestita su di lui da metà dicembre a Testaccio e aperta ancora per un paio di settimane, che finora aveva vissuto da 'grande assente' senza rilasciare interviste. "Hanno fatto una cosa stupenda - dice - un percorso nel mio lungo viaggio artistico in cui mi associano, con mia grande soddisfazione, ad artisti come Fellini, Pasolini, Tim Burton. Insomma non potevo chiedere di meglio. Sono più che felice. Ma la cosa che mi piace di più è la scelta di non celebrare Renato Zero ma di raccontare l'Italia attraverso la storia di Renato Fiacchini", sottolinea. (GUARDA LA VIDEOINTERVISTA)

L'esposizione propone un allestimento "monumentale e multisensoriale" che racconta come mai prima d'ora l'artista più originale e provocatorio del nostro tempo e il magico legame arte-vita. I visitatori troveranno, fino al 22 marzo, negli spazi della Pelanda del Macro un mosaico di documenti, immagini, musica, costumi e cimeli per celebrare attraverso sei ambienti ad alta tecnologia le sue canzoni, le sue metamorfosi e le sue battaglie, e svelare attraverso materiale introvabile la parte ancora nascosta del suo inesauribile pianeta, che è arte e musica ma anche storia viva degli ultimi 40 anni.

L'esposizione accende una luce inedita sull'opera di un artista irripetibile, che ancora è tutto da scoprire. Non è solo il cantante più originale e provocatorio del nostro tempo; è anche un testimone formidabile di quarant’anni di storia del nostro paese, dagli anni di piombo agli anni del vuoto di senso. Con le sue canzoni ha raccontato l’uomo, le sue maschere, gli ultimi. Ha sdoganato con decenni di anticipo temi come la pedofilia, la droga, il controllo delle menti, l’identità di genere. Ha inciso nel costume e nel linguaggio, ha creato una sua rete prima della rete, sempre libero da tessere politiche e schieramenti identitari, sessuali, culturali.

Ed è al lavoro sul futuro. "Continuo a scrivere, anche se qualcuno non vorrebbe", dice nel suo discorso alle scolaresche prima della premiazione. Ma quando gli si chiede quando tornerà con un nuovo disco e nuovi live (lo scorso anno ha riempito per un mese di seguito il Palalottomatica) risponde alla sua maniera: "Quando sarò pronto. Io sono sempre al lavoro".

 
 
 

Renato Zero: sorprendo ancora i miei "sorcini" da gds

Post n°849 pubblicato il 08 Marzo 2015 da and8482carl
 
Tag: news

ROMA. «Un tempo mi voltavo dalla mia motocicletta e vedevo i ragazzi con le vespe e i motorini che
sfrecciavano dietro di me per strapparmi una carezza, un sorriso, una parola: fu allora che io li battezzai "sorcini" perchè correvano proprio come dei topini. Oggi sono corsi lo stesso, magari questo pifferaio magico li ha sorpresi ancora una volta: mi auguro di sì perchè io voglio molto bene ai giovani».

Renato Zero ha premiato gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Roma e Provincia vincitori del concorso «Zero in letteratura, percorsi poetici e sociali di Renato Zero». Le maschere, l'infanzia, l'immigrazione i temi più scelti dai ragazzi che hanno ricevuto il riconoscimento a La Pelanda di
Roma, dove è allestita la retrospettiva «Zero» sulla vita artistica del cantautore.«Ti senti un po' un naufrago in questa società?», ha chiesto Renato Zero a uno degli studenti premiati:

«Se uno grida perchè ha bisogno - ha detto, in riferimento alla tragedia dei migranti - dall'altra sponda ci deve essere qualcuno che interviene. Ma anche per voi è la stessa cosa: quando avete un problema, non tacete altrimenti tutto rimane com'è e quelle persone che non hanno il senso della misura cresceranno sempre più violente e sempre più motivate».

 
 
 

L'incontro casuale tra Salvini e Renato Zero: "Ridateci Roma!" da il giornale

Post n°848 pubblicato il 03 Marzo 2015 da and8482carl
 
Tag: news

Scintille tra il leader del Carroccio ed il cantante tra le vie del centro

Matteo Salvini era a Roma per l'ormai stranota manifestazione della Lega Nord a piazza del Popolo.

Renato Zero, uno dei cantautori più amati del Paese, era a passeggio per le vie del centro storico della Capitale. E cosa c'entrano l'uno con l'altro? Stamattina i due si sono incrociati per caso, come riporta Dagospia, alle spalle del Parlamento in piazza Capranica. E il cantante proprio non ce l'ha fatta a tenersela ed ha cantanto in faccia al leader del Carroccio: "Ridateci Roma...!".

 
 
 
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