Community
 
piccolabarret
Video
Sito
Foto
   
 

Through TheWrongDoor

frammenti di kaos

Creato da piccolabarret il 06/06/2007

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Febbraio 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29        
 
 

Ultime visite al Blog

felysyakendrabiancarita1972_2009abilelingua58ceithrewinner1988amritaby82BlueSteelepiccolabarretluomo69aobadonanima_on_linefgiannafAfter_The_Ordealclicketra
 
Citazioni nei Blog Amici: 25
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

hit counter

 

 

 

 
 

_

Post n°468 pubblicato il 03 Agosto 2011 da piccolabarret

Non erano all'altezza dell'impresa che intendevano compiere. Due velleitari pieni di buchi emotivi. Si erano annusati ben bene nell'arco di poche ore. Convinti di riempire ogni buco con la sola forza del pensiero. Il germe della distruzione albergava già in quella esaltazione. Due timidi asfaltati di rivalse che si palleggiano una sola mitomania, quella della loro unione.

 
 
 

Stravinsky per i colori

Post n°467 pubblicato il 23 Luglio 2011 da piccolabarret

Avevano deciso che un giorno sarebbero andati a Parigi insieme, i nostri due p i r a t i – occhiali da sole e facce allegre da gita sulla banchina della Gare de Lyon.

***************

2. Scrivere di questo viaggio. quelle cose che le foto non catturano_come la normalità dei bambini fatti di metro e fisarmonica. La Torre vicinissima e illuminata che la puoi toccare e anche catturare [ma non le parole che mi hai detto]. E' lì che ho capito che era tutto vero. Il Cafè Le Temeraire coi suoi arcani maggiori e la gonna di quella tizia stranissima e la Gare de Lyon subito dopo a rincorrerci di parole. la pioggia di quel giorno e i fantasmi del passato. E poi che abbiamo riso tantissimo. Qui ci penso. A Parigi, a quelle strade, alle cose che non ci sono sulle guide, qui, mentre esco dal lavoro e vengo a casa e ti trovo sorridente e pieno di calce che lavori a casa nostra. Qui c'è un muro bianco. e nessuno di noi sa disegnare ma è bellissimo provarci.

 
 
 

Bisogna sempre essere un po' improbabili.

Post n°466 pubblicato il 23 Luglio 2011 da piccolabarret

Quante cose si imparano da un pavimento sbagliato? almeno tante quante in 10 mesi di terapia. E poi succede senza troppi fronzoli, quasi un'intuizione.

Le mattonelle di gres porcellanato[rettificate]correvano dritte davanti a lei. Le pareti, al contrario, si inclinavano, entrambe brandendo ogni libertà dalla logica comune. Al centro di questo paesaggio liquido e bianco c'è una scatola di piastrelle rotte. sono bordeaux. sopra c'è seduta una bambina. Il pavimento dritto sotto ai suoi piedi sembra già incollato bene, ultimo guizzo di speranza di mandare tutto all'aria. pesce esausto che si arrende all'amo. Resta scalza e vorrebbe dondolare. Capisce dalle sue parole che è una cosa che le serviva. Potrebbe ridere, o piangere, disperarsi, rompere ogni cosa, urlare. Ma ha ragione lui, non c'è niente da correggere. E' successo quello che aspettava. Sarà dalle linee diritte che vedrà ogi mattina, che ricomincierà. Da suo figlio che gattonerà seguendo un percorso che si interrompe sbilenco. Dagli amici che si chiederanno chissà perchè quella scelta diritta coi muri storti. Loro rideranno. E' una pavimento-terapia, risponderanno. nessuno capirà. Ma noi in una casa perfetta proprio non ci potevamo andare a vivere.

 
 
 

_

Post n°464 pubblicato il 09 Giugno 2011 da piccolabarret

Molto vento ormai. che si porta via le spirali di grappa di un vicinissimo passato. Pensi di non avere mai troppi anni da dover far sembrare indiscreta una domanda sulla tua età. [La mia cucina viola è in consegna e la mia casa è già piccola per un vicissimo futuro]. Studio. metto mattoni sul mio piano B che prende forma. ne ricordo ogni granello, ogni sapore acido, ogni macchia. Fotografo un'immagine. Che non lo si sa mai quando si è felici. E magari questo è uno di quei momenti-granello che poi ritornerà.

 
 
 

_

Post n°463 pubblicato il 06 Maggio 2011 da piccolabarret

Mi stringo dentro il letto. Chiudo gli occhi.
Lo sai che non ti appartengo, che non ti apparterrò mai, che non apparterrò mai a nessuno.
E nemmeno tu, si, mi appartieni.

 
 
 

"Perchè scrivi solo cose tristi?" Perchè quando son felice esco.

Post n°462 pubblicato il 19 Aprile 2011 da piccolabarret

Alle tane si ritorna. Gli odori sono gli stessi e le pareti di pietra umida sono comunque ostinatamente accoglienti. Guardo le mie mani e sulla pelle c'è l'estate. Fa freddo. La mia vita è oltre un'invisibile linea di tempo_immaginata_[chi arriva dopo si prende tutto].

Beffardo trovarsi qui_

Spero che un giorno smetterai di fare confusione
Tra il dolore ed il piacere,
la paura ed il bisogno di ferire
son certa che un giorno chiameremo tutto questo
col nome giusto
e ritrovata serenità.

_sulla sedia di chi regge il vuoto.

 
 
 

_

Post n°461 pubblicato il 25 Dicembre 2010 da piccolabarret

E’ Natale da fine ottobre. Le lucette si accendono sempre prima, mentre le persone sono sempre più intermittenti.
Io vorrei un dicembre a luci spente e con le persone accese.

 
 
 

_il prisma oscuro

Post n°460 pubblicato il 02 Dicembre 2010 da piccolabarret

Il tempo passa. E’ carico di petali strappati da fiori e di un lento rintocco di campane. E tu, come un lampo, attraversi la mia incoscienza.
Leggi ad alta voce per me come i colori nascano solo sul chiaroscuro dei confini e mi ripeti quello che la musica mi ha insegnato fin da piccola... che non sono i singoli suoni di un accordo che contano, ma gli armonici che l’orecchio umano non può percepire. Il tuo sorriso è così autentico che ti abbraccio e ti chiedo di sorridere un’altra volta. I tuoi occhi disegnano, linea per linea, colore per colore, uno dei più bei paesaggi concepibili con l’immaginazione.
Hai una maniera strana di guardare in lontananza, anche se quel lontano è solo la parete che hai davanti. Mi fa impazzire.

 
 
 

diversa(mente)

Post n°459 pubblicato il 30 Settembre 2010 da piccolabarret

La madre parla. Lei non l'ascolta. La sua voce rimane in sottofondo come una radio accesa. Quando non ha voglia di parlare anche la voce della madre la infastidisce.
Vorrebbe essere piu espansiva, avere delle cose da dire, provare interesse. Invece no. rimane muta. Risponde alle domande della madre con fatica, a monosillabi.
Rimane in bilico tra questi due desideri, tra questa voglia di parlare e questo bisogno di silenzio. In bilico, sempre. Una tensione cattiva e soffocante.

La madre lo sa di questo carattere introverso, tortuoso. Di questa figlia infelice che passa le giornate muta. lo sa e ne soffre. Soffrirà sempre per questi silenzi improvvisi. Vorrebbe una figlia diversa, certe volte. La bambina piccola che nelle foto sorrideva sempre. Glielo dice. Dice: da piccola eri sempre allegra. Ridevi per un nonnulla. Poi hai smesso. Hai smesso da un giorno all'altro quasi.

 
 
 
Successivi »