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"vita, libertà, sicurezza"“A questo punto non ci resta che coordinare le prossime iniziative in Europa”

 

 

Pensioni: riscatto congedo parentale

Post n°328 pubblicato il 09 Marzo 2017 da iusprecari
 

Pensioni: guida al riscatto dei periodi di congedo parentale extra-lavorativo, ora cumulabile con il riscatto della laurea.

Al pari di quanto avviene per gli anni universitari, precedenti al conseguimento della laurea, anche gli eventi di maternità collocati al di fuori del rapporto di lavoro possono essere riscattati dai lavoratori dipendenti per recuperare tali periodi ai fini pensionistici.

=> Congedi paternità: proroghe 2017

La richiesta di riscatto del periodo corrispondente all’astensione facoltativa (congedo parentale) anche per periodi relativi a maternità che si sono verificati al di fuori di un rapporto di lavoro, indipendentemente dal periodo in cui si è verificato l’evento e dal fatto che si sia verificato prima o dopo un rapporto di lavoro, deve essere presentata dal lavoratore stesso. La domanda di riscatto può essere presentata in qualsiasi momento con un limite massimo di periodi riscattabili di cinque anni.

=> Riscatto laurea per la pensione, calcolo costi

Il periodo riscattabile è lo stesso riconosciuto alla madre e al padre per l’astensione facoltativa in costanza di rapporto di lavoro con diritto alla relativa indennità, quindi quello successivo ai 3 mesi successivi alla nascita del bambino (astensione obbligatoria), entro i primi 8 anni di vita del bambino fino ad un massimo di sei mesi per ciascun genitore.

 

Tra i requisiti richiesti per poter fruire del riscatto del congedo parentale:

  • l’iscrizione al fondo pensioni lavoratori dipendenti ed alle forme di essa sostitutive ed esclusive;
  • avere almeno 5 anni di contributi da attività lavorativa maturata in costanza di lavoro dipendente in periodi precedenti o successivi all’evento che dà luogo al diritto;
  • il periodo da riscattare non deve essere già coperto da altra tipologia di contribuzione.
=> Cumulo contributi da riscatto, istruzioni INPS

Tale facoltà che consente ai lavoratori di cumulare il riscatto degli eventi di maternità collocati al di fuori del rapporto di lavoro con il riscatto della laurea è in vigore dal 1° gennaio 2016 per effetto della Legge 208/2015 (Legge di Stabilità 2016), mentre fino al 31 dicembre 2015 il riscatto dei periodi riscattabili per congedo parentale extra-lavorativo era alternativa alla facoltà del riscatto di laurea. La circolare INPS 44/2016 chiarisce, in merito alla nuova normativa, che:

  • la cumulabilità opera anche con riferimento a periodo precedenti il 2016;
  • le domande di riscatto presentate prima del 2016 , se già elaborate in base alla vecchia normativa, non possono essere riaperte;
  • le domande presentate nel 2015 ma non ancora elaborate dovranno essere definite in base alla nuova normativa. 

L’onere del riscatto è a totale carico del richiedente, così come avviene con il riscatto della laurea, e il periodo riscattato sarà utile sia ai fini dell’anzianità contributiva che della determinazione della misura della pensione

 

 
 
 

Milano, Lipparini: “Online le agende della giunta”. I Radicali ripartono da… Craxi

Post n°326 pubblicato il 26 Agosto 2016 da iusprecari
 
Foto di iusprecari

Radicali in Giunta? "Il riconoscimento di una storia pluridecennaleche è stata di Marco Pannella"


I doppi vetri blindati. E poi l’armadio doveBettino Craxi teneva i suoi effetti personali. Addirittura la macchia sulpavimento dove una volta era collocata la poltrona del grande leadersocialista. L’ufficio di Lorenzo Lipparini, assessore radicale alla Trasparenzadel Comune di Milano, affaccia direttamente su piazza Duomo. “Questo palazzotrasuda storia. E’ un luogo che ha significato qualcosa per Milano”, spiega adAffaritaliani.it.

E lei è il più giovane della giunta…
Sì. Sono il più giovane ma sono meno giovane diquanto lo fosse Pierfrancesco Maran cinque anni fa quando ha cominciato a farel’assessore. Per quanto riguarda questo ufficio, è cambiata solo ladisposizione dei mobili, che peraltro sono gli stessi.

A proposito di significati, che significato ha lapresenza dei Radicali in giunta? Cos’è, un risarcimento?
Più che di risarcimento dovremmo parlare diriconoscimento. Il riconoscimento di una storia pluridecennale che è stata diMarco Pannella e dei radicali tutti. E della specializzazione sui temi neiquali il sindaco ha voluto investire in particolar modo. E quindi parliamo dipartecipazione e trasparenza che sono un po’ un marchio di fabbrica per iRadicali.

Lei è uno dei pochi Radicali al governo di qualcosa.
Sì, questo assessorato è una particolarità perMilano ma anche per il resto d’Italia. Di grandi esperienze amministrative delgruppo radicale ce ne sono forse due o tre nella storia. Mi viene in mentePannella a Napoli, la Bernardini a Roma…

Torno al punto. Si può pensare che la sua nomina fosseun risarcimento per il fatto di aver perso un consigliere.
Nessun risarcimento, anche perché noi siamoconvinti che il consigliere arriverà e arriverà il 22 di settembre, quando cisarà l’udienza al Tar che deve discutere questo aspetto. Riteniamo che sia ungrave danno che ci è stato fatto dalla procedura elettorale suggerita dalleistruzioni ai presidenti di seggio fatte circolare dal Ministero dell’Internoche sono datate a quasi sei anni fa e non tengono conto della più recentegiurisprudenza. L’assessorato non è un risarcimento. Anzi, questa proceduralenta al Tar ci ha tenuto fuori da tutta la fase di formazione dellecommissioni e dal voto per la presidenza del Consiglio Comunale. Mariconosciamo in questa fase la grande sensibilità e intuizione politica diBeppe Sala.

Cambiato idea? Marco Cappato non era stato tenero neiconfronti di Beppe Sala.
Non si parla mai di questioni personali ma diopportunità. Quello che veniva contestato ai due maggiori candidati di questeelezioni era quello di non essere dei politici. E noi abbiamo semprerivendicato invece un ruolo per la buona politica all’internodell’amministrazione. Da questo punto di vista Beppe Sala è riuscito apoliticizzarsi nel senso buono del termine molto molto in fretta. Ha capito ilmodo di porsi nei confronti della città e della politica cittadina. Percepiamola differenza rispetto a quello che era avvenuto nei cinque anni precedenti.

Parliamo di trasparenza. E di biglietti dello stadiogratis ai consiglieri. Avete sospeso tutto.
Sì, è un aspetto che interessa alla stampa, main realtà questa cosa è stata chiusa quasi subito perché di fronte alle primerichieste è stato scelto di sospendere l’erogazione a richiesta o automatica inattesa di una nuova regolamentazione che dovrebbe sistemare quello che avvieneadesso: una gestione nella più completa informalità. Noi riconosciamo il ruolodel consiglio e lasciamo al consiglio di autoregolarsi, ma di certo vogliamodire che la concessione dei biglietti deve avvenire per esigenze di protocollo.E che se un consigliere vuole assistere a una manifestazione, io non faccio ilmoralista. Ma che sia trasparente.

Basilio Rizzo l’ha criticata.
Potrà dire la sua in consiglio.

Parliamo di progetti.
Il primo è portare online l’attività dei consiglierie il sindacato ispettivo. Oggi online ci finiscono solo le delibere nell’albopretorio, e pure per poco. Poi è difficile recuperarle. Arriveremo prima dellafine dell’anno alla conclusione di un iter iniziato nel 2008 con un ordine delgiorno Baruffi, poi ripreso nel 2011 da Cappato. Tra l’altro in questo sensoabbiamo preso un impegno con il governo.

Seconda cosa?
Dobbiamo rendere trasparenti le agende.

Cioè?
I decisori pubblici dovrebbero mettere onlinechi incontrano e quando.

Non è rischioso? Ci sono incontri riservati.
E perché un decisore dovrebbe fare incontririservati. Inizierò a far vedere che si può partendo dalla mia agenda e dal mioassessorato.

Torniamo alla politica. Nel 2011 il rapporto con il Pdera idilliaco, poi invece le cose si sono guastate. E adesso?
Vorrei dire che l’esperienza di Pisapia è natada un’intuizione di Marco Pannella che ha voluto mettere i Radicali al suofianco senza porre alcuna condizione programmatico politica. Non è mai statoimpostato come un rapporto organico di coalizione, non abbiamo mai partecipatoa riunioni di maggioranza. Quindi abbiamo votato nel merito dei provvedimenti,nella schiettezza più grande. Sulla questione della Città Metropolitana lavolta scorsa siamo riusciti a mettere insieme un gruppo di civici, socialisti,radicali verdi e laici che ha avuto la forza di avere una propriarappresentanza.

E ora?
Ora siamo penalizzati dal fatto di non avere unconsigliere.

Chiederete un aiuto al Pd?
Il problema è che non abbiamo un candidato. Noinon abbiamo consiglieri in provincia di Milano. Ma questo tema si porrà piùavanti.

Ora però siete organici al Pd e a questa maggioranza?
In questo momento c’è un accordo politico, lecose sono cambiate. Il ruolo in amministrazione cambia decisamente leprospettive. Tra l’altro c’è una delega che non è entrata nella denominazionedell’assessorato, ma che io reputo molto importante.

Quale?
La verifica della qualità dei servizi e lacustomer satisfaction delle partecipate. I primi dati li abbiamo giàpresentati. A seconda dei singoli contratti di servizio ci sono le opportunescadenze. Abbiamo già pronti alcuni dati sul Mudec, sul Pac. E in futuro litireremo fuori dall’intranet per mettere tutti i dati a disposizione di tutti,online.

@FabioAMassa
fabio.massa@affaritaliani.it

 
 
 

Pannella, aforismi e frasi celebri

Post n°325 pubblicato il 25 Agosto 2016 da iusprecari
 
Foto di iusprecari

Nella sua lunga vita politica ha detto molte cose,alcune delle quali meritano di essere ricordate oggi, nel giorno dell'addio

Ultimo aggiornamento: 19 maggio 2016

MortoPannella, le battaglie civili del leone radicale

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Scalia after Scalia. La Corte Suprema americana e i dilemmi di una (rischiosa) nomina

Post n°324 pubblicato il 24 Febbraio 2016 da iusprecari
 

La scomparsa di un giudice, a maggior ragione se costituzionale, vieppiù se componente di una Corte - come quella Suprema degli Stati Uniti – che prevede per i suoi membri un mandato a vita, anzi, più esattamente, “during good behaviour”, è un fatto di grande rilievo, avendo questi un forte ruolo pubblico ed in pubblico, in virtù anche degli strumenti di cui la Corte è dotata per far emergere le argomentazioni dei singoli giudici. A supporto di questo rilievo, infatti, vi sono almeno tre grandi ragioni. Innanzitutto, il valore strategico che l’essere magistrato riveste, appunto, all’interno dell’equilibrio dei poteri, soprattutto negli ordinamenti liberal-democratici. In secondo luogo, proprio in considerazione della posizione costituzionale che questi aveva in vita, anche la morte di un magistrato si trasforma automaticamente in un fatto pubblico ad alta valenza istituzionale, politica e sociale, chiamando in causa direttamente i modi, le forme e i soggetti attraverso i quali gli ordinamenti si danno regole e le interpretano. Infine, perché il nostro tempo davvero sembra essere caratterizzato... (segue)         

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Noi, branco di apolidi

Post n°323 pubblicato il 12 Gennaio 2016 da iusprecari
 
Foto di iusprecari

 

 

Il 7 gennaio, festa del Tricolore, ho girato Firenze in lungo e in largo. E con mia grande sorpresa, eccezion fatta per gli edifici pubblici che vi sono tenuti per legge, non ho visto sventolare alle finestre e sui balconi delle abitazioni private nessuna bandiera. Non solo in periferia ma nemmeno in pieno centro. Neppure a Piazza della Signoria, dove non sono pochi gli edifici importanti. Il bello, anzi il brutto, è che le cose non sono andate meglio a Reggio Emilia, dove la nostra bella bandiera è stata esposta per la prima volta per l’appunto il 7 gennaio 1797, 219 anni fa, quando nacque la Repubblica Cispadana. Lì la cerimonia si è svolta alla presenza della presidente della Camera Laura Boldrini. Che s’è guardata bene di pronunciare la parola Patria e ha evocato invece il Paese. Il bel Paese, manco fosse una marca di formaggio. Ciò nondimeno, la festa è stata guastata dal disinteresse della gente per il nostro amato Tricolore.

Ora, un fatto del genere sarebbe inconcepibile non solo a Parigi, a Londra, a Madrid e in tutti gli altri Paesi dell’Unione europea, ma probabilmente perfino nel più sperduto paesello dei cinque Continenti. Invece da noi nessuno ci fa caso. A cominciare dai rappresentanti delle nostre istituzioni nazionali e locali, che avrebbero dovuto sensibilizzare i cittadini perché ricordassero al meglio l’avvenimento. La verità è che siamo un popolo dimentico del proprio passato, incerto del proprio futuro e immerso in un presente in bianco e nero che fa venire il magone per il menefreghismo della gente.

Aveva ragione Indro Montanelli. Più passa il tempo e più corriamo il rischio di diventare un branco di apolidi. Senza radici. Senza Patria. Che tristezza!

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Paolo Armaroli

 
 
 
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