Creato da iusprecari il 16/11/2008

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"vita, libertà, sicurezza"“A questo punto non ci resta che coordinare le prossime iniziative in Europa”

 

 

LOMARDIA.Il 2015 in Consiglio: 45 leggi in 45 sedute, nelle Commissioni ricevuti oltre mille soggetti

Post n°322 pubblicato il 04 Gennaio 2016 da iusprecari
 


La riforma sociosanitaria, nuove leggi su imprese, lavoro, territorio, sburocratizzazione e turismo. E poi atti di indirizzo, di controllo e le audizioni, grazie alle quali si dà voce e ascolto ai territori, agli enti locali, alle professioni, alle categorie e alla società. Significative anche le numerose iniziative di Palazzo Aperto, con oltre 5mila studenti che hanno visitato l’istituzione regionale.
"Il rendiconto della nostra Assemblea regionale chiude con risultati positivi – ha sottolineato questo pomeriggio in Consiglio regionale il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Raffaele Cattaneo durante il brindisi per gli auguri natalizi con i giornalisti-. Sono dati che sottolineano un potenziamento delle attività su più fronti. Il nostro Consiglio regionale quest’anno è stato protagonista anche durante i mesi di Expo e ha incrementato il proprio lavoro all'interno delle sedi europee: in particolare voglio ricordare come Milano abbia ospitato con successo a fine ottobre il primo Forum mondiale delle Assemblee legislative regionali. Per quanto riguarda l'attività legislativa e delle Commissioni, il Consiglio ha basato la sua attività sull'ascolto del territorio e sugli interventi per risolvere le criticità: sottolineo che molti provvedimenti sono stati approvati all’unanimità, dimostrazione di come questo parlamento regionale cerchi sempre attraverso il confronto di trovare una sintesi comune e condivisa".
All’incontro erano presenti anche il Vice Presidente del Consiglio Fabrizio Cecchetti e i Consiglieri Segretari dell’Ufficio di PresidenzaDaniela Maroni e Eugenio Casalino: la Vice Presidente Sara Valmaggi era invece impegnata nella seduta concomitante della Commissione Sanità.

In 12 mesi il Consiglio regionale ha “prodotto” questi risultati: 45 sedute di Consiglio regionale, compresa l'ultima del 29 dicembre, 45 leggi approvate, 101 mozioni, 150 ordini del giorno, 27 risoluzioni, 2 proposte di referendum, 1 proposta di legge al parlamento, 11 atti amministrativi, 24 atti di nomina, 1 proposta di regolamento e 13 provvedimenti di riorganizzazione interna, per un totale di 378 atti, confermando così una costante e significativa crescita del proprio lavoro, che emerge anche dal confronto con l’anno precedente. Nel 2014infatti l’Assemblea regionale aveva approvato complessivamente 11 leggi e 14 atti in meno. 
Le otto Commissioni permanenti e le quattro Commissioni speciali nel 2015 si sono riunite 334 volte approvando 237 atti tra cui 43 progetti di legge: hanno tenuto 340 audizioni e incontri che hanno visto presentarsi nelle varie sale delle Commissioni 1.050 soggetti.
 
Le principali leggi approvate
Tra le leggi approvate, la più importante è sicuramente la riforma della governance del sistema sociosanitario con la quale viene superata la separazione tra servizi sanitari e socioassistenziali. Un pacchetto di provvedimenti significativi è stato dedicato al commercio, dalla legge sui prodotti equosolidali a quella sulla manifattura tecnologica e sulla cooperazione, ed è stata interamente rivista la normativa regionale del comparto turistico. Legate al tema di Expo sono le leggi sul diritto al cibo, sul risparmio energetico e sugli orti didattici e sociali. Per la prima volta in Italia una Regione ha formalizzato una propria legge antimafia e di contrasto alla criminalità organizzata, approvata all’unanimità.

Expo e Forum mondiale: Consiglio protagonista
Il 2015 è stato l’anno di Expo anche per il Consiglio regionale lombardo, che ha dato il proprio contributo alla Carta di Milano e che è stato protagonista in numerosi appuntamenti e iniziative istituzionali, dall’Europe Day alla Settimana della Sassonia. E al sito dell’esposizione universale hanno fatto visita lo scorso 24 ottobre anche i circa 250 rappresentanti dei parlamenti regionali di Europa, America, Asia e Africa giunti a Milano per il primo Forum mondiale delle Assemblee legislative regionali e subnazionali, conclusosi con l’approvazione delManifesto di Milano, una carta dei diritti della democrazia che ribadisce la centralità delle comunità regionali in ogni processo decisionale.

Costi della politica
Un altro importante capitolo riguarda il tema della trasparenza e delle spese: l’Assemblea regionale è nuovamente intervenuta per continuare l’azione finalizzata a contenere i costi della politica, che ha confermato la Lombardia come la regione italiana con i costi della politica più bassi (2,66 euro soltanto per ogni cittadino). La razionalizzazione ha interessato anche l’organizzazione della struttura consiliare, dove la dotazione di dirigenti è diminuita di altre tre unità e scesa da 24 a 21. Nel 2016 si prevede un risparmio ulteriore di un milione di euro, confermando lo stanziamento di 507mila euro per i tirocini formativi e le borse di studio


 
 
 

Aggiornamento del Piano triennale di prevenzione della corruzione per il triennio 2016 - 2018

Post n°321 pubblicato il 25 Novembre 2015 da iusprecari
 

Il Piano triennale per la prevenzione della corruzione è aperto ai contributi e alle osservazioni dei cittadini singoli e associati che possono formulare proposte di modifica o di integrazione.
Tutti gli interessati possono formulare osservazioni, contributi e proposte circa gli ambiti e le materie di trattazione del Piano mediante l'invio di comunicazione contenente i dati di cui al presente modello [pdf] e inviarle aprotocollo.generale@pec.consiglio.regione.lombardia.it.
Per l’aggiornamento 2016 – 2018, le osservazioni o proposte dovranno pervenire entro il 10 dicembre 2015.
Informativa per il trattamento dei dati personali: i dati personali forniti per la presentazione delle osservazioni e contributi sul Piano di prevenzione della corruzione saranno trattati dal Consiglio regionale della Lombardia (titolare del trattamento) esclusivamente per le finalità istituzionali connesse a tale procedimento di consultazione e a tal fine il loro conferimento è obbligatorio; la mancata indicazione dei dati (nome, cognome, indirizzo e recapito telefonico) non permetterà l’esame delle osservazioni. I dati personali acquisiti saranno trattati dal Responsabile per la prevenzione della corruzione e dai suoi incaricati mediante procedure, anche informatizzate. E’ garantito l’esercizio dei diritti previsti dall’art. 7 del d.lgs. 196/2003. Responsabile del trattamento è il Responsabile per la Prevenzione della corruzione del Consiglio regionale della Lombardia, dott. Mario Quaglini.

 
 
 

Regione Lombardia: al via la campagna informativa sul reddito di autonomia

Post n°320 pubblicato il 07 Novembre 2015 da iusprecari
 
Foto di iusprecari

"Parte la campagna informativa per far conoscere ai cittadini lombardi le misure che vanno sotto il nome di Reddito di autonomia con cui Regione Lombardia mette al centro le persone e le famiglie in difficoltà attraverso politiche non assistenziali ma finalizzate alla promozione dell'autonomia individuale. Si tratta di una vera e propria via lombarda al Reddito di Autonomia che riguarda 5 misure: famiglie, salute, figli, casa, anziani e disabili, disoccupati". Lo ha dettol'assessore al Reddito di autonomia e Inclusione sociale di Regione Lombardia Giulio Gallera, commentando l'avvio della campagna di comunicazione relativa alle misure messe in campo da Regione, a favore del reddito lombardo di autonomia, questa mattina, durante la conferenza stampa dopo Giunta.

 

CAMPAGNA COMUNICAZIONE - "Per far conoscere a tutti i Lombardi queste misure e come fare per poterne usufruire - ha spiegato l'assessore - è a disposizione un numero verde, 800.318.318, (1514 sono state le chiamate finora ricevute dal call center), una pagina internet (http://bit.ly/RedditoDiAutonomia) e l'hashtag #redditodiautonomia. Manifesti saranno affissi su muri e impianti e totem informativi saranno installati nelle farmacie e in tutti i luoghi in cui abbiamo attivato le misure: punti nascita, poliambulatori, centri anziani, istituti Aler e altri".

 

ESENZIONE TICKET SANITARIO AGGIUNTIVO - "A oggi - ha continuato - 3000 persone hanno già usufruito dell'abolizione del 'superticket' ambulatoriale previsto per le famiglie con reddito complessivo inferiore a 18.000 euro con un investimento di 8 milioni di euro".

 

BONUS BEBÈ - "Sono 1.700, al momento - ha informato Gallera - i potenziali beneficiari che, a breve, riceveranno una lettera da parte della Regione, in cui verranno informati del bonus bebè cui hanno diritto, un contributo una tantum di 800 euro per i secondi nati e 1000 euro dal terzo figlio in avanti, per un investimento totale di 3 milioni di euro. A oggi già circa 50 persone ne hanno fatto richiesta".

 

BONUS AFFITTI - "Con il Bonus affitti - ha aggiunto - abbiamo previsto un contributo di 800 euro, destinato a famiglie in condizioni di fragilità economica. Il bando che prevede risorse pari a 4.700.000 di euro è stato pubblicato il 2 novembre. Anche in questo caso, le famiglie risultate idonee riceveranno una lettera informativa di Regione Lombardia. Stimiamo che la misura interesserà circa 6.000 famiglie".

 

ASSEGNO DI AUTONOMIA - L'assessore ha poi annunciato che "per quanto riguarda l'assegno di autonomia - voucher di 400 euro al mese destinato a sostegno dell'autonomia personale di anziani non autosufficienti e disabili, a rischio di esclusione sociale - la pubblicazione dei relativi bandi è prevista per il 1° di dicembre".

 

PROGETTO DI INSERIMENTO LAVORATIVO (PIL)- "Dal 15 ottobre al 4 novembre, 102 persone, con i requisiti previsti dal Pil, hanno attivato Dote Unica Lavoro. Il Pil - ha sottolineato l'esponente regionale -, con un investimento di 10 milioni di euro, prevede un contributo fino a 1800 euro in 6 mesi massimo per l'inserimento o re-inserimento lavorativo di disoccupati da oltre 3 anni.

 

SPERIMENTAZIONE FINO A DICEMBRE - "Da parte di Regione Lombardia - ha concluso Gallera - c'è grande attenzione, affinché tutti i Lombardi siano informati di queste straordinarie opportunità messe in campo e, soprattutto, a verificare che queste realmente riescano a ridare un'autonomia ai soggetti a cui sono rivolte. La sperimentazione durerà fino a dicembre, 50 milioni sono quelli finora impegnati, verificheremo la loro efficacia, per poi ripartire da gennaio con 200 milioni di euro. Vogliamo essere sempre più vicini, in maniera concreta, a chi ha bisogno di un sostegno per ritrovare la propria autonomia".

(Lombardia Notizie

 
 
 

Contributi INPS omessi: sanzioni e interessi di mora

Post n°319 pubblicato il 28 Ottobre 2015 da iusprecari
 
Tag: INPS

In caso di omissione del versamento di contributi INPS ildatore di lavoro deve pagare anche sanzioni e interessi di mora: sentenza diCassazione.

Il datore di lavoro che omette di versare i contributi INPS  ha l’obbligo di pagaresanzioni e interessi moratori, quale conseguenza automatica derivante dalla legge. Astabilirlo è la Corte di Cassazione (sentenza n.12099 del 29 maggio 2014) giudicando il caso di un imprenditore cuiera stata recapitata una cartella esattoriale contenente l’intimazione di pagamento in favore dell’INPS, delcui importo il 30% risultava costituito da interessi di mora.

=> Omesso versamento contributi: sanzioni per leimpreseInteressi moratori

Nelricorso per Cassazione, il datore di lavoro lamentava la violazione dell’articolo 116 della Legge n.388/2000 (regimesanzionatorio per i soggetti che nonprovvedono, entro il termine stabilito, al pagamento di contributi o premidovuti alle gestioni previdenziali e assistenziali o vi provvedono in misurainferiore al dovuto), in quanto assumeva che il giudice di primo grado non contemplasseil pagamento degli interessi ma solo dei contributi omessi e dellesanzioni. Secondo gli Ermellini, tuttavia, sulla somma azionata tramite la cartella esattoriale spettavanoper legge gli interessi moratori a causa dell’omesso versamento delle differenze contributive.

=> Stipendi non pagati: tutele e diritti deilavoratori

Comela stessa Corte ha già avuto modo di statuire (Cass. Sez. Lav. n. 7229 del 2dicembre 1983):

«La somma aggiuntiva dovuta comeconseguenza automatica del mancato tempestivo pagamento dei contributiprevidenziali ex art. 111 del R.d.l. 4 ottobre 1935 n. 1827 costituisce unasanzione civile che, pur avendo la funzione di risarcire in misurapredeterminata dalla legge, con presunzione iuris et de iure, il dannocagionato all’istituto assicuratore, dà luogo ad un debito che si compenetra conquello concernente l’obbligazione contributiva ed assume anche esso lecaratteristiche di somma capitale, con la conseguenza che sull’intera somma,così dovuta in dipendenza dell’inadempimento di tali obbligazioni, spettanoall’istituto assicuratore gli interessi moratori nella misura legale.»

=> Contratti aziendali: guida ai diritti deilavoratoriObblighi del datore di lavoro

Inaltre sedi, la stessa Cassazione aveva avuto già modo di affermare che in temadiprevidenza sociale, l’obbligo del versamento di una somma aggiuntiva,pari all’importo dei contributi dovuti, è consequenziale al mancato o alritardato pagamento dei contributi stessi, e il credito correlativo dell’INPSsorge automaticamente alla scadenza del terminelegale per il pagamentodel debito contributivo.

«La scelta esercitata dall’istituto fra lariscossione degli interessi moratori e il pagamento delle sanzioni civili,sottoposta alla condizione del pagamento dei contributi, oppure degli interessidi mora, nel termine prescritto o assegnato, perde ogni efficacia, ove lacondizione non si verifichi, sicchè, in tal caso, il datore di lavoro èobbligato al pagamento, oltre che dei contributi omessi, degli interessi dimora e delle sanzioni aggiuntive” (Cass. Sez. Lav. n. 2480 del 24 aprile1981)».

=> Niente contributi? Sanzioni cumulabili

LaCassazione ha così rigettato  il ricorso del datore con laconseguente condanna al pagamento delle speseprocessuali

 
 
 

A SAN FELE DIBATTITO SUL PAESAGGIO DELL’ACQUA

Post n°318 pubblicato il 20 Settembre 2015 da iusprecari
 

Avvicinare la cittadinanza al proprio patrimonio naturale, favorendo i processi di educazione alla sostenibilità nel viaggio dell’acqua, per favorire la conoscenza e le potenzialità della risorsa idrica di cui è così ricca la Basilicata. Se ne è discusso oggi a San Fele in un seminario dal titolo “Paesaggi d’acqua. San Fele, cascate e antichi mulini sul Torrente Bradano”, organizzato congiuntamente dai Dipartimenti regionali all’Ambiente e alle Politiche Agricole della Regione Basilicata con la collaborazione del Comune e della Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio della Basilicata in occasione delle Giornate europee del Patrimonio. Un appuntamento quello di oggi, che rientra nella quarta edizione del programma “E..state nei Parchi #percorsid’acqua” del Dipartimento Ambiente sostenuto attraverso Epos e che ha visto la sinergia del Dipartimento Politiche Agricole attraverso il programma “La Basilicata da Expo ai Territori”. I lavori della giornata sono stati aperti dal sindaco di San Fele Donato Sperduto, che ha ringraziato per l’impegno, la Regione, la Soprintendenza e quanti lavorano nella conservazione e valorizzazione del territorio . “Una giornata importante – ha detto – perché dobbiamo tramandare alle nuove generazioni la valorizzazione e la tutela dei nostri beni, in primis delle cascate, ma anche dei muli, dei nostri santuari”. Le tracce della grande industria dei mulini nell’800’, e la volontà di recuperarne la storia, al centro del dibattito di fronte a una platea di studenti e di cittadini. Se oggi le cascate di San Fele sono fruibili ai turisti il merito è dell’associazione locale presieduta da Michele Sperduto “U uattenniere”. Salutando l’iniziativa il presidente dell’associazione ha ripercorso le tappe di quel che rappresentano oggi le cascate per la comunità di San Fele, ricordando l’impegno profuso da tutta la cittadinanza. Il nome dell’associazione è la trasposizione dialettale di “gualchiera” la macchina utilizzata in antichi opifici costruiti a ridosso delle cascate. L’edificio della Gualchiera di San Fele, seppure allo stato di rudere, è stato riconosciuto come “bene culturale” di interesse storico, ambientale ed etnoantropologico. L’obiettivo è reperire risorse per farne un’attrazione turistica. Giovanni Oliva direttore generale del Dipartimento Politiche Agricole e Forestali, ha sottolineato il lavoro portato avanti con “ Expo ai territori”, che mira a far si che l’evento milanese non sia fine a se stesso bensì che ci sia un ritorno per la Basilicata. “Un progetto che ha rivoluzionato anche la mappatura degli itinerari turistici dell’intera regione – ha sottolineato Oliva - oltre che cartellonistica con standard europei. Queste le motivazioni che hanno spinto il dipartimento Politiche Agricole a fare squadra con quello dell’Ambiente sulla tematica dell’acqua, di cui è così ricca la Basilicata. Oliva ha ricordato anche le diverse misure previste con la prossima programmazione del Psr che ben si inseriscono con le ambizioni di restauro degli antichi mulini. La misura 323 permetterà ai Comuni di presentare progetti di restauro dei luoghi con una certa rilevanza per l'agricoltura, attraverso la quale sarà possibile ottenere fino a 250mila euro a fondo perduto. A portare i saluti del capo di Gabinetto del Mibact Giampaolo D’Andrea, assente per impegni isitituzionali, Leonardo Nardella da qualche giorno insediatosi nella Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Basilicata. A seguire gli interventi di Francesco Canestrini della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Basilicata , di Mauruzio Lazzari del Cnr e di Agnese Ricignano architetto di San Fele. A chiudere i lavori, portando i saluti dell’assessore all’Ambiente Aldo Berlinguer, il dirigente dell’Ufficio Parchi, Biodiversità e tutela della Natura Francesco Ricciardi., il quale sottolineando il lavoro che si sta facendo per la costituzione del Parco regionale del Vulture. “Oltre alla costituzione del Parco che potrà mettere in moto l’economia,- ha evidenziato - bisognerà lavorare come in questo caso per messa in sicurezza delle cascate, e per mettere in campo nuove iniziative artigianali, perché oggi il turista vuole conoscere il territorio. Apprezzando il lavoro fatto dall’associazione per rendere fruibili le cascate, consentendone l’accesso anche anche ai disabili, ha evidenziato le occasioni offerte con la nuova programmazione comunitaria. “Sarà importante la fase di programmazione, ha concluso, affinché San Fele possa cogliere l’opportunità del restauro del mulino. Per la Basilicata, regione dai piccoli numeri è una sfida sull’attrattività, ma potremo farcela, inserendo tutte le attrazioni in specifici itinerari come è già accaduto per il Volo dell’Angelo”

 
 
 

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