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XV - Sfida -

Post n°49 pubblicato il 17 Maggio 2011 da mdb1622
 

"Ho sempre pensato fossi determinata".

 

Sera. Ancora notte. Arriva il solito squillo anonimo.

Da lontano un cenno. E' lì a due passi da lei. Ancora a due passi da lei. La cerca. L'ha trovata. "Tenente quando vuole dia il segnale" .

Cammina, spedita, verso lo stesso luogo in cui venne aggredita.

Scorge una figura nascosta. Due passi dalla panchina. Attorno una luce sottile avvolta dalla nebbia, infreddolita, d'inverno. E' notte. Lei va avanti. Non si ferma. 

"Tenente ci riceve?", risponde affermativamente con un impulso silenzioso che arriva all'altro capo del contatto radio. 

Sente finalmente dei rumori. Non si ferma. Lui è già dietro di lei. Dopo mesi di chiamate anonime,frasi cariche di odio, sospiri e messaggi di vendetta, è lì. 

"So chi sei, e non mi fai paura. I tuoi amici non ti salveranno. Fermati tenente!".

 

 

 

 
 
 

XIV - Nessuna risposta -

Guarda il display. Continua a lampeggiare quel nome. Apre lo sportello. Accende. Guarda ancora quel display. Frena d'un colpo. Il passante la guarda storto. 

Risponde. Ed era meglio non farlo.

Adesso ha un appuntamento. Soltanto poco dopo capirà tutto. 

Adesso è confusa. Si sente sola. Quella solitudine che adesso non cerca.

Vorrebbe essere avvolta dal suo uomo.

Gira per le strade della città. I semafori che lampeggiano, le coppie che fuggono velocemente. Gira attorno a un punto fisso dell'universo, nascosto chissà dove. 

Il tempo scorre.

Da lontano un auto ferma l'aspetta.

"Giura fedeltà alla Patria Tenente?" , ancora quelle parole tra i suoi pensieri.  

Ancora una risposta a quella domanda.

 
 
 

XIII - Squilli -

Post n°47 pubblicato il 16 Aprile 2011 da mdb1622
 

Lasciare che le cose corrano da sole. Lasciarle lì e basta, senza alcuna spiegazione. Nessuna voglia di parlare. "Giulia, mi senti?" , "Giulia mi ami?", "Giulia guardami!" . E non si ferma, la prende per un braccio, per un attimo dimentica di essere un tipo mite. Lei, tuttavia, rimane quasi assente. Ancora quell'uomo. Ancora quelle stanze rivestite di immensa ricchezza. 

"Sparisci all'improvviso, poi mi chiami, mi cerchi e adesso tutta la serata senza dire niente"

Poi però lo guarda. "Andiamo a fare l'amore" . Lui rimane sbigottito. E' stordito, nessun suono del mondo attorno arriva alle sue orecchie. 

"Giulia come cazzo sei fatta?" pensa fra se, per poi guardarla dritta negli occhi.

"No Giulia, mi dispiace, sono confuso".

La lascia così. Senza dire altro.  

Senza dire altro.

Poi ancora uno squillo. Un interminabile squillo. 

 

 

 
 
 

pau()se

Lungo sponda del mare. Sembra senza alcun senso, per me, per lei.. A lei non importa. Guarda ciò che ha appena attraversato. Tutto cancellato. I suoi passi sono spariti. Soltanto la percezione dell'umido. Della sponda. Dell'onda. Del mare. Accarezza la brezza. Freschezza. Missione compiuta. "Compiuta?" , domande incompiute. "Giulia, dove sei?". Ancora quel messaggio. Giulia adesso è un pò sola. Con il suo mare. Il suo grande amore. Colui che cancella il suo passato. "Giulia dove sei?" te lo chiedo anch'io che ti scrivo. Anch'io ti ho persa. Adesso ti rivedo passeggiare in quella battigia e insieme a te respiro. Mare. Freschezza.

Missione compiuta? Non ancora Giulia. Qualcuno ti sta aspettando.

Ancora un pò e passerai come le orme, nel mare, della mia scrittura.

 

 

Piccola nota dell'autore del blog: Mi scuso per la lunga pausa tra il post precedente e quest'ultimo, dovuto all'impegno per la stesura di soggetti teatrali.

 
 
 

XII - 4/4 -

Post n°45 pubblicato il 15 Dicembre 2010 da mdb1622
 

A volte sembra che le vicende ci mettono lì, apposta, quasi fosse un orologio che girando le lancette torna sempre allo stesso punto. Stesso punto. Diversa ora. Diverso giorno. Diversi momenti. Sembra addirittura di rivivere delle sensazioni mai vissute. Eppure scommetteresti che certi luoghi, certe persone, certe non so cosa, le hai già vissute. Lancette d'orologio.

Giulia, adesso è dentro quelle villa. Ed è notte. Dentro quella villa lussuosa carica di penombre. Deve assistere all'atto finale. Deve esserne lei a decretarne la fine. In 4/4 come una sinfonia senza contrattempi deve mantenere il tempo e scandire le ore dei diversi musicisti che, silenziosamente, suoneranno al suo tocco.

Una bacchetta per dirigere una melodia nascosta.

Eppure, Giulia, quei luoghi sembra conoscerli da sempre senza essere mai stata lì.

 

 
 
 

Incursione - XI -

Post n°44 pubblicato il 02 Dicembre 2010 da mdb1622
 

Sale una scalinata. E' accompagnata dai due. Una porta che sembra inviolabile. I due fanno un commento in lingua straniera. Lei capisce. Non sorride. Non ne ha voglia. Anzi, si distrae per un attimo. E rivede quell'uomo che la sta amando, che la sta aspettando nascosto, in macchina, sotto casa sua. Usa così. Passa ore ad aspettarla. "Ascolto musica, mi rilassa" e poi un sorriso intenso rivolto a lei. Un sorriso e una pazienza che la stanno conquistando. Lei però si è imposta di non avere nessuna "storia". Soltanto la parola già le da fastidio.

Un lungo tappeto è dinanzi a lei. Un odore di fumo le viene incontro. Luci soffuse e lusso esagerato la circondano. Gli uomini le stanno ancora attorno. Si fermano. Uno apre una porta. Entra.

Da una scrivania, anche lei in penombra, arriva una voce, nascosta da una poltrona che le dà le spalle:

"Finalmente" .

Lei risponde uguale, sottovoce, impercettibilmente.

La porta si chiude alle sue spalle.

Adesso è sola.

Con lui. 

 
 
 

Ancora 21

Post n°43 pubblicato il 25 Novembre 2010 da mdb1622
 

L'accompagnano in silenzio. Un tratto, confusa tra gli alberi, alti, cupi, mossi da un vento che incomincia ad essere persistente. Ad un tratto appare tutto come susseguito da segni indecifrabili. In fondo lei è stanca delle apparenze, dei segnali, dei nascondimenti. "Generale, avrei..." . Interrotta. "Sò cosa vuole tenente" . Dopo, appena dopo, il silenzio in quel discorso fatto appena 2 giorni fa.

Adesso è lì, accompagnata da due uomini mentre un terzo l'aspetta con ansia.

La villa appare immensa. Circondata nei dettagli da forze armate private. Telecamere e un elicottoro pronto per volare chissà dove.

Chiude gli occhi. Ad un tratto, vola senz'ali. "Lo giuro!". Quel grido fiero fatto in piazza d'armi. Si sente tradita, per un istante, da emozioni immense e ribelli. Trattiene il fiato.

Dopo ritorna alla realtà. Al freddo pungente dell'esterno si sovrappone un caldo avvolgente. E' , ancora più in la, dentro.

 

 

 

 

 

 
 
 

Depistaggi -X-

Post n°42 pubblicato il 22 Novembre 2010 da mdb1622
 

 

“Si: è partita” . “Un po' in anticipo”. “Lei è così, imprevedibile”. “Finalmente, tra poco è con noi!” . Sfuma il fumo dalla bocca, tra i baffi di un uomo alto e altezzoso. Sono tre, si guardano, sorseggiano, dentro quell'atmosfera carica di semibuio e penombre. Sembra l'area giusta per sordire delle cospirazioni. Quel che sembra, però, non è detto che sia.

Scende dalla macchina. Si apre un cancello. Due uomini l'attendono.

Poi una voce. “Mi ricevi?” . Un passo, un solo passo e lei è dentro.

Fin troppo.

 
 
 

Squilli -IX-

Post n°41 pubblicato il 17 Novembre 2010 da mdb1622
 

Squilla assordante. Non capisce, è ancora immersa nel sonno. Stava sognando quella spiaggia e quell'aria di mare fresco che adesso le manca. E tanto. Si rimette sotto il cuscino, avvolta nelle lenzuala. Blu intense dal colore vivo e penetrante. Indossa soltanto una maglietta bianca. Poi niente. Le piace dormire libera. A molti piacerebbe "partecipare" , di quella libertà.

Risponde. La voce dall'altro lato sospira: "Allora ti aspettiamo tra un quarto d'ora" .

E' già sotto la doccia, si asciuga. La chiamano ancora. "Amore dai, rispondi perchè fai così, tanto lo so che sei lì e stai sorridendo".

E' vero, sorride e ha lasciato che si attivase quella voce della segreteria telefonica per trovare il gusto di sentirlo più volte quell'uomo che, forse, sentiva incominciare ad essere importante per lei.

Si prepara un caffè, guarda da lontano, dietro i riflessi della finestra, la città che ancora dorme.

Lei è sveglia. E non è la sola.

 
 
 

Fuga -VIII-

Post n°40 pubblicato il 17 Novembre 2010 da mdb1622
 

Sfreccia veloce insieme alla linea mediana della strada. Non si guardano. Giulia sa che domani l'affronta un giorno decisivo per le sue indagini.

"Tenente, si fermi la prego" . Il suo interlocutore sembra stanco, provato. Lei non si ferma, va avanti, poi un casolare. Spegne i fari della sua auto.

"Tenente, ho paura"

"Stai tranquillo"

"Come faccio ad esserlo"

"Come hai fatto fino ad ora"

"Tenente, non lo sono mai stato. E lei lo sa"

"Vai, scendi, entra in questo casolare"

"Mi accompagni lei"

"Vai tranquillo".

L'uomo la guarda. Le stringe forte la mano. Poi scende e sparisce dietro il casolare.

Un'altra auto accende il motore. Rumore slittante di copertoni e poi via veloce, lontano.

 

 
 
 
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Un blog di: mdb1622
Data di creazione: 21/09/2007
 

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