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Creato da attiduequattro il 19/04/2008

attiduequattro

Cristo è la Via

UN PO' DI "INUTILE" ME

E' finita la ricerca. Ora inizia la vita. Ho fatto una scelta controcorrente, ho scelto il debole, il povero, il senza tetto, il condannato: GESU'! Ed ho scoperto che "quelli che hanno messo sottosopra il mondo" sono proprio quelli che lo seguono.


Puoi conoscere qualcosa di più di me su scegligesu.com


www.la-bibbia.it parla di me. leggilo ora


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"Quello che io vi dico nelle tenebre, ditelo nella luce; e quello che udite dettovi all'orecchio, predicatelo sui tetti” (Matteo 10:27)     

Quello che di sensato e buono riusciamo a dire pubblicamente è soltanto frutto di una comunione intima e segreta con Gesù. Il valore delle nostre parole è dato unicamente da quello che lo Spirito Santo ci suggerisce nel “segreto della nostra cameretta”. Le nostre parole possono ferire o lenire le ferite, possono consolare o turbare i cuori, possono essere di edificazione o abbattere gli spiriti. Tutto dipende da quello che abbiamo imparato a udire nel nascondimento della nostra comunione con Dio: se il nostro cuore è ricolmo della Parola di Dio, della virtù del Suo Spirito, allora potranno scaturire dalle nostre labbra parole che fanno trasparire il carattere e il pensiero di Cristo. La Sua compagnia influenzerà il nostro linguaggio oltre che il nostro atteggiamento. Vogliamo essere saggi? facciamo una cosa semplice: preoccupiamoci di ripetere quello che lo Spirito Santo ci suggerisce all’orecchio, non aggiungiamo altro, rischieremmo soltanto di fare danni, ma se la compagnia di Gesù, se l’esserci ritirati in disparte con Lui ispira il nostro parlare, allora non esitiamo ad aprir bocca perché faremo soltanto riverberare la Sua voce. Prima di parlare in pubblico, però, stiamo in privato con Gesù

www.evangelo.it

 

 

Fortificati e compòrtati da uomo! (I Re 2:2)

Post n°85 pubblicato il 20 Giugno 2009 da attiduequattro
 

Risuona strano sentir Davide parlare con questi termini. L'uomo di Dio, il piccolo pastorello che sapeva indignarsiper le offese dirette al suo Dio incoraggia Salomone a "compotarsi da uomo". Volendo applicare queste parole alla nostra società, agli insegnamenti che la cultura di impone e al comune pensare di questi giorni, tutto si può dire tranne che di aver a che fare con qualcosa di cristiano.

Davide: "Io m'incammino per la via di tutti gli abitanti della terra". La morte è un sentiero che dobbiamo tutti calpestare. Buoni e cattivi. Pii ed empi. Uomini e donne. Santi e non. Padri e Figli. Madri e figlie. Suocere e nuore (per elencare le divisioni prodotte da Gesù. Magari leggile in Luca 12). E così, Davide, l'uomo dal cuore di Dio, assicura Salomone suo figlio, di essersi incamminato sul quel sentiero lì...
E, sul principio della sua testimonianza il Re, incoraggia il figlio a "comportarsi da uomo".

Cosa è comportasi da uomo.
Secondo le regole di oggi, comportarsi da uomo è l'insieme di tanti atteggiamenti che dovrebbero produrre una personalità o un idea. Magari, tante volte, dovrai far finta di quella o di quell'altra cosa. Qualche altra ancora, dovrai nascondere un pezzo della verità. Qualche altra volta ancora dovrai schierarti da una parte o dall'altra. Ma è così?

Comportasi da uomo, altre volte significa passare su alcuni principi, dimostrare di essere furbo, dimostrare di essere forte, dimostrare di valere qualcosa, dimostrare di aver il pugno duro, dimostrare di aver il principio. Ma è così?

Comportarsi da uomo, altre volte implica che tu scenda a compressi ora con tizio ed ora con caio. Significa vendere o mercizzare un'idea, una posizione, un pensiero. Altre volte ancora significa mostrare un lato falso di te. Altre volte dovrai girarti per non vedere. Ma è così?

Comportarsi da uomo, potrebbe significare stare sulla linea di mezzavia, così da tenere un piede di qui ed uno di là. Altre volte, invece, significa imparare ad incassare per poi ripartire. Significa schivare fino a quando puoi ma quando ti tocca sferrare, significa fare centro con potenza. Ma è così?

Comportarsi da uomo, oggi ha cambiato un po' il verso senso di quello che è.

A me piace questa definizione di comportasi da uomo: "Osserva quello che il Signore, il tuo Dio, ti ha comandato d'osservare, camminando nelle sue ie e mettendo in pratica le sue leggi, i suoi comandamenti, i suoi precetti, i suoi insegnamenti, come sta scritto nella Legge di Mosè, perchè tu riesca in tutto in quello farai e dovunque tu tu volga, (I Re 2:3, 4)

Ecco secondo Davide e soprattutto secondo lo Spirito Santo, cos'è comportarsi da uomo.

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Certe volte siamo chiamati a comportarci da uomini, soprattutto quando bisogna perdonare, pregare, intercede, amare, donarsi, comprendere.
Signore, abbi pietà di noi, pechè non sappiamo comportarci da uomini e donaci sempre di più uno Spirito di rivelazione affinchè possiamo imparare dall'uomo perfetto: Gesù!

 
 
 

Evangelizzazione

Post n°84 pubblicato il 26 Aprile 2009 da attiduequattro

Nel Vangelo di Luca, capitolo 12 dal versetto 49 al 53, Gesù ci mostra il template (duro da accettare) di tante evangelizzazioni. Durante lo scontro, durante la divisione, quando qualcuno è contro di te allora devi mostrare l'amore che serve. E quell'amore - utile - non è il tuo. Gesù ci mostra, con disarmante semplicità, che il tuo primo amore deve essere quello per Lui. Quando riuscirai a mettere in secondo piano gli altri amori allora avrai salito lo step necessario per amare. Sopporta la divisione. Sii coerente con chi ti è contro. Certo, sono divisioni e contrasti molto intimi, ma se la tua intimità è maggiore di quella carnale e sei intimo con Gesù, allora anche la divisione e il constrasto saranno piccola cosa da superare.

C'è un'altra piccola considerazione che voglio condividere con te. E' la grandezza dell'amore di Gesù. E' così che grande che avvolge tutti gli altri. Li avvolge. Allora, sei sei diviso con, e se sei contro con, ama di più Gesù, e il suo amore avvolgerà tutti.

Per capire fino in fondo quello che voglio dire è consigliabile la lettura del passo bibilico Luca 12:49-53.

 
 
 

Isabella

Post n°83 pubblicato il 26 Aprile 2009 da attiduequattro
 

--- da attiduequattro cartaceo ---

Isabella

Sul tavolino del bar c'erano, aperti alla meno peggio, gli scatoli colorati della bambola. Come al solito ingombranti. Sono grandi e difficili da aprire, gli scatoli dei giocattoli.
Seduta sulla sedia, senza neanche tanta luce, Isabella giocava con il suo regalo. Si è alzata due o tre volte, ha fatto un po' di rumore. La plastica trasparente l'ha tradita. L'aria si è riempieta di un brutto "Isabè....".
Un'Isabè che è risuonato triste, volgare, brutto, cattivo. Senza amore.
Erano da poco passate le 16 di martedì pomeriggio scorso. Non avevo pranzato e dovevo tornare in redazione dopo aver tenuto la lezione al corso "Reporters on line" della Scuola Media di Barano (i miei ragazzi sono bravissimi!). Un cornetto ed un caffè al volo per cominciare un altro lungo pomeriggio di lavoro. E in tutto questo, Isabella, sola, giocava con la sua bambola, nel bar, un po' al buio. Perchè? E' tragico rispondere ad Isabella. E' tragico rispondere a questo "perchè?".
Isabella giocava al bar, sola ed un po' a buio perchè la mamma (o la zia, o la tata, o qualsiasi altro tipo di brutta persona che l'aveva in cura) giocava al videopoker. Giocava al videopoker.
Se la pressione non è ancora arrivata a 1000 è giusto che ti ripeto quello che è  successo. Isabella giocava al bar, sola ed un po' al buio perchè chi doveva prendersi cura di lei giocava al videopoker. Ecco il frutto di una società (di un mondo) che non sceglie più. Mentre, da una parte ci liberiamo di pregiudizi e di attitudini sbagliate, dall'altra parte, senza pronunciare la più che minima voce di protesta accettiamo legacci squallidi, sporchi, cattivi, bugiardi, assassini, bastardi, peccanti. Sì, viviamo in un mondo che ha smesso di scegliere e che subisce le prepotenze silenziose di questa società multipericolosa.
Ci facciamo dominare da una mediocrità ipocrita che non ha rispetto per nessuno. Ma che, nella sua cieca ipocrisa, richiede rispetto per tutti. E' un concetto, talmente ipocrita, che ci tiene legati a principi assurdi. Abbiamo smesso di scegliere. E siamo complici di quella brutta persona che ha lasciato Isabella giocare al bar, sola e anche un po' al buio.
Qualcuno dirà che la "brutta persona"  era libera di giocare al videopoker, che è consentito dalla legge, che - magari - è un suo diritto. E con lo stesso principio di libertà io posso considerarla una brutta persona. Con lo stesso principio di libertà posso allontanare da me tutti gli amici che giocano alle "macchinette". Con lo stesso principio di libertà, posso "poco-considerarli".
Con lo stesso principio di libertà che permette ad uomini e donne di poter sperperare in poche ore lo stipendio di un mese di lavoro (conosco personalmente persone che sono affette da questa sindrome da macchinetta) posso scegliere di stare contro a quelli che giocano alle macchinette. Non sto contro alle macchinette (che da sole non fanno male a nessuna Isabella), sono contro quelli che ci giocano. E' una mia scelta!
Se cominciassimo, tutti insieme, a riconsiderare cosa è male e cosa è bene, forse avremmo una società con i contrasti molto forti, è vero, ma libera da quel mediocre grigio ipocrita per omologa tutto e che rende confuso il limite. Isabella non può giocare al bar, sola e un po' al buio...

 
 
 

Cristo fa la differenza!

Post n°82 pubblicato il 17 Aprile 2009 da attiduequattro
 

E' realtà, purtroppo. Una triste realtà a cui molti non vogliono piegarsi. In venti secondi sono svaniti i sogni di una vita; sacrifici, risparmi, lavoro, tutto inutile! Li vedi girare nel campo con un fare stralunato, occhi inebetiti dal dolore, che non hanno più lacrime da versare.

Chi ieri aveva tutto e non apprezzava nulla, oggi afferra un tubetto di dentifricio, un pacchetto di fazzolettini, come un tesoro inestimabile. Le cose comuni nella vita "normale", ora diventano un bene indispensabile. C'è qualcuno che può aiutare?

I gazebo delle Assemblee di Dio in Italia, proprio in mezzo al campo principale della Protezione Civile all'Aquila, sono il segno di un vero miracolo. La loro permanenza là in mezzo, come un faro di speranza in una notte tetra, è dovuto semplicemente al tempismo con cui sono stati eretti dai solerti studenti dell'Istituto Biblico Italiano o c'è un piano in tutto questo? Nel prospetto della Protezione Civile, le centinaia di tende sono identificate con freddi numeri, quei tre gazebo bianchi, no! Sono la "tenda evangelica". Con le dovute differenze, è una sorta di tabernacolo nel deserto. La nostra identità non è un numero, ma testimonianza efficace; non pura organizzazione, ma organismo vivente.

Che strano fenomeno, ma più frequente di quanto si creda: c'è la corsa all'accaparramento di beni in quantità, da parte di alcuni, mentre altri vorrebbero passare alla larga e non hanno il coraggio di chiedere nulla. E' troppo per chi è abituato a vivere con dignità e ora è costretto a dipendere dagli altri. Bisogna costringerli ad accettare; ringraziano in lacrime. Siamo letteralmente sommersi dall'incontenibile generosità del popolo di Dio che è evidenza pratica di amore autentico; non mera filantropia dei benpensanti, ma la manifestazione concreta di Dio stesso tramite i Suoi figli.

C'è molto da fare e non sai a chi dar retta prima. Mentre ti affanni a distribuire quantità enormi di beni di prima necessità, non solo nel campo che è sotto i riflettori di tutto il mondo, ma anche nelle tendopoli più sperdute di paesi lontani, ti domandi cosa possa rappresentare questa goccia d'acqua in un mare di bisogno? Allora ti viene in mente la storia di quell'uomo che, camminando sulla spiaggia, afferrava le stelle marine e le gettava in mare. La marea le aveva sospinte, a migliaia, sulla sabbia e fuori dell'acqua, di lì a poco sarebbero morte. Qualcuno apostrofò quell'uomo così intento alla sua opera, dicendo: "Che differenza vuoi che faccia?" Lui raccolse un'altra stella marina e replicò: "Forse non farà differenza per le altre, ma per questa, si!" Così dicendo, la gettò in mare per ridarle la vita.

Sicuramente non cambieremo il mondo, ma una vita salvata da Cristo fa una grande differenza.

Eliseo Fragnito

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tratto da : http://www.assembleedidio.org/hp0001.php

 
 
 

Mi ristori l'anima (Salmo 23)

Post n°81 pubblicato il 29 Marzo 2009 da attiduequattro

Consideravo, al contrario, quello che è successo. Ed è stato diverso. Mentre il cuore si riempiva di quella pace inconfondibile che dona lo Spirito Santo, pensavo a come sarebbe stata umana la mia reazione. Nonostante l'esperienza cristiana, sarebbe stata una reazione umana. Il pianto si sarebbe alternato con un senso di solitudine amara. Davanti alla morte non so come avrei reagito, ma è andata diversamente. Mentre il mondo attorno a me piangeva la scomparsa di mio padre. Sono stato diverso. Nella Sua bontà senza limiti, ho gustato il dolce della benedizione tra l'amaro della vita. Sono stato "fortunato". Il Signore, nella sua immensa bontà, mi ha concesso di sperimentarlo.

Non ho parte alcuna, mi sento estraneo a me stesso e ancora più bisgnoso dell'azione di Dio Spirito Santo, della sua guida, del suo conforto, della sua vicinanza, della sua presenza, del suo consiglio, della sua potenza.
Gesù ci ha detto che Lui "ci guiderà in tutta la verità". Tutta. E sono fedeli.

 
 
 
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VÀ, PRENDI

Và, prendi le acque dell'oceano e contane le gocce, và conta i granelli del lido del mare e quando avrai compiuto tutto questo, non potrai ugualmente sapere quanto Gesù ti ami! Egli ti amava perfino quando prevedeva il tuo peccato. Ti amava con la conoscenza di quella che sarebbe stata la tua iniquità. E non di meno ti ama ora.

C.H. Spurgeon