Creato da biangege il 29/12/2009

Bian e Gege

I diari di viaggio di due mototuristi

 

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25 aprile 2011: Mergozzo e Vogogna (VB)

Post n°14 pubblicato il 26 Aprile 2011 da biangege
 

La galleria fotografica

Weekend di Pasqua a ostacoli... la pioggia del sabato mattina ha spento le nostre velleità di fare un tranquillo giro sin dal mattino con Mara e Alfio tra i borghi del Pavese, tanto per farli riprendere dal tour di due settimane fa... poi un sopraggiunto impegno familiare ci ha blindato il pomeriggio che avrebbe volto al sereno. La domenica, invito a pranzo da parte dei suoceri, nel consueto ristorante vicino a casa, dove però il servizio è stato gestito con tempi da pranzo nuziale, seduti alle 12.45, alzati alle 16... non se ne poteva più... e la giornata di cielo abbastanza sereno è sfumata.

Lunedì di Pasquetta, festa della Liberazione... la Gegeniglia lavorava ma c'era lo spazio per il giretto pomeridiano. Uno sguardo al forum AHD dove avevamo già addocchiato un thread ci fa propendere per il lago di Mergozzo, dove punterà un gruppo di deauvillers giandujotti con previsione di colazione al sacco. Una telefonata a Freeride e si ipotizza un giro pomeridiano in Val Vigezzo con ritorno dalla Val Canobbina. Prepariamo i panini e alle 11.30 siano sulla tangenziale, quindi A8 (trafficatissima!!!) e A26 con uscita a Carpugnino per scendere a Stresa e percorrere un po' di lago Maggiore, fino ad arrivare a Verbania e deviare per Mergozzo sulla vecchia strada che costeggia il laghetto (detesto la quattrocorsie della val d'Ossola).

Mergozzo è un piacevole paesino discosto dalle grandi rotte di traffico che mantiene una certa frequentazione di turisti alla ricerca di tranquillità, anche da parte dei motard. Bandiera Arancione del TCI, vanta una Parrocchiale dedicata all'Assunta con porticato seicentesco che ospita la Via Crucis.

Arriviamo alle 12.45 e parcheggiamo accanto all'Olmo monumentale che orna la piazza: nessuna chiamata o messaggio nel cellulare, quindi esploriamo il paese addentrandoci nei vicoli, scoprendo angolini nascosti e percorrendo il lungolago su cui prospettano case multicolori... un'ora dopo diamo i giandujotti per dispersi e ci accingiamo a consumare la nostra colazione su una panchina. Alle 14, mentre finiamo la colazione, arriva la telefonata di Freeride: in sei su quattro moto (due Dee), dopo essere arrivati dalla pianura alla val d'Ossola percorrendo nel loro giro la Valle Mosso e parte della Zegna, hanno appena parcheggiato e devono rifocillarsi con panini portati da casa e pizze comprate in loco.

Ecco, nella foto di Marco "Freeride". in prima fila da sx Fulvio "Hondedei", Laura e Manuela, in seconda fila (esclusa la signora "in dolce attesa") Antonio "Bianconiglio", Agnese "Gegeniglia", Enzo e Gianni (o Gianni ed Enzo? oddio...)

Dopo le chiacchiere, il gelato e il caffè si sono fatte le 15, e l'idea di percorrere in gruppo la Val Vigezzo con un rientro previsto per per 17 a Verbania (contando soste foto e visite) si spegne. Ci accomiatiamo e decidiamo di proseguire, mentre loro torneranno indietro. Partiti a velocità turistica per la vecchia strada a risalire la valle, dopo neanche venti minuti incontriamo la pioggia poco prima di Domodossola: invertiamo la marcia e, considerando che il vento spira da valle a monte, ipotizziamo che le nuvole stiano "su", in alta valle. Decidiamo allora di fermarci per la visita di Vogogna, incontrato strada facendo.

Vogogna è annoverato tra i Borghi più belli d'Italia grazie al sapiente recupero, avvenuto nel 2005, del centro storico e del castello Visconteo, collegati da strade acciottolate. Visitiamo il castello, che ospita una mostra sull'"Evoluzione del soldato" dai Romani al XX secolo, mentre fuori si scatena un bell'acquazzone. Al termine della visita, tre quarti d'ora dopo, ha smesso di piovere e si alza un'umidità soffocante.

Torniamo verso valle con l'intenzione di traghettare da Intra a Laveno per evitare sia la SS33 lungolago che la A26. All'imbarcadero c'è una coda di un'ora e mezza... per le auto: un gentile addetto ci segnala di andare direttamente alla biglietteria perchè viene data la precedenza a tre-cinque moto su ogni traghetto. Il tempo di fare il biglietto e possiamo imbarcarci. Il vento spira molto teso, l'acqua sembra stagno fuso e il cielo sopra Laveno è plumbeo. Alle 18, non appena il traghetto attracca al pontile... si aprono le cateratte del cielo. Guadagnamo in un batter d'occhio una pensilina fuori della stazione FNM per poter indossare le tute anti-acqua al coperto, mentre un biker su Harley si rifugia dentro la stazione. Percorriamo il tratto tra Laveno e Varese sotto la pioggia, poi guadagnamo l'autostrada e il tempo migliora. Alle 19.30 siamo in box, comunque soddisfatti

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