Creato da biangege il 29/12/2009

Bian e Gege

I diari di viaggio di due mototuristi

 

21 settembre 2019: la Strada della Forra

Post n°256 pubblicato il 22 Settembre 2019 da biangege

 
 
 

14 settembre 2019: non solo Panoramica Zegna

Post n°255 pubblicato il 22 Settembre 2019 da biangege

 
 
 

14 agosto 2019: quasi un Circuito del Lario

Post n°254 pubblicato il 19 Agosto 2019 da biangege
 

Voglia di moto, limitata sinora dal troppo caldo, e voglia di collaudare i nuovi giubbotti (giubbetti?) Spidi Tech Net.Mesh più-che-aerati, partiamo nel primo pomeriggio per una duecentina di km tranquilli, su strade e per località ben note ma che vale la pena visitare ogni tanto.

SS36 fino a Valmadrera, poco prima di Lecco, poi l'ombrosa e deserta SP583 che risale la sponda sinistra di "quel ramo del lago di Como" fino a Bellagio, dove la Y rovesciata del lago si biforca.

A Bellagio la musica cambia, colonna di auto e bus, parcheggi pieni, gente in giro: compiamo l'anello a senso unico per uscire e ci infiliamo su per la SP41, la "Valassina" dal nome della valle che ha Asso per abitato principale. ci infiliamo "su" perchè questa strada è, come tante, molto più divertente in salita che in discesa.

In frazione Chevrio ecco l'indicazione che cerchiamo, il ristorante Baita Belvedere in località belvedere Makallè: da qui si gode il panorama del ramo nord del lago... o meglio si godrebbe, perchè la vista la si apprezza solo dalla terrazza del ristorante stesso o da una balconata raggiungibile per uno sterrato non molto ben tenuto che ci fa desistere.

Torniamo sui nostri passi e dopo pochi chilometri eccoci al Parco Bellavista di Civenna, bellissimo terrazzo che prospetta da 400 metri di dislivello sul lago, di fronte alle Grigne, e dove la vista spazia fino a Lecco. Parcheggiamo nello spazio dedicato alle moto e ci godiamo il panorama: qui sorge il monumento che ricorda i motociclisti caduti, luogo di una commemorazione che si tiene ogni 1° novembre.

Ripresa la strada sempre verso sud attraversiamo al volo il Passo del Ghisallo (754 m) di ciclistica fama e scendiamo verso Asso. Se ci arrivassimo, una deviazione sulla SP46 ci farebbe completare il Circuito del Lario ma, superata Lasnigo con la bellissima chiesa di Sant'Alessandro che obbliga la strada a piegarsi intorno alla sua collinetta, preferiamo svoltare sulla SP44 che sale alla Colma di Sormano, indugiando sull'anello Rezzago-Caglio-Sormano prima di giungere al valico a 1124 m presso l'Osservatorio Astronomico.

Da qui si gode un vasto panorama che anche nelle giornate non molto limpide arriva fino a Milano, i grattacieli dei quartieri Tre Torri e Porta Nuova sono ben distinguibiil a occhio nudo. Per i ciclisti, la Colma si raggiunge da Sormano tramite il famigerato "Muro", chiuso a ogni veicolo a motore e perfino ai ciclisti in discesa, per la sua elevata pendenza. Da qui si prosegue sotto lo sguardo del monte San Primo per il Pian del Tivano e la discesa fino alla riva del lago a Nesso.

Ormai siano sulla via del ritorno e a Torno (fa anche rima) iniziamo a trovare un po' di traffico incolonnato. Il Diavolo di mette lo zampino e all'ennesimo tiro di frizione, il trefolo si spezza lasciandoci a piedi. Niente paura! tessera FMI, chiamata al soccorso stradale, dopo un'ora un carro attrezzi ci recupera e ci lascia alla stazione ferroviaria di Como Nord, mentre Carpe Diem verrà portata alla più vicina officina BMW per la riparazione, che dovremo attendere visto che siamo nella settimana di ferragosto. Pazienza.

Giunti alla stazione e in attesa del treno, chi incontriamo? Il capostazione in servizio è una vecchia conoscenza, oltre che nostra, di tutti i lettori di Mototurismo quando viene pubblicato un articolo a firma "foto e testo di Ruben Milanesi e Dolores Roncolato"... eccoci qui, in un paio di foto di ben quindici anni fa...

Ruben, Antonio (Bian), Dolores e Agnese (Gege)

E così infine, con tre ore di ritardo sulla tabella di marcia, arriveremo a casa dopo aver girellato in moto, carri attrezzi, treno e metropolitana... più vario di così!!!

Ah, e i giubbotti? (giubbetti?)

Hanno fatto egregiamente il loro lavoro, è beffardo che la moto sia in riparazione e che la temperatura si stia abbassando...

La mappa

Le foto

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4 agosto 2019: Monte San Giorgio

Post n°253 pubblicato il 19 Agosto 2019 da biangege
 

Benchè transnazionale, il sito UNESCO di Monte San Giorgio, importante giacimento fossilifero, è tanto pubblicizzato in Italia (perlomeno nella provincia di Varese) quanto snobbato in Svizzera. In più mentre dal versante italiano ci sono indicazioni, centri visite e musei paleontologici, sembra che gli Elvetici lo considerino solo luogo di passeggiate raggiungibile in funivia da Brusino Arsizio. Noi ci siamo arrivati in moto.

La giornata è calda e i giubbotti OJ Desert a tre strati, anche se in versione estiva (solo starto esterno) fanno sudare anche (e  forse soprattutto) correndo sul nastro grigio dell'autostrada. Il recente tratto di A60 ci porta, un po' disorientati, al grande rondò a nord di Malnate e da qui puntiamo verso Viggiù, faticando un po' a trovare il valico doganale di Arzo, da cui per strada che si fa via via più tortuosa; ci sono piccoli musei anche lungo la strada, come a Meride (ma allora il sito non è poi così snobbato) ma di visitarli è meglio che se ne parli nella mezza stagione, ora arriviamo alla stazione a monte della funivia a Serpiano dove, dalla terrazza del ristorante, si gode di una bella vista sul lago Ceresio, verso Melide e Lugano. Pranzeremo, come altre volte nella Confederazione, con il piatto nazionale svizzero, il rösti.

Provocazione: di alberi non è che ne manchino, sfoltendone una cinquantina si vedrebbe la costa sud fin quasi a Ponte Tresa...

Lasciamo Serpiano tornando sui nostri passi fino a Viggiù per dirigerci a Porto Ceresio, fa caldo anche qui e un gelato non basta a rinfrescare. Come curiosità, notiamo il vecchio pontile ferroviario da dove venivano trasbordate le merci tra treno e battello.

La strada per Ponte Tresa è ombreggiata e, nel breve tratto dopo Brusimpiano, si vorrebbe non finisse mai da quanto è curvosa, peccato che la danza duri meno di un minuto. La Valganna è sempre abbastanza fresca, specie da Ghirla a Induno Olona, poi la moderna, asettica viabilità varesina ci rifagocita in tangenziale e autostrada, e al ritorno soffriremo ancora il caldo... urge una soluzione!

La mappa

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20 luglio 2019: c'ero anche io 50 anni fa davanti alla TV...

Post n°252 pubblicato il 25 Luglio 2019 da biangege
 

"That's one small step for a man, but a giant leap for mankind" (Neil Armstrong)

https://www.nasa.gov/specials/apollo50th/

 

 
 
 
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