Creato da biangege il 29/12/2009

Bian e Gege

I diari di viaggio di due mototuristi

 

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20-21 giugno 2014: una gita in Vanoise (F)

Post n°108 pubblicato il 26 Giugno 2014 da biangege
 

Primo weekend con Carpe Diem per prendere maggiore conoscenza col mezzo in diverse situazioni: riesumiamo un’ipotesi di giretto al Col du Galibier per vedere i muri di neve… però capita la concomitanza di un meeting tra sorelle della Gegeniglia e, sfruttando per il pernottamento una Smart Box ricevuta in regalo, propendiamo per una puntata in Valsusa, col du Mont Cenis e sconfinamento nella valle dell’Arc per vedere i forti de l’Esseillon, e rientro per il meeting al lago Sirio, sopra Ivrea.

Partenza con tutta calma sabato alle 10, infiliamo l’autostrada e iniziamo a goderci il parabrezza regolabile che consente di viaggiare a velocità codice (e anche un po’ oltre…) a visiera aperta e senza turbini tra pilota e passeggera. Immediatamente il contagiri viene battezzato “Bugiardino”: la lancetta non segue esattamente il regime del motore… va bè, è uno strumento di 22 anni fa, avrà bisogno di una revisione. Autostrada  MI-TO, tangenziale di Torino e autostrada del Frejus scorrono senza problemi: usciamo a Susa battezzando “Cassandra” la spia della riserva che si accende quando la lancetta segna ancora 1/3 di serbatoio. Il clima dapprima non eccezionale (cielo coperto al 90%) migliora man mano che procediamo, e a Susa c’è il sole.

Impegnamo la SS25 “del Moncenisio”, fiancheggiando le vestigia della ferrovia Susa -  St.Michel-de-Maurienne stupendoci di quanto Carpe Diem sia maneggevole: il motore a sogliola rende molto basso il baricentro e il pachiderma si muove sulle curve con un’agilità vietata alla nostra precedente Honda Deauville, più leggera ma più alta come centro di gravità: "dannati tedeschi, le sapete fare le moto"… i tornanti vengono percorsi in souplesse e la coppia del motore 16 valvole è impressionante anche ai bassi regimi, per essere un quattro cilindri. La potenza (100 CV) è tanta per i nostri canoni ma Carpe Diem non invita a correre, bensì a gustarsi la strada con un filo di gas in piena comodità. Arriviamo così al Plan des Fontainettes, poco dopo la diga del Moncenisio per una sosta panoramica sotto un cielo azzurrissimo.

Lago di Mont Cenis

Dopo il Col du Mont Cenis 2083 m slm la discesa nella Vanoise lungo la D1006 è agevole quanto la salita dal versante italiano, anzi di più per la larghezza e le migliori condizioni della strada. Dopo una manciata di km ecco il cartello che annuncia la Ridotta Maria Teresa, il più piccolo e basso dei forti de l’Esseillon, nostra meta.

Ridotta Maria Teresa

Quando, dopo la Restaurazione, queste lande erano territorio del Regno di Sardegna, i Savoia eressero cinque forti mutuamente difendibili a sbarrare la valle del fiume Arc nel suo punto più stretto. Ad oggi due di questi sono in rovina, mentre due sono visitabili ed uno è stato trasformato in ostello. La Ridotta Maria Teresa, dalla curiosa forma a ferro di cavallo cinto da un profondo fossato, è l’unico dei cinque forti sulla riva sinistra dell’Arc, accanto alla strada: dal corpo di guardia poco distante si poteva manovrare un ponte girevole che interrompeva la strada stessa, essendo la funzione della ridotta proprio quella di bloccare fisicamente la strada. Pranziamo al bistrot interno al forte e poi lo visitiamo dai sotterranei alle camerate del primo piano, allestite per dare spazio a eventi. Tra il forte e la gola dell’Arc c’è un piccolo parco avventura, al di là del quale si gode del panorama sulla gola, del ponte pedonale che congiunge le due sponde e del grande Forte Vittorio Emanuele, che visiteremo in futuro.

Basta scendere poco a valle e deviare per Avrieux per affrontare la D215G-D215F che corre a mezza costa verso il Forte Vittorio Emanuele, per vederlo da dietro, passare accanto ai ruderi del Forte Carlo Felice e ammirare, più in alto, il Forte Maria Cristina. Si raggiunge quindi Aussois, dove la D108, la Route des Barrages, porta alle dighe di Plan d’Aval e Plan d’Amont, raggiungibili però a piedi per sentieri sterrati: non è una gita da motociclisti in tenuta da astronauta, ce la segniamo per settembre-ottobre.

Diga di Plan d'Aval  Diga di Plan d'Amont

La D83 ci riporta, parallela alla D1006 ma più a mezza costa, fino a Sollières-Sardière, rifornimento da Intermarchè a prezzi francesi e poi su di nuovo verso il Col du Mont Cenis. Al di là della diga, sul versante italiano, le nuvole si sono accumulate contrastando con l’azzurro del cielo sul quale spiccano le cime più alte, bello spettacolo: in pochi minuti ci troviamo nella nebbia! Il villaggio di La-Grand-Croix, unico a non essere stato sommerso dal lago artificiale ma comunque abbandonato, assume un aspetto spettrale. Dalle nubi invece spicca, sulla sua piccola altura, il forte di Varisello.

Diga di Mont Cenis

Il villaggio di La-Grand-Croix


Giunge l’ora di raggiungere la nostra tappa in Val Susa, l’hotel Thea di Bruzolo, ricavato da un’antica fornace, e dell’annessa trattoria La Stellina dove ceniamo e pernottiamo molto soddisfacentemente.

La mattina dopo ci avviamo per raggiungere i cognati: l’appuntamento è alle 13.30, abbiamo tutto il tempo di valicare il Colle del Lys e percorrere la pedemontana Lanzo – Rivarolo – Ivrea, peraltro non particolarmente agevole… il resto del pomeriggio è in famiglia, con cognati e nipoti, in riva al al Lago Sirio, in canoa e passeggiando, finché non giunge l’ora del rientro, e anche nel tardo pomeriggio in autostrada apprezziamo il parabrezza regolabile… per cominciare, un bel giretto, no?

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