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.....100% in accordo con le dichiarazioni.....

Post n°19 pubblicato il 21 Maggio 2008 da cance69gg

Il tedesco dell'Astana, favorito della crono, va già duro con Riccò: "Parla troppo, è troppo piccolo. Non è un campione, non può vincere il Giro. Io punto su Di Luca"

Andreas Klöden è nato il 22 giugno 1975. Ansa
Andreas Klöden è nato il 22 giugno 1975. Ansa
PESARO, 20 maggio 2008 - Sembra uno dei lanzichenecchi di Albrecht Dürer. Andreas Klöden è calato in Italia per una razzia. Ha vinto il Romandia. Ora vuole il Giro d’Italia. È il favorito di oggi.
Klöden, si presenti.
"Sono nato il 22 giugno 1975 a Mittweida, in Sassonia. A 13 anni sono andato a Berlino Est. A 14 ho visto cadere il Muro. Lì ho passato 15 anni. Da 5 vivo a Kreuzlingen, nella Svizzera tedesca, sul lago di Costanza. Con mia moglie Bettina e due bimbe: Felicitas, 6 anni, e Letizia, 3 anni. Amo la musica techno e la discesa sugli sci: ho fatto la Streif a Kitzbühel, mi piace Bode Miller. Tifo Bayern: Luca Toni è un fenomeno. Il mio modello era Indurain...".
Vive in esilio accanto a Jan Ullrich?
"A due chilometri da casa sua. Siamo amici. Quando corro, mia moglie va a casa di Sara, la moglie di Jan".
Perché ha lasciato la Germania?
"Perché i giornalisti tedeschi hanno ucciso il ciclismo. Al Mondiale di Stoccarda ho goduto nel vedere Bettini vincere e mimare la fucilata sul traguardo. Ullrich è stato trattato peggio di Basso".
I giornali tedeschi hanno parlato della T-Mobile, per cui lei ha gareggiato per otto anni, dove si è praticato il doping di squadra. Sinkewitz ha accusato anche lei.
"Ha accusato anche Bettini ed era una bolla di sapone. Io ho sempre lavorato pulito. In questa stagione ho subito 22 controlli, 7 da parte della mia squadra. L’Astana ha delegato una ditta tedesca, la Pwc, per i test antidoping. Sono controllato da 5 enti: Wada, Uci, Pwc, la federazione svizzera, e la Nada, l’ente tedesco. Noi dell’Astana siamo testati meglio di quasi tutte le squadre al Giro. Qui solo 4 squadre hanno un vero sistema di controllo: Slipstream, High Road, CSC e Astana. Riccò e Rebellin non sono controllati come me. Per non parlare della squadra di Priamo".
Chi è il vero capitano dell’Astana?
"Siamo in tre: Contador, Leipheimer e io".
Quando ha saputo che avrebbe corso il Giro?
"Domenica 4 maggio. Stavo per andare in vacanza. Non conosco le montagne. E questo è un handicap".
Chi è il suo favorito per la vittoria finale?
"Di Luca. Ha già vinto e ha l’aiuto di Savoldelli, un uomo intelligente, prezioso".
Di Luca, per simmetria, sostiene che il favorito sia lei.
"Sono motivato. Darò il meglio. Spero di vincere. Ma non è un Giro per me. Le salite corte sono più adatte agli italiani, a Di Luca, che è esplosivo".
Lei, 183 centimetri per 62 chili, ha il più favorevole rapporto peso-potenza, questo fa la differenza in montagna.
"Preferisco le salite lunghe, le tappe dove conta la resistenza. Il Giro ha salite più corte e più ripide del Tour".
Conosce l’Italia?
"Mi sono allenato sul Lago Maggiore. Ho vinto la Tirreno-Adriatico. Mi piace la gente, aperta e socievole. E c’è un buon cibo".
Che possibilità ha Contador?
"Se fosse al 100 per cento, avrebbe già vinto. Non ho mai visto un talento così grande".
Come giudica Riccò?
"Parla troppo ed è troppo piccolo. Parla male di Contador, che ha già vinto il Tour. Non è un campione. E non può vincere il Giro".
Chi può vincere?
"Di Luca, Contador, Leipheimer, Savoldelli, Simoni, Menchov, Klöden. Nibali ha talento: può finire nei cinque".
Ora la crono scoprirà i valori. I più pericolosi?
"Savoldelli, Leipheimer, Menchov, Contador, Bruseghin. Il percorso è bello".
Dove si deciderà il Giro?
"Nelle ultime due tappe di salita, Monte Pora e Tirano".
Pensa ai Giochi olimpici di Pechino?
"Mi piacerebbe fare le due gare su strada. Ma non per la Germania. Il sogno è irrealizzabile. Con la Germania ho chiuso".

 
 
 
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