Creato da uaz2 il 12/05/2008
Gò provà col diaeto perdoneme se sbagio a se colpa de a me amiga che a me ga sugerio sto blog, co sta diavoeria de internet,.. duri banchi ciao..Ho provato col dialetto, scusatemi se sbaglio è colpa della "............" che mi ha suggerito questo blog

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Lettera di un terremotato Emiliano

Post n°30 pubblicato il 04 Giugno 2012 da uaz2
 

LETTERA DA UN TERREMOTATO EMILIANO

La lettera che segue è stata riportata per intero così come scritta da Cristian Casoni, uno dei tanti sfollati dal terremoto.

Al Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministri competenti, con preghiera di girare agli interessati. Mi presento, sono Cristian Casoni e abito a San Felice sul Panaro (MO), come riportano le cronache da domenica 20/05/2012 la zona in cui vivo è stata bersagliata da scariche di terremoto che continuano tuttora. La popolazione è stremata e non vede una fine, siamo costretti a dormire in macchina per la paura di crolli. Certo questo non è il motivo per cui Vi scrivo, come certamente sapete illustri Ministri (anche perché avete dato il via Voi alle sperimentazioni), la nostra zona geografica è interessata a sperimentazioni per stoccaggio di gas nel sottosuolo, da quando è partita la sperimentazione, e badate bene che smentire non serve a nulla, sono precipitati gli eventi.(vedi allegato) Tutti abbiamo visto le trivelle in azione e i tubi con cui è stato pompato azoto liquido. Questo pompaggio ha fatto si, poco prima della grande scossa di terremoto, che l'acqua, dalla pressione sottostante, uscisse copiosamente dai pozzi, senza contare sfiati infuocati dalla terra che apparivano qua e là nelle nostre campagne. Si può negare tutto a questo mondo, ma non l'evidenza. Se poi vogliamo dirla tutta, a questo si somma l'attività di fracking, dove le rocce nel sottosuolo vengono distrutte per estrarre anche l'ultima goccia di petrolio, sul portale dell'azienda di perforazione Aleanna, spiega come vengono eseguiti i sondaggi. Inoltre sul sito sono presenti le mappe emiliane di intervento. Per non parlare dell'attività H.A.A.R.P. Vi consiglio di leggere questo articolo (Il governo usa e' responsabile del terremoto in Emilia Romagna) del giornalista Gianni Lannes: Cito: "Secondo Michael Chossudovsky, docente all'Università di Ottawa, «Il sistema H.A.A.R.P. è un potente mezzo per la modificazione delle condizioni atmosferiche e del clima». La letteratura scientifica parla chiaro: "Le antenne di H.A.A.R.P. bombardano e riscaldano la ionosfera, generando frequenze elettromagnetiche che rimbalzano sulla terra, penetrando ogni essere vivente ed ogni oggetto inorganico". E ancora: "H.A.A.R.P. genera forti impulsi nella banda Ulf ed Elf". Dodici anni fa, alcuni ricercatori indipendenti (tra cui Robert Fitrakis) verificarono che "le trasmissioni a 14 hertz, rilevando che quando i segnali erano emessi ad elevata potenza, la velocità del vento raggiungeva le 70 miglia orarie, spostando i fronti temporaleschi". In particolare le frequenze H.A.A.R.P. irradiate su specifici bersagli possono causare terremoti catastrofici..." Signori, rappresentare e governare un popolo, una nazione, è prendersi cura, agevolare ed aiutare la popolazione, a me sembra invece che state vendendo il pianeta per due lenticchie, e per favore evitate mail di risposta dove date incarico ad un funzionario di smentire o di minacciare, non fate prima di tutto paura a nessuno, tanto al massimo si muore, ma voglio che sappiate che prima o poi la verità verrà a galla. Se foste tutti persone senza interessi personali, uomini, dareste la vita per il vostro paese, per la vostra terra, ma vedo che non è cosi. Io invece, insieme a migliaia di persone di buona volontà, siamo pronti a dare la vita affinché la verità venga alla luce, e lo dico con il cuore, lo dico per i miei figli, per i nostri figli, perché si meritano una terra con fondamenta ben radicate nell'Amore, nell'innocuità, nel bene comune e nella fratellanza. Per questo alla fine vinceremo, l'Amore e l'onestà prima o poi spazzano via la corruzione e l'odio... Voi da che parte state?
In fede Cordiali Saluti Cristian Casoni

FONTE http://briccioledinformazione.over-blog.it/article-lettera-da-un-terremotato-emiliano-copiata-e-incollata-106264619.html

 
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il globo

Post n°29 pubblicato il 11 Aprile 2012 da uaz2

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Ciao rieccomi.. BUONA PASQUETTA La mia Tribù si è sciolta, tutti sono tornati ai rispettivi villaggi. Ciaooo felice e fiorita settimana ciaooo ____Renzo    

 
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Forte Tron Colombara/Villabona

Post n°26 pubblicato il 21 Novembre 2010 da uaz2
 



Località: Marghera - Via Colombara Proprietà: Demanio militare in consegna al Comune di Venezia Modalità di accesso: primo sabato e prima domenica di ogni mese e altre date su prenotazione Cenni storici e ambientali: situato in un'area ricca di tracce del recente passato industriale della terraferma veneziana e a due passi dalla Riviera del Brenta, con le sue splendide ville, è sicuramente uno dei forti più ricchi ed interessanti dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. E' gemello di Forte Carpenedo e Forte Gazzera. Attualmente il forte, grazie alla lussureggiante vegetazione fatta crescere a scopi mimetici quando venne trasformato in deposito, è oasi di protezione faunistica della Provincia di Venezia e sede di esperienze di educazione ambientale per le scuole.

 
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Panoramica di Venezia

Post n°23 pubblicato il 18 Novembre 2010 da uaz2
 
Tag: Video

 
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Il ponte dei sospiri

Post n°22 pubblicato il 18 Novembre 2010 da uaz2
 


 

- Il Ponte dei Sospiri

- Una leggenda racconta che da questo ponte si sentissero i sospiri dei condannati, mentre erano condotti in prigione.

 Il Ponte dei Sospiri, che ospita due corridoi sovrapposti, serviva da collegamento tra le Prigioni Vecchie, nel Palazzo Ducale, e le Prigioni Nuove, situate al di là del Rio di Palazzo. Il suo profilo arcuato, sospeso sull’acqua del Rio di Palazzo, disegna uno degli scenari più celebri della città.

 
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Il ponte di Rialto VE

Post n°21 pubblicato il 18 Novembre 2010 da uaz2

LA STORIA DEL PONTE DI RIALTO

Il primo passaggio sul Canal Grande fu un ponte di barche realizzato nel 1181 da Nicolò Barattieri, il quale fabbricò, tra l'altro, anche le due colonne in Piazza San Marco. La costruzione sul Canale fu chiamata Ponte della Moneta, probabilmente per via della sua collocazione nei pressi dell’Antica Zecca di Venezia (nei cui locali erano incentrate le attività finanziarie dei banchieri veneziani), che si trovava vicino all'ingresso orientale. Questa zona ospitava originariamente il mercato del cibo e, col passare del tempo, l’importanza del cosiddetto mercato di Rialto sulla sponda orientale del canale crebbe fino a fare aumentare il traffico sul ponte galleggiante. Attorno al 1250 al posto del ponte di barche venne costruito un vero e proprio ponte di legno. La struttura era costituita da due rampe inclinate che si congiungevano in una sezione centrale mobile, che poteva essere sollevata in modo da permettere il passaggio delle navi più alte.

Fu a questo punto che, vista la stretta connessione tra mercato e ponte, quest’ultimo vide mutare il proprio nome in Ponte di Rialto. Nella prima metà del XV secolo lungo i lati del ponte vennero costruite due file di negozi. I proventi derivanti dagli affitti, riscossi dalla tesoreria di stato, contribuivano alla manutenzione del ponte, essenziale per la struttura di legno. Il ponte non ebbe vita facile: nel 1310 il ponte fu parzialmente bruciato durante la rivolta guidata da Bajamonte Tiepolo; nel 1444 crollò sotto il peso della folla radunata per assistere ad una sfilata di barche; crollò nuovamente nel 1524. Fu anche per questi incidenti che, nel 1503, era stata proposta per la prima volta la costruzione di un ponte in pietra. Diversi furono i progetti valutati nei decenni successivi.

Nel 1551 le autorità veneziane indissero un bando per il rifacimento del Ponte di Rialto, che mosse architetti famosi come Jacopo Sansovino, Andrea Palladio e il Vignola a presentare progetti di approccio classico, con diverse arcate, che non fu giudicato adatto alla situazione. L'attuale ponte in pietra ad arcata unica, disegnato da Antonio da Ponte, fu completato nel 1591. La struttura è molto simile a quella del precedente ponte in legno: due rampe inclinate, con negozi su entrambi i lati (ospitati ciascuno in una delle dodici arcate doppie disposte simmetricamente), portano a una sezione centrale. Tutto il ponte è coperto da un porticato. Secondo alcuni il progetto era troppo audace dal punto di vista ingegneristico: secondo l'architetto Vincenzo Scamozzi il ponte sarebbe crollato. Il ponte invece resiste tuttora, ed è diventato uno dei simboli architettonici di Venezia.

I MATERIALI DI COSTRUZIONE DEL PONTE

La balaustra del Ponte di Rialto, è stata costruita con un materiale dalle caratteristiche meccaniche formidabili, molto diffuso a Venezia: una roccia sedimentaria che potesse resistere alle intemperie di un ambiente non propriamente favorevole come quello lagunare, ovverosia una roccia calcarea (formata da Carbonato di Calcio quasi puro) di colore bianco luminoso e molto compatta: la Pietra D’Istria.

Più di cento milioni di anni fa la Pietra D'Istria non era nemmeno una roccia, ma un fango composto da Carbonato di Calcio puro o quasi; il fondale poco profondo su cui questo sedimento si depositava subiva periodiche emersioni, che causavano la formazione di fessure poligonali. Il rapido “indurimento” e l’altrettanto rapida cementazione dei sedimenti carbonatici (formati da Carbonato di Calcio) ha permesso la conservazione di queste pietre attraverso milioni di anni.

 
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Eventi della Repubblica Veneta

Post n°12 pubblicato il 28 Febbraio 2009 da uaz2
 

Leone

Venezia - cronologia avvenimenti storici
dal V secolo all'anno 1000



Venezia, la serenissima repubblica. Un millennio di storia.

Nata dagli insediamenti lagunari dei fuggiaschi Veneti e Friulani di fronte alle scorribande barbare dell'alto medioevo, protetta verso terraferma dall'impenetrabile laguna, aperta verso il mare quale sbocco naturale per lo sviluppo dei traffici mercantili con l'oriente, Venezia domina il Mediterraneo per almeno cinquecento anni.
Costretta dall'espansione Ottomana, la Repubblica si protende sempre più verso la terraferma Veneta che sottometterà completamente dal 1400.
Al culmine della ricchezza e dello sfarzo, diverrà la capitale mondiale dell'arte, ultima sua risorsa che le permetterà di essere rispettata ed ammirata fino all'uragano napoleonico.
Nonostante i saccheggi ed il degrado ottocentesco e novecentesco, peggiori delle più devastanti incursioni barbariche, Venezia è ancora il più prezioso scrigno d'arte al mondo.
dataavvenimento
 
42125 marzo 421, è la mitica data, dovuta alle cronache di Martino da Canal negli anni fiorenti dopo il mille, della fondazione di Venezia.
In realtà non esiste una vera data di fondazione, è una evoluzione, per impulsi successivi, di flussi migratori e sviluppo urbano e spostamenti del centro di potere in varie località lagunari. I primi insediamenti, stabili e certi, sono del IV secolo e principalmente del V secolo, sotto l'incalzare delle incursioni barbariche. Nulla esclude, tuttavia (ed anzi qualche prova esiste, la stessa Torcello per esempio), che in laguna vi fossero insediamenti stabili addirittura in epoca romana e preromana. Sicuramente la laguna, molto più estesa dell'attuale, fu praticata in epoca romana per poi subire alcuni secoli di profondo declino ed abbandono.
450Prima grande ondata di invasioni barbariche.
452Invasione Unna guidata da Attila.
553Guerra gotico-bizantina.
568Ondata invasoria Longobarda.
588Conquiste di Alboino, re dei Longobardi.
589Grande alluvione. Il Brenta e l'Adige cambiano addirittura l'alveo. Il territorio rimarrà paludoso fino alle bonifiche benedettine del mille.
601Agilulfo, re dei Longobardi, assedia, conquista, saccheggia, rade al suolo Padova. Della città resterà un ammasso di rovine con pochissimi abitanti, Padova diverrà insignificante villaggio per molti secoli.
VII sec.L'isola di Cittanova, fondata e popolata dai fuggiaschi di Oderzo, è il villaggio politicamente dominante in laguna, ma Torcello, della comunità di Altino, è il propulsore economico e sede di un 'magnum emporium'.
635La sede vescovile di Altino viene trasferita a Torcello.
639Inizia la costruzione della celebre cattedrale di Torcello, quella che vediamo tutt'ora, seppur molto rimaneggiata.
697Ravenna, capitale bizantina, insedia a Cittanova il "Magister Militum" (generale imperiale) Paulicio (Paoluccio Anafesto 697-717), riconoscendo il ruolo di capitale politica delle, fino ad allora, frammentate comunità insediate tra le isole lagunari. E' il germe che successivamente porterà ad una vera autonomia ed indipendenza.
717Sale al trono a Bisanzio (Costantinopoli) Leone III Isaurico, si attua una prima profonda frattura tra Impero Romano d'Oriente e Papato romano.
717Marcello Tegalliano (717-726) è il referente imperiale a Cittanova.
727Orso (727-737) Ipato (ipato è titolo onorifico bizantino)(quindi Ipato-Doge), approfittando delle debolezze imperiali, capeggia una rivolta antiimperiale e viene proclamato 'dux', da cui 'Doge', e ottiene ampi riconoscimenti di autonomia. Può, a ragione, essere considerato il primo Doge ufficiale, e avrà altri 117 successori che guideranno la serenissima repubblica per oltre mille anni. Le cronologie, comunque, comprendono anche i due predecessori, magister militum, Anafesto e Tegalliano.
737Orso Ipato viene assassinato e ripristinata la carica imperiale di magister militum.
742Diodato (o Teodato) Ipato (Ipato-Doge), figlio di Orso, capeggia una nuova rivolta e riottiene una vasta autonomia. La capitale politica viene trasferita nell'isola costiera di Malamocco.
744Nell'isola di Olivolo (Rivo Alto, arcipelago dell'attuale Venezia) si insedia il vescovo Obeliebato, in contrapposizione con il patriarcato di Grado che vantava diritti sulle isole lagunari. Il vescovo era legato ad Aquileia e porta nelle isole lagunari il culto di San Marco, venerato dai mercanti di passaggio ad Alessandria d'Egitto dove era sepolto tra le mura di un convento.
751Astolfo, re longobardo, conquista Ravenna e cade l'Esarcato. Ravenna viene ceduta al Papato (poi Stato della Chiesa).
750
800
E' un periodo molto buio, alla decadenza imperiale corrisponde un turbinio di azioni, vendette e colpi di mano per tenere il potere a Malamocco. Dei vari Dogi che si susseguono, nessuno morirà di morte naturale.
800Carlo Magno, sostenuto dal papato, è Imperatore del Sacro Romano Impero, l'erede dell'impero romano.
810Viene eletto doge Agnello Partecipazio (810-827), primo esponente della potentissima famiglia, rappresentata da numerosi dogi, che dominerà il potere di Venezia fin quasi all'anno mille. I Partecipazio erano filo bizantini e in antagonismo con i filo carolingi. Per imporre una svolta, non solo simbolica ma geografica, il potere viene trasferito nell'arcipelago di Rivo Alto (Rialto), proprio in mezzo alla laguna e nucleo fondante della città di Venezia, come ora siamo abituati a focalizzare.
812L'Imperatore dell'Impero Romano d'Oriente (Bisanzio), Michele I, con il trattato di Acquisgrana riconosce Carlo Magno come erede dell'impero romano. E' la svolta verso il declino di quella che era stata la potente metà orientale dell'eredità romana, sopravvissuta alle invasioni barbariche.
828Una spedizione navale veneziana, capitanata da alcuni ricchi mercanti, muove verso Alessandria d'Egitto dove viene trafugato (o forse comprato) il corpo e le spoglie dell'evangelista San Marco. Accanto al palazzo dogale viene iniziata la costruzione di una prima cappella atta a custodire le spoglie di San Marco. Le reliquie sono poste alla protezione dogale. E' il legame indissolubile che legherà la repubblica al culto di San Marco.
883Conquista e distruzione di Comacchio, pericolosa concorrente per Venzia sulle rotte adriatiche. Poteva essere un'altra Venezia, ma da quel tracollo non si risolleverà mai più.
899Nuova, devastante, invasione Ungara in terraferma. Numerosi profughi vanno a rafforzare l'anagrafe veneziana.
900Poco evidenti, ma profondissime, modifiche costituzionali trasformano la repubblica in stato repubblicano oligarchico. Al Doge viene affiancato un primo istituto giuridico con compiti giudiziari. Il potere, rappresentato dal Doge, in effetti si trasforma in gruppo di potere denominato 'la Signoria', con il Doge, eletto a vita, a decidere è un gruppo ristretto di nobili eletti a turno dal 'Maggior Consiglio' per breve tempo con un complesso, e in parte affidato al caso, meccanismo di votazione. Il Maggior Consiglio era composto dai nobili aventi diritto al voto e con possibilità di essere eletti alle varie cariche. Successivamente verrrà ulteriormente istituzionalizzata con l'iscrizione al 'Libro d'oro' dei nobili con diritto a partecipare al Maggior Consiglio. Più che un parlamento la possiamo immaginare come un consiglio di elettori che eleggevano al loro interno le varie cariche istituzionali, ma senza alcun potere effettivo sia legislativo che governativo. L'istituzione rimarrà pressoché invariata fino al 'tremendo giorno' della firma della sottomissione a Napoleone.
932Sottomissione dell'Istria, trasformata gradualmente in territorio interno della repubblica e rimarrà fedele fino alla caduta.
948Spedizione navale contro la Dalmazia capitanata da Pietro III Candiano, ma non si arriverà mai ad una completa sottomissione. Soprattutto il possesso della costa era di fondamentale importanza per Venezia, anche per debellare il fenomeno della pirateria.
976Violenta insurrezione popolare contro il Doge Pietro IV Candiano, fu incendiato il palazzo Ducale e andarono a fuoco la Basilica di San Marco e numerose case, di legno, dei dintorni. Pietro IV, doge dal 959 al 976, era salito al potere con una specie di 'colpo di stato' ai danni del padre-doge, Pietro III Candiano.
Filo-imperiale, mise in crisi il rapporto con Bisanzio e questo portò grande scontento tra i mercanti veneziani. Il suo dogado fu denso di avvenimenti tragici e criminali: basti ricordare la destituzione del Vescovo, al quale fece cavare gli occhi.
La rivolta termina con una violenta strage e con l'uccisione del Doge, dei suoi fedelissimi e dei suoi familiari.
978Inizia la pronta ricostruzione del Palazzo Ducale e della Basilica di San Marco, anche grazie alle larghe elargizioni di Pietro I Orseolo, nuovo Doge e probabile capo della rivolta. Nel 978 egli abdica e si ritira in convento, circondato da aura che lo farà santo (nel 1731). In realtà si mormorava di pericolosi intrecci d'affari con Pietro III Candiano, sfociati nella vendetta del 976.
991
1009
Pietro II Orseolo è il più prestigioso Doge dell'epoca. Maestro di diplomazia, curò particolarmente i rapporti con Costantinopoli (ottenendo la Bolla d'Oro) e con l'Imperatore Ottone III dal quale si vide riconoscere i privilegi feudali.
992Promulgazione di una 'Bolla d'Oro' da parte degli imperatori bizantini Basilio e Costantino a Costantinopoli, vero e proprio strumento finanziario e tariffario per i traffici verso l'oriente, che decretava Venezia quale partner privilegiato dell'impero.
996Furiosa repressione di pirati slavi. Lissa viene messa a ferro e fuoco.
996Ottone III è in Italia. A suggellare gli ottimi rapporti con il Doge, è padrino di Cresima del figlio di Pietro II Orseolo.
998L'imperatore concede alcuni benefici territoriali nel bellunese alla Serenissima, molto importanti per le attività delle costruzioni navali veneziane.
1000Nuova repressione contro i pirati slavi. Con l'appoggio di Bisanzio il Doge muove personalmente a testa della flotta il giorno dell'Ascensione. Il ritorno a Venezia è un trionfo sotto tutti gli aspetti: sia militare che diplomatico verso Bisanzio e l'Imperatore germanico. L'Ascensione diverrà la festa dello sposalizio con il mare. L'anno mille, per Venezia, inizia sotto i migliori auspici.

 
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Arsenale di Venezia...Porta di terra

Post n°11 pubblicato il 21 Febbraio 2009 da uaz2
 

L'Arsenale di Venezia costituisce una parte molto estesa della città insulare e fu il cuore dell'industria navale veneziana a partire dal XII secolo. È legato al periodo più florido della vita della Serenissima: grazie alle imponenti navi qui costruite, Venezia riuscì a contrastare i Turchi nel Mar Egeo ed a conquistare le rotte del nord Europa.

L'Arsenale di Venezia si può considerare la prima fabbrica al mondo, dato che rappresenta l'esempio più importante di grande complesso produttivo a struttura accentrata dell'economia preindustriale. La superficie si estendeva su un'area di 46 ettari, mentre il numero di lavoratori (gli Arsenalotti) raggiungeva, nei periodi di piena attività produttiva, la quota media giornaliera di 1500-2000 unità (con un picco di 4500-5000 iscritti al Libro delle maestranze), cioè dal 2% fino al 5% dell'intera popolazione cittadina dell'epoca (circa 100.000 abitanti).

È attualmente utilizzato solo in piccola parte, come una delle sedi espositive della Biennale di Venezia, per alcune attività di piccola cantieristica ed altre.

 
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Arsenale di Venezia

Post n°9 pubblicato il 21 Febbraio 2009 da uaz2
 

Arsenale di Venezia
 « Quale nell'arzanà de' Viniziani
bolle l'inverno la tenace pece
a rimpalmare i legni lor non sani,
ché navicar non ponno - in quella vece
chi fa suo legno nuovo e chi ristoppa
le coste a quel che più vïaggi fece;
chi ribatte da proda e chi da poppa;
altri fa remi e altri volge sarte;
chi terzeruolo e artimon rintoppa -;
tal, non per foco ma per divin' arte,
bollia là giuso una pegola spessa,
che 'nviscava la ripa d'ogne parte. »
 

Per l'Arsenale di Venezia non esiste una data di fondazione: la notizia che lo volle fondato ai primi del XII secolo, nel 1104, dal doge Ordelafo Faliero, per l'esigenza di dare maggiore sviluppo alla cantieristica, un'attività strategica per la Serenissima, è derivata da una falsa medaglia commemorativa realizzata nel XIX secolo.[senza fonte]

L'ubicazione dell'area, compresa tra le zone conventuali di San Pietro di Castello e la parrocchia di San Giovanni in Bragora (Darsena Vecchia), fu decisa sia per motivi strategici (difesa contro eventuali attacchi nemici) che logistici (qui si trovava il punto di arrivo del legname proveniente dal Cadore). Il primo nucleo, documentabile fin dagli inizi del XIII secolo, è costituito da due file di squeri ai lati della Darsena Vecchia. Vi si può accedere dal Bacino di San Marco solo attraverso uno stretto canale.

 
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Venezia..Basilica di San Marco

Post n°8 pubblicato il 21 Febbraio 2009 da uaz2
 

Basilica

La Basilica di San Marco a Venezia, detta anche Basilica marciana, è la chiesa più famosa del capoluogo veneto. È il più noto esempio di architettura bizantina in Italia, anche se mantiene caratteri dell'arte veneziana intrecciata con quella bizantina, mostrando il grande ruolo compiuto da Venezia come tramite tra Oriente e Occidente. Si affaccia su Piazza San Marco, nell’omonimo sestiere, ed è adiacente e collegata al Palazzo Ducale. Inoltre è la sede del patriarca di Venezia e contiene le spoglie attribuite a San Marco Evangelista.

 
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Bucintoro

Post n°7 pubblicato il 21 Febbraio 2009 da uaz2
 

Il nome bucintoro, come testimonia anche il Sanudo, deriva dal veneziano buzino d'oro (burcio d'oro), latinizzato nel Medioevo come bucentaurus, nome di una ipotetica creatura mitologica simile al centauro ma con corpo bovino. Questo ha portato qualcuno a sostenere che il nome derivasse da una testa bovina utilizzata come polena della galea, ma l'ipotesi è erronea: il nome bucentaurus non esiste nella mitologia greca, e la polena dei Bucintori (come appare nei dipinti che li raffigurano) è il leone di San Marco.

Sembra comunque che qualsiasi grande e sontuosa galea veneziana fosse chiamata con il nome Bucintoro. Du Cange cita dalla cronaca del doge Andrea Dandolo (morto nel 1354):

(LA)
« (...) cum uno artificioso et solemni Bucentauro, super quo venit usque ad S. Clementem, quo jam pervenerat principalior et solemnior Bucentaurus cum consiliariis. »
(IT)
« (...) con un ricco e solenne Bucintoro, sopra il quale venne fino a S. Clemente, dove già era giunto il principale e più solenne Bucintoro con i consiglieri. »
(Charles du Fresne, sieur du Cange)

Come si vede, nella frase sono nominate due diverse imbarcazioni chiamate Bucintoro.

Bucintoro

 
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IL MIO BLOG

Post n°5 pubblicato il 17 Dicembre 2008 da uaz2
 

Male non ti fa se dai una sbirciatina

 

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