Creato da Casalingapercaso il 30/09/2005

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Amicizia Amore Allegria ........un pizzico di Creatività e di Pazzia ....... frullare tutto ...... Sono IO

 

Here again

Post n°1274 pubblicato il 28 Agosto 2016 da Casalingapercaso
 

Tornati oggi dalle vacanze, giusto in tempo per trovare una talpa morta in giardino. Sigh!

Ho cacciato un urlo che ha spaventato il nostro cagnolino, che col suo proverbiale fiuto non s'era accorto di nulla.

Finito felicemente il primo quadrimestre con una bella A a fronte di un ottimo 99,39% di cui sono molto fiera, non sempre sono stata sicura di farcela, fra un paio di settimane inizieremo il secondo quadrimestre, dedicato alla matematica. Matematica di base, Math 100, giusto per togliere un po' di ruggine.

http://web.lsue.edu/docs/DevelopmentalEd/MATH0001REVIEW.pdf

Per chi, e immagino già qualcuno disposto a cimentarsi, volesse vedere di che si tratta, ecco un esempio. Io ci ho provato e ho visto che, nonostante sia stata dichiarata scientificamente matura molti anni fa, in me è rimasto ancora qualche barlume di conoscenza. La sfida sarà raccontare tutto in inglese.

Questo mese di settembre è un tourbillon di arrivi e partenze.

Il 2 arrivano nuora e nipotini da Tirana. Il papà è in arrivo da Salt Lake City il 3 all'alba.

La sera del 3 arrivano da Londra il mezzano con la sua ragazza.

Il 7 invece arriva da Cracovia il piccolo. Tutti in aeroporti diversi, naturalmente.

Poi qualche giorno di quiete, si fa per dire, in preparazione di un evento felice, il matrimonio del mezzano.

E poi iniziano le partenze. Per il 20 se ne saranno andati tutti e ci riposeremo.

Riprenderemo la stessa vita di sempre con l'impegno dell'università (visto il successo del primo corso, ne partirà forse un secondo), l'archivio, le ricerche, lo studio, qualche viaggio e presto sarà Natale.

Rimane poco tempo per la tristezza, intanto godiamoci questi momenti e rendiamoli felici.

 

 

 
 
 

Nuove sfide

Post n°1273 pubblicato il 14 Giugno 2016 da Casalingapercaso
 

Mi sono iscritta ll'università, una università americana che fa corsi in parte face-to-face e online. Tutto in inglese, of course.

L'impegno è notevole, tanti compiti da fare, specie per un cervello arrugginito come il mio, ma con tanto tantissimo impegno, e l'entusiasmo che non manca mai, mantengo una A piena, media del 99,50%, finora.

Inizialmente m'impegnava per circa 22-25 ore settimanali, ma ora che sono entrata nel sistema e sgrezzata un po', sono nell'ordine delle 15/18 ore, comprese le ore in classe.

La classe è composita, persone di varie nazionalità (Iran, Nigeria, Perù, Albania, USA e Italia) provenienti da varie città, da Firenze a Trieste.  Per far sentire tutti benvenuti e coccolati dopo il viaggio, cerco di preparare sempre un buon buffet con un budget risicato e la focaccia ligure, spettacolare grazie al lievito madre di Renata, è diventata la mia specialità.

Ma chi me l'ha fatto fare?  Why not?

Ca va sans dire che il mio inglese è migliorato molto ed essendo l'impegno condiviso col consorte, è migliorata anche la nostra relazione.

Coi figlioli è tutto uno Skyppare e wazuppare, ma è una gioia vedere che le loro vite prendono strade sempre più definite.

Tra qualche settimana rivedremo nuora e nipotini, in breve sosta nel loro viaggio verso Tirana.  E a settembre tutta la famiglia riunita per il matrimonio, burocrazia collaborando, del medio che ha preso la grande decisione.

Il piccolo se la gode in Polonia, dove si è ricreato parte del gruppo di Cadiz.

Qui a casa abbiamo finalmente rifatto le pitture esterne, approfittando di quelle poche giornate di sole di maggio.

Vita in movimento, con un po' di stanchezza che si accumula. In attesa delle vacanze estive.

 

 
 
 

Sunny Italy

Post n°1272 pubblicato il 02 Maggio 2016 da Casalingapercaso

2  maggio

Riscaldamento acceso

stufa che va.

e anche il 13 e i giorni precedenti.

La primavera smarrita.

 

14 giugno

Riscaldamento spento, ma solo perché abbiamo già fatto la pulizia della caldaia e della stufa.

Primavera, dove ti sei persa?

 
 
 

E fuori tre

Post n°1271 pubblicato il 28 Aprile 2016 da Casalingapercaso

Il piccolo è in partenza per Cracovia.

Ormai dovrei essermi abituata a questo andirivieni in casa; invero più andi che vieni.  Invece ogni volta ci soffro come se mi amputassero un pezzetto di cuore.

Laki è nervoso, sta appiccicato a lui sul divano, sa che le valigie non promettono nulla di buono. Ogni volta che compaiono per casa, sparisce qualcuno.

Ma ormai, bando alla tristezza.  Bologna ci aspetta, Let's go!

 
 
 

Auguri tanti tantissimi

Post n°1270 pubblicato il 14 Aprile 2016 da Casalingapercaso
 

A J2, il mio figliol di mezzo. El mezàn, come lo chiamava affettuosamente la nonna.

Che si inginocchiava con lui a piantare fiori e pomodori in giardino.

Buona fortuna in tutto

(oggi ha un esame, perché su insistenza materna ha ripreso a studiare e si stupisce dei buoni risultati che ottiene. Ahh, le mamme vedono più lontano dei figli).

 
 
 

Di nuovo qua

Post n°1269 pubblicato il 04 Aprile 2016 da Casalingapercaso
 

Finite vacanze e vacanzine, recuperato il figlio al Caravaggio di Orio al Serio (mi piace quest'aeroporto. Piccolo, ma con tanti posti a sedere per chi è in attesa. Almeno il quintuplo del Marco Polo), si torna alla normalità, per qualche settimana.

Mentre i senior godevano un meritatissimo riposo in terra nostrana, come orologi a cucù messi in carica prima dei prossimi eventi, il piccolo è rimasto incantato da Budapest e deluso da Bratislava, città grigia e triste.  Un giorno ha preso il treno per Vienna, città della gioia, che lo ha conquistato. E non poteva essere altrimenti, visto che gliene abbiamo sempre parlato con nostalgia.

Ha mancato per poco il medio, a Praga per il week end. Spero che in futuro si coordinino meglio per incontrarsi.

Che generazione fortunata la loro. Prendono l'aereo con la stessa facilità e frequenza con cui noi prendevamo il treno.  Però, però, mi pare che questa facilità e disponibilità tolgano qualcosa all'attesa, all'immaginazione del luogo sconosciuto, all'avventura.

Boh!  forse è solo la rampogna di una madre brontolona e, solo un pochino, invidiosa.

 
 
 

UN giorno speciale

Post n°1268 pubblicato il 01 Aprile 2016 da Casalingapercaso
 

dopo una vita speciale

con un uomo speciale

 
 
 

110 e Lode

Post n°1267 pubblicato il 25 Marzo 2016 da Casalingapercaso
 

Martedì 22 marzo il nostro piccolo si è laureato.  Bravo figliolo!

E oggi è il suo compleanno.  Che settimana per lui!

Stasera festa grande con i suoi amici, giù in taverna.

Noi, dopo averli adeguatamente riforniti di viveri e bevande, usciremo; per non sentire, per non vedere.

 

P.S. Grazie ancora a coloro che hanno collaborato compilando i questionari. E' possibile che la ricerca venga pubblicata.

P.S. Ieri 30 marzo il giovane virgulto è partito per Budapest e Bratislava. Ci piacciono il suo spirito e la sua voglia di vita.

 
 
 

Pitocchismo

Post n°1266 pubblicato il 14 Marzo 2016 da Casalingapercaso

Ovvero, come fui conquistata da Matteo Ghidoni detto dei Pitocchi.

 

Le foto arriveranno quando a Libero piacerà.

 
 
 

Donne d'arte

Post n°1265 pubblicato il 08 Marzo 2016 da Casalingapercaso
 

Il Sindaco leghista, gli regalo anche la maiuscola, ne ha fatta una di buona:

oggi,  8  marzo, le donne possono entrare gratuitamente nei musei cittadini.

Quindi, gambe in spalla cpc, che i musei ti stanno aspettando.

Con estrema soddisfazione, ho visitato l'Odeo e la Loggia Cornaro, dove il veneziano Alvise, mecenate,  oggi si direbbe sponsor, assisteva alle dissacranti commedie del suo protetto Beolco, o Ruzante che dir si voglia.

E poi, al museo archeologico, a vedere i resti delle antiche necropoli, vasi, scheletri e tanto altro. Anche due enormi statue dall'Egitto, regalate alla città da Belzoni.

Una scala, sempre accompagnata dal rumore della pioggia scrosciante, e al primo piano la favolosa Pinacoteca. Un viaggio nel tempo, senza tempo. 

Ci ho passato l'intero pomeriggio, senza accorgermene. Il resto della mia lista aspetterà.

 
 
 

Il ritorno del figliol NON prodigo

Post n°1264 pubblicato il 07 Marzo 2016 da Casalingapercaso
 

Il piccolo è tornato, con ore di ritardo del suo volo. Dopo giorni di pioggia e freddo nordici era febbricitante, pien di tosse e raffreddore, stanco, ma innamorato di Copenhagen.

Fosse stato un po' più prodigo verso se stesso, si sarebbe risparmiato tante fatiche inutili e nutrito meglio. Ma è giovane e sopravviverà.

Ora ho tre nuove palline nella mia collezione: Copenhagen, Cracovia e Breslavia.

Ha avuto un'offerta di lavoro in Polonia, che sta seriamente prendendo in considerazione, per dopo la laurea.  E per la quale, questa settimana, sosterrà un colloquio via Skype: lavorare in un call center di Cracovia rivolto ai mercati inglese e italiano.

Per noi, c'è sotto una gentil donzella.  Ahhh, l'amour!  

 
 
 

Fattori Giovanni

Post n°1263 pubblicato il 06 Marzo 2016 da Casalingapercaso
 

Presente, a Palazzo Zabarella.

Sotto  una pioggia fredda e incessante, era un conforto ieri rifugiarsi nelle sale nobili di Palazzo Zabarella. La nostra guida, una ragazza preparata e convinta ammiratrice del pittore, ci ha accompagnato lungo tutte le fasi della sua vita, dall'autoritratto iniziale al cavallo morente, con un contadino che sconsolato si chiede 'E ora?'  

Circa 120 opere di questo macchiaiolo, testimone inizialmente entusiasta del risorgimento, ma via via sempre più deluso dopo l'unità d'Italia. Ben poco era cambiato per gli italiani.

E oggi ancora in viaggio, una settimana in giro per il Veneto  che, sotto la pioggia, è triste come ogni altra regione.

 

 

 
 
 

Caucus e Super Tuesday

Post n°1262 pubblicato il 01 Marzo 2016 da Casalingapercaso
 

Caucus, plurale Caucuses, e Super Martedì.

Ogni 4 anni sentiamo queste parole, che poi vanno nel dimenticatoio per altri 4 anni, fino alla prossima tornata elettorale USA.

Da oggi, con molta probabilità, sapremo chi sarà il candidato Democratico  (Clinton o Sanders?) e quello Repubblicano  (Trump, Cruz o Rubio?).

E poi inizierà la vera campagna elettorale.  Chi vincerà il jackpot del Paese?

A me non piace particolarmente nessuno, con una leggera s-preferenza per Sanders, dato già per perdente sulla Clinton. Ma, che mi piaccia o no, chi vincerà indirettamente influenzerà la mia vita con le sue scelte.

P.S. A metà febbraio  il  figliolo in Utah ha presentato la dichiarazione dei redditi per gli ultimi mesi del 2015 lavorati in USA. Nel giro di  10  (dieci!) giorni, s'è ritrovato in conto il rimborso. Praticamente, fra i bebé e la loro mamma a carico, gli hanno restituito tutte le tasse pagate.  Ha faticato a crederci!

 


 


 
 
 

Dialetto, cibo per la mente

Post n°1261 pubblicato il 29 Febbraio 2016 da Casalingapercaso

Sul Corriere di oggi c'è questo interessantissimo articolo.

Per non perderlo, me lo salvo qua. Peccato per il grafico.

 

La lingua che parliamo influenza
la personalità e modella il cervello
La nostra visione del mondo è profondamente condizionata, fra l'altro, dal linguaggio che usiamo per esprimerci. L'idioma madre viene oggi correlato anche ad atteggiamenti che ne sembrerebbero lontani, come la propensione al risparmio o il senso di colpa
di Elena Meli
(Getty Images)(Getty Images)
La madrelingua resta il vettore della morale e dell'etica
L'influenza del linguaggio sul nostro Io è tuttavia ancora più profonda, con effetti sorprendenti perfino sulle decisioni coscienti: uno studio su PLOS One ha dimostrato che quando ci esprimiamo in una seconda lingua tendiamo ad avere meno remore morali. I partecipanti all'esperimento pubblicato su PLOS Oneinfatti accettavano di sacrificare una persona per salvarne cinque - facendo una scelta "utilitaristica"- più spesso se veniva loro chiesto nella seconda lingua rispetto a quando dovevano esprimere il loro parere in madrelingua: in questo secondo caso prevaleva infatti il divieto morale a uccidere. «Un idioma che non sia appreso dalla nascita è meno influenzato dalle emozioni perché mentre lo si parla si deve esercitare un controllo cognitivo maggiore per "spegnere" la madrelingua, che resta il vettore della morale, dell'etica, dei sentimenti», commenta Abutalebi. Il linguaggio appreso in culla è anche quello che più modula la nostra struttura mentale.
Chi parla una lingua senza numeri non sa far di conto
E la lingua può perfino modulare l'attitudine al risparmio come ha scoperto l'economista Keith Chen dell'Università di Los Angeles: i cinesi, che non hanno un tempo verbale preciso per indicare il futuro, hanno una propensione a mettere da parte i soldi del 30% maggiore rispetto a chi parla lingue più "definite" forse perché «identificare linguisticamente il futuro in modo distinto dal presente lo rende più lontano, motivando meno a risparmiare», ha spiegato Chen. Si è scoperto che pure indicare il genere delle parole incide sulla visione del mondo: uno studio su bambini ebrei e finlandesi ha rivelato che i primi si accorgono in media un anno prima di essere maschi o femmine anche perché la loro lingua assegna quasi sempre il genere alle parole, mentre in finlandese non accade. In alcuni casi gli effetti di un idioma sono ancora più curiosi: Lera Boroditsky, dell'Università di Stanford, ha verificato che nella lingua della tribù Piraha, in Amazzonia, non esistono lemmi per indicare i numeri ma solo i termini "pochi" o "tanti". Risultato, i Piraha non sanno tenere conto di quantità esatte.
Forse Shakespeare aveva torto: ciò che chiamiamo rosa non profumerebbe così tanto, se la chiamassimo con un altro nome.
Con i numeri serve un maggiore «sforzo cognitivo»
Riguardo alla matematica: i numeri si "pensano" nella lingua che sentiamo come primigenia perché, come spiega il neuropsicologo Jubin Abutalebi, «la matematica attiva circuiti cerebrali diversi da quelli del linguaggio e chiama in causa un maggior "controllo". Da un certo punto di vista è simile alla grammatica, la parte del linguaggio più influenzata dal periodo di apprendimento dell'idioma: nei bilingui tardivi ad alta padronanza, quelli cioè non distinguibili dai madrelingua anche se hanno appreso la seconda lingua non in contemporanea alla prima, una mappatura cerebrale rivela una maggiore attivazione delle aree di controllo esecutivo durante compiti di grammatica, mentre in caso di compiti lessicali o semantici l'attivazione è identica a quella di un bilingue precoce. Per padroneggiare la grammatica delle lingue apprese dopo l'infanzia serve perciò uno sforzo cognitivo maggiore».
Da Carlo Magno a Noam Chomsky
Si dice che Carlo Magno abbia detto: «Conoscere una seconda lingua significa possedere una seconda anima». Ne era convinto anche il linguista americano Benjamin Lee Whorf che, nel 1940, postulò la teoria secondo cui il linguaggio plasma il cervello al punto che due persone con lingue differenti saranno sempre cognitivamente diverse. Tale tesi passò di moda con gli studi di Noam Chomsky, che negli anni ‘60 e ‘70 propose la teoria di una "grammatica universale", ovvero basi generali comuni per tutti i tipi di linguaggio. A partire dagli anni ‘80, però, alcuni studiosi hanno iniziato a rivalutare Whorf, depurando la sua teoria dagli eccessi: così oggi sappiamo che, al di là di fondamenta concettuali simili, ogni linguaggio sottende una sua "visione del mondo" e la infonde, almeno in parte, in chi lo parla. Un esempio è il senso di colpa e di giustizia: in inglese se un vaso si rompe si sottende sempre la presenza (e quindi la responsabilità) di qualcuno, in spagnolo si tende a dire che il vaso si è rotto. Secondo alcuni proprio da questo dipende la tendenza anglosassone a punire chi trasgredisce le regole, più ancora che risarcire le vittime.

Obama
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La capacità di comunicare attraverso un linguaggio parlato e scritto, strutturato e complesso, è la caratteristica che più ci distingue dagli altri animali. Non solo: il linguaggio è in grado di "modellare" il nostro cervello, le convinzioni e gli atteggiamenti cambiando il modo di pensare e agire. Essere madrelingua inglese, cinese, o russo ha effetti diversi sull'architettura del pensiero, stando a un numero sempre più nutrito di studi. Succede perché ogni lingua pone l'accento su elementi diversi dell'esperienza, forgiando così un modo specifico di vedere il mondo.
Le parole e il substrato culturale
In parte dipende dalle influenze culturali, come spiega Jubin Abutalebi, neurologo cognitivista e docente di neuropsicologia dell'Università San Raffaele di Milano: «La parola che indica uno stesso oggetto in lingue diverse può acquistare sfumature differenti, che dipendono dal substrato culturale specifico». In cinese "drago" rimanda non solo a un animale fantastico e pauroso ma soprattutto a un simbolo di fortuna, forza, saggezza: inevitabilmente un cinese "vedrà" in modo diverso da un occidentale perfino un essere del tutto irreale. Accadrà lo stesso a un bilingue: per un anglo-cinese il drago sarà meno spaventoso che per un inglese. «La visione culturale sottesa alle parole di lingue differenti può influenzare chi conosce più di un idioma - sottolinea Abutalebi -. Il cervello, dovendo processare lingue con una semantica varia, associa ai singoli concetti elementi tratti dai linguaggi che conosce. In genere poi chi padroneggia più lingue è più curioso nei confronti delle culture legate agli idiomi conosciuti e questo facilita una maggior apertura e una visione diversa delle cose. Il modo di pensare e relazionarsi col mondo rimane immutato solo se una lingua viene imposta, perché in questo caso si mette in atto una resistenza a qualsiasi "commistione" culturale.


I dati Eurostat sono recentissimi e, in sintesi, bocciano gli italiani in inglese e simili. Perché studiamo tante lingue, perfino più degli altri europei (da noi il 98% degli adolescenti ne studia pure una terza, contro il 60% dei coetanei all'estero), ma le parliamo poco, pochissimo.
Come si insegnano le lingue
Il motivo sta probabilmente nel metodo di insegnamento: «In Italia le lingue straniere vengono insegnate in italiano; altrove il docente, oltre a essere magari madrelingua, si esprime soltanto in inglese, o francese, o spagnolo. Nelle ore di lingua straniera l'idioma allo studio è anche l'unico che si usa per comunicare: il miglior modo per imparare una lingua infatti è viverla, in una totale full immersion - osserva Jubin Abutalebi, neuropsicologo esperto in linguaggio dell'università San Raffaele di Milano -. Gli italiani in realtà sarebbero facilitati nell'imparare lingue straniere perché molti parlano dialetti complessi, che sono lingue a parte e quindi "plasmano" il cervello in modo da renderlo più ricettivo all'apprendimento di nuove parole e grammatiche. Per imparare una lingua serve infatti memoria fonologica, ovvero capacità di riconoscere i fonemi tipici di quell'idioma: chi fin da piccolo è esposto a due diversi linguaggi memorizza un numero maggiore di fonemi e poi per lui sarà più semplice aggiungerne altri. Ecco perché chi è già bilingue fa meno fatica a imparare altri idiomi». Ci sono casi eccezionali, come il praghese settantasettenne studiato da Abutalebi che conosce ben 29 lingue, le ultime 5 imparate dai 70 anni in poi: è difficile dire se il cervello dei multilingue sia "speciale" dalla nascita o se lo diventi proprio grazie allo studio di idiomi stranieri, certo è che ciascuno di noi potrebbe (e dovrebbe) provare a imparare una nuova lingua, visti i tanti positivi effetti sulla mente.
29 febbraio 2016 (modifica il 29 febbraio 2016 | 13:01)

 
 
 

Dimmi qualcosa di bello

Post n°1260 pubblicato il 29 Febbraio 2016 da Casalingapercaso
 

Dopo aver faticosamente tentato di riordinare la stanza del piccolo ed esaurito le sue energie della giornata, il consorte era (è) alla sua scrivania.

Prima di salire a mia volta per la fase 2 (aspirapolvere & co.) per incoraggiarmi gli ho chiesto  'Dimmi qualcosa di bello!'.

'Sei la gioia della mia vita e io ti amo'.

Bravo, si merita il timballo di spinaci che ho in mente di preparare per pranzo.  

 

P.S. Penso che la pasta fresca sia nel DNA di noi casalinghe.  Io la preparo come faceva mia mamma, che aveva imparato dalla sua mamma, e mia nonna Amabile probabilmente dalla bisnonna Luigia. Con qualche differenza: le mie uova non sono a metri 20, direttamente dal pollaio di casa e la farina non viene dal grano coltivato nei loro campi.

Ma io ho un plus che loro neanche sognavano, la mia fidata Kitchen Aid, un vero aiuto!

E terzo giorno di pioggia.


 


 
 
 

Empty Nest

Post n°1259 pubblicato il 25 Febbraio 2016 da Casalingapercaso
 

Nido vuoto, ma senza sindrome,  almeno per ora.

Dopo un bel week end in cui  l'abbiamo intravvisto per casa, martedì sera il medio è ripartito per Londra.  Ci manca, ma la relativa vicinanza mitiga l'assenza.

E stamattina all'alba, il piccolo ha lasciato il nido per Cracovia, a visitare amici con cui ha condiviso l'Erasmus e l'appartamento a Cadice.

Qualche giorno in terra polacca e poi via, a Copenhagen. E poi a casa, forse.

Da saccopelista risparmioso qual è, voli da 25 + 22 + 38 euro per il tutto, conta di non spendere più di 100 euro per tutto il resto.  Così ha cercato alloggio in ostelli supereconomici e s'è portato una confezione di cubetti di grana e di crackers per nutrirsi, almeno nella costosa Danimarca.

Di nascosto il papà gli ha infilato 100 dollari nel portafoglio e la mamma gli ha dato altri 100 euri per le palline di neve.  Con l'invito pressante a usarli tutti, per la nostra tranquillità.

E' difficile non travalicare il confine tra una sana preoccupazione e la vera e propria ansia.

Quanto a me, appena recupero un po' di energie, 'rabalto' e preparo le loro camere da letto, che debbono sempre essere pronte a riaccoglierli.  Questo pensiero mi fa stare meglio,  è come se fossero impegnati in un eterno viaggio di ritorno.

Quanto a noi, saremo impegnati in un dolce far niente. 


 

 

 

 

 
 
 

Hurrahhh

Post n°1258 pubblicato il 22 Febbraio 2016 da Casalingapercaso
 

Ultimi esami superati, bravo as usual , e tesi consegnata oggi.   

tesi

Ora aspettiamo che venga fissata la data della discussione, fra un mese circa.

Il figliolo ha tirato un grosso sospiro di sollievo e di liberazione.

Anche noi!

 


 

 
 
 

Tre strikes, addio

Post n°1257 pubblicato il 19 Febbraio 2016 da Casalingapercaso

Sono stata da Nicola poco prima di Natale, ma non sono stata contenta come di solito.

Appena arrivata, sua moglie mi ha detto 'Vorrei tagliarteli io i capelli stavolta'. Le ho fatto notare che andavo fin là per Nicola e, se non me li tagliava lui, tanto valeva andare da qualcuno più vicino a casa. Primo strike!

Avevo chiesto a Nicola di non tagliarli troppo, per il freddo. Ma dopo averli tagliati più di quanto volessi, invece di scusarsi ha sentenziato 'I capelli non tengono mica caldo'.

Secondo strike!

Al momento di pagare, la ragazza alla reception mi ha chiesto come stessi a shampoo. 'Bene', le ho risposto, non capendo dove volesse andare a parare.
Lei 'Non mi dirà che usa lo shampoo del supermercato'.
'Qualche volta. Altre volte lo prendo qui di fronte' (un negozio di forniture per parrucchieri dove anche loro si servono). 'Ma allora ci tradisce. Perché?'
'Perché voi mi fate pagare il doppio lo stesso prodotto'. Terzo strike!

Febbraio. Tempo  di andare.

 


 

 
 
 

Sono Pescatariano

Post n°1256 pubblicato il 16 Febbraio 2016 da Casalingapercaso
 

Ci ha chiamati il medio, arriva da Londra per il week end.  Ci ha anche annunciato che ci presenterà la sua ragazza  e che dal  3  gennaio è  'pescatariano'.

Pescatariano, what?   mangi solo pesche?

E che ne so com'è in italiano, I'm a pescatarian.

Rapida ricerca su google, il figliolo 'pescetariano' mangia solo pesce, oltre a proteine come uova, latte e derivati. E' l'occasione giusta per preparare quel baccalà parcheggiato in garage fin dal Natale scorso.  

Visita breve, perché martedì prossimo ripartirà, ma siamo comunque molto contenti di rivederlo.

 

 

 
 
 

Leocrema & Friends

Post n°1255 pubblicato il 16 Febbraio 2016 da Casalingapercaso

Ricordo il mio vecchio farmacista di paese; un uomo saggio, avulso dalle mode, che mi diceva  'Anche se vado contro i miei interessi, mi dispiace vedere tante donne sprecare soldi in creme costose. In fondo, bastano la Connettivina per le rughe e la Leocrema per nutrire e mantenere elastica la pelle'.

La Connettivina  contiene acido ialuronico, che a quei tempi non era ancora così di moda, e si  vende in farmacia  (ed è pure utile per le tasse); la Leocrema si trova da sempre al supermercato.

Il mio farmacista inascoltato è morto ricco e io ho risparmiato un capitale.

 

 

 
 
 
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30 COSE CHE VOGLIO FARE PRIMA DI MORIRE

Una crociera nei mari del Nord

La mia genealogia

Visitare lo Yucatan

Insegnare bene l'italiano a Michael

Riprendere a suonare la fisarmonica

Comprare la mia casetta in montagna

Rivedere i Laghetti Colbricon

Leggere tutta la Bibbia senza saltare i pezzi noiosi

Diventare una persona migliore

Preparare un croque-en-bouche di 20 piani

to be continued...