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Happy Birthday, Mr Zimmerman

Post n°96 pubblicato il 24 Maggio 2010 da qatia

 

 

 

 
 
 

Primo giorno

Post n°94 pubblicato il 13 Settembre 2009 da qatia
 
Tag: qatia
Foto di raccontare

 

 

 

 

 

 

Quand’ ero piccola l’ anno scolastico iniziava contemporaneamente in tutta Italia.

La sera prima il Presidente della Repubblica salutava gli studenti con un discorso come a Capodanno, ma senza lenticchie e zampone. Era un riconoscimento (anche solo formale) del ruolo della scuola nella società italiana.

Domani mia figlia inizia la prima elementare. O scuola primaria, come dice Marystar.

Abbiamo faticato a trovare un grembiule bianco abbastanza piccolo per i suoi diciassette chili.

Quando gliel’ ho misurato è stato come aprire una finestra. Lei felice, i grandi occhi stellati e sorridenti; il visino ancora sporco del sudore dei giochi, i capelli tutti scarmigliati dalla corsa.

E ho visto d’un colpo le meraviglie a stormo che la faranno sorridere, tutti i perchè pronti a sbocciarle sulle labbra, le sere bagnate di pianto quando penserà di non farcela. Il magico trasformarsi dei segni in parole da spiccicare a gocce. La musica dei numeri e le acrobazie dei colori.

Una curva della vita che non sai cosa c’è dopo. E mia figlia, curiosa, si sporge per vedere.

Domani entrerò nella sua aula. L’accompagnerò al banco e poi me ne andrò via per aspettarla a casa.

Perchè è così. I figli non sono nostri. Sono del mondo e al mondo devono andare. E se lo devono prendere tutto. Saperlo leggere, scrivere, contare. Misurarlo e berselo e masticarlo tutto.

E se pure non è la scuola che vorrei; se dovrò comperare la carta igienica e quella da cucina; se due ore di religione mi sembrano troppe a confronto dell’ unica d’ inglese, questo non basta a spegnermi la gioia in cuore. E adesso a letto, chè la campanella suonerà puntuale.   

 

 
 
 

Si chiamava Enrico

Post n°93 pubblicato il 11 Giugno 2009 da qatia

 

 

 

 

Venticinque anni fa moriva Enrico Berlinguer.

Comunque la si pensi politicamente, se ne apprezzano le qualità morali e la dirittura di cuore e pensiero.

Guardando i filmati dei suoi comizi o interviste provo una sorta di nostalgia per qualcosa che non ho fatto in tempo ad apprezzare pienamente: e di cui sento una mancanza tanto più struggente quanto più sono consapevole dell’ impossibilità di colmarla. Non in questo tempo, nè con le persone che lo cantano in coro.

 

In giro c’è qualche canzone che parla di Berlinguer. Io però quando lo penso sento questa.

 

 
 
 

Primo Maggio

Post n°92 pubblicato il 01 Maggio 2009 da qatia
Foto di raccontare

Ieri è stato l’ultimo giorno di lavoro per Alessandro. Non gli rinnoveranno il contratto, così parte per la Svezia e va a disegnare automobili. O almeno spera di poterlo fare presto.

Nemmeno a Paola hanno rinnovato il contratto. Lei andrà via a fine Maggio, dopo due anni in cui ha raccolto complimenti per la serietà e la professionalità dimostrate. Ha un quadernone pieno di indirizzi di aziende a cui mandare il curriculum.

Sia Alessandro che Paola erano stati rassicurati, all’inizio: ‘A meno che non combiniate disastri, il contratto verrà sicuramente rinnovato’.

Sicuramente.

Sicuramente il loro capo ha sbagliato qualcosa, se ha preso due persone in più per poi mandarle via.

Il loro capo di mestiere controlla che nei progetti vengano rispettati i vincoli di tempo e spesa previsti all’inizio: se non lo sono, il responsabile di progetto non avrà il piccolissimo incentivo che gli spetterebbe altrimenti in busta paga.

Se sbaglio le mie previsioni, pago io; lui sbaglia e pagano Alessandro e Paola.

Ai giovani colleghi di Alessandro e Paola questo appare normale. Non hanno il minimo dubbio.

Sono sconcertata. Hanno meno di trent’ anni e non si incazzano, sono già rassegnati.

Penso a come sarà questo Primo Maggio per Alessandro che parte domani.

Per Paola, che piangeva fra le mie braccia nella stanzetta delle fotocopiatrici.

Per tutti quelli che un lavoro possono solo sperarlo.

 

 
 
 

Helpless

Post n°91 pubblicato il 24 Aprile 2009 da qatia

 

Quando sai che una cosa succederà cerchi di farti trovare preparato.

Fai la punta al tuo carattere, pieghi bene le debolezze per metterle via.

Cerchi di non pensare che in tasca hai la possibilità di uno scarto in corsa della sorte, una deviazione dal previsto che non faccia succedere niente di quello che non ti piace.

Stai alle previsioni con l’ animo pronto come uno che metta in borsa l’ombrello quando vede il cielo scurirsi.

Ma quando la pioggia arriva, il tuo ombrelletto non ti serve a niente. Ti bagni di pianto nascosto, e ti dispiace non riuscire a essere forte quanto ti eri preparato a essere.

Perchè la forza arriva, ma sempre dopo la prima lacrima.

E il tempo delle lacrime nessuno te lo può levare.

 

 

 
 
 
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Un blog di: raccontare
Data di creazione: 16/11/2006
 

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