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questo continuare a cercarsi

 dove l’altro smette.

Una connessione spontanea

Senza alcuna richiesta

 

 

 

Sensibilità tenerezza ardore

sono collegate al cuore

Talvolta arrecano lacrime e dolore.

Ma si è vivi nella sofferenza

e morti nell’indifferenza.

Sunny_Poems

 

 
Creato da: fabiana.giallosole il 18/02/2012
COPDUS - Coordinamento Provinciale Docenti Utilizzati di Sassari

 

 

ATA

Post n°4420 pubblicato il 27 Luglio 2016 da fabiana.giallosole
 
Tag: ATA

Da “OrizzonteScuola”


ATA. Organico di fatto: il MIUR vuole autorizzare solo 5.182 posti in deroga


di redazione


Il 26 luglio 2016 alle ore 15.00 si è tenuto l’incontro d’informativa sindacale sull’organico di fatto ATA 2016/2017.

Il Ministero dell’Istruzione ha comunicato ai sindacati che intende attivare solo poco più della metà dei posti dati in deroga lo scorso anno scolastico, 5.182, contemplando la possibilità di deroga solo per i collaboratori scolastici.

Il motivo di tale decisione sta nei rilievi, sollevati dal MEF, per il numero eccessivo di posti autorizzati lo scorso anno (9.078) e per avere in tal modo annullato il taglio. 

Il MIUR  ha anche informato che l’8 agosto intende aprire le funzioni a SIDI per l’inserimento dell’organico di fatto.

I sindacati hanno chiesto l’immediata sospensiva della circolare per poterne discutere nel confronto politico del 2 agosto col Sottosegretario Faraone e ottenere la restituzione dei circa 9.000 posti in deroga attribuiti lo scorso anno che consentirebbero il funzionamento dei servizi scolastici.

Organici ATA, informativa ai sindacati sull'organico di fatto. Incontro politico 2 agosto: saranno chiesti 9000 posti

 

 
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Bonus

Post n°4419 pubblicato il 27 Luglio 2016 da fabiana.giallosole
 
Tag: Bonus

ItaliaOggi


Bonus e incarichi, ecco i rischi


L'allarme di Cantone: possibili fenomeni corruttivi




Marco Nobilio

La chiamata diretta e il bonus docenti costituiscono fattori di rischio corruttivo per le istituzioni scolastiche. L'allarme viene dall'autorità nazionale anticorruzione (Anac), che lo ha messo nero su bianco in un provvedimento emanato il 13 aprile scorso (delibera 430). La questione è diventata di particolare attualità, proprio in questi giorni, perché dopo un lungo braccio di ferro tra sindacati e amministrazione, è ormai assodato che la materia del compenso accessorio legata al merito e la chiamata diretta dei docenti dagli ambiti, sono state definitivamente sottratte al tavolo negoziale. Pertanto, essendo regolate in via esclusiva da norme di legge, eventuali illeciti commessi dai dirigenti scolastici in sede di applicazione potrebbero determinare non solo l'insorgenza della responsabilità civile ma, nei casi più gravi, anche di quella penale.

La Suprema corte, infatti, è costante nel ritenere che la responsabilità penale per taluni reati tipici della pubblica amministrazione (in primo luogo, per l'abuso d'ufficio) non sussista in tutti i casi regolati da disposizioni pattizie. Perché ai fini della sussistenza del reato, in tali casi, è necessaria la violazione di legge. Elemento, questo, impossibile a verificarsi nelle materie regolate dalla contrattazione collettiva. Con la rilegificazione di una parte importante degli istituti della mobilità e del compenso accessorio, invece, tale violazione è possibile. E dunque, è ragionevole ritenere che il contenzioso, prima relegato nelle aule delle sezioni lavoro, si sposterà anche in sede penale. Tanto più che i rimedi civilistici previsti dall'ordinamento sono molto costosi per i lavoratori. Per adire l'azione giudiziale (ad oggi l'unico rimedio efficace per dirimere le controversie di lavoro) è obbligatoria la difesa tecnica. Il lavoratore, dunque, deve necessariamente farsi difendere da un avvocato e i costi dell'azione si aggirano, mediamente, intorno ai 2000 euro. E tali costi si raddoppiano se il lavoratore perde la causa. Perché con la riforma del codice di procedura civile, il regolamento delle spese non può più prevedere la compensazione tra le parti, salvo gravi ed eccezionali motivi. In altre parole: chi perde la causa, oltre a pagarsi l'avvocato, deve pagare anche l'avvocato della controparte.

Nel caso dei lavoratori della scuola, dunque, in caso di soccombenza il lavoratore deve pagare anche le spese sostenute dall'erario per retribuire l'avvocato dello stato che difende l'amministrazione. Non così, invece, per il rimedio penale, che consiste in una mera denuncia in carta semplice, recante l'esposizione del fatto, che qualunque cittadino può esperire semplicemente recandosi presso una stazione di carabinieri senza alcun costo. Di qui la particolare attualità dell'allarme lanciato dall'autorità presieduta da Raffaele Cantone che, però, ha dato ai dirigenti scolastici anche alcuni suggerimenti per evitare di commettere illeciti di natura corruttiva.

L'autorità ha individuato diversi comportamenti potenzialmente a rischio. Tra questi, per quanto riguarda le dazioni connesse al bonus docenti, l'attribuzione di incarichi aggiuntivi e la valutazione e incentivazione dei docenti. E per la chiamata diretta, il conferimento degli incarichi di docenza. In entrambi i casi, sempre secondo l'Anac, potrebbero verificarsi discriminazioni e favoritismi sia al fine di avvantaggiare o svantaggiare particolari soggetti, sia nell'individuazione all'interno degli ambiti territoriali del personale cui conferire incarichi. L'antidoto per prevenire l'adozione di comportamenti illeciti penalmente rilevanti, secondo l'autorità guidata da Raffaele Cantone, va individuato nella definizione, anche attraverso la consultazione con gli organi collegiali, e pubblicazione, sul sito internet della scuola, dei criteri oggettivi per l'attribuzione di incarichi; nella diramazione di circolari esplicative dei criteri e, infine, nella pubblicazione tempestiva degli incarichi di docenza conferiti e, se aggiuntivi, con indicazione della durata e del compenso spettante

 
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Madia

Post n°4418 pubblicato il 27 Luglio 2016 da fabiana.giallosole
 
Tag: Madia

Da “La Tecnica della Scuola”


Contratto, Madia: aumenti solo a chi fa bene e turn over selettivo


Ci sono ancora margini di trattativa sull’atto di indirizzo che porterà al rinnovo del contratto della PA


Alessandro Giuliani

Ci sono ancora margini di trattativa sull’atto di indirizzo che porterà al rinnovo del contratto della PA, perché non esiste alcuna bozza di decreto attuativo della riforma Madia.

A riferirlo sono state alcune fonti ministeriali, in occasione dell’atteso incontro del 26 luglio, tenuto a Palazzo Vidoni, durante il quale il ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, ha proposto l'avvio di un confronto tecnico sulle priorità del pubblico impiego (reclutamento, mobilità, valutazione e contratto) così da raccogliere gli input per mettere a punto l'atto le linee guida per il rinnovo e i suggerimenti per gli aspetti del testo unico che impattano sulla contrattazione.

Il testo unico del pubblico impiego verrà presentato a gennaio, visto che la delega scade a febbraio, e per ora non c'è una bozza di governo, hanno assicurato dalla Funzione Pubblica, smentendo in questo modo le clamorose anticipazioni apparse nella stessa giornata sulla carta stampata a proposito di un corposo testo di riforma della pubblica amministrazione, già predisposto dal Governo, con il rischio licenziamento per i sovrannumerari e la fine degli scatti d’anzianità.

Tornando all’incontro con i sindacati, Madia ha annunciato che subito dopo la pausa estiva, quindi per metà settembre, il ministero delle Funzione farà un bilancio delle riunioni tecniche e stilerà l'atto di indirizzo, in parallelo con la discussione sulle Legge di Stabilità, la cui prima bozza dovrà essere pronta da lì ad un mese.

La via maestra dettata dal Governo, però, è delineata: d’ora in poi bisognerà premiare chi fa bene, adottando per questi dipendenti delle maggiorazioni. “La distribuzione degli incentivi non può seguire un percorso 'a pioggia', senza distinzioni”, scrive il cronista dell’Ansa presente al ministero di Palazzo Vidoni, riferendosi alle intenzioni della Madia.

Detto questo, per gli altri dipendenti, per capire se pure i meno “meritevoli” potranno avere qualche forma di aumento, dipenderà tutto dall’andamento economico-finanziario dell’Italia: gli aumenti, quindi, per loro sono previsti solo se “ci sarà sviluppo, allora ci saranno anche più risorse”, avrebbe detto ai sindacati la responsabile della Funzione Pubblica.

Tra le novità a cui il Governo punta c’è poi il turnover selettivo e non più indistinto: un passaggio cruciale, se si vuole risollevare il pubblico impiego, ha detto ancora Madia, annunciando solo “assunzioni mirate e indirizzate alle professionalità che servono, in base ai fabbisogni”.

Riferendosi, infine, alle assunzioni a Roma di oltre 1.100 educatori e docenti della scuola dell’infanzia comunale, di cui abbiamo dato notizia, il ministro della PA ha tenuto a dire: “la sindaca Raggi sa perfettamente che se oggi le maestre possono essere assunte è grazie all'impegno del governo”, che "da quando è sorto il problema si è subito impegnato a risolverlo, prima dell'inizio dell'anno scolastico" inserendo una misura in un decreto.

 
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Precari ATA

Post n°4417 pubblicato il 27 Luglio 2016 da fabiana.giallosole
 

Da “La Tecnica della Scuola”


Precari ATA, nessuno parla delle immissioni in ruolo


Redazione



Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Feder ATA, che chiede l'immissione in ruolo dei precari del personale tecnico amministrativo.


"Gentili Colleghi precari, il nostro Personale ATA precario è ormai in “balia e nelle grinfie” delle decisioni e dei verdetti dei nostri Politici o Sindacalisti di turno che spesso e volentieri 'ci riservano delle vere e proprie rappresaglie'.

Apprendiamo tutti i giorni che nel settore Scuola, di tutto si parla eccetto che dell’immissione in ruolo del Personale ATA precario dimenticato e penalizzato da tutti che, nonostante anni ed anni di esperienza lavorativa si vede oggi letteralmente 'sbattute tutte le porte in faccia' !

Sappiamo benissimo che dall’anno scolastico in corso la situazione è stata ulteriormente aggravata in maniera impressionante per la mancata immissione in ruolo dovuta ormai al “pretesto” del transito dei dipendenti delle province nei ruoli ATA.

Ora tutti ci chiediamo: 'questi Signori che hanno in mano il potere decisionale', cosa o chi aspettano per immettere in ruolo il Personale ATA precario ? Se ne stanno 'fregando, facendo orecchie da mercante' anche della sentenza della Corte Europea sul precariato. E’ una vergogna anche perché è ormai noto a tutti il considerevole aumento della popolazione scolastica italiana.

Abbiamo dovuto 'sopportare con tanto coraggio la farsa' delle immissioni in ruolo e delle relative 'assunzioni in servizio' dei Docenti effettuate nel corrente mese di Luglio e attualmente se qualcuno vuol controllare 'dove questo Personale sta prestando servizio' … dovrà spostarsi in località balneari o di montagna o addirittura all’estero su qualche 'bello isolotto sperduto' circondato da mari cristallini !

Certamente la colpa non è dei nostri Docenti che sono stati beneficiari di un contratto di lavoro a tempo determinato per starsene tranquillamente a casa per i fatti propri e che hanno comunque il 'sacrosanto' diritto di lavorare, ma la colpa è della Classe Politica e delle OO.SS. firmatarie di contratto che si sono dimenticati completamente del Personale ATA e che hanno permesso 'questa scandalosa commedia all’italiana' !

La Federazione del Personale ATA chiede urgentemente che tutto il nostro Personale ATA precario venga immesso in ruolo, è ora di farla finita che i nostri precari debbano tenere il posto caldo a tutti i dipendenti della Pubblica

Amministrazione tranne che a Loro che ne hanno pienamente diritto dopo anni e anni di sacrifici e rinunce!

Attendiamo delle risposte concrete, serie e responsabili.

 
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DOCENTI INIDONEI

Post n°4416 pubblicato il 16 Luglio 2016 da fabiana.giallosole
 

REPORT INCONTRO INIDONEI MIUR


Oggi si è svolto il previsto incontro con il Sottosegretario Davide Faraone, anche se a riceverci è stato il Capo segreteria Dott. Marco Campione.

Per la delegazione CESP-Inidonei erano presenti, la sottoscritta, maestra Titti e Annamaria Casacca, per il MIUR, il solo capo segreteria ( estensore della legge 107/2015, come lui stesso ha sottolineato).

Siamo entrati subito nel merito della questione, che ho illustrato presentando il documento già consegnato il 7 aprile 2015 in VII Commissione Cultura, durante l’incontro con le altre organizzazioni sindacali per discutere dell’allora proposta di legge della cosiddetta“ Buona scuola”.

La richiesta contenuta nel documento Inidonei: un organico funzionale(o di potenziamento) ante litteram , è stata considerata anche dal Dott. Campione, “una proposta di senso e attuabile”, così come ad aprile scorso ci aveva già detto il dirigente Bonelli della Direzione generale del personale.

La possibile stabilizzazione dei docenti inidonei all’interno del nuovo organico dell’autonomia, ci ha detto il Dott. Campione, è determinata proprio dalle sue caratteristiche.

L’organico dell’autonomia, infatti, ci ha detto il dottor Campione, è un tutto unico, che il dirigente può utilizzare in una delle tre tipologie di posto ( comune, di sostegno, di potenziamento), senza differenze e, in realtà, come noi sosteniamo, i docenti inidonei possono far parte benissimo di questo organico, anche se non sono propriamente riconvertibili sulle classi.

Per risolvere ( si spera in via definitiva) il problema della mobilità intercompartimentale obbligatoria, occorre fare alcuni passaggi e sciogliere alcuni nodi :

Occorre infatti:

- accertarsi in via definitiva che il decreto attuativo sia atto dovuto ( anche se già sappiamo che è così, perché ce lo ha anticipato sempre il Dirigente del personale di cui dicevo prima);

- accertarsi che la Funzione Pubblica non abbia predisposto alcun testo in tal senso (nel 2013 il ministro Profumo, uscente ,aveva addirittura già firmato il decreto attuativo del passaggio ad ATA, ma lo abbiamo bloccato);

- accertarsi in quale capitolo di spesa rientrano i docenti inidonei, visto che non dovrebbero rientrare in quello previsto per l’organico di diritto e che quindi le cifre per la loro retribuzione dovrebbero essere spostate.

Fatto questo e assunto il dato che il ministero non ha interesse allo spostamento obbligatorio in altri comparto dei docenti inidonei, i quali svolgono una funzione di supporto alla scuola, bisogna però:

- Presentare un emendamento nella 107 per l’inserimento dei docenti inidonei nell’organico dell’autonomia;

- Ribadire alcune specificità relative alla funzione di potenziamento svolta dai docenti inidonei (pur facendo parte dell’organico di potenziamento, infatti, gli inidonei non svolgono attività di docenza, ma sono di supporto al piano dell’offerta formativa- in realtà è già così, ma va specificato nella legge);

- Inserire nella legge di stabilità le cifre necessarie alla copertura in via definitiva della spesa derivante dall’inserimento dei tale personale docente nell’organico “di diritto” ( fermo restando che per il MIUR non esiste più questa divisione). Il Dott. Campione ha ipotizzato circa 70 milioni di euro.

A questo proposito abbiamo fatto notare al Dott. Campione che le cifre per la copertura ci sarebbero già, visto che le immissioni in ruolo su potenziamento sono state inferiori al previsto e, in realtà, il capo segreteria ha confermato il dato precisando che ci sono circa 7.000/8.000 posti non assegnati. Tali posti saranno però utilizzati sempre per sopperire alle esigenze dello stesso organico di potenziamento.

Pur non potendo ancora dire nulla sugli esiti effettivi dell’incontro, mi sembra che ci sia una certa volontà “politica” di risolvere il problema della mobilità obbligatoria.

Dunque, occorre chiarire al più presto i passaggi preliminari e noi abbiamo già inviato una nota al ministro Madia, per la Funzione Pubblica, per avere notizie sui decreti attuativi, lunedì richiameremo il Dott. Campione per sapere cosa ha appurato lui direttamente ed entro luglio cercheremo di avere il quadro chiaro. Per gli emendamenti e il resto ci riaggioneremo a settembre.

Un saluto a tutti e buone ferie.
Anna Grazia Stammati

 
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 CHI SIAMO

Il Coordinamento provinciale dei Docenti Utilizzati di Sassari (COPDUS), si è costituito ufficialmente nel mese di settembre 2011, in seguito alla necessità di fronteggiare il nefasto articolo 19 della Legge 111 del 15 luglio 2011 col quale si dispone la messa in mobilità intercompartimentale dei docenti inidonei o il declassamento a personale ATA con conseguente riduzione stipendiale.

Esserci costituiti in gruppo è stato per tutti noi fondamentale in quanto ci ha dato da subito la forza e la determinazione, entrambe importanti, per intraprendere tutte quelle azioni di lotta civile allo scopo di trovare soluzioni al problema che ci ha visti coinvolti, assieme ad altri quasi 4000, a livello nazionale.

Ritrovarci con cadenza settimanale ci fa sentire, non solo più uniti e aggiornati sull'evolversi della nostra situazione, ma soprattutto più sicuri e positivi nell'affrontarla.

Per questo motivo, e non solo, abbiamo col tempo sentito il bisogno di creare questo BLOG ossia uno spazio per informarci ed informare anche coloro che trovandosi nella nostra situazione pur non facenti parte del coordinamento di Sassari, avranno piacere di visitarci e saranno i benvenuti.

Al tempo stesso vogliamo che questo sia uno spazio oltre che di informazione anche di incoraggiamento al "ce la faremo" e al "non smettere" e quindi non vuole avere e non avrà aspetti e contenuti sterili o "istituzionalizzati".


e-mail: copdus@gmail.com oppure fabianagiallosole@libero.it

 

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