Community
 
fabiana.gia...
   
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 10
 

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Luglio 2014 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
 
 

Cerca gli argomenti

 

a

Cerca gli argomenti scorrendo la tendina "tutti i tags" 

 

 

Scrivici:

copdus@gmail.com

 

 

a

 

 

 

 

Buona notte

d

 

Non ti arrendere mai,
neanche quando la fatica si fa sentire,

neanche quando la delusione ti avvilisce,

stringi i pugni, sorridi……….e ricomincia. 

(San Leone Magno)

 

 

Aforismi e frasi celebri

 

q

L’esperienza è il tipo di insegnante più difficile…

prima ti fa l’esame e poi ti spiega la lezione.

(Oscar Wilde)

 

L'angolo della fiaba, a cura di Marina

a

 

La lepre e le rane

Una lepre stava a rammaricarsi per la sua incorreggibile paura che la faceva sempre scappare da ogni cosa, e faceva grandi propositi di comportarsi più coraggiosamente quando un rumore la fece fuggire a gambe levate.
Arrivò allo stagno e tutte le rane, non appena la udirono, si tuffarono in acqua e si nascosero nella fanghiglia.
“Meno male!” si consolò la lepre.
“Per quanto si possa essere paurosi, c’è sempre chi ha più paura di noi!

 

 
Creato da: fabiana.giallosole il 18/02/2012
COPDUS - Coordinamento Provinciale Docenti Utilizzati di Sassari

 

 

QUOTA 96

Post n°2939 pubblicato il 28 Luglio 2014 da fabiana.giallosole
 

Da “La Tecnica della Scuola”

 

Quota 96: l’incertezza genera l’ansia dell’emendamento

 

Pasquale Almirante

Sul blog di "Quota 96" si accende l'ansia, scaturita da comprensibile panico di un'ulteriore "fregatura": ma siamo sicuri? E i promotori del Comitato: ragazzi (si fa per dire), sereni e pensiamo positivo. Ma l'attesa è "il nero su bianco", mentre l'emendamento 3bis rilascia timore. Al presidente della Commissione bilancio, Boccia, l'ultima parola

E per sedare gli animi, viene subito pubblicato il comunicato di Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei Deputati: "Bene il ministro Madia e la commissione Affari Costituzionali nel dare il via libera all'emendamento Ghizzoni sui cosiddetti quota 96 della scuola, eccellente risultato finale dopo il lavoro congiunto e unitario di ben tre commissioni parlamentari Bilancio, Cultura e Lavoro sintetizzato nella risoluzione Saltamartini col voto di tutti i gruppi parlamentari. Siamo riusciti nel Decreto PA a sanare le ferite aperte di un'intera generazione di insegnanti, risultato purtroppo di un confronto che, al tempo della Fornero, fu negato soprattutto da chi antepose il risparmio riveniente dalla riforma su tutto e tutti, anche davanti ad errori macroscopici che il PD aveva denunciato per tempo. Il risparmio complessivo della riforma Fornero resta un grande risultato politico che potrà essere compreso ancora meglio quando saranno scomparsi dal panorama della discussione politica i diritti negati a causa di quegli errori evidenti. Quello dei Quota 96 è uno dei più emblematici. Il lavoro approvato da tutti i gruppi parlamentari in prima commissione, e fatto proprio dal governo Renzi, consentirà a quasi 4 mila giovani insegnanti di coronare il loro sogno di ingresso a tempo indeterminato nella scuola. Adesso andiamo avanti con il nostro lavoro perché è sui problemi di natura quotidiana che la politica è chiamata a dare ogni giorno risposte concrete".
Il presidente Boccia, fra l'altro, è stato fra coloro che, insieme a Ghizzoni e Bastico, hanno da sempre creduto in questa giusta lotta per l'affermazione di un diritto.
E infatti, sottolinea nel blog il prof. Giuseppe Grasso, tra i fondatori del comitato "Q96", che nelle parole di Boccia non compare nulla di "velleitario o di propagandistico e che è anzi una precisa denuncia dell'errore non sanato commesso dalla riforma Fornero. Boccia ci sta dicendo che ce la faremo. Non è un caso che lo abbia messo, significativamente, nella home del suo sito personale".
Inoltre, scrive sempre Grasso, significative sono le sue parole su tweet: "Sono 416 mil. in 5 anni coperti da tagli di spesa. Corretto un errore grossolano di una riforma necessaria".
Ancora dubbi, dunque?
Uno in modo particolare improvvisamente si è messo a serpeggiare e riguarda l'emendamento 3bis, con cui si ripristina la quota di pensione retributiva per le insegnanti che, trovandosi nella stessa situazione dei lavoratori di Quota 96, hanno optato (nei due anni passati) per il pensionamento con opzione puramente contributiva.
La modifica introdotta col comma 3bis potrebbe creare, come giustamente sottolineato dal prof Grasso, disomogeneità di trattamento nell'erogazione del Tfs fra il personale della scuola che usufruirà dell'intervento di Quota 96 (e che riceverà il TFS secondo la tempistica del pensionamento second la riforma Fornero) e chi è invece andato via con l'opzione contributiva, andando a intaccare il fabbisogno finanziario complessivo dell'operazione relativa ai Quota 96 Scuola, richiamato dal comma 4 e includendovi anche questi fabbisogni aggiuntivi (cosa che potrebbe essere usata dalla Ragioneria dello Stato per mettersi di traverso).

Se per un verso la riflessione è valida, dall'altro tale platea non dovrebbe poi essere tanto estesa (poche decine?) e quindi non dovrebbe generare gravi disfunzioni e ulteriori ingiustizie, anche se, ancora una volta, si tocca con mano che per garantire privilegi "singolari" si passa sopra il "plurale", visto che l'emendamento in questione andrebbe a salvare, si ventila sul blog, qualcuno molto vicino a un parlamentare.
In ogni caso è diffusa convinzione che Boccia saprà apportare, se potrà, le correzioni dovute in sede di commissione Bilancio, mentre si fa presente, all'interno del vivace dibattito sul blog, che l'obiettivo principale era il superamento della legge Fornero e il ripristino di un diritto
C'è comunque da sottolineare che il personale della scuola, avvinghiato nelle tracotanti spire delle legge Fornero sulle pensioni, ne ha subite tante da più due anni e da più due anni è stata loro mostrata, con troppa sicurezza e ammiccamento, l'Itaca ubertosa della pensione, senza però consentirne l'approdo.
Adesso, scrive il prof Grasso, "avanti tutta fino all'approvazione in Aula!"

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

STATALI

Post n°2938 pubblicato il 28 Luglio 2014 da fabiana.giallosole
 
Tag: Statali

Da “Corriere della sera”

Statali in pensione a 62 anni, medici e prof a 65


Un altro traguardo raggiunto venerdì notte è quello dei «quota 96», l’intricata e spinosa vicenda dei circa 4 mila lavoratori della scuola — insegnanti, ma anche collaboratori tecnici e amministrativi — che due anni fa dovevano andare in pensione.

Pensionati d’ufficio sì, «per esigenze organizzative e senza recare pregiudizio ai servizi», ma non prima dei 62 anni: è una delle principali novità inserite nel testo della riforma sulla Publica amministrazione, licenziato nella notte tra venerdì e sabato dalla commissione Affari costituzionali e atteso in Aula per la prossima settimana. Anche grazie all’eliminazione della regola del cosiddetto «trattenimento in servizio», che consente di restare a lavoro per altri due anni, i dipendenti pubblici, compresi i dirigenti, potranno essere pensionati d’obbligo, ma mai prima dei 62 anni, che diventano 65 per i medici e i professori.
La norma non si applica ai magistrati: per loro la soglia resta i 70 anni. Ma i togati, salvaguardati da una parte, vengono sfavoriti dall’altra: quanti ricoprono incarichi in uffici di diretta collaborazione con la Pa, pure se solo di consulenza giuridica, non possono più godere dell’aspettativa, devono quindi per forza andare fuori ruolo (per un massimo di dieci anni). E la norma ha, per così dire, valore retroattivo: da settembre, quando entrerà in vigore il decreto, il beneficio dell’aspettativa cessa per tutti. E chi vuole andare volontariamente in pensione prima dei 62 anni? Potrà farlo senza penalizzazioni, grazie ad un emendamento di Maria Luisa Gnecchi, che cancella tutte le decurtazioni economiche previste dalla legge Fornero e soprattutto elimina la dizione di «prestazione effettiva di lavoro»: ovvero, per maturare i 41 anni e sei mesi di anzianità (per le donne) e 42 anni e sei mesi (per gli uomini), necessari per la pensione di anzianità, si potrà tenere conto di tutto l’arco di vita lavorativa, compresi i giorni di sciopero, congedo matrimoniale, maternità facoltativa, e così via.
Un altro traguardo raggiunto venerdì notte è quello dei «quota 96», l’intricata e spinosa vicenda dei circa 4 mila lavoratori della scuola — insegnanti, ma anche collaboratori tecnici e amministrativi — che due anni fa dovevano andare in pensione. Ma che, per quello che è stato riconosciuto come un errore nella norma, sono rimasti incastrati nelle maglie lavorative, bloccati nelle aule dalla riforma Fornero che cambiava in corsa i requisiti per la pensione. Adesso, dopo un passaggio che sembra scontato in commissione Bilancio e una veloce approvazione al Senato, non appena il decreto sulla Pa sarà diventato legge — si stima entro l’8, 9 agosto — potranno richiedere di andare in pensione dal primo settembre. Non avranno però subito diritto al Tfr, che arriverà solo tra due anni: la liquidazione sarà infatti rinviata al momento in cui avrebbero dovuto andare in pensione secondo i criteri Fornero. E la somma sarà ricevuta non per intero, ma a rate, scansionate in base al reddito. Ma non perderanno neanche un giorno di lavoro: come per gli altri lavoratori pubblici, il calcolo dell’ammontare dell’assegno avverrà con criteri misti. E cioè: per il lavoro svolto fino al 31-12-92 si terrà conto dell’ultima busta paga, quella di agosto 2014; per quello svolto fino al 31-12-2011 varrà la retribuzione media; per gli ultimi due anni e otto mesi di lavoro si terrà conto della contribuzione versata. «È stato un grande successo, a cui stiamo lavorando da 31 mesi — dice Manuela Ghizzoni, pd — viene risolta un’ingiustizia». Il provvedimento non varrà solo per i quota 96, ma anche per un centinaio di insegnanti che avevano deciso di usufruire dell’opzione «donna» per poter andare in pensione prima, ma utilizzando il calcolo contributivo della pensione, e quindi rinunciando al retributivo (più vantaggioso). Ora ci sarà una rivalutazione della loro pensione (circa il 30%, 2-300 euro) per evitare che siano penalizzate economicamente rispetto ai colleghi.
Valentina Santarpia


 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

MobilitÓ statali

Post n°2937 pubblicato il 25 Luglio 2014 da fabiana.giallosole
 

 

Da “Il Messaggero”


Mobilità degli statali, spuntano le eccezioni. Più peso ai sindacati


Il ministro della funzione pubblica, Marianna Madia, è pronta a dare parere favorevole all’emendamento per pensionare i 4 mila professori cosiddetti «quota 96»

IL PROVVEDIMENTO/1
ROMA Qualche limatura. Qualche concessione ai sindacati. Qualche salvagente lanciato qua e la. Per passare tra le forche caudine della Camera, il governo è stato costretto a cedere qualcosa della draconiana riforma della pubblica amministrazione. Sulla mobilità obbligatoria, per esempio. A cominciare dalle eccezioni inserite a favore delle lavoratrici con figli sotto i tre anni o per i lavoratori che hanno a carico portatori di handicap (quelli della nota legge 104), per i quali la mobilità, dopo il passaggio parlamentare, diventa "facoltativa". Ma soprattutto il governo ha dovuto cedere il passo e ammettere il coinvolgimento dei sindacati nelle procedure di mobilità obbligatoria. Le rappresentanze dei lavoratori saranno chiamate insieme alle amministrazioni a stabilire i criteri dei trasferimenti quando questi avverranno senza il consenso dei lavoratori. Un piccolo dietrofront rispetto alla negazione della concertazione che fino ad oggi è stata la cifra del governo Renzi. Anche i demansionamenti, le retrocessioni a compiti e stipendi inferiori per gli statali in esubero che vogliono mantenere il posto di lavoro, sono stati limati. Il downgrading, per usare un termine finanziario, potrà essere di un solo gradino. I nodi cruciali, quelli delle norme sul trattenimento in servizio, sul turn over, sul pensionamento dei magistrati, non sono stati ancora affrontati. Lo saranno oggi, ma alcuni punti fermi ci sono. Il ministro della funzione pubblica, Marianna Madia, è pronta a dare parere favorevole all’emendamento per pensionare i 4 mila professori cosiddetti «quota 96», quelli rimasti incastrati nelle maglie della Fornero per un errore tecnico e che entro la fine del prossimo mese, potrebbero andare finalmente in pensione. Come detto, per la strada, la riforma ha perso diversi pezzi che pure erano stati annunciati come altrettanti punti fermi. A cominciare, per esempio, dalle sedi distaccate dei Tar. 
TUTTI I CAMBIAMENTI
Delle otto che dovevano essere chiuse, un emendamento ne ha salvate cinque, tutte quelle presenti in Comuni dove c’è anche una Corte di appello. Per le altre tre la chiusura è rimandata al 2016. Anche gli avvocati di Stato possono tirare un sospiro di sollievo. L’azzeramento dei premi per le cause vinte si è trasformato in una riduzione del 50 per cento. I compensi incassati comunque, rientreranno nel tetto dei 240 mila euro che vale per tutti i dipendenti dello Stato. Mezza retromarcia anche sull’abolizione dei contributi alle Camere di commercio, la misura che avrebbe dovuto far risparmiare un miliardo di euro alle imprese. Un emendamento, sul quale c’è il parere positivo del relatore Emanuele Fiano e del governo, prevede che l’importo dovuto ogni anno dalle imprese venga ridotto del 35% nel 2015, del 40% nel 2016 e del 50% nel 2017. Il taglio viene così diluito in tre anni, rispetto alla versione originaria che stabiliva un dimezzamento secco. In realtà sulle Camere di commercio le norme continuano ad accavallarsi. Nella legge delega depositata in Senato viene di nuovo indicato un completo azzeramento del contributo, mentre un emendamento ad un altro decreto, il competitività, ha introdotto ulteriori criteri per il calcolo dei contributi. 
Si prevede cioè che «i diritti di segreteria dovuti alle camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura per il deposito dei bilanci presso il registro delle imprese devono tener conto delle spese sostenute dalle camere di commercio per la riscossione, la rendicontazione ed il versamento delle somme a favore dell’Organismo italiano di contabilità». Così facendo, in pratica, si consente alle Camere di utilizzare le spese di segreteria per andare bilanciare i tagli del decreto sulla Pa. Per ora, insomma, almeno per le Camere di commercio nulla cambia. 
Andrea Bassi

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Anticipo a 5 anni

Post n°2936 pubblicato il 25 Luglio 2014 da fabiana.giallosole
 

Da "OrizzonteScuola"


Anticipo a 5 anni. Qual è l'età giusta per sedersi tra i banchi di scuola?

ads


di Mariella Gerardi - Qual è l'età giusta per sedersi tra i banchi di scuola? Questa domanda ha riaperto ultimamente un forte dibattito tra chi propende per l'anticipo, ossia l'iscrizione in prima elementare a poco più di cinque anni, e coloro che, al contrario, sono per l'attesa, cioè l'iscrizione anche oltre i sei anni. 

E' interessante osservare i differenti modelli presenti nelle altre Nazioni. In Inghilterra, ad esempio, l'obbligo scolastico comincia a cinque anni e i bambini possono essere iscritti anticipatamente anche a quattro anni. In Svezia e in Finlandia, invece, la situazione è paradossalmente opposta: i bambini entrano in classe a sette anni. E in Italia? 

In Italia, dove l'obbligo scolastico comincia a sei anni e si dà ai bambini la possibilità di sedersi tra i banchi anche qualche mese prima di averli compiuti, non ci si accontenta... «Tutti alla primaria a cinque anni». Questa la nuova proposta con cui il ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini sta continuando ad esternare le sue idee per infoltire l'agenda della riforma scolastica. L'idea è quella di «ridurre a due anni il percorso della scuola dell'infanzia, rendendone obbligatorio l'ultimo, e far iniziare la scuola primaria a cinque anni». Idea, chissà se il ministro ne è consapevole, che non è nuova, ma che risale alla fine degli anni Novanta, quando l'allora ministro Luigi Berlinguer, dopo un'attenta analisi della questione, giunse alla conclusione che tale ipotesi era difficile da realizzare per tutta una serie di importanti motivi. Riproponendo quest'idea oggi, non si fa altro che riaprire un focoso dibattito sui pro e i contro che essa porterebbe con sé. 

Uno dei motivi che renderebbe difficile la sua realizzazione è che, volendo rendere obbligatorio l'ultimo anno della scuola dell'infanzia, ci si troverebbe costretti ad aprire nuove sedi, con il conseguente impiego di risorse oggi non disponibili. Riducendo il percorso a due anni, inoltre, ci sarebbero anche numerosi esuberi di organico, il che andrebbe ad aggravare una situazione già tanto complessa. E poi si porrebbe anche il problema di quei bambini che hanno già iniziato la scuola primaria a sei anni. Come si farebbe per metterli al passo con chi comincerà a cinque anni? Magari recuperando due anni in uno? Ci si troverebbe, insomma, di fronte a numerosi problemi pratici. Questo il concreto motivo per cui una coerente riforma del sistema scolastico avrebbe bisogno di tempi lunghi e non di “ideucce” lanciate qua e là, tra un'intervista e l'altra... 

Il problema principale, però, a nostro avviso, riguarderebbe il bambino, la persona in crescita, che si trova nella fase più delicata della sua vita. Secondo Piaget, la cui influenza sugli studi di psicologia dell'età evolutiva è stata ed è tuttora importante, «il bambino attraversa una serie di fasi evolutive e ogni fase ha una sua strutturazione che la rende qualitativamente, e non solo quantitativamente, diversa da quella precedente». Queste fasi vanno rispettate. I tempi del bambino vanno rispettati. A cinque anni il bambino è ancora fragile e ancora teso tutto verso il gioco. Impara, sbaglia e cresce giocando. Il gioco «è un momento fondamentale per lo sviluppo emotivo e intellettivo del bambino stesso, un passaggio indispensabile prima di arrivare sui banchi».

Come lo si può immaginare, ad appena cinque anni, seduto, fermo e composto tra i banchi di scuola? Come si può accettare di vederlo dietro alla scrivania di casa a svolgere estenuanti compiti assegnati dalla maestra? Potrebbe essere una violenza che finirebbe con il segnarlo profondamente, con il rischio di creare in lui forti stress emotivi. Sì, è vero, esistono le eccezioni, ovvero quei bambini già pronti a frequentare la scuola primaria a cinque anni, ma sono poche. 

Secondo Anna Oliviero Ferraris, psicologa e docente all'Università La Sapienza di Roma, «i bambini imparano in modi e tempi diversi. Molti di loro non sono pronti, hanno tempi di attenzione limitati e imparano facendo cose e muovendosi: tutte attività inesistenti nella scuola elementare». Se proprio, alla fine, si dovesse decidere per il cambiamento, il programma del primo e del secondo anno della scuola primaria dovrebbe essere molto simile a quello della scuola dell'infanzia. Si dovrebbe puntare su attività manuali, sulla musica, sui giochi all'aperto, sul disegno. E poi... non dovrebbe essere dimenticato il lato affettivo. I bambini a quest'età hanno bisogno del contatto fisico, di coccole e di abbracci. Una maestra rigida, in cattedra, non serve a nessuno. La maestra si fa con il cuore...

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

EDILIZIA SCOLASTICA

Post n°2935 pubblicato il 24 Luglio 2014 da fabiana.giallosole
 

Da “Il Corriere della sera”


Edilizia scolastica, in arrivo le risorse dell’8 per mille


I finanziamenti potranno andare alla ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico

In arrivo per l’edilizia scolastica anche le risorse dell’8 per mille a diretta gestione statale. Andrà all’esame del Consiglio dei ministri oggi pomeriggio il decreto presidenziale che modifica i criteri per l’utilizzazione dell’otto per mille devoluto allo Stato, che aggiungerà la categoria edilizia scolastica pubblica alle voci finanziate con questi fondi. Il provvedimento, così come previsto dalla legge di stabilità per il 2014, inserisce una quinta quota tra i beneficiari dell’8 per mille Irpef a gestione statale, inserendo anche «ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione scolastica». Altri capitoli riguardano il contrasto della fame nel mondo, le calamità naturali, l’assistenza ai rifugiati e la conservazione dei Beni culturali.Attualmente il piano di edilizia scolastica del governo prevede investimenti per oltre un miliardo di euro, con 20.845 edifici coinvolti.

La scelta del contribuente

La scelta per la destinazione dell’otto per mille dell’Irpef viene effettuata dal contribuente apponendo la propria firma sulla dichiarazione dei redditi in corrispondenza dell’istituzione prescelta: a parte le confessioni religiose, già adesso è possibile destinare l’8 per mille allo Stato, ma solo per scopi sociali ed umanitari. Se il decreto dovesse essere approvato, il contribuente saprà che, scegliendo di donare il suo 8 per mille allo Stato, lo donerebbe ad una platea più ampia di possibili destinazioni. Saranno poi le commissioni istituite ad hoc a decidere per la ripartizione. In caso di scelte non espresse dai contribuenti, la destinazione è stabilita proporzionalmente alle scelte espresse e secondo gli accordi sottoscritti con le Confessioni religiose

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
« Precedenti Successivi »
 

 CHI SIAMO

Il Coordinamento provinciale dei Docenti Utilizzati di Sassari (COPDUS), si è costituito ufficialmente nel mese di settembre 2011, in seguito alla necessità di fronteggiare il nefasto articolo 19 della Legge 111 del 15 luglio 2011 col quale si dispone la messa in mobilità intercompartimentale dei docenti inidonei o il declassamento a personale ATA con conseguente riduzione stipendiale.

Esserci costituiti in gruppo è stato per tutti noi fondamentale in quanto ci ha dato da subito la forza e la determinazione, entrambe importanti, per intraprendere tutte quelle azioni di lotta civile allo scopo di trovare soluzioni al problema che ci ha visti coinvolti, assieme ad altri quasi 4000, a livello nazionale.

Ritrovarci con cadenza settimanale ci fa sentire, non solo più uniti e aggiornati sull'evolversi della nostra situazione, ma soprattutto più sicuri e positivi nell'affrontarla.

Per questo motivo, e non solo, abbiamo col tempo sentito il bisogno di creare questo BLOG ossia uno spazio per informarci ed informare anche coloro che trovandosi nella nostra situazione pur non facenti parte del coordinamento di Sassari, avranno piacere di visitarci e saranno i benvenuti.

Al tempo stesso vogliamo che questo sia uno spazio oltre che di informazione anche di incoraggiamento al "ce la faremo" e al "non smettere" e quindi non vuole avere e non avrà aspetti e contenuti sterili o "istituzionalizzati".


e-mail: copdus@gmail.com oppure fabianagiallosole@libero.it

 

Felice settimana


 Serena, solare settimana a tutti voi, piena di energia e di voglia di lottare ancora insieme...

FabianaGiallosoleq

 

 

Biblio-Blogs e Forum utili:

Docente Bibliotecario

http://www.libreriamo.it/


I lettori possono riprodurre liberamente le immagini presenti in questo blog.

In questo blog sono presenti immagini tratte da Internet. 

Se qualcuna di esse, a nostra insaputa, è  protetta da copyright

Vi preghiamo di informarci e provvederemo subito a rimuoverla.

 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Net Parade

Sostieni il blog Docenti Inidonei e + su Net Parade!

Con un click aiuterai il blog a crescere! 

a

 

 

Psss...puoi votare + volte! Grazie. FabianaGiallosole

 

Chi pu˛ scrivere sul blog

Solo l'autore pu˛ pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I messaggi e i commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 

Briciole di poesia...

a

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

Nazim Hikmet

 

pillole musicali

 

s

 

Loredana Errore - Innamorata (Audio) - YouTube

Loredana Errore Ti sposerò - YouTube

 Naya Rivera - Songbird (Traduzione italiano) - YouTube

a

Preghiera della sera

O Maria dacci la tua forza

 e la tua volontà per affrontare

 e superare gli ostacoli della vita...

 

Divagazioni artistiche sarde

Il sito di Giuseppe Nieddu 

(Grafico pubblicitario, disegnatore fumetti, illustratore tradizionale e digitale etc)

Carlo Nieddu videomaker, fotografo, noto sul web come Carloportone 

The Penguin 1x01 "La mia storia" - YouTube