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CORRIERE DEL MATTINO SPA.

Post n°1507 pubblicato il 26 Luglio 2009 da corriereonline
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Il ministro della Difesa, La russa: «Siamo in una fase estremamente pericolosa»Afghanistan, feriti 3 militari italianiDue attacchi a Herat e Farah, , nessuno è in pericolo di vita. Bossi: «Missione costosa, li porterei a casa tutti»

Militari italiani di pattuglia a Herat (Ansa)
Militari italiani di pattuglia a Herat (Ansa)
MILANO - Un attacco con un ordigno esplosivo avvenuto nel tardo pomeriggio di sabato contro una pattuglia di militari italiani in Afghanistan ha causato due feriti. L'esplosione è avvenuta al passaggio di un mezzo blindato Lince vicino ad Herat, nell'Ovest del Paese. In un primo tempo si era diffusa la notizia che i militari rimasti contusi fossero quattro, ma poi una nota ufficiale del comando militare italiano ha ridimensionato la notizia. La pattuglia si trovava nella località di Adraskan, a circa 60 km da Herat, quando ha subito l’attacco. «L’ordigno era posizionato in una moto parcheggiata al margine della strada ed è stato attivato con un congegno a distanza - spiega la nota -. "I militari, insospettiti, si sono spostati nella carreggiata opposta e, con questa manovra, hanno fatto sì che l’esplosione coinvolgesse il mezzo in maniera parziale». Il comunicato riferisce che nel ribaltamento del mezzo, «sono rimasti lievemente contusi due dei nostri militari, che sono stati soccorsi e sono ora ricoverati nell’ospedale militare di Herat e dichiarati guaribili in pochi giorni».

L'ATTACCO DI FARAH - Non è stato l'unico episodio della giornata in cui sono rimasti coinvolti soldati del contingente italiano, che nel Paese dispiega un contingente di 2.800 unità. Un altro militare - un bersagliere - è stato ferito in un attacco nell'area di Farah, nell'ovest dell'Afghanistan. Non è in pericolo di vita, ha riportato la frattura dell'ulna del braccio destro. «Questa mattina - ha spiegato il maggiore Marco Amoriello, portavoce del contingente - un'unità complessa, composta da personale del 187esimo Reggimento Folgore e del Primo Reggimento Bersaglieri è stata attaccata nei pressi del villaggio di Bala Boluk, a circa 50 chilometri a nord di Farah, mentre svolgeva una operazione congiunta con le forze di sicurezza afghane per il controllo del territorio». La reazione dei militari italiani è stata «immediata: nell'area sono stati anche inviati sia degli aerei della coalizione per il supporto ravvicinato che gli elicotteri italiani A 129 Mangusta. Data la tipologia dell'area - prosegue Amoriello - l'intervento degli aerei è stato evitato e si è preferito far intervenire gli elicotteri i quali hanno potuto supportare con le armi di bordo l'azione dei nostri militari sul terreno, favorendo dopo quasi cinque ore di scontri lo sganciamento delle nostre truppe, che hanno poi proseguito l'azione preventivamente pianificata con le forze afghane». Il militare è stato immediatamente soccorso ed evacuato in elicottero presso l'ospedale militare di Farah. Le sue condizioni non sono gravi e verrà dimesso entro pochi giorni.

«FASE ESTREMAMENTE PERICOLOSA» - Il presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, esprime ai militari italiani feriti oggi in Afghanistan gli auguri suoi personali e dell'intera Camera dei deputati di una pronta guarigione. Il Presidente conferma al tempo stesso la vicinanza a tutti i nostri soldati impegnati in questi giorni ad affrontare una recrudescenza delle attività ostili nel difficile teatro afghano. Messaggi di solidarietà sono stati inviati anche dal presidente del Senato, Renato Schifani, e dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Quest'ultimo ha sottolineato «come questa sia l'ennesima conferma della fase estremamente pericolosa» che si sta vivendo nel paese «per la frequenza degli attacchi». Una fase, ha aggiunto, «che ho potuto verificare nella recente visita in Afghanistan dalla quale sono emerse precise indicazioni su come rafforzare la sicurezza dei nostri soldati nelle fasi operative».

BOSSI: «LI PORTEREI A CASA TUTTI» - Estremamente critica la posizione di Umberto Bossi, ministro per le Riforme e leader della Lega Nord: «Io li porterei a casa tutti. La missione costa un sacco di soldi e visti i risultati e i costi bisognerebbe pensarci su». Il commento è arrivato a margine della serata per la selezione di Miss Padania. «Secondo me - ha aggiunto Bossi - è necessario spendere il meno possibile anche se è chiaro che in Afghanistan c'è un problema internazionale che non è così semplice da risolvere». Ma è lo stesso ministro La Russa a replicare alle parole del Senatùr: «torneranno indietro quando avranno concluso l’obiettivo della missione». «Se pensassi da papà, come ha pensato Bossi, l’idea di riportare a casa i militari italiani sarebbe il primo sentimento, ma da ministri, come Bossi, sappiamo che i ragazzi della Folgore e delle Forze armate in Afghanistan portano avanti un compito irrinunciabile, imprescindibile e importante».


25 luglio 2009(ultima modifica: 26 luglio 2009)

 
 
 
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