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a casa Leopardi cresce l'erbetta profumata di N'col

Post n°85 pubblicato il 16 Marzo 2007 da Uto88

immagineLa Freddissima Giusy con aria intimidatoria ha scritto "prima di partire saluta!", certo che saluto, vuoi che non ti saluti? 

Ieri sono andato a salutare anche  i miei nonni prima di partire, quelli da cui puoi mangiare tranquillamente senza il rischio di morire avvelenato dagli impacchi di prezzemolo come può succedere da un'altra nonna.

è la nonna che tutto al più cucina con la "vas'ncol"  -il basilico- e io da piccolo mi immaginavo un vaso di proprietà di un tale Ncol (magari un amico di nonno o forse Babbo Natale?) e d'estate tutto un fiorire di 'sti vasi di nicola tra le "graste" coi fiori e le bocche di leone (la famiglia Leopardi che coltiva le bocche di leone?)

Abitare in campagna ha i suoi lati negativi, per arrivare nel regno delle graste e dei vasi di nicola devo prendere un autobus abitato da un mucchio di nostalgici pensionati che si lamentano perchè "se c'era lui anche le circolari arrivavano in orario" vecchi che non scendono neanche se li prendi a calci negli stinchi, e non ho nulla contro i vecchi ma questi vecchi sfido chiunque a sopportarli.

Io l'ho sempre sostenuto, gli autobus sono popolati da personaggi che la mitologia classica non si poteva neanche immaginare.

Uomini che si smontano e rimontano con facilità, come il vecchio che era seduto ieri affianco a me che con molta non chalance si ficca una mano in tasca, apre un fazzoletto di stoffa a righe tutto stropicciato e caccia fuori un bel paio di arcate dentali che nel giro di due secondi gli regalano un sorriso che manco quello di Emilio Fede nel tg delle sette meno un quarto. Con la non curanza che cresce apre una busta,  caccia un cetriolo ed inizia a sgranocchiarlo allegramente come farebbe un coniglio, con un sottofondo di "crunch crunch" lo sopporto, dopo un quarto d'ora smette di mangiare, caccia il fazzoletto si soffia il naso, ci infila i denti e se la rimette in tasca.

Per fortuna arriva la mia fermata e nonna è già pronta a tirarmi su il morale anche se il vaso di nicola deve ancora crescere, ancora qulache mese è fiorirà la prima erbetta profumata che non è marja, è 'ncol

Nel frattempo nonna guarda "La Vita in diretta" di Cucuzza (tanto per restare in tema di ortaggi) e dice che non si ricorda il nome della moglie di Fabrizio Corona "come si chiama quella femmina col muso da ciuccia?"

"Nina Morich nonna, quella col muso da ciuccia si chiama Nina Morich" (e anche lei è una di quei personaggi mitologici difficili da classificare, mezza femmina e mezza ciuccia secondo nonna).

Nel suo salotto una signora un po' imbalsamata e lamentosa parla ininterrotamente di quello che mangia e nonna per vedere la reazione e i tempi di risposta della signora impagliata come una bambola di pezza  subito le chiede

"Ti sono piaciute le olive che ti ho mandato l'altra volta ?"

e lei "si le ho quasi finite, le ho cucinate in tutte le maniere, semplici, come contorno, nei soffritti" (e via discorrendo per un paio di minuti).

E mentre io sto per buttare giù un bicchiere d'acqua nonna parte con la sua naturale verve e fa alla signora:

"hai visto come sono buone? quelle che ti ho mandato  sono olive di due anni fa però si conservano bene!"

La signora visibilmente sconvolta non ha più parlato e io quasi ho rischiato di strozzarmi, come sempre. Come quando da lei c'era il tappeziere che prendeva le misure per qualche tenda nuova e nonna fa al tappezziere

"questo è mio nipote! abita proprio nella tua zona a Corso Roma"  e il tappezziere  "ah, Corso Roma? A che altezza?"

E nonna a modo suo risponde per me "che saranno una ventina di metri di altezza? perchè sta al quarto piano..."

 
 
 
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UTOTTOTTO STORIA SEMISERIE IN QUARANTATRE RIGHE

Utottotto è nato 19 anni fa nell'ospedale di Padre Pio e si è diplomato nella scuola in cui ha studiato Wladimir Luxuria. Come qualcuno può dedurre abita nella città natale  di  Pulsatilla e Renzo Arbore.

Porta il cognome di un noto cantante napoletano, sua madre quello di un poeta recanatese che ha passato tutta la sua vita prendendo freddo ad una finestra guardando una certa Silvia che non se l'è mai filato. Il poeta in questione dopo essere andato in bianco ha scritto "il passero solitario".

Il nome di Utottotto ricorda vagamente quello di un pittore che disegnava orologi fusi e giraffe in fiamme, convinto di essere portato per la pittura a 15 anni ha partecipato ad un paio di mostre collettive, suscitando solo l'interesse di un paio di avanguardisti (evidentemente miopi) e una ciurma di bambini che tuttavia non hanno comprato manco un quadro... (sottigliezze)

appesi i pennelli al chiodo e i quadri alla gola è finita la parentesi dandy.

Dopo aver scoperto che il suo avo recanatese è stato uno dei primi giornalisti italiani è entrato nella redazione di un giornale culturale

Ora spera solo di non fallire nel campo "letterario" altrimenti gli resta solo da cantare la neomelodica napoletana come il cantante con cui condivide il cognome.

 

se vuoi insultarmi, conoscermi, chiedermi qualcosa la mia mail è whoisuto88[chiocciola]libero[punto]it
 
 

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