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Un blog creato da dammiltuoaiuto il 19/08/2007

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PRESIDENTE, RITIRI QUELLA NORMA DEL PRIVILEGIO

Post n°689 pubblicato il 17 Novembre 2009 da dammiltuoaiuto
 

PRESIDENTE, RITIRI QUELLA NORMA DEL PRIVILEGIO

SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.

Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.

Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E' una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.

ROBERTO SAVIANO


Firmate l'appello
http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&idappello=391117

 
 
 

YOANI SANCHEZ SEQUESTRATA E PICCHIATA DALLA SICUREZZA DI STATO CUBANA

Post n°688 pubblicato il 17 Novembre 2009 da dammiltuoaiuto
 

YOANI SANCHEZ SEQUESTRATA E PICCHIATA DALLA SICUREZZA DI STATO CUBANA

 

http://4.bp.blogspot.com

http://4.bp.blogspot.com

di Alessandra Vitullo

Vincitrice del premio Ortega y Gasset, una televisione tedesca le assegna il premio The Bobs 2008 al Meglior Weblog Internazionale, un mese fa ha vinto il premio Maria Moors Cabot Award dalla Columbia University di New York (che non ha potuto ritirare, poiché le è stato negato il permesso di lasciare Cuba), selezionata dal Times come una delle cento persone più influenti del 2008,  sempre sul Times e sulla CNN è inclusa nella lista dei Giovani leader globali del Foro Economico Mondiale per il 2009.

Parliamo di Yoani Sanchez la trentaquattrenne blogger cubana, che da anni, tramite il suo spazio su internet mette al corrente il mondo su come si vive sotto il regime dei fratelli Castro. Lo scorso 7 novembre, sulle pagine del suo ormai celebre blog Generación Y (www.desdecuba.com/generaciony) sono apparse queste righe:

“Ci hanno riempito di botte e spintoni, mi hanno caricato con la testa verso il basso e hanno tentato di infilarmi nell’auto. Ho afferrato la porta, ricevendo colpi sulle mani, sono riuscita a togliere un foglio che uno di loro portava in tasca e me lo sono messo in bocca. Mi sono presa un’altra scarica di botte perché restituissi il documento. (…) Uno ha messo le sue ginocchia sul mio petto e l’altro, dal sedile anteriore mi colpiva nella zona dei reni e sulla testa per farmi aprire la bocca e liberare il documento. Per un istante, ho temuto che non sarei più uscita da quell’auto. (…) In un gesto di disperazione sono riuscita ad afferrare, dai pantaloni, i testicoli di questo personaggio. Ho affondato le mie unghie, supponendo che lui avrebbe continuato a schiacciare il mio petto fino all’ultimo respiro. “Uccidimi adesso”, gli ho gridato, con il fiato che mi restava, ma quello che stava nei sedili anteriori ha detto al più giovane: “Lasciala respirare”. (traduzione di Gordianio Lupi all’indirizzo http://www.lastampa.it/generaciony)

Non è la sceneggiature di un film di controspionaggio, ma è il racconto dell’aggressione subita in prima persona dalla blogger e da un suo amico Orlando Luís Pardo Lazo, sequestrati mentre si stavano recando a una manifestazione per la non violenza all’Avana. Autore della violenza è la Sicureza di Stato, che l’accusa di attentare alla rivoluzione e allo stato cubano.

I dolori fisici (Yoani ora riesce a muoversi solo grazie all’aiuto di una stampella) non hanno fermato la blogger, che all’indomani dell’episodio ha raccontato al mondo intero quanto avvenuto. Paradossalmente sono i suoi stessi connazionali i meno informati sul fatto, infatti non hanno la possibilità di avere una connessione internet, e anche se questa possibilità ci fosse, il blog della Sanchez è censurato. È solo l’ultimo di una lunga serie di tristi episodi raccontati in questi anni dalla dissidente. Pagine che narrano della fame, dei sacchetti vuoti della spesa, dei bassi salari di Stato e del controllo totale su libertà di pensiero ed espressione da parte del regime.

Vogliamo lasciare conclusioni e considerazioni alle dolorose parole della protagonista, le uniche in grado di esprimere adeguatamente il silenzioso urlo di protesta di una nazione: “Ci siamo messi a piangere abbracciati in mezzo al marciapiede, pensavo a Teo – il figlioletto- non sapevo come avrei potuto spiegargli quel che avevo passato. Come potrò dirgli che vive in un paese dove succedono queste cose, come potrò guardarlo e raccontargli che sua madre è stata malmenata in mezzo alla strada perché scrive un blog dove esprime le sue opinioni in kilobytes. Come potrò descrivergli il volto autoritario di chi ci ha fatto salire con la forza su quella macchina, il piacere che si leggeva sui loro volti mentre ci percuotevano, alzavano la mia gonna e mi trascinavano seminuda verso l’auto. Sono riuscita a vedere, nonostante tutto, il livello di agitazione dei nostri aggressori, la paura del nuovo, delle cose che non possono distruggere perché non le comprendono, il terrore del gradasso che sa di avere i giorni contati.”

 
 
 

LA CROCE DELLA DISCORDIA

Post n°687 pubblicato il 04 Novembre 2009 da dammiltuoaiuto
 

Io non seguo una religione particolare. Il mio credo spirituale è libero e profondamente intimo e individuale. Non mi riconosco nel simbolo del crocifisso. Riconosco però che una tradizione come la religione Cattolica qui in Italia ha avuto un ruolo determinante per molte cose di valore. Penso a s...anti come S. Francesco d'Assisi e Santa Chiara, Don Bosco fondatore dei Salesiani, Padre Pio, Madre Teresa di Calcutta e tanti altri. Credo che riguardo ai simboli sacri, sia meglio aggiungere piuttosto che togliere. Sia meglio favorire piuttosto che vietare. Sia meglio valorizzare le cose buone piuttosto che puntare il dito su quelle meno buone. Devo anche dire, che il simbolo Cattolico del crocifisso, nonostante simboleggi un valore come il sacrificio per gli altri che comunqe è un atto d'amore, per l'epoca attuale sia però un simbolo macabro e che invece di instillare nell'animo umano il peso del senso di colpa per il suo sacrificio, Gesù debba oggi ispirare un sentimento liberatorio di amore tra gli esseri umani. Credo che sia arrivato il tempo in cui la Chiesa Romana possa seriamente valutare di togliere il suo messia dalla croce e sostituisca il proprio simbolo con Gesù con le braccia aperte in segno di amore (un uomo con le braccia aperte forma comunque ancora una croce). Credo che sia giusto mantenere il simbolo della tradizione Cattolica nelle scuole, ma credo anche che debba essere affiancato dalle differenti simbologie spirituali della Terra, in modo che i bambini possano imparare la lezione spirituale più importante: che malgrado le diversità esistenti sul nostro pianeta, l'essere umano condivide gli stessi valori quali la pace e l'amore. Che malgrado ci siano differenti espressioni spirituali, tutti noi siamo comunque figli dello stesso Creatore, in qualunque modo Egli venga chiamato e che quindi siamo tutti fratelli e sorelle. Ecco quello che avrei preferito vedere espresso dalla Corte Europea. Non vietare, ma unire!

 
 
 

l'ultimo reportage di anna politoskaja

Post n°686 pubblicato il 21 Ottobre 2009 da dammiltuoaiuto
 
Tag: russia

“Il giornalista deve produrre reportage, servizi, interviste. E le lacrime che versa nell’una o nell’altra occasione non interessano, in fondo, nessuno. Descrivi quello che vedi, metti insieme dei fatti e analizzali. Punto e basta. Ma rispetto a ciò che pubblichiamo, molte cose restano fuori”. Tv7: l'ultimo reportage

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5048bf97-f126-4d6f-a583-a58a2286ff51.html

«Più di una settantina di giornalisti sono stati assassinati nell'ex Unione Sovietica dal 1992, quarantanove nella sola Russia. I numeri risultano ancora più elevati se si considera anche il martirio dei democratici. La mia nazione, la Bielorussia, non è riuscita ad evitare di pagare il tragico prezzo del cambiamento democratico. Ma dal momento che si tratta di un Paese piccolo e isolato – "un buco nero in Europa" – di casi del genere raramente si parla nei media internazionali. Nessuno ormai ricorda Anatol Maisenya, giornalista e uno dei primi oppositori del presidente bielorusso Alexander Lukashenko, "l'ultimo dittatore europeo". È morto in circostanze sospette in un incidente stradale nel 1996. Stesso destino per Dzmitry Zavadzki, l'ex cameraman personale di Lukashenko, messo in prigione a causa delle sue rivelazioni. Nel 2000 è scomparso e, né il suo corpo, né i suoi rapitori sono stati mai trovati. Un'altra giornalista conosciuta per le sue posizioni critiche nei confronti del presidente, Veranika Charkasava, e che lavorava come reporter investigativo per il quotidiano indipendente 'Salidarnasc', nel 2004 è stata pugnalata a morte e i suoi assassini non sono mai stati identificati. E ancora: Vasily Grodnikov scriveva per uno dei maggiori quotidiani dell'opposizione, 'Narodnaya Volia'. È deceduto nel 2005 in seguito alle percosse ricevute dai suoi aggressori che anche in questo caso non sono stati trovati. Sì, ci sono delle somiglianze tra i casi accaduti in Russia e in Bielorussia. Per esempio, entrambi i loro presidenti non hanno mai rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale riguardo agli episodi, né offerto le condoglianze per le vittime. Come in Russia, anche le autorità bielorusse non sembrano in grado né di fermare né di risolvere i crimini commessi ai danni degli attivisti democratici assicurando i colpevoli alla giustizia. In entrambi i Paesi si ha l'impressione che questa indifferenza da parte degli organi ufficiali sia quasi un segno dell'approvazione dell'assassinio come strumento adatto per mettere a tacere tutti quelli che cercano di difendere i diritti umani e la libertà di stampa. Gli eventi accaduti ultimamente a Mosca erano, inoltre, in parte connessi alla Bielorussia. Stanislav Markelov, 35 anni, era sposato con una donna bielorussa, aveva difeso dei cittadini bielorussi arrestati per aver protestato di fronte all'ambasciata della Bielorussia a Mosca e aveva preso parte a un seminario sui diritti umani a Minsk. Ma essendo una giovane giornalista che collabora con i "nuovi media", sono rimasta particolarmente colpita dal coraggio della venticinquenne Anastasia Baburova. L'omicidio della giovane giornalista e studentessa all'università statale di Mosca è stato messo in ombra da quello del più noto Markelov. Ma la sua tragica morte è altresì fonte di speranza ed ispirazione. A dispetto del pericolo che correva, era decisa a continuare a studiare e praticare il giornalismo investigativo. Aveva aderito a un partito politico dell'opposizione e lavorava per un quotidiano indipendente, che nel 2000 aveva visto altri suoi tre reporter uccisi. Aveva scelto di scrivere articoli e blog contro i misfatti perpetuati in uno Stato autoritario. È morta affrontando l'assassino del suo collega, diventando un'ispirazione per tutti noi. Non possiamo restare in silenzio. Dobbiamo alzare la nostra voce a difesa della democrazia e della libertà d'espressione. Non esiste arma in grado di impedire alle persone di cercare la verità e lottare per la libertà. Nonostante la lunga lista di persone uccise, imprigionate, picchiate e oppresse, in Bielorussia e Russia giovani giornalisti continuano ad unirsi ai mezzi di comunicazione indipendenti. Noi tutti dobbiamo impegnarci per realizzare quei cambiamenti che garantiranno che nessun altro essere umano in questa parte del mondo debba morire per aver tentato di cercare la verità». Irina V.  Isf
postato da latorredibabele ·
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Il quotidiano russo 'Tvoi Dien' (Il tuo giorno) ha pubblicato in prima pagina la foto del presunto killer che il 19 gennaio ha freddato in pieno centro e in pieno giorno a Mosca l'avvocato Stanislav Markelov, 34 anni, e Anastasia Baburova (25), collaboratrice di 'Novaia Gazeta', lo stesso giornale per cui lavorava Anna Politkovskaia. Un duplice omicidio che ha sollevato proteste anche all'estero, ma oggi il ministero degli esteri russo ha parlato di strumentalizzazione politica della morte della giornalista. L'immagine pubblicata dal giornale è stata ripresa da una videocamera della stazione della metropolitana Kropotinskaia tre minuti dopo il duplice delitto. L'uomo, magro e di alta statura, è ritratto mentre cammina in un corridoio della stazione con un berretto e il bavero rialzato della giacca che lasciano intravedere solo gli occhi. Il quotidiano ha lanciato un appello ad eventuali testimoni promettendo una ricompensa di entità non precisata. Gli inquirenti avevano negato l'esistenza di testimoni oculari dei due omicidi e stanno continuando l'esame di tutte le videocamere della metropolitana e di quelle degli edifici vicini al luogo del delitto. (Guardate quanta gente c’è che lo osserva)
 
 
 

RICORDANDO ANNA

Post n°685 pubblicato il 08 Ottobre 2009 da dammiltuoaiuto

Anna Politkovskaya "vietata":

le autorità russe non concedono il visto ai rappresentanti di Reporters sans frontieres A tre anni dalla morte di Anna Politkovskaya esplode una nuova polemica tra Reporters sans frontieres e autorità russe. Quest'ultime non hanno concesso il visto ad alcuni rappresentanti dell'organizzazione (tra cui il segretario generale Jean-François Julliard) per presenziare ad una conferenza prevista per ieri, alla vigilia del terzo anniversario dell'omicidio della giornalista della Novaja Gazeta. "Era estremamente importante per noi essere in Russia con i colleghi e i famigliari di Anna" - ha spiegato Julliard, che lo scorso sabato era intervenuto anche alla manifestazione di Piazza del Popolo - "Quest'anno saremmo voluti essere lì più che in ogni altra occasione, è stato un anno terribile per i giornalisti e per gli attivisti, come nel caso delle violenze nel Caucaso del nord, una regione che Anna conosceva molto bene". Dal marzo 2000 ben 22 giornalisti sono stati uccisi in Russia. Chi volesse approfondire l'argomento non può non vedere questa bella intervista di Eleonora Bianchini a Elena Kudimova, sorella di Anna Politkovskaja. Segnaliamo inoltre che a Milano presso The photographers show (Piazza Fidia 3 - tel. +39 0297386077, tpr@thephotographersroom.com) è previsto per oggi alle 18 uno slideshow sul lavoro di Anna

 Il mio lavoro a ogni costo "

Vivere così è orribile. Vorrei un po' più di comprensione, ma la cosa più importante è continuare a raccontare quello che vedo". Anna Politkovskaja spiega il mestiere di giornalista Internazionale 665, 26 ottobre 2006

Sono una reietta. È questo il risultato principale del mio lavoro di giornalista in Cecenia e della pubblicazione all'estero dei miei libri sulla vita in Russia e sul conflitto ceceno. A Mosca non mi invitano alle conferenze stampa né alle iniziative in cui è prevista la partecipazione di funzionari del Cremlino: gli organizzatori non vogliono essere sospettati di avere delle simpatie per me. Eppure tutti i più alti funzionari accettano d'incontrarmi quando sto scrivendo un articolo o sto conducendo un'indagine. Ma lo fanno di nascosto, in posti dove non possono essere visti, all'aria aperta, in piazza o in luoghi segreti che raggiungiamo seguendo strade diverse, quasi fossimo delle spie. Sono felici di parlare con me. Mi danno informazioni, chiedono il mio parere e mi raccontano cosa succede ai vertici. Ma sempre in segreto. È una situazione a cui non ti abitui, ma impari a conviverci: erano queste le condizioni in cui lavoravo durante la seconda guerra in Cecenia, scoppiata nel 1999. Mi nascondevo dai soldati federali russi, ma grazie ad alcuni intermediari di fiducia riuscivo comunque a stabilire dei contatti segreti con le singole persone. In questo modo proteggevo i miei informatori. Dopo l'inizio del piano di "cecenizzazione" di Putin (ingaggiare i ceceni "buoni" e fedeli al Cremlino per uccidere i ceceni "cattivi" ostili a Mosca), ho usato la stessa tecnica per entrare in contatto con i funzionari ceceni "buoni". Molti di loro li conoscevo da tempo dato che, prima di diventare "buoni", mi avevano ospitato a casa loro nei mesi più duri della guerra. Ormai possiamo incontrarci solo in segreto perché sono considerata una nemica impossibile da "rieducare". Non sto scherzando. Qualche tempo fa Vladislav Surkov, viceresponsabile dell'amministrazione presidenziale, ha spiegato che alcuni nemici si possono far ragionare, altri invece sono incorreggibili: con loro il dialogo è impossibile. La politica, secondo Surkov, dev'essere "ripulita" da questi personaggi. Ed è proprio quello che stanno facendo, non solo con me. L'imboscata Il 5 agosto del 2006 mi trovavo in mezzo a una folla di donne nella piccola piazza centrale di Kurchaloj, un villaggio ceceno grigio e polveroso. Portavo una sciarpa arrotolata sulla testa come fanno molte donne locali della mia età. La sciarpa non copriva completamente il capo ma non lo lasciava neanche scoperto. Era fondamentale non essere identificata, altrimenti mi sarebbe potuto succedere di tutto. Su un lato della piazza, appesa al gasdotto che attraversa Kurchaloj, c'era una tuta da uomo intrisa di sangue. La testa, invece, non c'era più. L'avevano portata via. Nella notte tra il 27 e il 28 luglio due guerriglieri ceceni sono caduti in un'imboscata tesa alla periferia di Kurchaloj da alcuni uomini fedeli all'alleato del Cremlino, Ramzan Kadyrov, il primo ministro ceceno. Adam Badaev è stato catturato mentre Hoj-Ahmed Dushaev, originario di Kurchaloj, è stato ucciso. Verso l'alba una ventina di Zhiguli piene di uomini armati hanno raggiunto il centro del villaggio dove si trova il commissariato di polizia. Portavano la testa di Dushaev. Due uomini l'hanno fissata al gasdotto al centro del villaggio e sotto hanno appeso i pantaloni macchiati di sangue. Poi hanno trascorso le due ore successive a fotografare la testa con i cellulari. La testa mozzata è rimasta esposta per ventiquattr'ore. Alla fine gli uomini della milizia l'hanno portata via, lasciando i pantaloni appesi alla tubatura. Gli agenti dell'ufficio del procuratore generale intanto stavano esaminando la scena dell'imboscata. Gli abitanti del paese assicurano di aver sentito uno degli agenti chiedere a un subordinato: "Hanno finito di ricucire la testa?". Il corpo di Dushaev, con la testa ricucita al collo, è stato riportato sul luogo dell'imboscata, e l'ufficio del procuratore generale ha avviato l'indagine seguendo le normali procedure investigative. Ho scritto un articolo per raccontare l'episodio, senza fare commenti ma fornendo una ricostruzione dei fatti. Sono tornata in Cecenia proprio quando in edicola usciva il giornale con il mio articolo. In piazza le donne hanno cercato di nascondermi. Erano sicure che gli uomini di Kadyrov mi avrebbero sparato se avessero saputo che ero lì. Tutte mi hanno ricordato che il premier aveva giurato pubblicamente di uccidermi. Era successo durante una riunione dell'esecutivo: Kadyrov aveva dichiarato di averne abbastanza e aveva aggiunto che Anna Politkovskaja era una donna spacciata. Me lo hanno raccontato alcuni membri del governo. Perché tanto odio? Forse non gli piacevano i miei articoli? "Chi non è dei nostri è un nemico". Lo ha detto Surkov, il principale sostenitore di Kadyrov nell'entourage di Putin. "È talmente stupida che non conosce neanche il valore dei soldi. Le ho offerto del denaro ma non lo ha accettato", ha detto Kadyrov a un mio vecchio conoscente, un ufficiale delle forze speciali della milizia. È "uno dei nostri", e se ci avessero sorpresi a parlare di certo avrebbe passato dei guai. Al momento di salutarci, fuori era buio. L'ufficiale mi ha pregato di non uscire, perché aveva paura che mi uccidessero. "Non andare. Ramzan è molto arrabbiato con te". Sono uscita lo stesso. Quella notte a Grozny avrei dovuto incontrare una persona di nascosto. Si è offerto di farmi accompagnare con un'auto della milizia, ma l'idea mi sembrava ancora più rischiosa: sarei diventata un bersaglio per i guerriglieri. "Ma almeno nella casa dove stai andando sono armati?", mi ha chiesto con aria preoccupata. Durante tutta la guerra sono stata tra due fuochi. Quando qualcuno minaccia di ucciderti i suoi nemici ti proteggono. Ma domani la minaccia verrà da qualcun altro. Perché mi dilungo su questa storia? Solo per spiegare che in Cecenia le persone sono preoccupate per me, e questo fatto mi commuove profondamente. Temono per la mia vita più di me. Perché Kadyrov vuole uccidermi? Una volta l'ho intervistato e ho pubblicato le sue risposte senza cambiare una virgola, rispettando tutta la loro incredibile stupidità e ignoranza. Kadyrov era convinto che avrei riscritto completamente l'intervista, per farlo apparire più intelligente. In fondo oggi la maggior parte dei giornalisti, quelli che fanno parte "dei nostri", si comporta così. Basta questo per attirarsi una minaccia di morte? La risposta è semplice come la visione del mondo incoraggiata dal presidente russo Vladimir Putin. "Dobbiamo essere spietati con i nemici del reich". "Chi non è con noi è contro di noi". "Gli oppositori devono essere eliminati". "Perché ti sei fissata sulla storia della testa tagliata?", mi ha chiesto a Mosca Vasilij Panchenkov, che dirige l'ufficio stampa delle truppe del ministero degli interni, pur essendo una persona per bene. "Non hai altro a cui pensare?". Mi sono rivolta a lui per avere un commento su Kurchaloj per la Novaja Gazeta. "Lascia perdere, fai finta che non sia successo niente. Lo dico per il tuo bene!". Ma come posso dimenticare? Detesto la linea del Cremlino elaborata da Surkov, che divide le persone tra chi "è dalla nostra parte" e chi "non lo è" o addirittura "è dall'altra parte". Se un giornalista è "dalla nostra parte" otterrà premi e rispetto, e forse gli proporranno perfino di diventare un deputato della duma, il parlamento russo. Ma se "non è dalla nostra parte", sarà considerato un sostenitore delle democrazie europee e dei loro valori, diventando automaticamente un reietto. Questo è il destino di chiunque si opponga alla nostra "democrazia sovrana", alla "tradizionale democrazia russa". Riferire i fatti Non sono un vero animale politico. Non ho aderito a nessun partito perché lo considero un errore per un giornalista, almeno in Russia. E non ho mai sentito la necessità di difendere la duma, anche se ci sono stati anni in cui mi hanno chiesto di farlo. Quale crimine ho commesso per essere bollata come "una contro di noi"? Mi sono limitata a riferire i fatti di cui sono stata testimone. Ho scritto e, più raramente, ho parlato. Pubblico pochi commenti, perché mi ricordano le opinioni imposte nella mia infanzia sovietica. Penso che i lettori sappiano interpretare da soli quello che leggono. Per questo scrivo soprattutto reportage, anche se a volte, lo ammetto, aggiungo qualche parere personale. Non sono un magistrato inquirente, sono solo una persona che descrive quello che succede a chi non può vederlo. I servizi trasmessi in tv e gli articoli pubblicati sulla maggior parte dei giornali sono quasi tutti di stampo ideologico. I cittadini sanno poco o niente di quello che accade in altre zone del paese e a volte perfino nella loro regione. Il Cremlino ha reagito cercando di bloccare il mio lavoro: i suoi ideologi credono che sia il modo migliore per annullare l'effetto di quello che scrivo. Ma impedire a una persona che fa il suo lavoro con passione di raccontare il mondo che la circonda è un'impresa impossibile. La mia vita è difficile, certo, ma è soprattutto umiliante. A 47 anni non ho più l'età per scontrarmi con l'ostilità e avere il marchio di reietta stampato sulla fronte. Non parlerò delle altre gioie del mio lavoro – l'avvelenamento, gli arresti, le minacce di morte telefoniche e online, le convocazioni settimanali nell'ufficio del procuratore generale per firmare delle dichiarazioni su quasi tutti i miei articoli. La prima domanda che mi rivolgono è sempre la stessa: "Come e dove ha ottenuto queste informazioni?". Naturalmente gli articoli che mi presentano come la pazza di Mosca non mi fanno piacere. Vivere così è orribile. Vorrei un po' più di comprensione. Ma la cosa più importante è continuare a fare il mio lavoro, raccontare quello che vedo, ricevere ogni giorno in redazione persone che non sanno dove altro andare. Per il Cremlino le loro storie non rispettano la linea ufficiale. L'unico posto dove possono raccontarle è la Novaja Gazeta. ANNA POLITOSKAJA

 
 
 

Berlusconi accusa Consulta e Napolitano di essere di parte

Post n°684 pubblicato il 07 Ottobre 2009 da dammiltuoaiuto
 

Berlusconi accusa Consulta e Napolitano di essere di parte

 articolo di Valentina Rusconi

- ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha detto che la Corte Costituzionale è un organo politicizzato di sinistra e che per questo motivo ha dichiarato illegittimo il Lodo Alfano che gli garantiva l'immunità penale. Commentando a caldo la sentenza della Consulta con i giornalisti Berlusconi ha anche accusato di essere di parte il capo dello Stato. "(La Corte) E' un organo politico...è di sinistra. Con una Corte Costituzionale, con 11 giudici di sinistra era impossibile che approvassero questo", ha detto Berlusconi subito dopo la decisione della Consulta di dichiarare incostituzionale il Lodo Alfano. In una dichiarazione diffusa da Palazzo Chigi, il premier dice che la sentenza sarà comunque rispettata: "Non posso non rispettare il responso della Corte Costituzionale nel quadro di un sistema democratico. Prendo atto tuttavia che questo sistema, soprattutto per le modalità con cui vengono eletti i membri della Corte, rischia di alterare nel tempo un corretto equilibrio fra i poteri dello Stato, i quali traggono tutti origine dalla sovranità del popolo". Secondo Berlusconi il pronunciamento dei 15 giudici costituzionali non intacca "in alcun modo la solidità del governo", nè la sua "volontà di proseguire con determinazione nel mandato ricevuto dal popolo". Il premier ricorda l'alto consenso registrato nelle europee e dice che la sua determinazione "riceve ogni giorno il sostegno compatto e solidale della volontà politica della maggioranza che sostiene l'attuale governo". Meno posato il quadro fatto da Berlusconi ai giornalisti per descrivere la situazione in cui, a suo dire, è maturata la sentenza odierna. Fuori da palazzo Grazioli ha usato i toni dello scontro istituzionale contro magistratura, stampa e anche contro il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "Abbiamo una minoranza di magistrati rossi organizzatissima che usano la giustizia a fini di lotta politica; abbiamo il 72% della stampa che è di sinistra abbiamo gli spettacoli di approfondimento della televisione pubblica, pagati con i soldi di tutti, che sono di sinistra ci prendono in giro anche con gli spettacoli comici. Il capo dello Stato sapete voi da che parte sta, abbiamo 11 giudici della Corte costituzionale (su un totale di 15) eletti da tre capi di Stato di sinistra che fanno della Corte costituzionale non un organo di garanzia, ma un organo politico". Napolitano ha reagito immediatamente alle parole del premier, ribadendo la sua imparzialità. "Tutti sanno da che parte sta il Presidente della Repubblica. Sta dalla parte della Costituzione, esercitando le sue funzioni con assoluta imparzialità e in uno spirito di leale collaborazione istituzionale", ha detto con una nota il Quirinale. A stretto giro la risposta di Berlusconi: "Non m'interessa quello che dice il capo dello Stato, non mi interessa, mi sento preso in giro".

 
 
 

STALKING : COS'E' E COME SI DENUNCIA

Post n°683 pubblicato il 07 Ottobre 2009 da dammiltuoaiuto
 

STALKING : COS'E' E COME SI DENUNCIA

STALKING : COS'E' E COME SI DENUNCIA

Finalmente in Italia una legge punisce severamente lo Stalking : le persecuzioni tra ex, in condoinio, sul luogo di lavoro ora sono reati. Ma quando si puo' parlare di Stalking e come si denuncia?
Sun, 23 Aug 2009 09:39:00 email stampa pdf testo

 


Lo stalking oggi è punito dall'art 612-bis del Codice Penale


Perseguitare, questa è la traduzione esatta del termine "Stalking" che oggi in Italia è punito severamente.
In che cosa consiste lo Stalking? Può manifestarsi sotto varie forme e in varie forme ma tutte hanno in comune la volontà di perseguitare una persona, ingenerando stati di ansia, di soggezione, di paura perfino per la propria incolumità fisica o quella di persone care.
Dello stalking ne sono vittime soprattutto le donne e nel 55 per cento dei casi è frutto di una precedente relazione. Ma lo stalking non è esclusiva solo di rapporti amorosi : basta pensare che , secondo una statistica diffusa, c'è un buon 25 per cento che riguarda l'ambito condominiale e un 15 per cento i luogi e gli ambienti di lavoro.
Oggi lo Stalking è punito per legge. Recita l'art. 612-bis del Codice Penale : " chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita."
Soffermiamoci su alcuni significati di questo articolo. Intanto lo stalker (persecutore) può essere chiunque, ovvero sia di sesso maschile che di sesso femminile, e quel "taluno" fa intendere che anche la vittima può essere chiunque. Quindi anche gli uomini possono essere le vittime.
L'altro aspetto da considerare è quando si parla di "condotte reiterate" : qui si apre una vera e propria casistica che permette di identificare lo stalker. Le condotte ( quindi diverse ) devono essere "reiterate", ovvero essere perpetuate nel tempo.
In pratica se la vittima per 5 giorni riceve sms, messaggi di posta elettronica, telefonate, squilli, approcci per strada, visite ecc. non può essere considerato un vero e prorpio stolking. Lo diventa se questa condotta è reiterata nel tempo, anzi in un tempo ragionevole, atto a "ingenerare" uno stato d'ansia nella vittima e a fargli cambiare abitudini di vita e a riconoscere nella sua condotta il chiaro intento di ottenere questo.
Non sarebbe stalking quello di un fidanzatao lasciato che per qualche giorno tenta di riconciliarsi, oppure che anche nel tempo invia qualche sms o fa qualche telefonata : l'intento deve essere chiaro è deve essere chiaramente "persecutorio".
L'aspetto interessante di questa legge, una delle poche serie e ben fatta in Europa, può abbracciare anche altri aspetti della vita : la vicina di casa che mette in atto "azioni" e comportamenti tali da generare ansia, da disturbare il normale svolgimento della vita al punto da far cambiare abitudine al vicino è stolking.
Le condotte persecutive, più o meno celate, sui luoghi di lavoro da parte di capi e colleghi, al fine di generare stai di ansia e di disagio sui luoghi stessi è Stolking.
Anche su internet la legge trova immediata applicazione : nella chat, nei forum è facile riscontrare lo stalking. Se si pensa che in alcuni forum e in alcune chat spesso si assistono a vere forme di persecuzioni verso "taluni" al punto da far abbandonare gli stessi, si intuisce, come soprattutto su internet, sarà possibile essere tutelati.
Ovviamente la legge mira soprattutto a quei casi che poi , purtroppo, spesso degenerano in reati più grave : nel 90 per cento dei casi alcuni delitti "passionali" sono sempre preceduti da un intensa attività di stalking.
Una legge che tutela soprattutto le donne, dicevamo, ma non solo.
Le pene previste dalle legge sono piuttosto severe : si va da un minimo di sei mesi a un massimo di quattro anni, ma sono state previste alcune aggravanti, quali quelle nei casi di persone separate o divorziate o perpetrati ai danni di minori.
Cosa fare se si è vittima di Stalking? Il reato di stalking è punibile a querela della persona vittima che ha ben sei mesi di tempo dal momento in cui si sono verificati i fatti per proporre denuncia-querela.
La persona che è vittima di una condotta di qualcuno riconducibile allo stalking deve recarsi presso un qualsiasi ufficio di Polizia di Stato e fornire gli estremi dello stalker e descrivere, possibilmente con prove concrete, la condotta dello stalker.
Sarà bene procurarsi alcuni testimoni magari mostrando loro eventuali sms, oppure email, oppure facendosi accompagnare quando si è pedinate o avvicinate, usando i telefoni vivavoce quando si ricevono telefonate ecc.
I testimoni sono di fondamentale importanza e come in ogni procedimento civile saranno quelli che faranno prevalere le vostre ragioni, quindi sceglietele tra amiche e amici fidati oppure tra persone di provata morale che non si tirino indietro.
Il Codice Penale, come detto in apertura, parla di "condotte reiterate" : il legislatore, in un certo senso, ha inteso proteggere la legge stessa da abusi sempre possibili.
Come detto non potremo certo parlare di stalking se il collega dopo un litigio ci fa "dispetti" per qualche giorno, o se il vicino di casa alza il volume della radio per qualche giorno in seguito a una lite avuta con lei in condominio, oppure non si può parlare di stalking nel caso in cui il fidanzato o l'amante tenta di riappacificarsi con noi se per qualche giorno ci subissa di sms e telefonate.
La variabile tempo e la diversificazione delle condotte è fondamentale : se per due mesi il nostro ex passeggia per la nostra stessa strada nelle stesse ore nostre non è assimilabile allo stalking, ma se ci pedina, tenta approcci, ci insulta o tiene atteggiamenti tali da metterci ansia e paura, allora è stalking.
In pratica se il nostro ex frequenta gli stessi luoghi che frequentiamo noi non è stalking, ma se li frequenta in modo che inequivocabilemnte se ne può desumere una persecuzione nei nostri confronti allora potremo far valere le nostre ragioni.
Inutile dire che in Italia i primi effetti di questa legge sono già evidenziabili : spesso lo stalker che sa di poter essere punito desiste per tempo lascindoci vivere la nostra vita in pace.

PAOLO CARINCI

ECCO UN BUON MANUALE
http://stalking.medlegmo.unimo.it/questionnaire/manuale/manuale_Italia.pdf

 
 
 

La Consulta ha dichiarato oggi incostituzionale il Lodo Alfano

Post n°682 pubblicato il 07 Ottobre 2009 da dammiltuoaiuto
 

La Consulta ha dichiarato oggi incostituzionale il Lodo Alfano, che sospendeva i processi per le quattro più alte cariche dello Stato durante il loro mandato.

http://it.notizie.yahoo.com/4/20091007/tts-oittp-scheda-procedimenti-berlusconi-ca02f96.html

DIRITTI TV MEDIASET

E' il procedimento principale scaturito dalle indagini sulla compravendita dei diritti televisivi e cinematografici di società Usa per 470 milioni di euro, che sarebbe stata effettuata da Fininvest attraverso due società off-shore nel 1994-1999.

La procura di Milano ipotizza che major americane abbiano venduto i diritti televisivi alle due società off- shore, le quali li avrebbero poi rivenduti con una forte maggiorazione di prezzo a Mediaset, allo scopo di aggirare il fisco italiano e creare fondi neri a disposizione di Silvio Berlusconi. Sia Mediaset sia tutti gli imputati hanno sempre respinto le accuse.

All'inizio il processo vedeva imputate 12 persone, fra le quali Berlusconi, l'avvocato britannico David Mills e il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, con le ipotesi di reato, a vario titolo e per i diversi imputati, di falso in bilancio, frode fiscale, appropriazione indebita, riciclaggio e ricettazione.

Poi, nel gennaio 2007, la prima sezione penale del Tribunale di Milano, presso la quale si celebra il processo, prese atto dell'avvenuta prescrizione -- ulteriormente ampliata nei termini dall'entrata in vigore della legge ex Cirielli -- di una serie di ipotesi di reato. In particolare, per quel che riguarda Berlusconi venne stabilito il non luogo a procedere per prescrizione per tutte le appropriazioni indebite e per frode fiscale e falso in bilancio fino al 1999.

Berlusconi al momento resta all'interno del processo per l'ipotesi di frode fiscale del 1999 e per quella del falso in bilancio che, con una contestazione suppletiva del pm, era stato "allungato" al 2001.

Il processo è stato sospeso per tutti gli imputati nel settembre 2008 in attesa della decisione della Consulta.

CORRUZIONE MILLS

Al termine del processo di primo grado, il 17 febbraio 2009, i giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano hanno condannato a quattro anni e sei mesi l'avvocato Mills per corruzione giudiziaria.

Al centro del procedimento c'è l'accusa secondo cui Berlusconi nel 1997 avrebbe fatto inviare 600.000 dollari all'avvocato d'affari britannico come ricompensa per non aver rivelato in due processi, in qualità di testimone e quindi con l'obbligo di legge di dire il vero e non tacere nulla, le informazioni su due società off- shore usate da Mediaset per creare fondi neri.

In questo caso i giudici, a differenza dei colleghi del processo principale sui diritti tv sospeso per tutti, una volta entrato in vigore il Lodo Alfano hanno deciso di stralciare e sospendere la posizione del coimputato Berlusconi, e di procedere per il solo Mills.

I giudici, nelle motivazioni della sentenza, hanno sostenuto che l'avvocato "ha agito certamente da falso testimone per consentire a Silvio Berlusconi e a Fininvest l'impunità dalle accuse o almeno il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite".

Mills si è proclamato innocente, Mediaset ha sempre negato ogni addebito e Berlusconi ha definito la sentenza "scandalosa".

Il processo d'appello a David Mills inizierà il prossimo 9 ottobre.

MEDIATRADE

E' l'ultimo stralcio del procedimento principale sulla compravendita dei diritti tv. E' ancora in fase di indagini preliminari: per la precisione, dicono fonti legali, si è in attesa del deposito dell'avviso chiusura indagini, il cosiddetto 415 bis, l'atto prodromico alle richieste di rinvio a giudizio.

Berlusconi, insieme all'uomo d'affari egiziano-statunitense Frank Agrama e cinque manager Mediaset è indagato per concorso in appropriazione indebita.

La procura sostiene che fino al 2005 -- quando cioè era già da quattro anni premier -- Berlusconi sia stato il socio occulto di Agrama allo scopo di sottrarre denaro a Fininvest e poi a Mediaset per occultarlo all'estero ai danni di azionisti, fisco Usa e italiano.

L'accusa ipotizza che Agrama acquistasse i diritti dalle major americane, li rivendesse a Fininvest e poi a Mediaset a prezzi gonfiati, e infine versasse gran parte del surplus delle vendita gonfiata in conti esteri nella disponibilità di manager Mediaset.

"Un'accusa vecchia e masticata", l'ha definita in una intervista al Giornale l'avvocato Piero Longo, uno dei legali del presidente del Consiglio.

"COMPRAVENDITA" SENATORI

Si tratta di un procedimento in fase di indagini preliminari. Berlusconi è indagato per istigazione alla corruzione nell'inchiesta in cui si ipotizza la compravendita di due senatori del centrosinistra, eletti all'estero, durante l'ultimo governo Prodi affinché passassero nelle file del centrodestra durante il voto sulla legge finanziaria.

La procura di Roma aveva chiesto l'archiviazione e il gip Orlando Villoni aveva sospeso la sua pronuncia nel merito in attesa della decisione della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano.

DA DOVE RIPARTONO I PROCEDIMENTI

Il procedimento principale sui diritti tv riparte esattamente dalla sospensione dell'udienza al settembre 2008, con tutti gli atti validi compiuti nel dibattimento iniziato il 21 novembre 2006.

Il procedimento per la corruzione dell'avvocato David Mills deve invece ripartire da zero, visto che il collegio giudicante, avendo emesso sentenza sul coimputato, è diventato per legge incompatibile a giudicare Berlusconi.

Per quel che riguarda Mediatrade e la presunta compravendita dei senatori si è nella fase delle indagini preliminari: nel primo caso alla chiusura inchiesta, nel secondo alla pronuncia del gip sulla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura.

PRESCRIZIONE

Detto che il Lodo Alfano ferma le lancette dell'orologio, durante la sospensione dei procedimenti, per quel che riguarda la prescrizione dei reati, bisogna precisare che non è possibile stabilire con esattezza a priori lo scadere dei tempi, dipendendo questi ultimi anche da circostanze come la concessione di attenuanti o derubricazione di imputazioni (che possono alleggerire i reati rendendoli più "prescrivibili") o al contrario il riconoscimento di aggravanti (che allontanano la prescrizione).

Quello che viene ritenuto più vicino alla prescrizione è il procedimento per il caso Mills che dovrà ripartire da capo. E' molto difficile che la difesa del premier darà il consenso a una qualche parte degli atti compiuti al processo -- durato dall'aprile 2007 al febbraio 2009 -- in cui Mills è stato condannato, e, secondo fonti legali, è certo che il dibattimento che ripartirà da zero davanti ai tre nuovi giudici non potrà arrivare in fondo, nemmeno in primo grado.

Per quel che riguarda il procedimento principale sui diritti tv invece, molto dipende, secondo quel che riferiscono fonti legali, da quante contestazioni suppletive la procura riuscirà a far arrivare dallo stralcio Mediatrade, in modo da ipotizzare reati oltre il 2001.

 
 
 

Patrizia D'Addario non sposta voti

Post n°681 pubblicato il 04 Ottobre 2009 da dammiltuoaiuto
 

Patrizia D'Addario non sposta votiRenato Mannheimer – il più noto dei sondaggisti italiani - sceglie Affaritaliani.it per analizzare l'impatto sull'opinione pubblica della partecipazione ad Annozero di Patrizia D'Addario. "Sono temi di fronte ai quali muta pochissimo l'opinione degli elettori. I cittadini sono interessati a questa vicenda come lo sono per Garlasco"

Sabato 03.10.2009 18:00


Patrizia D'Addario in tv da Santoro: chi ha vinto e chi ha perso? Di' la tua

Santoro ad Affaritaliani.it: basta con le escort. Per ora...

LO SPECIALE DI AFFARITALIANI.IT SULL'INCHIESTA DI BARI E SU PATRIZIA D'ADDARIO

Caro Santoro, e mò? Di Giuseppe Morello

Patrizia si racconta. E' lei la protagonista di Annozero

La D'Addario fa impennare Santoro (7 milioni e 28% di share). Vespa lo tallona. La scorsa puntata di Annozero, l'esordio, aveva fatto il 22.88% di share con 5.592.000 spettatori, al di sopra della media del programma.

E da Vespa va in onda il contro-Santoro

Tarantini smentisce la D'Addario: mai presentata come escort

Le escort e il Cavaliere.../ Affaritaliani.it è in grado di anticipare le prossime novità dell'inchiesta barese e le mosse dei protagonisti Di Giuseppe Morello

"I cittadini-elettori sono interessati a questa vicenda sul piano della pettegolezzo e della pruderia. E sono interessati a vedere in televisione una ragazza che ha avuto rapporti sessuali con il presidente del Consiglio. Ma allo stesso tempo sono anche esausti del fatto che il dibattito politico sia concentrato soltanto su questi aspetti". Renato Mannheimer – il più noto dei sondaggisti italiani - sceglie Affaritaliani.it per analizzare l'impatto sull'opinione pubblica della partecipazione ad Annozero di Patrizia D'Addario.

"Si tratta di temi di fronte ai quali muta di pochissimo l'opinione politica degli elettori. Sulla base dei dati rilevati negli ultimi mesi, abbiamo notato una perdita di consenso - al di là della trasmissione in sé che ha un impatto minimale, dell'ordine del 3-4% in termini di fiducia nel premier e di consenso nel governo. Sembra di vedere che ci sia poca influenza sulle scelte di voto. I cittadini sono interessati a questa vicenda come lo sono per l'omicidio di Garlasco". Secondo il presidente dell'Ispo, ad esempio, "l'andamento del Milan in campionato e in Champions League incide di più dei racconti della D'Addario. Nella vita d'altronde si cambia la moglie ma non la squadra di calcio e ricordo che una vittoria importante dei rossoneri poco prima di una tornata elettorale fece guadagnare parecchi voti a Berlusconi".




Le sexy foto di Patrizia D'Addario
GUARDA LA GALLERY

INCHIESTE BARI/ IL PROCURATORE: REGISTRAZIONI D'ADDARIO IN CASSAFORTE - "Sicuramente le registrazioni che sono state pubblicate non sono quelle consegnate agli inquirenti, perché risulta pacificamente dagli atti che appena sono state consegnate le registrazioni sono state sigillate, messe in busta chiusa, custodite in una cassaforte e, fino al mio arrivo non sono state aperte". Lo ha affermato il procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, parlando con i giornalisti delle registrazioni consegnate alla Procura di Bari dalla escort barese, Patrizia D'Addario, che ha riferito di aver trascorso una notte con il premier a Palazzo Grazioli.

"Sicuramente le registrazioni che sono state pubblicate non so dire se sono corrispondenti a quelle consegnate, ma sicuramente non sono quelle. Mentre c'è una forte probabilità che il verbale, pure pubblicato, sia quello corrispondente a quello che effettivamente era stato fatto". Secondo Laudati, "Io sto valutando tutti i filoni d'indagine messi insieme - ha poi precisato parlando di tutte le indagini su appalti e sanità - per me non c'è uno più importante dell'altro, le cose sono tutte interconnesse, per cui se non si chiarisce una non si capisce l'altra".

 
 
 

Fininvest è stata condannata dal tribunale di Milano

Post n°680 pubblicato il 04 Ottobre 2009 da dammiltuoaiuto
 

ROMA – Fininvest è stata condannata dal tribunale di Milano a risarcire Cir del danno patrimoniale da “perdita di chance” di un giudizio imparziale, (in merito al Lodo Mondadori) quantificato in circa 750 milioni (749.955.611,93, per l’esattezza). Ma Fininvest non ci sta: “Sentenza ingiusta, faremo appello”.
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La Cir. Nella nota della Cir si legge che “è stata depositata oggi la sentenza del tribunale di Milano nella causa civile promossa da Cir, assistita dagli avvocati professor Vincenzo Roppo ed Elisabetta Rubini, contro Fininvest per il risarcimento del danno causato dalla corruzione giudiziaria nella vicenda del lodo Mondadori. La sentenza che ha carattere esecutivo decide che Cir ha diritto al risarcimento da parte di Fininvest del danno patrimoniale da ‘perdita da chance’ di un giudizio imparziale, quantificato in euro 749.955.611,93; Cir ha diritto al risarcimento da parte di Fininvest anche dei danni non patrimoniali sopportati in relazione alla medesima vicenda. La liquidazione di tali danni è riservata ad altro giudizio”.
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La sentenza di oggi nasce da quella penale del 2007 nella quale Cesare Previti (legale della Fininvest) e altri vennero condannati per “corruzione in atti giudiziari”. In sostanza, allora venne riconosciuto un comportamento fraudolento di persone legate a Finivest contro la Cir. Oggi il gruppo di Berlusconi è chiamato a risarcire i danni causati da quei comportamenti.
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“In questo modo – si legge ancora nella nota della Cir – dopo la definitiva condanna penale per corruzione intervenuta nel 2007, anche il giudice civile porta luce su una vicenda che ha inflitto un enorme danno a carico di Cir, ferendo al contempo fondamentali valori di corretto funzionamento del mercato e delle istituzioni. Cir esprime soddisfazione per una sentenza che rende giustizia alla società e ai suoi azionisti”.
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De Benedetti. La sentenza del Tribunale di Milano “non mi compensa per non aver potuto realizzare il progetto industriale che avrebbe creato il primo gruppo editoriale italiano – scrive l’ingegner Carlo De Benedetti – ma stabilisce in modo inequivocabile i comportamenti illeciti che l’hanno impedito”. Per il presidente onorario di Cir “dopo quasi vent’anni dalla condotta fraudolenta messa in atto per sottrarre al nostro gruppo la legittima proprietà della Mondadori – aggiunge De Benedetti – finalmente la magistratura, dopo la sentenza che ha confermato definitivamente in sede penale l’avvenuta corruzione di un giudice, ci rende giustizia anche sul piano civile”.
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La replica. Ma la Fininvest non ci sta ed “esprime tutta la propria incredulità di fronte alla sentenza del Tribunale Civile di Milano”. “Una sentenza profondamente ingiusta – si legge in una nota – In attesa di conoscerne le motivazioni, la Fininvest ribadisce la correttezza del suo operato, la validità delle proprie ragioni e degli elementi che sono stati addotti per sostenerle”. La Fininvest “ricorrerà immediatamente in appello, assolutamente certa che la totale fondatezza delle sue tesi non potrà non essere riconosciuta”.
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La vicenda processuale. Cesare Previti, nel 2007, venne condannato (a titolo definitivo) a un anno e mezzo di reclusione al termine del secondo processo d’appello celebrato a Milano nell’ambito del caso lodo-Mondadori. La Terza corte d’appello di Milano aveva accolto tutte le richieste di condanna avanzate dal sostituto pg Pietro De Petris anche per gli altri imputati. La pena più alta era stata per il giudice Vittorio Metta, condannato a 2 anni e 9 mesi di reclusione in continuazione con i 6 anni riportati per Imi-Sir. L’avvocato Attilio Pacifico aveva invece subito la stessa condanna di Cesare Previti, mentre l’avvocato Giovanni Acampora era stato condannato a 1 anno e 6 mesi. L’assoluzione dei quattro imputati dal parte della Corte d’appello di Milano era stata annullata dalla Cassazione che aveva disposto un nuovo processo.
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In particolare il giudice Metta, secondo l’accusa, sarebbe stato corrotto dagli altri imputati per annullare, attraverso una sentenza di cui fu relatore, il lodo arbitrale che assegnava a Carlo De Benedetti il controllo azionario della Mondadori, a favore di Silvio Berlusconi. Non a caso, all’inizio del processo l’ex presidente del Consiglio figurava tra gli imputati, ma nel 2001 la Cassazione stabilì nei suoi confronti la prescrizione dei reati contestati.
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3 ottobre 2009
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fonte:  http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/economia/cir-fininvest/cir-fininvest/cir-fininvest.html

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Gianni Minà critica la popolare bloggera cubana Yoani Sanchez

Post n°679 pubblicato il 30 Settembre 2009 da dammiltuoaiuto
 
Tag: cuba

Gianni Minà critica la popolare bloggera cubana Yoani Sanchez che ora tiene una rubrica sulle pagine di "Internazionale"

tiene una rubrica su "Internazionale" (cliccate e leggete qualche pezzo, meritano), così Gianni Minà non resiste più, rompe il silenzio e scrive un articolo in cui svuota tutto il suo INCREDIBILE sacco . Yoani gli risponde con la consueta ironia tramite il suo blog. Gianni Minà "Non tanto per l’informazione a Cuba, ma per la disinformazione che regna in Italia, mi ha colpito il candore di un lettore del mio sito che giudica il lavoro di Yoani Sanchez, “la bloggera che sfida Castro”, scevro da ideologie o interessi poltici. Basterebbe, infatti, la propaganda che le viene fatta nel nostro paese per capire la portata dell’operazione che è stata messa su. C’è un intero continente con tutti i nuovi presidenti finalmente presentabili dell’America latina che non solo chiede agli Stati uniti la cancellazione dell’embargo, ma si sta battendo anche per il rientro di Cuba in tutti gli organismi dai quali l’isola era stata prepotentemente esclusa per volere proprio degli Stati uniti. Questi presidenti, da Lula a Chavez, a Evo Morales, a Correa, ma anche dall’argentina Kirchner alla cilena Bachelet, o all’ex vescovo Lugo, sanno perfettamente che Cuba ha raggiunto in questi anni standard d’eccellenza nell’educazione, nella sanità, nella protezione sociale, nella cultura, nello sport, che questi premiers ancora sognano per i loro paesi, pur essendo più ricchi e non feriti da un blocco economico insensato e ingiusto. I ragazzi cubani che Yoani Sanchez sostiene vivono solo privazioni sanno perfettamente, infatti, che queste conquiste sociali rendono Cuba, pur con tutti i suoi errori, diversa, più libera, dai paesi che invece, negli anni, sono stati prigionieri del neoliberismo e del mercato, come quelli delle villas miserias delle grandi città o come i trenta milioni di bambini randagi del continente. Yoani Sanchez, nei suoi articoli, fa finta di non saperlo. Forse è per ribattere questo tipo di dimenticanze che ho attraversato recentemente l’isola, da l’Avana a Guantanamo, con una mia troupe per realizzare un documentario non banale sulla Revolucion nell’era di Obama, ed ho scoperto che non solo la Sanchez è pressocchè sconosciuta, ma perfino i tanti ragazzi latinoamericani e non che studiano a Cuba (perchè nei loro paesi non potrebbero farlo) alla Scuola di medicina latinoamericana o alla Scuola d’arte di Bayamo, come alla Scuola di cinema, o nella stessa Università di Stato, non capiscono che cosa vorrebbe dimostrare questa bolggera di cui io spiegavo l’esistenza e la risonanza in Italia. Per anni io ho sentito parlare, per esempio, da parte dei radicali italiani e di quella parte di “eredi” del nostro PC ora pentiti, di “dissidenti” come per esempio l’associazione delle “Donne in bianco”. Bene, recentemente si è saputo che la leader di questo gruppo di opposizione alla Rivoluzione, Martha Beatriz Roque, prendeva una ricca prebenda mensile da Santiago Alvarez, un terrorista al servizio della parte più retriva degli anticastristi di Miami, recentemente arrestato e condannato a quasi quattro anni (poi ridotti a due anni e mezzo) perchè scoperto con una macchina piena di esplosivo che, a suo dire, doveva servire per alcuni attentati nell’isola. Poichè Santiago Alvarez era in carcere, nei mesi in cui era ancora presidente Bush Jr, i soldi si è offerto di anticiparli il capo dell’ufficio di interessi del governo degli Stati uniti a l’Avana, Michael Parmly. Non mi sono sorpreso perchè ogni anno della sua presidenza Bush ha stanziato milioni di dollari per “un cambio rapido e drastico a Cuba” (140 milioni nel 2007, 45, data la crisi economica, nel 2008). Molti di questi soldi venivano rubati dalle presunte organizzazioni per la democrazia a Cuba (come ha scoperto Barack Obama ordinando un’indagine), ma evidentemente buona parte è servita per “ungere” chi poteva creare malessere nella società cubana, certo non perfetta e ancora non libera da contraddizioni. Non siamo più nell’epoca in cui veniva messa in piedi contro la Rivoluzione, come nel 2003, una vera e propria “strategia della tensione” con dirottamenti di aerei e sequestri del ferry boat di Regla, ma c’è ancora uno sforzo palese per controbbatere il vento di simpatia, nei riguardi di Cuba, che attualmente spira nel continente latinoamericano e anche nella parte progressista degli Stati uniti. Dispiace che tutto questo non lo abbia considerato anche l’Unità che, avendo fra i collaboratori un grande conoscitore delle nazioni a Sud del Texas come Maurizio Chierici, questa realtà la avrebbe potuta approfondire facilmente anche se, erroneamente, il giornale cita spesso Freedom House, un’agenzia sovvenzionata dai governi di Washington, come riferimento indiscutibile per dare le pagelle sulla libertà di stampa. E lo fa perfino con paesi, in questo settore più che carenti, come il Messico e la Colombia. Perchè se a Cuba c’è la bloggera, in Messico o in Colombia, nazioni allineate sulle vecchie poltiche degli Stati uniti e dei farisei europei, l’eliminazione dei giornalisti non graditi ai regimi di Uribe e di Calderon che li governano, è uno sport ancora molto praticato e che, ogni anno, fa registrare una trentina di cronisti ammazzati (record mondiale). A loro mai nessuno, però, ha chiesto di tenere una rubrica su Internazionale." Yoani Sanchez “...Signor Minà, lei che può parlare con Lui, cerchi di scoprire come mai non decreta un’amnistia per Adolfo Fernández Saínz e i suoi colleghi, che hanno già scontato sei anni di carcere per reati di opinione. Annoti nella sua agenda i dubbi della mia vicina su come mai suo fratello non è autorizzato a rientrare a Cuba, dopo che ha ‘disertato’ durante un congresso all’estero. Trasmetta le domande di mio figlio Teo, che non capisce come mai per essere ammesso agli studi superiori deve dimostrare di possedere una serie di requisiti ideologici. Se lei può avvicinarsi a Lui - più di quanto è stato mai possibile a ogni cubano - gli chieda di permettere a questi ’sconosciuti’ cittadini di associarsi, fondare un giornale, creare un’emittente radiofonica, fare domande a un presidente o sfruttare il diritto, che lei esercita senza limiti, di scrivere pubblicamente opinioni molto diverse a quelle del governo del suo paese. Le assicuro che questa intervista, che lei non farà mai, diventerà un best seller su questa isola”. LEGGI TUTTO a questo link (in spagnolo) INFORMO CHI NON LO SAPESSE CHE A CUBA NON E' PERMESSA LA CONNESSIONE INTERNET AI PRIVATI CITTADINI. YOANI MANDA I SUOI POST AD AMICI CHE STANNO ALL'ESTERO E GESTISCONO IN SUA VECE IL BLOG, CHE LEI NON HA MAI VISTO NEMMENO DAGLI INTERNET POINT DATO CHE IL SITO E' OSCURATO DALLE AUTORITA' CUBANE. L'originale su www.internazionale.it http://www.internazionale.it/firme/archivio.php?author_id=76 tp://www.internazionale.it/home

 
 
 

PETIZIONE ITALIANA CONTRO IL NUCLEARE

Post n°678 pubblicato il 12 Settembre 2009 da dammiltuoaiuto
 

Al Parlamento italiano,

Al Presidente della Repubblica Italiana,

Al Presidente del Senato italiano,

Al Presidente della Camera dei Deputati,

Al Presidente del Consiglio italiano,

 

Presentiamo qui di seguito

il testo della PETIZIONE ITALIANA CONTRO IL NUCLEARE

 

1) La presente Petizione vuole raccogliere il numero di firme necessario (almeno 500.000) per far sì che in Italia, non si costruiscano più, né oggi né in futuro, centrali nucleari e che mai si rimettano in funzione o si ricostruiscano o si ammodernino quelle ormai dismesse e pur presenti sul territorio nazionale italiano.

2) Per questo, la presente Petizione chiede che vengano annullati con effetto immediato gli accordi Italia-Francia stipulati il 24 febbraio 2009 dal Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi e dal Presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy, in relazione a iter legislativi volti alla reintroduzione e alla costruzione di centrali nucleari sul territorio italiano.

3) Per questo, la presente Petizione chiede altresì che, in sostituzione di tali accordi e di altri eventuali accordi successivi, venga sempre prima deciso un Referendum nazionale sull'argomento nucleare, per ascoltare prima di tutto la volontà degli Italiani, rispettando in questo modo i loro diritti di liberi cittadini.

4) La presente Petizione domanda anche che in Italia, come d'altronde già successo in altri Paesi dell'Unione Europea come la Germania e la Spagna, si proceda all'attuazione di una politica attuale e futura, basata sull'incentivazione dell'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e naturali, quali il fotovoltaico, l'eolico, le biomasse, favorendo così lo sviluppo di un'economia virtuosa, pulita e sicura per la salute pubblica.

5) La presente Petizione prende spunto anche dalla constatazione degli effetti dannosi per la sopravvivenza dell'uomo e per quella dell'ambiente naturale in cui esso vive, provocati dai numerosi incidenti nucleari verificatisi, da Chernobyl in poi, a Three Mile Island e in altre centrali nucleari inglesi e francesi, benché a volte queste realtà siano state spesso taciute e più o meno completamente smentite da autorevoli fonti.

6) La presente Petizione nasce dunque soprattutto dall'esigenza di evitare altre conseguenze pericolose per l'Italia e per tutti gli Italiani, ragion per cui, in nome dei diritti inalienabili di cui il popolo italiano dispone e di cui deve continuare a disporre, la presente Petizione domanda infine che il seguente testo sia d'esempio anche per prossime e successive richieste analoghe o identiche, da indirizzare al Parlamento Europeo, in virtù del fatto che, essendo l'Italia parte dell'Unione Europea in qualità di Stato membro e fondatore, gli Italiani sono anche cittadini europei.

-----------------------------------

 

PER ADERIRE A QUESTA PETIZIONE, COMPILARE IL MODULO QUI SOTTO

 

Vi preghiamo di compilare attentamente i seguenti campi obbligatori, perché si tratta di dati necessari per la validità di questa petizione contro il nucleare.

Il titolare del sito, Marco Ratto, garantisce che tali dati non verranno mai mostrati pubblicamente sul sito, né divulgati a terzi per nessun motivo.

Marco Ratto si impegna inoltre a garantire a tutti la massima riservatezza in merito, conservando gli stessi dati all'interno di questo sito esclusivamente per i fini della petizione contro il nucleare.

FIRMA   QUI

http://reazioneantinucleare.it/easyNews/NewsLeggi.asp?IDnews=7

 
 
 

Nucleare francese una fuga dietro l'altra

Post n°677 pubblicato il 12 Settembre 2009 da dammiltuoaiuto
 


Nucleare francese una fuga dietro l'altra




Marco Cedolin

Tricastin, Romans – Sur – Isere, Saint Alban e ancora Tricastin. Nelle centrali nucleari francesi si susseguono le fughe radioattive e per la quarta volta negli ultimi 20 giorni è scattato l’allarme rosso in un impianto transalpino, in un periodo già molto travagliato per l’atomo europeo dopo l'incidente accaduto ai primi di giugno in Slovenia nella centrale nucleare di Krsko ed i 4 incidenti registrati in Spagna a luglio in soli 12 giorni nella centrale nucleare di Cofrentes nei pressi di Valencia.

A Tricastin lo scorso 8 luglio le autorità francesi resero nota la fuoriuscita nell’ambiente, avvenuta il giorno precedente, di 74 kg di uranio. A Romans – Sur – Isere lo scorso 18 luglio l’Autorithy per la sicurezza nucleare francese ammise la fuoriuscita di acque contaminate da elementi radioattivi, pur assicurando che l’incidente non aveva determinato impatti ambientali. A Saint Alban lo scorso 21 luglio 15 operai vennero contaminati dalla fuoriuscita di liquido radioattivo. Ieri 23 luglio, nuovamente a Tricastin 100 operai sono stati contaminati da elementi radioattivi di cobalto 58 fuoriusciti da una tubatura del reattore numero 4 fermo per manutenzione ed immediatamente evacuati dalla centrale.
Proprio intorno al sito nucleare di Tricastin, fra i più grandi al mondo, che non comprende solo la centrale, ma anche una serie di laboratori che lavorano l’uranio grezzo e depositi per le scorie radioattive, sembrano emergere molti scampoli di realtà, fino ad oggi sottaciuti, in grado d’incrinare più di una certezza riguardo alla capacità francese di gestire al meglio le conseguenze di quella sorta di “patto con l’atomo” che in Francia (dove il 78% dell’energia consumata viene prodotta dalle centrali nucleari) ha creato il mito dell’energia “facile”, pulita ed a buon mercato.

Gli incidenti nel sito di Tricastin avvengono da oltre 30 anni, anche se spesso sia la dinamica sia le conseguenze degli stessi sono state tenute nascoste per evitare polemiche e proteste.
Già dal 1964, prima ancora che sorgesse la centrale, il sito ospitava un deposito di scorie radioattive, provenienti da una vecchia fabbrica militare per l’arricchimento dell’uranio, stoccate senza alcuna precauzione, che avrebbero determinato nel corso del tempo la migrazione di 900 chilogrammi di uranio all’interno delle acque sotterranee che riforniscono i pozzi delle famiglie della zona. Ad esso si è aggiunto il deposito per scorie nucleari della Sogema, la società che a Tricastin arricchiva l’uranio per la costruzione degli ordigni nucleari, che contiene 700 tonnellate di scorie radioattive sepolte sotto un cumulo di quattro metri di terra
Nel 1986 una fuga di esafluoruro d’uranio dalla centrale portò il livello di radioattività dell’aria a 130 bequerel per metro cubo, «quando il dato normale è di 0.00001». Nel 1991 si verificò lo sgocciolamento di nitrato d’uranio sulla ferrovia della Sogema,. Nel 1997 si verificò una fuga di uranio arricchito nei terreni. Solamente un paio di settimane fa a due chilometri di distanza dalla centrale sono state trovate falde freatiche e pozzi privati dove il tasso di uranio rilevato dall’Istituto di radioprotezione e sicurezza nucleare Irsn, arrivava a punte di 64 microgrammi per litro, ben oltre i 15 ammessi dall’Oms per dichiarare potabile l’acqua.

Energia facile, pulita ed a buon mercato che inizia a manifestarsi sempre più lontana da una realtà costretta a specchiarsi con il dramma dei lavoratori sottoposti alla contaminazione radioattiva e degli abitanti dei comuni che sorgono in prossimità del sito di Tricastin, costretti a convivere con la paura e privati perfino dell’acqua, essendo ormai proibito berla, nuotarci, mangiarne il pesce ed irrigare i campi, destinati ad inaridire in questa fetta di pianura francese immolata, come tante altre, sull’altare di un atomo che sta iniziando a scolorare e preoccupare sempre più.


Leggendo questo articolo mi torna in mente una notizia che all'epoca del disastro di Chernobyl era circolata in sordina. Si diceva che le radizioni (la famosa nube) che era arrivata anche su di noi, stranamente aveva perso di pericolosità verso la Germania per poi, ancora più stranamente, riaumentare dopo il passaggio sulla francia. Si diceva che c'era stata una perdita dal reattore del SuperPhenix, ma che, visto il disastro russo, era stato fatto passare in sordina accomunando i suoi effetti a quelli del reattore sovietico.
Ma qualcuno, in Italia, anche alla luce di questi ultimi incidenti, potrebbe dire: "..bhe, tanto ci contamina già la Francia. Allora costruiamole anche noi le centrali, così non dobbiamo dipendere più dagli altri."....CHE TRISTEZZA
firma   la   petizione    contro il nucleare
http://reazioneantinucleare.it/easyNews/NewsLeggi.asp?IDnews=7

 
 
 

11 settembre per non dimenticare

Post n°676 pubblicato il 11 Settembre 2009 da dammiltuoaiuto
 

ECCO COSA DICONO LE FAMIGLIE DELLE VITTIME


9/11 Press For Truth è la storia di alcuni dei familiari delle vittime
dell'11 Settembre, in particolare di coloro che guidarono il Comitato
Direttivo dei Familiari che portò, dopo tante pressioni e reticenze,
alla nascita della Commissione Indipendente 11/9, di cui essi ne
contestano l'operato sin da quando dovevano ancora iniziare i lavori
ed era stato inizialmente nominato alla loro direzione un certo Henry
Kissinger.
La situazione non cambiò poi di molto, in quanto venne nominato
coordinatore dei lavori, col potere quindi di decidere cosa
investigare e chi ascoltare - oltre a poter scegliere cosa infine
inserire nel rapporto definitivo - un vero e proprio insider
dell'Amministrazione Bush ed intimo di Condoleezza Rice, Philip
Zelikow, colui che tra le altre cose scrisse nel 2002 il National
Security Strategy in cui veniva enunciato, per la prima volta, il
concetto di "guerra preventiva".


Le famiglie chiesero anche le sue dimissioni, ma inutilmente.


Anche il Presidente Thomas Kean, come la maggior parte degli altri
Commissari, ed almeno metà dei membri dello staff avevano conflitti di
interesse, e non possono quindi stupire, con queste premesse, il modus
operandi ed i risultati della Commissione: interrogatori morbidi e
spesso senza neanche che venisse prestato giuramento, alcuni persino a
porte chiuse e incredibilmente "accompagnati dal genitore", come nel
caso del Presidente Bush. Un basso stanziamento di fondi e risorse,
innumerevoli ritardi o dinieghi per le richieste di documentazione,
specie se riservata, ed in generale i fatti omessi o distorti nella
compilazione del rapproto finale, evidenziati da David Ray Griffin nel
suo libro di critica, innominabile da tv e giornali.


Nonostante il Rapporto della Commissione 11/9 sia stato accolto in
modo pomposo ed acritico dai media ufficiali come verità
indiscutibile, sono in realtà secondo gli ultimi sondaggi di opinione
solo il 16% gli americani che credono che sia stata raccontata loro la
verità, in netto contrasto con la copertura mediatica che invece
converge piuttosto verso percentuali bulgare.


La nascita ed il lavoro della Commissione è il perno su cui ruota la
storia raccontata dai familiari che ne hanno vissuto con tenacia la
lotta per chiederne l'istutizione; con sempre meno speranza il corso
dei lavori; ed infine con delusione e rabbia i risultati, di fronte a
cui chiedono adesso con forza ed urgenza una nuova commissione,
realmente indipendente, e che operi per la ricerca della verità e non
per perpetrare pregiudizialmente, come purtroppo accade molto spesso
nelle investigazioni ufficiali, la versione gradita al potere
politico.


Gli argomenti trattati sono molti ed in gran parte si basano sulla
Cronologia Completa dell'11 Settembre di Paul Thompson: dalla
indiscutibile evidenza che l'Amministrazione sapesse a più livelli
degli attacchi imminenti e lo abbia poi nascosto, per arrivare al
curioso comportamento - in termini di alleanze quantomeno dubbie e di
"errori" solo apparenti - degli Stati Uniti nella cosiddetta "guerra
al terrore", passando per la mancata reazione aerea ed il sospetto
crollo delle torri e dell'edificio 7, argomenti questi ultimi ormai
stradibattuti ed a cui viene dedicato in questo film meno spazio del
solito, rendendolo particolarmente prezioso in quanto ricco di
informazioni complementari a quelle discusse più di frequente.


A fare da sfondo a tutti i dubbi e le critiche dei familiari, ci sono
le solite, costanti e diffuse reticenze governative ad investigare nel
modo dovuto, e quelle dei media ad affrontare le questioni importanti
ma scomode, da qui il gioco di parole del titolo del film: "Press For
Truth" significa "Pressione per la verità", ma il termine "Press"
indica appunto anche la stampa, i giornalisti, sottintendendo quindi
che tocca a delle persone comuni, per di più segnate da un dolore
indescrivibile, fare il lavoro di chi non vuole o fa finta di non
saperlo fare.


Il film dura quasi un'ora e mezza, per cui vi consigliamo di vederlo a
tutta pagina direttamente su Google Video al seguente link:
http://video.google.it/videoplay?docid=3228264304077323969&hl=it



TUTTI I DOCUMENTARI SULL' 11/09

LA PUNTATA DI RAI REPORT SULL 11/09

il documentario di report sull 11 di settembre
http://video.google.com/videoplay?docid=3220473705490576646&q=Confronting+the+Evidence+duration%3Along&total=24&start=0&num=10&so=0&type=search&plindex=8

Loose Change 2nd Edition Recut

http://video.google.com/videoplay?docid=7866929448192753501&total=31&start=0&num=10&so=0&type=search&plindex=0


LOSE CHANGE 2 DOPPIATO IN ITALIANO

http://video.google.com/videoplay?docid=6536713546859321156&total=35&start=10&num=10&so=0&type=search&plindex=4

ECCO LE BUGIE DE PENTAGONO
http://www.youtube.com/watch?v=6MMFCqHuYR4


ECCO LE BUGIE
http://www.youtube.com/watch?v=K8uo6_a7yF4


ECCO IL COMPLOTTO
11 settembre complotto evidente.

http://www.youtube.com/watch?v=z2TC_ZS8tSc


Rebus - 911 Inganno globale?
http://video.google.it/videoplay?docid=-6507546513762151026&q=11%2F09+duration%3Along&total=89&start=0&num=10&so=0&type=search&plindex=3

ECCO COME GLI USA RICORDA ISUOI EROI

http://www.youtube.com/watch?v=iwigvkxikbY

inganno globale
http://video.google.com/videoplay?docid=3740667276211273172

inganno globale 11 settembre 11/09 FILMATO COMPLETO IN ITALIANO


http://video.google.com/videoplay?docid=-4707106427582061756

11/09/ filmato americano

http://video.google.com/videoplay?docid=8022452963439593148&total=35&start=0&num=10&so=0&type=search&plindex=3



9/11: Press for Truth DOCUMENTARIO IN INGLESE DELLE FAMIGLIE AMERICANE VITTIME DEL 9/11

http://video.google.com/videoplay?docid=3979568779414136481&total=37&start=20&num=10&so=0&type=search&plindex=0



http://video.google.com/videoplay?docid=8797525979024486145&total=31&start=10&num=10&so=0&type=search&plindex=3


LOSE CHANGE 2 DOPPIATO IN ITALIANO

http://video.google.com/videoplay?docid=6536713546859321156&total=35&start=10&num=10&so=0&type=search&plindex=4



September 11th Revisited: Were explosives used?


9-11 Press For Truth sottotitolato in italiano.avi

http://video.google.com/videoplay?docid=3228264304077323969


ECCO CASO CI DICONO ALTRI Webster Tarpley SUL 11/09


http://www.youtube.com/watch?v=4ARFdZ3RVDA



mensogne globali conferenza mondiale sull' 11/09

http://video.google.com/videoplay?docid=-8462333767560978506&total=38&start=0&num=10&so=0&type=search&plindex=5


VERITA' DI CRISTALLO

http://www.youtube.com/watch?v=hhg0nht7NRc

INDAGINI SULL'11/09

http://video.google.com/videoplay?docid=-6662803466724618179&total=38&start=10&num=10&so=0&type=search&plindex=0

CONFERENZA MONDIALE 11/09

http://video.google.com/videoplay?docid=-8462333767560978506&total=38&start=0&num=10&so=0&type=search&plindex=5


11/09 ECCO LA VERITA'


http://video.google.com/videoplay?docid=3316491948551597135&total=37&start=10&num=10&so=0&type=search&plindex=7


ECCO COSA DICE IL PROF JONES AMERICANO

http://www.youtube.com/watch?v=0l5uTImEebU


http://www.911revisited.com

ATTENTATO AIUTATO CON GLI ESPOLOSIVI

http://video.google.com/videoplay?docid=4194796183168750014&total=31&start=10&num=10&so=0&type=search&plindex=9









 
 
 

DISABILI NON HANNO PIU' IL POSTO ALLO STADIO ADRIATICO RESTITUITECI IL VECCHIO SPAZIO ZORRO E' CON LORO!!!

Post n°675 pubblicato il 05 Settembre 2009 da dammiltuoaiuto
 

I DISABILI   NON  HANNO   PIU' IL POSTO   ALLO  STADIO   ADRIATICO  RESTITUITECI IL VECCHIO   

Quest'anno i disabili non avranno piu' il loro posto privilegiato in una zona sicura del campo, a pescara da dove si vedeva bene la partita, posta in una postazione sovraelevata.
Siamo stati invece letteralmente buttati sotto la curva, COME SE FOSSIMO LA MONNEZZA DA NON FAR VEDERE dove non si vede un tubo per colpa di quella quell'enorme vetro di plastica ( e' no stadio o un acquario ??? ) e per via di tutti i cartelloni pubblicitari a bordo campo.
Molta gente e' andata via perche' non vedeva nulla,
so addirittura delle lacrime di un ragazzo che per la prima volta tornava allo stadio dopo un brutto incidente e che non potra' salire mai piu' i gradoni, e si e' sentito ancora piu' umiliato e handicappato per via di questa scelta.
http://www.facebook.com/groups/edit.php?success=1&customize&gid=128716450027#/group.php?gid=128716450027

 
 

 
 
 

AIUTIAMOLA FIRMA ANCHE TU FIRMA PER Aung San Suu Kyi

Post n°674 pubblicato il 05 Settembre 2009 da dammiltuoaiuto
 

 

Nome:
LIBERIAMO Aung San Suu Kyi FIRMA ANCHE TU
Categoria:
Descrizione:
FREE LIBERIAMO Aung San Suu Kyi
FIRMA
https://secure.avaaz.org/it/free_burma_political_prisoners/
PETIZIONE DI AMNESTY INTENATIONAL
http://takeaction.amnestyusa.org/siteapps/advocacy/index.aspx?c=jhKPIXPCIoE&b=2590179&template=x.ascx&action=12656&ICID=I0908A01&tr=y&auid=5173508

PETIZIONE FREE BURMA DA SPEDIRE NAZIONI UNITE
http://www.petitiononline.com/kha8954b/petition.html


FIRMA LA PETIZIONE PER UNA BIRMANIA LIBERA
http://htm.cisl.it/sito/contenuti/BIRMANIA/FormBirmania.htm
PETIZIONE PER LIBERARE Daw Aung San Suu Kyi,
http://www.actionburma.com/

CERCHIAMO DI ARRIVARE A 1 MILIONE DI FIRME QUI
http://www.avaaz.org/en/stand_with_burma/tf.php?CLICK_TF_TRACK
Facciamo qualcosa anche noi per la popolazione del Myanmar, sostenendo Aung San Suu Kyi e il diritto ad una Birmania libera:
1) Se vuoi, puoi mandare un biglietto di SOLIDARIETA' ad Aung San Suu Kyi,
Anche se è probabile che il biglietto venga intercettato dal regime, migliaia di
biglietti d'auguri daranno un potente segnale al regime.
Se i militari sapranno che il mondo li guarda, sarà meno facile che
intraprendano altre azioni contro Aung San Suu Kyi, poiché avranno
timore delle reazioni internazionali.
Il tuo biglietto d'auguri contribuirà a mantenerla al riparo da ulteriori attacchi.
Invia il tuo biglietto d'auguri a:
Daw Aung San Suu Kyi,
54 University Avenue,
Bahan 11201,
Yangon, Myanmar (Birmania)
Costo dell'affrancatura con posta prioritaria per l'estero
formato standard, cm 9x14 Euro 0,60
Una candela per la speranza

Aung San Suu Kyi è ancora agli arresti domiciliari e 2000 monaci ed attivisti favorevoli alla democrazia sono trattenuti in condizioni disumane nelle prigioni birmane. La loro colpa: invocare pacificamente la democrazia.

Clicca in basso per firmare una petizione al Segretario Generale Ban Ki Moon al fine di richiedere il loro rilascio.


Al Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon: Il governo militare deve rilasciare immediatamente ed incondizionatamente tutti i prigionieri politici, inclusi Daw Aung San Suu Kyi, Khun Tun Oo e Min Ko Naing.Il rilascio di tutti i prigionieri politici è il primo ed il più importante passo verso la libertà e la democrazia in Birmania. Noi sottoscritti ci appelliamo al Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon affinché consideri come sua priorità personale assicurare il rilascio di tutti i prigionieri politici birmani da parte del Consiglio di Stato per la pace e lo sviluppo (SPDC




IL principale leader della protesta birmana, Htay Kywe, latitante da anni e considerato dal regime il ricercato numero uno, ha indetto per domani una nuova iniziativa contro la Giunta militare: ciascun cittadino in qualsiasi parte del Paese, dovrà accendere una candela, ovunque si trovi, per esprimere il proprio dissenso contro il governo dei militari.


Lo ha appreso PeaceReporter da fonti della dissidenza all'estero, che hanno contattato nel primo pomeriggio lo stesso leader, appartenente al movimento studentesco Absdm (All Burma Student Democratic Front).


Per tre giorni, ogni birmano manifesterà pacificamente a casa, in strada e soprattutto davanti ai monasteri, tenendo accesa una candela che simboleggerà la speranza per il popolo birmano.


Htay Kywe, 40 anni, è stato l'unico, nel gruppo dirigente dell'Absdm, a riuscire a fuggire dai militari, dopo 14 anni di prigione. Secondo quanto riferito dalle stesse fonti a PeaceReporter, il 'nemico numero uno' della dittatura militare birmana riesce a eludere la cattura cambiando quotidianamente cellulare


PeaceReporter aderisce, e invita tutti ad aderire, alla forma di protesta contro la violenza e la repressione del regime birmano


http://www.youtube.com/watch?v=tiLxEIPD6iQ

ECCO IL SUO LUSSO
http://www.youtube.com/watch?v=s6YPsycc6Lc

http://www.youtube.com/watch?v=OXb9CiNEgfQ

Burma sept.2007: "The Lady and The General"

http://www.youtube.com/watch?v=UG3V5tJaEm8

APPELLO
http://www.youtube.com/watch?v=oPH7o_sJaNo

LA MORTE DI UN MONACO
http://www.youtube.com/watch?v=2_wVOdemFgg

MONACI RICHIUSI CON IL FILO SPINATO
http://www.youtube.com/watch?v=1YgJETfsM5A

PROTESTA IN ITALIA DI AMNESTY A ROMA

http://www.youtube.com/watch?v=NYowESPuybU

http://www.youtube.com/watch?v=1mfVZBd03oo

Un dittatore tra superstizione e ferocia
http://www.youtube.com/watch?v=1mfVZBd03oo

Onu deplora repressione dimostrazioni in Myanmar
giovedì, 11 ottobre 2007 10.36
Versione per stampa

NAZIONI UNITE (Reuters) - Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite oggi ha deplorato la repressione delle proteste per la democrazia in Myanmar e ha invitato al dialogo politico, in una dichiarazione che ha visto insieme le potenze occidentali e la Cina per la prima volta.
Il comunicato dice che "tutti i prigionieri politici e gli altri detenuti" dovrebbero essere rilasciati presto e chiede alla giunta militare che governa il Paese da quarant'anni di prepararsi a un "dialogo genuino" con la leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi.
La dichiarazione non è vincolante, a differenza di una risoluzione.
E' la prima volta che il Consiglio di Sicurezza agisce ufficialmente nei confronti dell'ex Birmania, e questo segna un cambiamento di posizione da parte della Cina, vicino e fondamentale partner commerciale del Myanmar: in precedenza Pechino aveva usato il diritto di veto per evitare critiche alle autorità del Paese.
L'Onu ha detto che l'inviato speciale Ibrahim Gambari nel fine settimana partirà per una visita in Asia nel corso della quale dovrebbe far tappa in Myanmar per la seconda volta da quando la giunta ha represso le dimostrazioni guidate dai monaci buddisti il mese scorso.
Invia il tuo biglietto d'auguri a:

Daw Aung San Suu Kyi,
54 University Avenue,
Bahan 11201,
Yangon, Myanmar (Birmania)

Costo dell'affrancatura con posta prioritaria per l'estero
formato standard, cm 9x14 Euro 0,60

PROTESTIAMO CON LETTERA O EMAIL ALL'AMBASCATA BIRMANA IN ITALIA
meroma@tiscalinet.it
Via della Cammilluccia 551, Roma, tel. 0636303753, 0636304056
FAX 06/36298566
altre ambasciate della birmania a cui scrivere
mecanberra@biqpond.com australia
contact@myanmar-embassy-tokyo.net giappone
info@mewashingtondc.com usa
mission.myanmar@ties.itu.int hong kong
FIRMA TUTTE LE PETIZIONI
http://www.actionburma.com/
http://www.burmacampaign.org.uk/mtvaction.html
LA PETIZIONE DI AMNNESTY INTERNATIONAL
http://www.amnesty.it/appelli/firmamodelappelli.html?nomeappello=Myanmar_monaci
FIRMA LA PETIZIONE PER UNA BIRMANIA LIBERA
http://htm.cisl.it/sito/contenuti/BIRMANIA/FormBirmania.htm
FIRMA ALTRA PETIZIONE
http://www.avaaz.org/en/stand_with_burma/tf.php?CLICK_TF_TRACK

TUTTI I VIDEO AGGIORNATI SULLA BIRMANIA COSA ACCADE
http://www.youtube.com/results?search_type=search_videos&search_query=burma&search_sort=video_date_uploaded&search_category=0&search=Search&v=&uploaded=
LE FOTO AGGIORNATE IN TEMPO REALE SU FREE BURMA
http://flickr.com/search/?q=burma&m=text

NOTIZIE E FOTO E VIDEO IN TEMPO REALE FREE BURMA
http://niknayman.blogspot.com/

INTERVISTA AD Aung San Suu Kyi
http://www.youtube.com/watch?v=6_oabUxzglo
http://www.youtube.com/watch?v=Mjqo1JSDNpM
http://www.youtube.com/watch?v=GIR_-YN3Oyc



Democratic voice of Burma

www.irrawaddy.org

www.mizzima.com

 
 
 

Aung San Suu Kyi il premio "Ambasciatore della coscienza" di Amnesty International

Post n°673 pubblicato il 05 Settembre 2009 da dammiltuoaiuto
 

Ad Aung San Suu Kyi il premio "Ambasciatore della coscienza" di Amnesty InternationalCS103: 27/07/2009

Aung San Suu Kyi © Chris Robinson

Aung San Suu Kyi © Chris Robinson

 Nel corso di una cerimonia svoltasi oggi a Dublino, alla presenza del gruppo rock irlandese U2, Amnesty International ha annunciato il conferimento del premio "Ambasciatore della coscienza" per l'anno 2009 ad Aung San Suu Kyi. Gli U2, vincitori del premio negli anni passati, sono da lungo tempo sostenitori della causa della leader birmana.
 
"Questo mese ricorre il ventesimo anniversario dell'arresto di Aung San Suu Kyi. In questo lungo periodo, spesso denso di oscurità, Aung San Suu Kyi è rimasta un simbolo di speranza, coraggio e instancabile difesa dei diritti umani, non solo del popolo di Myanmar ma di chiunque nel mondo" - ha dichiarato Irene Khan, Segretaria generale di Amnesty International.
 
Vaclav Havel, primo vincitore nel 2003 del premio "Ambasciatore della coscienza" ha trasmesso il seguente messaggio: "So, grazie alla mia stessa esperienza, che l'attenzione internazionale può, in una certa misura, proteggere da punizioni che altrimenti verrebbero inflitte. Per questo, poco dopo essere stato eletto presidente, candidai Aung San Suu Kyi al Nobel per la pace, che poi le venne conferito. Dio solo sa cosa le sarebbe accaduto se la sua vicenda non fosse stata tenuta alla ribalta come di nuovo accade oggi. Ringrazio Amnesty International per la sua scelta e ammiro la solidarietà che voi e gli U2 state mostrando nei confronti di questa donna coraggiosa, 'l'Ambasciatore della coscienza' di ognuno di noi".
 
Aung San Suu Kyi, leader della Lega nazionale per la democrazia, il partito di opposizione di Myanmar, ha trascorso in stato di privazione della libertà 13 degli ultimi 20 anni, buona parte dei quali agli arresti domiciliari. L'ultima ordinanza di arresti domiciliari avrebbe dovuto scadere il 27 maggio di quest'anno, ma prima di quella data è stata arrestata e, il 18 maggio, sottoposta a processo, tuttora in corso, per aver violato le norme sugli arresti domiciliari. Oltre 2100 persone sono attualmente in carcere nel paese asiatico a causa delle loro idee. Amnesty International continua a chiedere che siano rilasciate.

 

Ulteriori informazioni
 
Il premio "Ambasciatore della coscienza", giunto al suo sesto anno, è un riconoscimento all'eccezionale leadership e all'impegno nella lotta per proteggere e promuovere i diritti umani. In passato, oltre agli U2, è stato conferito a Peter Gabriel, Nelson Mandela e Mary Robinson.
 
Ispirato da una poesia scritta per Amnesty International dal Nobel per la letteratura Seamus Heaney, il premio intende promuovere l'azione dell'organizzazione attraverso la vita, l'azione e l'esempio dei suoi "Ambasciatori", che hanno fatto molto per sensibilizzare il mondo attraverso la loro azione e l'esempio personale.

FINE DEL COMUNICATO                                                                             

Roma, 27 luglio 2009
 
Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty

una   intervista

http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/8195353.stm

http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/8194616.stm

 

 
 
 

LAVORO NERO IN VATICANO GUARDATE

Post n°672 pubblicato il 04 Settembre 2009 da dammiltuoaiuto
 

 
 
 

Le notti troppo calienti di Barcellona

Post n°671 pubblicato il 03 Settembre 2009 da dammiltuoaiuto
 

Quello della prostituzione per strada è un problema che colpisce tutte le grandi metropoli, ma nell’ ex Barrio Chino della metropoli catalana, oggi invaso dai turisti, soprattutto italiani, si sta andando pure oltre.

«È una vergogna: le ragazze fanno di tutto fra le colonne e i camion della Prostitucion_Boqueria1merce». E’ la proprietaria di un negozio della Boqueria, il mercato più celebre di Barcellona e uno delle sue principali attrazioni turistiche lungo le Ramblas, e racconta la sua storia a El Pays. Cosi le colonne di quello che è stato premiato come il più bel mercato del mondo sono ora occupate durante la notte dalle baby prostitute africane impegnate con i loro clienti in disinibiti pubblici accoppiamenti. Venti euro per una prestazione en plein air in un luogo che di appartato non ha veramente niente. Le foto scattate da El Pais lo documentano, e mostrano appoggiati alle colonne clienti e ragazze di colore con slip, gonne e pantaloni abbassati colti in piena azione e in diverse posizioni.

Prostitucion_Boqueria4

I COMMERCIANTI IN RIVOLTA - «È la mia disperazione», dice il presidente dei commercianti della zona, Manel Ripoll. Ogni mattina i negozianti devono ripulire la strada dai preservativi abbandonati dalle ‘chicas’ durante la notte». Una zona dove il transito di alimenti è continuo e le condizioni di igiene devono essere ottime, diventa così il rifugio notturno dei vagabondi e delle prostitute più degradate della città, che non possono nemmeno competere con quelle dei dintorni del Camp Nou, l’altro luogo classico della prostituzione a Barcellona. Oti Pérez ha uno dei pochissimi ristoranti che ci sono tra i portici, ma è obbligato a chiudere quando fa notte e ladri e prostitute si radunano nella zona. Eppure anni fa  nel quartiere c’erano dei bar con delle sale riservate, dove le prostitute di un tempo si intrattenevano con i clienti in una strana forma di convivenza con i residenti. Oggi non se ne vedono più di quelle vecchie lavoratrici per la calle de Robadors. Oggi è pieno di giovani immigrati che non solo si vendono per strada, ma rubano e arrivano a litigare per accaparrarsi i clienti. «E’ il loro corpo e possono decidere cosa farne – afferma Maria Casas, presidente dell’ associazione locale Taula del Raval, ma si deve fare una distinzione dentro questo diritto della persona con l’ inciviltà e la violenza».

C’ERA UNA VOLTA UN’ORDINANZA – La sordida e degradante immagine di queste giovani inginocchiate o piegate in avanti davanti ai loro clienti è la prova del fallimento dell’ordinanza approvata 4 anni fa dal comune di Barcellona per porre fine alla prostituzione per la strada. L’ordinanza, sempre in vigore, prevede multe da 120 a tremila euro per il sesso in strada. Ma la polizia non riesce a fermare le piccole prostitute di La Boqueria – controllate dalle mafie - che ogni notte catturano spregiudicatamente i clienti sulle Ramblas. La polizia si dichiara impotente davanti al fenomeno. «È come giocare al gatto e al topo» afferma un portavoce, spiegando che le giovani prostitute si spostano con i clienti dalla Boqueria ad un’altra zona poco illuminata dell’ex-Barrio Chino, ora El Raval, e poi ad un’altra ancora, se vedono arrivare i poliziotti. Inoltre, fanno notare i poliziotti, anche se l’ordinanza comunale vieta il sesso per strada, la prostituzione in Spagna non è un reato ed è quindi difficile perseguire le ragazze. La soluzione al problema ? Le case chiuse, indicano i residenti. Ci risiamo. Nel frattempo, ogni mattina, tocca lavare il suolo con acqua e candeggina, prima di sistemarci le merci.

 
 
 

Dimmi con chi vai, e ti dirò chi sei

Post n°670 pubblicato il 03 Settembre 2009 da dammiltuoaiuto
 

Dimmi con chi vai, e ti dirò chi sei

 

A luglio dell'anno scorso Motassin Bilal Gheddafi (meglio conosciuto come Hannibal, per la serie "un nome un programma"), uno degli otto figli del leader libico, era stato arrestato in Svizzera insieme a sua moglie per aver aggredito e malmenato in un hotel di Ginevra due domestici al proprio servizio.
Risultò poi che i due inservienti (una tunisina e un marocchino) vivevano in una vera e propria condizione di schiavitù, con tanto di insulti, privazione del cibo, sberle e cinghiate.

Naturalmente Hannibal fu rilasciato su cauzione, e successivamente le parti lese ritirarono la denuncia verso Hannibal e la moglie dopo aver raggiunto un accordo i cui termini non sono mai stati resi noti.
Lo scorso 19 agosto, a più di un anno da quell'episodio, il buon Hannibal ha avuto l'alzata d'ingegno di commentare la vicenda in questo modo:
Se avessi una bomba atomica farei sparire la svizzera dalla carta geografica.
A seguito di queste dichiarazioni, così sobrie e misurate, il presidente svizzero Hans Rudolf Merz non ha potuto esimersi dal presentare le proprie scuse al governo libico per l'arresto e la breve detenzione del povero Hannibal, oltre a proporre l'istituzione di un comitato per discutere dell'incidente.
Faccenda chiusa? Macché.
La Repubblica di oggi ci informa che a Gheddafi (stavolta il padre) le scuse non sono bastate: per questo il leader libico intende chiedere alle Nazioni Unite di smembrare la Confederazione Elvetica in tre, e di annettere i cantoni italiani all'Italia, quelli francofoni alla Francia e quelli tedeschi alla Germania.
Ecco, tanto perché sia chiaro a tutti che razza di personaggi abbiamo deciso di omaggiare con le Frecce Tricolori.

 
 
 
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