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Breaking News -

Formigoni scarica
gli arrestati:
“Forse un errore candidarli”

SCARICA gli ex assessori arrestati, a dimettersi per gli scandali non pensa neppure. Conta di arrivare a fine mandato, a meno che non si apra una chance per le Politiche. Roberto Formigoni, presidente della Regione, ieri è stato chiaro parlando delle disavventure giudiziarie degli ex assessori Franco Nicoli Cristiani e Massimo Ponzoni: «Non a caso forse, e lo sottolineo con una certa malizia, dal 2010 entrambi non sono più membri di giunta: questa è stata la mia decisione». Alla domanda se sia stato un errore candidarli, Formigoni precisa: «Probabilmente è stato un errore, con il senno di poi. Però la compilazione delle liste spetta ai partiti, e i due hanno raccolto decine di migliaia di preferenze. I fatti contestati risalgono a dopo le elezioni. Qualcosa non ha funzionato, ma si deve distinguere le responsabilità politiche da quelle personali. Inoltre vale sempre il principio di innocenza ».

E per il futuro: «Mancano tre anni alla scadenza della legislatura che onorerò fino alla fine. Ma è chiaro che io sono anche un dirigente di partito: quando e se ci saranno le elezioni politiche anticipate, valuterò col partito e con me stesso la decisione migliore». Nonostante le inchieste, Formigoni dipinge il Pdl come il «partito degli onesti: ogni volta che viene trovato qualcuno che ha tradito per noi è una sconfitta». Non manca la stoccata ai giudici: «La Lombardia è la Regione più virtuosa d’Italia ed è anche quella in cui la magistratura trova due o tre casi di corruzione. Chissà cosa accadrà nelle altre regioni meno virtuose. Peccato che lì la magistratura non sia altrettanto efficiente ». A commentare le frasi di Formigoni il segretario regionale del Pd, Maurizio Martina: «Le parole del governatore rimangono insufficienti — spiega — rispetto al tema politico emerso con forza in questi giorni. E che la Lombardia abbia urgente bisogno di un’agenda di cambiamento profondo, che questa esperienza amministrativa non è in grado di dare, credo sia ormai convinzione assai diffusa».

Ieri, tra l’altro, è iniziato il processo a un altro ex assessore, Piergianni Prosperini, arrestato mentre era in carica. I consiglieri regionali Pippo Civati del Pd e Chiara Cremonesi di Sel chiedono che la Regione si costituisca parte civile nel processo: «Che Regione Lombardia scelga di non costituirsi parte civile nel processo a Prosperini grida vendetta». Formigoni, ieri, ha anche parlato d’altro, per dimostrare «che noi lavoriamo per aiutare i cittadini lombardi, nonostante la campagna mediatica scatenata in questi giorni». Ecco quindi una bozza di legge «per sviluppare l’economia lombarda», puntando sull’istruzione, sulla digitalizzazione e sul risparmio energetico.

 

Last News


Dopo Milanese anche il ministro delle politiche agricole ROMANO sarà salvato. La Lega si allinea alla posizione della maggioranza e il ministro dell'Interno nega persino le critiche della base. "Abbiamo un leader e una linea politica: il resto sono schiocchezze". E ribadisce: "La lotta alla mafia è l'iniziativa più importante del governo". Dimenticando che il titolare dell'agricoltura è accusato di associazione esterna di stampo mafioso
I pm accusano: per 4 anni contiguo alle cosche. Provenzano, capomafia di Agrigento, aveva annotato il recapito dietro un cartoncino. Trovata un'intercettazione sfuggita a tutti: fu il politico a cercare il boss Guttadauro

 

Dal Quirinale - Un Disagio crescente

Da Il Corriere della Sera - di Massimo Franco - Per Giorgio Napolitano quello di giovedì non è stato un semplice rimpasto ma un cambio di maggioranza: al punto che toccherà al Parlamento e al presidente del Consiglio «valutare le novità». La nota con la quale il capo dello Stato registra l'ultima prova di sopravvivenza di Silvio Berlusconi non è propriamente una carezza istituzionale. Riflette il fastidio per un modo di agire da parte del premier e dei suoi nuovi arruolati, ritenuto spregiudicato. E mostra la volontà di non avallare silenziosamente qualcosa che somiglia molto al trasformismo, sebbene in alcuni casi si tratti di un semplice «ritorno a casa» dopo la scissione finiana. La richiesta che le Camere siano informate sul travaso di alcuni parlamentari nell'area di governo può risultare giustificata e in qualche modo doverosa. Servirebbe ad ufficializzare conversioni politiche che un'opposizione esasperata e divisa ha tradotto con parole come corruzione, per citare la meno offensiva; e forse a rendere più chiari i termini di un allargamento del centrodestra, capace di aumentare i consensi anche quando appare in difficoltà. Nel richiamo puntiglioso del presidente della Repubblica si intravede dunque il tentativo di dare trasparenza ad una manovra chiara negli obiettivi ma dai contorni opachi. Non si spiega altrimenti anche la precisazione che la scelta dei sottosegretari rientra nella «esclusiva responsabilità» del capo del governo. Napolitano prende pubblicamente le distanze da qualcosa che non gli è piaciuto; e proprio nel giorno in cui chiede ai vertici della tv pubblica di trasmettere gli spot informativi sui referendum di giugno: un appuntamento che Palazzo Chigi in qualche misura teme. Eppure, è probabile che l'effetto politico delle sue parole sia meno dirompente di quanto si potesse pensare. Berlusconi si sente forte perché non esiste un'alternativa, e non vuole alzare la tensione col Quirinale. In più, se ci sarà, la valutazione del Parlamento avverrà dopo il voto amministrativo. E per paradosso la maggioranza potrebbe perfino allargarsi ulteriormente, se riuscisse a conquistare alcune città-chiave e a dimostrare che l'elettorato punisce i finiani usciti dal Pdl. La copertura offerta a Berlusconi da Umberto Bossi non lascia margini d'equivoco. Così, rimane solo il contraccolpo istituzionale, pesante per le incomprensioni che alimenta. Il premier considera l'intervento di Napolitano un gesto di ostilità. E il mancato preavviso risveglia diffidenze mai sopite. I berlusconiani ritengono che il Quirinale avrebbe potuto essere altrettanto severo quando la componente di Gianfranco Fini lasciò il governo alla fine di novembre. In verità Napolitano fu accusato da una parte del centrosinistra di avere «salvato» Berlusconi, imponendo il dibattito parlamentare del 14 dicembre, dal quale l'asse Pdl-Lega uscì vincente. Ma in un equilibrio così fragile fra i vertici dello Stato, il modo in cui si comunica finisce per pesare quasi quanto i contenuti. E l'assenza di preavviso di ieri ha fatto apparire l'esternazione presidenziale una critica a freddo, poco comprensibile. Osservata con un minimo di distacco, è un'altra increspatura nella lunga scia del 14 dicembre: l'ennesima scossa di assestamento per una maggioranza che da allora ha cominciato a essere diversa da quella elettorale. In fondo non ha mai smesso di puntellarsi e modificarsi, seppure in modo confuso. Napolitano ha seguito la metamorfosi con la determinazione a mantenere la stabilità, ma anche con fastidio verso i metodi usati per preservarla. Il centrodestra, tuttavia, è questo: un grumo insieme liquido e solidissimo, cementato dall'assenza di alternative. Il Parlamento non potrà che certificare ancora una volta il suo strano impasto: da mutante che rimane uguale a se stesso.

 

Breaking News

Il Sindaco e Perri
si scambiano accuse sull'immobile 
PTB ceduto al comune

Il governo va sotto 3 volte:
Voto contro di FLI con l'opposizione

L'IRA di Bossi. Il governo non deve telefonare alla polizia.
Dobbiamo prepararci. Il governo tecnico è alle porte. E noi andremo all'opposizione. Per certi versi è pure un bene». La sua analisi è spietata. E non lascia spazio a vie di fuga. Fini valuta la rottura col Pdl, ma vuole arrivarci sulla giustizia e non sul Rubygate

Napolitano:
Bordata a Berlusconi.
Bocciato il lodo
ALFANO retroattivo

PDL - Volano gli stracci dopo il divorzio Berlusconi-FINI

Anche la fiducia del 29 settembre passa:
Ma Futuro e Libertà è determinate:
E la lega sente odore di bruciato
Bossi pessimista sul futuro


MAGGIORANZE A RISCHIO -
Il Pdl contava fino ad oggi su 271 deputati, secondo quanto riportato dal sito Internet della Camera , che scenderebbero a circa 240 se si confermasse la diaspora di una trentina di finiani. Considerato che gli alleati della Lega Nord contano 59 deputati, il rimanente Pdl più la sola Lega Nord non riuscirebbe a raggiungere la maggioranza assoluta a Montecitorio, che è di 316 deputati. Di vitale importanza per il governo, se volesse fare a meno dei finiani, diventerebbe quindi confermare ed eventualmente ottenere nuovi consensi nel gruppo Misto, che comprende 31 deputati. Di questi otto sono del partito di Francesco Rutelli, Alleanza per l'Italia; sei del Partito liberale italiano, tre dei Repubblicani regionalisti, 4 dei Liberal democratici, 5 del Movimento per le Autonomia e 3 delle minoranze linguistiche. Ci sono infine due deputati non iscritti ad alcuna componente. L'Mpa ed altri 5 deputati del misto hanno finora sostenuto il governo. Al Senato attualmente il Pdl conta 145 aderenti. La maggioranza può contare anche su 26 leghisti e su 3 aderenti all'Mpa per un totale di 171 senatori su una maggioranza assoluta, al netto dei senatori a vita, di 158 voti. I finiani qui dovrebbero essere tra i 10 e i 14.

 

The LAST NEWS

L'AUTOGOL DEL PDL E IL CONTROPIEDE DELLA LEGA NORD. IN AUTUNNO LA "PULIZIA ETNICA" DEL CARROCCIO IN BRIANZA INIZIA DA QUI.
Tempi duri per la PDL - Il Sindaco è avvisato?

Davanti alla debolezza degli organi provinciali del Pdl, la Lega Nord o meglio Cesarino Monti dà il meglio si sè. E' come lasciare Milito o meglio Kakà dei tempi d'oro (vista la militanza milanista del Leone di Lazzate) dieci metri di vantaggio ini contropiede. Il prezzo per tenere a galla la baracca sgangherata della coalizione desiana era un assessorato in più al Carroccio. Prima dell'inchiesta sulla 'ndrangheta. Ora le quotazioni dell'appoggio leghista sono in rapida e continua salita. L'ossigeno costa sempre più caro. Tutti a casa e candidato sindaco padano doc. Un modo per fare pulizia all'interno del Pdl come sostiene da giorni il senatore Monti. E il Popolo delle Libertà come un puglie suonato al primo round non può che incassare messo nell'angolo dalle liti interne e dalla mancanza di una leadership  provinciale in grado di tenere testa ai "pugni leghisti". Il Pdl non è riuscito nemmeno a tenere una linea comune davanti all'onda che ha spazzato via il "cardinale nero" e 40 anni di politica amministrativa. La brutta pagina del consiglio comunale pieno di botte e insulti si poteva evitare, ma ormai a Desio e dintorni nel Pdl ciascuno ragiona per sè. E il primo cittadino in mezzo a prendere botte da una parte all'altra. Quanto potrà durare? Non arriva al panettone dicono i maligni. La Lega si frega le mani per un progetto più ampio che punta all'intera Brianza. Del resto chi è senza peccato (in zona) scagli la prima pietra. Cesarino da Lazzate ne ha un'intera montagna di scorta.
Editoriale di Marco Pirola, direttore de "L'esagono" - tratto dall'uscita del 26 luglio 2010

Nelle carte spuntano anche
i nomi di Perri e Pezzano
I soldi nascosti nei tubi
da Il Cittadino M&B - QUI

 

 

 

Editoriale

Desio libera da questi politici - di Claudio Fiore

Caro Massimo, nel 1994 eri un bravo ragazzo, ma con il tempo le debolezze umane ti hanno travolto fino a farti diventare vittima dei tuoi stessi successi elettorali. Non voglio entrare nel dettaglio, ma è indubbio che per averli, hai abilmente saputo far leva sulle ambizioni di chi ti circondava. Professionisti del consenso elettorale che vivono esclusivamente grazie all'interessamento del politico potente di turno. In questo giochetto ti ci sei voluto infilare mani e piedi per un tuo tornaconto; sia prestigioso, ricoprendo incarichi istituzionali  importanti, che di altro tipo, che ti permettono un tenore di vita elevato, molto elevato.
Ma ha tutto c'è un inizio ed una fine. La tua peggior nemica è stata la presunzione, il credere di essere diventato intoccabile. Avrai capito che non è così. Mi accorgo che vuoi ancora una volta prendere in giro la gente, ma stavolta lo farai a tue spese. Nessuno ti aiuterà più. a tutti i livelli. Il mio consiglio è quello di fare un passo indietro, di non andare allo scontro con la Giustizia, evita le comparsate sui giornali, perchè non ti aiutano. Avrai notato, che non sei più circondato dai tuoi "amici". Infatti, succede sempre così,il miglior amico di oggi diventa sempre il peggior nemico di domani. Molla tutto, soprattutto perchè in questi giorni hai potuto scoprire fino a che punto le Procure di Monza e Milano sono informate sugli affari Brianzoli e Lombardi. L'unica possibilità che Desio, la Brianza e la Lombardia intera si liberi del mondo degli "Affari" nelle Istituzioni può arrivare solo dalle Procure, e io faccio il tifo per loro.

 

Altre News

Il Coordinamento Cittadino di Desio
strappa una promessa al SINDACO:
Presto una ORDINANZA PER LA SICUREZZA CON IL SERVIZIO PERMANENTE DI POLIZIA SERALE CON TURNO 
DALLE 19 ALLE 24.

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Arrivano primi commenti
sulle nomine A.L.S.I
al post 191
.

***

da Il Giorno del 21 Giu 2010
articolo di Alessandro Crisafulli

Desio. non solo il PAM: per il PD passaggi poco chiari su altri terreni

PRESTO sul tavolo della magistratura che indaga sul Pgt di Desio arriverà altra carta. Che potrebbe, secondo la minoranza, scottare. Riguarda un terreno proprio a fianco di quello della Pam. «A seguito dell’acquisizione da parte della Procura di Monza di copia della variante industriale al Prg approvata nel 2004 - ha detto Lucrezia Ricchiuti del Pd - chiediamo a questa Amministrazione di sospendere immediatamente la procedura del piano attuativo D4, in quanto da una visura storica della proprietà si evidenziano numerosi passaggi riconducibili a persone e società attualmente sotto indagine. Chiediamo inoltre di trasmettere tutti gli atti alla Procura». E la Ricchiuti ha fatto poi nomi e cognomi: «Qui, dove nascerebbero due medie strutture di vendita - ha detto - nei vari passaggi di proprietà risultano la Mais srl e la Guado srl, quindi Ponzoni e il suo commercialista Sergio Pennati». «Il Piano attuativo è conforme al Pgt - ha replicato l’assessore all’urbanistica Michele Vitale - trasparente e legale».

 

 

Editoriale - Lega: la nuova via comunicativa

Conoscendo bene le indicazioni di partito che "suggerivano" SEMPRE e SOLO autorizzate le dichiarazioni del segretario cittadino, vedere adesso il capogruppo VILLA agire per nome e per conto del provinciale (il Giorno del 3 luglio) la dice lunga sulla evoluzione politica desiana.
I punti di vista politici del segretario MOTTA (seduto in giunta), di fatto, vengono puntualmente precisati dal capogruppo. Qualche cambiamento sta avvenendo. E qualche sorpresa è alle porte. Altrimenti, che senso avrebbe la "doppia anima" leghista?

 

La Giunta difende il PGT

da Il Giorno
articolo di
ALESSANDRO CRISAFULLI

— DESIO — 31 maggio 2010
C’È TENSIONE palpabile, in Comune a Desio, per l’inchiesta della magistratura monzese sulla presunta mazzetta al consigliere regionale Massimo Ponzoni per un intervento edilizio compreso nel Piano di governo del territorio. Tensione moltiplicatasi con la visita, giovedì mattina, della Guardia di Finanza di Milano, che è rimasta fino al primo pomeriggio chiusa negli uffici del settore Tecnico, dove ha sigillato alcuni armadi e da dove ha portato via del materiale di suo interesse, lasciando all’Amministrazione un verbale di quanto fatto.

Eppure, il sindaco Giampiero Mariani e la giunta di centrodestra cercano di allentare la pressione. Lo hanno fatto con un comunicato stampa: «Le spiacevoli vicende degli ultimi giorni non hanno certo rallentato la nostra coesione politica e non frenano i nostri sforzi per lavorare per una Desio migliore - scrivono -. Proprio il Pgt, approvato circa un anno fa, è lo strumento base di programmazione e di sviluppo in cui crediamo fermamente e su cui abbiamo lavorato in condivisione con la società civile e le parti sociali. In quel documento, nato da un grande sforzo progettuale realizzato coi migliori urbanisti del Politecnico di Milano e verificato all’insegna della condivisione politica e della partecipazione popolare, è racchiuso il disegno della Desio del futuro, in un nuovo sviluppo equilibrato della città che raddoppierà il verde fruibile dai cittadini, che avrà nuovi servizi, parchi e infrastrutture. Una città che crescerà, in maniera organica e di qualità, rimanendo a misura d’uomo».

UNO STRUMENTO che vide il timbro della maggioranza di centrodestra, più il consigliere indipendente Michele Vitale (oggi assessore all’urbanistica). Mentre l’opposizione fece pollice verso, così come sollevò dei dubbi la Provincia e ci fu la richiesta di un referendum per cancellarlo, da parte del Comitato «Più Desio meno cemento». «Auguriamo che l’indagine della magistratura possa al più presto chiarire ogni aspetto - prosegue la giunta - sia sulle procedure sia sulla correttezza delle persone coinvolte, in modo tale che l’attuazione del Pgt - già avviata - possa manifestarsi nello svolgimento della vicenda amministrativa con tutti i suoi effetti sia di bilancio sia di programmazione. Ribadiamo la nostra serenità garantendo massima collaborazione alla magistratura».

 

La lega vota tutto sperando nel federalismo

da Fatto Quotidiano di Gianni Barbacetto (30 Maggio 2010)

Matteo Salvini, direttore di Radio Padania e leader emergente della Lega, non ha dubbi: “Il Pdl? È una strana bestia. Adesso Roberto Formigoni se la prende con la manovra economica, dice che taglia i soldi alle Regioni e dunque impedisce il federalismo. Non è vero, e lui lo sa. La polemica di Formigoni non è contro la Lega, ma tutta dentro il Pdl. Non so quali siano i suoi obiettivi: per quanto mi sforzi, non riesco proprio a capirli”. Eppure lui, il “Celeste”, presidente della Lombardia per la quarta volta, le aveva cantate chiare: “La manovra varata dal governo mette il federalismo a rischio. Le Regioni dovranno sopportare il 45 per cento del carico dei tagli, 10 miliardi in due anni su un totale di 24”. E ancora: “Occorre ripartire i tagli diversamente”. Come a dire: cari amici della Lega, caro Giulio Tremonti, caro Silvio Berlusconi, pensateci bene. Questa vostra manovra ci indebolisce, lascia i “governatori” – e noi del centrodestra più degli altri – esposti a ogni critica e al rischio di una grave perdita di consenso: saremo noi, in queste condizioni, a dover tagliare i servizi ai cittadini.

GUERRA CIVILE. “È una polemica interna al Pdl, quella di Formigoni”, ribadisce Salvini. “Per una ragione semplice: il federalismo non costa una lira in più. Sposta solo le risorse da Roma ai territori. Dunque non ha senso urlare che il federalismo è a rischio. Il federalismo si farà: anzi, i momenti di crisi sono quelli in cui si può prendere più forza e fare le riforme più coraggiose”. Il quotidiano della Lega, la Padania, lo ribadisce da giorni e ieri, sabato, lo ha scritto esplicitamente nel suo titolo d’apertura, in prima pagina: “Il federalismo accelera. Anche la gente lo vuole”. E subito sotto: “Calderoli: a giugno i decreti su costi standard in sanità e autonomia impositiva”. Bisogna correre, dicono in coro i ministri padani: “Non sono d’accordo con Formigoni. La manovra è una sfida, uno stimolo per accelerare”, dichiara il ministro dell’Interno Roberto Maroni. E Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione, preme l’acceleratore sui decreti attuativi: “Bisogna portare a giugno, oltre al decreto legislativo sull’autonomia impositiva degli enti locali, anche quello sui costi e i fabbisogni standard”. Lo scontro, evidentemente, è tra chi ritiene che il federalismo abbia un costo e che dunque sia irrealizzabile ora la manovra fa stringere la cinghia proprio e soprattutto alle Regioni – e chi invece è convinto che si trasferisce quel che c’è, e se è meno non importa: si trasferirà alle Regioni quel poco che c’è. Tanto, le Regioni che interessano alla Lega sono comunque le più ricche d’Italia: Lombardia, Veneto, Piemonte...A soffrire davvero saranno quelle più povere. Intanto i leghisti difendono le Province, mentre i deputati finiani del Pdl propongono, dalle pagine del Secolo d’Italia e con portabandiera il deputato Santo Versace, la loro abolizione totale. Il testo della manovra, finalmente disponibile dopo tre giorni di sintesi, annunci e chiacchiere senza una formulazione precisa, ribadisce che saranno abolite le province sotto i 220 mila abitanti

 

La notizia

Ponzoni indagato
(Il Giornale, 25 Maggio 2010)

Una brutta storia di mazzette e scelte urbanistiche: e sullo sfondo l’ombra della malavita organizzata e dei suoi interessi nella politica e nel mattone. Al centro dell’inchiesta l’ex assessore regionale Massimo Ponzoni, che alle elezioni di due mesi fa era risultato, con 11.069 preferenze, il primo degli eletti nelle liste del Popolo della libertà di Monza e della Brianza.
A condurre l’inchiesta è il sostituto procuratore della Repubblica di Monza, Walter Mapelli. L’avviso di garanzia per corruzione è stato notificato la scorsa settimana dai militari della Guardia di finanza. Ma - ed è il dettaglio più inquietante - l’inchiesta è gestita da Mapelli insieme ai suoi colleghi del pool antimafia della Procura di Milano, coordinato dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini. Non si tratta, dunque, di una ordinaria storia di malcostume amministrativo. Ponzoni, infatti, avrebbe ricevuto un pagamento di 250mila euro da parte di un gruppo interessato a un’operazione urbanistica a Desio. Quel gruppo, secondo l’accusa, era a sua volta ricollegabile alle cosche.

È su questi soggetti, e in particolare sul clan Iamonte-Moscato che le procure di Milano e Monza stanno conducendo da oltre un anno una indagine assai vasta. Nell’ambito di questa indagine sono emersi i nomi di Ponzoni e di un altro personaggio assai in vista della politica brianzola: Rosario Perri, un geometra calabrese, a lungo in servizio all’ufficio tecnico del Comune di Desio, che solo in tarda età ha compiuto il salto di qualità scegliendo la politica nei ranghi del Pdl e diventando dapprima presidente del Parco delle Groane e poi assessore nella nuova provincia di Monza. A Perri è andata una delle deleghe più ambite, quella al Personale, agli Affari generali e alle società partecipate. Di Ponzoni, Perri è stato uno dei grandi elettori alle ultime regionali: «Gli dobbiamo riconoscenza e dobbiamo assegnargli il massimo delle preferenze» aveva detto inaugurando la sede di Desio del comitato a sostegno del candidato Pdl.
Ponzoni, sia come assessore regionale che come coordinatore del Pdl locale, ha sempre avuto molta voce in capitolo nelle scelte rilevanti della politica e dell’urbanistica brianzola. Ed è in relazione ad alcune di queste scelte che sarebbe scattata l’incriminazione per corruzione per un pagamento di 250mila euro da parte di un gruppo interessato all’operazione e a sua volta collegabile alle cosche. Di una operazione urbanistica su un area in via Molinara, a Desio, si parlava in alcune intercettazioni realizzate nel 2008 in cui tale Fortunato Stellitano, poi arrestato per associazione mafiosa, tranquillizzava gli interlocutori: «Martedì vado a trovare Massimo che è assessore all’ambiente, mi faccio fare lo svincolo ed è a posto». 

 

Sotto la lente

Nuova convenzione non firmata
Ecocity in stallo prima del disastro
(Da Il Cittadino del
29 marzo 2010)


Villasanta - Il progetto Ecocity? Era già bloccato prima del disastro Lombarda Petroli. E, secondo indiscrezioni, la causa sarebbe da addebitare a un mancato accordo tra Addamiano (proprietario della porzione industriale ma destinato ad acquisire l'intera area) e Giuseppe Tagliabue, legale rappresentante della Lombarda Petroli, storico titolare dell'ex raffineria e ancora proprietario della metà circa dell'area. I due imprenditori sono legati da rapporti di interesse da qualche anno, da quando gli Addamiano hanno messo gli occhi sull'area. Addamiano ha comprato la porzione industriale nel 2008, ma l'obiettivo era quello di completare l'acquisto, di ottenere variazioni sul progetto di riqualificazione del 2004 (concordato tra Comune e Tagliabue e formalmente ancora in vigore) e di realizzare le opere. In attesa che venissero perfezionati gli accordi con l'amministrazione comunale e variato il progetto con un incremento di residenziale da 3mila a 33mila metri cubi, Addamiano è partito con la porzione che risultava uguale sia nel vecchio progetto che in Ecocity. Ebbene, tutto quanto si poteva fare è stato fatto. In data 23 febbraio, senza la nuova convenzione che doveva essere firmata da Comune, Tagliabue e Addamiano, quest'ultimo non avrebbe potuto realizzare più nemmeno mezzo capannone, senza il rischio di commettere un abuso edilizio.

E perché allora l'appuntamento per la firma non è mai stato fissato? Secondo fonti ben informate, pare che Tagliabue, alla luce delle voci sulle difficoltà finanziarie di Addamiano, abbia sostenuto di non voler firmare una convenzione che lo impegnerebbe a completare le opere, nel caso di insolvenza del gruppo immobiliare.Nonostante le smentite ufficiali, tra l'altro, i due imprenditori pare non avessero rapporti idilliaci. E a confermarlo è un ex dipendente Lombarda: “Ogni volta che qualcuno di noi doveva recarsi nell'area di Addamiano o viceversa - ha detto - c'erano resistenze, diffidenza e qualche attrito”. Ecocity insomma appare sempre più irrealizzabile.

“Se davvero Tagliabue si è messo di traverso - ha commentato Guido Battistini, ex assessore all'Urbanistica della Lista per Villasanta - il futuro del progetto è compromesso. L'unica possibilità sarebbe stralciare e mandare avanti la parte industriale del disegno, ma a quel punto, senza il residenziale, al costruttore non converrebbe”. Intanto sono scaduti anche i tempi della bonifica che Tagliabue avrebbe dovuto concludere entro il 2009, stando alla convenzione del 2004. Nelle casse pubbliche infine giacciono 21 milioni di euro: una fidejussione versata da Addamiano (o Tagliabue) sul cui futuro non si possono fare previsioni.
Valeria Pinoia

 

Notizie dalla provincia

L'Assessore provinciale Antonino Brambilla consulente di Idra e di Berlusconi?
da il Cittadino MB del 22/02/2010

Arcore - L'assessore provinciale alla tutela del territorio è consulente di Berlusconi per il progetto Milano 4? Lo affermano - e lo chiedono - i consiglieri di Monza e Brianza del Pd dopo avere ascoltato il presidente del parco Valle del Lambro, Emiliano Ronzoni, in commissione. «Oggi in commissione urbanistica - scrivono in un comunicato Gigi Ponti e Mimmo Guerriero - il presidente del Parco della Valle del Lambro ha riferito che alla riunione sul cosiddetto progetto ‘Milano 4' con il sindaco di Arcore, che l'ha promossa, e l'immobiliare Idra, ha partecipato in qualità di consulente di quest'ultima il vicepresidente della Provincia e assessore al territorio e parchi avvocato Antonino Brambilla». La commissione urbanistica si è tenuta questa mattina, lunedì 22 febbraio, a Monza e aveva in programma l'audizione di Ronzoni, programmata in una serie di incontri con i presidenti dei parchi brianzoli. Il Pd ha fatto domande sul progetto di Idra, immobiliare della famiglia Berlusconi, che prevederebbe l'edificazione di 150 mila metri cubi di edilizia residenziale nel comune di Arcore, nel territorio che rientra nel parco regionale e che confina con Villa San Martino, residenza del presidente del consiglio. «Chiediamo al presidente della Provincia Allevi – aggiungono gli esponenti del Pd – di riferire nel prossimo consiglio chiarendo il ruolo del vicepresidente Brambilla in merito a un'evidente incompatibilità sotto il profilo politico. Siamo fortemente stupiti di fronte alla sovrapposizione di ruoli di difensore delle aree protette brianzole e consulente di una società immobiliare che punta a costruire, in questo caso all'interno di un parco di pregio».

 

Ponzoni interrogato per 10 ore su Montecity. "Sono tranquillo"
(da Il Cittadino - 18 Nov. 2009)

L’assessore regionale desiano Massimo Ponzoni, coordinatore provinciale del Pdl, interrogato in Procura a Milano per 10 ore, come testimone nell’ambito dell’inchiesta sull’area Montecity-Santa Giulia di Milano, per cui sono finiti in carcere Giuseppe Grossi “il re delle bonifiche”, Rosanna Gariboldi, ex assessore pavese e moglie del deputato del Pdl Giancarlo Abelli e altre tre persone. Come riportato oggi dal Corriere della Sera, Ponzoni ha risposto alle domande dei pm Laura Pedio e Gaetano Ruta, nella sede della polizia giudiziaria della Guardia di Finanza a Milano, in piazzetta Umanitaria, lo scorso 7 novembre. “E’ vero, sono stato chiamato in Procura” ci conferma il politico brianzolo. L’inchiesta riguarda la bonifica dell’area di Santa Giulia, alla periferia est di Milano: Grossi è accusato di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio ed evasione fiscale per 22 milioni di euro. Secondo l’accusa, i soldi sarebbero stati accumulati nei paradisi fiscali all’estero, gonfiando i costi di bonifica. La Gariboldi è accusata di ricilclaggio, per aver messo a disposizione dell’imprenditore il suo conto corrente di Montecarlo. Per entrambi, i giudici hanno rifiutato la richiesta di scarcerazione, ritenendoli “professionalità criminose, capaci di complesse deliberazioni delittuose”. L’indagine prosegue. L’assessore Ponzoni è stato convocato in Procura a testimoniare sui fatti. E gli sarebbero stati chiesti chiarimenti anche sui suoi rapporti d’affari con la Gariboldi, con cui aveva una società immobiliare. “Sono tranquillo e sereno” spiega Ponzoni. “Sono stato chiamato in qualità di assessore e ho spiegato quello che potevo conoscere". Presto saranno sentiti anche i suoi predecessori, che hanno avuto la delega all’ambiente, perché le indagini riguardano anche il passato.
Paola Farina

 

Seguendo la stampa

Fondi neri per le bonifiche. Monguzzi: Ponzoni riferisca in consiglio regionale

(Adnkronos) - ''Queste operazioni immobiliari, sempre secondo quanto ricostruito dal settimanale, - riferiscono- avrebbero avuto luogo tra Meda e Gallarate e sarebbero state interrotte a fine luglio di fronte alle prime indiscrezioni relative proprio all'indagine della magistratura sulle bonifiche del quartiere Santa Giulia di Milano".

"Dobbiamo quindi rilevare - continuano Agostinelli e Monguzzi - che non solo la Regione Lombardia ha messo a disposizione di Grossi, per la bonifica della ex-Sisas di Pioltello, un aumento dei costi di 44 milioni di euro, da sommarsi ai 120 gia' autorizzati e scambiati con la possibilita' di realizzare il piu' grande centro commerciale d'Europa sull'area, quando la suddetta indagine era gia' in corso, come abbiamo denunciato martedi' in Consiglio. Ma che lo ha fatto mentre era chiaro il coinvolgimento dell'assessore regionale alla partita in affari milionari privati con la Gariboldi. Ecco perche' forse martedi' in Aula l'assessore Ponzoni e' stato cosi' reticente sulla nostra interrogazione. Certo e' che - concludono - di fronte a tali novita', pretendiamo risposte approfondite".

 

ALLEVI - Prov. M&B - Ereditata una scatola vuota

da Il Giorno
articolo di
MONICA GUZZI
La denuncia di Allevi: assessori senza uomini e uffici

HANNO una sede in via Moscova, nel cuore di Milano, ma sono ancora a caccia di una scrivania in Brianza. Già, perché i dieci assessori della nuova Provincia al momento sono senza ufficio e alcuni anche senza struttura. È il caso di Alberto Grisi, assessore a Finanze e Bilancio: fino a un paio di giorni fa poteva contare su zero uomini, ora è pronto a partire da uno. C’è invece chi, come l’assessore all’Ambiente Fabrizio Sala, ha diverse persone in organico, ma ancora al lavoro a Milano. Alla Brianza non è bastato votare per tagliare il cordone da Palazzo Isimbardi: il difficile comincia ora. Bisognerà trovare uomini e soprattutto spazi, mentre le difficoltà di bilancio di Milano rischiano di ripercuotersi anche sulle casse monzesi, collegate a quelle della Provincia madre fino al 31 dicembre.

Il presidente Dario Allevi è costernato. «Abbiamo ereditato una scatola vuota. Gli spazi mancano e la nuova sede all’ex caserma IV novembre non sarà pronta prima di due anni e mezzo, mentre i trasferimenti su base volontaria sono avvenuti random, con settori saturi e altri pieni di buchi. Rispetto ai 429 uomini previsti dalla delibera di scorporo ne mancano ancora 100, mentre altri 150 sono al lavoro a Milano - dice Allevi -. Anche sul bilancio pendiamo dalle labbra della vecchia Provincia: Podestà ha ereditato un discreto buco, dovuto al crollo delle entrate legate a immatricolazioni e rc auto. Che nessuno osi fare scherzi: tutto è da negoziare, ma non possono accollare a noi un bubbone che per l’80 per cento spetta a loro». Per discutere di tutte queste emergenze Allevi chiederà un incontro con il collega Guido Podestà. Intanto ieri gli assessori al Patrimonio Fabio Meroni e al Personale Rosario Perri hanno definito il quadro di una situazione parecchio complicata. «L’obiettivo è sistemare tutti gli uffici entro luglio - continua Allevi -. Abbiamo poi un ufficio in via Moscova che non ha senso: vedremo se è possibile rescindere il contratto per destinare questi quattrini a nuovi spazi vitali da affittare in Brianza. Intanto la maggior parte degli assessori troverà un ufficio nei prossimi 15 giorni in piazza Diaz, per stare vicino alla propria struttura e non lavorare come fanno oggi, col telefonino su un marciapiede. Faranno eccezione Luca Talice, che avrà le sedi a Cesano Maderno e ad Agrate per stare vicino a polizia provinciale e protezione civile, e Giuliana Colombo, che andrà in piazza Cambiaghi dove c’è il settore sociale. Per motivi di spazio ho rinunciato a un mio ufficio operativo in piazza Diaz e conto di sistemarmi in via Grossi. Qui ci sono modifiche in corso: nessuno aveva pensato a dare un ufficio ai gruppi consiliari.

 

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Creato da: puntobox il 02/11/2008
Commenti, giudizi e proposte della politica desiana e dintorni

 

 

Aria gelida tra PDL e LN alle prossime amministrative

Post n°417 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da puntobox

 

Aria gelida tra PDL e LN
alle prossime amministrative

Quello che appare nelle stategie di questi due partiti, ex alleati prima del ciclone delle inchieste in Brianza prima e del governo Monti dopo, è l'estrema difficoltà a ritrovare un intesa comune sul da farsi per le prossime elezioni amministrative.

Il fiore all'occhiello e la cartina al tornasole sono le elezioni per il sindaco di Monza. La LN sembra intenzionata ad abbandonare il vecchio alleato. Marco Mariani si troverebbe così a dover gestire una campagna in solitudine.
Cosa che non lo affascina e non lo stimola, ovviamente, per la riconferma.

Nel frattempo la lega stringe i ranghi e cerca di ritrovare un equilibrio.

E' di questi minuti questa BREAKING NEWS:
(Tratta da Il Cittadine M&B)
Lettera sfogo, Lega non perdona
Il sindaco Porta espulso dal partito

"Espulso solo per aver detto la verità. Non deve passare la Lega degli arrivisti e dei disonesti". Così Giancarlo Porta, sindaco di Macherio, alla notizia dell'espulsione dalla Lega Nord dopo la lettera al vetriolo inviata a settembre al Corriere.

                                           Lettera sfogo, Lega non perdona<br />Il sindaco Porta espulso dal partito

"Espulso solo per aver detto la verità. Non deve passare la Lega degli arrivisti e dei disonesti". Così Giancarlo Porta, sindaco di Macherio, alla notizia dell'espulsione dalla Lega Nord dopo la lettera al vetriolo inviata a settembre al Corriere.

Porta non ci sta e attacca (da M&B news)
Porta ha duramente commentato la decisione del Carroccio: «Non ho ricevuto nemmeno una telefonata dal partito, ho appreso dai giornali della decisione. Del resto, il quadrumvirato di potere della Lega Nord in Brianza: Massimilano Romeo, Dionigi Canobbio, Diego Teruzzi e Marco Desiderati, mi hanno dichiarato guerra e la lettera è stata solo un pretesto. Non me lo aspettavo, sono passati 4 mesi dalla missiva apparsa sul Corriere. Ma c'è di più, Romeo sta cercando di mettermi contro i consiglieri comunali della Lega, la vuole vinta sul Pgt, senza tutelare il territorio. Ma ora penso a fare il sindaco, la Lega, senza Giancarlo Porta, a Macherio non ha mai vinto, esattamente come con Flavio Tosi a Verona».

Detto in parole semplici come nei confronti del sindaco TOSI: capiamo le questioni, ma chi decide è il vertice della lega. Chi non accetta e critica è fuori. Sono vietate prese di posizioni personali. politica desiana

 
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L'8 Settembre del PDL. E la LN?

Post n°416 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da puntobox
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L'8 Settembre del PDL. E la Lega Nord?
Interessante la situazione politica brianzola
e tentare una analisi dopo il terremoto politico e
gli arresti che hanno colpito molti esponenti politici.
Alleghiamo un interessante articolo apparso su Esagono Web.
Buona lettura. politica desiana

L’obiettivo di Lega e Pdl è di salvare
a tutti i costi la maggioranza
Nel valzer delle poltrone è fuga da quelle bollenti

Il film? Quello di John Carpenter: 1997 Fuga da New York. Anche se di Jena Plissken da queste parti (almeno quelle del centrodestra) non ce ne sono in giro molti.

La canzone? Fuga all’inglese di Paolo Conte. Ma con un sottofondo sul modello dei Clash. Una sorta di “London calling” in salsa brianzola. Sì, questa potrebbe essere la colonna sonora di quanto sta succedendo all’interno del Pdl.

L’8 settembre del Popolo della libertà brianzolo è già iniziato nel momento in cui sono scattate le manette la scorsa settimana. Nessuno ricorda il passato anche recente. Tutti sono presi da amnesia fulminante e scappano anche se, come direbbe il generale Badoglio: la guerra continua. Sì, continua la guerra. Quella delle tessere da giocare al congresso.

Un partito paralizzato dalla paura di altre manette che nemmeno riesce a trovare un assessore all’Urbanistica per la Provincia. Figuriamoci un coordinatore per tutta la Brianza. Che fine ha fatto il congresso provinciale tanto sbandierato? Boh.

È un po’ come l’araba fenice. Che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa... Pure l’ipotesi della venuta da queste parti dell’onorevole Maurizio Bernardo come commissario elettorale, passa in secondo piano e l’interessato ha pure passato la mano. Visti i tempi e i personaggi dentro e fuori come dargli torto. Alla fine rimarrà al suo posto la Madonna di Pompei, al secolo Elena Centemero. Del resto ognuno ha quello che si merita. Madonne comprese. Sembra farsene una ragione pure Stefano Carugo, il cardiologo di Dio che sta cercando di tenere assieme più pezzi possibili.
In attesa il popolo azzurro si domanda con quali allenze
il Pdl correrà in Brianza nelle prossime elezioni amministrative di primavera.

A Lissone, per esempio, dove “madama Butterfly”, al secolo Daniela Ronchi, illustrissima moglie dell’onorevole Fabio Meroni sembra la favorita per un accordo Lega-Pdl. Solo il lissonese terribile Gianni Faletra può fare il miracolo azzurro e far cambiare colore al candidato del centrodestra.
Per il momento tiene banco la disputa sulle spoglie della “Provincia morente”. Arrestato Tonino Brambilla (già ai domiciliari), il mondo del mattone si è fermato. Non però le voglie di poltrona. Così la “polpetta” avvelenata e bollente dell’Urbanistica, è stata offerta sottobanco alla Lega (Diego Terruzzi). Ci hanno provato o ci ha provato (scegliete voi), ma il senatore Cesarino Monti è tutto tranne che stupido. Il “re delle Groane” dal suo feudo di Lazzate guarda alla vicepresidenza.
Una poltrona che era targata Popolo della libertà.

E che gli azzurri sono molto restii a concedere. Nel valzer delle deleghe leghiste è spuntato poi il nome di Flavio Tremolada da Lesmo. Tremolada non è uno qualunque. È un leghista della prima ora, assessore a vita a Lesmo. Unico neo la “cofana” di capelli bianchi che sembra uscita dalla galleria del vento di Giugiaro. E poi è uno che il “cerchio magico” bossiano lo conosce bene avendo frequentato la “Scuola Bosina” creatura che sta molto a cuore alla moglie del capo. Per lui si parlava della delega ex Talice alla Sicurezza.

Di fatto venerdì il Carroccio si è riunito in conclave per stabilire la linea. L’obiettivo primario? Non perdere la maggioranza.
Non a caso in questi ultimi giorni su via Grossi tirava una ritrovata aria di bonaccia.
In tutto questo, infine, Dario Allevi. Il presidente, dopo i consueti giri di consultazioni, si è trovato di fatto con il cerino in mano.
Anzi, ufficialmente, ha ricevuto carta bianca.

Nel suo partito, spazio alla fantasia con soluzioni che hanno spaziato dalla giunta tecnica a tre, poi a cinque e per finire (potevamo dubitarne?)
a otto, esattamente come adesso.
Due anni e mezzo fa non si era fatto troppe domande nell’accettare i nomi degli assessori presi dai partiti, ora speriamo che se ne faccia. Coronando magari il sogno di avere un altro assessore donna come Martina Sassoli. Sogno a suo tempo infranto dal Cencelli dei partiti che però, nel rimescolamento di carte, hanno evitato oggi ad Allevi di ritrovarsi pure un quarto assessore indagato. Franco Riva, sostituito in extremis da Fabrizio Sala.
Marco Pirola

 
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Ombre anche sulla casa di riposo di Desio

Post n°415 pubblicato il 30 Gennaio 2012 da puntobox

Un piccolo ripasso mediatico sui nostri politici desiani e su coloro
che hanno sponsorizzato...

Ora tutti prendono le distanze
Ma... guardate il video
(Una volta avviato il filmato, cliccate sul riquadro in basso a destra
per vedere ingrandito il documento - Aspettate qualche secondo)
e attivate il sonoro...

                                     

 
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Spuntano altre pagine e altri nomi

Post n°414 pubblicato il 24 Gennaio 2012 da puntobox
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L'ordinanza pubblicata è di 190 pagine.
Ma il documento originale di 273 pagine.
Altri nomi e altre intercettazioni?

Ombre anche su Seregno
leggi QUI

 
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Colpevoli e innocenti

Post n°413 pubblicato il 23 Gennaio 2012 da puntobox
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La pozzanghera del disonore

Questa sera il blog del crisa è vento fuori l'ennesima intercettazione in cui Perri e Ponzoni decidevano sulle opere da dicidere in giunta.

Dal Cittadino di sabato, Ponzoni con Brambilla intercettato diceva "Io con Motta sono già a posto". Si parlava di PAM.

Nelle ultime elezioni, guarda caso, Egidio Arienti e Elvio Gabani, che nelle intercettazioni appaiono contrari a certe scelte, non vengono candidati dal segretario della LN Motta. Ha preso ordini da qualcuno che ha imposto il veto?

Nel 2008 esce una lettera indirizzata al sindaco e ai consiglieri di stare attenti sul "clan dei calabresi" e di non inchinarsi prendendo le distanza da certi funzionari. L'ex presidente Mazzacuva e l'ex capogruppo di FI Alagna se la prendono commentando in aula e invocando perfino Otto Von Bismark sulle scellerate ed
eco-blateranti considerazioni di un misero ex leghista.  
Quelli della lega quella sera in aula: ZITTI.
Tanto da meritare poi, bollato dall'ex commissario leghista Ilgrande sulle colonne del Cittadino la ciliegina (per una promessa di lavoro):
Bossi farnetica. Come mai?

Come abbiamo già avuto modo di scrivere, uno dei mali è la concentrazione dei poteri e l'assenza di controllo. Dal 2000 in poi la lega ha avuto come
segretario politico un assessore.
Secondo noi esistono delle pressioni sulla segreteria quando si siede in Giunta. Non esiste un controllo. E' tutto accentrato. E abbiamo esperienza sull'argomento. (vedi ex Polo Fieristico poi rinominato PAM, ndr)

Così è successo anche all'ex segretario della LN, Motta
e contemporaneamente assessore. 
Stritolato e adesso irriso dalle intercettazioni. 

Secondo voi, dopo questi fatti incontestabili, e visti i risultati chi può dire che è un comportamento politicamente distaccato e innocente? Solo coincidenze?

Noi facciamo fatica. E voi?
politica desiana

 
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Colpevoli e innocenti

Post n°412 pubblicato il 22 Gennaio 2012 da puntobox
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La Pozzanghera del disonore
Atto secondo
Politicamente colpevole o innocente?

 

Adesso tutti si affrettano a dire
"io non c'ero", "io non ero a conoscenza", "io ero contrario"
PROPOSTA: Perchè non mettere una SCATOLA NERA anche in sala GIUNTA?
Così la verità sarebbe una sola: QUELLA!!

prossimamente su politica desiana

 
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Il ciclo č finito?

Post n°411 pubblicato il 20 Gennaio 2012 da puntobox
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La Pozzanghera del disonore
Speranza o rassegnazione?


 
Nella trasmissione L'Ultima Parola di questa sera:
scontro Formigoni - Barbacetto
sulla questione Ponzoni
E l'ex sindaco di Cesano M. Romanò dichiara
"Sono stata minacciata"

Dopo la pubblicazione di ciò che è successo nei palazzi e fuori,
cosa possiamo trarne come insegnamento?

Che in politica facciano carriera gli scaltri e gli opportunisti è cosa risaputa.
E la trasformazione in atti criminosi è il frutto di un fatto che spesso la politica 
volutamente ignora o non riconosce:
l'assenza di controllo e l'accentramento dei poteri.

ESEMPIO. Un errore micidiale avvenne il 27 novembre 2001
quando, su proposta della maggioranza in villa Labus, fu poi deciso e votato da
tutti i consiglieri di Desio la nomina di Perri a direttore generale
modificando lo statuto per mancanza di titoli.

Il resto è cronaca, dove giorno dopo giorno non siamo stati capaci di reagire.
Abbiamo pensato solo alle piccole questioni di bandiera
con piccole schermaglie tra partiti. 
Magari con qualche atto di svendita della propria dignità
pur di apparire più furbi ai vertici delle segreterie per qualche posto.
Non abbiamo pensato e onorato la nostra città.
Gli scaltri, invece ridevano, e nelle retrovie decidevano il destino della nostra città.

Cosa possiamo fare? Vergognarci. E farne tesoro. Qui non è in discussione
il colore politico. E' in discussione la qualità delle persone.
Liberiamoci subito dalle persone mediocri, sospette e chiacchierate.
E' l'unica speranza. L'ultimo treno. Ritrovando il senso della giustizia.

Secondo voi, riuscirà la politica a riscattare se stessa dalla situazione attuale e ritrovare la fiducia della gente onesta riscattando i valori etici?
O è solo il denaro l'unica soluzione?
Questo è il problema della nostra società.
politica desiana
 

 
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Prossimamente sul Blog

Post n°410 pubblicato il 20 Gennaio 2012 da puntobox

La Pozzanghera del malaffare

Presto commenti e ragionamenti
dopo la pubblicazione dell'ordinanza cautelare
del Tribunale di Monza

da politica desiana

 
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il naufragio della politica desiana

Post n°409 pubblicato il 17 Gennaio 2012 da puntobox

Gli arresti eccellenti di
Ponzoni, Perri, Brambilla
e il naufragio della politica desiana

L'ex comandante Giampiero Mariani
non si è reso conto
della scoglio Ponzoni e Perri
e respinge ogni accusa

***

Dossier Ponzoni sui soldi messi sul conto della nonna
Da Repubblica - Clicca
QUI

***
EDITORIALE - Ripercorrendo tutti gli episodi dal 2005 in poi, in cui la stessa lista del comandante Mariani apparve rappresentata da consiglieri eletti a sorpresa, fino ai veti che furono posti ad ex consiglieri scomodi
per essere rieletti perchè non accondiscendenti
la rotta apparve chiara. 
Percorso politico così evidente che nel 2010 partì la prima fase
dell'inchiesta giudiziaria
che colpi duramente Desio.

Da questo blog fu chiesto quali poteri forti
stavano dietro alla politica desiana
,
e Mariani, il comandante,  fu avvisato nel 2008 ad aprire gli occhi
contro quel sistema che poi apparve evidente 
con tutta la sua sequela di intercettazioni.
Due anni dopo l'epilogo dell'inchiesta giudiziaria e dei primi arresti.

Ora l'ex sindaco Mariani respinge ogni coinvolgimento su questa rotta.
Rispettiamo l'uomo, ma un comandante non può chiamarsi fuori
da un percorso che ha creato tanto dolore e tanta umilizione alla nostra città.

Certo, qualcuno dovrà rispondere, se verrà dimostrata,
la colpevolezza, dei reati e delle vicende illecite.
Ma un comandante ha SEMPRE una responsabilità morale 
su questi eventi.

Inoltre, i partiti di maggioranza di allora hanno gravi responsabilità.
Come il primo ufficiale e l'ufficiale di rotta.
Non si dica che quegli scogli non furono segnalati.
Ma se si voleva fare l'inchino
per salutare i poteri forti
è inutile poi chiamarsi fuori dal disastro.

Bisognava girare al largo da certi scogli
politica desiana

 
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Ombre e dubbi

Post n°408 pubblicato il 16 Gennaio 2012 da puntobox
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I provvedimenti di custodia cautelare di oggi emessi nei confronti di Ponzoni, dell'ex assessore Brambilla e del ex capo dell'ufficio tecnico Perri
 

gettano ombre minacciose
sull'operato dell'ex sindaco Mariani
e sulle forze politiche
che lo hanno sostenuto

Il "testamento" di Pennati
(ex commercialista di Ponzoni)
mette nei guai Attilio Gavazzi, il sindaco di Lentate
e il direttore de l'Esagono Marco Pirola
(Contratti di favore per parlare bene di Ponzoni)

Sorpresa o atto scontato che la città
di Desio attendeva da mesi?
presto su politica desiana

 

 
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Breaking NEWS

Post n°407 pubblicato il 16 Gennaio 2012 da puntobox
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da repubblica
Pirellone, nuova bufera giudiziaria
"Arrestate l'ex assessore Ponzoni
"

  

da Il Cittadino M&B
Monza. Arresto per
Ponzoni e Perri
"
 

da Repubblica, Lu 16/01/2012 - L'esponente del Pdl si troverebbe attualmente all'estero. L'inchiesta riguarda il fallimento della società Pellicano. Il provvedimento riguarda, oltre a lui, anche altre quattro persone

 
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E' il 2012 - La politica riparte, ma...

Post n°406 pubblicato il 10 Gennaio 2012 da puntobox
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E' il 2012. La politica riparte.
Ma il clima è.... Malinconico
Regna una grande confusione
e una grande ignoranza politica

Dopo il voto su Cosentino, ecco che la politica dimostra ancora una volta la grande confusione che regna negli equilibri politici dietro il governo Monti. A farne le spese in questi giorni è la lega nord, con lo scontro Bossi-Maroni.

Non è una sorpresa che Bossi si sia inchinato ai voleri del berlusca, ma non è una sorpresa che qualche cosa sta succedendo nell'alleato più importante di Berlusconi. E che potrebbe portare presto a nuovi scenari e nuovo equilibri. Con un dato certo. Che noi cittadini stiamo pagando duramente questa incapacità e questa confusione. Altro che federalismo.

E perchè parliamo di ignoranza? Perchè quando le cose non vanno, piuttosto diche dialogare la grande politica toglie la parola a chi denuncia certe pastette. Ci riferiamo a Umberto Bossi nei confronti dei dissidenti. politica desiana

 
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Un sincero augurio

Post n°405 pubblicato il 24 Dicembre 2011 da puntobox

Dovremmo dire che la politica è andata in vacanza. Perchè la vera politica, visti i risultati del governo tecnico dopo l'assenza totale di una politica vera e tempestiva, ha prodotto quello che ha prodotto. Con il risultato che adesso i veri compevoli se la prendono con Monti. Il solito teatrino.

Noi andiamo avanti. Ma un augurio lo facciamo, come sempre.

Buon Natale e un 2012 fantastico
Auguri

politica desiana

 
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Si guarda gią al dopo Monti. E' partita la campagna elettorale

Post n°404 pubblicato il 07 Dicembre 2011 da puntobox
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Alcuni segnali deboli stanno già emergendo dalla politica congelata nel rigore di Monti per quello che succederà dopo. Sul nostro territorio qualcuno inizia già a fare qualche cenno per dire: noi ci siamo.

E' il caso di Ponzoni, che dopo tanto silenzi e pochi onori è saltato sulla cronaca di Desio, ad annunciare una prima linea contro la crisi. Ma lo sta facendo anche la lega, sul territorio brianzolo (non a Desio), in attesa di sapere che fine farà l'alleanza con il PDL. Punto cruciale sarà infatti l'elezione del sindaco a Monza.

Non a caso sono già cominciati i soliti comizi nella capitale della Brianza e non a caso è sceso in prima linea Maroni a difendere Marco Mariani al prossimo scontro elettorale per il candidato sindaco.

La politica non dorme. Si adatta. E cerca di approfittare per ricomporre le truppe DEL CENTRO-DESTRA dopo la bufera di non aver saputo dirigere il paese. Nella convinzione che la gente dimentica presto. Nella certezza che sull'onda delle proteste per le tasse e i nuovi tagli, qualcuno possa ancora dire "Si stava meglio quando si stava peggio". Il voto spesso è espressione di protesta più che di motivate riflessioni. E' il solito gioco della politica e dello scontro tra le dichiarate guardie e i pericolosi nemici ladri. politica desiana

 
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Comunicata la manovra finanziaria di Monti

Post n°403 pubblicato il 04 Dicembre 2011 da puntobox

I nostri politici precedenti
hanno portato l'Italia a questi rigori
Comunicata la manovra.
Provvedimenti che faranno piangere gli italiani
e provvedimenti a favore dello sviluppo.
(fondi di garanzia a piccole e medie imprese)
Tagli a politica - Trasparenza dei Redditi

Mai più la politica agli incapaci?

Umberto Bossi tuona
"La Padania vincerà - lo Stato italiano ha perso la partita. La guerra economica ha visto la sconfitta dell'Italia. Noi dobbiamo fare la nostra parte, lottare, combattere, unirci per la Padania. Poi la storia farà la sua parte, ma noi avremo la coscienza di aver fatto tutto il possibile".

Il commento: Resta da capire cosa si è fatto fino ad oggi e del perchè sia stato possibile arrivare fino ad ora ignorando una situazione del genere. politica desiana

 
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In Regione Lombardia č adesso Formigoni sotto attacco

Post n°402 pubblicato il 03 Dicembre 2011 da puntobox
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Dopo l'arresto di Nicoli Cristiani, i consiglieri di Sel Giulio Cavalli e Chiara Cremonesi chiedono che il governatore risponda e si dimetta. Perché ormai sono tanti i suoi uomini (e donne) coinvolti in inchieste per corruzione, 'ndrangheta, dossieraggio e "festini a luci rosse". E presentano dieci domande di cui pubblichiamo l'ultima.

Caro Presidente Formigoni: “Chiriaco, Pezzano, Pilello, figure di nomina regionale (coinvolti nell’indagine Infinito sulla ‘ndrangheta in Lombardia, ndr). Ciocca, Giammario, Minetti, Puricelli, Rinaldin, consiglieri regionali. Ponzoni, segretario dell’Ufficio di Presidenza. Belotti, Rizzi, assessori regionali. Daccò, oltre che suo amico, suocero dell’assessore Buscemi“. Sono i nomi di tutti gli indagati o in qualche modo coinvolti “nei molteplici filoni di inchiesta in corso, che spaziano dai rapporti con la ‘ndrangheta alla corruzione e alla malasanità, dai festini a luci rosse al dossieraggio. Senza aprire i capitoli delle passate legislature, da Bombarda a Prosperini, da Pagnoncelli alla moglie di Abelli“. Fatta salva la presunzione d’innocenza di chi non ha ancora una sentenza definitiva, resta il problema politico, affermano Cavalli e Cremonesi: “Non crede, a questo punto, che sarebbe meglio restituire la parola agli elettori e dedicarsi con tutta calma alle primarie del suo partito?”.

Tratto da Fatto Quotidiano - Clicca QUI

dintorni di politica desiana

 
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ATTO SECONDO - Botta e risposta tra Giampiero Mariani e Cesarino Monti

Post n°401 pubblicato il 01 Dicembre 2011 da puntobox

Giampiero Mariani nella polemica con Cesarino Monti rincara la dose:
(tratti dal Giornale di Desio)

Mariani:
"Nomi e Cognomi? Io del PGT conoscevo i numeri:
Monti sa più di me"
"La sezione della lega nord non aveva autonomia decisionale: alla sera si incontravano e al mattino venivano in Comune"

Monti:
"Non mi sono mai interessato di alcun PGT che non fosse quello di Lazzate"
E l'attacco sferrato alla lega di Desio e canidato
sindaco e capogruppo Silvio Arienti
"Dovrebbe ascoltare di più. Non è tesserato. è consigliere da cinque mesi,
non ha mai fatto politica e insinua dubbi sul nostro operato"

E tra due litiganti a rimetterci è il segretario di sezione
Ettore Motta "sospeso per tre mesi"

Antonella Ilgrande chiamata in causa sul voto sul PGT in cambio di lavoro:
"Monti rettifichi le sue affermazioni"

Queste la notizie con alcuni lanci dal giornale di Desio, gestito da Campanella, che abbiamo riportato per dovere di cronaca.
Ma il commento politico che appare evidente è che tra un gioco di botta e risposta tra Mariani e Monti, a rimetterci è la sezione della lega Nord, colpevole per avere votato il PGT, per aver mandato a casa il sindaco e per l'uscita dall'aula sulla variante.
E aggiungiamo noi, dopo le dichiarazioni di Monti, di aver sbagliato anche candidato sindaco, visto quello che ha dichiarato su S.Arienti.
Corti, da sindaco, assiste ovviamente in silenzio alla liquefazione della opposizione. La PDL tace. Visto quello che succede anche in regione lombardia, non è aria.

Questa sera Lazzate sarà oggetto di un servizio di Porta a Porta per ribadire che la brianza è per la secessione e contro l'alleanza con la PDL. Insomma, è bastato un battito di ali per prendere le distanze da tutto e da tutti. Ma la confusione rimane. Così pare. E a Desio la conferma. Con tanti complimenti al sindaco da parte di Monti  "Stiamo vicini a Corti".  politica desiana

 
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Giampiero Mariani si toglie i sassolini dalle scarpe

Post n°400 pubblicato il 24 Novembre 2011 da puntobox

TANTI COMMENTI - TROPPI
A presto un nuovo post:
Lo scontro MARIANI - MONTI
Secondo Atto

E in regione Lombardia il
vicepresidente del consiglio arrestato.

* * *

Breaking News
Nello scontro tra Giampiero Mariani e Cesarino Monti
c'è la prima vittima: 
sospensione di Motta da segretario della sezione

* * *

Giampiero Mariani si toglie i sassolini dalle scarpe

E attacca la lega sul PGT.
"Loro in prima fila a volerlo..."

Intervista ai 3 Big della lega contro Giampiero Mariani:
Cesarino Monti - Massimiliano Romeo - Paolo Grimoldi

Cesarino Monti spara a zero sulla sezione
E nasce il pasticcio tutto interno alla lega
Dichiarazione shock di Cesarino Monti 
su Antonella Ilgrande, ex commissario della lega che votò il PGT:
"Io sono senza lavoro, quindi lo voterò (PGT)
perchè mi hanno proposto un posto di lavoro"

Motta, segretario LN locale, dichiara dalle colonne del Cittadino:
"Cercheremo di capire il motivo
di questo pandemonio"

 
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Il peccato originale della politica: la corruzione

Post n°399 pubblicato il 20 Novembre 2011 da puntobox
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Non abbiamo trovato post e approfondimenti su un fatto che riteniamo gravissimo. La notizia, ripresa da un articolo di Paola Farina sul Cittadino di Desio online, dal titolo

"Il ricatto dell'ex assessore: Vendimi l'area e sarà edificabile"

spiega bene l'andazzo della politica e di certi personaggi votati alla politica. Abbiamo letto e riletto l'articolo e non ci siamo sorpresi quando abbiamo letto che colui che ha denunciato il tentativo di corruzione abbia rifiutato ma "altri hanno accettato"

Sarebbe bello che queste persone andassero a denunciare i fatti ai Carabinieri,  piuttosto che parlare con i giornalisti.
Perchè se dobbiamo stare dalla loro parte dobbiamo avere
la certezza del coraggio e della lealtà.

La domanda: perchè parlare adesso visto che i fatti
sono riferiti a prima del PGT?
Forse perchè adesso il sindaco Corti ha tagliato le gambe a certi giri di valzer?
Il movente psicologico di uno che denunzia è di ritenersi danneggiato.
Ma se non è stato danneggiato perchè ha voluto parlare adesso?

Una domanda la facciamo anche al' ex sindaco Mariani:
Con questi fatti qualche dubbio lo ha avuto?
Ovviamente dirà di no. Ma sappiamo che i dubbi
li abbiamo avuti un pò tutti.
E Lei che era il sindaco in giunta aveva il dovere di eliminarli. politica desiana

 
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Scintille tra leghisti sul territorio e lega di governo

Post n°398 pubblicato il 15 Novembre 2011 da puntobox
Foto di puntobox

Scintille tra leghisti sul territorio (Desio)
e leghisti di governo (Parlamentari)

Proprio non è andata giù alla sezione della lega di Desio
la presa di posizione dei parlamentari leghisti DOC
Cesarino Monti e Paolo Grimoldi
con outsider il consigliere regionale Massimiliano Romeo.

Oggetto del contendere: i complimenti fatti dai leghisiti di governo
al sindaco Corti sulla variante PGT anticemento.

E cosi il capogruppo desiano Silvio Arienti
con carta e penna critica l'operato e i giudizi dei colleghi
che mettono in profondo imbarazzo la sezione locale.
(dal giornalista Crisafulli che registra il comunicato stampa)

"Sarebbe opportuno, precisa S.Arienti, che questi signori, prima di adire ai blogs per commentare la politica desiana ci informino o meglio ancora , che argomenti di rilevanza territoriale vengano preventivamente discussi all’interno del movimento"

Inoltre il capogruppo Arienti chiede e si chiede se

"alla luce di articoli, che mi dicono sono comparsi, ieri ed oggi, sul Giorno e sull’Esagono, che non ho ancora letto, in cui questa polemica viene artatamente gonfiata, se questi parlamentari sono consapevoli del danno che stanno arrecando alla Lega locale in termine di immagine. E’ probabile che stiano perseguendo obiettivi che al momento non ci sono ancora chiari, ma che iniziamo ad intravedere"

Come dire: fuoco amico e polemiche di direzione politica sul da farsi. Rileviamo da più fonti che questa è una chiara polemica in contrasto con i vertici politici per i quali ovviamente la sezione di Desio reclama la propria dignità e autonomia.

Come dire: la lega s'è desta e se la canta.
Presto su "politica desiana" altri commenti

 
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Continua la caccia agli abusi edilizi

da il giorno  di ALESSANDRO CRISAFULLI
— DESIO — 09 Nov. 2010
PER ANNI, ANZI FORSE per decenni, sono rimasti nascosti (o quasi). Hanno potuto vivere e proliferare in santa pace, nel silenzio più assoluto. Ma adesso, per gli abusi edilizi di Desio sembra non esserci più pace. Per fortuna. Spuntano segnalazioni ogni settimana: non solo grazie all’azione di alcuni battaglieri consiglieri comunali di minoranza (in primis Roberto Corti del Pd) ma adesso anche di alcuni colleghi di maggioranza e persino di semplici cittadini, che hanno trovato la forza e la voglia di denunciare, anche se in certi casi solo con lettere anonime. E, dopo i tre più che sospetti abusi segnalati nell’ultima seduta del consiglio comunale proprio da Corti, tramite i servizi di mappe satellitari di Google, negli ultmi giorni ne è spuntato un altro, pesante: a rilevarlo la polizia locale, che ha fatto un sopralluogo presso la sede della società Gefim srl di via Forlanini 71. Qui ha evidenziato alcune presunte irregolarità edilizie: «Un piano in più nell’edificio degli uffici - spiega il sindaco Giampiero Mariani - e alcune strutture nel cortile esterno del ristorante attiguo, che è dello stesso proprietario». Lo stesso Mariani ha preso il «malloppo» delle ultime segnalazioni, compresa quella relativa alla Gefim, e le ha portate personalmente in caserma ai carabinieri, a testimonianza della sua volontà di fare pulizia assoluta anche in questo ambito, per togliere a Desio l’etichetta, che purtroppo si è meritata nel tempo, di «capitale» degli abusi edilizi in Brianza. 

L’AZIENDA di via Forlanini, come descrive nel suo sito «opera nel settore delle costruzioni civili e industriali da anni avvalendosi di una continua collaborazione di professionisti altamente qualificati del settore. Tutto questo ci permette di realizzare e vendere qualsiasi tipo di costruzione, dal capannone industriale al complesso residenziale». E in effetti di costruzioni ne ha realizzate tante, non solo a Desio ma anche in altri Comuni della Brianza. Fa capo alla famiglia Cannarozzo, nota alle cronache per diverse vicende, le ultime quelle riguardanti la cava gestita dalla ‘ndrangheta in via Molinara (il terreno dove la malavita ha sversato valanghe di rifiuti illecitamente era infatti di proprietà di un membro della famiglia) e l’inchiesta Infinito proprio contro la malavita organizzata, con Domenico Cannarozzo intercettato a colloquio con il boss Pio Domenico mentre progettano di «buttare due belle bombe» contro l’abitazione di una vittima di estorsione, per intimidirlo. Alla stessa famiglia Cannarozzo, attraverso un’altra società riconducibile in pieno a Gefim, appartengono anche diversi terreni dove passerà la Pedemontana, laddove è progettato il mega svincolo con la Valassina (al posto di quello esistente, che si è scelto di demolire). Terreni «salvati» dagli espropri. 

 

La difesa di Ponzoni

(AGI) - Milano, 25 mag. - "E' un'accusa priva di fondamento": cosi', tramite il suo legale, l'ex assessore della Regione Lombardia, Massimo Ponzoni, si difende dall'accusa della Procura di Monza che gli contesta di aver intascato una tangente da 250mila euro per una variante al pgt (piano governo e territorio) di Desio e Seregno. Secondo quanto riportato oggi da 'Il Giornale', a Ponzoni, recordman di preferenze alle ultime elezioni nel collegio di Monza - Brianza, e' stato notificato un avviso di garanzia per corruzione dalla Guardia di Finanza nei giorni scorsi. "Contrariamente a quanto scritto dal quotidiano - precisa l'avvocato Luca Ricci, difensore dell'esponente del Pdl - non risulta un collegamento tra l'inchiesta del pm di Monza Walter Mapelli e un'indagine sulla criminalita' organizzata della Dda di Milano. L'avviso di garanzia ha un contenuto molto generico". Secondo l'accusa, Ponzoni avrebbe agito per far ottenere all'imprenditore Filippo Duzioni delle varianti al piano urbanistico dei comuni di Seregno e Desio in Brianza. "Abbiamo gia' chiesto al pm di Monza di essere sentiti al piu' presto - prosegue Ricci - anche 'al buio', cioe' senza conoscere gli atti dell'inchiesta, al fine di poter fornire ogni spiegazione". (AGI) Cli/Car

 

da blogosfere

Il caso di Renzo Bossi candidato
Una precisazione sul nuovo "caso Renzo Bossi". Abbiamo telefonato in Lega Nord per avere lumi in merito alla reale candidatura o meno del figlio del senatur indicato qualche giorno fa come possibile successore di Piergianni prosperini.

La sede di Milano di via Bellerio ci ha confermato le parole di Giancarlo Giorgetti, che ieri aveva specificato che "Renzo Bossi non sarà candidato nel listino". Di sicuro quindi Renzo non sarà inserito nel listino bloccato legato a Formigoni, che gli garantirebbe un posto assicurato.

Probabilmente però, lo si saprà solo tra qualche settimana, il figlio di Bossi potrà essere candidato in qualche provincia, sempre per le Regionali, e "si dovrà guadagnare il voto degli elettori come tutti gli altri candidati".

Troviamo conferma di questo sul numero di oggi de IlGiornale: non si sa ancora al momento "dove e come farlo correre". Secondo quanto riporta il quotidiano con il nome che ha

"potrebbe essere eletto dappertutto e non ha certo bisogno di farsi 'bloccare' nel listino, ovvero la quota di consiglieri certi legati alla vittoria del candidato presidente"

Solo che la candidatura di Renzo Bossi

"rischia di alterare più di un equilibrio e non solo all'interno della Lega. Se va a caccia di preferenze, ancor più che se si accomoda nell'elenco sicuro [...] La concorrenza di Renzo Bossi non sarebbe certo gradita agli altri aspiranti consiglieri e d'altra parte al Senatùr non può piacere neppure l'ipotesi di non spingerlo troppo, perché un'eventuale sconfitta sulle preferenze potrebbe essere giocata politicamente contro di lui"

Il figlio del leader della Lega potrebbe mettersi in lizza per Varese o Milano, ma in ogni caso la sua candidatura potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio, per il partito e per gli alleati.

La Lega ha chiesto sei posti nel listino, ma il Pdl potrebbe offrirne solo quattro o al massimo a cinque. I conti non tornano se guardiamo la ridistribuzione dei posti in Regione di cui vi abbiamo parlato ieri, per cui qualcuno "sarà costretto a fare un passo indietro".

 

Appunti normativi

Se ne parla nel 2011 - Per ora la proposta di Caderoli viene rinviata
Proposti nella nuova finanziaria meno consiglieri comunali.
Il loro numero è ridotto del 20%. Viene anche stabilito che il numero massimo degli assessori comunali deve essere pari a un quarto di quello dei consiglieri, e il numero massimo degli assessori provinciali è determinato in misura pari ad un quinto del numero dei consiglieri provinciali. Nella precedente stesura dell'emendamento la riduzione di consiglieri ed assessori era solo una facoltà, non un obbligo.

 

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la FIERA di Desio.
Una agonia annunciata.
La Coop apre.
Partono le lamentele dei commercianti.
Siamo sicuri delle loro ragioni?
prossimamente sul blog

 

ATTENZIONE. Verificate se l'invio dei vostri commenti è stato accettato, altrimenti potrebbe NON essere recapitato.

 

Consiglio comunale sentenzia: Cittą sporca

Inutili gli sforzi di Gelsia, il Comune prepara pattugliamenti in borghese

— DESIO — 17/09/2009 - Il Giorno Articolo di Crisafulli

DESTRA, SINISTRA, CENTRO. Per una volta, in consiglio comunale, sono tutti d’accordo: la città è troppo sporca e, in particolare, le discariche abusive proliferano in maniera capillare ed esponenziale.
Nonostante i grandi sforzi degli uffici comunali e di Gelsia, costretti a un vero e proprio «tour de force» quotidiano per limitare l’assedio degli incivili.
Il Comune e la società di servizi infatti, stanno studiando un progetto di contrasto, basato su pattuglie in borghese e multe salatissime. A sollevare il problema, nella seduta di lunedì sera, ci ha pensato in modo soft Francesco Cortese del Pd («ci sono diversi giardinetti molto sporchi, come quello in zona Inps»), poi hanno rincarato la dose Sergio Mariani di Alternativa Verde («fra le altre cose, siamo la città delle discariche abusive»); Andrea Villa della Lega Nord («pessimi biglietti da visita per la nostra città in diverse aree periferiche») e Fabio Arosio degli Indipendenti, che si è proiettato sulle possibili soluzioni («sollecito un ordine del giorno per poter adottare provvedimenti serissimi, fino all’arresto, per i responsabili»).

IN EFFETTI, il quadro è desolante: si va dalla maxi discarica abusiva della ’ndrangheta in via Molinara alla vera «montagna» di rifiuti in via Leoncavallo. Attraverso un lungo viaggio dell’orrore, fra discariche di tutte le dimensioni e tutti i tipi: via Segantini, via Ferravilla, San Giorgio, via Don Sturzo, via Santi. Aree in alcuni casi «incancrenite» da tempo, in altri sporcate e pulite, risporcate e ripulite, in un costoso valzer fra incivili e addetti al servizio. Con presenze anche di materiali come batterie, olii, eternit. Un problema, come ripete il sindaco Giampiero Mariani, che hanno anche nei Comuni limitrofi, ma non con queste dimensioni. «Uffici e Gelsia abbiamo lavorato senza sosta - spiega l’assessore all’ecologia Biagio La Spada -, facendo sopralluoghi, pulendo, mettendo catene che poi sono state divelte. Adesso metteremo in alcuni casi dei new jersey, in altre zone scaveremo fossati, per impedire gli accessi. Ma stiamo studiando un progetto, con i vigili, che entro fine mese porterò in giunta e per il quale dovremo trovare le risorse economiche: insieme alla Protezione civile, faremo squadre di due uomini in borghese, negli orari mattutini o notturni, per controllare e cogliere in flagrante i responsabili, nelle aree chiave che conosciamo». Non solo: «Andremo a modificare i regolamenti - annuncia l’assessore - andando ad inasprire pesantemente le multe».

 

Formigoni ancora alla guida della Regione

Arcore:  Vertice elettorale PDL-Lega e Formigoni di nuovo candidato

- Cittadino M&B - 09 sett. 2009 - E' terminato alle 0.30 di ieri, lunedì 7 settembre, l'incontro ad Arcore, presso la residenza del consiglio Silvio Berlusconi, tra i vertici della Lega, lo stessopremier e il ministro del tesoro Giulio Tremonti. All'incontro hanno partecipato anche il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli, la vicepresidente del senato, Rosi Mauro, il capogruppo della Lega alla Camera Roberto Cota, il membro del consiglio di amministrazione di Expo, Leonardo Carioni e il parlamentare del Pdl Aldo Brancher.

L'incontro è stato "positivo" e si è concentrato "molto su metodo e strategia" per le prossime elezioni regionali, che verranno affrontate con la filosofia del "primum vincere, deinde filosofare". Lo ha detto il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, presente a Villa San Martino assieme al leader della Lega Umberto Bossi. Dall'incontro è emersa "determinazione a conseguire un risultato che per la Lega e il Pdl potrebbe avere dell'incredibile", spiega Calderoli, che aggiunge: "Proprio oggi abbiamo esaminato un sondaggio elettorale su tutto il territorio nazionale e sulle regionali che prefigura risultati ottimi per noi e per l'alleanza".

In sostanza, spiega Calderoli, l'accordo raggiunto a Villa San Martino prevede che la strategia che verrà adottata "non sarà tanto a quale forza politica attribuire i singoli candidati" alle presidenze ma chi è "il purosangue" in grado di vincere regione per regione: Quindi, "non si è parlato del numero di regioni di assegnare alla Lega, se due, tre o di più. Ma noi abbiamo i nostri assi nella manica, i nostri purosangue". Dopo l'incontro di stasera ce ne sarà uno analogo interno al Pdl, riferisce Calderoli. "Se questo è il principio che verrà sancito - conclude - avremo grandi soddisfazioni".

In giornata ci ha pensato Silvio Berlusconi a rivelare che Roberto Formigoni sarà di nuovo candidato alla Regione Lombardia in primavera.

 

SE IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO......

Cesano Maderno. Un Consiglio Comunale da trentamila euro
(Corriere della Sera - 2 Ago 2009)

E' arrivato il conto del primo consiglio comunale del neo sindaco della Lega Nord di Cesano Maderno, Marina Romanò: 30 mila euro. Così ripartiti: 13.800 euro per le riprese video diffuse in diretta su uno schermo gigante e poi trasformate in una video- registrazione da collezionare; 3.800 euro per i paramenti rigorosamente verdi: 1.400 euro per un vademecum del perfetto consigliere comunale; altri 1.000 euro per una cartelletta in pelle da far trovare su ogni scranno consiliare. E per finire 10.000 euro per gli addobbi floreali e per gli straordinari agli agenti della polizia locale e alla scquadra di operai, montatori e facchini che hanno lavorato di sera. Un debutto in pompa magna che ha fatto finire al verde le casse del comune di cesano maderno ed è parso eccessivo in un momento nel quale tutti i sindaci sono alle prese con tagli e ristrettezze di bilancio.

 

La nuova provincia litiga sui costi

Il Giorno - Monica Guzzi 17/7/09
DALLA FESTA in Villa Reale al primo giorno di scuola, nella palazzina in stile liberty che ha ospitato la direzione dell’ex tessitura Pastori e Casanova. Dopo l’insediamento cinematografico dei giorni scorsi nella reggia piermariniana, ieri per il Consiglio provinciale eletto a giugno è arrivato il momento di mettersi davvero al lavoro. Sui banchi in prima fila si sono seduti i consiglieri della maggioranza, avanti Pdl, dietro Lega, mentre le opposizioni (Pd, Idv, lista Ponti e Udc) sono nelle ultime due file.

A DIRIGERE i lavori con pragmatismo tutto lumbard, dopo la benedizione dell’aula da parte di monsignor Silvano Provasi, ci ha pensato il presidente Angelo De Biasio. Prima le prove di utilizzo del badge e del sistema di votazione elettronico (allestito dalla stessa ditta che si è occupata del sistema al Parlamento europeo, la Eurel Spa di Roma), poi la foto di rito, consigliere per consigliere, ed infine, in un clima da luna di miele, l’elezione concordata dei due vicepresidenti del consiglio che affiancheranno De Biasio: Attilio Gavazzi (Pdl) e Vittorio Pozzati (Pd), entrambi veterani del consiglio provinciale milanese. Poi i primi problemi: anzitutto quello degli spazi. «La sede è molto bella ma è molto piccola - ha detto il presidente dell’assemblea -. Per i consiglieri provinciali e i gruppi abbiamo dovuto individuare alcuni spazi nell’ammezzato di sotto. Facciamo di necessità virtù ma lavoreremo per evitare che nella nuova sede istituzionale la situazione sia questa e per verificare la possibilità di un’espansione in sedi qui vicine. Abbiamo bisogno di qualche spazio in più». Intanto il primo obiettivo sarà quello di avere la posta elettronica certificata, «per risparmiare tempo, carta e non avere messi in giro per la Brianza». Ma le polemiche vere e proprie devono ancora cominciare. Il caso scoppia con la costituzione della commissione che dovrà redigere lo statuto e i regolamenti del neonato ente. Rosella Panzeri, eletta con la Dc di sandri nelle file del Pdl, ma battitrice libera dopo l’esordio in Villa Reale, dove ha accusato gli alleati di non avere mantenuto le promesse, che la vedevano seduta in giunta, ha lanciato la sua proposta: cominciamo a risparmiare rinunciando al gettone di presenza in commissione, ha detto. «È una proposta demagogica», ha replicato Attilio Gavazzi, Pdl. Poco prima però si era scatenata la bagarre, con il capogruppo di Italia dei Valori Sebastiano La Verde, che diceva: «È uno spreco vero avere due assessori in più in giunta (da 8 a 10, ndr). Sono questi i soldi che si sottraggono ai cittadini». Il suo collega Alberto Dell’Oro, che ha dato l’esempio antisprechi dimettendosi dalla giunta di Briosco, ha già fatto i conti: «Tabelle alla mano, due assessori in più costano 88mila euro l’anno». E Gavazzi: «Valutiamo una giunta sul suo operato, non sui numeri. Direci assessori per una Provincia di 800mila abitanti non sono tanti». Intanto Rosario Mancino (Pdl) non sta a guardare: i veri sprechi sarebbero quelli ereditati dall’amministrazione precedente, accusata di non aver preparato in maniera adeguata il passaggio dalla vecchia alla nuova Provincia. Inevitabile la replica del capogruppo Pd Gigi Ponti, ex assessore sall’Attuazione della Provincia: «Il lavoro di prepareazione è stato importante, difficile e appassionante in un momento in cui a ogni piè sospinto c’era qualcuno che la Provincia la voleva cancellare. Mancino offende anche i consiglieri e gli assessori di questa Provincia che nel Consiglio di Milano hanno collaborato per il bene della Brianza. Si è lavorato molto e dove è stato possibile si è lavorato insieme».

 

SITUAZIONE FURTI
- Il sindaco e i partiti sulla piaga dei furti sono defilati. Solo in consiglio comunale elaborano documenti complessi sul controllo del territorio. E gli assessori a dire che non ci sono problemi. Usando una famosa frase "tutto funziona!".
Signori politici. Sig. Sindaco. A nessuno viene l'idea di convocare in consiglio in comandante dei Carabinieri per una relazione? Sarebbe un gesto di grande trasparenza. Anche per capire le difficoltà che hanno le forze di polizia a fronteggiare questo fenomeno. E il Sig.Sindaco è il primo cittadino che ha in carico questo aspetto per provvedere ad opportuni investimenti od azioni. Grazie. La redazione di politica desiana

Pedemontana
Lazzate, il senatore Monti
chiama a raccolta gli amministratori
lumbard contro l’ultimo progetto
UNA SCIAGURA per tutto il territorio: così il senatore leghista Cesarino Monti definisce l’ultima versione del tracciato di Pedemontana nella tratta Desio-Lazzate, quella che prevede la cancellazione della strada di arroccamento e concede ai soli residenti di Lentate, Barlassina, Seveso, Meda e Cesano Maderno l’abolizione del pedaggio nella tratta in questione. Una sciagura da evitare a tutti i costi, anche a quello, prevedibile, di creare qualche problemino all’interno delle maggioranze di Governo, sia esso regionale o nazionale, in cui la Lega è protagonista.

 

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