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Un vuoto incolmabile

Ciao Enzo Jannacci

 

La paghetta di Calderoli - Il Giornalettismo

L’indignatissimo Roberto Calderoli faceva notare qualche tempo fa che lui dava un sacco di soldi alla Lega, e la casa che il partito gli pagava a Roma (in una zona di gran lusso) era quindi cosa dovuta. Oggi, scrive il Giornale, spuntano altri 2200 euro dati senza giustificativi: 

Le ricevute mensili, firmate dal senatore leghista, sono contenute nel memoriale che l’ex tesoriere della Lega al Senato, Piergiorgio Stiffoni, cacciato malamente dal partito, ha raccolto e tiene pronto per i pm di Roma, quando lo chiameranno. Dalle carte emergecheCalderoli,subitodopolacaduta del governo di cui era ministro della Semplificazione (suo sottosegretario era Francesco Belsito), quindi a metà novembre 2011, chiese ed ottenne dalla tesoreria della Lega al Senatoun contributo mensile di 2mila euro, oltre ovviamente allo stipendio da senatoreeall’affitto per l’appartamento a Roma (pari a 2.200 euro mensili).

Il primo mese la «paghetta» è stata trasferita con bonifico bancario, ma nei mesi successivi (almeno quattro) il contributo è stato dato cash, in contanti, all’attuale triumvirodellaLega, cui Stiffoni faceva firmare ricevute senza un giustificativo:

Forse una compensazione per il surplus di lavoro fatto da Calderoli come coordinatore nazionale delle segreterie (incarico per il quale «non ho mai percepito un’indennità », ha già spiegato Calderoli, visto che per anni la Lega gli ha riconosciuto «soltanto un rimborso per le spese sostenute »che,tra l’altro,«è stato costantemente e totalmente devoluto al movimento stesso»), o per l’introito da ministro che era venuto a mancare causa caduta governo. I gruppi parlamentari possono usare i soldi messi a disposizione dal Senato e dalla Camera (in tutto 70 milioni l’anno), come credono, all’internodicertiparametri.

Quindi la Lega può benissimo scegliere di dare ogni mese 2mila euro in contanti ad un suo importante esponente:

Queste uscite sono ora al vaglio della società di revisione esterna PriceWaterhouseCoopers, ingaggiata dalla Lega per analizzare i conti dell’ex tesoriere Stiffoni, e l’indagine si sta concludendo in modo positivo, nel senso chenonmancherebbeuneuroei contisarebbero tutti in regola (ma allora perché Stiffoni è stato espulso dalla Lega come fosse un ladro?).

 

BREAKING NEWS

LEGA -
Giro di soldi del tesoriere
Da: Il Giornale

I COLONNELLI
E il legame tra Belsito e Bonet è solido. Tanto che sarà il faccendiere a occuparsi di investire a Cipro i 6 milioni di euro prelevati dalle casse di via Bellerio, e depositati su un conto gestito da un altro indagato: Paolo Scala, sentito ieri dai pm milanesi. Un personaggio (e un interrogatorio) chiave, tanto che il suo verbale è stato secretato. Ma la gestione «allegra» della cassa da parte di Belsito non sarebbe stata sconosciuta all’interno della Lega. Nell’informativa consegnata dai carabinieri del Noe alla procura di Napoli, infatti, compaiono alcune intercettazioni che riguardano Roberto Maroni e Roberto Calderoli. Una delle ipotesi investigative è che le spericolate operazioni finanziarie possano aver ricevuto la benedizione da qualcuno che siede ai piani alti del Carroccio. Maroni e Calderoli, al telefono con Belsito, discutono degli investimenti fatti con i fondi del Carroccio dall’ex tesoriere. Lui che, in un’altra conversazione del 24 febbraio, spiega a Romolo Girardelli (il contatto fra Belsito e gli uomini della ’ndrangheta) che «per sé non aveva preso nulla, perché sono serviti a soddisfare le esigenze di altri».

IL VORTICE DI MILIONI
Come si fa a far sparire un po’ di denaro? I pm seguono gli affari di Bonet con la Siram. E notano qualcosa di strano. In particolare, il 24 febbraio del 2010. Quando 3,4 milioni di euro viaggiano dall’azienda energetica alla Polare. Lo stesso giorno, 3,2 milioni passano dalla Polare alla Fintecno (altra società del gruppo), assieme ad altri 152mila euro. Nell’arco delle 12 ore, Fintecno retrocede a Siram 2,9 milioni, e 138mila euro. «Il trasferimento di denaro fra le società è alquanto astruso e per certi aspetti incomprensibile e illogico». Insomma, sarebbe tutto falso. Un giochino per creare crediti di imposta. E fondi neri usati anche, secondo i pm, per oliare lo sponsor politico.

Secondo gli inquirenti si tratterebbe delle «esigenze personali dei familiari di Umberto Bossi». Si tratterebbe di oltre 200mila euro per i figli del Senatùr e di una cifra tra i 200 e i 300mila euro per le spese del SinPa, il sindacato padano fondato da Rosi Mauro. Un’ombra sulla trasparenza degli investimenti la gettano le parole di Scala, intercettato al telefono. «Tranquillo», dice a Bonet a proposito degli investimenti a Cipro. I soldi «non hanno problemi a entrare e non avranno problemi a uscire. Escono dall’Italia, ma prima di arrivare dove devono arrivare fanno due processi di filtrazione, per cui la cosa è tranquilla».
 

Formigoni scarica
gli arrestati:
“Forse un errore candidarli”

SCARICA gli ex assessori arrestati, a dimettersi per gli scandali non pensa neppure. Conta di arrivare a fine mandato, a meno che non si apra una chance per le Politiche. Roberto Formigoni, presidente della Regione, ieri è stato chiaro parlando delle disavventure giudiziarie degli ex assessori Franco Nicoli Cristiani e Massimo Ponzoni: «Non a caso forse, e lo sottolineo con una certa malizia, dal 2010 entrambi non sono più membri di giunta: questa è stata la mia decisione». Alla domanda se sia stato un errore candidarli, Formigoni precisa: «Probabilmente è stato un errore, con il senno di poi. Però la compilazione delle liste spetta ai partiti, e i due hanno raccolto decine di migliaia di preferenze. I fatti contestati risalgono a dopo le elezioni. Qualcosa non ha funzionato, ma si deve distinguere le responsabilità politiche da quelle personali. Inoltre vale sempre il principio di innocenza ».

E per il futuro: «Mancano tre anni alla scadenza della legislatura che onorerò fino alla fine. Ma è chiaro che io sono anche un dirigente di partito: quando e se ci saranno le elezioni politiche anticipate, valuterò col partito e con me stesso la decisione migliore». Nonostante le inchieste, Formigoni dipinge il Pdl come il «partito degli onesti: ogni volta che viene trovato qualcuno che ha tradito per noi è una sconfitta». Non manca la stoccata ai giudici: «La Lombardia è la Regione più virtuosa d’Italia ed è anche quella in cui la magistratura trova due o tre casi di corruzione. Chissà cosa accadrà nelle altre regioni meno virtuose. Peccato che lì la magistratura non sia altrettanto efficiente ». A commentare le frasi di Formigoni il segretario regionale del Pd, Maurizio Martina: «Le parole del governatore rimangono insufficienti — spiega — rispetto al tema politico emerso con forza in questi giorni. E che la Lombardia abbia urgente bisogno di un’agenda di cambiamento profondo, che questa esperienza amministrativa non è in grado di dare, credo sia ormai convinzione assai diffusa».

Ieri, tra l’altro, è iniziato il processo a un altro ex assessore, Piergianni Prosperini, arrestato mentre era in carica. I consiglieri regionali Pippo Civati del Pd e Chiara Cremonesi di Sel chiedono che la Regione si costituisca parte civile nel processo: «Che Regione Lombardia scelga di non costituirsi parte civile nel processo a Prosperini grida vendetta». Formigoni, ieri, ha anche parlato d’altro, per dimostrare «che noi lavoriamo per aiutare i cittadini lombardi, nonostante la campagna mediatica scatenata in questi giorni». Ecco quindi una bozza di legge «per sviluppare l’economia lombarda», puntando sull’istruzione, sulla digitalizzazione e sul risparmio energetico.

 

Breaking News

Il Sindaco e Perri
si scambiano accuse sull'immobile 
PTB ceduto al comune

Il governo va sotto 3 volte:
Voto contro di FLI con l'opposizione

L'IRA di Bossi. Il governo non deve telefonare alla polizia.
Dobbiamo prepararci. Il governo tecnico è alle porte. E noi andremo all'opposizione. Per certi versi è pure un bene». La sua analisi è spietata. E non lascia spazio a vie di fuga. Fini valuta la rottura col Pdl, ma vuole arrivarci sulla giustizia e non sul Rubygate

Napolitano:
Bordata a Berlusconi.
Bocciato il lodo
ALFANO retroattivo

PDL - Volano gli stracci dopo il divorzio Berlusconi-FINI

Anche la fiducia del 29 settembre passa:
Ma Futuro e Libertà è determinate:
E la lega sente odore di bruciato
Bossi pessimista sul futuro


MAGGIORANZE A RISCHIO -
Il Pdl contava fino ad oggi su 271 deputati, secondo quanto riportato dal sito Internet della Camera , che scenderebbero a circa 240 se si confermasse la diaspora di una trentina di finiani. Considerato che gli alleati della Lega Nord contano 59 deputati, il rimanente Pdl più la sola Lega Nord non riuscirebbe a raggiungere la maggioranza assoluta a Montecitorio, che è di 316 deputati. Di vitale importanza per il governo, se volesse fare a meno dei finiani, diventerebbe quindi confermare ed eventualmente ottenere nuovi consensi nel gruppo Misto, che comprende 31 deputati. Di questi otto sono del partito di Francesco Rutelli, Alleanza per l'Italia; sei del Partito liberale italiano, tre dei Repubblicani regionalisti, 4 dei Liberal democratici, 5 del Movimento per le Autonomia e 3 delle minoranze linguistiche. Ci sono infine due deputati non iscritti ad alcuna componente. L'Mpa ed altri 5 deputati del misto hanno finora sostenuto il governo. Al Senato attualmente il Pdl conta 145 aderenti. La maggioranza può contare anche su 26 leghisti e su 3 aderenti all'Mpa per un totale di 171 senatori su una maggioranza assoluta, al netto dei senatori a vita, di 158 voti. I finiani qui dovrebbero essere tra i 10 e i 14.

 

The LAST NEWS

L'AUTOGOL DEL PDL E IL CONTROPIEDE DELLA LEGA NORD. IN AUTUNNO LA "PULIZIA ETNICA" DEL CARROCCIO IN BRIANZA INIZIA DA QUI.
Tempi duri per la PDL - Il Sindaco è avvisato?

Davanti alla debolezza degli organi provinciali del Pdl, la Lega Nord o meglio Cesarino Monti dà il meglio si sè. E' come lasciare Milito o meglio Kakà dei tempi d'oro (vista la militanza milanista del Leone di Lazzate) dieci metri di vantaggio ini contropiede. Il prezzo per tenere a galla la baracca sgangherata della coalizione desiana era un assessorato in più al Carroccio. Prima dell'inchiesta sulla 'ndrangheta. Ora le quotazioni dell'appoggio leghista sono in rapida e continua salita. L'ossigeno costa sempre più caro. Tutti a casa e candidato sindaco padano doc. Un modo per fare pulizia all'interno del Pdl come sostiene da giorni il senatore Monti. E il Popolo delle Libertà come un puglie suonato al primo round non può che incassare messo nell'angolo dalle liti interne e dalla mancanza di una leadership  provinciale in grado di tenere testa ai "pugni leghisti". Il Pdl non è riuscito nemmeno a tenere una linea comune davanti all'onda che ha spazzato via il "cardinale nero" e 40 anni di politica amministrativa. La brutta pagina del consiglio comunale pieno di botte e insulti si poteva evitare, ma ormai a Desio e dintorni nel Pdl ciascuno ragiona per sè. E il primo cittadino in mezzo a prendere botte da una parte all'altra. Quanto potrà durare? Non arriva al panettone dicono i maligni. La Lega si frega le mani per un progetto più ampio che punta all'intera Brianza. Del resto chi è senza peccato (in zona) scagli la prima pietra. Cesarino da Lazzate ne ha un'intera montagna di scorta.
Editoriale di Marco Pirola, direttore de "L'esagono" - tratto dall'uscita del 26 luglio 2010

Nelle carte spuntano anche
i nomi di Perri e Pezzano
I soldi nascosti nei tubi
da Il Cittadino M&B - QUI

 

 

 

Editoriale

Desio libera da questi politici - di Claudio Fiore

Caro Massimo, nel 1994 eri un bravo ragazzo, ma con il tempo le debolezze umane ti hanno travolto fino a farti diventare vittima dei tuoi stessi successi elettorali. Non voglio entrare nel dettaglio, ma è indubbio che per averli, hai abilmente saputo far leva sulle ambizioni di chi ti circondava. Professionisti del consenso elettorale che vivono esclusivamente grazie all'interessamento del politico potente di turno. In questo giochetto ti ci sei voluto infilare mani e piedi per un tuo tornaconto; sia prestigioso, ricoprendo incarichi istituzionali  importanti, che di altro tipo, che ti permettono un tenore di vita elevato, molto elevato.
Ma ha tutto c'è un inizio ed una fine. La tua peggior nemica è stata la presunzione, il credere di essere diventato intoccabile. Avrai capito che non è così. Mi accorgo che vuoi ancora una volta prendere in giro la gente, ma stavolta lo farai a tue spese. Nessuno ti aiuterà più. a tutti i livelli. Il mio consiglio è quello di fare un passo indietro, di non andare allo scontro con la Giustizia, evita le comparsate sui giornali, perchè non ti aiutano. Avrai notato, che non sei più circondato dai tuoi "amici". Infatti, succede sempre così,il miglior amico di oggi diventa sempre il peggior nemico di domani. Molla tutto, soprattutto perchè in questi giorni hai potuto scoprire fino a che punto le Procure di Monza e Milano sono informate sugli affari Brianzoli e Lombardi. L'unica possibilità che Desio, la Brianza e la Lombardia intera si liberi del mondo degli "Affari" nelle Istituzioni può arrivare solo dalle Procure, e io faccio il tifo per loro.

 

Altre News

Il Coordinamento Cittadino di Desio
strappa una promessa al SINDACO:
Presto una ORDINANZA PER LA SICUREZZA CON IL SERVIZIO PERMANENTE DI POLIZIA SERALE CON TURNO 
DALLE 19 ALLE 24.

 ***

Arrivano primi commenti
sulle nomine A.L.S.I
al post 191
.

***

da Il Giorno del 21 Giu 2010
articolo di Alessandro Crisafulli

Desio. non solo il PAM: per il PD passaggi poco chiari su altri terreni

PRESTO sul tavolo della magistratura che indaga sul Pgt di Desio arriverà altra carta. Che potrebbe, secondo la minoranza, scottare. Riguarda un terreno proprio a fianco di quello della Pam. «A seguito dell’acquisizione da parte della Procura di Monza di copia della variante industriale al Prg approvata nel 2004 - ha detto Lucrezia Ricchiuti del Pd - chiediamo a questa Amministrazione di sospendere immediatamente la procedura del piano attuativo D4, in quanto da una visura storica della proprietà si evidenziano numerosi passaggi riconducibili a persone e società attualmente sotto indagine. Chiediamo inoltre di trasmettere tutti gli atti alla Procura». E la Ricchiuti ha fatto poi nomi e cognomi: «Qui, dove nascerebbero due medie strutture di vendita - ha detto - nei vari passaggi di proprietà risultano la Mais srl e la Guado srl, quindi Ponzoni e il suo commercialista Sergio Pennati». «Il Piano attuativo è conforme al Pgt - ha replicato l’assessore all’urbanistica Michele Vitale - trasparente e legale».

 

 

Editoriale - Lega: la nuova via comunicativa

Conoscendo bene le indicazioni di partito che "suggerivano" SEMPRE e SOLO autorizzate le dichiarazioni del segretario cittadino, vedere adesso il capogruppo VILLA agire per nome e per conto del provinciale (il Giorno del 3 luglio) la dice lunga sulla evoluzione politica desiana.
I punti di vista politici del segretario MOTTA (seduto in giunta), di fatto, vengono puntualmente precisati dal capogruppo. Qualche cambiamento sta avvenendo. E qualche sorpresa è alle porte. Altrimenti, che senso avrebbe la "doppia anima" leghista?

 

La Giunta difende il PGT

da Il Giorno
articolo di
ALESSANDRO CRISAFULLI

— DESIO — 31 maggio 2010
C’È TENSIONE palpabile, in Comune a Desio, per l’inchiesta della magistratura monzese sulla presunta mazzetta al consigliere regionale Massimo Ponzoni per un intervento edilizio compreso nel Piano di governo del territorio. Tensione moltiplicatasi con la visita, giovedì mattina, della Guardia di Finanza di Milano, che è rimasta fino al primo pomeriggio chiusa negli uffici del settore Tecnico, dove ha sigillato alcuni armadi e da dove ha portato via del materiale di suo interesse, lasciando all’Amministrazione un verbale di quanto fatto.

Eppure, il sindaco Giampiero Mariani e la giunta di centrodestra cercano di allentare la pressione. Lo hanno fatto con un comunicato stampa: «Le spiacevoli vicende degli ultimi giorni non hanno certo rallentato la nostra coesione politica e non frenano i nostri sforzi per lavorare per una Desio migliore - scrivono -. Proprio il Pgt, approvato circa un anno fa, è lo strumento base di programmazione e di sviluppo in cui crediamo fermamente e su cui abbiamo lavorato in condivisione con la società civile e le parti sociali. In quel documento, nato da un grande sforzo progettuale realizzato coi migliori urbanisti del Politecnico di Milano e verificato all’insegna della condivisione politica e della partecipazione popolare, è racchiuso il disegno della Desio del futuro, in un nuovo sviluppo equilibrato della città che raddoppierà il verde fruibile dai cittadini, che avrà nuovi servizi, parchi e infrastrutture. Una città che crescerà, in maniera organica e di qualità, rimanendo a misura d’uomo».

UNO STRUMENTO che vide il timbro della maggioranza di centrodestra, più il consigliere indipendente Michele Vitale (oggi assessore all’urbanistica). Mentre l’opposizione fece pollice verso, così come sollevò dei dubbi la Provincia e ci fu la richiesta di un referendum per cancellarlo, da parte del Comitato «Più Desio meno cemento». «Auguriamo che l’indagine della magistratura possa al più presto chiarire ogni aspetto - prosegue la giunta - sia sulle procedure sia sulla correttezza delle persone coinvolte, in modo tale che l’attuazione del Pgt - già avviata - possa manifestarsi nello svolgimento della vicenda amministrativa con tutti i suoi effetti sia di bilancio sia di programmazione. Ribadiamo la nostra serenità garantendo massima collaborazione alla magistratura».

 

La lega vota tutto sperando nel federalismo

da Fatto Quotidiano di Gianni Barbacetto (30 Maggio 2010)

Matteo Salvini, direttore di Radio Padania e leader emergente della Lega, non ha dubbi: “Il Pdl? È una strana bestia. Adesso Roberto Formigoni se la prende con la manovra economica, dice che taglia i soldi alle Regioni e dunque impedisce il federalismo. Non è vero, e lui lo sa. La polemica di Formigoni non è contro la Lega, ma tutta dentro il Pdl. Non so quali siano i suoi obiettivi: per quanto mi sforzi, non riesco proprio a capirli”. Eppure lui, il “Celeste”, presidente della Lombardia per la quarta volta, le aveva cantate chiare: “La manovra varata dal governo mette il federalismo a rischio. Le Regioni dovranno sopportare il 45 per cento del carico dei tagli, 10 miliardi in due anni su un totale di 24”. E ancora: “Occorre ripartire i tagli diversamente”. Come a dire: cari amici della Lega, caro Giulio Tremonti, caro Silvio Berlusconi, pensateci bene. Questa vostra manovra ci indebolisce, lascia i “governatori” – e noi del centrodestra più degli altri – esposti a ogni critica e al rischio di una grave perdita di consenso: saremo noi, in queste condizioni, a dover tagliare i servizi ai cittadini.

GUERRA CIVILE. “È una polemica interna al Pdl, quella di Formigoni”, ribadisce Salvini. “Per una ragione semplice: il federalismo non costa una lira in più. Sposta solo le risorse da Roma ai territori. Dunque non ha senso urlare che il federalismo è a rischio. Il federalismo si farà: anzi, i momenti di crisi sono quelli in cui si può prendere più forza e fare le riforme più coraggiose”. Il quotidiano della Lega, la Padania, lo ribadisce da giorni e ieri, sabato, lo ha scritto esplicitamente nel suo titolo d’apertura, in prima pagina: “Il federalismo accelera. Anche la gente lo vuole”. E subito sotto: “Calderoli: a giugno i decreti su costi standard in sanità e autonomia impositiva”. Bisogna correre, dicono in coro i ministri padani: “Non sono d’accordo con Formigoni. La manovra è una sfida, uno stimolo per accelerare”, dichiara il ministro dell’Interno Roberto Maroni. E Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione, preme l’acceleratore sui decreti attuativi: “Bisogna portare a giugno, oltre al decreto legislativo sull’autonomia impositiva degli enti locali, anche quello sui costi e i fabbisogni standard”. Lo scontro, evidentemente, è tra chi ritiene che il federalismo abbia un costo e che dunque sia irrealizzabile ora la manovra fa stringere la cinghia proprio e soprattutto alle Regioni – e chi invece è convinto che si trasferisce quel che c’è, e se è meno non importa: si trasferirà alle Regioni quel poco che c’è. Tanto, le Regioni che interessano alla Lega sono comunque le più ricche d’Italia: Lombardia, Veneto, Piemonte...A soffrire davvero saranno quelle più povere. Intanto i leghisti difendono le Province, mentre i deputati finiani del Pdl propongono, dalle pagine del Secolo d’Italia e con portabandiera il deputato Santo Versace, la loro abolizione totale. Il testo della manovra, finalmente disponibile dopo tre giorni di sintesi, annunci e chiacchiere senza una formulazione precisa, ribadisce che saranno abolite le province sotto i 220 mila abitanti

 

La notizia

Ponzoni indagato
(Il Giornale, 25 Maggio 2010)

Una brutta storia di mazzette e scelte urbanistiche: e sullo sfondo l’ombra della malavita organizzata e dei suoi interessi nella politica e nel mattone. Al centro dell’inchiesta l’ex assessore regionale Massimo Ponzoni, che alle elezioni di due mesi fa era risultato, con 11.069 preferenze, il primo degli eletti nelle liste del Popolo della libertà di Monza e della Brianza.
A condurre l’inchiesta è il sostituto procuratore della Repubblica di Monza, Walter Mapelli. L’avviso di garanzia per corruzione è stato notificato la scorsa settimana dai militari della Guardia di finanza. Ma - ed è il dettaglio più inquietante - l’inchiesta è gestita da Mapelli insieme ai suoi colleghi del pool antimafia della Procura di Milano, coordinato dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini. Non si tratta, dunque, di una ordinaria storia di malcostume amministrativo. Ponzoni, infatti, avrebbe ricevuto un pagamento di 250mila euro da parte di un gruppo interessato a un’operazione urbanistica a Desio. Quel gruppo, secondo l’accusa, era a sua volta ricollegabile alle cosche.

È su questi soggetti, e in particolare sul clan Iamonte-Moscato che le procure di Milano e Monza stanno conducendo da oltre un anno una indagine assai vasta. Nell’ambito di questa indagine sono emersi i nomi di Ponzoni e di un altro personaggio assai in vista della politica brianzola: Rosario Perri, un geometra calabrese, a lungo in servizio all’ufficio tecnico del Comune di Desio, che solo in tarda età ha compiuto il salto di qualità scegliendo la politica nei ranghi del Pdl e diventando dapprima presidente del Parco delle Groane e poi assessore nella nuova provincia di Monza. A Perri è andata una delle deleghe più ambite, quella al Personale, agli Affari generali e alle società partecipate. Di Ponzoni, Perri è stato uno dei grandi elettori alle ultime regionali: «Gli dobbiamo riconoscenza e dobbiamo assegnargli il massimo delle preferenze» aveva detto inaugurando la sede di Desio del comitato a sostegno del candidato Pdl.
Ponzoni, sia come assessore regionale che come coordinatore del Pdl locale, ha sempre avuto molta voce in capitolo nelle scelte rilevanti della politica e dell’urbanistica brianzola. Ed è in relazione ad alcune di queste scelte che sarebbe scattata l’incriminazione per corruzione per un pagamento di 250mila euro da parte di un gruppo interessato all’operazione e a sua volta collegabile alle cosche. Di una operazione urbanistica su un area in via Molinara, a Desio, si parlava in alcune intercettazioni realizzate nel 2008 in cui tale Fortunato Stellitano, poi arrestato per associazione mafiosa, tranquillizzava gli interlocutori: «Martedì vado a trovare Massimo che è assessore all’ambiente, mi faccio fare lo svincolo ed è a posto». 

 

Sotto la lente

Nuova convenzione non firmata
Ecocity in stallo prima del disastro
(Da Il Cittadino del
29 marzo 2010)


Villasanta - Il progetto Ecocity? Era già bloccato prima del disastro Lombarda Petroli. E, secondo indiscrezioni, la causa sarebbe da addebitare a un mancato accordo tra Addamiano (proprietario della porzione industriale ma destinato ad acquisire l'intera area) e Giuseppe Tagliabue, legale rappresentante della Lombarda Petroli, storico titolare dell'ex raffineria e ancora proprietario della metà circa dell'area. I due imprenditori sono legati da rapporti di interesse da qualche anno, da quando gli Addamiano hanno messo gli occhi sull'area. Addamiano ha comprato la porzione industriale nel 2008, ma l'obiettivo era quello di completare l'acquisto, di ottenere variazioni sul progetto di riqualificazione del 2004 (concordato tra Comune e Tagliabue e formalmente ancora in vigore) e di realizzare le opere. In attesa che venissero perfezionati gli accordi con l'amministrazione comunale e variato il progetto con un incremento di residenziale da 3mila a 33mila metri cubi, Addamiano è partito con la porzione che risultava uguale sia nel vecchio progetto che in Ecocity. Ebbene, tutto quanto si poteva fare è stato fatto. In data 23 febbraio, senza la nuova convenzione che doveva essere firmata da Comune, Tagliabue e Addamiano, quest'ultimo non avrebbe potuto realizzare più nemmeno mezzo capannone, senza il rischio di commettere un abuso edilizio.

E perché allora l'appuntamento per la firma non è mai stato fissato? Secondo fonti ben informate, pare che Tagliabue, alla luce delle voci sulle difficoltà finanziarie di Addamiano, abbia sostenuto di non voler firmare una convenzione che lo impegnerebbe a completare le opere, nel caso di insolvenza del gruppo immobiliare.Nonostante le smentite ufficiali, tra l'altro, i due imprenditori pare non avessero rapporti idilliaci. E a confermarlo è un ex dipendente Lombarda: “Ogni volta che qualcuno di noi doveva recarsi nell'area di Addamiano o viceversa - ha detto - c'erano resistenze, diffidenza e qualche attrito”. Ecocity insomma appare sempre più irrealizzabile.

“Se davvero Tagliabue si è messo di traverso - ha commentato Guido Battistini, ex assessore all'Urbanistica della Lista per Villasanta - il futuro del progetto è compromesso. L'unica possibilità sarebbe stralciare e mandare avanti la parte industriale del disegno, ma a quel punto, senza il residenziale, al costruttore non converrebbe”. Intanto sono scaduti anche i tempi della bonifica che Tagliabue avrebbe dovuto concludere entro il 2009, stando alla convenzione del 2004. Nelle casse pubbliche infine giacciono 21 milioni di euro: una fidejussione versata da Addamiano (o Tagliabue) sul cui futuro non si possono fare previsioni.
Valeria Pinoia

 

Notizie dalla provincia

L'Assessore provinciale Antonino Brambilla consulente di Idra e di Berlusconi?
da il Cittadino MB del 22/02/2010

Arcore - L'assessore provinciale alla tutela del territorio è consulente di Berlusconi per il progetto Milano 4? Lo affermano - e lo chiedono - i consiglieri di Monza e Brianza del Pd dopo avere ascoltato il presidente del parco Valle del Lambro, Emiliano Ronzoni, in commissione. «Oggi in commissione urbanistica - scrivono in un comunicato Gigi Ponti e Mimmo Guerriero - il presidente del Parco della Valle del Lambro ha riferito che alla riunione sul cosiddetto progetto ‘Milano 4' con il sindaco di Arcore, che l'ha promossa, e l'immobiliare Idra, ha partecipato in qualità di consulente di quest'ultima il vicepresidente della Provincia e assessore al territorio e parchi avvocato Antonino Brambilla». La commissione urbanistica si è tenuta questa mattina, lunedì 22 febbraio, a Monza e aveva in programma l'audizione di Ronzoni, programmata in una serie di incontri con i presidenti dei parchi brianzoli. Il Pd ha fatto domande sul progetto di Idra, immobiliare della famiglia Berlusconi, che prevederebbe l'edificazione di 150 mila metri cubi di edilizia residenziale nel comune di Arcore, nel territorio che rientra nel parco regionale e che confina con Villa San Martino, residenza del presidente del consiglio. «Chiediamo al presidente della Provincia Allevi – aggiungono gli esponenti del Pd – di riferire nel prossimo consiglio chiarendo il ruolo del vicepresidente Brambilla in merito a un'evidente incompatibilità sotto il profilo politico. Siamo fortemente stupiti di fronte alla sovrapposizione di ruoli di difensore delle aree protette brianzole e consulente di una società immobiliare che punta a costruire, in questo caso all'interno di un parco di pregio».

 

Ponzoni interrogato per 10 ore su Montecity. "Sono tranquillo"
(da Il Cittadino - 18 Nov. 2009)

L’assessore regionale desiano Massimo Ponzoni, coordinatore provinciale del Pdl, interrogato in Procura a Milano per 10 ore, come testimone nell’ambito dell’inchiesta sull’area Montecity-Santa Giulia di Milano, per cui sono finiti in carcere Giuseppe Grossi “il re delle bonifiche”, Rosanna Gariboldi, ex assessore pavese e moglie del deputato del Pdl Giancarlo Abelli e altre tre persone. Come riportato oggi dal Corriere della Sera, Ponzoni ha risposto alle domande dei pm Laura Pedio e Gaetano Ruta, nella sede della polizia giudiziaria della Guardia di Finanza a Milano, in piazzetta Umanitaria, lo scorso 7 novembre. “E’ vero, sono stato chiamato in Procura” ci conferma il politico brianzolo. L’inchiesta riguarda la bonifica dell’area di Santa Giulia, alla periferia est di Milano: Grossi è accusato di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio ed evasione fiscale per 22 milioni di euro. Secondo l’accusa, i soldi sarebbero stati accumulati nei paradisi fiscali all’estero, gonfiando i costi di bonifica. La Gariboldi è accusata di ricilclaggio, per aver messo a disposizione dell’imprenditore il suo conto corrente di Montecarlo. Per entrambi, i giudici hanno rifiutato la richiesta di scarcerazione, ritenendoli “professionalità criminose, capaci di complesse deliberazioni delittuose”. L’indagine prosegue. L’assessore Ponzoni è stato convocato in Procura a testimoniare sui fatti. E gli sarebbero stati chiesti chiarimenti anche sui suoi rapporti d’affari con la Gariboldi, con cui aveva una società immobiliare. “Sono tranquillo e sereno” spiega Ponzoni. “Sono stato chiamato in qualità di assessore e ho spiegato quello che potevo conoscere". Presto saranno sentiti anche i suoi predecessori, che hanno avuto la delega all’ambiente, perché le indagini riguardano anche il passato.
Paola Farina

 

Seguendo la stampa

Fondi neri per le bonifiche. Monguzzi: Ponzoni riferisca in consiglio regionale

(Adnkronos) - ''Queste operazioni immobiliari, sempre secondo quanto ricostruito dal settimanale, - riferiscono- avrebbero avuto luogo tra Meda e Gallarate e sarebbero state interrotte a fine luglio di fronte alle prime indiscrezioni relative proprio all'indagine della magistratura sulle bonifiche del quartiere Santa Giulia di Milano".

"Dobbiamo quindi rilevare - continuano Agostinelli e Monguzzi - che non solo la Regione Lombardia ha messo a disposizione di Grossi, per la bonifica della ex-Sisas di Pioltello, un aumento dei costi di 44 milioni di euro, da sommarsi ai 120 gia' autorizzati e scambiati con la possibilita' di realizzare il piu' grande centro commerciale d'Europa sull'area, quando la suddetta indagine era gia' in corso, come abbiamo denunciato martedi' in Consiglio. Ma che lo ha fatto mentre era chiaro il coinvolgimento dell'assessore regionale alla partita in affari milionari privati con la Gariboldi. Ecco perche' forse martedi' in Aula l'assessore Ponzoni e' stato cosi' reticente sulla nostra interrogazione. Certo e' che - concludono - di fronte a tali novita', pretendiamo risposte approfondite".

 

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Creato da: puntobox il 02/11/2008
Commenti, giudizi e proposte della politica desiana e dintorni

 

 

la solita discussione. Tram si o tram no?

Post n°546 pubblicato il 15 Giugno 2013 da puntobox

I binari del tram (ex)
fanno discutere (ancora)
Pericolosi, inutili, sorpassati.
(E il sindaco nel nov. 2012 ne fu informato da alcuni consiglieri)



Scarica barile tra comune, atm,
provincia mb sui costi per la rimozione

La rimozione dal centro storico potrebbe essere il primo passo
per una riqualificazione del centro storico.
Ma i partiti in consiglio quale visione hanno del futuro
della nosta città?

dal blog del 13 nov 2012 . desio in padania

Non è più in funzione, ma la vecchia linea tranviaria che attraversava il centro storico cittadino continua a far parlare di sè. Nel corso dell'ultimo consiglio comunale, la questione inizialmente posta dalla Lega Nord, è stata sollevata anche da consiglieri di altri gruppi politici.

Sull'argomento sono intervenuti Filippo Ielo (PdL) e Francesco Sicurello (IdV), che hanno segnalato la pericolosità dei binari, spesso causa di incidenti e cadute. A farne le spese maggiori sono le persone che si muovono in motorino o in bicicletta, ma anche molti pedoni che inciampano. Anche alcune automobili sono rimaste vittima di incidenti, soprattutto in prossimità dei restringimenti di carreggiata dovuti alla presenza dei cordoli. Il consigliere comunale Antonio Zecchin, ha suggerito all'amministrazione di provvedere ad installare dei segnali luminosi per evitare altri incidenti.
Consiglieri Comunali di Desio
Svegliatevi !!!

 
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ci avrei sommesso

Post n°545 pubblicato il 13 Giugno 2013 da puntobox

Il paese di pulcinella

Zanonato: "Aumento dell'Iva inevitabile
"
Saccomanni: "Manca la copertura"

Zanonato:

Anche sull'IMU i primi tentativi di evitare l'abolizione.
Non avevamo dubbi. Le promesse dei partiti, prima delle elezioni:
la solita presa in giro.

La domanda è questa:
non possiamo nemmeno permetterci una
tassa in meno.
Dove sono finiti o dove vanno i soldi?

***

Nuovo record storico
per il debito pubblico italiano

Ad aprile ha raggiunto i 2.041,3 miliardi di euro, con un aumento di 52,6 miliardi rispetto allo scorso dicembre e di 83,3 miliardi rispetto all’aprile 2012. E’ quanto emerge dal supplemento al bollettino statistico di Bankitalia.

 
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quali alternative?

Post n°544 pubblicato il 12 Giugno 2013 da puntobox
Foto di puntobox

Un enorme vuoto politico
riempe la Brianza di futuri scenari.

I primi ad accorgersi gli ex AN.
Ma c'è voglia anche di riscatto civico,
senza stelle, ma con voglia
di ricominciare a sognare.

Presto, tardi, inutile, non cambia nulla:
ma dietro l'astensionismo si cela un bisogno di certezze.

I commenti sono graditi, ma le proposte sono
la migliore arma a combattere lo stallo.
Anche se, secondo Feltri serve un miracolo
politica desiana 

L'addio al federalismo ha depresso il Nord
di Vittorio Feltri - da Il Giornale del 12 Giugno 2013

Con la Lega accucciata all'angolo tramonta un sogno che durava da vent'anni.
Ora serve un miracolo

Al Carroccio ballano le ruote. Roberto Maroni ce la mette tutta per tenerlo in strada e finora ce l'ha fatta, in qualche modo. Ma il rischio di finire nel fosso, lungi dal diminuire, è addirittura aumentato. Dovunque si è votato, domenica e lunedì scorsi, i consensi padani sono dimagriti. Malattia terminale? Non ce lo auguriamo, perché se la Lega tira le cuoia non rimane più nessuno a occuparsi della questione Nord, che non è un'invenzione furba di Umberto Bossi prima maniera, ma un problema che pesa a livello nazionale.
Se la politica non si cura del Settentrione, va a ramengo anche il Sud e addio sogni di gloria nazionale. Speriamo quindi che i dirigenti delle camicie verdi si diano una mossa, smettano di litigare fra loro, si accordino e seguano una linea vincente. Procedere a zigzag, come avviene ora, porta allo sfascio. Lo si è visto nella recente tornata elettorale che ha sancito un fallimento.

Non poteva essere diversamente. C'è la Lega di Maroni, c'è quella di Bossi, ci sono i nostalgici del cerchio magico, c'è la Lega tardodemocristiana e pragmatica del sindaco di Verona, Flavio Tosi, poi c'è quella tradizionalista di Giancarlo Gentilini, sconfitto a Treviso nella corsa al vertice del Comune cittadino, di cui fu sire incontrastato per due mandati. Troppa roba, troppa confusione.

Gli elettori hanno bisogno di pochi messaggi, ma molto chiari. Altrimenti vanno nel pallone e fuggono verso altri lidi, fuggono dai seggi, fuggono perfino da se stessi e rinnegano i propri ideali per una ragione banale: sono stati calpestati o sepolti sotto le macerie del partito, che pure sembrava imbattibile, costantemente in crescita. A parte gli scandaletti provocati dai rubagalline, che comunque hanno destabilizzato (anzi, nauseato) la base, il nodo principale è il federalismo. Sparito. Non se ne parla più. Ora, chiunque capisce che togliere il federalismo ad Alberto da Giussano è come tagliare le tette a Miss Italia: appeal azzerato.

I padani si erano illusi per anni e anni che la suddetta formula istituzionale fosse una panacea, un avvicinamento all'irrinunciabile secessione. Bossi ha brigato una vita per introdurre nel nostro sistema marcio i sani principi di Carlo Cattaneo. Quando finalmente sembrava avercela fatta, tutto è svanito. Era uno scherzo. Una delusione del genere non è facile da digerirsi. Il leghista medio sospetta addirittura di essere stato preso per i fondelli. E forse è proprio questa la verità. Infatti, i leader padani dovevano immaginare che un federalismo tosto non sarebbe mai passato. Figuriamoci: la metà del Parlamento è costituita da meridionali per nulla stupidi. Finché si trattava di approvare un federalismo all'acqua di rose, vabbè, potevano anche starci.

Ma un federalismo vero, duro e puro, alla svizzera, avrebbe danneggiato il Sud, privandolo almeno all'inizio di risorse a pioggia. Quindi mai lo avrebbero approvato.
In effetti è andata così. Quando è venuto il momento di attuare la riforma, cioè di trasformare il progetto cartaceo in realtà amministrativa, i partiti della conservazione, insuperabili nell'arte sovrana di fare i finti tonti, hanno inondato le Camere di cloroformio: e il federalismo si è rifugiato in fondo a un cassetto, sepolto sotto una coltre di polvere.

I famosi decreti attuativi chi li ha visti? Ciò che, viceversa, ha resistito e resiste è la modifica del Titolo V della Costituzione, una schifezza voluta dalla sinistra per trasferire vari poteri dello Stato alle Regioni, con tanti saluti alla centralità del governo. Conseguenza: un quarantotto, una Repubblica del piffero. Dagli esordi della Lega romantica (versione primitiva, ma suggestiva) sono trascorsi più di trent'anni. Tempo buttato via. Scusate, che fiducia possono avere gli elettori nel nuovo corso di Maroni? Al quale auguriamo successi strepitosi perché siamo sentimentali e ci addolora assistere all'agonia del movimento. Ma il pasticcio che si è creato è talmente grosso da uccidere nella culla il nostro infantile ottimismo. Il popolo del Nord è depresso. Servirebbe un miracolo, ma persino a padre Pio, che poi era terrone, riuscirebbe difficile.

Che desolazione. I risultati elettorali emersi dalle urne lunedì fanno quasi pena, come fa pena constatare che la Lega si è accucciata in un angolo, incapace di reagire alle intemperie politiche che stravolgono, ogni dì, un Paese già stordito dalla decrescita economica, dalla disoccupazione e da un fisco sadico. Altro che ripresa, altro che rinascita. La Lega è troppo ammaccata anche per infondere un po' di speranza al centrodestra patrio: non è in grado di fornire un contributo alla riscossa berlusconiana.

Riconosciamo al successore del Senatùr di essersi inventato qualche slogan sostitutivo di quelli bossiani, che alcuni anni fa erano molto efficaci per quanto terra terra. Dal cilindro maroniano è uscito un fil di voce che diceva: «Prima il Nord». Sai che brivido.

Un'altra trovata: «La macroregione». Che è un'intuizione intrisa di intelligenza, ma non scuote nemmeno una foglia. Certe sottigliezze da politologi sono buone per i convegni, non per infiammare le piazze e riempire le urne.
La Lega comatosa è una spina nel mio cuore di pietra orobica. Sento che è destinata a farmi male per sempre.

 
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la parola al ballottaggio

Post n°543 pubblicato il 07 Giugno 2013 da puntobox
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La lega nord si prepara al ballottaggio
tra schizzi e scazzi
Bossi si fa vedere a Brugherio
per sostenere il candidato sindaco

RISULTATI del ballottaggio
La Caporetto del Centro-Destra
Persa Roma, ma anche i feudi come
Brescia, Imperia e Treviso
Nelle città al voto la sinistra vince 16 a 0

In Brianza, Brugherio, Carate e Seveso
anch'esse al centro-sinistra

La lega perde la storica TREVISO dopo quasi 20 anni
di egemonia nella marca

 
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giustizia č fatta

Post n°542 pubblicato il 06 Giugno 2013 da puntobox
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Avevamo scritto al post 325 del 22 Aprile 2011

"Volevamo quindi dedicare un saluto particolare di Buona Pasqua
anche a Luca Talice, ex assessore alla sicurezza
della provincia di M&B"

"Non lo conosciamo nè lo abbiamo frequentato, 
ma riteniamo che il silenzio della giustizia sulle accuse infamanti
che ancora ad oggi, nella conoscenza vera dei fatti,
nessuno ha confermato, debbano farci riflettere sul concetto di giustizia."
politica desiana


Bene, mercoledì 5 giu. 2013 si è avuta la sentenza (da m&b news)

«Assolto perché il fatto non sussiste».
«E’ la fine di un incubo» ha detto attraverso il suo legale Luigi Peronetti l’ex assessore provinciale alla sicurezza Luca Talice alla lettura della sentenza, mercoledì pomeriggio. L’accusa, che ha annunciato il ricorso in appello, aveva chiesto la condanna a nove anni per violenza e atti osceni nei confronti di due giovani consiglieri comunali seregnesi: Federica Forcolin (che ha recentemente lasciato l’incarico) e Davide Giannobi.
Peronetti, il legale di Talice, aveva respinto con decisione le accuse, sostenendo che tra l’ex assessore provinciale e le due parti offese, non c’è mai stato alcun rapporto, che non fosse di natura prettamente politica.

Il commento di politica desiana:
Chi ricompenserà Talice del disonore e della vergogna è difficile dirlo.
Forse da certi leghisti CHE SI DEFINIVANO duri e puri 
adesso si stanno liquefando al sole.
Giustizia è fatta
politica desiana

 
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un contributo dai nostri amici del blog

Post n°541 pubblicato il 02 Giugno 2013 da puntobox
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IDEE di CITTADINI da questo blog
Cosa faresti per la nostra città?
(da voltiamopagina)

Ecco la risposta (da roberto)

Una idea subito subito solo politica: basta doppi incarichi.
Non esiste. La Sig.ra Ricchiuti deve decidere dove stare, se a palazzo Madama o in giunta. Sembra che in giunta non ci sia mai.
Lasci il posto ad uno più volenteroso e capace.
L'opposizione cosa fa? Zitta e questo è il peggio.

Altro esempio Maroni: doppio incarico come segretario federale e come governatore. Prima di essere eletto aveva detto che avrebbe lasciato la segreteria.
Non nascondersi dietro il consiglio federale perchè lo voleva a tutti i costi. Balle.

Altra cosa politica da cambiare. La legge elettorale.
I parlamentari debbono essere eletti
dal territorio per preferenze ed essere la loro espressione.
Altrimenti si nascondono dietro il partito che li ha nominati
e poi fanno i cavoli loro o quello che interessa al loro partito.
Esempio pratico: abbiamo a Desio tre parlamentari. 2 grillini e 1 Pd.
Qualcuno ha visto, sentito, partecipato o è stato coinvolto
a qualche proposta qui a Desio?
I grillini desiani, con la discarica che abbiamo, fanno pena per la nostra città.
Prima erano a fare casino con meeting-up per il forno inceneritore.
Adesso il m.up te l'hanno messo in quel posto. Spariti.

Cambio argomento. Parliamo di manutenzioni spicciole.
Pulizia delle strade attenta, sistemazione della segnaletica orizzontale e verticale, nomi delle vie e numeri civici chiari, lampioni funzionanti, tombini puliti e non pozze mostruose quando piove, alcune di memoria preistorica.
Gestione del verde come dio comanda e non come comanda chi ha in mano il servizio. Centro storico. Rivalutarlo e togliere i binari del tram per fare un corridoio pedonale con panchine e arredo urbano che incentivi i commercianti. Tavolini e punti di ritrovo e aggregazione.
Mi piacerebbe vedere anziani nella bella stagione giocare a scopa e non al gratta e vinci. E potrei continuare.

Costi? Sulla politica e sui doppi incarichi: niente. Sulle manutenzioni, già le paghiamo ma nessuno le controlla. Sul centro storico. I privati saranno i primi a contribuire se qualcosa si muove per migliorare la città perchè avranno un ritorno.

Ma bisogna attaccare la passione alla responsabilità politica.
Altrimenti sono solo sbadigli. Non so se ti ho convinto. Ma qualche idea c'è l'ho. Quando vedo i consigli comunali a Desio mi viene da piangere perchè non sento idee. Con qualcuno che ha perfino problemi a farsi capire per la confusione della esposizione. Interventi con successioni eterne di parole.
Per fare a gara di chi parla di più.
Se poi cerchi di fare il riassunto, pensi: ma che cavolo voleva dire? Figuriamoci il fare. Faccio una proposta. Andate in giro con la targhetta appesa al collo e scritto: consigliere rappresentante dei cittadini.
E allora si vedrà un diverso atteggiamento. Il discorso ve lo faranno gli altri. Ciao. Roberto

Mi sembra che qui ci sia poco da aggiungere.
Questo blog nacque nel 2008 contro i poteri forti.
Mi sembra che la situazione sia migliorata.
E anche con un altra parola d'ordine:
la politica come passione e non come potere.
Qui abbiamo ancora molto da fare e questo post lo dimostra
Buona lettura
politica desiana (ma anche dintorni)

 
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un film gią visto

Post n°540 pubblicato il 01 Giugno 2013 da puntobox
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Guerra di potere nella LN
tra Maroni e Bossi
Per il consiglio federale di venerdi
nelle ultime elezioni comunali "la lega ha tenuto"
ma si trova a fare i conti per i deludenti risultati dalle urne elettorali

Resta una certezza e anche una conclusione.
Il radicamento politico della lega nel territorio
ha i giorni contati

politica desiana

 
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breaking news

Post n°539 pubblicato il 27 Maggio 2013 da puntobox

Elezioni Comunali 2013
Il voto conferma la "sfiducia" nella politica
con astensionismo record

Crolla il M5S di Grillo
Centro-destra sconfitto
e crolla il sogno del Nord-Est (PDL-LN)

Quando i cittadini disertano le comunali, dove debbono provvedere ad eleggere chi gli fornisce i servizi, l'assistenza sociale, le scuole, la pulizia delle stade, ecc. ecc.
è un brutto segno

Vuole dire che i cittadini hanno perso la fiducia, non solo nella politica, ma non credono più che anche dal basso esiste qualcuno che possa risolvere i principali problemi di noi cittadini.

E infatti, anche i partiti più radicati sul territorio sono alle prese
con pessimi risultati elettorali. Basta guardare i risultati e vedere come è andata in queste elezioni comunali.

Il male è che nessuno ha voglia di riscattare con fatti concreti
questa situazione politica. Nessun partito.
Prendiamo ad esempio il nostro parlamentino locale: sono finiti i tempi
in cui la gente accorreva per sentire almeno qualche battaglia, qualche insulto, qualche urla, ma almeno qualche passione.
Il commento di Luca nel post precedente è esemplare.

Non serve a nulla sollecitare una risposta da parte di un consigliere a interrogazioni poste da quattordici mesi. 
Così siamo tutti sconfitti e poco rispettosi dei propri ruoli di rappresentanti politici.
Senza usare strumenti, passioni, ordini del giorno, mozioni sulla salute della nostra città siamo corresponsabili e indolenti.

Tiriamo a campare. Tanto tra due mesi faremo il nostro ordinario compitino che ci spetta. Ma se la città è sporca, spesso colpita da fatti criminosi, furti, abusi, ingiustizie e assenza di visioni sul futuro della città, poco importa.
E ' sparito il tram. Nessuno se ne è accorto. Quindi serviva o non serviva?
E allora cosa ci vuole a pensare ad una riqualificazione del nostro centro storico?

Così la gente smette di credere nella politica. E smette di credere nei propri rappresentanti, che non mantengono le promesse
e i progetti scritti nei programmi elettorali.
Una volta essere un consigliere di minoranza significava avere l'onore
di sollecitare il sindaco a fare meglio il proprio lavoro.
Formulando proposte,
idee e anche ambizioni per la propria gente

Invece adesso è come essere testimoni in una triste sventura.
quella di essere stati eletti e magari aver cambiato pure partito
per evitare responsabilità sul passato. Meglio fare poco rumore.

politica desiana

 
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politica in svendita

Post n°538 pubblicato il 19 Maggio 2013 da puntobox
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Politica in svendita
e il vuoto dietro i proclami

Da modesti osservatori dei fatti, dopo i recenti accadimenti di sospetta ed ennesima corruzione di alcuni funzionari del comune di Desio, molti degli addetti ai lavori sono assaliti dallo sconforto.

Tra gli arrestati anche un carabiniere, brigadiere,
fermato dai colleghi della compagnia di Desio domenica sera perchè sospettato
di aver informato a pagamento con notizie riservate
l'ex assessore regionale Ponzoni su indagini inerenti Rosario Perri.

Desio, «Informatore di Ponzoni» Carabinieri arrestano un collega

Altro che sconforto. Vergogna e impotenza.

Si sono persi gli anni degli entusiasmi e della voglia di fare.
Il clima attuale è quello della rassegnazione.
Consigli comunali rarefatti, gravi assenze in giunta
da parte di assessori alle prese con incarichi a Roma.
Poche idee sul progetto di un futuro per la città di Desio.

I cittadini anch'essi disorientati.
Dopo i proclami del faremo presentati dai partiti, infatti, il vuoto e la rassegnazione.

Chi pensava con con la sinistra si potesse vedere il riscatto,
la rinascita, la virtuosità di un modo diverso di intendere la città,
fa fatica a immaginarsi o vedere qualche risulato.

E anche la voglia di aggiornare i blog o commentare i fatti
da parte dei cittadini è ridotta ai minimi termini.
Qualcuno sta pensando: si stava meglio quando si stava peggio.
Amara riflessione di un futuro incerto, che anche a Roma,
fa dell'IMU l'unica idea di una battaglia politica vuota di idee.

politica desiana e dintorni

 
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breaking news

Post n°537 pubblicato il 14 Maggio 2013 da puntobox

Carabinieri al comune di Desio
Arresti in corso nell'ambito
uff. appalti e uff. tecnico

da redazione on line de il cittadino mb - Monza   

 

Tre dipendenti pubblici e quattro imprenditori, cinque dei quali sono residenti in Brianza. Sono stati resi noti i nomi dei sette soggetti colpiti questa mattina da ordinanze di custodia cautelare da parte del giudice per le indagini preliminari della procura di Monza, indagati in concorso per corruzione, abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, frode in pubbliche forniture ed altro. Si tratta di Roberto Santambrogio , 51 anni, responsabile dell’ufficio appalti e contratti del Comune di Desio, residente in città come Maurizio Manzotti, 59 anni, geometra, responsabile tecnico dell’ufficio lavori pubblici sempre del Comune di Desio. Sempre di Desio anche l’imprenditore Rosario Britti, 46 anni, titolare di una azienda edile con sede in via Cacciatori mentre è seregnese Stefano Parravicini, imprenditore di 35 anni con un’azienda a Varedo, la P.S. Valera Scavi. Questi cinque, insieme a Pietro Corapi, 39 anni, geometra, imprenditore residente a Baranzate, sono stati tradotti in carcere. Arresti domiciliari invece per Giovanni De Michele, ingegnere, dipendente del Comune di Solaro, residente a Cogliate e per Alfredo Crotti, 79 anni, imprenditore di Gorgonzola.

L’inchiesta ha mosso i suoi primi passi nel marzo del 2012 quando l’amministrazione comunale di Desio ha presentato due esposti ai carabinieri per alcuni dubbi sulla correttezza dell’operato dell’Ufficio Contratti di quel Comune.

 
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i nodi vengono al pettine

Post n°536 pubblicato il 08 Maggio 2013 da puntobox
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Comune di Desio
Perri condannato

di Stefania Totaro da il Giorno

UN ANNO di reclusione con la sospensione condizionale della pena per abuso in atti d’ufficio, e il risarcimento dei danni patrimoniali al Comune di Desio da quantificare in sede civile, ma con una provvisionale immediatamente esecutiva di 30mila euro per i danni morali.

È LA SENTENZA decisa dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Monza Licinia Petrella nel processo con il rito abbreviato nei confronti di Rosario Perri, l’ex capo dell’ufficio tecnico del Comune e dimissionario assessore della Provincia di Monza (ha lasciato quando il suo nome è uscito tra le carte dell’inchiesta Infinito sulla ’ndrangheta in Brianza), già sotto processo per corruzione insieme all’ex golden boy del Pdl in Brianza Massimo Ponzoni e altri nell’ambito dell’inchiesta sul Pgt di Desio.

La condanna è ancora più pesante di quella di 8 mesi chiesta dal pm monzese Donata Costa, mentre il Comune di Desio, che si è costituito parte civile con l’avvocato Enrico Giarda, dovrà attendere la causa civile per il risarcimento dei danni patrimoniali chiesti per oltre 6 milioni di euro, pari al mancato introito per l’Amministrazione comunale per la mancata realizzazione del progetto in questione: quello della convenzione siglata con il gruppo Addamiano nel 2007. Quest’ultima prevedeva la cessione gratuita del capannone da 4mila metri quadrati del Polo Tecnologico dalla proprietà privata al Comune in cambio del permesso di costruire la torre da 22 piani che ancora giace con il suo scheletro incompiuta dopo le difficoltà economiche del costruttore.

Secondo l’accusa, il documento approvato dal Consiglio comunale nel giugno 2007 risulta diverso rispetto a quello registrato presso il notaio, sottoscritto da Perri. Nell’atto, firmato da Perri per il Comune e da Matteo Addamiano per la proprietà privata nell’agosto 2007, è inserita infatti la clausola di un’ipoteca per 32 milioni di euro. Clausola che invece non compare nel documento approvato dal Consiglio comunale. A garanzia dell’esatto adempimento dell’obbligazione e cioè della cessione del capannone, la società Polo Tecnologico Brianza si obbligava a produrre una fideiussione per 2 milioni e mezzo di euro.

La questione era stata sollevata in aula nel 2010 con un’interrogazione da Lucrezia Ricchiuti, allora consigliere comunale d’opposizione (Pd). Secondo la pubblica accusa, sussiste il reato di abuso in atti d’ufficio perché la convenzione con ipoteca avrebbe procurato vantaggio al privato, nel caso il progetto fosse andato in porto, e danni invece all’amministrazione pubblica, che si sarebbe trovata una proprietà gravata da un’ipoteca. Dal canto suo, Rosario Perri, difeso dall’avvocato Raffaele Della Valle, sostiene che è stato il notaio a dichiarare che, per ovviare all’ipoteca, si poteva ottenere la fideiussione in garanzia. E Perri si è limitato a seguire le indicazioni del notaio. Quindi ricorrerà in appello contro la condanna.

 
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partenza del nuovo governo

Post n°535 pubblicato il 27 Aprile 2013 da puntobox

Nasce il governo
targato PD - PDL
Lega Nord nell'agolino
SEL e Grillini nell'angolo

 I parlamentari desiani cosa faranno
sulla fiducia al nuovo esecutivo Letta?
La senatrice Ricchiuti, nemica giurata del PDL
alla prova dei fatti.
Nel PD nasce la corrente oltranzista:
chi non vota la fiducia fuori dal partito.

E la senatrice RICCHIUTI conferma:
Non voterò la fiducia a Letta

 
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meglio tardi che mai

Post n°534 pubblicato il 24 Aprile 2013 da puntobox

Ci voleva tanto per arrestarlo?

Lega, arrestato l'ex tesoriere Belsito

Fondi Lega Nord
Arrestato Belsito, ex tesoriere,
Anche 2,5 milioni di euro per yacht a Bossi Jr

Che Belsito non fosse uno stimco di santo, lo si sapeva
dai tempi in cui la Gabanelli su report fece barba e capelli
all'ex tesoriere della lega nord, con tanto di vicepresidenza
in Fincantieri e nel gruppo in Finmeccanica tanto vicina ai vertici della lega.

Adesso Maroni si mostra parte lesa. L'ex ministro dell'interno, famoso
per i successi su mafia e 'ndrangheta, non si era MAI accorto di tali movimenti e frequantazioni del proprio tesoriere?

Rimaniamo anche stupiti della lentezza delle giustizia.
Nel frattempo, c'è stato tutto il tempo di sistemare le cose.
Meglio tardi che mai

politica desiana

 
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Napolitano II

Post n°533 pubblicato il 20 Aprile 2013 da puntobox

I maggiori partiti della
precedente legislatura
vogliono ancora come presidente
Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano

 
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PD liquefatto

Post n°532 pubblicato il 20 Aprile 2013 da puntobox

PRODI non passa
La carica dei 101
Tanti sono i franchi tiratori del PD
SUL CANDIDATO AL QUIRINALE PRODI

La sinistra è al capolinea:
dopo aver perso le elezioni
si dimostra incapace e pasticciona

Colpa di Renzi? Forse
Colpa di Bersani? Certamente

La sinistra alla prova dei fatti si dimostra un partito fatto solo di slogan.
Come a Desio
Dopo la stagione delle urla contro il centro-destra
contro abusi, gestione del territorio e sicurezza,
nulla è cambiato.




Governare non è come stare nei banchi di opposizione.
E spuntano tutti gli errori di una sinistra
che potrebbe vedere già alle prossime
elezioni la caduta del sindaco Corti.
Perchè una cosa si capisce subito: dei problemi del paese
ai nostri politici non interessa nulla.
La politica serve solo a raggiungere posizioni di rendita.

Stesso discorso in Regione Piemonte:
Indagati 52 consiglieri per rimborsi non dovuti.
E il grande nord si dimostra ladro
al pari del famoso "batman" del Lazio

 
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scricchiolii continui

Post n°531 pubblicato il 18 Aprile 2013 da puntobox

breaking news - from info nodo

Il sindaco leghista Giacinto Mariani
di Seregno
non ha più la maggioranza

A seguito della notizia divulgata da infonodo.org e dall’Espresso sui rapporti tra Simec, società controllata dalla camorra e +Energy, società di Seregno in cui compaiono come soci il cavalier Mario Barzaghi, patron dell’Effebiquattro, il sindaco di Seregno Giacinto Mariani e il capitano dei carabinieri Luigi Spenga si sono dimessi sei consiglieri comunali della Lega Nord.

I sei consiglieri della Lega - Luca Talice, Andrea Colombo, Marco Dell’Orto, Mario Gerosa, Alex Paro e Claudio Tono - hanno rassegnato le proprie dimissioni all’ufficio protocollo in tarda mattinata. (18 Apr)

 
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partito lo spoglio

Post n°530 pubblicato il 18 Aprile 2013 da puntobox

Elezioni del presidente della Repubblica
La politica si è presa due mesi
per candidare Marini

Il PD spaccato
Bersani rischia di rimanere impallinato
assieme a Franco Marini
La lega si allinea con il PDL, ma...

Marini NON PASSA

 
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tempi duri

Post n°529 pubblicato il 14 Aprile 2013 da puntobox

Le novità politiche dei grillini
Candidare PRODI
Evitare le elezioni



In politica servono anche i compromessi
"quando sono utili al paese"

Questi i principali commenti politici che provengono dai blog politici. Qualcuno pensa che i grillini siano in stato confusionale. Altri che siano solo dilettanti allo sbaraglio. (Berlusconi ndr)
Una cosa è certa: adesso sono loro ad aver paura delle elezioni.
E nel frattempo il paese è in agonia

 
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esodato per colpa dei grillini

Post n°528 pubblicato il 13 Aprile 2013 da puntobox

L'ex agente Betulla, il concittadino
Renato FARINA
si racconta sulle colonne dell'Espresso

"Non sono stato rieletto, cercherò lavoro, sono un esodato anch'io. Comprerò un organetto e andrò in giro con la mia famiglia come la vedova di Dostoevskij, a tirar su soldi.
Prenderò 40 mila euro di liquidazione, ma siccome ora sono un privato cittadino posso mandare a fanculo i giornalisti, come fa Grillo"

 
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scissione

Post n°527 pubblicato il 12 Aprile 2013 da puntobox

breaking news

Aria di scissione nella lega
Bossi dal notaio per un nuovo partito ?

Per Umberto Bossi si avvicina la scissione dalla Lega. Il Senatur, accompagnato dalla moglie Manuela e da alcuni fedelissimi, ha depositato presso un notaio gli atti per la nascita di un nuovo soggetto politico.  Il 12 aprile 1984 l’ex leader del Carroccio fondava la Lega Lombarda.

Bossi dal notaio per nuovo partito Poi dice: non è vero, resto

Ma Bossi smentisce e afferma: "Non è vero, resto"
Ma nella lega tira una brutta aria

 
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Ultimi commenti

La politica caro Maroni si fa, non si annuncia. Se fare...
Inviato da: anonimo
il 16/06/2013 alle 21:52
 
Con calma magari riusciranno a farsi sentire, ma con calma,...
Inviato da: anonimo
il 16/06/2013 alle 09:30
 
Posso dirti una cosa? Grazie. Le cose erano state segnalate...
Inviato da: roberto
il 15/06/2013 alle 20:28
 
Bello prendere accordi elettorali, fare il programma...
Inviato da: anonimo
il 15/06/2013 alle 10:58
 
Che risposta da galletto nel pollaio! Ah, ah, ah,... Ed...
Inviato da: anonimo
il 14/06/2013 alle 18:41
 
 

Caso Pellicano - Ponzoni resta in carcere

(ANSA) - ROMA, 24 MAG - Resta in carcere l'ex assessore regionale lombardo del Pdl, Massimo Ponzoni, in cella dal 17 gennaio scorso nell'ambito dell'inchiesta della procura di Monza, a seguito del crac della società Il Pellicano. Lo ha deciso la Cassazione confermando l'ordinanza di custodia emessa dal gip del tribunale di Monza. Secondo i legali di Ponzoni non vi erano motivazioni a sostegno dell'arresto. Una tesi respinta dalla Cassazione: "sia pure in termini di minimalità", il gip ha esposto le sue ragioni.

 

La difesa di Ponzoni

(AGI) - Milano, 25 mag. - "E' un'accusa priva di fondamento": cosi', tramite il suo legale, l'ex assessore della Regione Lombardia, Massimo Ponzoni, si difende dall'accusa della Procura di Monza che gli contesta di aver intascato una tangente da 250mila euro per una variante al pgt (piano governo e territorio) di Desio e Seregno. Secondo quanto riportato oggi da 'Il Giornale', a Ponzoni, recordman di preferenze alle ultime elezioni nel collegio di Monza - Brianza, e' stato notificato un avviso di garanzia per corruzione dalla Guardia di Finanza nei giorni scorsi. "Contrariamente a quanto scritto dal quotidiano - precisa l'avvocato Luca Ricci, difensore dell'esponente del Pdl - non risulta un collegamento tra l'inchiesta del pm di Monza Walter Mapelli e un'indagine sulla criminalita' organizzata della Dda di Milano. L'avviso di garanzia ha un contenuto molto generico". Secondo l'accusa, Ponzoni avrebbe agito per far ottenere all'imprenditore Filippo Duzioni delle varianti al piano urbanistico dei comuni di Seregno e Desio in Brianza. "Abbiamo gia' chiesto al pm di Monza di essere sentiti al piu' presto - prosegue Ricci - anche 'al buio', cioe' senza conoscere gli atti dell'inchiesta, al fine di poter fornire ogni spiegazione". (AGI) Cli/Car

 

da blogosfere

Il caso di Renzo Bossi candidato
Una precisazione sul nuovo "caso Renzo Bossi". Abbiamo telefonato in Lega Nord per avere lumi in merito alla reale candidatura o meno del figlio del senatur indicato qualche giorno fa come possibile successore di Piergianni prosperini.

La sede di Milano di via Bellerio ci ha confermato le parole di Giancarlo Giorgetti, che ieri aveva specificato che "Renzo Bossi non sarà candidato nel listino". Di sicuro quindi Renzo non sarà inserito nel listino bloccato legato a Formigoni, che gli garantirebbe un posto assicurato.

Probabilmente però, lo si saprà solo tra qualche settimana, il figlio di Bossi potrà essere candidato in qualche provincia, sempre per le Regionali, e "si dovrà guadagnare il voto degli elettori come tutti gli altri candidati".

Troviamo conferma di questo sul numero di oggi de IlGiornale: non si sa ancora al momento "dove e come farlo correre". Secondo quanto riporta il quotidiano con il nome che ha

"potrebbe essere eletto dappertutto e non ha certo bisogno di farsi 'bloccare' nel listino, ovvero la quota di consiglieri certi legati alla vittoria del candidato presidente"

Solo che la candidatura di Renzo Bossi

"rischia di alterare più di un equilibrio e non solo all'interno della Lega. Se va a caccia di preferenze, ancor più che se si accomoda nell'elenco sicuro [...] La concorrenza di Renzo Bossi non sarebbe certo gradita agli altri aspiranti consiglieri e d'altra parte al Senatùr non può piacere neppure l'ipotesi di non spingerlo troppo, perché un'eventuale sconfitta sulle preferenze potrebbe essere giocata politicamente contro di lui"

Il figlio del leader della Lega potrebbe mettersi in lizza per Varese o Milano, ma in ogni caso la sua candidatura potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio, per il partito e per gli alleati.

La Lega ha chiesto sei posti nel listino, ma il Pdl potrebbe offrirne solo quattro o al massimo a cinque. I conti non tornano se guardiamo la ridistribuzione dei posti in Regione di cui vi abbiamo parlato ieri, per cui qualcuno "sarà costretto a fare un passo indietro".

 

Appunti normativi

Se ne parla nel 2011 - Per ora la proposta di Caderoli viene rinviata
Proposti nella nuova finanziaria meno consiglieri comunali.
Il loro numero è ridotto del 20%. Viene anche stabilito che il numero massimo degli assessori comunali deve essere pari a un quarto di quello dei consiglieri, e il numero massimo degli assessori provinciali è determinato in misura pari ad un quinto del numero dei consiglieri provinciali. Nella precedente stesura dell'emendamento la riduzione di consiglieri ed assessori era solo una facoltà, non un obbligo.

 

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la FIERA di Desio.
Una agonia annunciata.
La Coop apre.
Partono le lamentele dei commercianti.
Siamo sicuri delle loro ragioni?
prossimamente sul blog

 

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Consiglio comunale sentenzia: Cittą sporca

Inutili gli sforzi di Gelsia, il Comune prepara pattugliamenti in borghese

— DESIO — 17/09/2009 - Il Giorno Articolo di Crisafulli

DESTRA, SINISTRA, CENTRO. Per una volta, in consiglio comunale, sono tutti d’accordo: la città è troppo sporca e, in particolare, le discariche abusive proliferano in maniera capillare ed esponenziale.
Nonostante i grandi sforzi degli uffici comunali e di Gelsia, costretti a un vero e proprio «tour de force» quotidiano per limitare l’assedio degli incivili.
Il Comune e la società di servizi infatti, stanno studiando un progetto di contrasto, basato su pattuglie in borghese e multe salatissime. A sollevare il problema, nella seduta di lunedì sera, ci ha pensato in modo soft Francesco Cortese del Pd («ci sono diversi giardinetti molto sporchi, come quello in zona Inps»), poi hanno rincarato la dose Sergio Mariani di Alternativa Verde («fra le altre cose, siamo la città delle discariche abusive»); Andrea Villa della Lega Nord («pessimi biglietti da visita per la nostra città in diverse aree periferiche») e Fabio Arosio degli Indipendenti, che si è proiettato sulle possibili soluzioni («sollecito un ordine del giorno per poter adottare provvedimenti serissimi, fino all’arresto, per i responsabili»).

IN EFFETTI, il quadro è desolante: si va dalla maxi discarica abusiva della ’ndrangheta in via Molinara alla vera «montagna» di rifiuti in via Leoncavallo. Attraverso un lungo viaggio dell’orrore, fra discariche di tutte le dimensioni e tutti i tipi: via Segantini, via Ferravilla, San Giorgio, via Don Sturzo, via Santi. Aree in alcuni casi «incancrenite» da tempo, in altri sporcate e pulite, risporcate e ripulite, in un costoso valzer fra incivili e addetti al servizio. Con presenze anche di materiali come batterie, olii, eternit. Un problema, come ripete il sindaco Giampiero Mariani, che hanno anche nei Comuni limitrofi, ma non con queste dimensioni. «Uffici e Gelsia abbiamo lavorato senza sosta - spiega l’assessore all’ecologia Biagio La Spada -, facendo sopralluoghi, pulendo, mettendo catene che poi sono state divelte. Adesso metteremo in alcuni casi dei new jersey, in altre zone scaveremo fossati, per impedire gli accessi. Ma stiamo studiando un progetto, con i vigili, che entro fine mese porterò in giunta e per il quale dovremo trovare le risorse economiche: insieme alla Protezione civile, faremo squadre di due uomini in borghese, negli orari mattutini o notturni, per controllare e cogliere in flagrante i responsabili, nelle aree chiave che conosciamo». Non solo: «Andremo a modificare i regolamenti - annuncia l’assessore - andando ad inasprire pesantemente le multe».

 

Formigoni ancora alla guida della Regione

Arcore:  Vertice elettorale PDL-Lega e Formigoni di nuovo candidato

- Cittadino M&B - 09 sett. 2009 - E' terminato alle 0.30 di ieri, lunedì 7 settembre, l'incontro ad Arcore, presso la residenza del consiglio Silvio Berlusconi, tra i vertici della Lega, lo stessopremier e il ministro del tesoro Giulio Tremonti. All'incontro hanno partecipato anche il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli, la vicepresidente del senato, Rosi Mauro, il capogruppo della Lega alla Camera Roberto Cota, il membro del consiglio di amministrazione di Expo, Leonardo Carioni e il parlamentare del Pdl Aldo Brancher.

L'incontro è stato "positivo" e si è concentrato "molto su metodo e strategia" per le prossime elezioni regionali, che verranno affrontate con la filosofia del "primum vincere, deinde filosofare". Lo ha detto il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, presente a Villa San Martino assieme al leader della Lega Umberto Bossi. Dall'incontro è emersa "determinazione a conseguire un risultato che per la Lega e il Pdl potrebbe avere dell'incredibile", spiega Calderoli, che aggiunge: "Proprio oggi abbiamo esaminato un sondaggio elettorale su tutto il territorio nazionale e sulle regionali che prefigura risultati ottimi per noi e per l'alleanza".

In sostanza, spiega Calderoli, l'accordo raggiunto a Villa San Martino prevede che la strategia che verrà adottata "non sarà tanto a quale forza politica attribuire i singoli candidati" alle presidenze ma chi è "il purosangue" in grado di vincere regione per regione: Quindi, "non si è parlato del numero di regioni di assegnare alla Lega, se due, tre o di più. Ma noi abbiamo i nostri assi nella manica, i nostri purosangue". Dopo l'incontro di stasera ce ne sarà uno analogo interno al Pdl, riferisce Calderoli. "Se questo è il principio che verrà sancito - conclude - avremo grandi soddisfazioni".

In giornata ci ha pensato Silvio Berlusconi a rivelare che Roberto Formigoni sarà di nuovo candidato alla Regione Lombardia in primavera.

 

SE IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO......

Cesano Maderno. Un Consiglio Comunale da trentamila euro
(Corriere della Sera - 2 Ago 2009)

E' arrivato il conto del primo consiglio comunale del neo sindaco della Lega Nord di Cesano Maderno, Marina Romanò: 30 mila euro. Così ripartiti: 13.800 euro per le riprese video diffuse in diretta su uno schermo gigante e poi trasformate in una video- registrazione da collezionare; 3.800 euro per i paramenti rigorosamente verdi: 1.400 euro per un vademecum del perfetto consigliere comunale; altri 1.000 euro per una cartelletta in pelle da far trovare su ogni scranno consiliare. E per finire 10.000 euro per gli addobbi floreali e per gli straordinari agli agenti della polizia locale e alla scquadra di operai, montatori e facchini che hanno lavorato di sera. Un debutto in pompa magna che ha fatto finire al verde le casse del comune di cesano maderno ed è parso eccessivo in un momento nel quale tutti i sindaci sono alle prese con tagli e ristrettezze di bilancio.

 

La nuova provincia litiga sui costi

Il Giorno - Monica Guzzi 17/7/09
DALLA FESTA in Villa Reale al primo giorno di scuola, nella palazzina in stile liberty che ha ospitato la direzione dell’ex tessitura Pastori e Casanova. Dopo l’insediamento cinematografico dei giorni scorsi nella reggia piermariniana, ieri per il Consiglio provinciale eletto a giugno è arrivato il momento di mettersi davvero al lavoro. Sui banchi in prima fila si sono seduti i consiglieri della maggioranza, avanti Pdl, dietro Lega, mentre le opposizioni (Pd, Idv, lista Ponti e Udc) sono nelle ultime due file.

A DIRIGERE i lavori con pragmatismo tutto lumbard, dopo la benedizione dell’aula da parte di monsignor Silvano Provasi, ci ha pensato il presidente Angelo De Biasio. Prima le prove di utilizzo del badge e del sistema di votazione elettronico (allestito dalla stessa ditta che si è occupata del sistema al Parlamento europeo, la Eurel Spa di Roma), poi la foto di rito, consigliere per consigliere, ed infine, in un clima da luna di miele, l’elezione concordata dei due vicepresidenti del consiglio che affiancheranno De Biasio: Attilio Gavazzi (Pdl) e Vittorio Pozzati (Pd), entrambi veterani del consiglio provinciale milanese. Poi i primi problemi: anzitutto quello degli spazi. «La sede è molto bella ma è molto piccola - ha detto il presidente dell’assemblea -. Per i consiglieri provinciali e i gruppi abbiamo dovuto individuare alcuni spazi nell’ammezzato di sotto. Facciamo di necessità virtù ma lavoreremo per evitare che nella nuova sede istituzionale la situazione sia questa e per verificare la possibilità di un’espansione in sedi qui vicine. Abbiamo bisogno di qualche spazio in più». Intanto il primo obiettivo sarà quello di avere la posta elettronica certificata, «per risparmiare tempo, carta e non avere messi in giro per la Brianza». Ma le polemiche vere e proprie devono ancora cominciare. Il caso scoppia con la costituzione della commissione che dovrà redigere lo statuto e i regolamenti del neonato ente. Rosella Panzeri, eletta con la Dc di sandri nelle file del Pdl, ma battitrice libera dopo l’esordio in Villa Reale, dove ha accusato gli alleati di non avere mantenuto le promesse, che la vedevano seduta in giunta, ha lanciato la sua proposta: cominciamo a risparmiare rinunciando al gettone di presenza in commissione, ha detto. «È una proposta demagogica», ha replicato Attilio Gavazzi, Pdl. Poco prima però si era scatenata la bagarre, con il capogruppo di Italia dei Valori Sebastiano La Verde, che diceva: «È uno spreco vero avere due assessori in più in giunta (da 8 a 10, ndr). Sono questi i soldi che si sottraggono ai cittadini». Il suo collega Alberto Dell’Oro, che ha dato l’esempio antisprechi dimettendosi dalla giunta di Briosco, ha già fatto i conti: «Tabelle alla mano, due assessori in più costano 88mila euro l’anno». E Gavazzi: «Valutiamo una giunta sul suo operato, non sui numeri. Direci assessori per una Provincia di 800mila abitanti non sono tanti». Intanto Rosario Mancino (Pdl) non sta a guardare: i veri sprechi sarebbero quelli ereditati dall’amministrazione precedente, accusata di non aver preparato in maniera adeguata il passaggio dalla vecchia alla nuova Provincia. Inevitabile la replica del capogruppo Pd Gigi Ponti, ex assessore sall’Attuazione della Provincia: «Il lavoro di prepareazione è stato importante, difficile e appassionante in un momento in cui a ogni piè sospinto c’era qualcuno che la Provincia la voleva cancellare. Mancino offende anche i consiglieri e gli assessori di questa Provincia che nel Consiglio di Milano hanno collaborato per il bene della Brianza. Si è lavorato molto e dove è stato possibile si è lavorato insieme».

 

SITUAZIONE FURTI
- Il sindaco e i partiti sulla piaga dei furti sono defilati. Solo in consiglio comunale elaborano documenti complessi sul controllo del territorio. E gli assessori a dire che non ci sono problemi. Usando una famosa frase "tutto funziona!".
Signori politici. Sig. Sindaco. A nessuno viene l'idea di convocare in consiglio in comandante dei Carabinieri per una relazione? Sarebbe un gesto di grande trasparenza. Anche per capire le difficoltà che hanno le forze di polizia a fronteggiare questo fenomeno. E il Sig.Sindaco è il primo cittadino che ha in carico questo aspetto per provvedere ad opportuni investimenti od azioni. Grazie. La redazione di politica desiana

Pedemontana
Lazzate, il senatore Monti
chiama a raccolta gli amministratori
lumbard contro l’ultimo progetto
UNA SCIAGURA per tutto il territorio: così il senatore leghista Cesarino Monti definisce l’ultima versione del tracciato di Pedemontana nella tratta Desio-Lazzate, quella che prevede la cancellazione della strada di arroccamento e concede ai soli residenti di Lentate, Barlassina, Seveso, Meda e Cesano Maderno l’abolizione del pedaggio nella tratta in questione. Una sciagura da evitare a tutti i costi, anche a quello, prevedibile, di creare qualche problemino all’interno delle maggioranze di Governo, sia esso regionale o nazionale, in cui la Lega è protagonista.

 

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Cittadini che vogliono contribuire a fare conoscere meglio la politica locale 
 

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