Creato da DonnaInCorriera il 13/01/2006

VagaMente

Pensieri sparsi di una donna in viaggio

 

 

22.09.06-12.01.09

Post n°154 pubblicato il 12 Gennaio 2009 da DonnaInCorriera

Non faceva per nulla freddo nell'autunno di due anni fa, nell'aria c'era ancora l'odore delle creme abbronzanti e delle pelli accaldate.

E' freddo questo inverno. Ho visto la neve cadere come nei disegni sui libri di favole.

E' caduta, fiocco dopo fiocco. Come mille pezzettini di carta strappati chissà dove e chissà quando.

Alcuni fiocchi erano rossi.

Sì, di un rosso vermiglio, vivo.

Sono diventati acqua, poi terra, poi radici. Di alberi che Tu non vedrai più.

Brandelli di un cuore che un tempo fu Tuo.

Li raccoglierò uno per uno, nel palmo delle mani che amavi baciare.

E ci soffierò su, come da bambina facevo con i fiori portati dal vento.

Chiuderò gli occhi.

E quando li aprirò, tu sarai laddove la neve nasce e muore l'Amore.

 
 
 

Il regalo

Post n°153 pubblicato il 04 Dicembre 2008 da DonnaInCorriera

Come accade che un'anima dalla forma perfetta di un cristallo, si frantumi in mille pezzi che tu non raccogli?

Come accade che della voce che sa solo parole di miele, tu voglia ferirti per poi gettarti a terra e fingerti morto?

Credo che in questo mondo accada che la bellezza sia ai più insopportabile

Allora la sviliamo, la mortifichiamo, la banalizziamo, perchè non potrà mai essere alla portata di tutti.

Come accade che oggi io non senta la tua mancanza?

Accade che un cuore si chiuda, ma non fa rumore e quindi non lo sente nessuno.

Io, però, l'ho sentito.

Click.

 
 
 

Liberamente tratto da una domenica di novembre

Post n°152 pubblicato il 09 Novembre 2008 da DonnaInCorriera

Hai deciso.

Mi hai insegnato  nuovamente l'unica cosa che nella vita volevo dimenticare.

Contare solo su di me.

Hai contato.

Non fino a dieci, fino al due e poi te ne sei dimenticato. E sei tornato, come niente fosse, a zero.

Hai guardato?

No. Guardare non è un dono, come la vista. E' allenamento, esercizio e può far male, soprattutto se guardiamo dentro di noi.

Hai stretto un patto con il Tempo.

Lui ti ha sussurrato in un orecchio che è meglio lasciar passare via tra le dita una domenica in cui sei stanco di lei, delle sue domande, delle sue attese.

Il tempo non ha stretto un patto con l'Amore.

E ora chi glielo spiega?

Hai vinto, la partita è vostra. Tua e del Tempo

Io e l'Amore ce ne andiamo a giocare a nascondino per un'altra vita.

 
 
 

Le date, i numeri e le ore

Post n°151 pubblicato il 20 Ottobre 2008 da DonnaInCorriera
Foto di DonnaInCorriera

I calendari non sono uguali per tutti.

Ci sono giorni che portano con sè un fardello pesante come il piombo.

Ottobre è un mese che è cabala e caduta.

Racchiude il giorno dei miei genitori, di quando si incontrarono e di quando si dissero sì, 34 anni fa.

 Il 19.

Numero che amo.

A ricordarlo ora, sono rimasta solo io.

Ha portato con sè il 17.

Giorno di una donna di quasi cento anni di nome Carmela, cresciuta in campagne felix che mai torneranno ad esserlo senza il suo sguardo nero e fiero.

Donna tutto d'un pezzo, mia nonna.

Legame con la mia terra e con il dialetto, come una Mater che non sa di esserlo, perchè in fondo è l'unico mondo che conosce e, miracolo, non le sta mica stretto perchè la prigione è solo dentro di noi.

Non ho potuto salutarti, nonna.

Lo faccio ora, così.

Leggevi poco tu, ma qualcosa mi dice che ora, per conoscere, non hai più bisogno di leggere.

"In questo mondo crudele, nulla è permanente, neanche i nostri dispiaceri" diceva Chaplin.

Eppure, eppure... se c'è qualcosa che si avvicina al permanente, ha il tuo odore di rose e le mani sporche di farina....

Ciao Nonnarè.

 
 
 

Post N° 149

Post n°149 pubblicato il 03 Ottobre 2008 da DonnaInCorriera

Il tuo nome era suono profondo

Eppure della tua morte ho saputo per caso, perchè hai preferito socchiudere la porta in punta di piedi. Hai spento la luce, pensando io potessi riposare meglio.

Il tuo nome era vita

Ti ho conosciuto quando ero poco più che ragazza e tu già donna con una passato alla deriva ma un orizzonte cosi ricco da poterlo toccare da un tuo sorriso

Il tuo nome era Aurora

Ma avevi i colori caldi di un tramonto, lo splendore abbacinante di un'alba, la forza soprendente di un raggio di sole che con testardaggine si infila tra nuvole nere.

E ora, Aurora, mi insegnerai a far passare il dolore di questi miei occhi abbagliati dal buio?

Sei in me.

 
 
 

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