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Un blog creato da abraxasarba il 22/03/2007

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Riflessioni, sogni, ricordi...

 
 

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SEGNALI

Non camminare davanti a me, potrei seguirti. Non camminare dietro di me, potrei non esserti guida. Cammina al mio fianco, ed insieme troveremo la via (Albert Camus)

Ti sia lecito di fare ciò da cui sai che, se vuoi, puoi astenerti (Julius Evola)

Morte è quanto vediamo stando svegli, sonno quanto vediamo dormendo (Eraclito)

 

ORME

"La verità era uno specchio che cadendo dal cielo si ruppe.
Ciascuno ne prese un pezzo e vedendo riflessa in esso la propria immagine,
credette di possedere l'intera verità."

riflessione Mevlana Rumi, Sec. XIII

"La nostra psiche è costituita in armonia con la struttura dell'universo,
e ciò che accade nel macrocosmo accade egualmente
negli infinitesimi e più soggettivi recessi dell'anima".
immagine da: Ricordi Sogni Riflessioni di Carl Gustav Jung (1875-1961)

L'orrore è la parte migliore dell'uomo.
Quanto più il mondo ne rafforza la percezione,
tanto più profondamente egli è turbato dal portento

  (Wolfgang Goethe)

"Ci si martirizza, a furia di tormenti ci si crea una 'coscienza' e poi ci si accorge, con orrore, che non è più possibile disfarsene" (Cioran)

 

APPUNTI

"La vostra visione diventerà chiara solo quando guarderete nel vostro cuore … Chi guarda all'esterno, sogna. Chi guarda all'interno, apre gli occhi" (C.G.Jung)

 

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Post n°87 pubblicato il 11 Gennaio 2014 da abraxasarba

La solitudine non deriva dal fatto di non avere nessuno intorno, ma dalla incapacità di comunicare le cose che ci sembrano importanti o dal dare valore a certi pensieri che gli altri giudicano inamissibili.
Quando un uomo sa più degli altri diventa solitario. Ma la solitudine non è necessariamente nemica dell’amicizia, perché nessuno è più sensibile alle relazioni che il solitario, e l’amicizia fiorisce soltanto quando un individuo è memore della propria individualità e non si identifica negli altri.

- C. G. Jung -

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Commenti al Post:
archetypon
archetypon il 15/01/14 alle 12:57 via WEB
"...perché nessuno è più sensibile alle relazioni che il solitario,.."
 
afrodite.58
afrodite.58 il 17/01/14 alle 11:36 via WEB
Qui si parla del "sentirsi" soli... ci possono essere mille motivi per essere arrivati a tale incapacità di comunicazione. "Quando un uomo sa più degli altri diventa solitario": niente di più vero, infatti nella solitudine si sperimenta il silenzio che è meravigliosa Cosa, stupefacente mezzo di conoscenza e disintossicazione dalle umane nefandezze, sempre che il soggetto sia predisposto a guardarsi dentro. Il solitario è capace di un'amicizia solida, profonda e vera e saprà capire se la persona verso la quale ha diretto la sua amicizia non sarà in grado di ricambiarla. Buona giornata.
 
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