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Creato da antomasio il 20/03/2006
vita, pensieri e poesie di chi ha vissuto la strada
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grazie a voi se supereremo questo terribile giorno
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Miseria
come coscienza e misura del delitto.
miseria é nuvola in una tempesta.
Di la che impone il senso del risveglio.
Tu mi terrai la mano
oppure, come sempre, mi girerò
e ti troverò seduto che mi guardavi
all'esame del mattino
e mi accompagnerai a pagare
fino all 'ultimo centesimo
e dopo forse avro' il coraggio
di guardare indietro
dove comincio' il tempo del buio
che c'era intorno a me
e tanti luoghi e momenti,
che ora so, e cerco..
e ancora mi nutriro` di nulla
ma non sara`finito
e li vedremo pensare
di sopravviverci soltanto
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Attorno a loro un cordone di volontari, politici, religiosi, avvocati, medici........
Solo una piccola parte di questi ultimi ha veramente la voglia di fare qualcosa e solo una piccola parte di essi ha realmente le capacità per fare qualcosa e, quasi sempre, nessuno di loro viene ascoltato (ma non solo con le orecchie) da chi è stato messo li apposta proprio per ascoltare.
Una mano tesa potrebbe servire a risvegliare le coscienze e l'autocritica degli onesti.
Nulla può contro il cordone del nulla,
il muro di cinta di chi ha imbalsamato il proprio senso morale
e con esso la coscienza.
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La vostra coraggiosa disponibilita' ci ha consentito di superare questa "terribile" estate.
Questo ci conforta per il futuro mentre il presente lo affrontiamo in ogni momento ....
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ed eccomi tornato nei giorni del presente e voi,
piu' stanchi di me,
non sapete se seguirmi.
io vi aspetto ancora un po
mentre ascolto
questo canto meraviglioso
che trascende la memoria e le culture
ed osservo
il cielo coperto a metà e le ombre confondersi
con la terra calda del tramonto.
e l’idillio, il canto di chi riemerge dal buio dell’ultima porta,
quella di la della speranza
forse che fugge
dall`urlo terribile di chi è costretto contro il muro
e di chi osserva gelarsi il proprio sangue
perchè ancora non può nulla.
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A’ pazz
E comme putive dicere
ca e’ suonne vulavano luntano
e ca nisciuno te vedeva
quanno sott’a luna e sott’ o’ sole
stive llà, stennenno a mano
e dicive a tutti quante
“Metteteci nu’ poche e’ core..
vo’ torno a dare..”
..e loro tiravano innanzi
nun sapenno sunnà
nun sapenno chiagnere...
e tu chiagnive e sugnave,
pure pe’ loro.
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"Oggi ho capito che c'eri...una goccia di vita dal nulla...."
"Eppure sapevate che chiedeva amore....anche solo per oggi..."
"Dio mio.....quanto doveva amare la sua compagna.."
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che strano tipo di giorno,
che mi risveglio
affamato di una strana fame
ed esco da me,
li vado a cercare
e li trovo parassiti
nei sogni dei poveri,
e ridono
perché non è successo
ancora niente
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sembra di sentirlo ancora
dire al mercante di liquori:
"tu che lo vendi....
cosa ti compri di migliore?"
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Giro a vuoto mentre la luce naufraga e la nebulosa dei ricordi propone adesso l’ombra di un groviglio stagliato lineare sulla parete. D’arte precisa è la sua forgia come di bagliori riflessi, punti obbligati e origine trascurata, Così l’autore ammicca e si nasconde nella fonte, lui c’è l’ha fatta adesso tocca a me.
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"l'uomo comune cerca sicurezza negli occhi di chi ha di fronte e chiama questo: fiducia in se.
un guerriero cerca di essere senza macchia ai propri occhi e chiama questo: umiltà."
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