Creato da: fedelanita il 24/01/2012
..difendi la natura

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La frutta

 

uhmmmmm oggi cucino io

 

 

Ricordi

Io mi ricordo quando ero piccola e volevo imparare acucinare, la mia mmma accendeva la radio, e insieme a tanta musica indimenticabile si sentivano i rumori dei mestoli, tegami e i profumi che riempivano l casa fino al pianerottolo, e la sua voce che mi manca..

 

 

 

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Post n°9 pubblicato il 10 Agosto 2012 da fedelanita

Le innumerevoli qualità del peperoncino rosso

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Atzechi, Maya e Inca lo utilizzavano già come rimedio medicinale ed anche oggi le migliaia di specie del Capsicum annuum hanno riconosciute proprietà mediche. Nel suo frutto, infatti, sono presenticapsaicina (che costituisce il 50% ed è il principale responsabile dell’attività farmacologica), flavonoidi, resine, oli essenziali, carotenoidi, cellulosa, calcio e ferro.

Il contenuto in vitamina C (fino a 340 mg/100 gr) è maggiore rispetto a qualsiasi altro frutto e sono presenti in quantità significativa anche le vitamine A, K, e B. L’ oro rosso della tavola, con il suo significativo contenuto di capsaicina, può avere straordinari sulla salute, sulla bellezza e sull’eros.

 

Alcuni falsi miti da sfatare

Molti affermano di non poter mangiare peperoncino perché “brucia lo stomaco” o causa “bruciori allo stomaco”. Niente di più sbagliato tant’è vero che molte regioni meridionali conservano nella tradizione popolare un infuso digestivo fatto di camomilla calda con l’aggiunta di un cucchiaino di polvere di peperoncino e un pò di miele come dolcificante. Molti rinunciano al piccante perché temono le conseguenze delle emorroidi. In realtà, già nel 1857 l’Accademia medica francese sanciva ufficialmente la validità del peperoncino contro ogni tipo di emorroidi.

Il fatto è che il peperoncino non ha controindicazioni precise. A patto che venga usato con equilibrio e moderazione. È da sconsigliare sicuramente ai bambini per i quali è bene aspettare che abbiano almeno 12/13 anni. Non ne devono abusare quelli che soffrono di acidità di stomaco, di ulcera, di epatite, di cistite, di emorroidi. L’eccesso può provocare irritazioni alla mucosa intestinale, infiammazioni gastrointestinali allo stomaco e anche ai reni. Tuttavia, in dosi terapeutiche può addirittura essere utile proprio per guarire alcune delle malattie sopra elencate.

Malattie Cardiovascolari

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Il peperoncino è consigliato nella cura preventiva dell’infarto e delle malattie cardiocircolatorie. È stato dimostrato che l’uso costante di peperoncino abbassa il livello di colesterolo nel sangue, aiuta il cuore, agisce come vasodilatatore con grossi benefici per i capillari e per le arterie coronarie. Il seme del peperoncino contiene molti acidi polinsaturi che eliminano dalle arterie il colesterolo in eccesso e i trigliceridi. L’attività fibrinolitica stimolata dal capsicum diminuisce l’insorgere di trombi che, oltre all’infarto, causano anche le trombosi.

La capsaicina agisce anche sul metabolismo dei grassi accelerandolo e impedendo l’accumulo di adipe. Una recente conferma arriva da uno studio della Chinese University of Hong Kong condotto sui criceti. I ricercatori hanno alimentato le cavie con una dieta ricca di cibi grassi. Ad alcuni criceti, come condimento agli alimenti con alti tassi di colesterolo, sono stati somministrati anche peperoncini.

Il gruppo che aveva consumato peperoncini aveva livelli più bassi di colesterolo cattivo nel sangue ed un numero inferiore di placche nelle arterie. La capsaicina ha un effetto positivo anche sui pazienti affetti da diabete perché rende migliore l’attività dell’insulina. Per avere un effetto protettivo a livello cardiovascolare non è necessario consumarne una gran quantità, ma essere costanti.

Peperoncino e Arteriosclerosi

Il peperoncino ha proprietà vaso-dilatatorie e anticolesterolo che sono riconosciute da tutti e che sono dovute alla capsaicina che si comporta quasi come un’antiaggregante e migliora la circolazione periferica del sangue. A queste si aggiunge l’azione della vitamina PP, che rende elastici i capillari, e della vitamina E che aumenta l’ossigenazione nel sangue. Per questi motivi il peperoncino è utilissimo per la prevenzione e la cura dell’arteriosclerosi. Inoltre, è un insaporitore e in quanto tale consente di rendere più gustose le pietanze usando meno sale. Già il risparmio del sale è fondamentale perché tutela dall’ipertensione che è uno dei primi meccanismi che causano l’invecchiamento delle arterie.

 

Le proprietà anti-cancerogene del peperoncino

Lo studio delle proprietà anti-cancerogene del peperoncino parte molto tempo fa con ladieta Moerman sperimentata in Olanda dal 1930 che somministra ai pazienti cibi nei quali ci sia iodio, acido citrico, vitamine del gruppo B, ferro, zolfo, vitamina A, vitamina E, vitamina C. La dieta si basa sulla teoria che questi elementi, ristabilendo una giusta ossigenazione e riequilibrando il metabolismo, siano in grado di prevenire i tumori.

Recentemente i ricercatori del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles negli Stati Uniti, hanno studiato l´effetto della capsaicina in vitro ed hanno potuto dimostrare che questo principio attivo diminuisce fortemente la proliferazione delle cellule di cancro alla prostata in coltura. Questo effetto è dipendente dalla dose usata, cioè aumenta all´aumentare della dose di capsaicina. Le cellule muoiono attraverso la apoptosi, la cosiddetta morte cellulare programmata, che dal 3% ottenuto alla basse dosi di capsaicina sale al 75% causato dalle alte dosi.

Potrebbero bastare 300 mg di capsaicina tre volte a settimana (l’equivalente di un peperoncino abanero) per combattere il tumore alla prostata o almeno avere un effetto protettivo. Ma per il momento non ci sono dati sull’uomo. Molte le evidenze scientifiche anche per il cancro ai polmoni e al colon.

 

Proprietà digestive

Il peperoncino è “stomachico”, cioè favorisce la secrezione dei succhi gastrici e quindi la digestione. Inoltre, è un antifermentativo e quindi utile per la digestione e la prevenzione di infezioni intestinali. L’effetto è dovuto al fatto che la capsaicina agisce sulle prostaglandine buone e protegge lo stomaco attraverso la produzione di muco. Inoltre, alcuni studi dimostrano che sia il peperoncino fresco che la capsaicina riescono a combattere l’helicobacter pylori. Il peperoncino favorisce anche la motilità intestinale tant’è vero che è indicato in chi soffre di stipsi cronica.

Contro la depressione

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In Cina il peperoncino rosso viene normalmente utilizzato contro la depressione, soprattutto quando questa si accoppia all’inappetenza. Non sono da meno in India dove la medicina ayurvedica sostiene che il peperoncino “stimola lo spirito e il sangue”. In effetti, il peperoncino facilita la convivialità, induce a bere di più e, quindi, agisce positivamente sull’umore.

Ma l’azione anti-depressiva viene collegata alla capacità di questo principio attivo di agire sull’utilizzazione dei substrati metabolici. Tutti riconoscono, infatti, l’importanza dell’aspetto nutrizionale nella terapia anche perché il depresso spesso si alimenta poco e male con inevitabili ripercussioni sull’umore stesso.

 

Cura delle emorroidi

Contrariamente a quanto si crede, il peperoncino aiuta la “gestione” delle emorroidi facendo sparire, nel giro di poche settimane, congestione e dolore. Accade perché la capsaicina migliora la peristalsi intestinale impedendo la stipsi che è uno dei nemici delle emorroidi. Inoltre, ha un effetto anti-infiammatorio e antitrombotico agendo esattamente come i farmaci anti-infiammatori che, in genere, vengono utilizzati.

L’azione terapeutica è dovuta anche alla vitamina K2 che è antiemorragica e alla capacità caratteristica del peperoncino che per “chiudere” le ferite “chiama in soccorso” le piastrine, la fibrina e tutti i materiali di riparazione. Si ottiene così un aumento di sangue nelle zone interessate fino alla cicatrizzazione. Ecco perché i medici ne consigliano il consumo giornaliero con dosaggio soggettivo da affiancare alla terapia tradizionale.

Per dimagrire

Con il peperoncino si può dimagrire. Ne sono convinti i professori Hanry ed Emery che sulla rivista scientifica “Human Nutrition” hanno pubblicato uno studio dal titolo “Effetti degli alimenti piccanti sul metabolismo basale“. A conclusioni simili è arrivato anche un gruppo di ricercatori dell’Università della Tasmania. Secondo questi studiosi la capsaicina contenuta nel peperoncino accentua il consumo di calorie fino al 15%.

Così, ad esempio, un piatto di spaghetti che di solito fornisce 350 calorie, scende a meno di 300 quando si aggiunge il peperoncino. Analoghe conclusioni nel recente studio svolto presso la Purdue University di West Lafayette, in Indiana, da Richard MattesMary Ludy: il peperoncino riduce l’appetito e agevola il processo di smaltimento delle calorie, oltre a facilitare la digestione degli alimenti.

 

Utilizzo in cosmetica

L’utilizzo di creme e saponi contenenti peperoncino favorisce un’azione antibatterica perfetta per mantenere la pelle sana ed eliminare le impurità. Infatti, i suoi derivati possono essere presenti in creme, collutori, lozioni per capelli, olii per massaggi e, come coloranti, nei rossetti. Un consumo regolare di peperoncino come spezia che arricchisce le pietanze fa riacquistare forza e vigore ai capelli opachi. Le qualità revulsive del Capsicum trovano utilizzazione anche nella cura della cellulite. La capsaicina, infatti, è in grado di stimolare, più o meno intensamente, la circolazione sanguigna negli strati più superficiali della pelle.

Il peperoncino aiuta l’eros

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La letteratura e il linguaggio popolare sono pieni di metafore del frutto proibito, della donna piccante e della funzione afrodisiaca del peperoncino. Ma a cosa si deve quest’effetto? Intanto, è ricco di vitamina E, detta vitamina della fecondità e della potenza sessuale. Inoltre, gli studi sull’ormone VIP (vasoactive intestinal polypeptide), scoperto negli anni ’70, confermano queste teorie. Il VIP è implicato nella chiusura delle comunicazioni arterovenose che è all’origine dell’erezione nell’uomo e dell’orgasmo nella donna.

Quando l’organismo aumenta la sua produzione di VIP, si ha una dilatazione dei vasi periferici e la circolazione del sangue aumenta insieme alla frequenza dei battiti cardiaci e del respiro.  Queste sono tutte reazioni notoriamente collegate all’eccitazione sessuale, ma sono anche reazioni provocate dai cibi piccanti che, entrando in contatto con la mucosa intestinale, liberano gli ormoni VIP. Alcuni studi, inoltre, dimostrano che la capsaicina applicata localmente determina liberazione di ossido nitrico, che è quella componente che si libera nell’uomo a livello periferico dopo l’assunzione dei farmaci per la disfunzione erettile e che è responsabile dell’erezione o dell’orgasmo nella donna.

Fonte: http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/archive/2012/08/08/le-innumerevoli-virtu-del-peperoncino-rosso-l-oro-rosso-dell.html#more

 
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Avviso importante

Post n°8 pubblicato il 24 Luglio 2012 da fedelanita

Alzi la mano chi sapeva che presso i Comuni è possibile firmare per un
 Referendum abrogativo parziale sulla legge per le indennità  parlamentari

  (Art. 2 L. 31/10/1965, n. 1261). Ben pochi, credo.
  Si tratta di un referendum, si, l'ennesimo referendum che  ha un

  fine più che nobile: il taglio degli stipendi della casta politica. La
  raccolta firme si concluderà  il 30 luglio 2012 (termine per la
  presentazione al Comitato promotore 31/07/2012).
>>>>>
 
 Cosa occorre fare? Nulla di più semplice: recarsi presso il proprio
 Comune ed andare a firmare. Provate a domandarvi come mai questa
 notizia non è passata sui giornali. Non per caso ..un forte
 connubio tra i finanziamenti elargiti alla carta stampata e la casta
  politica? Meditate gente.
>>>>>
  Intanto, con qualsiasi mezzo, DIFFONDETE LA NOTIZA!!!!! Vogliamo proprio
  vedere se anche stavolta la passano liscia. E poi dopo fate un salto in
 Comune. Ci vogliono 500.000 firme altrimenti avremo perso l'ennesima
  buona occasione per dare un duro colpo alla casta. Ma attenzione, la
 notizia è poco nota e quindi dovete DIFFONDERLA!!!!

 Articolo 2 della Legge 31 Ottobre 1965, n. 1261
>>>>>
  Ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di
  rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle
  due Camere ne determinano l'mmontare sulla base di 15 giorni di
  presenza per ogni mese ed in misura non superiore alla indennità  di
  missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di
  Presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate; possono
  altresì stabilire le modalità  per le ritenute da effettuarsi per ogni
  assenza dalle sedute e delle Commissioni.

 E'solo un piccolo passo, visto che TUTTA QUESTA LEGGE meriterebbe una
  bella spolveratina, ma è pur sempre un passo necessario per far partire
 il movimento di rivolta popolare pacifica contro gli stipendi "folli "pagati al
  mondo della politica.

 Qui di seguito il link
 
http://intermarketandmore.finanza.com/referendum-abrogazione-parziale-indennita-parlamentari-da-diffondere-47581.html

 
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Post n°7 pubblicato il 03 Luglio 2012 da fedelanita

Informazioni sull'alimentazione e salute per grandi e piccini...ci vuole n pò di pazinza per guardare tutto il video, lo so, ma ve lo consiglio. :-)..buona visione e buona estate.

 

 
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La frutta

Post n°6 pubblicato il 02 Giugno 2012 da fedelanita

Curiosi di sapere se la frutta ingrassa?
La frutta non ingrassa nonostante contenga zuccheri semplici responsabili di un esiguo contentuo calorico. Altamente consigliata anche ai diabetici che normalmente hanno più problemi con l'alimentazione. Curioso è quello che recentemente studi hanno dimostrato secondo cui preferire il fruttosio al saccarosio, non è poi così vantaggioso, perché pare essere implicato nell'aumento del peso. Quindi in attesa di risposte più certe, sarebbe consigliabile consumarne in quantità adeguate. Ciò significa che la frutta va comunque consumata almeno 3-4 volte nell'arco della giornata. Preferibilmente a colazione, nello spuntino mattutino e pomeridiano. Nella frutta abbondano vitamine e sali minerali (potassio, sodio, calcio e magnesio), gli acidi organici (citrico, tartarico, malico, ossalico) che se da un lato conferiscono il caratteristico gradevole sapore acidulo della frutta, dall’altro combattono la formazione e l'eliminazione di acidi originati da alimenti come pasta, carne, uova, formaggi. In questi casi, potrebbe essere consigliabile consumarla dopo i pasti.
La frutta è ricca di acqua e di fibra nota come benefica per la salute, per prevenre la costipazione e alleviare la sintomatologia della diverticolosi. La fibra, stimola la motilità intestinale e riduce la capacità dell'organismo di assorbire i principi nutritivi spingendo ed incrementando la velocità del loro passaggio attraverso il lume intestinale.

Ma quante calorie ha la frutta?
Ho pensato di riportare il contenuto in chilocalorie (Kcal) riferito a 100 g di parte edibile, di alcuni frutti più comuni della nostra tavola.
albicocche (55 kcal): ricchissime di vitamina A, C, B, PP, magnesio, fosforo, ferro, calcio e potassio. Mature sono più digeribili;
ciliegie (48 kcal): ricche di vitamina A, B e C;
fragole (29 kcal): ricche di vitamina C, K, ferro, sodio. Il succo di fragole ha effetto battericida e potrebbe essere utilizzato come base per le creme antirughe casalinghe;
fichi (62 kcal): ricchi di vitamina A, B e PP, calcio, fosforo, potassio e iodio. Ottime consumarle d'inverno essiccate, anche se più caloriche (232 kcal);
mele (50 kcal): contrariamente a quello che si crede, sono ricche di zucchero e povere di vitamine. Molto digeribili, ricche di pectina. Il detto 'una mela al giorno toglie il medico di torno' pare essere attribuibile all'elevato contenuto di fibre;
meloni (18 kcal): frutti tipicamente estivi sono ricchi di vitamina A e C;
nespole (60 kcal): maturano in tarda primavera e inizio estate, buon apporto di vitamina A e povere di vitamina C;
pere (54 kcal): hanno lo stesso valore energetico delle mele, contengono pochi zuccheri e molte fibre;
pesche (47 kcal): hanno una composizione chimica simile alle pere e alle mele, ma più ricchi di vitamina A e C. Apportano pochissime calorie;
prugne (59 kcal): maturano da giugno a settembre ma sono ottima fonte di vitamina A, C, B, calcio, fosforo. Sono consigliate in caso di stipsi specialmente se consumate la mattina a digiuno. Quelle secche sono più caloriche perchè più concentrate (271 kcal);
uva (70 kcal): Matura a fine estate e l'autunno. Ricca di zuccheri, ferro e fibre. Carente di vitamina C e A. Ricchi di antiossidanti.

 

 
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Le straordinarie proprietÓ del limone

Post n°5 pubblicato il 19 Marzo 2012 da fedelanita




Il limone fa parte della famiglia delle Rutacee, cui appartengono anche arance, mandarini, bergamotti, cedri, pompelmi.
Le varietà principali di limoni sono:

· Il Femminello, tipico della Sicilia, dal frutto di forma oblunga, la polpa succosa e molti semi. Esiste però anche il Femminello apireno, molto pregiato, poiché è quasi privo di semi; dai Femminelli Santa Teresa provengono i migliori verdelli;

· Il Monachello, resiste poco alla conservazione ed è utilizzato, principalmente, per la produzione di verdelli;

· L’Interdonato, dal frutto grosso, ma poco succoso, utilizzato per la produzione del primofiore.

I limoni giungono a maturazione in tre diversi periodi dell’anno, la prima fruttificazione, chiamata invernale o primofiore, giunge a maturazione in Ottobre; la seconda fruttificazione avviene a Marzo (i limoni di questo tipo – conosciuti anche come bianchetti – sono di minor pregio commerciale); nel corso della terza fruttificazione, tra Giugno e Luglio, maturano i limoni verdelli, così chiamati per il colore della buccia, che è particolarmente compatta e aderente alla polpa.
Il limone è ricco di oli essenziali, il principale dei quali è il limonene, concentrato prevalentemente nella scorza. Gli oli essenziali del limone hanno un elevato potere antibiotico e disinfettante. Applicati sulla pelle, svolgono anche un’azione revulsiva (richiama il sangue in superficie) e per tale motivo risultano utili in caso di reumatismi, inoltre, sono cicatrizzanti.

Il limone (assieme al pomodoro) è il vegetale con il più alto contenuto di acido citrico, una sostanza essenziale per il ricambio energetico delle cellule. Contiene inoltre citrati di sodio e di potassio, che hanno un notevole potere depurativo.
Dal limone lo scienziato ungherese Albert Szent-Gyorgy riuscì per primo a isolare la vitamina C, di cui il frutto è particolarmente ricco.
Anche in questo caso, come spesso accade, non è tanto la presenza di questo o di quell’elemento a essere efficace, quanto piuttosto l’armonico contributo di diverse sostanze che interagiscono tra loro (è proprio grazie alla relazione con altre sostanze che la vitamina C contenuta nel limone cura lo scorbuto: la stessa vitamina, ottenuta in laboratorio, risulta inefficace).

Discreto è l’apporto di vitamine del gruppo B e della vitamina P. Nella scorza si trova un’altissima quantità di flavonoidi.

· Riduce i livelli di colesterolo e contrasta l’arteriosclerosi: grazie all’azione fluidificante dei citrati di sodio e di potassio, il sangue circola più liberamente nelle arterie e passa facilmente attraverso le pareti dei capillari, apportando alle cellule una maggiore quantità di sostanze nutritive. Se bevuto abitualmente e in quantità significative, il succo di limone aumenta i livelli di colesterolo HDL, il cosiddetto ‘colesterolo buono’ e abbassa il livello di colesterolo LDL, ‘quello cattivo’. Riduce inoltre i livelli di omocisteina messa in relazione con alti rischi d’infarto.

· Combatte reumatismi, artrite e gotta: il limone contiene oligoelementi che sciolgono i cristalli di acido urico. L’acido citrico, inoltre, ha un effetto depurativo.

· Allevia i sintomi di mal di gola, raffreddore e influenza: per le loro proprietà antivirali e antibatteriche gli oli essenziali del limone sono efficaci nel contrastare le malattie infettive. Per stroncare un raffreddore sul nascere, ai primi sintomi, quando la gola inizia a pizzicare, si consiglia di mangiare un limone intero, buccia e semi compresi (di produzione biologica); in caso di mal di gola, si consiglia di fare gargarismi con il succo di limone. Se il naso è otturato, instillate alcune gocce di succo di limone direttamente nel naso.

· Aiuta a digerire i grassi: il limone si è dimostrato utile a chi ha tendenza a formare calcoli alla cistifellea. Uno dei sintomi più frequenti è la difficoltà a digerire i grassi, dovuta alla presenza di piccoli calcoli. A digiuno o lontano dai pasti, bevete il succo di almeno tre limoni nell’arco della giornata.

· Cura le affezioni della pelle: per le sue proprietà antivirali e antisettiche, il succo di limone favorisce la guarigione in caso di verruche, foruncoli, vescicole, afte, pustole, ferite e piaghe. Si consiglia di mettere sulla zona interessata qualche goccia di limone, due o tre volte il giorno.

· Disinfetta: in caso di punture d’insetti (zanzare, pulci o altro) strofinate sulla zona interessata una fettina di limone.

Nello svezzamento: come tutti gli agrumi, il limone può essere introdotto nell’alimentazione del bambino all’ottavo mese. Una o due gocce di questo frutto possono però essere offerte anche nei mesi precedenti, in caso di singhiozzo. Si fa tuttavia eccezione a tali indicazioni se in famiglia vi sono predisposizioni alle allergie: in questi casi per offrire gli agrumi è bene aspettare dopo l’anno, anche qualora il bambino abbia il singhiozzo e comunque, sentire prima il proprio pediatra.

Grazie alle sue mucillagini, il succo di limone ammorbidisce la pelle e la nutre con gli oligoelementi di cui è ricco. Inoltre, grazie al suo contenuto di vitamina C, di acidi citrico e malico, la tonifica, riduce la secrezione di sebo e mantiene la giusta acidità.

1. Tonico per pelli grasse: massaggiate il viso due volte il giorno (la mattina e la sera), con un batuffolo di ovatta imbevuto di succo di limone (avendo l’accortezza di evitare gli occhi). Lasciate seccare e poi ripetete l’operazione. Alla fine lavate il viso con acqua fredda.

2. Maschera per pelli grasse: sbattete un tuorlo d’uovo con due cucchiai di miele liquido, aggiungete due cucchiai di olio extra vergine d’oliva, amalgamate bene aggiungendo – se necessario – altro olio e infine due/tre cucchiai di succo di limone. Ungete il viso con questa crema e lasciatela seccare. Poi, lavatevi con acqua tiepida.

3. Per ottenere denti bianchi: ogni giorno – per una settimana – affondate i denti in un grosso spicchio di limone (completo di buccia), assicurandovi che penetrino nella polpa e nella parte bianca, quindi passate lo spicchio avanti e indietro per tutta la dentatura.

4. Per rafforzare le unghie fragili: spremete il succo di due/tre limoni in 50 ml di olio di avocado (si trova in erboristeria), miscelate bene e ogni sera ungete le unghie con questo miscuglio. Per evitare, di macchiare la biancheria, indossate guanti di cotone bianco.

Il limone deve avere buccia soda, sottile, liscia, senza macchie e di colore brillante. Per verificare che sia fresco controllate che la rosetta a cui è attaccato il picciolo sia di colore verde. Una buccia rugosa e spessa, macchie verdi, deformità, ammaccature e cicatrici, dovute a grandine o ad attacchi di parassiti, sono da considerarsi difetti. Utilizzate limoni maturi, più ricchi di aroma.
Al momento dell’acquisto accertatevi che i frutti non siano trattati in superficie con una sostanza che impedisce lo sviluppo delle muffe, detta ‘difenile’ o ‘bifenile’. Nel corso di esperimenti di laboratorio condotti su animali, il difenile non si è dimostrato nocivo, ma altera il sapore del frutto. Qualora vogliate utilizzare la scorza, soprattutto se a scopi curativi, si consiglia di acquistare limoni non trattati.

Per conservare i limoni maturi la temperatura ideale è di 0 – 4°C, mentre i limoni verdi possono essere mantenuti a una temperatura di 11 – 14°C. E’ consigliabile, quindi, tenere i limoni maturi in frigorifero, mentre i limoni verdi possono rimanere in un ambiente fresco.
Attenzione: chi soffre d’irritazione allo stomaco o dei postumi di un’ulcera può risultare insofferente al limone. In questi casi bisogna iniziare ad assumere il limone gradualmente. Alcuni sopportano meglio il succo di mezzo limone diluito in acqua fredda, preso prima dei pasti. Altri preferiscono assumerlo dopo il pasto, disciolto in acqua calda addolcita con un po’ di miele.
Inoltre, è del tutto priva di fondamento la credenza, piuttosto diffusa, che il limone possa togliere calcio alle ossa (rendendole fragili), al contrario, l’acido citrico contenuto nel frutto favorisce l’assimilazione del calcio da parte dell’intestino.

È buona abitudine grattugiare un po’ di scorza di limone sulle verdure e sulle insalate, oltre a dare sapore al piatto, la scorza è particolarmente ricca di limonene; è anche possibile sostituire il limone all’aceto di vino nel condire le insalate. Il limone ha un aroma meno aggressivo dell’aceto, si adatta a vivande delicate come pesci, crostacei o verdure di gusto non accentuato. Il succo di limone ha la capacità di ‘cuocere’ le carni, ammorbidendone le fibre e rendendole più digeribili.

· La scorza grattugiata del limone conferisce un aroma gradevole a dolci, gelati, paste frolle e lievitate, creme, carni e salse (grattugiarne solo la parte gialla e non quella bianca che è amara).

· Per evitare che i carciofi puliti anneriscano, immergeteli in acqua acidulata con succo di limone.

· Aggiungete una fettina di scorza di limone al caffè (secondo la tradizione popolare, aiuta la digestione di un pasto ‘pesante’).

· Per eliminare l’odore del cavolfiore, durante la bollitura, mettete mezzo limone nell’acqua di cottura.

· Nella preparazione delle marmellate, durante la cottura della frutta, aggiungete succo di limone. Impedisce che le marmellate inacidiscono (nonostante il limone abbia un sapore acidulo).

Autore: Giancarlo Fornei / Fonte: cucinanaturale.blogspot.com

 
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