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Creato da francescozizzi il 25/05/2010

FRANCESCO ZIZZI

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Ocse congela Italia: "Pil -1,7% salta pareggio bilancio". Monti: "30 mld alle imprese, niente manovra"

Post n°329 pubblicato il 24 Maggio 2012 da francescozizzi

(Il Capo economista Ocse Pier Carlo Padoan)

L'Ocse complica i piani dell'Italia. Nel suo economic Outlook il prodotto interno lordo calerà dell'1,7% nel 2012 e dello 0,4% nel 2013. Dunque, piu' ipotizzabile che il pareggio di bilancio venga rimandato almeno di un altro anno, Obiettivo "Italia 2014", e con la recessione potrebbe essere necessaria una nuova manovra finanziaria, come spiega l'organo competente nel suo bollettino semestrale. Eppure, l'Italia potrebbe trovare un prezioso salvagente: "Le prudenti stime del Governo sulle entrate - spiega ancora l'Ocse - dalle misure anti-evasione forniscono un margine di sicurezza".

Spada di Damocle dell'economia italiana la debolezza generale dell'economia europea e le conseguenze immediate delle misure di consolidamento fiscale. Spiega il capo.economista Ocse Pier Carlo Padoan: "Chiediamo alla Banca Centrale di tagliare ancora i tassi d'interesse. La crisi nell'eurozona è diventata piu' seria recentemente, e resta la più importante fonte di rischio per l'economia globale". C'è bisogno di ridurre la disoccupazione e dall'Ocse suggeriscono "riduzioni negli stipendi reali per renderli più conformi alla produttività che potrebbero dare una spinta alla competitività e conterrebbero la disoccupazione".

L'Ocse prevede che il rapporto deficit/pil migliorerà quest'anno dal -3,8% a -1,7%, ma non andrà al di sotto del -0,6%, mancando l'obiettivo di pareggio di bilancio delle stime ufficiali. "I previsti tagli alla spesa e gli aumenti delle tasse dovrebbero ridurre ulteriormente il deficit a un livello molto basso nel 2013 e sono sulla strada giusta per eliminaro nel 2014". Il debito dovrebbe iniziare a calare nel prossimo anno, a 122,5% dal 123,1% in base alla definizione di Maastricht. Per l'Ocse, l'Italia resta tra i paesi sotto controllo, assieme alla Grecia, Portogallo e Spagna. Influisce anche il tasso di disoccupazione, già di per sè preoccupante, alla fine del 2012 l'Ocse stima un tasso di disoccupazione dall'attuale 8,4% al 9,4% per arrivare nel 2013 al 9,9%. "Il peggioramento del mercato del lavoro, è collegato alle scadenze di periodo di cassa integrazione, ma anche a un significativo aumento di personale in cerca di occupazione". Mario Monti commenta i dati Ocse: "L'Ocse, come sempre recentemente, conforta l'Italia per la valutazione del complesso delle operazioni di politica economica e le riforme strutturali. Sulla riforma del lavoro, confido di ottenere buoni risultati dal Parlamento, obiettivo necessario per la crescita".

(Il Premier italiano Mario Monti)

Da parte di Monti, ampie garanzie alle aziende sullo sblocco dei debiti della pubblica amministrazione. "Ci sono quattro decreti pronti per ridurre il debito della Pubblica Amministrazione con le aziende, possiamo realizzare un progressivo rientro del debito commerciale accumulato dalla Pubblica amministrazione smaltendo uno stock di 20/30 miliardi già per quest'anno. Il Governo intende recepire la direttiva sui ritardati pagamenti entro fine 2012, in anticipo rispetto alla scadenza di Marzo". I quattro decreti sono imminenti, due decreti del Tesoro riguardano la certificazione dei crediti delle imprese verso la Pubblica Amministrazione, di cui il primo, approvato da Monti, riguarda la certificazione dei crediti verso le amministrazioni statali e gli enti pubblici, mentre l'altro riguarda la certificazione verso gli enti locali, le regioni e gli enti del servizio sanitario nazionale. Il terzo decreto riguarda la compensazione tra crediti e debiti verso la Pubblica Amministrazione, mentre l'ultimo vuole ottenere il sostegno delle imprese creditrici e prevede la creazione di un fondo di garanzia diretta sull'anticipazione dei crediti verso le Pubbliche Amministrazioni. Infine, l'accordo tra l'Abi e associazioni imprenditoriali per un plafond relativo ai crediti. Dal Presidente Abi Mussari, la disponibilità delle banche di 20 miliardi di euro per anticipare i crediti vantati dalle imprese nei confronti delle pubbliche amministrazioni e degli investimenti.

 
 
 

Vertice Ue, Monti insiste per scorporare gli investimenti produttivi, trova in Hollande un alleato importante

Post n°328 pubblicato il 24 Maggio 2012 da francescozizzi

(Francois Hollande, NeoPresidente francese)

Da Bruxelles, dove ha partecipato al Consiglio Europeo informale, il premier Mario Monti non si arrende all’idea di scomputare dal calcolo del debito e dal patto di stabilità gli investimenti produttivi, ed ha proposto lo scomputo dal deficit degli investimenti necessari, come strade, ferrovie, acquedotti. Monti, accompagnato dal ministro Moavero, ha avuto un sereno e cordiale faccia a faccia con il neoPresidente francese Hollande, con cui vuole adottare una strategia di collaborazione e di aiuto nell’uscire da una fase particolarmente calda nella storia dell’Eurozona.

Hollande promuove gli eurobond, che alla Merkel non vanno proprio giù, che secondo la cancelliera tedesca “non aiutano la crescita”, (alleate tedesche nella contrarietà agli eurobond Olanda, Finlandia e Svezia) ma Monti non vuole isolare la Germania e metterla in difficoltà sotto quest’aspetto, e conferma il summit tra Italia, Spagna, Francia e Germania che si terrà a Roma prima di quello informale del 28 Giugno. Gli eurobond sono necessari, ma al momento ciò che sta a cuore al Governo italiano è lo scomputo della spesa per investimenti, metodo già possibile da applicare, come il Fiscal Compact, come spiegano i collaboratori del Premier: “Non si tratta di cambiare le regole – assicurano – perché i trattati già prevedono la possibilità di scorporare gli investimenti che perseguono interessi europei, e noi non cerchiamo buche nella disciplina di bilancio. Occorre trovare le giuste modalità e non pretendiamo si possa decidere già domani”.

Tante le idee in cantiere, project bond, rafforzamento della Bei, un nuovo ruolo strategico della Banca Centrale Europea, ridefinizione delle poste del bilancio comunitario e gli eurobond, che non vedono nella Merkel una particolare alleata, quasi come la cancelliera tedesca volesse isolarsi dal convivio, ma al termine della cena i ventisette leader dei paesi dell’Eurozona trovano soddisfazione per le misure pro crescita che dovranno mettere in atto. Bocche cucite sulla Grecia e sulla sua uscita dall’Euro, nessuno si vuole sbilanciare, nemmeno Monti, e questo non fa che aumentare i dubbi al termine dell’incontro belga. In un mese l’Europa si gioca il suo futuro, in trenta giorni deve individuare le misure di crescita necessaria per allontanare dubbi e perplessità.

Quello che preoccupa ora sono le divergenze franco-tedesche, la Merkel ha capito che ora la Francia non è piu’ un’alleata come lo era prima, quando a Parigi c’era monsieur Nicolas Sarkozy. Mentre la possibile uscita della Grecia e la situazione delle banche spagnole fanno tremare l’Eurozona, la Merkel e Hollande si sono scontrati sugli strumenti per superare la crisi, con l’appello del Presidente del Consiglio Europeo, Herman Von Rompuy di cercare un compromesso necessario per andare avanti con fiducia. “Gli eurobond fanno parte della discussione”, spiega il numero uno dell’Eliseo. La Merkel risponde picche: “I trattati vietano l’emissione di debito comune e gli Eurobond non contribuiscono a rilanciare la crescita”. Diversità di vedute anche sulla Grecia. Hollande spiega che “la zona euro deve sostenere la Grecia”. Il 17 Giugno, giorno delle elezioni europee, si avvicina e le istituzioni si rassegnano a un’uscita greca dall’Eurozona.

L’Euro Working Group, che riunisce gli alti funzionari dei ministeri del Tesoro, ha chiesto agli Stati membri di preparare piani di contingenza per le potenziali conseguenze di un’uscita greca, mentre la Banca Centrale Europea sarebbe già in allerta per cautelarsi di fronte all’uscita della Grecia. Tanti gli altri nodi da sciogliere, come la Spagna, il premier spagnolo Mariano Rajoy rifiuta gli aiuti del Fondo Salva-Stati e chiede alla Banca Centrale Europea di sostenere le banche iberiche e di abbassare i tassi d’interesse. I leader europei discutono anche di altre ipotesi, come un sostegno alle banche dal Fondo Salva-stati, un nuovo organismo europeo per gestire gli istituti in crisi, o un sistema UE di garanzia dei depositi.

 
 
 

Consiglio Ue, alleanza Monti-Hollande per gli eurobond e per gli investimenti pubblici. La Merkel tentenna

Post n°327 pubblicato il 23 Maggio 2012 da francescozizzi

(Mario Monti, Francois Hollande, Angela Merkel)

L’asse italo-francese Monti-Hollande è la chiave di salvezza della nuova Eurozona.       Da Bruxelles, dove si è riunito il Consiglio europeo Straordinario, il premier Mario Monti chiede a gran voce investimenti pubblici e l'adozione degli eurobond, che vedono l'ostinazione di Angela Merkel: "Gli eurobond non aiutano a stimolare la crescita", avrebbe affermato la cancelliera tedesca.

E ora la Grecia appare davvero sull’orlo dell’uscita dall’Eurozona, evento possibile che tira giù anche i mercati con Milano che accusa una botta del 3,68% alla chiusura. Mentre il governo ellenico nega l’esistenza di piani per l’uscita dall'eurozona, mil ministro delle Finanze belga Steven Vanackere, a Bruxelles per il vertice Ue informale sulla crisi, afferma invece che ci sarebbe una soluzione per tentare l'ultimo miracolo. E sarebbe “irresponsabile” non ammettere la cosa sebbene i tecnici dell’Euro working group facciano filtrare la voce che non è stata presa in valutazione l’ipotesi di un addio della Grecia.

Intanto, è lo scontro sugli eurobond che appare di ardua soluzione. Ne è conscio Monti: “Sappiamo che per diversi Stati membri non sono idee digeribili nel breve periodo”, dice prima di entrare nel Consiglio, che valuta “molto importante” perché si metteranno sul tavolo idee “che saranno poi sviluppate nel successivo Consiglio Europeo di fine giugno. Come sapete - prosegue Monti - l’Italia ha contribuito da tempo a questi temi: consideriamo la crescita prioritaria, fermo restando l’impegno per la disciplina di bilancio, ma ormai ci vuole più crescita anche per rispettare in modo durevole la disciplina di bilancio, e questo vale per tutti i paesi”. Osserva il presidente del Consiglio che “questo è forse il momento di elencare varie idee e ipotesi ma anche di trovare soluzioni di più breve periodo”. La sua consapevolezza è condivisa dal neo inquilino dell’Eliseo: i leader dell’Unione non si riuniscono stasera per prendere decisioni, ma “per dire le cose che pensiamo su quello che è meglio” per rilanciare l’economia del vecchio continente.

E “gli eurobond - rimarca Francois Hollande - fanno parte della discussione”. Hollande è arrivato a Bruxelles per il suo debutto europeo in treno da Parigi, assieme al premier spagnolo Mariano Rajoy. Prima del vertice informale ha incontrato Monti in bilaterale. “Lo so che non tutti i leader sono socialisti - ha aggiunto Hollande - ma sono sicuro che anche i capi di stato e di governo con una sensibilità diversa dalla mia hanno la stessa volontà di puntare sulla crescita”. Merkel, sul fronte opposto, ha sintetizzato la sua agenda in tre punti. In primo luogo “va approfondito il mercato interno” con “un miglioramento della mobilità nel mercato del lavoro” perché “in alcuni paesi si cercano lavoratori e in altri c’è un’elevata disoccupazione, soprattutto giovanile”. Il secondo punto, ha detto ancora Merkel, “riguarda le riforme strutturali, una cooperazione più stretta nell’Eurozona sul sistema di welfare e sulle regole del mercato del lavoro”. Infine occorre “rafforzare il ruolo della Banca Europea per gli Investimenti”.

 
 
 

Mps pensa all'adozione dei Cocobond in attesa delle cessioni di Biverbanca e Antonveneta. Rimpasto al vertice

Post n°326 pubblicato il 17 Maggio 2012 da francescozizzi

(Fabrizio Viola, Amministratore Delegato Mps)

Che cosa sono i Convertible Contingent Bond, più comunemente definiti come Coco Bond? Sono titoli obbligazionari emessi dalle banche, che si riservano l'opportunità di convertirli in azioni nel caso in cui si dovesse presentarne la necessità dal punto di vista patrimoniale. Solo quattro banche estere li hanno approvati: Rabobank e Llyods per 1,5 miliardi a testa, Credit Suisse per 6,2 miliardi, Ubs per 600 milioni.

In Italia potrebbe sperimentarli presto Montepaschi Siena che ne sta studiando l'emissione per rafforzare il capitale nell'ambito del piano di patrimonializzazione richiesto dai parametri dell'Eba, necessario per evitare un nuovo aumento di capitale. "I Cocobond sono un progetto che stiamo studiando con un confronto con la Vigilanza - spiega l'Amministratore Delegato Fabrizio Viola, durante la conference call con gli analisti della trimestrale chiusa con il ritorno all'utile per 54,4 milioni - ci sono delle complessità da valutare. Potrebbero arrivare se dovesse persistere un buffer patrimoniale non coperto".

Nel consiglio che ha approvato i conti di Marzo, il neoPresidente Alessandro Profumo e l'Amministratore Delegato Fabrizio Viola hanno definito che l'ammontare dei cocobond dovranno andare a coprire le necessità residue rispetto alla cessione di Biverbanca e Antoneveneta, rispetto al fabbisogno di capitale stimato dall'Eba in 3,26 miliardi. Antonveneta, finita nella bufera per l'inchiesta della procura di Siena riguardo le modalità di finanziamento dell'operazione costata 9 miliardi, potrebbe subire un riassetto: su 400 sportelli, 200 rientrebbero a Siena, e gli altri 200 se li terrebbe Antonveneta, pronta per la cessione. Interessata a rilevare Antonveneta, ci sarebbe Bnp Paribas. "Non ci sarebbe un rischio patrimonale consistente - spiega Viola - la banca è solidissima, e non viene meno, a causa dell'indagine, la capacità di stare sul mercato in modo efficente", per affrontare il nuovo piano di rilancio industriale, che verrà presentato al Consiglio d'Amministrazione il prossimo 14 Giugno ed al mercato il giorno dopo: "Faremo un piano molto operativo, - continua Viola - basato molto sulle azioni concrete e poco sulle tendenze di mercato che sono di difficile previsione".

Riguardo al piano Eba, che prevede il capital management, l'ottimizzazione delle attività ponderate per il rischio (rwa) e cessioni, Viola chiarisce alcuni aspetti: "Per il capital management manca ancora qualcosa, ma ormai è completato. Dobbiamo concludere il terzo aspetto, perchè anche per l'rwa ormai siamo in dirittura d'arrivo". Dunque, le cessioni, obiettivo vendere Antonveneta e Biverbanca, sulle cui tracce si sono mosse Popolare di Vicenza e Cassa di Asti. Il cda ha inoltre deliberato il rimpasto al vertice: il nuovo Direttore Finanziario (cfo) sarà Bernardo Mingrone, attuale cfo di Piooner con un vasto curriculum tra Unicredit, JP Morgan, Bear Stearns, Lehman Brothers. Prenderà il posto di Marco Massacesi, che rimane sempre in Mps occupandosi della compliance e del legale. In arrivo da Sky Ilaria Della Riva per la Direzione Risorse e Sergio Vicinanza, che conosce molto bene Viola per aver lavorato con lui in Bpm quando Viola era Direttore Generale.

 
 
 

Intesa SanPaolo, utili +21,6% e ricavi +14,5%

Post n°325 pubblicato il 15 Maggio 2012 da francescozizzi

(Il Manager di Intesa San Paolo Enrico Cucchiani)

Intesa SanPaolo chiude il primo trimestre con un utile di 804 milioni di euro (in crescita del 21,6%) e ricavi per 4,81 miliardi (+14,5%). I coefficienti patrimoniali attestano il Core Tier 1 al 10,5% (il coefficiente Eba pro-forma al 9,6%). "Si tratta di risultati molto positivi in un contesto di mercato difficile - commenta la banca in una nota - l’utile di 804 milioni rappresenta il risultato più elevato degli ultimi sette trimestri e già pari al payout per l’esercizio 2011". L’utile netto normalizzato è pari a 746 milioni.

Il conto economico del primo trimestre registra proventi quindi operativi netti pari a 4,81 miliardi, in crescita del 14,5% rispetto ai 4,20 miliardi del primo trimestre di un anno fa. Gli interessi netti sono ammontati a 2,50 miliardi, in calo dell’1,6% rispetto al quarto trimestre 2011. Le commissioni nette sono ammontate a 1,31 miliardi (-1,6% sul quarto trimestre). Il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette è pari a 1,06 miliardi, rispetto ai 2,5 miliardi del quarto trimestre 2011. Le rettifiche nette su crediti, oscillano sui 973 milioni (2,4 mld del quarto trimestre 2011).

"Il gruppo - conferma la banca - ha un esposizione netta lorda e netta al rischio subprime per 12 milioni. Dopo la diffusione dei risultati trimestrali, il titolo Intesa SanPaolo ha rallentato il passo in Piazza Affari, guadagnando lo 0,1% a 1,03 euro, dopo una breve incursione in territorio negativo. Per il consigliere delegato Enrico Cucchiani, Intesa SanPaolo «è ben posizionata per affrontare le sfide di uno scenario economico che continua ad apparire critico e per sostenere lo sviluppo del sistema industriale del Paese e le necessità delle famiglie, dei risparmiatori e delle piccole imprese.

In uno scenario caratterizzato da un’estrema volatilità, grande incertezza e indicatori economici che continuano a segnalare criticità a livello europeo e nazionale, Intesa SanPaolo ha chiuso il primo trimestre con ricavi in espansione, grazie alle masse incrementate sia nella raccolta che nel credito erogato a sostegno dell’economia reale», ha osservato il banchiere, ricordando che «l’utile netto di 804 milioni di euro è cresciuto del 21,6% ed il margine operativo del 32,8%. Ma, soprattutto, Intesa SanPaolo ha ulteriormente rafforzato la propria patrimonializzazione, con un Core Tier 1 ratio che è salito dal 10,1% al 10,5% collocandola in una posizione di preminenza tra le banche europee più grandi e più solide».

 
 
 
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