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Genchi e Salvatore Borsellino a Pescara

Post n°54 pubblicato il 09 Febbraio 2010 da gianfy2000

Il Silenzio dei Meritevoli PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianni Smarrelli   
martedì 09 febbraio 2010

Ci sono notizie e notizie.
Ci sono giornali e giornali.
Ci sono direttori e direttori.
La somma:

direttore Luigi Vicinanza +
giornale Il Centro +
notizia "Salvatore Borsellino e Gioacchino Genchi a Pescara" +
notizia "sala consiliare stracolma di gente" =

Ha come risultato lo ZERO ASSOLUTO.

Il Centro ha talmente tanto rispetto per Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo ammazzato dalla mafia e dallo stato, ha talmente tanto tatto verso Gioacchino Genchi, collaboratore di Falcone, Borsellino e De Magistris...che adotta come strategia editoriale il SILENZIO.

Meglio non disturbare le opinioni dei cittadini con fatti impegnativi e spiacevoli come le stragi, il connubio tra apparati malati dello stato e capi mafia, l'indifferenza dei media(guarda un po') o peggio il loro asservimento totale e la loro trasformazione in randelli del potere di regime.

Meglio lasciare che queste notizie si diffondano solo con un rispettosissimo SILENZIO. Per dimostrare Vicinanza alle vittime di mafia e di stato con tatto e con stile, senza fare troppo rumore.
Meglio lasciare che le parole si concentrino su cose meno impegnative: il meteo, le buche sulla strada, i parcheggi, le FIABE, I MARITOZZI CON LA PANNA...
Notizie piccole, problemi piccoli. Si sa, ognuno affronta i problemi a seconda della sua statura.

E quando al governo c'è un Nano, appare inevitabile che tutto quanto si ridimensioni di conseguenza.
Almeno così la pensano in redazione, nevvero?

I media possono tacere quanto vogliono ciò che più è inviso ai "padroni del vapore", ma non basterà mai a impedirci di levare in alto il nostro grido di resistenza.

Loro non molleranno mai?
Noi neppure, statene certi.

 
 
 

ROSARNO E' ANCHE IN ABRUZZO: CONTRO IL LAVORO NERO IN AGRICOLTURA

Post n°53 pubblicato il 17 Gennaio 2010 da gianfy2000

“Chi accetta il male passivamente è

 responsabile quanto chi lo commette”

(Martin Luther King)

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Questa mattina il consigliere regionale Maurizio Acerbo ha presentato con una conferenza stampa a Pescara il progetto di legge regionale “Disposizioni in materia di contrasto al lavoro non regolare in agricoltura” .

Il progetto di legge intende disciplinare il contrasto del lavoro nero e irregolare in agricoltura, per quanto di competenza della Regione, e favorire l’emersione.

Con la sua proposta di legge intende riempire un vuoto normativo che caratterizza la normativa nazionale e regionale prendendo ad esempio la Regione Puglia, l’unica regione meridionale che negli ultimi anni si è dotata di una strategia di contrasto non a caso premiata dall’Unione Europea.

Il progetto di legge prevede l’obbligo del rispetto delle norme contrattuali pena la revoca dei finanziamenti pubblici . Introduce l’indice di congruità, già vigente in tutti i paesi europei, come condizione per accedere ai contributi di qualsiasi genere ( l’indice di congruità definisce il numero di lavoratori necessario per la produzione dichiarata da una determinata azienda). Si prevede l’obbligo per i soggetti beneficiari di finanziamenti pubblici di comunicare l’avvio di un rapporto di lavoro il giorno antecedente l’inizio effettivo del rapporto. Inoltre la Regione ha il compito di promuovere protocolli tra le amministrazioni pubbliche e istituisce l’Osservatorio Regionale sul lavoro non regolare con relativa banca dati.

La rivolta dei lavoratori migranti a Rosarno ha posto finalmente all’attenzione dell’opinione pubblica le drammatiche condizioni di vita e lavoro che subiscono decine di migliaia di lavoratori immigrati nel nostro paese. Tali condizioni di sfruttamento della manodopera bracciantile extracomunitaria sono incompatibili con la permanenza dello stato di diritto.

La recente inchiesta “Lavoro Pulito” condotta dall’Arma dei carabinieri e dalla Procura della Repubblica di Pescara ha disvelato che realtà di questo genere sono presenti  purtroppo anche nella nostra Regione, dove operava un’organizzazione che ha gestito secondo gli inquirenti l’ingresso di 1.500 immigrati costringendoli a lavorare anche per 2-4 euro a giornata.

ROSARNO E’ ANCHE IN ABRUZZO e la politica e le istituzioni non possono far finta di non vedere. Ci ha stupito l’assenza di reazioni da parte della politica regionale di fronte alle vicende rese note dagli inquirenti.

Dovere della Regione è dotarsi di una strategia e di strumenti per combattere il lavoro nero e il caporalato.  Lo sfruttamento del lavoro nero lede gravemente i diritti costituzionalmente garantiti dei lavoratori, distorce il mercato del lavoro e altera la concorrenza tra le imprese.

Non vi può essere alcuna tolleranza nei confronti di caporalato, lavoro schiavistico, dei salari da fame, privazione di diritti.

Confidiamo che il presidente della Commissione Agricoltura ponga in tempi brevi all’ordine del giorno la nostra proposta sulla quale chiamiamo al confronto tutte le forze politiche e sociali abruzzesi.

 
 
 

STRANO INCIDENTE STRADALE AL GIP CLEMENTINA FORLEO

Post n°52 pubblicato il 05 Dicembre 2009 da gianfy2000

Nessuno tocchi Clementina

Clementina.jpg
Chi nega la scorta a Clementina Forleo? E perché? Nessuno tocchi Clementina!
"BARI – Il giudice Clementina Forleo, gip al tribunale di Cremona, ieri sera è stata spinta fuori strada mentre era a bordo di un’automobile in Lombardia. Lo rende noto il deputato di Italia dei Valori Pierfelice Zazzera, che chiede un servizio di tutela. "Ho appreso che ieri sera, in viaggio verso Lodi, l’auto di Clementina Forleo è stata spinta fuori dalla carreggiata da un altro veicolo, lei è salva, ma chi ha provocato l’incidente è fuggito, facendo perdere le proprie tracce ... riteniamo assolutamente grave che il magistrato sia ancora sprovvisto di un servizio di tutela assegnato alla sua persona, considerando la delicata attività svolta in occasione delle inchieste sulle scalate bancarie.Siamo preoccupati, per l’atteggiamento sordo di chi dovrebbe tutelare la magistratura e non lo fa, soprattutto in relazione all’episodio della scorsa notte, tanto più che, come si ricorderà, i genitori del magistrato brindisino sono rimasti uccisi in un incidente ancora pieno di misteri..

 
 
 

VAURO E GIULIETTO CHIESA A PESCARA

Post n°51 pubblicato il 26 Novembre 2009 da gianfy2000
Foto di gianfy2000

L'ASSOCIAZIONE MEGACHIP E' LIETA DI INVITARVI IL 27 NOVEMBRE, PRESSO IL TEATRO S. ANDREA DI PESCARA, PER L'INCONTRO DIBATTITO "S'INFORMI CHI PUO'" , OVVERO L’INVISIBILITA’ DEI FATTI NELL’INFORMAZIONE.

L’EVENTO VEDRA' PROTAGONISTI PRINCIPALI IL POPOLARE VIGNETTISTA VAURO E IL GIORNALISTA ED EX-EURO PARLAMENTARE EUROPEO GIULIETTO CHIESA.

UNA BELLISSIMA SERATA SOSTENUTA CORALMENTE DALLE RETI DI ASSOCIAZIONI 'ABRUZZO SOCIAL FORUM' E 'EMERGENZA AMBIENTE ABRUZZO' E CHE VEDRA' LA PARTECIPAZIONE DI RENATO DE NICOLA, FABRIZIA ARDUINI E CORRADO DI SANTE.

INTERVERRA' INOLTRE LA BAND ABRUZZESE MAXIATA CHE ATTRAVERSO L'ESECUZIONE DEI LORO BRANI IN VERSIONE ACUSTICA AFFRONTERA' RIFLESSIONI SU TEMI SOCIALI E D'ATTUALITA'.


LEGATO ALL’EVENTO DEL 27 NOVEMBRE È LA MOSTRA “ASPETTANDO VAURO E CHIESA” CHE VERRA’ INAUGURATA DOMENICA 15 NOVEMBRE PRESSO I LOCALI VINI E OLII DI PESCARA , DOVE SARANNO ESPOSTE LE OPERE DEL VIGNETTISTA VAURO

INSOMMA, NON CREDO POSSIATE MANCARE!!!!


INGRESSO LIBERO!!!

 
 
 

Presidentel, ritiri la norma del privilegio

Post n°50 pubblicato il 14 Novembre 2009 da gianfy2000

PRESIDENTE, RITIRI QUELLA NORMA DEL PRIVILEGIO

SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.

Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.

Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E' una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.

ROBERTO SAVIANO


http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&idappello=391117

 
 
 

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