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ANORESSIA

«Ciò che ci divide non è il fatto che noi non troviamo nessun Dio, né nella storia, né nella natura, né dietro la natura, - ma che quello che è stato adorato come Dio noi non lo troviamo affatto

 

AREA PERSONALE

 

OTTOBRE 1995

nella notte reprimo un grido che laceri questo
silenzio,
che interrompa questa opprimente, insensata
solitudine,
riecheggia in me con veemenza sconvolgendomi.
mi aggrappo alla vita, benchè vivere mi costi
tanto,
ci sarà un altro risveglio che mi porterà
il domani,
senza che trovi in me un perchè resistere,
un perchè continuare.
mi scontrerò di nuovo coll'irrazionalità
di un mostro
che fagocita la nostra dignità, la nostra
personalità.

cerco un porto sicuro dove poter credere che vivere
non è solo lottare
ma anche saper lasciarsi andare.
batte il mio cuore dolorosamente, scandendo
un tempo che monopolizza la mia mente,
attimi che mi sfuggono come granelli di
sabbia fra le dita;
troppo rapidi perchè ne colga l'unicità,
troppo lenti perchè non senta il peso della
loro miseria.

il mio corpo forse non saprà mai far crescere
in sè una nuova vita,
troppo lontano anche dall'aver solo accettato
la sua;
non conoscerà la gioia di elargire la scintilla che accende
la materia.
forse solo così eviterò di fallire come madre,
troppo malata di vita per insegnare ad amarla,
troppo debole per insegnare la forza,
troppo delusa per insegnare l'entusiasmo,
troppo paurosa per insegnare il coraggio.
forse solo così non tramanderò il male
di vivere che mi è stato tramandato da chi
prima di me dovette subirlo.

 

NOVEMBRE 1995


Apro gli occhi cercando collo sguardo

Fra gli affetti,

un punto fermo sommerso dalla marea

di un tempo che trascorrendo finalmente

è stato sottratto

alla lunga successione di momenti

troppo acri per formare un’esistenza serena.


Apro gli occhi come un automa,

costretto a vivere in una dimensione

che non mi appartiene,

stringo i pugni perché il dolore che ho di fronte

non mi vinca.

Cerco una luce in fondo a questa galleria

Dove non entra sole, dove non entra aria,

forse cerco un dio nel quale credere,

una fede che possa giustificare con

un perché non ho conosciuto che questo

da quando ricordo di aver avuto

coscienza.

Cerco una speranza per il domani

Che mi permetta di esistere non di vegetare.

Cerco la volontà per sostenere chi si appoggia

Alle mie forze,

per non sottrarmi

ad una carezza, un bacio, un sorriso rassicurante.


Chi saprà donarmi un sorriso?

Chi saprà dare senza chiedere?

Chi mi restituirà il tempo mai conosciuto?



 

GENNAIO 1996

 

Mi uccido ogni giorno accettando

Di vivere, ogni volta che fingo di farlo,

mi uccido ogni giorno infliggendo

al mio corpo uno strazio che lo distrugge.

Ho deciso di soffrire senza sapere
di volerlo fare.
mi sto annullando annientando
il mio corpo.

Illudendomi forse, che renderò così

Libero il mio spirito.


 

 

Il tempo di cambiare

Dopo tante lacrimeDopo tanto dolore. Dopo il silenzio. Dopo le grida. Dopo la mia prima vita. E' giunto il tempo di cambiare...Il vuoto non mi ferisce più. L' eterno ritorno non mi ferisce più . I fiori del male non mi feriscono più. La superficialita' del mondo anziché offendermi, mi infastidisce, la Nausea ha preso il sopravvento. E lui ora appartiene a quella nausea, acida e frustrante come la bile che mi riempie la bocca, che mi riempie gli occhi di lacrime, e questo e' la sintesi del tutto. Non piango piu' per la mia anima. La mia nausea , il mio vomito, il mio disgusto hanno preso forma, concretezza, la bile, esce dalla mia bocca, dal naso, e piango, di rabbia, d'umiliazione per aver potuto tanto Contro il mio corpo Inerme. non posso piu' neppure piangere

 
 
 

Silenzio

Come sempre, infine, il silenzio ha preso il sopravvento ...Probabilmente sara', che finalmente dopo tanto, il dolore fisico con le sue grida, mi impedisce di sentire il dolore della mia anima...Tanti sacrifici per zittirla, tanti sacrifici perche' il dolore del mio corpo fosse tanto lancinante da non lasciare piu' spazio alla percezione di nulla...Ed ironicamente,e' questo ora a provocarmi dolore.Dovro' convivere tutta la vita con la colpa, sapendo che mi sono fatta tanto male per non sentire piu' il male di vivere...e mi chiedo come abbia potuto arrivare fino alla fine, come possa continuare a farlo.Eppure e' cosi', a 34 anni non sento piu' nulla che non sia il dolore tremendo del mio corpo, ed anziché confortarmi, mi lascia sgomenta...atterita dall' atrocità della mia perseveranza ottusa.Chissà se potrò mai perdonarmi per questo...

 
 
 

ricordi

Post n°320 pubblicato il 25 Novembre 2010 da sfigatto6

nel giorno del ringraziamento anno 2010, dieci anni dopo, nel giorno del decimo "non anniversario", un pensiero è dovuto...
dieci anni fa, bellissima salivo la  scalinata già metafora di quella che sarebbe stata la mia vita d'ora in poi, dopo dieci anni di malattia, mi imbattevo nella più dura delle mie sfide, quella di cui porto ancora i segni tangibili.
Dieci anni dopo, nel giorno in cui romanticamente mi sognavo sotto la torre Eiffel a festeggiare il primo decennio ad ostriche e champagne, sono infinitamente sola...a sette anni dalla separazione, quattro dal divorzio, scelgo stoicamente ogni giorno un'ascetica solitudine.
non piango più...
ma io per lui, non ho mai pianto; ho sempre pianto per me stessa, e non so se sia un bene che abbia smesso di farlo.
forse dovrei piangere per i vent'anni di malattia, per i miei 27 chili, per essere stata abbandonata ai margini di una strada mentre me ne stavo andando per sempre.
quel 25 novembre di dieci anni fa, c'era mio padre accanto a me...solo lui.vorrei chiamarlo, fingendo con me stessa che abbia potuto capire il mio dolore.
infondo oggi il mio pensiero, papà, è solo per te, per te che mi eri accanto anche mentre compivo uno dei più grandi errori della mia vita.
forse, è solo questa la vera storia di amore di cui parlare oggi.

 
 
 

dolore

Post n°319 pubblicato il 10 Settembre 2009 da sfigatto6

il dolore
mi sfianca.

la malinconia mi uccide.

di malinconia, si muore.

ed io,
muoio ogni giorno.

con Parigi nel cuore,
ricordi di te
si intrufolano in me.

in me,
con me,
con il mio io,
ti ho ucciso.

forse è tardi per dirti che mi dispiace.

non  lo meritavi.

ma la vita
mi ha reso avezza
al freddo che sento in me.

mi dispiace per il male che ti ho fatto.

mi dispiace
per la delusione
che ho provocato in te.

non posso cercarti
per dirtelo.

so
che avrei chissà quante occasioni
per infliggerti dolore.

mi spiace
di aver restituito a te
un dolore
che non eri tu a meritare.

mi dispiace
che qualcuno
prima di te
mi abbia reso
così.

 
 
 

addii

Post n°318 pubblicato il 10 Settembre 2009 da sfigatto6

solitudine
silenzio
smarrimento
vuoto

dolore.

abbandono.

sola,
come sempre,
sola
come non mai,
sola,
infinitamente sola,
ascolto il silenzio
che urla in me.

la miseria,
la mediocrità
di chi sfugge da me,
dal mio dolore
mi addolora
nel profondo,
senza per questo ferirmi,
sorprendermi.

come tutti.
prendi tutto di me,
senza che in realtà
io ti abbia ancora donato
nulla
del mio tutto.
preservo in me
la mia essenza,
sapendo
in me
che sei troppo piccolo
fra tanti
per cogliere
l'enormità
di ciò che racchiudo
in me,
come un fiore prezioso,
in una serra lontana,
nel tempo
e nello spazio.

irreale,
continuo a respirare,
sola,
di una desolante solitudine.

io
sono il fiore del male.

 
 
 

ettore

Post n°317 pubblicato il 07 Settembre 2009 da sfigatto6

te ne sei andato,
lasciando un grosso vuoto,
lo stesso che eri  stato chiamato a colmare.

non ci scorderemo mai di te

 
 
 

dolore

Post n°316 pubblicato il 29 Giugno 2009 da sfigatto6

mi ferisci.
forse senza sapere quanto io sia fragile,
entri in me,
ed ennesimo di molti,
mi ferisci.

ho creduto che potessimo essere,
ci ho provato,
ma tu pavido,
nn hai neppure il coraggio di dire che hai sbagliato,
che è stato solo un gioco,
un passatempo.
e mi sento sciocca, come sempre.
chissà se immagini il mio dolore...
chissà se ti ricordi che esisto ancora...

nn lo merito.
eppure ogni giorno soffro per quello che sono.
chissà se ti sei spaventato,
anche tu.

penso che nn verrai più.
è così triste averti dato me stessa.

io,
avezza all'abbandono,
piango anche per te.
ma forse piango per me stessa...
per la mia ingenuità,
per la mia stupidità,
per la mia ridicolaggine...
e mi vergogno di me stessa...
a 32 anni, di nuovo a 40 chili,
ancora così inguaribilmente sciocca.

povera, povera te

 
 
 

les fleurs du mal

Post n°315 pubblicato il 28 Giugno 2009 da sfigatto6

non ferirmi,
te ne prego.
di nuovo,
caduta nel baratro,
fatico di nuovo a respirare.
il mio corpo,
si annulla.
si punisce, scomparendo ogni giorno.
eppure, stanotte, ti ho donato tutta me stessa.
volevo solo un abbraccio.
amami, ti prego.
sono un essere così fragile.
eppure sembro così forte.
sto morendo, di nuovo, senza sapere se avrò la forza
per sopravvivere.
mi fa male.
la tua lontananza mi fa male.
non so se anche stavolta
il nostro Caos avrà pietà di me.

mi chiedo cosa tu sia per me.
e piango,
del mio dono di me a te...che non lo capisci...
amami, te ne prego.

 
 
 

eterno ritorno

Post n°314 pubblicato il 08 Dicembre 2008 da sfigatto6
 

è finita.
anche se non finirà mai.

ora entrambi, consapevoli della nostra distanza,
ci salutiamo.

les fleurs du male mi salverà.
l'inevitabilità delle mie scelte mi renderà libera,
seppur schiava di un noi inespresso.

ho scelto di vivere,
di rimettermi in pista.
sarà un successo.

questa mia seconda creatura,
sarà forte e bella.

sarà elegante, bon ton
come mi sento io.

aprirà le porte a gennaio.

per essa, per me stessa,
ho scelto di chiuderti fuori
per sempre
dalla mia vita.

senza sapere
quanto potrò resistere.

oggi penso che forse nn ti amerò più.

troppo male hai inflitto al mio ego,
qualcuno me lo ricorda,
rinforzandone il ricordo.

tu sei così.

forse è proprio questo che mi addolora.

tu sei sempre stato così...
infinitamente squallido.

les fleurs du male mi salveranno

 
 
 

eterno ritorno

Post n°313 pubblicato il 28 Settembre 2008 da sfigatto6

odori e sapori mi ricordano tutto d'un tempo.
nn cambierai mai.

mi illudo ogni volta che potrà essere diverso.
forse ne ho solo bisogno per me stessa.

il risultato è sempre e solo dolore.
il dolore che provochi in me è smisurato,
odio me stessa per averti permesso di nuovo,
ancora una volta,
di entrare nella mia vita
e distruggerla.

piango per me stessa
piango per me condannata a vivere senza te,
piango per me senza te,
piango per me innamorata di te,
ma sola.

andrò avanti,
per l'ennesima volta senza te.
sapendo che tu mi distruggi,
e l'assenza di te mi uccide.

piango.

il dolore nn mi da pace,
la rabbia,
la delusione,
l'amarezza
montano in me come una maionese impazzita,
vorrei chiuderti fuori da me,
ma l'amore per te, smisurato,
martella la mia mente.

ti odio per come sei,
ti amo senza perchè da sempre.

la lontanaza nn cambierà le cose,
come nn le ha cambiate fin'ora.

sarò per sempre un essenza errante,
priva del proprio amore.

lontano da te,
al fianco di qualcun'altro,
nn riuscirò a sentirmi completa,
ti odierò per nn aver voluto rendermi felice.

ti odierò per le lacrime che verserò per te ogni giorno,
per avermi quasi ucciso,
per nn aver mai avuto pietas per me.
eppure continuerò, dentro me, ad amarti sempre.

 
 
 

Post N° 312

Post n°312 pubblicato il 27 Settembre 2008 da sfigatto6

mi uccidi per l'ennesima volta.

le dinamiche si ripetono
rendendo più insopportabile il dolore.

fatico a respirare

 
 
 

Post N° 311

Post n°311 pubblicato il 20 Settembre 2008 da sfigatto6

sono così infinitamente stanca di lottare.
non ho più parole, le ho perdute, forse per sempre

 
 
 

anoressia

Post n°310 pubblicato il 20 Settembre 2008 da sfigatto6

finisce la mia giornata, dall'altro capo del mondo inizia la giornata di chi fino a poche ore fa, mi stringeva a sè.
la tele accesa è sintonizzata su grey's anatomy.
sono stata convocata per l'ennesima commisione di invalidità.
mi sento vuota.
malinconica e vuota.
malinconica perchè difronte a dieci occhi dovrò raccontare il mio dolore, certa che nn potranno capire la miseria di quello che sto loro svelando.
malinconica perchè dovrò riviverlo, dolorosamente.
vuota perchè il dolore svuota, e chi nn l'ha vissuto nn può comprenderlo.
vorrei piangere, vorrei urlare, vorrei esercitare astensione dal giudizio...
ma nessuna di queste fra infinite opzioni mi riesce.
guardo il vuoto, sento un nodo alla gola...nn è la commissione, è quello che dovrò raccontare che mi distrugge.

sono sola.
il dolore implode in me, sordo ed acuto allo stesso tempo.

 
 
 

silenzio

Post n°309 pubblicato il 08 Settembre 2008 da sfigatto6

tanto silenzio per nulla.

cinque mesi dopo, 14 kg in meno,
un amore distrutto,
l'alba di un altro che è già solo storia dei miei giorni,
faccio e disfo senza sosta, senza per questo sentirmi
più piena,
meno vuota.

nove mesi dopo sei qui.
i nostri corpi si sfiorano all'infinito,
i nostri sgurdi si incrociano,
le nostre mani si toccano,
le nostre labbra si rincorrono, infine si sfiorano.

la scintilla che vive latente in noi si incendia,
portando via tutto intorno a se.

il tempo si ferma,
siamo solo io e te.

ma la mia mente corre,
e so già che altrettanto presto svanirai,
portandoti via tutto di noi.

sola,
sarò di nuovo senza speranza,
preda zoppa in balia del mio eterno ritorno.

e mi ripeto che non commetterò gli stessi errori,
perchè voglio te,
sapendo che presto dimenticherò
di averlo desiderato,
accecata dalla malinconia e dal vuoto che arde in me.

e tu mi odierai,
per nn desiderare più te per vivere.

ed io odierò te,
per avermi permesso di nn desiderare più te per vivere.

ti ho amato.
nn fino a distruggermi,
ma ti ho amato.

ora nn so più cosa provo.
nn so cosa sei per me,
nn so cosa io sia per te.

eppure avevamo pensato ad una famiglia per noi.
eppure avevamo pensato ad un noi.

14 kg dopo,
lotto per tenere lontani i miei fantasmi.

ma i miei fantasmi ingoiono tutto di me ad ogni istante.

nn so neppure più scrivere.

tienimi con te,
e aiutami a vivere.

forse resti la mia ultima speranza.

ma domani sarai già all'altro capo del mondo.

 
 
 

Post N° 308

Post n°308 pubblicato il 29 Aprile 2008 da sfigatto6

minuti, ore, giorni
passati a guardarti negli occhi.
istanti passati a rincorrere il tuo sguardo,
istanti passati a cercare te.

istanti persi a distruggere il mio passato.
il mio passato morente  distrugge me

mi fa male quello che perdo,
senza per questo aver smesso di cercare te.

ti ho preso fino infondo,
senza per questo riuscire a smettere di attingere alla fonte del mio passato.

inebriata dalle emozioni che susciti in te,

distruggo tutto quello che ho voluto fino a morirne,

morendone per il dolore che la sua fine provoca in me.

e come sempre,
da quando ti conosco,
vorrei richiudere il vaso di pandora,
per ridare vita al nostro noi.

ma troppo ho già fatto per poterlo fare indolore.
e mi chiedo come abbia potuto
pensare di lasciarti uscire dalla mia vita.

forse ho solo paura che senza te,
morirò di dolore.
o forse mi accorgo che le emozioni
nn sono nulla in confronto  della storia di ciascuno di noi.

e fatico a respirare,
nell'assenza di te
che ho scelto per me.

e mi chiedo se posso immaginare una vita senza te.

amarti è stata la cosa più devastante della mia vita.

la passione per te brucia in me ogni giorno.

eppure sono qui a piangere per il dolore che provoco in te nella perdita di me.

ti amo.
come in ogni istante della mia vita.


 
 
 

lontananze        

Post n°307 pubblicato il 17 Marzo 2008 da sfigatto6
 
Tag: egoismo

non è stata cattiveria.
ci sono amori che non passano mai,
ci sono amori,
che credo tu non abbia mai conosciuto,
che ti sconvolgono la mente,
per finire con lo sconvolgerti la vita.

io credevo di aver fatto delle scelte.

tu ne hai fatte altre.

ma forse,
anche se tu non avessi scelto di lasciarmi sola,
difronte all'amore della mia vita,
sarai comunque caduta...
perchè nulla ho mai potuto contro i suoi sguardi,
le sue mani,
i suoi abbracci


 
 
 

eterno ritorno

Post n°306 pubblicato il 11 Marzo 2008 da sfigatto6

ti dono il mio io.

tento di dimenticare
il male
che l'assenza di te provocò.

ma fu un dolore così acuto e stridente,
da non poter smettere di sentire il suo eco in me.

e quando mi chiedo
cosa noi siamo,
non trovo una risposta,
perchè siamo stati tutto subito,
perchè siamo stati tutto,
perchè abbiamo distrutto tutto.

eppure,
nel dolore della vita,
in quello della morte,
sempre, in ogni istante,
sei stato in me.

è terribile sentire che ti amo ancora.

che ti amerò sempre,
per quanto dolore tu abbia generato in me,
per quanto male tu abbia provocato,
pur avendoti permesso di distruggermi l'esistenza,
pur avendoti accompagnato all'altare ed in tribunale,
sei in me un tutto.

e desidero tutto di te.
i tuoi occhi,
le tue carezze,
i tuoi abbracci,
cerco i tuoi piedi nella notte,
mi stringo a te, disperatamente,
per colmare tutte le assenze di te.

ma mi servirebbero migliaia di istanti di te
per superare ogni istante senza te,
che mi hanno tolto aria,
luce,
speranza,
vita,
salute,
energia.

e pur avendo tentato di odiarti per questo,
non ho mai smesso di cercarti,
non ho passato un solo giorno
senza volere te.

e mi chiedo che forma sia questa della mia malattia,
se la più pericolosa,
la più letale,
o semplicemente la mia malattia e basta.

attendo di perdermi nei singhiozzi
che un tuo gesto
scateneranno in me.

eppure godo di ogni singolo abbraccio,
come fosse l'ultimo,
perchè so che l'assenza di te
è comunque infinitamente più dolorosa
del male di te.

scelgo di nuovo,
irrazionalmente,
di giocare a dadi con la mia vita...

per chi ha perso tutto
infinite volte,
è solo una delle tante sfide.

ti dono il mio io,
senza per questo poterti più donare la mia vita
di cui tu facesti già scempio in passato,
e lascio che le carcasse della mia finta vita
se ne vadano,
trasportate dallo scorrere del fiume del tempo.

sarà un errore.
ma lo sto già facendo.

ti chiedo pietà,
sapendo che sapresti non provarne affatto,
e mi preparo all'ennesimo mea culpa.

 
 
 

pater

Post n°305 pubblicato il 11 Marzo 2008 da sfigatto6

sei lontano.

per l'ennesima volta,
ti perdi.

ti giustifico,
sapendo,
o credendo di farlo,
che stai male.

non mi cerchi,
non mi parli,
come tutti, finisci per dimenticarti di chiedermi come io stia.

ti perdo ogni giorno,
e questo mi ferisce.

l'aver esperito dell'effimeratezza della vita,
non come luogo comune,
ma come esperienza reale,
mi fa temere degli istanti che perdiamo
ogni giorno.

temo
che le parole non dette,
un giorno saranno talmente tante,
da impedirci
di dirne altre.

ti perdo,
senza poter fermare
il turbine degli eventi.

il tuo dolore
diventa anche il mio,
senza riuscire a sentire che tu riesca a prendere invece parte del mio.

terrorizzata di spegnermi
senza averti potuto parlare di me,
penso a dove lasciarti frammenti di me,
per quando non sarò più qui.

e capisco che è una sfida persa.

non hai saputo attingere il mio io
mai.

non posso fartene una colpa,
il male di vivere ti paralizza.

lotto contro il muro che alzi ogni giorno difronte a me,
sapendo che il tempo scorre inesorabile.


 
 
 

innamorarsi    

Post n°304 pubblicato il 10 Marzo 2008 da sfigatto6

sono innamorato di te.

silenzio.
nulla passa nella mia mente.
parole,
solo parole,
per me
vuote,
vacue,
senza senso.
decine di volte,
sentite,
senza per questo
provare sensazioni.

forse lo scetticismo,
la malattia,
la vita,
mi hanno reso arida.

eppure,
amarmi,
diventa la scusa
per poter farmi sentire in colpa...

come se amarmi
rendesse titolare del diritto
di sentirsi amati.

io
ho amato tanto.

tutta la vita...

scorrono nella mia mente
immagini di amori profondi,
veri ma malati,
morbosi...

e li sento così vicini,
così lontani,

così in me,
così estranei...
e mi chiedo se debba essere questo l'epilogo
di ogni amore....

mi hai scritto che ognuno è responsabile delle proprie scelte.

perchè non voglio te?

credi veramente che questo
genererà in me una responsabilità?

scusa se sorrido...

sono morta d'amore...
questa è una responsabilità...
ho lasciato l'amore...
me ne sono privata,
sono quasi morta tra le braccia di chi amo,
sono rinata per lui...
questa è responsabilità d'amare...

amare è superare il tempo che passa,
annulare la distanza,
andare oltre,
anche la morte...
amare è qualcosa che detto di me...fa ridere...perchè non mi si conosce.


tu non sai nulla di me.
come puoi parlare d'amore...


amore è rivedere la persona che hai amato,
che ti ha distrutto la vita,
che credevi di odiare,
e ritrovarsi tra le sue braccia
come il tempo non fosse passato.

amare è perdonare chi ti ha condannato a 18 anni di malattia.

amare è non rinfacciare mai niente.

forse non mi ha amato mai così nessuno.

eppure io ho amato.
mio padre,
mia madre,
il mio primo amore,
il mio miglior amico,
il mio latte di Venere,
il mio eterno ritorno...

il mio cane.

non so più amare incondizionatamente.

anche l'amore si esaurisce...

e mi accorgo che non trovo in me più spazio per amare.


due anni fa,
in questo momento lottavo con la morte.
con un sondino naso gastrico.

due anni fa,
morivo per sempre.

due anni fa...

smettevo di esserci solo perchè le persone se lo aspettano da me.

non parlarmi più d'amore.
non parlarne con chi d'amore è morto.

 
 
 

diciannovesimo anno

Post n°303 pubblicato il 22 Febbraio 2008 da sfigatto6
 

31 anni.
19 anni di malattia.
mi ritrovo con le paste ed un cartone di pizza mezzo vuoto,
per la strada.
cacciata da chi mi partorì 31 anni fa.
mi hai mandato via.
mi hai messo fuori dalla porta, con le tue mani.

piango.
ormai senza senso da sempre.
non posso comunque non amarti,
e mi chiedo se veramente qualcuno possa credere
che questo un giorno non mi farà più male.

mi sento in colpa.
per non avertelo impedito.
per averti dato atto di macchiarti anche di questo gesto.

non ho trovato in me la forza per farlo.
ho lasciato che mi chiudessi fuori,
per l'ennesima volta,
fuori dalla tua vita,
nel giorno in cui mi mettesti alla luce,
lasciandoti riconoscere
quanto questo ti pesi,
ancora oggi.

ti cerco papà,
so che sei l'unico che può capire il mio dolore,
sordo ma pungente.
so, egoisticamente,
che potrò condividerlo solo con te.

ti adoro.
mi manchi.
piango anche per te,
piango per il male che devi vivere,
per quello che devi vedere,
per quello che devi sentire.
ci sarò sempre, non temere.

19 anni di malattia. 31 di lacrime.

sono sempre qui ad attendere, che tu possa ritrovare te stessa.
ti voglio bene comunque, mamma.


 
 
 
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Data di creazione: 14/06/2006
 
 

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 DICEMBRE 1995


Sorridi anche se hai voglia di piangere,

anche se non ce la fai più,

anche se vorresti morire.

La tua vita è di tutti coloro che ti amano,

conducila il più dignitosamente

possibile.

Sii umile nella tua forza;

guarda oltre,

saprai scovare un motivo per continuare.



 

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A MIA MADRE -

 dicembre 1995

Ossessione della mia mente,ossessione del

Mio cuore,

ti ho amato sconfinatamente,

ti ho posto a capo dei miei pensieri

al mattino quando apro gli occhi,

alla sera quando mi corico

e non posso prendere sonno.

Hai impregnato di te il mio io,

condizionato le mie scelte.

Ho tentato di non odiarti mai per questo.




Il mio cuore sanguina ogni qualvolta

Ti vede soffrire,

ogni qualvolta la tua mente vaneggia.

Vorrei sollevarti nel dolore, vorrei che

La tua mente potesse vedere la luce

Coi miei occhi.

Volevo farti vivere

 
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3 DICEMBRE 2002

 

3/12/02


A volte penso che camminare rasenti la morte non possa che cambiarci profondamente,

senza scampo.

A volte credo che assaporare troppo da vicino l’assenza di vita finisca per ucciderci pian piano.

Desiderare tanto e così a lungo di morire ci uccide inevitabilmente.

E cerco una ragione per smettere di tentare di morire ogni giorno.

Prego che la morte si porti via questo blando ricordo di vita.

 

30 DICEMBRE 2002

 

30/12/02



Respiro lentamente.

Assaporo l’aria che entra in me, ascolto la sensazione strana che questo vivere, vegetare fa scaturire in me.

E mi sento senza scampo, senza me stessa, senza orizzonte, senza meta, senza via, privata di tutto e di tutti, privata di quello che fu tutto il mio mondo.

E cerco una via di fuga dal mio passato, dal mio presente, senza per questo sapere dove voler fuggire.

Osservo la vita, i fatti della vita che mi passano in fianco senza più farmi vivere.

Piango per ciò che non trovo più in me, per ciò che non sono più, per ciò che cozza contro il mio sguardo ogni volta che mi guardo intorno.

Vorrei poter dire mille cose, vorrei urlare tutto il male che ho dentro, vorrei vomitare la mia rabbia, vorrei semplicemente assenza di vita.

Sfibrata dal male di vivere, giungo sfinita all’ultimo giro di boa del mio universo, e perso anche quello, non capisco perché continuare a camminare lungo questa via che si è fagocitata tutto di me oltre che tutta me stessa.


E non scorgo pietà nello sguardo di chi tanto mi uccise, non scorgo comprensione, non scorgo amore, non scorgo più nulla perché forse non è rimasto più nulla.

Mi attacco con forza ai miei credo, senza credere più a nulla…perché tutto ciò in cui credetti soccombe sotto il peso della nostra miseria

 


IO SOTTOSCRITTA, F.B.,  nel pieno delle mie facoltà mentali, e allo scopo di salvaguardare la dignità della mia persona,affermo solennemente
con questo documento, che deve essere considerato come una vera e propria dichiarazione di volontà, il mio diritto, in caso di malattia, di scegliere tra le diverse possibilità di cura disponibili e al caso anche di rifiutarle tutte, nel rispetto dei miei principi e delle scelte di seguito indicate.

Considero prive di valore e lesive della mia dignità di persona tutte le situazioni in cui non fossi capace di un'esistenza razionale e/o fossi impossibilitato da una malattia irreversibile a condurre una vita di relazioni; e quindi considero non dignitose tutte le situazioni in cui le cure mediche non avessero altro scopo che quello di un mero prolungamento della vita vegetativa. Perciò, dato che in tali circostanze la vita sarebbe per me molto peggiore della morte, voglio che tutti i trattamenti destinati a protrarla siano sospesi o cessati.
Considero egualmente non accettabili, in quanto anch'esse peggiori della morte e in contrasto con il mio concetto di valore della vita e dignità della persona umana, situazioni in cui malattie senza prospettive di guarigione siano inutilmente prolungate attraverso cure e metodi artificiali.

Dispongo che interventi oggi comunemente definiti "provvedimenti di sostegno vitale" e che consistono in misure urgenti quali, ad esempio, la rianimazione cardiopolmonare, la ventilazione assistita, la dialisi, la chirurgia d'urgenza, le trasfusioni di sangue, l'alimentazione artificiale, terapie antibiotiche, non siano messi in atto
In particolare, nel caso io fossi affetto/a da una malattia allo stadio terminale, da una malattia o una lesione cerebrale invalidante e irreversibile, da una malattia implicante l'utilizzo permanente di macchine o altri sistemi artificiali, incluso ogni forma di alimentazione artificiale, e tale da impedirmi una normale vita di relazione, rifiuto qualsiasi forma di rianimazione o continuazione dell'esistenza dipendente da macchine e non voglio più essere sottoposto/a ad alcun trattamento terapeutico.
Chiedo inoltre formalmente che nel caso fossi affetto/a da una delle malattie sopra indicate siano intrapresi tutti i provvedimenti atti ad alleviare le mie sofferenze, compreso in particolare l'uso di farmaci oppiacei, anche se essi rischiassero di anticipare la fine della mia vita. 
 Detto infine le seguenti disposizioni 
    * non voglio l'assistenza religiosa
    * il mio corpo puo'essere donato per trapianti
    * il mio corpo puo' essere utilizzato per scopi scientifici e didattici
    * voglio essere cremato
    * non voglio funerale o altra cerimonia funebre
    * voglio che le mie ceneri vengano disperse in natura


 

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