Creato da lauraocchineri il 03/12/2010

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IL NATALE DELLE MERAVIGLIE E BUON NATALE A TUTTI

Post n°12 pubblicato il 23 Dicembre 2010 da lauraocchineri


Guarderai al chiarore che ti brilla nel cuore
e di quella scintilla porterai meraviglia.

È nel cuore, la cura, la misura
la meraviglia che dura.

Stanotte alla luce dell'alberello
ricorderai

che non porti solo tu il fardello,
accendi il Natale con un sorriso che vale;
il sorriso del cuore
fai brillar quella stella
la tua vita è bella;

Dimostra al mondo che sai
esser giocondo.
È in te il sole che accende
non far finta di niente;
Cancella il broncio
quello non va condiviso
sostituiscilo presto con un sorriso;

È Natale
non ti far pregare
sorridi al cielo, alla luna e al mare;

È in te la festa
non importa se ci sarà o meno minestra
solo tu possiedi la luce che resta.

Buon Natale delle meraviglie
scenda nel tuo cuore

 è la luce dell'amore.

 

 

 
 
 

E ARRIVIAMO A NAPOLI

Post n°11 pubblicato il 22 Dicembre 2010 da lauraocchineri

La strada
Passeggiando lungo i Decumani di 
Napoli nelle settimane che precedono il Natale non si può non notare come tutta l’attenzione sia rivolta verso un’ antica e storica via della città, nota oggi per le tante botteghe artigiane che l’hanno resa famosa nel mondo: via San Gregorio Armeno, la via degli artigiani del presepe.

La via congiunge perpendicolarmente due decumani, il Maggiore e quello Inferiore, e basta seguire i loro percorsi per giungere a quel caleidoscopio di colori, suoni, voci che è la via dei presepi: venendo da via Duomo, vi si arriva attraverso il Decumano Maggiore (via dei Tribunali) o il Decumano Inferiore (via San Biagio dei Librai).

Soluzione più semplice, per i turisti in giro con la metropolitana, è invece quella di scendere alla fermata di 
Piazza Dante della Linea 1 del metrò e proseguire per Port’Alba e da lì, attraverso via San Sebastiano, raggiungere Via Benedetto Croce (sempre una parte del Decumano Maggiore noto anche come Spaccanapoli), proprio all’altezza del campanile della chiesa di Santa Chiara e proseguire nella direzione opposta a quella che conduce a Piazza del Gesù Nuovo.


Le botteghe, i pastori ed i presepi
Difficile descrivere a parole o con immagini la moltitudine di botteghe, negozietti e bancarelle coloratissime che affollano Via San Gregorio Armeno: si è subito sopraffatti dalla quantità e dalla varietà dell’offerta.
Qui si può trovare di tutto per il presepe: dalle casette di sughero o di cartone in varie dimensioni, agli oggetti “meccanici” azionati dall’energia elettrica come mulini a vento o cascate, dai pastori di terracotta dipinti a mano a quelli alti 30 cm con abiti in tessuto cuciti su misura. Ci sono pure i pastori venditori di frutta, di pesce, il macellaio e l’acquaiola; ma pure il pizzaiolo “robotizzato” che inforna la pizza, i classici come Benito ed i Re Magi e naturalmente la Sacra Famiglia, con il corredo di bue ed asinello, in tutte le dimensioni, fatture e prezzi. Ma accanto a vere e proprie opere d’arte, frutto del lavoro di famiglie artigiane che si tramandano il mestiere da intere generazioni, si trovano aggetti a dir poco kitsch, che però denotano la fantasia e l’ironia dei napoletani: la statuetta (ma sarebbe meglio dire la caricatura) del politico o del VIP del momento è oramai divenuta uno dei classici sulle bancaralle di via San Gregorio Armeno. Alcuni artigiani si sono specializzati nella realizzazione di questi pastori sui generis e non appena un personaggio sale alla ribalta della cronaca, ne creano il relativo pastore, molto spesso enfatizzandone qualche particolare legato all’evento che lo ha reso famoso. Come non dimenticare Maradona con il suo pallone negli anni d’oro della squadra di calcio del Napoli o l’allora giudice Di Pietro e la schiera di politici condannati dell’era di Tangentopoli

Gli innumerevoli presepi esposti catturano l’attenzione di grandi e piccini. Le botteghe offrono principalmente tutto il materiale necessario per costruirsi oppure per espandere il proprio presepe. Chi vuole, però, può naturalmente acquistare un presepe già fatto, comprando poi separatamente i pastori con cui addobbarlo. In genere si parte dai 35-45 euro per modelli semplici, ma realizzati con molta cura, per i pastori da 5 cm fino a giungere alle migliaia di euro per le grandi realizzazioni basate sulle riproduzioni dei pastori classici del Settecento. 

Via San Gregorio Armeno può essere naturalmente visitata durante tutto l’anno: le gran parte delle botteghe sono sempre aperte e hanno in mostra i loro manufatti, benchè in numero ridotto. Però negli altri periodi dell’anno è possibile osservare i pastori ed ammirare gli artigiani a lavoro con maggior calma rispetto al periodo natalizio, dove il grande afflusso dei turisti rende la strada molto affollata.

 


GUARDATE QUESTO VIDEO,

"L'ARTE DEL PRESEPE"

STACCATE LA SIGLA E...
gemini1970  GRAZIE MICHELE E' IMPORTANTE QUELLO CHE HAI SCRITTO
In Italia i diversi presepi si differenziano per i diversi prodotti e materiali utilizzati per ricreare la scena della nascita del bambino Gesů. Per questo non poteva mancare il famoso Presepe Napoletano o Partenopeo, che si caratterizza per la costruzione di pastori in terracotta. Esso era quasi scomparso a seguito del travolgente successo del pastore in plastica che garantiva grosse quantitŕ e quindi prezzi bassi. Intorno al 1969 quando il pastore in terracotta sembrava esser scomparso, fu riproposto con enorme successo da un "pastoraro", Nicola De Francesco. Egli seppe recuperare le tecniche d'esecuzione e riconsegnare al popolo Napoletano ciň che stava per morire completamente. Possiamo anche ricordare il Presepe Genovese che si realizza con pastori in legno, il Presepe Pugliese che utilizza la carta pesta per realizzare il prodotto finito e dulcisi fundo il Presepe Siciliano realizzato con aggiunto di prodotti tipici siciliani come rami d'arancio e di mandarino e sul quale si utilizzano diversi materiali come corallo, madreperla ed alabastro, tutti prodotti tipici della Sicilia.

 
 
 

UN PO' DI STORIA DEL PRESEPE

Post n°10 pubblicato il 19 Dicembre 2010 da lauraocchineri

 

  Il primo vero presepe della storia fu creato nella chiesa

di Santa Maria Maggiore, a Roma. Questa usanza

divenne così popolare , che presto tante altre

 chiese vi aderirono

 

 

  Ognuna creava un presepio particolare ed unico. Le scene della natività erano spesso ornate con oro, argento, gioielli e piete preziose.
 Anche se molto popolare tra le classi più ricche, questa opulenza era quanto di più distante dal signigificato della nascita di Gesù.
  Dobbiamo il "nostro" presepe attuale a San Francesco d'Assisi, che nel 1224 decise di creare la prima Natività come era veramente descritta nella Bibbia. Il presepe che San Francesco creò nel paese di Greccio, era fatto di figure intagliate, paglia e animali veri.
Il messaggio era diretto, e poteva essere capito e recepito da tutti, ricchi e poveri.
La popolarità del presepe di San Francesco crebbe fino ad espandersi in tutto il mondo.
In Francia si chiama Crèche, in Germania Krippe, in Spagna e America Latina si chiama Nacimiento, nella Repubblica Ceca si dice Jeslicky, in Brasile si dice Pesebre, e in Costa Rica si dice Portal.

 

 
 
 

NATALE IN ARGENTINA

Post n°9 pubblicato il 18 Dicembre 2010 da lauraocchineri


In Argentina a Dicembre è piena estate. Il giorno più importante è il 24 Dicembre, la sera si riunisce tutta la famiglia e solitamente si mangia l' “asado”, carne alla brace

 

Le case sono decorate con ghirlande rosse e bianche e sulle porte sono appese le scarpe di Babbo Natale.

 Gli alberi di Natale sono decorati con luci colorate, ornamenti, e il Babbo Natale messo in cima all’albero. Fino a pochi anni fa i regali li portavano i Re Magi a Gennaio e i bambini lasciavano fuori dalla porta una scarpa e un po' di acqua e dell' erba per i cammelli. Negli ultimi anni è arrivata la tradizione di scambiare i regali a Natale.

 
 
 

NATALE IN AUSTRALIA

Post n°8 pubblicato il 18 Dicembre 2010 da lauraocchineri


Natale arriva nel bel mezzo dell’estate australiana, quando il tempo è molto caldo. Le case sono decorate con felci e foglie di palma, insieme a specialissimi fiori. Uno, chiamato “Cespuglio di Natale”, ha grappoli di piccoli fiori; un altro, “Campana di Natale”, è a forma di campanella. 
Una palma in un vaso, una volta addobbata, si trasforma in albero di Natale.In riva al mare i fusti sono decorati con luci


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NATALE IN CINA

Post n°7 pubblicato il 18 Dicembre 2010 da lauraocchineri

  
 

Il Natale in Cina è festeggiato solo dai cristiani, una ridotta percentuale di popolazione cinese. E' tradizione anche in Cina fare l'albero, chiamato "albero di luce" per le lanterne, e aspettare Babbo Natale.

 

 


 
 
 

NATALE IN SVEZIA

Post n°6 pubblicato il 18 Dicembre 2010 da lauraocchineri

SVEZIA

In Svezia i festeggiamenti del Natale cominciano la notte di S.Lucia (tra il 12 e il 13 dicembre), cucinando panini e biscotti allo zenzero. La mattina dopo, le bambine più piccole si vestono da Santa Lucia, con un lungo vestito bianco e una cintura rossa,

mentre i bambini in camicia bianca, per raffigurare le stelle, quindi  portano su un vassoio, caffé caldo e panini al resto della famiglia ancora a letto, mettendo sul vassoio anche il famoso " Julbock" il caprone di Natale, legato con fili rossi.

 

La vigilia di Natale i contadini ripongono i loro attrezzi ed ogni componente della famiglia ha una piramide di pane, biscotti, e frutta e si intinge il pane d'orzo nel liquido bollente di cottura del prosciutto natalizio. Quasi dappertutto in Scandinavia si apparecchia la tavola con un posto in più per il primo che capiti davanti alla porta che, per l'occasione, resta aperta. Il banchetto della vigilia é composto da piatti di pesce secco, prosciutto, riso al latte, vino caldo o birra zuccherata. Per ricordare che i primi ad accogliere il messaggio degli angeli furono i pastori, gruppi di ragazzi usano vestirsi da pastori e vanno di casa in casa augurando God Jul!

 

 
 
 

L'ALTRA AFRICA

Post n°5 pubblicato il 15 Dicembre 2010 da lauraocchineri

 


.

In molte parti dell'Africa,meno povera,come in Nigeria,
si celebrano le principali
 feste delle religioni presenti in misura maggiore.
Così, per Natale, le famiglie si riuniscono attorno
 agli anziani e tutti i conoscenti, senza far distin
zioni tra i culti, sono invitati a partecipare alla
 cena della vigilia. In quella sera, vige infatti
l'abitudine di lasciare aperto l'uscio di casa
per far sì che chiunque si senta il benvenuto.
 La tradizione vuole che ci si scambi regali,
spesso consistenti in cibi sia crudi che cotti.
 Ogni famiglia riceve ed offre molto più cibo di
 quanto in realtà se ne consumi, e questa ab
bondanza è considerata di buon augurio.
 Oltre ai doni alimentari, corre l'uso di donar
vestiti, specie se i destinatari sono dei bambini.
 Nei giorni che precedono il Natale sono le ragazze
 che vanno di casa in casa, ballando e cantando
 accompagnate da tamburi. Usano annunciarsi
con un biglietto in cui specificano il giorno in
 cui si esibiranno
.
Le danze proposte variano
 in base all'appartenenza etnica dei vari gruppi,
 come pure i canti, sempre composti nelle
 lingue locali. Dal 25 in avanti, invece, è la volta
 degli uomini di esibirsi lungo le strade.
 Con i volti coperti da grosse maschere di legno,
raffigurano vari personaggi legati al costume locale.
 Si dividono in due gruppi: maschere danzanti,
 dall'aspetto umano, e maschere dall'aspetto
più inquietante, temute da tutti e soprattutto
 dai bambini. La decorazione più frequente,
 in casa come in chiesa, consiste in un intreccio
di rami di palma, spesso disposti a formare
un arco, su cui vengono applicati dei grandi
 fiori bianchi che sbocciano sotto Natale. I fiori,
bellissimi, non vengono coltivati,ma i bambini si
adoperano per cercarli.Chi invece desidera
 avere delle decorazioni più durature, che
abbelliscano la casa almeno fino a Capodanno,
opta per uno dei tanti alberi artificiali presenti
 sul mercato nelle più diverse fogge,
 oppure arricchisce con nastri colorati
 e luci un piccolo banano

 

 
 
 

ASIA

Post n°4 pubblicato il 11 Dicembre 2010 da lauraocchineri

        Nicola di Bari (Licia 304 ca. - ? 345 ca.), vescovo cristiano, santopatrono della Russia, tradizionalmente associato con le celebrazioni del Natale. Si presume che le leggendarie narrazioni riguardanti la sua vita abbiano scarsi fondamenti storici; probabilmente gli agiografi hanno intessuto una biografia attribuendogli gran parte della vita di un altro Nicola, detto Sionita, che nel VI secolo fondò un monastero a Sion, presso Mira, in Licia. Secondo la narrazione Nicola, originario dell'Asia Minore, entrò nel monastero di Sion, diventando in seguito arcivescovo della Chiesa metropolita di Mira e partecipando forse al primo concilio di Nicea. Alla fine dell'XI secolo alcuni mercanti italiani recarono le sue spoglie da Mira a Bari, dove sul suo sepolcro sorge oggi una basilica. La traslazione avvenne il 9 maggio 1087.

Nicola è santo patrono dei fanciulli, degli studiosi, delle vergini, dei marinai e dei mercanti. Una leggenda narra dei doni segreti fatti da Nicola alle tre figlie di un uomo povero che, non potendo regalare loro la dote, si accingeva ad abbandonarle a una vita di peccato. Da questa leggenda proviene l'abitudine di fare doni in segreto la notte di san Nicola (6 dicembre); per la prossimità delle due date, il Natale e san Nicola vengono celebrati insieme in molti paesi dell'Europa centrale e settentrionale: Santa Claus, il Babbo Natale dei paesi anglosassoni che porta i doni ai bambini la vigilia di Natale, è infatti una corruzione di sanctus Nicolaus.

 
 
 

LEGGENDA LAPPONE

Post n°3 pubblicato il 06 Dicembre 2010 da lauraocchineri

 

Sapete perché su diversi puntali dell'albero di Natale c'è un angioletto sulla cima?

La risposta è data da un'antica leggenda lappone: era il 24 Dicembre di molti anni fa e Babbo Natale si svegliò già impensierito per il duro lavoro che lo aspettava quella sera. Alzandosi dal letto si accorse che i suoi stivali neri non erano lì accanto.
Preoccupato chiese spiegazioni ad uno gnomo
che gli spiegò che gli stivali erano a lucidare.


Così tornò in camera ma si accorse con disappunto che neanche i pantaloni rossi erano al loro posto.Sempre più arrabbiato e preoccupato scoprì che sua moglie glieli stava rammendando. Scese infine nella stalla e con grande rabbia vide che le renne non erano ancora state preparate

 

.

Imbestialito rimproverò diversi collaboratori e si ritirò nel suo studio. Era così arrabbiato che non si accorse che qualcuno bussava alla sua porta. Toc toc. Il suono si fece sempre più insistente.TOC TOC TOC. Finchè Babbo Natale balzò in piedi e spalancò la porta.
La figura sull'uscio disse: "Buongiorno Babbo Natale, sono l'angioletto.Ho portato il puntale per l'albero, dove lo devo mettere?"

 
 
 

U.S.A. Leggenda di Natale

Post n°1 pubblicato il 03 Dicembre 2010 da lauraocchineri

La leggenda di Rudolph, la renna con il naso rosso

 

Babbo Natale con slitta

E’ nata negli Stati Uniti nel 1939 quando un grande magazzino il Montgomery Ward, decise di inventare una favola legata al Natale per i suoi acquirenti.

Così iniziò quasi per magia la storia di “Rudolph, la renna con il naso rosso“.

Rudolph la renna dal naso rosso 

Rudolph non era uguale alle altre renne di Babbo Natale che trainavano la sua slitta, Prancer, Vixen, Donner, Dixen, Dasher, Cupid, Dazzle, Comet, non aveva il naso nero, ma purtroppo aveva un grosso naso rosso che si accendeva e per questo difetto veniva presa in giro, era solita nascondersi per non farsi vedere e non subire così continue offese.

Ma una Vigilia di Natale la nebbia era fittissima e non si riusciva a vedere, Babbo Natale era preoccupato perché non sarebbe sicuramente riuscito a portare i doni, ma vide Rudolph con il suo naso luminoso e subito la prese con sé perché facesse da guida alla sua slitta.

Fu proprio grazie al grosso naso rosso di Rudolph che le notti, in cui le strade erano colme di neve e di nebbia, furono illuminate per sempre al passaggio della slitta.

 
 
 

dono di mar1anna,grazie

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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