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Creato da buknowski il 11/09/2006
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ho avuto molte donne nella mia vita ma tutte insieme non ne hanno fatto un uomo

 

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visti e rivisti

 













 

lui: ma tu hai mai amato una donna?
l'altro: non interamente, ho amato alcuni pezzi di donne ...diciamo che il mio amore ideale è un patchwork.

 

salle cinematographique

 










 

postilla

 

ogni riferimento a fatti persone e luoghi realmente esistenti presenti ne la muchacha que se ahoga è da ritenersi puramente casuale.

 

visti e rivisti

 


 

visti e rivisti

 










 

visti e rivisti

 



 

visti e rivisti

 






 

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visti e rivisti

 



 

spulcio

 

 

visti e rivisti

 

 

 

 

'Can everybody write on this blog? can everybody publish their comments?
i don't think so'.
 
Allan Stewart Königsberg

 
 

 

 

don't panic

Post n°93 pubblicato il 07 Febbraio 2010 da buknowski


_Stiamo affondando come pietre. Tutto ciò per il quale lottiamo, tutti i posti in cui siamo andati, tutto di noi è stato rovinato. Viviamo in un magnifico mondo e tutto quello che so è che non c’e niente qui da cui scappare perché tutti hanno qualcuno su cui appoggiarsi.

 
 
 

downtown

Post n°92 pubblicato il 24 Gennaio 2010 da buknowski


Torno e rifletto sul tempo da trascorrere inseguendo il tempo da impiegare sugli alberi innevati, qualcosa che dovrebbe avere a che fare con un precedente diniego. Siete mai stati investiti da una macchina? Avete mai dormito per più di ventiquattro ore senza mai prendere sonno? Avete mai inseguito donne nude sanguinanti e senza un dente per le vie di una città un tempo perfida, a dire di qualcuno appartenente a un tempo che mai più ritornerà? Siete riusciti a rendervi felici? Se siete ancora vivi provate a fare tutto ciò, tempera gli umori inconsistenti.

 
 
 

back to black

Post n°91 pubblicato il 22 Novembre 2009 da buknowski


_Non si è fatto scrupoli, ha provveduto a tenersi il cazzo bagnato come mi sono sempre aspettata. Io sono ubriaca fradicia e le mie lacrime si sono prosciugate. Vado avanti senza il mio uomo. Tu sei tornato indietro da lei che è stata all’oscuro di tutto ciò che c’è stato fra di noi, ed io ho calpestato un terreno dissestato. Le circostanze mi sono sfavorevoli. Tornerò in lutto. Ci siamo detti addio solo a parole, io sono morta un centinaio di volte. Tu torni da lei e io ritorno da... io ritorno da noi. Ti amavo tanto, non era abbastanza. A te piaceva la coca e a me il fumo e la vita è come una canna fumaria ed io sono un minuscolo penny che prova a risalirne le mura.

 
 
 

ain't got no (i got life)

Post n°90 pubblicato il 18 Novembre 2009 da buknowski


_Non ho casa, non ho scarpe, non ho soldi, non ho classe, non ho gonne, non ho un golf, non ho un profumo, non ho un letto, non ho idee. Non ho una madre, non ho una cultura, non ho amici, non ho istruzione, non ho amore, non ho un nome, non ho biglietti, gettoni... non ho un Dio. E cosa ho?
Ho la mia testa, ho il mio cervello, ho le mie orecchie, ho i miei occhi, ho il mio naso, ho la mia bocca, ho il mio sorriso, ho la mia lingua, ho il mio mento, ho il mio collo, ho le mie tette, ho il mio cuore, ho la mia anima, ho la mia schiena, ho la mia fica, ho le mie braccia, ho le mie mani, ho i miei piedi e le mie dita dita dei piedi, ho il mio fegato, ho il mio sangue.
Ho la vita, ho la mia libertà.
Ho la vita e la terrò.
Ho la vità e nessuno me la porterà via.


sconnessione vincente:

1)   polly jean harvey - dress
2)   radiohead - everything in its right place
3)   sonic youth - diamond sea
4)   nirvana - marigold
5)   cat power - satisfaction
6)   lily allen - not fair
7)   liquido
7)   maximo park - russian literature

9)   the dresden dolls - dirty whacks
10) pleasure - back to you
10) yeah yeah yeahs - rich

12) apartment - falling into place
13) death cab for cutie - soul meets body
13) digitalism - pogo
13) nada surf - see these bones
13) telefon tel aviv - the byrds
17) whomadewho - keep me in the plane
18) late of pier - focker
18) sparklehorse - piano fire
18) the departure - dirty words
21) cassius - toop toop
21) fischerspooner - the 15th
21) zzz - lover

24) does it offend you, yeah? - we are rockstars
24) every move a picture - on the edge of something beautiful
24) miss kittin and the hacker - 1000 dreams
24) robocop kraus - in fact you're just fiction
24) stellastar - in the walls
24) the field - over the ice
30) lindstrom - further into the future

 
 
 

primo festival della canzone bucchina

Post n°88 pubblicato il 28 Ottobre 2009 da buknowski


Considerata la generale decadenza compito degli illuminati è quello di scuotere gli stronzi dallo stolto sopire e di indurli all'ascolto di meraviglie popolari, almeno nell'Anglosassonia:

apartment - falling into place

cassius - toop toop
cat power - satisfaction
death cab for cutie - soul meets body
digitalism - pogo

does it offend you, yeah? - we are rockstars
every move a picture - on the edge of something beautiful

fischerspooner - the 15th

late of the pier - focker
lily allen - not fair
lindstrom - further into the future
liquido - ordinary life
maximo park - russian literature
miss kittin and the hacker -  1000 dreams
nada surf - see these bones
nirvana - marigold
pleasure - back to you
polly jean harvey - dress
radiohead - everything in its right place
robocop kraus - in fact you're just fiction

sonic youth - diamond sea

sparklehorse - piano fire
stellastarr - in the walls
telefon tel aviv - the byrds

the departure - dirty words
the dresden dolls - thirty whacks
the field - over the ice
whomadewho - keep me in the plane
yeah yeah yeahs - rich
zzz - lover

 

Festival dedicato alla memoria di

Charles W. Cooper (1977 - 2009)


Ogni festival che si rispetti ha il suo vincitore. Sarei lieto se esprimeste, a parole vostre, cinque preferenze, i cinque brani che più vi aggradano.
Vostro ormai affezionato Buknowski.

 
 
 

La muchacha que se ahoga, capitolo I - paragrafo IV

Post n°87 pubblicato il 17 Ottobre 2009 da buknowski


(segue)
L’appuntamento era alle undici e il luogo da cui partii distava un'ora da Pozzuoli. Quindi, in teoria, alle dieci avrei dovuto lasciare casa.  Ma partii a mezzanotte ed arrivai da lei alle due. Sì perché Francisco, di cui vi parlerò più avanti, mi chiese il favore di accompagnarlo da Isabella, sua compagna, che aveva preso da qualche mese una stanza per studenti in via dei Tribunali, nel cuore di Napoli. Pozzuoli è più a nord ed io ero di strada. Faccio un favore ad un amico, scontato. Il fatto però è che io certi posti non li conosco perché non me ne è mai fregato un cazzo conoscerli, e così mi perdo. Sbaglio l’uscita per Pozzuoli e perdo tempo ulteriore nel rimettermi in carreggiata. Quando finalmente ritrovo la strada l'incontro all’uscita della tangenziale, ma oramai sono le due. Lei è in una marbella, ferma ad aspettare. Io esco dalla mia punto, vengo riconosciuto: sono quello della foto con lo stivale. Davanti a me si proietta la figura, bassa ma molto carina, della muchacha que se ahoga. Piacere Manuel, piacere Aletia. Che faccio? Ti seguo così posi la macchina e andiamo con la mia? Occhei, seguimi. E così faccio, la seguo sino a via Gabriel Garcia Marquez e me la carico in macchina. Dunque, dove andiamo? Ah, scusa per il ritardo ma… Stavo quasi per chiederti di non venire più, sono pronta da tre ore. Perdonami ma… dove andiamo? Gira lì, poi segui diritto. Finalmente ci incontriamo. Eri mai stato nel puteolano? No, mai. E’ carino qui. Detto questo mi attacca a parlare della storia le usanze i costumi le danze del posto, io ascolto e non ascolto ma comunque annuisco sparando qualche ‘ma davvero?’ o ‘ma dai!’ di tanto in tanto. La strada prosegue dritta. Parcheggia lì, è tardi ma forse qualcosa è ancora aperto. Qui c’è un locale, eccoci. Il locale in effetti c’era, e pure il parcheggio. E pure il parcheggiatore abusivo che mi chiede due euro, sì perché a Napoli il parcheggio abusivo costa più di quello comunale. Strano ma vero. Io gli do quello che ho, cinquanta centesimi, non ho altro, ciao chiavica. Così mi ritrovo seduto al tavolo, faccia a faccia con
la muchacha que se ahoga. Cosa prendi? Una birra, tu? Io pure, grande. Due grandi allora. Vada per due grandi. Il locale è vuoto. Dei musicisti improvvisati smontano gli strumenti di una serata andata sicuramente male, a guardare dalle loro facce. Io ero lì, in un posto praticamente isolato perché, come successivamente mi confessò la stessa muchacha que se ahoga, lì nessuno ci avrebbe mai visti. Era solita portare lontano dagli sguardi indiscreti gli amanti occasionali, gli uomini che avrebbe visto e posseduto una o due volte soltanto. Il nostro era un appuntamento al buio e al buio doveva svolgersi. Solo che il locale fuori mano sta già chiudendo, cazzo che posto di merda, pensai, io a quest’ora dalle mie parti esco e qui è già tutto chiuso. In realtà la costa puteolana d’estate pullula di gente, certo discutibile, ma quando vuoi distrarti è la quantità, la massa a fare l'effetto che deve sulla tua mente che tutto vuole meno che pensare. Ma la costa a me era bandita, troppo rischioso. Resta un giro panoramico con tanto di postilla orale al seguito. Sì, simpatica questa ragazza. Ci siamo scambiati opinioni sul solito: musica cinema e amore. Io le accenno qualcosa della mia vita passata, non faccio nomi, cosa che lei fa. Non si fanno nomi, no. Quando si parla dell’andato lo si fa ragionando in termini astratti e prenderla come una sorta di scuola, una scuola da cui puoi avere appreso nozioni più o meno generali sul determinato funzionamento di alcune dinamiche.
(continua)

 
 
 

whatever works

Post n°86 pubblicato il 06 Ottobre 2009 da buknowski

 


Scontando una equilibrata fusione di fattori sia quantitativi sia qualitativi, che trovano rara corrispondenza nel cinema non solo attuale, Woody Allen è, senza ombra di dubbio, il più grande regista vivente. Penso al genio traspositivo di uno Stanley Kubrick o al talento strizzato e talvolta sprecato di Nanni Moretti, due esempi seppure diversi di un accomodamento borghese giustificato più o meno sempre dall’impedimento produttivo. Per ribadire le parole del professore e portaborse Luciano Sandulli “La letteratura italiana dell'800 [...] è penosa, andrebbe saltata in blocco. Che cosa ce ne può importare a noi di un Silvio Pellico,
di un Berchet, di uno Zanella, di un Carducci? E anche Manzoni, diciamo una buona volta la verità: mentre lui per cinquant’anni scrive e riscrive I promessi sposi, Balzac infila uno dopo l'altro dieci capolavori, Melville scrive l'immenso Moby Dick, e Dostoevskij... beh, Dostoevskij scrive L'idiota, Delitto e Castigo e I fratelli Karamazov.” Dunque Allen sta al cinema come Fedor alla letteratura? Probabilmente sì, con la differenza che l’ebreo nuiorchese riesce ad andare addirittura oltre le responsabilità morali dello scrittore russo a cui dedicò il suo Match point. Lo supera per ragioni contestuali, non per altro, e non solo per riquadri fisici ma anche e soprattutto temporali, tanto che se oggi Dostoevskij fosse vivo probabilmente andrebbe a puttane nella Grande Mela, luogo di perdizione in cui Dio è gay e fa l’arredatore. E nella stessa New York trovano la loro giusta dimensione Marietta, moglie meridionale e bigotta che finisce col fare l’amore con due uomini coi quali andrà a vivere, e suo marito John, rispettato conservatore del Mississippi che scopre di amare il pesce. Allen insomma suscita qualche risata in più rispetto a Fedor che non ne suscitava nessuna, ma non tralascia per questo le sue profonde disquisizioni sulle umane relazioni che, a dire di Boris Yelnikoff, falliscono per una mancata visione di insieme da parte degli attori coinvolti. Woody Allen è, coi suoi infiniti altri ego,  profondo, volgare, snob, cinico ma ilare, intellettuale, spocchioso ed arrogante ma è l’unico a sfornare cinema da oltre quarant’anni con metodica puntualità giungendo così al suo quarantesimo film realizzato dietro la macchina da presa: Whatever works. Basta che funzioni, a prescindere dai fattori ostinati e contrari basta che funzioni. E sapete da cosa dipende l’esito di un qualsiasi progetto? Dalla machiavellica fortuna, dal quel caso imprevedibile secondò Niccolò. Ma attenzione, la fortuna secondo il proto politologo toscano è solo l’ultimo dei fattori indispensabili alla buona riuscita di un governo, o di un fine prodotto, come nella fattispecie. Anche se è solo il caso, in ultima istanza, a possedere quella sorta di potere di esecuzione, ad esso non può e non deve mancare la virtù perché “la fortuna domina solo su metà delle nostre azioni, lasciando l’altra al nostro libero arbitrio. Se gli uomini sapranno usare con accortezza e lungimiranza la loro intelligenza, la loro conoscenza e la loro prudenza, avranno la possibilità di opporsi alla fortuna.
Il paradigma insomma sembra essere ancora una volta quello di Cesare Borgia, anche se Allen non deve che a sé stesso l’essere riuscito a fondere virtù e fortuna e a perseverare quando questa venne meno. Mi riferisco al periodo artisticamente più basso (o forse dovrei dire meno alto), che va dallo scorpione di Giada alla Melinda doppia, dalla moglie fatta a pezzi da Alfonso Arau al brutto ma significativo, in quanto consapevole d’esserlo, Hollywood Ending. Woody Allen è sessualmente disturbato ma è riuscito a creare la giusta e prolifica alchimia tramutando in arte i suoi vizi, anche i peggiori. Ed è così che, da Play it again, Sam (film di transizione firmato da Herbert Ross) comincia il secondo periodo del regista, quello che pur mantenendo l’idiozia comica (che metterà definitivamente da parte dopo i grotteschi e assurdi quesiti sul sesso culminati nell’innamoramento della deliziosa pecora Daisy o nell’assalto da parte di una tetta gigante) si affaccia a orizzonti nuovi. E’ quel fascino famoso e discreto che lo porterà a interpretare un comico di successo in Annie Hall, in cui soffre di anedonia come il Boris di Whatever works; un autore televisivo in Manhattan, un regista in Stardust Memories, documentarista in Crimes and Misdemeanors, docente universitario in Husbands and Wives, scrittore in Deconstructing Harry. Oggi Allan Stewart Königsberg ha deciso di lasciare ad altri poco più giovani di lui il compito di sciorinare una superiorità di fatto indiscutibile se avalliamo la tesi della necessaria corrispondenza tra le intenzioni e i fatti. Boris sembra chiudere l’immenso cerchio autoriale che porta finalmente ad una presa di distanza totale verso tutto, sesso in primis. Sembra essere il suo una sorta di distacco verso qualcosa che in un modo o nell’altro non si può più avere. Ma la vita riserva sorprese anche se provi a suicidarti lanciandoti dalla finestra del tuo appartamento, sembra dirci il regista. Mai disperare insomma, con personaggi che ritornano se pensiamo al Mickey Sachs di Hannah and her sisters, il quale senza Duck soup, la guerra lampo dei fratelli Marx vista per caso in tv, non sarebbe mai arrivato a scoprire il reale significato della vita: spassarsela.

 
 
 

Let down

Post n°85 pubblicato il 01 Ottobre 2009 da buknowski



_Trasporti, autostrade e linee tranviarie partono per poi fermarsi, decollano e atterrano. Sensazione di vuoto assoluto, sentimentalismo da poco.
Aggrappàti a bottiglie, e quando arrivano è così deludente. Sono deluso e inconcludente, schiacciato sotto la suola come un insetto. Sono deluso e inconcludente, conchiglia frantumata. Succhi che colano, ali che fremono, gambe che vanno.
Non fare la sentimentale, finisce sempre in stupidaggini prima o poi. Mi spunteranno le ali, una reazione chimica, isterica e inutile. Sono nuovamente deluso.
Sai a che punto sei? Il pavimento crolla galleggiando, rimbalza e un giorno saprai a che punto sei. Mi spunteranno le ali.
Una reazione chimica, isterica e inutile.

 
 
 

Magnificat

Post n°84 pubblicato il 26 Settembre 2009 da buknowski


L'anima mia magnifica il Signore e

 il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà del suo servo. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beato. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

sconnessione ventiseiesima: ringrazio il popolo e Dio d'averlo liberato.

 
 
 

La muchacha que se ahoga, capitolo I - paragrafo III

Post n°83 pubblicato il 18 Settembre 2009 da buknowski


(segue)
Tutto questo è ancora virtuale e a me non basta, non per qualcosa ma perché se a me piace un quadro di un artista poi ne vedo la mostra e mi ci fisso, mi ci appassiono. Fermo davanti ad ogni sua opera per decine di minuti ne assaporo l’essenza ed il particolare. E’ possibile vederti? Non proprio così, ma con stile, quasi una domanda buttata lì che chissà se coglierai. La tua foto con lo stivale in aria mi ha colpito molto, sei tu? Sì, era una notte di maggio ed io ero ubriaco. Trovammo questa scarpa appesa alla parete del centro storico di Salerno e ci immortalammo, io e Francisco, reciprocamente. Quello è lo scatto migliore ma ce ne sono altri, di entrambi. Posso venerdì, in genere lavoro ma posso fare uno strappo, per te. Che onore, spero ne varrà la pena, per te. Inutile dire che io di questa ragazza che affonda m’ero già invaghito prima ancora di incontrarla: ero single, libero e sereno, disposto a dare cose che ancora conservavo lì, nel mio cassetto. C’è un aspetto che mi riguarda il cui pensiero ancora oggi mi fa incazzare: nonostante possa considerarmi un gentleman, specie se la donna in questione mi piace molto, non riesco mai ad essere puntuale agli appuntamenti. Sì perché mi viene da pisciare tantissimo prima di partire da casa, e poi i vestiti: la maglietta da viaggio da indossare fino a sotto casa sua e da cambiare con la camicia ufficiale della serata, pulita perché tengo al mio buon profumo. Sono un perfezionista, ma credo che chi faccia ciò per una donna meriti più di quello che io ho ricevuto. Da Aletia, ma non solo da lei. C’è da dire che un ulteriore motivo del mio ritardo fu il tempo che impiegai a registrare una cassetta da novanta per l’occasione. Il lettore cd, per i motivi di cui sopra, in macchina ce l’ho da appena un anno e questi sono fatti che risalgono a tre anni fa. Dunque l’audiotape: la romantica compilation dedicata ad una persona o ad una celebrazione che chi di noi nati negli anni settanta non ha fatto almeno una volta. Dunque se la cassetta è da novanta, cioè da un’ora e mezza, ci vogliono almeno due ore per finirla, considerati i minuti che impieghi per cambiare i cd e scegliere i pezzi. Ma io sono un folle e famoso tra gli amici per le meravigliose cassette che non hanno nemmeno un minuto di vuoto, tra il lato a e il lato b. Dunque aggiungo sperimentazioni strumentali di venti, trenta secondi, anche in virtù del numero di dischi da me posseduto e dal fatto che sono, o forse dovrei dire sono stato, un disc jockey. Quindi le due ore possono diventare anche cinque, naturalmente facendo altro nel mentre. Quella cassetta cominciai ad inciderla alle cinque del pomeriggio per finirla infatti alle dieci di sera, forse per la passione e l’attenzione che impiegai nel curare ogni dettaglio di quello che per me rappresentava un incontro molto particolare.
(continua)

 
 
 

ebefrenia

Post n°82 pubblicato il 11 Settembre 2009 da buknowski

 

La schizofrenia è una psicosi che si caratterizza per disgregazione della personalità e deterioramento mentale con alterazioni del pensiero, dell'affettività e del comportamento. La causa non è conosciuta del tutto e coinvolge diversi fattori (ereditari, biologici, psicologici e socio-ambientali). Un ruolo importante giocano le dinamiche familiari, come una comunicazione disturbata, relazioni distorte e scarsa distinzione dei ruoli. La schizofrenia colpisce in particolare l'età giovanile, dai 15 ai 35 anni. Distinguiamo la schizofrenia simplex, con progressivo deterioramento intellettivo e limitate funzioni psichiche; la schizofrenia paranoide, con deliri e allucinazioni e schizofrenia catatonica, con disturbi psicomotori acinetici; l'ebefrenia, con inadeguatezza e incoerenza di pensiero, comportamento e affettività. Concentriamoci su quest'ultima. L'ebefrenia è detta anche psicosi della giovinezza. Si manifesta con svogliatezza, bizzarria nei comportamenti e aspetti nevrotici. Raramente l'insorgenza è caratterizzata da crisi d'ansia o fughe o allegrezza ingiustificata. Nel giro di qualche anno il quadro clinico si completa con: fatica relazionale, incoerenza, eccitamento anche violento, allucinazioni uditive e deliri frammentari. Una risposta positiva alla terapia è piuttosto rara.

sconnessione venticinquesima: vi si interviene con neurolettici, interventi psicologici e misure socio-assistenziali.

 
 
 

sentimento

Post n°81 pubblicato il 06 Agosto 2009 da buknowski



Ecco, basta sentirti anche solo per pochi istanti che riprendo a respirare. Respiro, respiro, respiro la tua voce, respiro te che sei lontana dal posto in cui mi trovo, forse lontana dal mio cuore. Respiro la felicità che continui a darmi tuo malgrado, respiro la bellezza che per me hai sempre rappresentato, respiro l'amore per te perché è l'unica che so.

 
 
 

tributo

Post n°80 pubblicato il 04 Agosto 2009 da buknowski

 

Io dormo mentre i miei sogni sognano di fughe per le vie del centro e tu stai con me oppure no, soltanto un attimo ti pagherò, soltanto un attimo e poi vai via. Ma tu dormi mentre i miei sogni crollano. Stai con me. Oppure no. Ed il sole muore mentre i miei sogni volano.

 
 
 

La muchacha que se ahoga, capitolo I - paragrafo II

Post n°79 pubblicato il 29 Luglio 2009 da buknowski

 

(segue)
Posso dunque giungere alla conclusione, dopo circa vent’anni di mio vissuto in Campania, che il napoletano oltre ad essere incolto è anche violento, di una violenza fine a se stessa, un po’ come i drughi ma per nulla affascinanti. Un drugo cafone se vogliamo. Ho appurato tra l’altro che un napoletano sano di mente su diecimila, questo il rapporto, è anche d’accordo con questa mia tesi. Vivere tra Salerno, Napoli, Caserta, Benevento ed Avellino è insomma molto triste, così come lo sarà probabilmente vivere in Friuli Venezia Giulia o in Calabria. Sprecare la propria esistenza in un posto dove i servizi sono pari a zero, dove il lavoro ci sarebbe pure ma a nero e sottopagato è umiliante. Vivere in Italia insegna anche questo, prostrarsi al nulla sperando che il giorno passi senza troppi patemi d’animo, questa la cultura dello “scordiamoci il passato” che prima ti insegna a metterlo nel culo al prossimo e poi a berci su. E infatti, a ben pensare, a bere ho bevuto in questi anni, e pure molto, ma non per dimenticare, solo per non odiare. Rintanandomi nel privato, errore gravissimo ma oramai comune, ho avuto accesso a mondi nuovi seppure virtuali. Aletia l’ho conosciuta così, in rete. Casualmente approdai al suo spazio pregno di scritti forse affascinanti perché supportati da una buona colonna sonora e da discrete citazioni pseudo colte. L’ho trovata e l’ho cercata, inizialmente invano. Poi lentamente capii che bisognava solo perderci del tempo, come con tutte le donne. Tempo che nella pause tra il lavoro e lo studio mi permise di mettermici in contatto. Sono scenografa, laureata all’accademia di belle arti, e ho molti gatti. Interessante. Ma lavori? Scopi? Ami? Domande che mi viene spontaneo di fare a tutti dopo i primi cinque minuti di approccio. Ma il formale ha ancora una sua funzione, necessaria direi per non apparire strani, pericolosi. Sì perché se sei strano e fai domande fuori dal normale o rimedi una grande scopata dopo appena tre ore oppure un silenzio definitivo. Le scopate a me non sono mai mancate, quindi meglio mantenersi sul formale. E poi mi devi spiegare cosa apprezzi e perché lo apprezzi, perché hai chiamato una tua pianta Cabiria e perché in ogni tua foto sembri diversa. Sono sempre io. Cabiria è morta perché non ha avuto abbastanza attenzioni, delle piante devi averne cura. Come con le persone. Già, come con le persone.
(continua)

 
 
 

Ensaio sobre a cegueira

Post n°78 pubblicato il 23 Luglio 2009 da buknowski

 

Si aspettava che dicessi qualcosa riguardo il bel tempo, ma il tempo è passato a prendere il tram. La cattiveria e l'indifferenza rendono ciechi, sostiene Saramago, di una cecità bianca: perderemo tutti la vista, compresi gli oculisti e i maghi. Io a ottobre vado via, vi lascio in quarantena.

sconnessione ventiquattresima: la donna che amava l'uomo divenuto cieco all'improvviso, e che i gendarmi stavano portando in isolamento per non rischiare che infettasse gli altri, si finse cieca anch'essa pur di rimanergli vicino.

 
 
 

La muchacha que se ahoga, capitolo I - paragrafo I (febbraio 2006)

Post n°77 pubblicato il 20 Luglio 2009 da buknowski


Ricordo tutto, ricordo come quel giorno ebbi accesso per la prima volta al suo profilo, preso dalla gioia nuova d’avere finalmente acquisito un mezzo tanto potente che sembrava rendere veramente globale il nostro villaggio dandoci a tutti l’opportunità di navigare nell’etere. E’ risaputo che a noi operai, figli a nostra volta di operai, tutto arriva prima o poi anche se con estremo ritardo: dalle macchine di seconda o terza mano in voga dieci anni prima al cellulare touch screen, dall’amiga quando è appena uscita la playstation uno alla playstation uno quando è appena uscita la playstation tre e via dicendo. Sembrava che grazie a quel mezzo anch’io potessi acquisire informazioni su tutto o più o meno tutto, parlare con gente lontana migliaia di chilometri da me, magari dall’altra parte dell’oceano. Potevo rintracciare addirittura Daniele, il mio compagno di banco delle superiori che adesso vive a Melbourne e al quale ero tanto legato. Sembrava insomma non avere né limiti né confini quello schermo a cui poni una domanda ottenendo non una ma mille risposte. L’entusiasmo, non lo nascondo, era forte. Forse è questo il guaio di vivere in Italia, specie se meridionale. La storia del mare e del sole io non l’ho mai concepita, l’idea di vivere in un posto dove fondamentalmente o stai in vacanza dodici mesi all’anno oppure accetti di partecipare ad un sistema economico che è tra i più degradanti d’Europa, gestito o dalle lobby o dalla mafia, che è poi la stessa cosa. Vivere in posti così, posti né carne né pesce, può portare e porta molti scompensi ad una popolazione come la nostra storicamente incapace di reagire veramente e che oltre allo starsene seduta in bar o localini del cazzo a parlare di cazzate in modo sgrammaticato non sa che altro fare. Dunque se il massimo da fare è andare a Napoli, città a mio parere da radere al suolo, e stare con una mano sul portafogli e con un occhio attento agli scooteristi che passando possono lanciarti di tutto, dagli oggetti non identificati ai ceffoni, non è il massimo delle aspirazioni. Avrebbe un senso se gli idioti in questione conoscessero Monicelli, ma ho appurato personalmente che gli idioti Monicelli non sanno proprio chi sia.
(continua)

 
 
 

meccanismi

Post n°76 pubblicato il 11 Luglio 2009 da buknowski

Svuotarsi i coglioni può portare ad una improvvisa quanto passeggera saggezza, come un colpo di fulmine che per un attimo illumina tutta la tua vita. Poi il lampo passa e le successive tenebre riempiono nuovamente e lentamente i coglioni. E' un ciclo, un ciclo assurdo, che un attimo prima dello svuotamento può anche portare a livelli di follia estrema. Un uomo pur di possedere, scopare una donna, è disposto a riempirla di tutte le cazzate che lei ama sentire. Cazzate necessarie riguardo la stima, l'intelligenza, la bellezza. Attimi di intimità e di passione dove il tono sbagliato di una parola pronunciata può anche risultare fatale. La donna, specie la donna contemporanea, crede di misurare il proprio potere sull'altro in base all'apertura delle cosce. La donna che apre le cosce troppo spesso, troppo spesso poi non sa scopare. L'uomo incanala contento della facile preda, ma sa benissimo, nonostante i dovuti gesti di attrazione mostrati, che quella è una scopata mediocre. Morale: la donna facile scopa sperando di ottenere la stima e di influire sulle successive decisioni dell'uomo, quindi d'averne il controllo, uomo che dal suo canto  attinge ogni qualvolta il livello di saturazione dei coglioni è massimo, non avendo alcun dubbio sul fatto che la donna fautrice di tale svuotamento ai suoi occhi sia solo una triste ed infelice puttana.

 
 
 

yellow lady

Post n°75 pubblicato il 26 Giugno 2009 da buknowski

 

Tonia era una ragazza bellissima, certo alta un metro e un cazzo ma col volto di una dea, forse triste. Tonia aveva un paio di tette straordinarie, di quelle tette grosse e toste che solo a guardarle ti si rizza.
Tonia era oggettivamente bella, chi dei ragazzi del bar non ci ha fatto un pensiero almeno una volta? Tonia però aveva un problema, un problema la cui misura io e i miei amici non siamo mai riusciti a rilevare. Tonia aveva i denti completamente gialli, di un giallo quasi abbagliante. E così al bar in più di un'occasione si è discusso dell'ostacolo, tentando di capire quale potesse essere il modo di scoparsela senza accusarne il giallore. Tonia, alla fine, non se l'è scopata nessuno. O almeno nessuno di noi. Ora Tonia è l'amante di un uomo sposato, molto geloso, tanto che Tonia, l'ultima volta che l'ho vista, anni orsono, non mi ha nemmeno salutato.

 
 
 

somebody

Post n°74 pubblicato il 16 Giugno 2009 da buknowski

 06.032.009_Voglio qualcuno che condivida il resto della mia vita, condivida i miei pensieri più profondi, conosca i miei particolari più intimi, qualcuno che starà al mio fianco e mi darà il suo aiuto ed in cambio riceverà il mio.
Lei mi ascolterà quando vorrò parlare del mondo in cui viviamo e della vita in generale.
Nonostante i miei punti di vista possano essere sbagliati, possano essere addirittura perversi, lei mi ascolterà fino in fondo e non si convertirà facilmente al mio modo di pensare. Infatti lei spesso non sarà d'accordo ma alla fin fine mi capirà.
Voglio qualcuno che si preoccupi di me appassionatamente con ogni pensiero e con ogni respiro, qualcuno che mi aiuterà a vedere le cose sotto una luce diversa.
Tutte le cose che detesto mi piaceranno quasi.
Non voglio essere legato ai fili di nessuno, sto cercando attentamente di evitare quelle cose, ma quando sono addormentato voglio qualcuno che metterà le sue braccia attorno a me e mi bacerà teneramente nonostante cose come questa mi facciano star male.
In un caso come questo sopporterò.

 
 
 

io vorrei che tu avessi qualcosa da dire

Post n°72 pubblicato il 28 Maggio 2009 da buknowski

 05.032.009Sicuro della mia dizione sottratta al prodotto dei rapporti tra le coppie, correggo la matassa con il rosso in quanto non ne posso più parlare con chiunque sia pure un altro lato della medaglia al rovescio.

 
 
 
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