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Creato da ideexlacasa il 20/06/2009

La Casalinga

Consigli e curiosità domestiche (by RicamiAmo)

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PARLIAMO DI VIP.......

 

Lindsay Lohan condannata per furto a 120 giorni di reclusione

Si è finalmente conclusa l’epopea legale che ha coinvolto la giovane Lindsay Lohan, condannata a 120 giorni di reclusione che sconterà agli arresti domiciliari.

Le celebrità se la cavano sempre con poco, e così la chiacchierata Lindsay sconterà molto probabilmente la sua condanna nella sua lussuosa casa a Venice Beach, in California. Ma non è tutto, perché secondo alcune fonti la Lohan probabilmente riceverà uno sconto della pena a sole due settimane di arresti domiciliare, anche se rimangono invariate le 480 ore di servizio sociale che le sono state affibbiate, e che svolgerà in un obitorio.

Lo scorso venerdì si è quindi concluso il processo, con ammissione di colpa da parte della giovane attrice, che in realtà non si è neppure presentata in aula, ma ha lasciato che fosse il suo avvocato a presentare la dichiarazione di colpevolezza per il furto di una collana del valore di 2.500 dollari.

Un vero e proprio paradosso, considerato che Lindsay avrà speso almeno il doppio per le spese legali. Avrebbe sicuramente risparmiato acquistando la collana che ha rubato.

 
 
 

PARLIAMO DI VIP.........

Look delle star: Belen Rodriguez per Miss Sixty

Il Gossip l'ha ormai denominato l'incidente sexy, quello in cui il seno di Belen Rodriguez si è involontariamente scoperto durante gli scatti fotografici per Miss Sixty. Eppure la bella argentina, ormai icona di stile, ha sfoderato ancora una volta la chiave del suo successo: la spontaneità.

Che Belen Rodriguez quest'anno abbia fatto numeri da capogiro, già ce n'eravamo accorti! Un gradino dopo l'altro, infatti, la stupenda icona argentina, sta divenendo interprete delle mode e dello stile di questo 2011. Passando dal cinema al piccolo schermo, attraverso il palco di San Remo, Belen è ora approdata in una delle campagne pubblicitarie di moda più attese della stagione: quella di Miss Sixty.

A parte l'ormai famoso incidente sexy in cui il seno di Belen è rimasto "involontariamente scoperto" per la gioia dei più, quello che ormai travolge il cuore e gli occhi di tutti, è l'armonia che regna sovrana nel look di questa amatissima star. Ma che cosa rende lo stile di Belen così vincente? Sarebbe di certo assurdo non considerare al primo posto di questa nostra classifica la bellezza di Belen. Tuttavia, non si tratta soltanto di questo. Durante gli scatti che la Rodriguez ha realizzato con Miss Sixty per la nuova collezione, è emerso di lei qualcosa di più della pura e naturale bellezza: si tratta del suo charme inconfondibile. Belen ha indossato jeans, canotte e camicette, coniugando in sè, semplicità e sensualità condite da un pizzico di malizia. Belen ha uno stile candido e disarmante e Miss Sixty ha ben saputo accentuare questa sua caratteristica, dandole un aspetto da Brigitte Bardot ,dei tempi moderni. Belen sfoggia una bellissima capigliatura cotonata anni 50 longuette a vita alta e camicie abbottonate quanto basta. D'altra parte lo stile di Belen era entrato già nei nostri cuori con San Remo e con i suoi tanti ruoli televisivi che la vedono interprete di abiti da sera sfavillanti o di un netto taglio corto ai suoi fluenti capelli.

Belen è spesso truccata in maniera del tutto semplice, con colori simili alla sua carnagione scura. Anche gli accessori sono poco appariscenti e di estrema classe come cinture sottili e orecchini piccoli e brillanti. Il look di Belen, insomma, è decisamente il più amato per la sua classe indiscussa e ineguagliabile che fanno di lei, indifferentemente, una Lolita o una signora hollywoodiana. Di lei, infatti, che indossa con disinvoltura short e t-shirt iper-sexy, restano invece impresse le belle camicie a quadretti o quelle bluette quasi da ufficio: ma rigorosamente con un fiore tra i capelli!

 
 
 

ANIME DELLE DONNE MODERNE

Foto di ideexlacasa

Le diverse anime delle donne moderne

La nostra è una vita complicata: non ci sono dubbi. Fuori di casa c'è il lavoro professionale, con i suoi ritmi e le sue esigenze, derivate nella maggior parte dei casi da un mondo in cui c'era una divisione di compiti e questi ruoli erano maschili. Tutte le analisi sociali dicono che in Europa le donne sul lavoro sono ancora pesantemente discriminate, con buona pace delle "quote rosa" e della parità. Da ciò ne consegue che una donna per avere gli stessi risultati di un uomo deve impegnarsi di più...e per più tempo. Poi c'è il fatto che siamo donne... e quindi vogliamo e dobbiamo occuparci del nostro aspetto: quindi oltre a fare il lavoro di un uomo lo facciamo anche con i tacchi a spillo e le gonne strette...e con il problema di non rovinarsi le unghie. Mi sorge un dubbio: non è che siamo un pochino masochiste? Poi si torna a casa. E qui devo dire che le cose per la maggior parte delle famiglie vanno un po' meglio (sempre secondo le statistiche): gli uomini di oggi sono piuttosto attivi nella gestione della casa, spesso sanno cucinare, e sono padri presenti e responsabili. Tutti aspetti positivi. Allora come mai quando parliamo con le amiche e vogliamo "dare riconoscimento" agli sforzi del nostro lui continuiamo a dire "è così bravo...mi aiuta tanto!" ?

Come "mi aiuta"? E lui dove vive? La questione è complicata: Indipendentemente dall'atteggiamento maschile la maggior parte delle donne continua a vivere la casa e la famiglia come una SUA responsabilità, e se tutto non è perfetto il nostro "super io" ci rimprovera e la nostra autostima ne soffre. Soprattutto agli inizi di una vita indipendente, o di una convivenza sembra che il tempo non basti mai e che ogni sforzo sia insufficiente..."Se mi limo le unghie, non posso cucinare, se cucino non stiro, se stiro non spolvero, se spolvero non gioco con i bambini, se non mi curo sono sciatta,se non pulisco la casa è un porcile, se non sto con i figli sono una madre snaturata, se non cucino e mangiamo schifezze ci ammaliamo..." Aiuto!

Escludendo la clonazione (ci vuole troppo tempo ed i risultati sono incerti), in attesa dei miglioramenti dell'ingegneria genetica che ci applichi le due braccia in più necessarie, resta solo una organizzazione meticolosa ... e rassegnarsi ad accettare un po' di aiuto. Anche alla tecnologia: santa lavastoviglie, benedetta lavatrice, ma anche amatissimi micro onde, frullatori elettrici e pentola a pressione...insomma ogni aggeggio che acceleri e semplifichi i procedimenti (avendo cura di comprarli facili da pulire!)

In cucina io trovo molto utile la politica dei 3 giorni: cioè fare la spesa e cucinare per triadi: ad esempio programmare dal sabato al martedì. La domenica preparo sempre qualche cosa di surgelabile, che vien buono per la sera in cui non ci sono proprio margini. Poi programmo il fatto che mentre si prepara la cena del lunedì si mettono le basi per il martedì (preparando un sugo per la pasta, mettendo dei legumi a bagno, preparando una ricetta di base...) così evito di guardare l'acqua che come si sa è timida a bollire se la fissi... Il martedì c'è il bonus del lavoro fatto prima e i legumi possono finire nella pentola a pressione, così il mercoledì saranno solo da terminare...e così via.  Da Charly Chaplin? sì in effetti un pochino...però funziona: riesco a gestire due lavori, una casa,una famiglia ed un pezzetto di vita personale...

VOI COSA NE PENSATE?

 
 
 

VINO IN CUCINA

Il vino in cucina



Il vino in cucina
La buona riuscita di un pranzo dipende sempre da un “mariage” sapiente ed accurato, dato che un piatto si gusta di più e si digerisce anche assai meglio con l’accompagnamento del vino appropriato.
Se la padrona di casa non possiede sufficienti nozioni enologiche corre il rischio di compromettere irrimediabilmente un pranzo anche eccellente e preparato con cura.
I vini infatti, vanno serviti secondo precise regole dettate da lunga esperienza che, in nessun caso e per nessuna ragione, si devono infrangere.
E’ nostra convinzione che saper bere sia notevolmente più difficile che saper mangiare.
Ormai in numerosissime ricette sia della cucina regionale che della cucina internazionale è inserito il discorso “vino”.
Non è una moda: effettivamente il vino si usa in cucina dall’antipasto al dolce, nelle più diverse combinazioni.
Quello che non soddisfa è la qualità dei vini impiegati.
Forse per fare economia o forse per incompetenza spesso si adoperano i cosiddetti “fondi di bottiglia” per cucinare, o, peggio ancora, i vini che in tavola non sono stati consumati perché maderizzati o con sgradevole sapore e odore di sughero.
Questo lo si fa senza pensare che i fondi, il sapore di tappo, l’odore di aceto si sentono e rimangono presenti dopo l’impiego rovinando logicamente il gusto giusto della vivanda.
Un altro madornale errore dell’uso del vino in cucina consiste nell’aggiungere la bevanda alcolica quasi all’ultimo momento quando la vivanda è pronta non dandogli la possibilità di evaporare lasciando nel piatto solo la sostanza e non le parti alcoliche volatili.
I cuochi professionisti infatti riducono il fuoco vivo togliendo in tal modo l’acqua e l’alcool, lasciando nel cibo che cuoce solamente il bouquet che dà il sapore e rende il piatto più gustoso ed appetitoso.
Il vino in cucina potrebbe essere paragonato ad una salsa (infatti di sovente viene impiegato per i fondi di cucina) il cui scopo è quello di maggiorare il potenziale gusto del piatto.
E’ indispensabile quindi, nella confezione di ogni singola ricetta, l’impiego di un determinato vino che, anche se viene utilizzato in cucina deve essere nelle sue condizioni migliori in quanto a gusto, profumo e deve rispondere a tutti quei requisiti organolettici richiesti ad un buon vino di marca ben curato.
Non per questo è necessario sprecare in cucina vini di annate particolari: è sufficiente impiegare dei vini di media età, non oltre i tre anni, con un buon corpo e un bouquet accentuato.
Un difetto dei ricettari è quello di non indicare mai la qualità di vino necessaria per ogni singola ricetta.
Per esempio nelle salse per la cacciagione è opportuno adoperare un vino bianco molto secco come il “Soave” che possa dare profumo delicato alla salsa di accompagnamento degli spezzatini di carni bianche, di pollo, ecc.
Al contrario, nella salsa tipo marinara il vino dovrà essere sempre bianco e secco, ma anche leggermente acidulo come il “Cortese” piemontese, il “Sansevero” pugliese.
Per la salsa da brasato, lo sappiamo un po’ tutti, andrà impiegato un buon vino rosso corposo “Barolo”, “Refosco”, ecc.
Per la selvaggina in tegame o saltata al burro l’ideale è il vino bianco leggermente amabile come il “Frascati” o l’”Orvieto Abboccato.
Da ultimo, non per ultimo, il vino “Brut”: utilissimo nella confezione di code di scampi in salsa – medaglioni di foies gras – filetti di sogliola – risotti, ecc.
Un vino pregiato usato molto spesso nelle preparazioni di svariatissime ricette è il nostro “Marsala”: dalla finanziera alle quaglie in casseruola, dai filetti di sogliola alle lombatine, alle braciole di agnello: tutto viene annaffiato con vino di marsala secco.
Nella preparazione di ricette tipiche regionali è sempre bene utilizzare vini locali in linea di massima lo stesso che verrà poi servito in sala accompagnato alla pietanza servita.
Il vino da cucina viene impiegato sia freddo che a caldo.
Si usa a freddo per le infusioni per marinate sia di carne che di pesce, nei ripieni, in pasticceria come bagna alcolica, ecc.
Si utilizza a caldo come ingrediente nei fondi di cucina, nelle salse e nelle diverse cotture.
Il vino, dato la sua facilità all’osmosi, si trasforma in modo evidente in cottura, alternando sapori ed odori, pertanto va usato con discernimento e accortezza.
Il vino da pasto è quello “passante” bianco o rosso che non ha una eccessiva gradazione alcolica e si può bere senza temere che vada alla testa.
Una trota si rende migliore con un vino bianco delicato, un filetto di cinghiale ha bisogno, al contrario, di un vino generoso e forte.
Il vino deve sempre necessariamente compenetrarsi con la vivanda, rendersi riconoscibile, ma quasi impercettibile senza per altro mai sopraffare l’essenza della vivanda stessa.
Tra le molteplici proprietà il vino possiede anche quella di determinare su alcuni cibi azioni dietetiche particolarmente vantaggiose ad esempio sulle carni e sui pesci a freddo il suo alcool facilita la dilatazione dei tessuti e la penetrazione degli eteri mentre il tannino amalgama le proteine evitandone la dispersione durante la cottura.
I sali minerali del vino inoltre permettono l’ammorbidimento delle piccole fibre delle carni rendendole più facili alla masticazione e alla successiva digestione.
Se lo si usa come bagna per imbibire dolci serve a ravvivare i profumi degli ingredienti fondendoli ed esaltandoli.
Il vino, oltre ad aromatizzarsi con i sapori delle varie pietanze, necessita di una certa armonizzazione anche sul piano del colore sia del vino sia della vivanda.
Per le carni bianche così pure per le salse ed i dolci di colore chiaro.
La carne rossa richiede l’impiego di vino rosso così pure come richiedono la bevanda alcolica rossa i dolci con ingredienti scuri.

ACCOPPIAMENTO VINI – VIVANDE

Antipasti: vini bianchi e rosati, leggeri e delicati.

Frutti di mare, ostriche, salmone, crostacei: vino bianco secco, spumante secco, champagne brut.

Brodi ristretti: Madera, Sherry.

Minestre in brodo: vini bianchi secchi a gradazione elevata.

Minestre asciutte: se il condimento è a base di pesce, vini bianchi secchi; se è a base di carne, vini rossi non troppo robusti; se a base di cacciagione: vini secchi generosi.

Zuppe di pesce: vini bianchi vellutati e abboccati.

Pesci: vini bianchi secchi.

Arrosti di carne bianca, pollame, lessi: vini rossi generosi, non troppo robusti.

Arrosti di carne rossa, cacciagione: vini generosi, di gran nome, di buona annata.

Fritti: se di pesce, vini bianchi secchi o rosati; se di carne, vini rossi o rosati robusti.

Dolci: vini dolci, liquorosi, spumante secco, champagne brut.

Con insalata, sott’aceti, agrumi: nessun vino.
Se proprio avete sete accontentatevi di un bicchiere di acqua.

LA TEMPERATURA

Ogni vino va servito ad una determinata temperatura che bisogna rigorosamente rispettare.
Quando è troppo caldo acquista un sapore improprio; quando è troppo freddo perde il suo aroma.
La temperatura per i vini da antipasto o da pesce è tra i dieci e dodici gradi; per gli spumanti tra i cinque e gli otto, per i vini da dessert, intorno ai quindici gradi.
I vini da arrosto si servono sempre a temperatura ambiente; l’ideale sarebbe portarli nella stanza in cui vanno consumati almeno ventiquattro ore prima.
Le bottiglie di vino, eccetto gli spumanti, non si aprono al momento di servirle, ma almeno mezz’ora prima di versarle.
Soprattutto il vino vecchio, a contatto con l’aria, si esalta e si ammorbidisce.
Per abbassare o alzare la temperatura dei vini si ricorre solo al secchiello pieno di ghiaccio o di acqua tiepida.
Il vino non si dovrebbe bere appena acquistato ma lasciato riposare almeno una settimana in cantina o in un luogo buio, a temperatura costantemente fresca.
Ad eccezione di alcuni casi particolari le bottiglie vanno tenute sempre coricate o si mettono in piedi almeno un’ora prima di servirle in modo che gli eventuali sedimenti si possano depositare sul fondo.
Fate la massima attenzione a non agitare il vino durante il trasporto o nell’atto in cui viene versato nel bicchiere.




 
 
 

LE ERBE

Coltiviamo le erbe aromatiche




Coltiviamo le erbe aromatiche

La natura ci dona una varietà infinita di erbe aromatiche, indispensabile per dare quel tocco in più ai nostri piatti, aroma fresco, sano, direttamente dal nostro mini giardino.

Alloro
Pianta sempreverde l’alloro si può coltivare anche in vaso di 30-40 cm.
Si pianta in primavera o a settembre, vuole terreno ricco, posizione soleggiata o semiombreggiata, con un riparo al piede in caso di forti gelate.
Le sue foglie si usano in quantità limitate per spezzatini, ragù, carni grasse, selvaggina, legumi.
Ha proprietà digestive e sedative.

Crescione
Cresce vicino ai ruscelli.
Si può seminare in vaso in tutti i mesi dell’anno.
Le piantine spuntano dopo pochi giorni e si raccolgono quando raggiungono i 10 cm circa.
Richiede terreno ben concimato, da mantenere sempre umido, e un’esposizione molto luminosa se coltivato in casa.
Eliminare i fiori non appena si formano.
Le foglie si consumano crude con le insalate verdi e tritate con le patate.
Si possono anche aggiungere a una minestra per renderla più saporita.

Origano
L’origano arriva a 30-40 cm di altezza.
Si semina direttamente in terra o nel vaso, in primavera o in autunno, poi si sfoltiscono le piantine.
Vuole terreno leggero, misto a un terzo di sabbia, scarse ma regolari annaffiature, posizione molto soleggiata, riparata dal vento.
Almeno una volta all’anno è necessario potare drasticamente la pianta, a pochi centimetri da terra, per irrobustirla.
In cucina è indispensabile in moltissime ricette.

Prezzemolo
Coltivare il prezzemolo in vaso o in cassetta non troppo profonda, seminandolo da marzo ad ottobre e tenendo conto che impiega da 20 a 30 e più giorni per spuntare.
Richiede terreno ricco, ben lavorato, mantenuto umido sinchè le piantine non sono nate, riparando il contenitore dal sole troppo violento con una leggera stuoia.
Per farlo durare anche d’inverno, munirlo di protezione adatta, perché teme il gelo intenso.
Le foglie per il consumo si tagliano con la forbice vicino al terreno per non strappare le piantine che vegeteranno nuovamente.
Il prezzemolo è di larghissimo uso in cucina.
Il prezzemolo ha proprietà digestive, depurative, stimolanti l’appetito.

Rosmarino: il rosmarino può essere coltivato anche in vaso, ma al nord è necessario ripararlo nei mesi più freddi, perché teme il gelo.
Si moltiplica per talea semilegnosa di 15 cm in agosto e legnosa in marzo e settembre.
Vuole terreno sano e asciutto, meglio se con aggiunta di due terzi di sabbia.
La sistemazione ideale è a ridosso di una parete soleggiata, al riparo delle correnti d’aria.
In cucina è indispensabile per arrosti e grigliate di ogni tipo.

Rucola
La rucola si semina in primavera, in terreno sciolto, leggermente sabbioso, ben drenato, in posizione soleggiata.
Dopo 30-40 giorni dalla semina, quando le foglie raggiungono i 10-15 cm, si tagliano al piede e la pianta rivegeta.
In cucina si consuma mista a insalate verdi.

Salvia
Si semina a primavera e le piantine si mettono a dimora all’inizio dell’estate in terreno ben drenato, ricco, leggermente sabbioso.
Nelle località a inverno rigido è preferibile ripararla con un foglio di politilene trattenuto da bastoncini.
In cucina il suo uso è diffusissimo non soltanto con le carni, ma nei sughi, nelle salse, con le uova.
Si mangia persino fritta in olio e zuccherata.

Timo
Si semina in aprile-marzo, trapiantando le piantine non appena si possono afferrare facilmente.
Richiede terreno asciutto e calcareo, posizione molto soleggiata, annaffiature scarse ma regolari.
Si può riprodurre per divisione dei cespi in primavera o all’inizio dell’autunno, operazione indispensabile per rinnovare la pianta ogni 3-4 anni.
Per conservarlo secco tagliare i rami in giugno, prima della fioritura.
In cucina si usano i rametti apicali.

Erba cipollina
E’ una pianta perenne, di facile coltivazione.
Forma dei cespi di foglioline cave, filiformi, alte 15-20 cm, dall’aroma che è un compromesso tra l’aglio e la cipolla, ma più delicato.
Si semina da settembre ad aprile in terreno smosso, ricco e fresco, in posizione soleggiata o parzialmente ombreggiata.
Richiede frequenti annaffiature, ma non sopporta il gelo per cui, durante l’inverno, è preferibile tenerla in casa o in luogo riparato.
Le foglie si usano in cucina tritate per insaporire insalate, patate lesse, formaggi freschi, salse.

Maggiorana
Si semina in aprile interrando le piantine di 4-5 cm in terreno fertile e ben drenato.
Teme il freddo, va potata regolarmente, si moltiplica per talea, all’inizio dell’estate, tagliando alla base rametti lunghi 5 cm.
In cucina si usano i germogli e le foglioline novelle per insalate, legumi secchi (che rende più digeribili), uova, formaggi, carni, salse per il pesce.

Menta
Pianta molto usata nella medicina antica.
Tra le molte varietà, la menta piperita è sterile per cui si mettono a dimora in piena terra o in vaso, gli stoloni, una talea o una piantina acquistata dal vivaista, evitando di abbinarla nel contenitore con altre piante, essendo invadente.
Di facile coltivazione, vuole terreno ben concimato e fresco, in cui crescerà rapidamente, esposizione a mezzogiorno o ad ovest.
Le foglie, che si raccolgono per tutta la buona stagione (si possono anche surgelare), si usano nell’insalata di pomodori, negli spinaci, con le carni di maiale o per profumare le bibite.

 

 
 
 
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