L’appello è arrivato a destinazione, ma la risposta (forse) spiazzerà la regista che l`ha lanciato.
Andrée Ruth Shammah, da sempre anima del milanese teatro Franco Parenti, aveva chiesto nei giorni scorsi attraverso il Corriere della sera, «l`intervento delle autorità civili e religiose» per difendere la sua scelta di programmare il contestato spettacolo “Sul concetto di volto nel figlio di Dio” che in Francia, lo scorso ottobre, ha scatenato forti proteste.
Perché è vero che, dal luglio 2010 all`ottobre 2011, lo spettacolo della Societas Raffaello Sanzio ha girato Italia ed Europa tranquillamente, ma è altrettanto vero che nel tempo alcune scene ritenute offensive da alcuni credenti, sono state tagliate.
«Questioni di budget» ha spiegato la regista. E poi ha aggiunto: «È una battaglia (quella di portare in scena questo lavoro - ndr) che sono disposta ad affrontare, ma non da sola. Se non mi appoggiano, salta tutto».
La risposta, come accennato, è arrivata. Ieri, a firma dell`Ufficio comunicazioni sociali della Diocesi di Milano: «Raccogliendo le parole della regista e direttrice del teatro Parenti di Milano Andrée Ruth Shammah, apparse ieri su un quotidiano, a nostra volta domandiamo che sia riconosciuta e rispettata la sensibilità di quanti cittadini milanesi, e non sono certo pochi, vedono nel Volto di Cristo l`Incarnazione di Dio, la pienezza dell`umano e la ragione della propria esistenza» scrive la Curia.
«Proprio perché Milano - si legge nella nota - è una "città che ha sempre rappresentato il pensiero illuminato, la religiosità alta, il dialogo e l`apertura", invitiamo a considerare che la libertà di espressione, come ogni libertà, possiede sempre, oltre a quella personale, una imprescindibile valenza sociale.
Questa deve essere tenuta particolarmente in conto da parte di chi dirige istituzioni di rilevanza pubblica, per evitare che un`esaltazione unilaterale della dimensione individuale della libertà di espressione conduca al "tutti contro tutti" ideologico che divenga poi difficilmente governabile. Di questa dimensione sociale della libertà di espressione avrebbe pertanto potuto farsi carico più attentamente al momento della programmazione la direzione del Teatro».
La Curia di Milano, comunque, non si tira certo indietro. Anzi, rivolge a sua volta un monito a chi sta organizzando manifestazioni contro lo spettacolo. «La preghiera per manifestare il proprio dissenso - ricorda in conclusione la nota - non può accompagnarsi a eccessi di qualunque tipo, anche solo verbali».
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Post n°1627 pubblicato il 10 Febbraio 2012 da frabennix51
Sabato 11 Febbraio, dalle ore 14,30, il terzo appuntamento della scuola di “Scuola di Comunità e Politica” organizzata da Comunità Giovanile. Il tema della lezione sarà: “Con le nostre forze! Opere per la ricostruzione della società” con i relatori Benedetto Tusa (Circolo Politico Culturale La Rocca Milano) Stefano Gussoni (Comunità Giovanile)
L’incontro e’ aperto a tutti, anche a chi non ha partecipato o iscritto alle precedenti lezioni. |
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Post n°1626 pubblicato il 10 Febbraio 2012 da frabennix51
PoliticaIL MANIFESTO/ Brandirali: ricostruire la politica? Ecco da dove partireAldo Brandiralimercoledì 8 febbraio 2012Riceviamo e pubblichiamo il manifesto firmato da Aldo Brandirali sull'attuale situazione politica italiana, dal titolo "Per ricostruire la politica". Prima delle prossime elezioni, che si prevedono per il 2013, la politica italiana deve dare spiegazione del suo fallimento.Si è visto tale fallimento con le dimissioni di Berlusconi, e con l’evidenza che l’opposizione non era in grado di comporre una maggioranza alternativa. Il bipolarismo è fragile, e il verticismo decisionale che è stato perseguito, non è adatto alla creazione di maggioranze di governo.Con il governo Monti si è scelta una larga maggioranza trasversale, riconoscendo che si doveva dare una delega a tecnici in grado di fare le riforme urgenti e necessarie. Ma questi tecnici non possono delineare un progetto per il nostro Paese. È questo che ci aspettiamo dal cambiamento della politica in generale: non è solo la questione del sistema elettorale, ma anche la ripresa della politica vera, quella che si presenta con dei contenuti.Noi vogliamo dare indicazioni per questo cambiamento.Partire da ciò che viene “prima”.POPOLOPrevale l’opinione secondo la quale, la scienza e il progresso, migliorando la condizione umana, abbiano anche sviluppato la scienza della vita comune degli uomini. Con questa opinione, applicata alla politica, si forma il vertice pensante, formato dagli abituali gestori del potere, i quali si ritengono possessori della cultura dell’interesse pubblico, e per questo possono fare dello Stato il paternalistico generatore della buona società.Noi non pensiamo che le cose stiano così. Per questo siamo estranei allo statalismo di sinistra e di destra, cioè alle culture politiche che hanno dominato il '900. La nostra convinzione della centralità della persona ci fa considerare le dinamiche della vita comunitaria con i compiti dello Stato come servizio a un soggetto preesistente: il popolo.Nella tradizione della presenza politica dei cattolici c’è stata la centralità della persona, ma permaneva l’idea che il bene pubblico deve essere separato dalle ragioni private dei cittadini. Nella produzione culturale della Chiesa si è sempre parlato di bene comune e di principio di sussidiarietà: la Chiesa valorizza il popolo.Il popolo è il luogo della propensione al fare insieme, il vero motore della dinamica sociale, è generato da un punto che origina l’unità fra gli uomini, si tratta della dimensione religiosa o ideale che accade prima della politica. Il popolo è sede delle aspirazioni e delle esperienze, per questo noi siamo amanti della democrazia e consideriamo il popolo “soggetto” che tesse le convinzioni e quella trama di desideri, che chiamiamo bene comune.Pensiamo che ci sia il bisogno urgente di restituire al popolo la sua soggettività, facendolo attore della democrazia perché il prevalere del verticismo del potere innesta un piano inclinato verso l’ingiustizia e le diseguaglianze. Il popolo si genera nella ricerca del senso del vivere, nella ricerca di perdono e di salvezza, ricerca che ha le sue basi nel senso religioso che il Creatore ha infuso in ogni uomo.Chi ha un’esperienza cristiana fra noi ha visto che il fatto della Presenza di Cristo genera un popolo consapevole. Noi lasciamo alla Chiesa il compito di fare popolo e di dare una base morale alla società.La centralità della persona dice del suo bisogno di libertà e questo interroga la politica. Perciò, di fronte a un popolo che si ricompone diventa chiaro, per chi si occupa di politica, che si deve mettere il potere al servizio del popolo, per questa ragione non pensiamo alla politica come luogo di identità della persone e neppure la poniamo come centrale nell’impegno umano. MORALITA'Le cose che muovono il cuore dell’uomo sono le stesse che cambiano la storia. Le domande del cuore cercano il significato del vivere. La vita che mi è stata data è la ragione che mi rende partecipe della vita del mio popolo. Sono voluto e dunque sono responsabilmente grato e vivo con questa tensione, mi sento consegnato a un compito. Ogni persona, che si sia posta questo sguardo su di sé, affronta la sua vita con una tensione morale, e ci si può attendere che svolga il suo compito con passione e con abnegazione. Dunque la moralità è nella persona e non nel progetto politico.Riteniamo demagogica la parte politica che si erge a moralizzatrice e diciamo che è indispensabile la partecipazione popolare che mette in campo le tensioni ideali come movimenti e comunità. Per questo desideriamo la scelta dal basso delle persone che assumono il mandato politico, secondo il criterio della corrispondenza della serietà della persona. Oggi l’astrattezza moralista e la corruzione hanno portato a uno svuotamento della tensione ideale, come se la vita politica fosse esclusivamente luogo di espressioni di forza e potere. Ci sono caratteri della vita del popolo che devono essere sostenuti e promossi: la Chiesa li propone alla politica come principi non negoziabili:- la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale - la definizione della famiglia secondo il dono della vita, uomo e donna sposati e pronti ad accettare i figli con gioia - la libertà di educazione come scelta della cultura della famiglia. Questi principi non sono solo della Chiesa, riguardano la natura dell’umano e possono essere sostenuti da ogni uomo ragionevole. Nella grave crisi ancora in corso, prevale una "crisi di significato e di valori" (Benedetto XVI). Per questo la prima urgenza attuale è che si formi comunità, amicizia, un fare assieme e un sottolineare la positività possibile e nettamente prevalente. E’ tutto il nostro popolo chiamato a un nuovo inizioAnche la politica deve impegnarsi in questo nuovo inizio come noi vogliamoci impegnarci in questo.CULTURASiamo desiderosi di far politica con cattolici e non credenti e consideriamo la cultura come luogo di unità, perché il fondamento della cultura è la ricerca del vero. I percorsi possono essere diversi, e per questo si può parlare di pluralità di culture, generate da linguaggi, tradizioni, esperienze. L’unità è possibile come incontro di persone, cioè di esperienze di rapporto con il vero nel reale. La cultura descrive la vita comune della molteplicità di storie e esperienze particolari, e ci fa comprendere la creatività e l’energia costruttiva di ogni persona e di ogni identità. C’è una innata tendenza del potere politico di diventare autoreferenziale, e di usare tutta la sua azione non per uno scopo originario ma solo per riprodurre il consenso che gli serve...Questa pratica del potere produce culture politiche, chiuse in sé stesse, contrapposte alle altre. Noi invece andiamo verso la politica a partire dalla cultura, e per questo crediamo possibile l’unità di una larga maggioranza. Nella cultura si descrive la consapevolezza popolare, disponibile al fare assieme, che giunge sino al senso di patria e di nazione. Le grandi provocazioni culturali che ci sono proposte dal Papa, Benedetto XVI, parlano di allargamento della ragione e al fenomeno della globalizzazione pone una emergenza: fare fraternità, guardare a tutti i popoli come fratelli e pensare al mondo come a una casa comune.Senza adeguato lavoro culturale le parti politiche si motivano sul contrasto, ma in questo modo immaginano culture opposte e ne inventano di continuo, divedendosi in miriadi di gruppi. Il risultato più drammatico è che la politica, invece di valorizzare la positività della propensione al bene comune, finisce col diseducare il popolo nella sua unità e nei suoi compiti. Noi cerchiamo la politica più prossima alla unitarietà culturale, al bene comune, alla coscienza di popolo, al patto unitario della nazione. Per questo liberismo e socialismo, personalismo e comunitarismo, diritti e doveri, vigilanza e accoglienza, imprenditori e lavoratori sono alcuni esempi di opposti che il lavoro culturale deve portare alla equilibrata convivenza. Il sistema politico italianoRAPPRESENTATIVITA’Lo Stato moderno, generato dalla democrazia, è una struttura di servizi utili alla comunità umana. Nella vita del popolo si organizzano livelli gradualmente verticali della organizzazione delle strutture di servizio, dai Comuni sino allo Stato centrale. Un livello comunitario inferiore tende a costruire una delega al livello superiore, al fine di generare servizi di più ampia portata. Esistono due principi elementari dello Stato: - l’etica del servizio non deve essere sottomessa ad una logica di sovrapposizione autoritaria- l livello organizzativo superiore non si deve sostituire a quello che può essere fatto dal leivello inferiore della comunità.Le persone che assumono ruoli pubblici devono essere consapevoli del limite del loro potere: essi svolgono un servizio. Sono servitori del popolo, si impegnano a fare il meglio nel loro specifico compito. Ognuno svolge il suo mandato senza invadere il campo degli altri servizi dello Stato. In tal modo si esprime una Stato ben strutturato, con le sue autonomie e i reciproci controlli.E’ servitore anche chi assume ruolo politico, è un rappresentante mandato da una comunità operosa che gli ha chiesto di capire quali servizi occorrono, e di diventare capace di farli realizzare. Dunque chi fa politica sa che la costruzione è già in atto e che alla politico è chiesto di riconoscere l’intrapresa umana e servirla al meglio. A loro volta tutte le comunità locali e intermedie devono partecipare della vita politica e le migliori esperienza comunitarie e produttive devono diventare di esempio per tutti. Il delegato nella politica deve riconoscere il meglio delle esperienze e rilanciarle come possibilità per tutti.La democrazia non è solo il diritto di voto. Dai fatti associativi e dai movimenti ha inizio la democrazia. Questi corpi sociali si mettono in relazione e hanno bisogno di generare rappresentanze. La rappresentatività è la conseguenza della vitalità del tessuto democratico. In Italia si utilizza demagogicamente l’idea che il ruolo pubblico debba essere svolto da persone che non sono legate a situazioni particolari. Noi invece parliamo di persona e di popolo e con questo strutturiamo la delega ai vari livelli dello Stato, come delega operata da livelli “vivi” di organizzazione e di “vissuto” del popolo.Nel sistema democratico si devono avere un metodo e delle leggi che definiscono il diritto comunitario a riunirsi e a delegare coloro che debbono incidere sulla selezione dei candidati alle elezioni. Questo vuol dire che ci sono finanziamenti a gruppi politici che provengono da parti sociali interessate a difendere le loro ragioni. Siccome questi legami possono diventare dannosi per il bene comune, perché possono prevalere poteri forti su altre ragioni giuste ma più deboli, il rapporto di rappresentanza deve essere dichiarato, conoscibile, e moderato da apposite leggi, come quelle sul conflitto di interessi.Per fare questo manca una legge che definisca le regole comuni. Regole che permettano la partecipazione democratica non solo nella occasione del voto, ma anche nel generarsi dei partiti e delle candidature. Come esempio possiamo indicare le primarie, ma il sistema più compiuto è il Congresso americano.ELEZIONI Abbiamo già potuto constatare che i partiti nel bipolarismo sono cambiati, assomigliano più a movimenti informali, macchine di consenso generalmente prive di adeguati sistemi congressuali e di democrazia interna.Per quanto riguarda le elezioni, occorrono sistemi di competizione fra persone candidate per permettere agli elettori una scelta che valuti la effettiva capacità di valutare l’impegno di rappresentanza... Gli esempi ci sono nei sistemi elettorali del nord Europa.Bisogna rafforzare la selezione di formazioni politiche ampie che abbiano già affrontato il lavoro di unità di ampie componenti. Il carattere utile del sistema bipolare è che costringe a definire le alleanze. Produrre maggiore unità nella vita politica non può diventare però un sistema rigido delle appartenenze, sotto il controllo delle segreterie dei partiti. Gli eletti devono poter sostenere le ragioni dei propri elettori. E proprio per non ridurre le divergenze a tradimento ci sembra giusto che gli eletti votino le decisioni anche in disaccordo con il proprio partito. Rimane dunque utile l’obbligo di ritorno alle elezioni se la maggioranza perde dei pezzi e non è più una vera maggioranza.CORPORATIVISMO I partiti che si costruiscono la loro base elettorale si ritrovano con pesanti ipoteche di corporazioni e interessi di parte che finiscono con l’essere dannose per il bene comune. Il corporativismo assolutizza le ragioni della singola parte, mentre invece la politica è l’arte di tenere insieme la complessità. Si tratta di ascoltare le ragioni delle molte agitazioni sociali e le proteste delle minoranze che non si sentono ascoltate, per poi tendere ad una maggioranza consapevole, che sia in grado di risolvere le gravi arretratezza nel funzionamento del governo della cosa pubblica. - Riduzione dell’indebitamento dello Stato - Libertà e garanzie nei sistemi di contrattazione sociale. - Apertura piena all’impegno di famiglie, associazioni, imprese, opere sociali, nella realizzazione di azioni di pubblico interesse. - Efficacia e celerità dei processi giudiziari. - Buon esito delle opere pubbliche. - Libertà di educare. - Libertà di praticare le religioni. - Accompagnare alla efficacia le presenze degli immigrati. Queste emergenze dimostrano come sia necessario, nella politica, proporre con un progetto largamente maggioritario.FEDERALISMO Anche la Chiesa ha iniziato a parlare della necessità di un governo mondiale per coordinare i comportamenti delle nazioni in tutti i temi di carattere globale, dall’ecologia alla finanza, dalla qualità dei prodotti alla equità dei salari.L’Europa avanza lentamente verso il divenire unica realtà, ma sempre più si rende evidente che si tratta davvero di una federazione di nazioni, soprattutto ora, di fronte alla crisi. L’Europa deve fare un passo in avanti come Federazione.In Italia siamo ancora di fronte alla questione meridionale, che sembra delegare allo Stato centrale la sua soluzione. Mentre la gran parte del Paese parla di federalismo. Abbiamo bisogno di rendere evidente che la parità fra le regioni, principio elementare del federalismo, può portare ad una maggiore unità dello sviluppo nazionale.Anche la politica dovrebbe plasmarsi sui livelli diversi delle istituzioni. I Comuni dovrebbero essere luoghi della comunità, dove non si combatte sulla politica nazionale, ma sulle maggioranze diverse che possono nascere attorno ai temi più sentiti dalla comunità.Lo spirito del federalismo viene tradito quando si risponde con politiche nazionali a ragioni di parti del territorio e di comunità locali. Questa sovrapposizione generalista elimina la libertà fondamentale dell’autogoverno di ogni specifica realtà.In Italia sarebbe particolarmente adeguata la trasformazione del Senato in camera delle regioni. E a loro volta, con lo stesso criterio, le regioni dovrebbero avere diversi livelli di incontro delle istituzioni locali. Scelta della parte politicaNoi siamo favorevoli a una formazione politica che si dimostri capace di creare una larga maggioranza, unendo singole parti che hanno una specifica attenzione al problema politico. La composizione deve permettere un progetto moderato e riformatore, che esprima il più possibile la visione che abbiamo espresso sino a qui.Noi intendiamo garantire innanzitutto la libertà di espressione della persona, il sostegno alla famiglia, l’aiuto ai bisognosi, la libertà di impresa, la dignità dei salari, la scelta dal basso dei delegati nella politica, l’affermarsi della ragione di servizio del fare politica.Per questo scegliamo chi:- lascia esprimere la singola persona dentro un libero confronto. - riconosce i legami di popolo . - propone una larga unità maggioritaria. - non vive di conflitto con la altre parti politiche, ma vive di una progettualità propria e la propone al consenso. - non distacca il potere acquisito dal rapporto con il mandato ricevuto e dalla soluzione effettiva, secondo le possibilità, dei problemi.Abbiamo fino ad ora sostenuto parti politiche che mostravano di essere moderate e comprensive di diverse libere espressioni. Ma non vogliamo essere costretti allo scontro irragionevole con altre parti politiche che hanno molto di simile a quanto cerchiamo. Date queste premesse ci rendiamo conto che al più presto ci si deve preparare alle future elezioni, e noi intendiamo sollecitare il rifondarsi dei modi e delle forme del far politica. Quindi riteniamo giusto militare in circoli ed osservatori che sappiano interrogare la parte politica da sostenere, senza essere immediatamente impegnati dalla logica della appartenenza. Se succederà che ci saranno scelte diverse, non useremo la parola "tradimento", perché non crediamo che nella grandi formazioni politiche ci sia il nemico, il comunismo e il fascismo non ci sono più, e nessuno può pretendere che una parte veda l’altra come nemico della democrazia.Sicuramente non possiamo partecipare alla politica di una vecchia sinistra che fissa nella propria visione culturale la propria politica di parte. E’ un problema forte nella sinistra perché la mancanza di riferimenti al bene comune è causata dall’assenza dello spessore personale che viene prima della politica, per cui lo spessore diventa un fatto collettivo, un progetto politico identitario. Sicuramente non ci riconosciamo in una vecchia destra che è il prodotto di una visione centralista dello Stato e della autorità, come possessori dell’etica determinante per la vita pubblica. Questa destra mitizza l’individuo come eroe in un mondo di lupi e non conosce la persona in tutto quanto la costituisce.Sceglieremo per chi votare, lo diremo a tutti, sempre pronti a votare diversamente la volta successiva se ce ne saranno le ragioni.Siamo disposti, sui temi enunciati nel manifesto, a confrontarci con tutti. |
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Post n°1624 pubblicato il 03 Febbraio 2012 da frabennix51
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Post n°1623 pubblicato il 02 Febbraio 2012 da frabennix51
Vi invitiamo a scaricare l'ultimo numero dell'Osservatorio. Cliccate sul link sottostantehttp://www.circololarocca.it/larocca/wp-content/uploads/2012/02/la-rocca-xxxi-gennaio-2012.pdfEditorialeGelo Polare, Governo delle Banche….………………………………… p.3Benedetto TusaPoliticaAquile o polli? …………….……….…………………...…..……....p.5GiesseSocietà e culturaCuba oggi .………….…….….....……...………………...…..……..p.7German MiretL’io, il lavoro e Dio……….….....…. ..………………...…..……..p.11A cura di Cristina GiampaoloL’avventura Fiumana e il ‘68….....…. ..………………...…..……..p.15La RedazioneStorie disperate ……….….....……..………………...…..……..p.17Eugenio PasquinucciIl XIII Apostolo, un’occasione mancata.………………...…..……..p.21Serena CortinoviRubricheTamburi lontani…………..…………...………………...…..…….p.8OsceolaQuattrodici righe - Cristiani senza paura………………...…..……...p.19Don ErnestoCronache di Giudy - Razza di stupidi...………………...…..……...p.23GiudyLettere al DirettoreL’intervento dello Stato nell’economia nazionale………...…..…….p.20Pietro MarinelliRecensioniL’orchestra del Reich…………………….........…..……….….p.24 |
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Post n°1622 pubblicato il 02 Febbraio 2012 da frabennix51
Vi invitiamo a scaricare l'ultimo numero dell'Osservatorio. Cliccate sul link sottostantehttp://www.circololarocca.it/larocca/wp-content/uploads/2012/02/la-rocca-xxxi-gennaio-2012.pdfEditorialeGelo Polare, Governo delle Banche….………………………………… p.3Benedetto TusaPoliticaAquile o polli? …………….……….…………………...…..……....p.5GiesseSocietà e culturaCuba oggi .………….…….….....……...………………...…..……..p.7German MiretL’io, il lavoro e Dio……….….....…. ..………………...…..……..p.11A cura di Cristina GiampaoloL’avventura Fiumana e il ‘68….....…. ..………………...…..……..p.15La RedazioneStorie disperate ……….….....……..………………...…..……..p.17Eugenio PasquinucciIl XIII Apostolo, un’occasione mancata.………………...…..……..p.21Serena CortinoviRubricheTamburi lontani…………..…………...………………...…..…….p.8OsceolaQuattrodici righe - Cristiani senza paura………………...…..……...p.19Don ErnestoCronache di Giudy - Razza di stupidi...………………...…..……...p.23GiudyLettere al DirettoreL’intervento dello Stato nell’economia nazionale………...…..…….p.20Pietro MarinelliRecensioniL’orchestra del Reich…………………….........…..……….….p.24Marzio Mezzetti |
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Post n°1621 pubblicato il 01 Febbraio 2012 da frabennix51
In Primo Piano Ogni popolo vuole comprendere le scelte politiche ed economiche che vengono fatte a suo nome. Egli si accorge della manipolazione, e la sua reazione è a volte violenta. Vuole partecipare al buon governo. Sappiamo che nessun regime politico umano è l’ideale, che nessuna scelta economica è neutra. Ma essi devono sempre servire il bene comune... La Chiesa accompagna lo Stato nella sua missione; vuole essere come l’anima di questo corpo indicando infaticabilmente l’essenziale: Dio e l’uomo. (Teologia)
Amici di Joseph Ratzinger I nuovi Forum di approfondimento: Costi della politica: veri o falsi? "Intervenendo direttamente e deresponsabilizzando la società, lo Stato assistenziale provoca la perdita di energie umane e l'aumento esagerato degli apparati pubblici… con enorme crescita delle spese". IN LIBRERIA: Lobbying etico Il Papa e le crociate. Qualche "puntino sulle i" Questa plurisecolare guerra inizia di gran lunga prima del 1096. Inizia 450 anni prima circa e, occorre dirlo senza ombra di dubbio storico possibile, chi ha portato la guerra alla Cristianità è stato l’Islam nascente e trionfante. Sono stati i musulmani, vivente ancora Maometto, ha iniziare quella tutti noi conosciamo bene, la Jihad. Conquistarono prima l’Arabia, ancora in gran parte pagana, ma poi anche Gerusalemme e i Luoghi Santi, divenendo così i padroni del Santo Sepolcro; e quindi, dividendosi in due grandi tronconi militari, portarono la guerra a tutta la Cristianità come uno Tzunami incontenibile. Se verso oriente furono in parte bloccati – per il momento – dall’Impero Romano d’Oriente (che vivrà tutti i suoi ultimi secoli di vita combattendo e spegnendosi contro i musulmani), verso occidente travolsero per sempre tutta la Cristianità d’Africa, quindi la cristianità ispanica, e tentarono anche di invadere la Francia… Amici del Cardinale Carlo Caffarra L’insidia più subdola alla fede … alla luce dell’esperienza dei Magi possiamo renderci conto di quale sia l’insidia più subdola alla fede: ciò che rende non difficile, ma impossibile perfino iniziare il cammino verso l’incontro con Gesù. È la mutilazione della nostra umanità, che assume solitamente due attitudini... La prima è di restringere l’uso della nostra ragione a ciò che è constatabile, misurabile, e verificabile... La seconda mutilazione della nostra umanità è ancora più grave. Consiste nel restringere la misura del nostro desiderio; nel continuare a cercare ostinatamente la propria beatitudine esclusivamente nei beni creati. Amici di Mons. Luigi Negri http://tinyurl.com/Negri-120128 Cristianesimo e Islam: così diversi
Rino Cammilleri Family away Per non farmi venire un fegato così non guardo mai i talkshow televisivi. Per forza di cose devono dare voce alle opposte opinioni, così che finisce per prevalere solo chi ha la lingua più lunga e/o tagliente. Tuttavia, a volte qualche lettore mi gira via e-mail qualcosa che vi accade o è stato detto. È il caso di quel che vado a trascrivere e che è di penna di Marco Travaglio, il quale nella trasmissione «Annozero» tiene una rubrica che si chiama «Posta prioritaria». Vittorio Messori Le ferrovie di Pio IX Luci sull'Est La nuova Costituzione di Ungheria approvata nel 2011, che inizia con il nome di Dio nel preambolo, afferma che la vita umana è da difendere fin dal concepimento e dichiara che l’Ungheria difende l’istituzione familiare, la quale è un’alleanza di vita fra un uomo e una donna. La Costituzione precisa inoltre che la famiglia è il fondamento della sopravvivenza del popolo, e che nello stabilire delle tasse, anche i costi dell’educazione dei figli devono essere presi in considerazione. Difendere la vita Corrispondenza Romana La Corte Costituzionale tutela la figura dell’amante Non rappresenta purtroppo una novità il fatto che nell’odierna società relativista la “famiglia tradizionale” venga ridicolizzata ed aggredita a tutti i livelli: mediatico (la televisione propone con sempre maggiore insistenza modelli alternativi di famiglia), culturale e soprattutto giuridico. Sono sempre più numerose le sentenze della Cassazione che tendono a tutelare la figura dell’amante al fine di equipararla dal punto di vista dei diritti a quella del coniuge. Gli esempi sono molteplici e oltremodo fantasiosi: chi picchia l’amante va incontro al reato di maltrattamenti in famiglia; il coniuge che fugge con l’amante mantiene il diritto al mantenimento; chiunque cerchi di impedire alla moglie o al marito di portarsi dentro casa il cosiddetto “terzo incomodo” commette un reato penale; sembra anche che sia consentito raccontare bugie per difendere l’onore dell’amante. Storia, Politica, educazione La dottrina sociale della Chiesa — il corpo dottrinale in progress, "fabbrica" destinata a chiudersi alla fine dei tempi, di cui sono note le grandi linee e le fondamenta, che si viene costituendo nel corso della storia a opera della Gerarchia e sulla base dell’elaborazione delle scienze umane soprattutto in risposta alle sollecitazioni delle diverse società umane — comporta tre aree: princìpi di riflessione, criteri di giudizio e direttive di azione. Essa ha trovato una ricostruzione e un’esposizione compendiose di particolare rilevanza magisteriale nel Catechismo della Chiesa Cattolica, pubblicato da Papa Giovanni Paolo II nel 1992, come strumento valido e legittimo della comunione ecclesiale e come norma sicura per l’insegnamento della fede.
Come aiutarci Trovate che totus tuus sia utile al nostro paese? Sapete che non ha finanziatori? Volete che continui a diffondere l’amore all’Eucarestia, alla Madonna e al Papato?
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Post n°1620 pubblicato il 25 Gennaio 2012 da frabennix51
Due gesuiti e una psicoterapeuta a dibattito a "Civiltà Cattolica"di Luca MarcolivioROMA, mercoledì, 25 gennaio 2012 (ZENIT.org) – La famiglia è davvero in crisi? Le opinioni non sono così unanimi come potrebbe sembrare. A dimostrarlo è il dibattito che si è tenuto sabato scorso, 21 gennaio, presso la sede di Civiltà Cattolica.Alla presenza dei padri gesuiti Paolo Salvini e Francesco Occhetta, e della dottoressa Elisabetta Vellone, psichiatra e psicoterapeuta, si è affrontato il tema La famiglia in un’Italia che cambia.Ne è emerso un quadro di luci e ombre, laddove le luci sono rappresentate da un radicamento ancora molto forte degli italiani ai valori familiari; le ombre si riscontrano invece nella scarsa capacità da parte delle giovani generazioni nel gestire le difficoltà che inevitabilmente scaturiscono dalla vita familiare stessa.Emblematica è a tal proposito una lettera ricevuta da padre Occhetta (redattore di Civiltà Cattolica e consulente ecclesiastico dell’Unione Cattolica Stampa Italiana) e citata dal sacerdote all’inizio della conferenza.Si tratta dell’accorato sfogo di un padre di famiglia, in piena crisi matrimoniale. In questa “famiglia perfetta”, in stile “Mulino Bianco” iniziano a manifestarsi le prime crepe che l’anonimo scrivente, lucidamente, individua nella “concentrazione sulle cose da avere”, piuttosto che “su chi abbiamo voluto essere come coppia”.La missiva si conclude con l’ammissione di una crisi coniugale che si accompagna ad una crisi di fede e, al tempo stesso, con un forte senso di struggimento nel pensare a “quelle persone sposate che dopo cinquanta anni di matrimonio si tengono ancora per mano o quelle che, quando muore uno vuole morire anche l’altro, perché non ha più ragioni di esistere”.Di seguito Padre Paolo Salvini S.I., già direttore di Civiltà Cattolica, ha menzionato alcune statistiche demografiche riguardanti il nostro paese. “Per garantire il ricambio demografico e l’aumento della popolazione sarebbero necessarie almeno 150mila nascite in più all’anno”, ha osservato il sacerdote gesuita.“Non direi che la famiglia sia in crisi - ha aggiunto padre Salvini - è più corretto dire che sta cambiando. Dalla maggior parte dei sondaggi, infatti, emerge che, tra le persone con più di 25 anni, la famiglia è sempre al primo posto nella scala dei valori: non è un ideale tramontato”.E se da un lato la maternità arriva sempre più tardi, coinvolgendo meno donne che in passato che danno alla luce sempre meno figli (spesso solo uno), rimane alto, rispetto al resto d’Europa, il numero di bambini nati da genitori sposati.Il numero dei figli nati, poi, è sempre inferiore al numero di figli desiderati. Tanto è vero che, secondo le statistiche citate da padre Salvini, solo il 10% delle donne vorrebbe fermarsi al primo figlio.Quali sono dunque le difficoltà che impediscono una ripresa demografica? Secondo molti analisti ciò è dovuto all’“egoismo” di molte giovani coppie e al loro timore di perdere il “tempo libero”. Asserzioni non condivise dall’ex direttore di Civiltà Cattolica, secondo il quale è prevalente “il timore di non poter assicurare ai figli ciò di cui hanno bisogno. Più che mancanza di affetto, parlerei di eccesso di affetto”.Il matrimonio, nonostante la notevole diminuzione del numero delle nozze celebrate, “è ancora visto come una tappa fondamentale nella vita degli italiani”. Il lato ambiguo è la tendenza a sposarsi per lo più con persone di cui si è “attratti fisicamente”, nonostante l’attrazione, per sua natura, sia “labile”.In Italia è notoriamente ancora forte il legame tra genitori e figli: non solo si vive più a lungo con i genitori ma li si frequenta di più dopo il matrimonio e il 70% degli italiani sposati, vive nello stesso comune dei genitori.Indubbiamente, ad avviso di padre Salvini, sono necessarie politiche per la famiglia (detrazioni fiscali per le famiglie numerose, sostegni alle scuole materne e alla madri lavoratrici), tuttavia è necessario un approccio meno “elettorale” che affronti il problema con uno sguardo lungimirante. In tal senso è evidente, ad esempio, che le esigenze dei sempre più numerosi pensionati, vadano conciliate con gli aiuti alle famiglie.La dottoressa Vellone, da parte sua, ha analizzato le problematiche familiari, soprattutto alla luce del disagio giovanile. Se da un lato i giovani, ha spiegato, “sollecitati a crescere in fretta, risultano spesso immaturi, viziati, disagiati, fragili, spesso ansiosi o depressi, i genitori, a loro volta, sono confusi, disorientati, stressati, non sanno come gestire il loro ruolo: sono poco concentrati nel ruolo di genitori come se fossero rimasti degli eterni figli”.Se molti figli sono spesso irriverenti e irriguardosi verso i propri genitori, questi ultimi risultano deboli, confusi e incapaci di intervenire con fermezza perché condizionati dall’idea di “piacere” ai figli e compiacerli.L’istituto familiare, secondo la psicoterapeuta, “è in crisi per la sua incapacità di assolvere ai suoi nobili compiti di cellula della società, senza nemmeno riuscire ad essere una ‘culla calda’ per la prole. C’è poi una tendenza a dissacrare tutto: dalle festività al rito della tavola che si sta perdendo”.Quanto all’attaccamento forte alla famiglia descritto precedentemente da padre Salvini, esso è spesso, secondo la dottoressa Vellone, un sentimento di “possessività”, laddove “sappiamo tutti che amore è gratuità, rinuncia, soffrire in silenzio per il bene dell’altro”.“L’amore è un’esigenza per l’essere umano, per formare un’identità forte, per raggiungere un’autonomia completa e propositiva”, ha aggiunto la psicoterapeuta.Un errore da non commettere è indulgere alla rassegnazione che porta certe madri e certi padri a dire: “Mio figlio è fatto così e io non posso farci nulla”.Invece “ogni genitore ha una capacità immensa di educare e di amare davvero - ha osservato la dottoressa Vellone -. È soprattutto ritrovando la capacità di amare che la famiglia può superare la crisi in cui versa”. |
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Post n°1619 pubblicato il 25 Gennaio 2012 da frabennix51
In Primo Piano Se questi limiti vengono superati, si corre il grave rischio che la dignità unica e l’inviolabilità della vita umana possano essere subordinate a considerazioni meramente utilitaristiche... La mentalità pragmatica che tanto spesso influenza il processo decisionale nel mondo di oggi è fin troppo pronta ad approvare qualsiasi strumento disponibile a ottenere l’obiettivo desiderato, nonostante siano ampie le prove delle conseguenze disastrose di questo modo di pensare. PAGINE CATTOLICHE:
Amici di Joseph Ratzinger
I nuovi Forum di approfondimento: Vescovo di Ragusa a favore delle unioni gay? IN LIBRERIA: SANTO DEL GIORNO: Flos Carmeli S. Bonaventura dice che gli atti della volontà, coi quali in questo santo esercizio abbiamo da alzare il cuore a Dio, sono certi accesi desideri del cuore, coi quali l'anima desidera unirsi con Dio con perfetto amore; certi affetti infiammati, certi sospiri vivi, coi quali ella chiama Dio; certi moti pii e amorosi della volontà, coi quali, come con ali spirituali, si stende ed alza in alto e si va accostando e unendo più a Dio… Queste aspirazioni e questi desideri vengono dall'uomo espressi con certe brevi e frequenti orazioni che chiamano giaculatorie; perché sono come certi dardi e saette infocate che escono dal cuore e in un punto si lanciano e drizzano a Dio… Il secondo atto… Amici di Mons. Luigi Negri http://tinyurl.com/Negri120116 Quando la Chiesa non può tacere Antonio Socci
Luci sull'Est Si osservi l'impressione di purezza che il quadro trasmette. Comunica qualcosa del piacere di essere puro, facendo capire che la felicità non è nell'impurità, al contrario di come molta gente pensa. È l'opposto… Si noti anche l'umiltà. Ella rivela un atteggiamento di regina, ma facendo astrazione da qualsiasi superiorità sulla persona che prega dinanzi a Lei… Davanti ad un mondo che il demonio va trascinando verso il male, con il piacere dell'impurità e dell'orgoglio, la Madonna del Miracolo ci comunica questo piacere della assenza di pretese e della purezza.
Storia, Politica, educazione E' corrente l'uso dei vocaboli "destra" e "sinistra" per qualificare posizioni assunte sui più svariati temi: fondamentalmente su questioni politiche, sociali o economiche, ma anche su modi di sentire o di essere, come pure in letteratura, a proposito delle arti, ecc. Un esame dei diversi significati di questi termini mostra, subito a prima vista, un caos tale da far dire a molti osservatori che quei vocaboli hanno perso qualsiasi valore come etichette qualificanti atteggiamenti ideologici, culturali o morali. |
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Post n°1618 pubblicato il 25 Gennaio 2012 da frabennix51
USA: pena di morte in declinoNel 2011 il numero di nuove condanne a morte è sceso ad un minimo storico di Padre John Flynn, LC ROMA, lunedì, 23 gennaio 2012 (ZENIT.org) - L'anno scorso, per la prima volta da quando, nel 1976, è stata reintrodotta la pena capitale negli Stati Uniti il numero annuo di nuove condanne a morte è stato inferiore a 100. Lo rivela il Death Penalty Information Center, che ha pubblicato alla conclusione dell'anno il rapporto The Death Penalty in 2011: Year End Report. Nel 2011, le nuove condanne a morte sono scese infatti a 78, un calo drastico rispetto all'anno record del 1996, quando furono emesse 315 condanne alla pena capitale. Il declino è iniziato alla fine degli anni '90, quando c'erano in media circa 300 sentenze all'anno. Da allora il numero è sceso costantemente. Anche il numero di esecuzioni è sceso, a 43, cioè tre in meno rispetto all'anno precedente. Solo 13 Stati hanno effettuato esecuzioni nel 2011, delle quali il 74% nel Sud, riferisce il rapporto. Solo 8 Stati, inoltre, hanno effettuato più di una esecuzione. Come sempre, il Texas è lo Stato con il maggior numero di esecuzioni: 13. Come osserva il rapporto, la cifra rappresenta comunque una diminuzione del 46% rispetto all'anno 2009, quando sono state effettuate 24 esecuzioni, e anche un calo rispetto al 2010, con 17 esecuzioni. Dal 1976, sul numero complessivo di 1.277 esecuzioni, ben 477 sono state eseguite in Texas, ossia il 37% del totale. Nel 2011, ci sono state però solo otto nuove condanne a morte. Nel gennaio 2011, l'assemblea legislativa dell'Illinois ha votato a favore dell'abrogazione della pena di morte, sostituendola con il carcere a vita senza la possibilità di libertà condizionale. Il voto ha trasformato l'Illinois nel quarto Stato in altrettanti anni ad abolire la pena capitale. Uno dei motivi che ha spinto l'Illinois è stato il costo economico della pena di morte. Una commissione statale aveva scoperto che negli ultimi sette anni 100 milioni di dollari erano stati spesi per assistere contee coinvolte in procedimenti giudiziari per reati capitali. “L'evidenza presentata a me da ex procuratori e giudici con decenni di esperienza nel sistema di giustizia penale mi ha convinto che è impossibile concepire un sistema che sia coerente, che sia privo di discriminazioni sulla base di razza, geografia o circostanza economica, e che ottenga sempre giustizia”, aveva detto il Governatore, Pat Quinn, firmando la nuova legge. Attualmente sono 34 gli Stati che mantengono la pena di morte. Inoltre, il Governatore dell'Oregon, John Kitzhaber, ha sospeso nel novembre scorso un'imminente esecuzione e ha dichiarato che non ci sarebbero ulteriori esecuzioni durante il suo mandato. Sempre a livello degli Stati, nell'Ohio, il giudice capo della Corte Suprema dello Stato ha convocato una commissione composta da 21 persone per studiare i problemi legati alla pena di morte. Inoltre - rivela il rapporto - un giudice della Corte Suprema della Pennsylvania ha descritto il lavoro appellatorio svolto in molti casi capitali come caratterizzato da “caos e incongruenze” e ha chiesto “una riforma immediata”. Opinione Continua a diminuire anche il sostegno alla pena di morte. Secondo il rapporto, un sondaggio annuale Gallup sulla pena di morte ha rivelato che lo scorso anno solo il 61% delle persone intervistate era a favore della pena di morte, il livello più basso degli ultimi decenni. Il rapporto ha anche osservato che l'applicazione delle sentenze capitali continua ad essere molto arbitraria. Nel 1972, la Corte Suprema fermò il ricorso alla pena di morte perché riteneva che venisse applicata in modo imprevedibile ed arbitrario. In seguito alle modifiche apportate alle leggi in alcuni Stati, la Corte Suprema ha riammesso l'uso della pena di morte nel 1976. Ciononostante, le sentenze capitali continuano ad essere applicate in maniera molto incoerente secondo il Death Penalty Information Center. A rafforzare quest'accusa è una ricerca condotta di recente dal professor John Donohue della Stanford Law School, che ha analizzato le sentenze capitali emesse dal 1973 al 2007 nello Stato del Connecticut. Secondo Donohue – come riferisce il riassunto dei risultati della sua ricerca reso pubblico il 12 gennaio scorso dal Death Penalty Information Center - “la gestione da parte dello Stato dei casi eleggibili per la pena di morte rappresenta una politica caotica e malsana nel campo della giustizia penale, che non serve né la deterrenza né il castigo”. Donohue ha rilevato che a definire il sistema della punizione capitale nello Stato sono “arbitrarietà e discriminazione”. Secondo lo studio, non vi è alcuna differenza significativa tra gli omicidi eleggibili per la pena di morte in cui i pubblici ministeri perseguono la pena di morte e quelli in cui non lo fanno. Anche fattori razziali influiscono pesantemente sulla probabilità di ricevere una condanna a morte. Imputati che appartengono ad una minoranza razziale che commettono omicidi di vittime bianche eleggibili per la pena di morte rischiano sei volte di più di ricevere una condanna a morte rispetto a imputati appartenenti a minoranze che commettono omicidi di vittime appartenenti a minoranze, ha scoperto Donohue. Tutto lascia pensare che nel 2012 continuerà la tendenza di allontanarsi dalla pena di morte. Lunedì 16 gennaio, il Death Penalty Information Center ha riferito che il Senato della Pennsylvania ha approvato di recente una risoluzione per avviare uno studio sulla pena di morte. Il rapporto toccherà questioni come la correttezza, l'uguaglianza ed i costi della pena capitale. Da quando nel 1978 la Pennsylvania ha ripristinato la pena di morte solo tre persone sono state giustiziate ma ci sono più di 200 detenuti nei bracci della morte. |
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Post n°1614 pubblicato il 25 Gennaio 2012 da frabennix51
Comunità Giovanile GIOVEDI 26 GENNAIOGIOEUBIA 2012ARDI PER IL TUO DOMANI… NON SPEGNERTI!Unisciti a noi per festeggiare il tradizionale evento bustese!Cena tradizionale: Aperitivo – antipasto – Riso e Luganega 15 €Prenotazioni entro mercoledì 25 al numero 348 0929599 o all’indirizzo info@comunitagiovanile.orgA seguire FALO’ e VIN BRULE’ VENERDI 27 GENNAIOTHIS IS FRIDAY – HAPPY HOURDECEIT + GREASERSwww.deceitmusic.com / www.greasers.itore 22.00SABATO 28 GENNAIOSCUOLA DI COMUNITA’ E POLITICA“La Comunità e lo Stato: partecipazione e sussidiarietà per una nuova idea di bene comune “Luca Pesenti (Docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano)Lorenzo Malagola (Collaboratore del segretario PdL Alfano)Ore 14.30 SABATO METALKENOS (death) + AGONY FACE (death) +KHEPHRA (black)Release Party “Nightrain To Samara” dei Kenoshttps://www.facebook.com/pages/KENOS/150606445026444https://www.facebook.com/agony.facehttps://www.facebook.com/pages/Khephra/113616218693278Ore 21.30 DOMENICA 29 GENNAIOCANTI ALPINI IN RICORDO DELLA BATTAGLIA DI NIKOLAJEWKACENA DI RACCOLTA FONDI PER I PROGETTI “ACCENDIAMO LA SPERANZA” E “UNA CASA PER LUCA”Cena ore 20.00 con Polenta e Bruscitt; costo 15 €Prenotazioni entro venerdì 27 al numero 348 0929599 o all’indirizzo info@comunitagiovanile.orgEsibizione del Coro Ai Preat e del Coro Monterosa Comunità Giovanile e' aperta dal mercoledì alla domenica dalle ore 20.30 fino alle 1.00 A disposizione dei soci:- birreria, enoteca, paninoteca - libreria e biblioteca, materiale non conforme - ludoteca con calciobalilla e freccette Comunita' Giovanile e' in v.lo Carpi 5 a Busto ArsizioTel. 0331/623727 Fax. 0331/1542874oppure 349/8784829 - 3461557739www.comunitagiovanile.com |
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Post n°1613 pubblicato il 25 Gennaio 2012 da frabennix51
Cultura&Identità. Rivista di studi conservatori Cari amici, mi permetto di segnalarvi un filmato assai istruttivo sulla manifestazione a sostegno del governo promossa dal partito conservatore ungherese Fidesz - Unione Civica Ungherese a Budapest lo scorso sabato. Dove sono i loro omologhi italiani? Forse che bisogna aver patito cinquant’anni di socialismo reale per aver voglia di reagire (civilmente)? Buona visione. Oscar Sanguinetti http://www.youtube.com/watch?v=xLTSi1wJ984&feature=player_embedded |
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Post n°1612 pubblicato il 20 Gennaio 2012 da frabennix51
Oms: in un anno 44 milioni di aborti nel mondo | Mondo | www.avvenire.it Nelmondo una gravidanza su cinque finisce con l’aborto. Nel 2008 ci sono statequasi 44 milioni di interruzioni di gravidanza (43,8 per la precisione), il 49%delle quali clandestine. Sono i numeri principali resi noti dall’Organizzazionemondiale della sanità e dall’americano Guttmacher Institute ... |
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Post n°1611 pubblicato il 17 Gennaio 2012 da frabennix51
Monti “benedetto”? Macché, venderà l’Italia al dio euro
Il Pontefice ha elogiato il presidente del Consiglio nell’incontro in Vaticano. Ignorando il fatto che ha sommerso gli italiani di tasse e s’è prostrato all’Ue
di Magdi Cristiano Allam Il Giornale
A Sua Santità Benedetto XVI Mi permetto umilmente di scriverle, da semplice fedele che ha avuto il dono immenso di suggellare l’incontro con Gesù con il battesimo ricevuto dalle sue mani nella sontuosità della Basilica di San Pietro circa 4 anni fa, un evento straordinario che ho descritto come il giorno più bello della mia vita. La sua testimonianza di Papa che più di altri ha incarnato il binomio indissolubile di fede e ragione, è stata il faro che mi ha illuminato dentro facendo maturare la scelta della conversione al cristianesimo. Proprio da cristiano ho ancor più apprezzato l’altro binomio indissolubile di verità e libertà, che da sempre ha ispirato l’insieme del mio percorso esistenziale sin da quando ero musulmano, all’insegna dell’esortazione evangelica «Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi» (Gv 8,32) e «Sia il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno» (Mt 5,33-37). Ebbene da cristiano fedele alla sola verità in Gesù, da persona depositaria di valori non negoziabili alla vita, alla dignità e alla libertà, da italiano che ama ed è fiero dell’Italia che mi ha consentito di essere pienamente me stesso, mi permetto di manifestarle con estremo rammarico la mia profonda perplessità all’accoglienza da lei riservata a Mario Monti, legittimando pienamente la sua discutibile figura politica quale espressione dei poteri finanziari forti da lei più volte denunciati, esaltando ed incoraggiando acriticamente il suo operato proprio nel momento in cui cresce l’opposizione della maggioranza dei cittadini preoccupati per il proprio posto di lavoro e per il futuro dei nostri figli. Sono rimasto attonito leggendo le parole con cui lei ha accolto Monti: «Voi avete cominciato bene in una situazione difficile e quasi insolubile». Che cosa intende Sua Santità per «bene»? Il ripristino della tassa sulla prima casa maggiorata del 60% dopo la rivalutazione degli estimi catastali? L’aumento dell’età pensionabile in modo retroattivo violando i patti con milioni di cittadini? L’aumento dell’Iva e del prezzo dei carburanti che hanno fatto impennare il costo della vita? L’imposizione di un regime di polizia fiscale che controlla tutti i conti correnti e affida obbligatoriamente alle banche le transazioni superiori ai mille euro? Un piano indiscriminato di liberalizzazioni che si tradurrà nel regalare l’Italia alle multinazionali e agli squali nostrani devastando le micro, piccole e medie imprese che attualmente rappresentano il 97% del nostro sistema produttivo e che si reggono primariamente sull’istituto della famiglia naturale? Il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha precisato che nei colloqui che Monti ha avuto con il Papa e con il Segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, «ci sono stati attenzione e incoraggiamento per un’azione difficile, che costa sacrifici, per fronteggiare la crisi economica: un impegno notevole anche dal punto di vista morale». Sua Santità, cosa è che incoraggia e a quale impegno morale fa riferimento? La prospettiva a cui vorrebbe condurci Monti è l’adesione incondizionata ad un super-Stato europeo in cui l’Italia, dopo aver svenduto la propria sovranità monetaria, verrà spogliata della sovranità nazionale perché non solo la gran parte delle leggi ma anche la politica finanziaria, di bilancio ed economica verranno decise centralmente da un super-ministro che risponderà del suo operato alla Germania, alla Banca Centrale Europea, alla Commissione Europea e al Fondo Monetario Internazionale. A quel punto l’Italia non avrà più bisogno né di un Parlamento, che si è già auto-commissariato, né di un governo nazionale che è già espressione di un colpo di stato finanziario affidato a Monti che non a caso è consulente internazionale della Goldman Sachs, membro del Comitato consultivo di alto livello per l’Europa di Moody’s, membro del Consiglio direttivo del «Gruppo Bilderberg», presidente della lobby belga «Bruegel», presidente del gruppo europeo della «Commissione Trilaterale». Sua Santità, l’Europa a cui vorrebbe consegnarci Monti è quella che si prostra al dio euro ed è sottomessa alla dittatura del relativismo. Esattamente l’opposto dell’Europa cristiana libera sognata da Schumann, Adenauer e De Gasperi. Spero di cuore in un suo messaggio chiarificatore che faccia venir meno il disorientamento suscitato dalle sue parole nei fedeli cristiani e nelle persone di buona volontà. |
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Post n°1610 pubblicato il 17 Gennaio 2012 da frabennix51
L’Europa ha rifiutato le “radici cristiane” e ora è sotto la dittatura simil-sovietica del “politically correct”, dominata da una tecnocrazia antidemocratica e (economicamente) fallimentare |
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Post n°1609 pubblicato il 17 Gennaio 2012 da frabennix51
Frutto dell'intervento di Massimiliano Cattaneo ieri sera all'incontro del lunedì, tratto dal filosofo cattolico tedesco Josef Pieper, utile lettura per iniziare la preparazione alla visita del Santo Padre, seguendo i binari proposti dal Card. Scola : festa, lavoro , famiglia. |
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Post n°1608 pubblicato il 16 Gennaio 2012 da frabennix51
Milano, 14 gennaio 2012
Raccogliendo le parole della regista e direttrice del teatro Parenti di Milano Andrée Ruth Shammah, apparse ieri su un quotidiano, a nostra volta domandiamo che sia riconosciuta e rispettata la sensibilità di quanti cittadini milanesi, e non sono certo pochi, vedono nel Volto di Cristo l’Incarnazione di Dio, la pienezza dell’umano e la ragione della propria esistenza.
Proprio perché Milano è una “città che ha sempre rappresentato il pensiero illuminato, la religiosità alta, il dialogo e l`apertura”, invitiamo a considerare che la libertà di espressione, come ogni libertà, possiede sempre, oltre a quella personale, una imprescindibile valenza sociale. Questa deve essere tenuta particolarmente in conto da parte di chi dirige istituzioni di rilevanza pubblica, per evitare che un’esaltazione unilaterale della dimensione individuale della libertà di espressione conduca ad “tutti contro tutti” ideologico che divenga poi difficilmente governabile. Di questa dimensione sociale della libertà di espressione avrebbe pertanto potuto farsi carico più attentamente al momento della programmazione la direzione del Teatro.
La preghiera per manifestare il proprio dissenso non può accompagnarsi a eccessi di qualunque tipo, anche solo verbali.
Ufficio comunicazioni sociali Diocesi di Milano
20122 Milano - Piazza Fontana, 2 - Tel. (39) 02 - 8556240 - Fax 02.8556312 - e.mail: comunicazione@diocesi.milano.it |
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Post n°1607 pubblicato il 16 Gennaio 2012 da frabennix51
Diocesi «Quel teatro sul Volto deve rispettare tutti» Dal quotidiano “Avvenire” del 15 gennaio 2012 15.01.2012
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Post n°1606 pubblicato il 16 Gennaio 2012 da frabennix51
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Post n°1605 pubblicato il 16 Gennaio 2012 da frabennix51
Quando la Chiesa non può tacere di Luigi Negri* 16-01-2012
Intervengo sulla base delle notizie lette e ascoltate in questo periodo. Notizie che sono a volte confuse e contraddittorie sui dettagli, ma chiare quanto alla sostanza, provengono da fonti diverse e certamente perciò non sono ideologicamente condizionate. |
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Post n°1604 pubblicato il 16 Gennaio 2012 da frabennix51
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