Creato da lafarmaciadepoca il 13/10/2010

La farmacia d'epoca

Raccolta di scatole e flaconi di farmaci di ieri - di Giulia Bovone

 

Poudre de Paterson

Post n°515 pubblicato il 13 Gennaio 2017 da lafarmaciadepoca
 

 

Era un po’ che non postavo qualche scatola ottocentesca, così oggi ho deciso di rimediare con la Polvere di Paterson (Poudre de Paterson) dei Laboratoires Dethan.

I Laboratoires Dethan furono fondati da Adhémar Dethan nel 1865 a Parigi, ma l’ubicazione della via in cui sorgevano è sconosciuta. Questo perché quando a metà degli anni Ottanta dell’Ottocento, nel momento incui i Laboratoires incominciarono ad avere un certo successo, iniziando ad esportare i loro prodotti in Europa, il nome della via in cui erano ubicati fu cambiato per onorare la memoria del pittore Alphonse de Neuville, scomparso nel 1885, perciò le scatole internazionali riportano solo “Rue Alphonse de Neuville 11” e null’altro.
Oltre alla Poudre de Paterson, cavallo di battaglia assoluto di Monsieur Detham, erano anche prodotte le Pastiglie Dethan, e il vin Bellini alla china (che non ha nulla in comune con il moderno Bellini). Entrambi i farmaci sono stati commercializzati in Italia, ma non raggiunsero mai la diffusione e la notorietà della Poudre de Paterson.

La Poudre era a base di sale azotato di bismuto e magnesia, due sali utilizzati all’epoca come antiacidi, oggi soppiantati dagli inibitori di pompa protonica, più efficaci e con un’azione di maggior durata.

Alla morte di Adhémar Dethan, i laboratori passarono in eredità al nipote George Auguste Dethan (1869 – 1945), il quale ideerà l’Euritmina, uno dei primi farmaci per il trattamento delle aritmie cardiache. I Laboratori Dethan rimarranno a Parigi fino al 1971, quando furono trasferiti a Meaux e poi definitivamente chiusi nel 1982 dal figlio di George, Roger Dethan.

Ecco la foto della scatola:

 Poudre de Paterson

Misura 13,8 cm x 6,3 cm x 4,2 cm e risale all’ultimo decennio dell’Ottocento (post 1888). Fu un prodotto di buon successo commerciale e non è assolutamente difficile imbattersi in scatole di Poudre de Paterson anche in Italia. E’ forse una delle prime scatole ottocentesche che potrebbero capitarvi tra le mani se avete anche voi la passione per il collezionismo di vecchie latte farmaceutiche.

Ogni scatola costava 5 franchi e curiosamente non riporta il numero di pacchetti in essa contenuti.  Il farmaco era da assumere due volte al giorno, al mattino e alla sera, sciolto in mezzo bicchiere di acqua zuccherata.

Grazie per aver letto il post!

 

 
 
 

Cortiron Schering

Post n°514 pubblicato il 31 Dicembre 2016 da lafarmaciadepoca
 

Il Cortiron Schering fu una delle preparazioni iniettabili a base di acetato di desossicorticosterone più conosciuta e venduta nel secondo dopoguerra.

Negli anni Cinquanta si era da poco compreso il ruolo del cortisone nel corpo umano, e conseguentemente anche dell’importanza delle ghiandole surrenali e dei loro metaboliti.
Prima di allora, le ghiandole surrenali erano rimaste un’incognita fisiologica, in quanto nessuno era riuscito ad intuire il loro ruolo, e conseguentemente  lasciando parecchie patologie endocrine senza alcuna possibilità di sviluppo di farmaci.

Biochimicamente parlando, la corticale del surrene è qualcosa di interessantissimo: tutti gli ormoni prodotti prendono origine dal colesterolo, il quale a seconda degli enzimi che agiscono su di lui, potrà diventare aldosterone, progesterone, cortisolo, cortisone, testosterone, e parecchi altri intermedi, gli uni strettamente concatenati a livello chimico con gli altri. Patologicamente questa “vicinanza” si traduce nel fatto che spesso basta l’assenza della produzione di un enzima, per bloccare più di una via biochimica di sintesi. Per fare un per esempio, ipotizziamo la mancata produzione da parte delle cellule della corticale dell’enzima 21-idrossilasi. Esso converte il 17-idrossi progesterone in  11-desossicortisolo, precursore del cortisolo e del cortisone, e in più agisce sul progesterone convertendolo in desossicorticosterone, precursore dell’aldosterone. Se esso viene a mancare, ecco che l’individuo sarà privo di ben 3 ormoni della corticale, con un quadro patologico caratterizzato da squilibri elettrolitici e iperandrogenismo.

Ora, questo è solo un esempio, ma penso vi abbia reso l’idea di come le surrenali, siano ben più di “semplici tessuti accessori” del rene.

Personalmente il fatto che il Cortiron sia stato prodotto dalla Schering non mi ha sconvolto più di tanto: questa casa farmaceutica è sempre stata all’avanguardia nell’ormonoterapia e c’era solo da aspettarsi che prima o poi immettesse sul mercato un prodotto per aggirare il deficit di cortisolo.

Ecco la foto della scatola:

 Cortiron

Misura 6,9 cm x 6,9 cm x 2 cm e risale alla metà degli anni Cinquanta. Ogni scatola conteneva 4 fiale da 1 cmc. Il fatto che il prodotto fosse una novità lo si capisce anche dal prezzo: ben 1372 Lire, quando altri farmaci ne costavano dai 350 ai 600!

Grazie per aver letto il post e Buon 2017!

 
 
 

Si accettano proposte!

Post n°513 pubblicato il 29 Dicembre 2016 da lafarmaciadepoca

Come ogni anno, lascio scegliere a voi il tema del primo post del 2017! Se avete richieste, fatevi avanti nei commenti o inviatemi una mail!

 

 
 
 

Buon Natale dalla Farmacia d'Epoca!

Post n°512 pubblicato il 24 Dicembre 2016 da lafarmaciadepoca
 

Il rapporto nonno - nipote è sempre qualcosa di speciale, ma lo è di più se il nonno in questione è stato arruolato nell'esercito francese, e scrive alla nipotina la tradizionale cartolina di Natale.
Classica storia strappalacrime delle feste? No, il nonno in questione si chiamava George, la nipote Marta Guendré di Calais, e la cartolina patriottica che vedete in foto è la testimonianza di questa corrispondenza tra i due.

Nel 2017 proporrò delle conferenze a tema sulla sanità miltare durante la Grande Guerra, e tra il materiale che ho raccolto vi è appunto anche questa cartolina datata 25 / 12 / 1915, che ho tenuto da parte per l'occasione.

Buon Natale e buone feste!

Cartolina

retro

Traduzione della cartolina:

Cara nipotina,

ricevete i miei migliori auguri di felicità e di buona salute. Spera e credi.

Il tuo "nonnone" che ti abbraccia.

George


 
 
 

Sapone Nivea

Post n°511 pubblicato il 13 Dicembre 2016 da lafarmaciadepoca
 

Il sapone Nivea degli anni Cinquanta / Sessanta è diretto e laconico come un pugno in faccia: e no, non sto scherzando.

Saponette moderne, con le scatole piene di scritte con ingredienti ed avvertenze, fatevi da parte ed ammirate quel sapone che nulla dice di sé, se non “vuoi una saponetta? Io sono quella che aspetti!”.

Sicuramente farà strano anche a voi, ma nel passato il marketing funzionava in maniera molto più lineare, dove era il brand, e non il prodotto a vendere.

Poco importava della descrizione dei pregi dell’oggetto, era il marchio “Nivea” che faceva sì che il sapone fosse acquistato dai consumatori, e ancor meno interessava se non era disegnato sulle esigenze di lui o di lei come molti prodotti moderni. In passato ciò che contava di più era la fidelizzazione del cliente al marchio, ed esso doveva diventare sinonimo di affidabilità e qualità, affinché per tutta la vita il consumatore non volesse altro (scommetto che anche voi avete nonne / zie / mamme, che hanno vissuto in questo periodo e che mostrano i chiari sintomi di questo atteggiamento). Oggi invece siamo tartassati da prodotti che dovrebbero soddisfare le esigenze di ciascuno di noi, anche se nel mondo del prodotto in larga scala, essa è una pretesa che ha un po’ dell’utopia.

Ecco la foto della scatola:

 

Sapone Nivea

Misura 8,7 cm x 5,1 cm x 3,3 cm e risale agli anni Cinquanta / Sessanta. Contiene ancora la sua saponetta, e sulla scatola c’è solo scritto il prezzo, il contenuto del prodotto  e il produttore, ossia i Laboratori Cosmochimici di Milano e nient’altro. Insomma, tutto sommato un sapone di poche parole.

Grazie per aver letto il post! Sto avendo problemi con il servizio di Libero per l’hosting foto, perciò se l’immagine della bottiglia non si vedesse fatemelo sapere. Provvederò  a ripristinarla.

 
 
 
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