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liberante
   
 
Creato da liberante il 05/03/2005
Che anche nella più delirante delle fantasie il bianco su cui scrivo sia la mia verità.

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liberante
liberante il 13/05/12 alle 00:54 via WEB
Mi piace affacciarmi al balcone o anche alla finestra di notte. Fumo una sigaretta. Respiro l’odore. Penso. Sogno. Perdo tempo. Il buio nella stanza alle mie spalle e quella piccola e tenue luce che dall’esterno entra nell’interno. Ricordo. Ricordo le tante finestre da cui ho guardato nella notte. E sempre, e chissà perché, la prima che mi viene in mente è quella della Croazia.
2001. Agosto. Una vacanza che non aveva meta e prenotazioni e quello strano albergo metà austro-ungarico e metà anni ’70. La stanza piccola e con una grande finestra. Non la ricordo di certo per il panorama. Era il banale cortile dell’hotel in cui erano parcheggiate le macchine degli ospiti. Anche la nostra. Si vedeva un muro che sosteneva una strada in salita e del verde, alberi e piante, cespugli. Però c’era una terrazza che non riuscivo a capire che cosa fosse. Se fosse una terrazza molto grande di una casa privata o una terrazza non molto grande di un albergo, pensione o ristorante. A volte era piena di gente, anche alle tre di notte, a volte era deserta alle dieci di sera. E quando c’era gente era gente allegra, mangiavano e bevevano, ridevano e cantavano, parlavano a voce alta e si abbracciavano. A volte ballavano. Facevano musica. Mi resta forte l’impressione che fossero gente del posto, una specie di circolo privato in cui si rifugiavano dall’invasione di turisti che massacravano la loro terra e a cui dovevano essere in obbligo di gratitudine per i soldi che portavano.
Anche stasera mi sono affacciata e fa caldo, il primo giorno di caldo, la prima notte di caldo e non mi sembra possibile che fino all’altro ieri avevo freddo. La sensazione è del momento, non so ipotizzare che due giorni fa avevo addosso un maglione di lana e oggi mi dà fastidio il vestitino di cotone. Vorrei potesse essere così anche per i ricordi sgradevoli, quelli che quando compaiono come fantasmi nell’insonnia aprono squarci di dolore e fragilità e si appiccicano gli uni agli altri fino a formare un percorso di pezzi di vetro su cui non riesco più a camminare. E mi fermo. Affannata. Dolorante. Cattiva.
Poi respiro, respiro, respiro. E l’odore della notte ha il senso dell’estate che verrà e là, dietro l’angolo c’è il mare.
Buonanotte.
 

 
liberante
liberante il 04/05/12 alle 23:58 via WEB
è il sorriso del ricordo delle parole scambiate e condivise che mi scalda il cuore...tu non puoi nemmeno immaginare la gioia che ho provato a ritrovarti tra le mie parole (poche scarse e difficili in questo periodo), e davvero vorrei che tutto sia bene e bello per te, Vincanto che mi incanti..!
 

 
Vincanto_Editions
Vincanto_Editions il 03/05/12 alle 20:34 via WEB
sospesa... ma, aggiungo, libera di decidere ancora e sempre dove portarti, che dovunque sarà e potrà essere ti possa riconoscere ancora individualità piena, non dipendente dallo stato, dal luogo, dalle parole o dalle voci d'intorno... sospesa, ma piena di te, comunque sia, o liberante...
 

 
liberante
liberante il 29/04/12 alle 23:50 via WEB
Ciao Helga con un sorriso. Sono contenta che tu mi abbia insegnato qualcosa. Sono andata su wikipedia e ho trovato il "Trattato di Stato per la re-istituzione di un'Austria indipendente e democratica, firmato a Vienna il 15 maggio 1955" e credo sia molto importante per l'Austria ed è triste se adesso si ricorda appena. Credo che il presente ed il futuro per essere completi debbano avere memoria del passato.
 

 
liberante
liberante il 29/04/12 alle 23:46 via WEB
...finalmente liberi e ricchi di speranza...
 

 
liberante
liberante il 29/04/12 alle 23:46 via WEB
Sai, ho provato a esserci quel giorno e forse quest'anno ne ho provato la nostalgia, anche senza averlo mai vissuto, perchè in questi tempi di buio assoluto vorrei avere la forza che ebbero loro di lottare, lottare con la convinzione delle idee e degli ideali. Ecco perchè provo questa voglia di esserci stata.
 

 
eccomiqui4
eccomiqui4 il 29/04/12 alle 22:41 via WEB
Anzi .. ricordo quanto per noi era importante il 15.5.1955 che ormai pare non sia che .. fama, cosa di niente valore. Una tristezza.
 

 
eccomiqui4
eccomiqui4 il 29/04/12 alle 22:39 via WEB
Non immagino ma ricordo i racconti .. certo non di aprile 45 ma com'era per noi il 26 ottobre
 

 
mpt2003
mpt2003 il 28/04/12 alle 09:19 via WEB
finalmente leggeri....
 

 
ventodamare
ventodamare il 25/04/12 alle 17:51 via WEB
Immagino i sorrisi dei palazzi, degli alberi ed anche dei lampioni. perfino gli uccelli ricominciarono a cinguettare oiu' allegri. Si, sono sicuro che fu cosi'.
 
 
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DA LEGGERE

 

Antonio Gramsci "La Città Futura" (1917)   

 

" Odio gli indifferenti: credo come Federico Hebbel che “vivere vuol dire essere partigiani”. Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e partigiano. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. E’ la palla di piombo per il rinnovatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che circonda la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scoraggia e qualche volta li fa desistere dall’impresa “eroica”. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. ".......

..... continua qui  

 

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