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c'e' chi dice no...

non e' cosi il mondo che vorrei...

Creato da storiadilunar il 05/10/2011

la storia di lunar

Pesa scrivere un articolo del genere. Mani pesanti sulla tastiera e occhi pesanti nel leggere. Ma non si può fare diversamente - bisogna parlarne. Dopo aver scritto il nostro articolo sui bordelli animali in Danimarca e sugli abusi sessuali di quattrozampe in Svezia, oggi sentiamo il bisogno di parlare dello stupro e dell’uccisione di Lunar, avvenuto in Turchia lo scorso marzo. Non è semplice trovare in rete materiale esaustivo per raccontare il chi, il come e il perché di questa orribile, disumana, raccapricciante vicenda, ma qualcosa da ricordare c’è. La tortura è avvenuta a Sincan, a pochi chilometri da Ankara, e una delle cose più agghiaccianti è che il fatto è successo dietro il Municipio della città - ossia in una zona costantemente monitorata e sorvegliata. Una cagnetta è stata stuprata da un essere umano, le sue urla si sentivano a metri di distanza, e nessuno ha notato nulla. Ha sofferto, avrà cercato di difendersi, di scappare, è stata violentata, lacerata, e infine uccisa e nessuno se n'è accorto. Non aveva nome, Lunar. Glielo hanno dato dopo aver ritrovato il suo corpo devastato dalla violenza sessuale in mezzo ai rifiuti, il muso congelato in un’espressione di tristezza infinita, inenarrabile. Si presume si trattasse di un cane randagio. In apertura trovate una sua foto da viva, una da morta - non la peggiore, quella non abbiamo avuto il cuore di pubblicarla. La scoperta del piccolo cadavere dietro il Municipio di Sincan ha fatto calare sull’intera città una coltre di orrore e disgusto da parte degli amanti degli animali di tutto il mondo. La reazione dell’amministrazione è stata quella di sempre - Lunar non era il primo caso, solo il più eclatante: negare e attaccare. Scopriamo da questo forum che il Comune di Sincan ha minacciato gli attivisti che avevano pubblicato le immagini del corpo violato della piccola perché “macchiavano” l’immagine di Mustafa Tuna, il sindaco. Solo successivamente Omer Demir, avvocato del Municipio ha chiamato gli attivisti per scusarsi della minaccia ed esprimere la sua tristezza per quanto era avvenuto. Doveva essere stato un attimo di debolezza perché qualche settimana dopo, il 28 marzo 2011, l’intera giunta comunale ha sostenuto pubblicamente che si trattava solo di una menzogna, che nessun cane era stato stuprato e ucciso dietro il Municipio o addirittura a Sincan, e che le immagini erano state manipolate dall’associazione Let’s Adopt, che si stava occupando del caso. Che Lunar, dunque, non esisteva, e che nessuno - nessuno - in Turchia si sognerebbe mai di stuprare un cane. Le immagini parlano da sole. Noi crediamo ai volontari che si occupano di questi animali ogni giorno, in un clima asfissiante di indifferenza e omertà. I volontari spiegano che è usanza normale, in Turchia, stuprare i cani. Che capita ovunque e che basta fare una piccola investigazione online, o anche solo su Facebook, per scoprire numerosi casi di violenza. E che, generalmente, questi casi terminano sempre con l’uccisione dell’animale da parte del suo violentatore. Che, in questo caso, è scandaloso non solo che a Lunar sia capitato dietro al Municipio, ma che le istituzioni abbiano negato. Che abbiano il coraggio di negare cose come queste. Nessuno è stato in grado di aiutare Lunar. Ma, leggendo questo articolo, almeno eviterete che venga dimenticata. E potrete firmare questa petizione e raccogliere firme perché i responsabili di questi crimini rivoltanti vengano puniti.

 

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DOWN.

La sindrome di Down non è una malattia. Le persone con la sindrome di down non cercano una medicina, vogliono solo essere accettate e trattate come gli altri!!!!

Il 93% dei miei contatti non copierà questo messaggio.

Spero che tu che stai leggendo ora, voglia far parte di quel restante 7% che metterà questo messaggio nella sua bacheca.....

più facile del previsto eh.....

 

 

 

volete ancora una pelliccia?

Post n°53 pubblicato il 10 Maggio 2012 da storiadilunar

Tolta la pelliccia... Rimane questo... Notare che gli animali che vedete nell'immagine sono ancora vivi e COSCIENTI...

Voglio fare un appello a tutte quelle persone che possiedono una pelliccia, e vorrei chiedere loro se fossero d'accordo se i loro figli, o paenti fossero scuoiati vivi per creare una pelliccia da esporre quado si va in montagna o con il freddo, o per creare una borsa, una scarpa... vorrei sapere il loro parere e lo vorrei sapere qui e ora.

 

L'immagine parla da sola... anche perchè le pellicce vengono letteralmente strappate agli animali quando questi sono ancora coscienti... nessuno stordimento preventivo...

La persona che dopo aver visto questa immagine ha il coraggio di comprare ancora una peliccia è seriamente invitata ad andare a farsi fottere!

 

Animali da pelliccia

Gli animali "da pelliccia" vengono allevati in gabbie strette ed anguste adatte a far risparmiare spazio all'allevatore, ma soprattutto a impedire il movimento dell'animale che potrebbe rovinare la sua pelliccia.

Secondo le nuove leggi, il benessere dell'animale dovrebbe valutarsi in base alle 5 libertà cui gli animali hanno diritto e al rispetto delle esigenze dettate dalle caratteristiche della singola specie:

  • Libertà dalla sete, dalla fame e dalla cattiva nutrizione;
  • Libertà di avere un ambiente fisico adeguato;
  • Libertà dai danni fisici;
  • Libertà di manifestare le caratteristiche comportamentali specie-specifiche normali;
  • Libertà dalla paura;

Negli allevamenti attuali non si può certo dire che vengano rispettati i loro diritti! Chiusi in piccole gabbie, costretti a muoversi su superfici innaturali che spesso portano al ferimento delle zampe (reti metalliche), isolati dai loro simili, alimentati in maniera innaturale. La loro vita è molto breve (il tempo necessario perché la loro pelliccia sia utilizzabile) e non essendo animali destinati all'alimentazione umana le loro carni non vengono sottoposte a controlli. Il che permette agli allevatori di utilizzare composti chimici e farmacologici in grado di tenere in vita gli animali anche se in condizioni così assurde.

Nonostante ciò, il tasso di mortalità negli allevamenti è spesso alto. Le cattive condizioni di allevamento si ripercuotono sui comportamenti che gli animali presentano: ripetizione ossessiva dello stesso movimento, aumento dell'aggressività, paura, stato di profonda apatia, comportamenti isterici o autolesionisti come spezzarsi i denti mordendo la gabbia.

Una tecnica di allevamento particolarmente crudele è quella di esporre, in inverno, gli animali al freddo per far sì che sviluppino una pelliccia più folta.

L'uccisione può avvenire sia con il gas che con l'elettricità, non essendo gli animali tutelati da alcuna legge a riguardo. Nel caso di soffocamento da gas, gli animali vengono chiusi in gabbie di legno collegate allo scarico di una macchina agricola (in genere). Nel caso di morte con elettricità due elettrodi vengono inseriti nella bocca e nell'ano e vengono trattenuti con delle pinze mentre la scarica elettrica li uccide.

Purtroppo sono tanti (10-20 milioni di mammiferi) anche gli animali uccisi in libertà per farne delle pellicce. Nei boschi si usano le tagliole. Gli animali vittime di queste trappole rimangono anche per una settimana ad aspettare il cacciatore che verrà ad ucciderli. Nel frattempo la ferita si gonfia provocando dolori indescrivibili. Cosa ancora più assurda è il fatto che spesso gli animali vittime delle tagliole sono animali non utilizzabili per le pellicce, quindi è una caccia spietata che non risparmia nessun mammifero abitante del bosco. Famosi sono inoltre i cacciatori di piccoli di foche che uccidono i piccoli a bastonate in testa e li scuoiano davanti alle loro madri impotenti, a cui lasciano il cadavere sanguinante e scuoiato del piccolo.

 

Per rendere una minima idea di quanta morte e sofferenza implichi ogni singola pelliccia riportiamo il numero di animali necessari per confezionarne una.

Animale

Numero di pelli

(animali utilizzzati)

Agnello droadtail

 

  30 - 45 Animali

Agnello Karakul  

  18 - 26 Animali

Bob-cat

15 - 20 Animali

Castoro

16 - 20 Animali

Cavallino

6 - 8     Animali

Cincillà

130 - 200 Animali

Coyote

12 - 16  Animali

Criceto

120 - 160 Animali

Ermellino

180 - 240 Animali

Fishe

18 - 25 Animali

Foca (cucciolo)

5 - 8 Animali

Gatto

20 - 30 Animali

Ghiottone

5 - 7 Animali

Lince

8 - 18 Animali

Lontra

10 - 20 Animali

Lupo

3 - 5 Animali

Martora

40 - 50 Animali

Moffetta

60 - 70 Animali

Nutria

25 - 35 Animali

Ocelotto

12 - 18 Animali

Opossum

30 - 45 Animali

Procione

20 - 35 Animali

Puzzola

50 - 70 Animali

Scoiattolo

120 - 200 Animali

Tasso

10 - 12 Animali

Topo muschiato 

60 - 110 Animali

Visone

30 - 50 Animali

Volpe

10 - 20 Animali

Wallaby

20 - 30 Animali

Zibellino

50 - 80 Animali

Questo appello è rivolto a tutti i miei lettori, che siano essi occasionali o abituali.

 

Chiunque navighi su internet e sia arrivato a questo sito è sicuramente registrato a facebook o a qualche altro social network o forum che sia.


Chiedo che diffondiate il più possibile la tabella sopra citata con il numero di animali uccisi barbaramente per ogni pelliccia.

Siamo nel 2012 e la parole chiave, come dicono gli esperti, è "condividi" e allora condividete anche voi, aiutate me e tutte le associazioni animaliste a far conoscere cosa sta dietro la bella pelliccia di una vecchietta.

Perchè deve possedere lei il manto che è stato rubato a tantissimi animali?

 

Nella tabella non sono citate le cifre corrispondenti a quanti cani servono per comporre una pelliccia di soli cani, ma vi posso assicurare che sono estremamente diffuse.

Siate realisti, guardate in faccia alla realtà che vi circonda, è arrivato il momento di agire, quella pelliccia potrebbe apartenere al vostro cane/gatto!!

 

Vi ringrazio estremamente per l'attenzione e spero che dedicherete 2 minuti del vostro tempo nel condividere quella tabella.

Non ci sono costi.

 
 
 

La protesta mondiale contro Green Hill

Post n°52 pubblicato il 09 Maggio 2012 da storiadilunar

MILANO – Centinaia di manifestanti sono scesi in piazza martedì pomeriggio, in oltre settanta città di quattro continenti, da New York a Mosca, da Città del Capo a Londra, per dire basta alla vivisezione/sperimentazione, a sostegno della battaglia degli animalisti italiani contro l’allevamento di beagle, Green Hill. La protesta che è dilagata attraverso i social network, subito dopo l’arresto di 12 attivisti a Montichiari, lo scorso 28 aprile, e ha portato ad una giornata mondiale contro la vivisezione in un giorno scelto non a caso. Il 16 maggio la commissione politiche comunitarie dovrà discutere la norma che introduce il divieto di allevamento di cani, gatti e primati destinati a sperimentazione su tutto il territorio nazionale, ultimo passaggio prima del voto in Senato.

 

 

((

«LIBERATE I BEAGLE» - Martedì pomeriggio oltre ottocento persone hanno presidiato con un sit-in piazza Mercanti e, poi, a sorpresa si sono diretti nel luogo simbolo di Milano, piazza del Duomo, sotto la Madonnina, al grido: "Liberate i beagle. Green Hill chiuderà". Protesta pacifica, che si è conclusa con una marea di uomini, donne e ragazzi seduti nella piazza. Sorpresi anche gli organizzatori, abituati a contarsi sulle dita di una mano. Mentre nelle capitali europee e del resto del mondo, analoghi sit-in contro l'utilizzo degli animali nei laboratori (il numero di quelli avviati alla sperimentazione si stima sia superiore a 300 milioni, di cui 12 milioni in Europa e 900 mila in Italia) si svolgevano davanti alle sedi di ambasciate e consolati.

 

Animalisti a Milano contro Green Hill Animalisti a Milano contro Green Hill    Animalisti a Milano contro Green Hill    Animalisti a Milano contro Green Hill    Animalisti a Milano contro Green Hill    Animalisti a Milano contro Green Hill

LE ASSOCIAZIONI - Molte le associazioni animaliste internazionali che hanno dato sostegno ai gruppi italiani, Oipa e Lav, e ai comitati nati contro Green Hill. Il movimento Win Animal Rights a New York, Animal Equality a Londra, Bund fur Vegane Lebensweise a Berlino, l’Aham Project a Praga, Igualidad Animal che ha coordinato le manifestazioni in nove città spagnole, da Madrid ad Alicante, da Santiago del Compostela a Granada. “Tutto il mondo osserva quello che sta accadendo a Montichiari”, commenta Massimo Pradella, presidente internazionale Oipa, l’associazione nata trent’anni fa con lo scopo di unire le diverse voci animaliste sparse sul pianeta.

La Brambilla con i beagle in via Palestro La Brambilla con i beagle in via Palestro    La Brambilla con i beagle in via Palestro    La Brambilla con i beagle in via Palestro    La Brambilla con i beagle in via Palestro    La Brambilla con i beagle in via Palestro

AI GIARDINI PALESTRO - L’onorevole Michela Brambilla, martedì mattina, dai Giardini di via Palestro a Milano dove è arrivata con una cucciolata di beagle, ha rilanciato un appello ai senatori, perché accelerino l’approvazione della norma «che ci porterebbe a diventare un faro nel mondo».

 
 
 

ero un cucciolo di foca...

Post n°51 pubblicato il 08 Maggio 2012 da storiadilunar

La storia di William ci arriva dalla Humane Society International ed è una di quelle che non possono passare sotto silenzio. Potrebbe essere considerata una sorta di parabola per chiunque ritenga che la caccia spietata ai cuccioli di foca debba interrompersi immediatamente, poiché crudele e senza senso.

Non vi mostreremo video truculenti, o immagini che illustrano le “prodezze” dei cacciatori di foche. Non vi faremo vedere il sangue sparso sul bianco candore del Pack.

Invece, vi racconteremo di William.

Rebecca Aldworth, Direttore Esecutivo della Humane Society International canadese, dice che William era uno dei cuccioli di foca più belli che avesse mai visto.

Lo vide per al prima volta mentre sorvolava il Pack con il team di Protect Seals: si rotolava sulla neve fresca e si godeva una mattina luminosa di sole. A detta di Rebecca, William era un vero pagliaccetto, uno di quei cuccioli che non possono non strapparti un sorriso.

Quella mattina di sole, la caccia ai cuccioli come William stava per iniziare. Non era ancora cominciata, non tecnicamente, ma lo sarebbe stata di lì a pochi giorni. Quello delle foche è il più massiccio sterminio di mammiferi marini mai perpetrato dagli uomini.

Sono passate settimane e Rebecca sa cosa, con tutta probabilità, è capitato a William. Ma se preoccuparsi del destino di un piccolo cucciolo di foca potesse incoraggiare anche solo una persona a supportare tutte le campagne atte a mettere la parola fine a questo scempio, allora la probabile morte di William non sarebbe stata del tutto vana.

Non tutti fanno delle donazioni in denaro, si sa. Ma un primo passo da compiere potrebbe anche essere quello di smetterla di non voler vedere, e non voler sentire. Di smettere di fare finta che queste cose non accadano o che non ci riguardino, perché non è così.

Ognuno di noi dovrebbe avere a cuore il benessere di qualunque specie, fosse anche diversa dalla nostra - o, forse, a maggior ragione.

Rebecca si dice perseguitata dal ricordo di William che, allegro, agita le zampe verso le pale vorticanti dell’elicottero, come se facesse 'ciao'. Era la calma prima della tempesta, prima che i cacciatori di foca arrivassero e macchiassero il ghiaccio di sangue, come ogni anno.

Come ogni anno, la più pura barbarie - per nulla.

Rebecca pensa a tutti i cuccioli come William, i cuccioli che ha visto dopo. Dopo la caccia. Pensa ai loro pianti agonizzanti. Ricorda cosa significa vedere un animale di sole due settimane di vita combattere così strenuamente per la propria vita, e perderla in modo così terribile e ha soltanto una parola per definire quella sensazione: “Insopportabile”.

Allo stesso modo sa che continuare a testimoniare questo orrore, fare riprese, scrivere, raccontare, ricordare, registrare, catalogare, potrà in qualche modo far terminare questo barbaro macello.

Ecco perché la storia di William merita di essere letta da più persone possibile.

Letta e ricordata.

Perché più di tutto il resto, vorremmo poter riportare indietro le lancette dell’orologio a quella mattina calma, luminosa, assolata. Silenziosa e non rotta dai colpi di fucile sparati dai cacciatori di foche e dal riflesso dei loro arpioni nel sole.

È così che dovrebbe essere, ed è così che sarebbe in un mondo giusto. Con l’aiuto di tutti, è così che sarà, un giorno.

Nel frattempo, non smettete di leggere e non smettete di raccontare.

Qui potete vedere William ripreso mentre gioca al sole nell’ultima mattina felice della sua breve esistenza. E ricordate che, se volete, potete supportare queste associazioni che, ogni giorno, si battono per questi animali indifesi e innocenti.

 
 
 

«I governi e il calcio fermino il massacro»

Post n°50 pubblicato il 05 Maggio 2012 da storiadilunar

Cane sopravvissuto a un incendioCane sopravvissuto a un incendio
MILANO – «I governi e il calcio fermino il massacro». E’ all’insegna di questo slogan che le principali associazioni animaliste italiane – dall’Enpa all’Oipa, dalla Lav alla Lega nazionale per la difesa del cane, passando per l’Arca, la Leal e la Leidaa dell’ex ministro Michela Vittoria Brambilla – si sono date appuntamento a Roma, sabato, per dire basta alla strage di cani randagi in Ucraina. Un Paese dove gli animali senza proprietario vengono rastrellati per le strade ed eliminati. L’eccidio, in atto da decenni nel Paese ex Sovietico, si è incrudelito assumendo un ritmo vertiginoso dopo che l’Ucraina, insieme alla Polonia, è stata scelta dalla Uefa qualche hanno fa quale sede ospitante delle partite dei Campionati Europei di Calcio.

VIDEO SHOCK - Saranno mostrati al pubblico video dall’Ucraina e personaggi noti interverranno con le loro testimonianze e le loro opinioni sui modi per fermare la strage. I partecipanti all’evento sono invitati a portare con sé i propri cani (in rappresentanza di quelli che vengono uccisi in Ucraina) e un pallone da calcio, simbolo dell’intensificazione e dell’imbarbarimento della strage degli animali senza padrone nelle città in cui avranno luogo le partite: Kiev, la capitale, Leopoli, Donetsk e Kharkiv.

Cane ucciso a fucilate (Cisternino  - Oipa)Cane ucciso a fucilate (Cisternino - Oipa)
SGARBO DIPLOMATICO - In Italia, una manifestazione nazionale contro l’eccidio ucraino sarebbe stata probabilmente indetta comunque perché il fischio dell’arbitro che darà il via alla prima partita ucraina degli Europei a Khrakiv il 9 giugno si avvicina. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il contegno sprezzante dell’ambasciatore ucraino a Roma quando, alla fine di aprile, ha deciso, senza avvisare, di non presentarsi all’appuntamento ufficiale preso con alcuni esponenti del Consiglio Comunale capitolino, tra i quali Federico Coccia, delegato del sindaco alla salute degli animali, e con una delegazione di Oipa, Enpa, Lav e volontari del canile di Porta Portese che chiedevano con una speciale mozione la fine immediata delle uccisioni nel Paese ex-Sovietico. Al suo posto ha fatto trovare un funzionario di secondo livello che ha parlato di montatura politica contro l’Ucraina vedendo il materiale fotografico del massacro.

BOICOTTAGGIO - Di fronte a questo chiaro rifiuto al dialogo la delegazione romana ha lasciato gli uffici dell’Ambasciata promettendo di boicottare gli Europei e di continuare a mobilitarsi a favore dei cani con una grande manifestazione, quella organizzata a Roma per domani. A livello diplomatico è andata meglio ad Andrea Cisternino, fotografo di professione e delegato dell’Oipa a nella capitale ucraina, che sta documentando con dovizia di particolari la strage ormai da più di un anno. Il 30 aprile Cisternino ha avuto un colloquio con l’Ambasciatore italiano a Kiev, Fabrizio Romano, che si è reso disponibile a incontrare un ministro del governo ucraino o il sindaco di Kiev per mettere a punto strategie più umane ed efficaci per la gestione del randagismo.

Cani uccisi (Cisternino-Oipa)Cani uccisi (Cisternino-Oipa)
RANDAGI - Cisternino ha realizzato un libro fotografico con 180 immagini in bianco e nero scattate per le strade di Kiev in cui mostra tutta la sua sensibilità per il disagio in genere, indipendentemente dalla specie cui si appartiene. Il titolo è significativo della sua compassione per tutte le creature che soffrono: «Randagi. Storie di uomini e animali». L’opera può essere ordinata scrivendo a photoandycis@yahoo.it. Il ricavato sarà utilizzato per aiutare i cani di Kiev.

INTERROGAZIONE - Sempre italiana l’iniziativa dell’Eurodeputato dell’Idv Andrea Zanoni che ha presentato un’interrogazione alla Commissione Europea per chiedere che la Ue usi tutto il suo peso per costringere le autorità ucraine a fermare la strage rifacendosi all’articolo 19 del Trattato di Lisbona che definisce gli animali «esseri senzienti tutelati dalla legge dell’uomo». Zanoni si chiede anche quanto la Ue stia finanziando la Uefa e siccome i soldi della Ue sono soldi di tutti i cittadini europei, quanto questi ultimi stiano finanziando il massacro senza volerlo.

Volontari al lavoro Volontari al lavoro
FALSO STOP - Ma i metodi della diplomazia pare non servano molto alla soluzione del problema. Lo scorso 13 novembre il direttore per la raccolta dei fondi dell’associazione protezionistica britannica Naturewatch, John Ruane, ha avuto un incontro con il ministro dell'ambiente, Mykola Zlochevsky, che ha promesso di modificare la legislazione ucraina in materia di randagismo e di applicare una moratoria immediata sull’uccisione dei cani randagi. Naturewatch, dal canto suo, avrebbe fornito indicazioni sulle pratiche migliori per la gestione dei cani di strada e sulla costruzione di rifugi. Eppure, questo incontro si è palesato solo un mare di chiacchiere. Sulla carta, dal novembre 2011 è illegale uccidere i randagi ma l’eccidio è continuato e continua tuttora, senza che le autorità ucraine intervengano.

FORNI CREMATORI MOBILI - In Ucraina gli animali di strada venivano uccisi anche durante il periodo sovietico ma dopo la caduta dell’Urss la situazione si è aggravata. La società si divise in modo netto tra ricchi e poveri e così fu anche per i cani: dall’inizio degli anni Novanta ci sono animali che viaggiano in Mercedes a fianco dei loro proprietari e animali scheletriti e ammalati che vagano barcollando alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti. Per uccidere i cani una società privata paradossalmente chiamata Shelter for Municipal Dogs (Rifugio per i cani municipali), profumatamente pagata e protetta dalla municipalità della capitale ucraina, utilizzava (e probabilmente ancora lo fa) fucilazioni sommarie di branchi, anche pacifici e accuditi da volontari, o dolorosissimi avvelenamenti, seguiti dalla costruzione di fosse comuni per i cadaveri che venivano poi ricoperti con colate di cemento. Dal 2009 allo scorso novembre nell’Ucraina Orientale le atrocità si sono spinte fino al limite della barbarie. Le municipalità di Mariupol e di Lisichansk hanno scoperto con orgoglio un metodo, a loro dire geniale e veloce, per sbarazzarsi dei randagi: un piccolo forno crematorio mobile dove gli animali venivano gettati vivi o agonizzanti. Il forno costava circa 20mila euro, una cifra che, impiegata diversamente, avrebbe permesso di sterilizzare migliaia di animali. Per fortuna, l’uso del forno è stato oggi proibito, così come è stato chiuso un sito Internet chiamato «l’ammazzacani», (vreditelyam.net), che dava consigli pratici su come uccidere i randagi con veleni o trappole fai da te.

FAI DA TE - Comunque, non sono solo le istituzioni, con i loro «dog hunter» (cacciatori di cani) a spargere la morte sulle strade ma anche tanti privati cittadini che operano soprattutto di notte. Il 6 gennaio scorso, per esempio, fuori Kiev, è stato appiccato il fuoco ai sei piccoli rifugi improvvisati che un volontario aveva costruito con grande sforzo per dare protezione a quaranta randagi dei quali si prendeva cura. Gli atti di violenza dei privati sono da imputare anche a una campagna mediatica istituzionale che ha sparso il panico sulla pericolosità dei cani e sulle malattie che questi potrebbero portare. Grave è la risposta delle autorità quando vengono interpellate sugli eccidi. Scelgono di negare e basta. Un esempio su tutti: la polizia di Brovarì, cui era stata portata dall’Oipa Ucraina una documentazione fotografica sulla fucilazione di alcuni randagi, non ha voluto ravvisare alcun illecito e non ha preso alcun provvedimento contro gli «ammazzacani».

 
 
 

Da Green Hill al mondo intero: l'8 maggio tutti contro la vivisezione

Post n°49 pubblicato il 02 Maggio 2012 da storiadilunar

Brescia, 2 maggio 2012 - Se lo scorso sabato resterà nelle cronache come la giornata della liberazione dei cuccioli di beagle, l’8 maggio sarà la Giornata mondiale contro Green Hill e la vivisezione.L'annuncio arriva dal Coordinamento fermare Green Hill, che ha aderito all’iniziativa dalla portata mondiale.

A Brescia la protesta sarà nel centralissimo corso Zanardelli a partire dalle 15. A Milano l’appuntamento è fissato per la stessa ora in piazza Mercanti. Ma presidi e proteste si terranno anche fuori dai consolati e dalle ambasciate italiane nelle principali capitali mondiali: da New York ad Amsterdam, da Londra a Parigi, passando per Varsavia, Brussels, Madrid, Atene, Cape Town, Adelaide e Claj Napoca, in Romania.

E’ stato scelto l’8 maggio perchè il giorno seguente la XIV Commissione del Senato esaminerà gli emendamenti al testo dell’articolo 14 per il recepimento della Direttiva europea sulla sperimentazione animale. Con le proteste in decine di città gli attivisti vogliono lanciare un messaggio al governo italiano: dire no alla vivisezione e, si legge in una nota del Coordinamento fermare Green Hill, ‘’ricordare quale è  il sentimento di milioni di italiani e cosa desiderano davvero gli animali: l’86% degli italiani e’ contrario alla vivisezione, vuole chiuso Green Hill subito e ha applaudito alla liberazione in pieno giorno dei cani da quell’inferno’’.

 
 
 
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