Creato da maestrapiccola il 23/03/2009

maestrapiccola

la scuola da dentro

 

 

Food 2

Post n°987 pubblicato il 19 Settembre 2014 da maestrapiccola
 

Si consiglia la lettura dopo aver letto Food (due post prima)

 

Maria a merenda ha sempre la frutta.

Con cura tagliata a pezzi da chi si occupa di lei e del fatto che è più sano mangiare un frutto piuttosto che una merendina.

Però le merendine sono buone, hanno tanta cioccolata, la carta è lucida e spesso nelle confezioni c'è anche una sorpresa.

Maria deve farsi forza, mentre apre il suo contenitore:

"Io mangio la frutta perchè è la più cancerogena di tutte!"

 
 
 

Con parole mie

Post n°986 pubblicato il 17 Settembre 2014 da maestrapiccola
 

C'è sempre stata strega comanda colori e strega impalata che si aggiravano per tutti i cortili e i giardini in cui i bambini giocavano. Il gioco della strega è uno dei più amati.

Oggi in giardino sento.

"Chi vuol giocare a strega ghiaccio metta il dito qui sottooooo!"

Strega ghiaccio?

Nuova?

Una strega che ti ghiaccia e tu ti immobilizzi come a strega impalata ma una volta che lei ha fatto il sortilegio e se ne va in cerca di qualcun'altro, tu cominci a scioglierti pian piano e ti abbassi verso il suolo, se non vengono a liberarti finisci sciolto sul terriccio.

Meraviglioso!

Ma chi le inventa?

come nascono?

Ma come fanno i bambini di tutta italia a passarsele tutte queste cose, dai giochi, alle conte, alle canzoni con il battimano?

Vanno da sole.

La tradizione orale è più forte di qualsiasi social network, programma tv o pubblicità.

Gli esseri umani piccoli sanno passarsi le cose belle e divertenti da soli con fili di voci che viaggiano da un cortile a un giardino, da una scuola a un parco pubblico. E sono sicura che non ci sarà mai nessuno di così potente, nè di così ricco che potrà bloccarle o modificarle o veicolarle a suo piacere o interesse.

Se ambarabacciccicocò ha fatto il giro delle regioni e ha raggiunto tutti senza essere mai stata insegnata da qualcuno o letta su un libro, che potenziale ha la parola? che forza di persuasione e diffusione ha nel momento in cui viene pronunciata?

Inimmaginabile.

 

 

 

Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola.

A volte ne scrivo una, la guardo fino a che non comincia a splendere.

Emily Dickinson

 

 

 

 
 
 

Food

Post n°985 pubblicato il 16 Settembre 2014 da maestrapiccola
 

Fra bifidus attivo-gluten free-fermenti lattici vivi-chilometro zero-no ogm-agricoltura biologica-slow food e tutti quei termini che accompagnano i cibi per essere più buoni, i bambini fanno una gran confusione e Camilla me lo conferma.

Sta mangiando un normalissimo pacchetto di crackers, di quelli che si mangiavano negli anni '80 a cuor leggero.

"I miei crek sono biodegradabili perchè fanno dimagrire!"

 
 
 

Primo giorno di scuola

Post n°984 pubblicato il 15 Settembre 2014 da maestrapiccola
 

Il primo giorno di scuola profuma di matite temperate e di carta dei quaderni bianchi.

C'è euforia nell'aria, la nazione ne parla, il tg fa lo speciale scuola, le nonne raccontano aneddoti ai nipoti su quando la scuola apriva l'uno ottobre.

C'è stato un primo giorno di scuola per tutti nella vita e qualcosa dentro è rimasto ad ognuno.

Quella felicità mista a timore, quella curiosità impastata di insicurezza di un ignoto che ogni giorno si affaccia e ci prepara alla vita fuori dalla scuola.

 

Anche loro sono tornati, con gli zaini carichi e i ricordi freschi dell'estate.

Loro che saranno il mio lavoro e la mia fatica, le mie risate e le mie soddisfazioni.

Loro che mi aspettavano stamattina per dirmi ciao.

Poi per dirmi che era nato il fratellino, che l'acqua in Calabria era calda, che ha messo gli occhiali, che non trova più l'astuccio, che...

Si potrebbero riempire le pagine di un quaderno nuovo con tutte le parole che loro ti dicono in un giorno.

Emanuela vuole dare forma all'ignoto di questo primo giorno:

"E' vero che sta con noi almeno due mezze orette?"

 

 

 
 
 

E' solo l'inizio

Post n°983 pubblicato il 14 Settembre 2014 da maestrapiccola
 

Agosto è un tempo lontano da ogni cosa.

Poi piano piano il presente normale, quello fatto di routine si avvicina lento come un piccolo filo tirato piano. E quando tutto è così lontano sembra impossibile che un giorno fosse vicino e che un giorno lo sarà di nuovo.

Poi tutto torna come al solito. Ognuno ha un suo solito solitamente molto personale.

 

 

Pieno agosto, spiaggia.

Incontro Michele che incontro solo al mare.

Nel tempo in cui non ci siamo visti ha perso quattro denti e ha fatto la prima.

"Allora come è andata la prima?"

"Malissimo!"

"Perchè?"

"Perchè ho due maestre schifose!"

"Come schifose?"

"Schifose!"

"Cosa fanno per essere schifose?"

"Urlano sempre! Quella coi capelli bianchi è quella che urla più di tutte e a me non mi piace chi urla!"

 

 

 

Gli insegnanti italiani sono i più vecchi d’Europa, sono i più malpagati, sono in scadenti condizioni di salute psicofisica.

Quella dell’insegnante è una Helping Profession soggetta ad alta usura psicofisica: nei Collegi Medici per l’inabilità al Lavoro è la categoria più soggetta a patologie psichiatriche (oltre il 70%); le manifestazioni psichiatriche si manifestano mediamente dopo 20 anni di servizio; è la più esposta al rischio suicidario.


Se se ne sono accorti anche i bambini, abbiamo buone speranze che se ne accorga qualcun'altro.

Buon inizio di scuola a tutti i colleghi con o senza i capelli bianchi,

con o senza la pazienza in tasca.



 

 

 
 
 

Personali Geometrie

Post n°982 pubblicato il 23 Giugno 2014 da maestrapiccola
 

Roberto davanti ad un rettangolo mi sta enunciando le parti.

"Questa è la sua altezza e questa è la bassezza!"

 

Che lo sguardo sia dal basso,

che lo sguardo sia dall'alto

vi auguro di posarlo bene in queste vacanze.

Il blog chiude e riapre il 15 settembre con le scuole.

 
 
 

PICCOLO BUIO SPETTACOLO

Post n°981 pubblicato il 16 Giugno 2014 da maestrapiccola
 

 

PICCOLO BUIO

SPETTACOLO ISPIRATO A

"PICCOLO BUIO" ed. il Castoro

21 GIUGNO 2014

LIVORNO

H. 21

LIBRERIA TEATRO DEI LIBRI

http://www.ilteatrodeilibri.com/?p=2644

ingresso gratuito-necessaria la prenotazione

 

 
 
 

Non conoscere

Post n°980 pubblicato il 11 Giugno 2014 da maestrapiccola
 

Quando credi di aver vissuto già molte cose scopri di non aver visto nulla.

 

"Maestra guarda!"

Mi mostra una feritina nel braccio.

"Il mio papà mi ha spento la sigaretta sul braccio perchè giocavo troppo a palla!"

Nella frazione di pochi secondi ho visto la mia infanzia, ho avuto freddo e caldo, rabbia e tristezza densa.

Non riconoscevo il mio stato d'animo come qualcosa di già vissuto, non sapevo cosa stavo provando. Un fango scuro mi è sceso davanti e mi teneva ferma.

Il mio presente aveva meno valore del suo passato e del suo futuro.

Le possibilità di quello che avrei potuto essere e fare erano annebbiate e confuse.

Il timore di dissolvere tutto molto presto era reale.

 

Ignorare che l'infanzia è altro

per lui è la salvezza del momento,

l'ignoranza del papà

è la sua colpa.

 
 
 

La disfatta

Post n°979 pubblicato il 06 Giugno 2014 da maestrapiccola
 

Ci sono insegnanti di scuola elementare che oggi, ultimo giorno di scuola, stanno facendo delle verifiche.

O io non ho capito niente o...

 
 
 

Strade e pensieri per domani

Post n°978 pubblicato il 02 Giugno 2014 da maestrapiccola
 

Ci sono calamità per i genitori che diventano occasioni creative per i bambini.

I pidocchi.

Adele li ha appena avuti.

Una bella testa piena di idee e di uova con abitanti.

I suoi pensieri hanno corso mentre la mamma operava meticolosamente su di lei.

La sua mmaginazione si è accesa in un unico grande gioco tra vero e finto:

"Per i pidocchi i miei capelli sono strade..."

 
 
 

Voglia di estate.

Post n°977 pubblicato il 29 Maggio 2014 da maestrapiccola
 

Al parco, dietro l'angolo una gelateria, due bambini di sette anni.

"Io ho mangiato un ghiacciolo alla Morena!"

"Siamo uguali, anch'io ho mangiato un ghiacciolo alla murena!!"

 
 
 

Da oggi in libreria!

Post n°976 pubblicato il 28 Maggio 2014 da maestrapiccola
 

A chi si sente lupo

A chi si sente Cappuccetto Rosso

e a chi ha paura del bosco.

Ai miei tre porcellini con tutto l'amore che esiste.

http://www.valentinaedizioni.it/chiss_se_oggi_incontrer_il_lupo.htm

 

 

 
 
 

Non serve capire

Post n°975 pubblicato il 26 Maggio 2014 da maestrapiccola
 

Domenica è successa una cosa:

alcuni bambini hanno accompagnato i genitori a scuola e non viceversa

per votare.

All'uscita mentre gli adulti di due famiglie parlavano nel giardinetto davanti alla scuola, i figli non erano da meno:

"Tua mamma cos'ha votato?" chiede il primo palleggiando una palla gialla.

"Boh!"

"La mia PIeDI!"

"Come piedi!!!"

""Boh! Ha detto così: ho votato PIeDI!"

"Ma i piedi per camminare?"

"Sì!"

"Non ci capisco niente!"

"Neanch'io, fai un tiro?"

 
 
 

Storici si nasce

Post n°974 pubblicato il 23 Maggio 2014 da maestrapiccola
 

"Maestra guarda cosa ha combinato Massimo!!!"

In effetti passando Massimo ha tirato giù mezzo scaffale con due dozzine di quaderni, varie scatole di pastelli e qualche libro.

Tutto ora giace scomposto sul pavimento come un enorme falò che aspetta.

"Maestra sembra la seconda guerra mondiale del 1532!"

 

 
 
 

Adulti vs bambini

Post n°973 pubblicato il 20 Maggio 2014 da maestrapiccola
 

Ambulatorio medico.

Bambina di quattro anni con trentanove di febbre aspetta di essere visitata.

Agitata forse, chi non lo sarebbe.

Stanca forse, spaesata; vorrebbe essere a casa tranquilla, chi non lo vorrebbe con la febbre così alta.

Mi perdo il motivo e vedo solo il risultato: la piccola dà un morso alla sua mamma.

Non mi perdo però le parole che si scambiano dopo:

"Scusa mamma mi perdoni?" implora la bimba affranta.

"No!"

"Mamma mi perdoni, scusa!" è rinsecchita in un angolo, stretta dal rimorso e dalla vergogna della voce alta della mamma che risuona nella sala d'aspetto.

"E' andato via con le scuse il tuo morso? Eh? Guarda? E' andato via? No!

Allora non me ne frega niente delle tue scuse!

Spero che il dottore ti faccia un po' male così impari!

Non ti meriti niente!

Sei cattiva!"

Le ho trascritte subito le parole della mamma, anche se non si fa, ma almeno mi toglievo dall'imbarazzo di dover distogliere gli occhi dalla scena.

Lascio aperta la riflessione a ciascuno e consiglio la sempre bella lettura

"I bambini imparano quello che vivono" di Dorothy L. Nolte

 

 
 
 

Potere decisionale

Post n°972 pubblicato il 19 Maggio 2014 da maestrapiccola
 

Al mondo ci sono i decisi e gli indecisi.

A volte gli uni servono agli altri, ma non sempre.

Carlo è uno deciso punto e basta.

Il problema è che spesso deborda oltre il suo confine e spesso non risulta simpatico.

Per Giulio, che teme la sua ombra, avere Carlo come amico è una sicurezza ma per Gabriel no.

Quando giocano o fanno un lavoro di gruppo, Gabriel deve sgomitare per far valere il suo pensiero e per avere autonomia di azione.

L'altro giorno Gabriel è scoppiato perchè Carlo aveva addirittura deciso se Gabriel avrebbe o meno mangiato la banana.

Il cielo in classe si è squarciato e Gabriel ha ululato:

"Basta!

Decido io a me!!!!"

 

 

 
 
 

Ma perchè?

Post n°971 pubblicato il 13 Maggio 2014 da maestrapiccola
 

Hamed viene dal Marocco.

La sua maestra no.

Hamed è molto vivace.

La sua maestra molto calma.

Lui è allegro.

Lei nervosa.

Più lui è allegro, più lei si innervosisce.

Lui è desideroso di imparare.

Lei pensa di sapere tutto.

Hamed parla male l'italiano.

La maestra anche:

"Se non la smetti ti rimando dal paese da dove sei venuto!"

 
 
 

Per voce sola

Post n°970 pubblicato il 08 Maggio 2014 da maestrapiccola
 

Questa è una storia vera.

Davide, consigliato dal neuropsichiatra infantile che lo segue, viene mandato in una scuola elementare pubblica a modulo per evitare il carico da quaranta ore settimanali.

Peccato che la suddetta scuola è conosciuta per lo snobismo dell'utenza che è la crème della crème della città, coloro che vanno in una scuola pubblica e ne dispongono come fosse una privata.

Gli insegnanti e il preside mal governano questi genitori e da anni si fanno sopraffare nelle scelte che non sono più troppo educative per i bambini.

La famiglia di Davide, in affanno per il piccolo da quando è nato e socialmente molto soli, si affidano e fidano totalmente di quello che dicono i servizi che intanto hanno fatto certificare il bambino.

Davide è un bimbo con un cognitivo un po' basso e qualche problema di socializzazione.

Con l'ingresso alla scuola dell'obbligo, la vita di Davide è a un crocevia, la situazione può rimanere uguale per lui, può migliorare o peggiorare.

Ma lo stato italiano, che vede nell'istruzione la ricchezza e la forza della nazione, non può essere responsabile di un peggioramento.

Quindi siamo tranquilli.

E' settembre e le foglie cadono arancioni sul marciapiede dove Davide, con il suo babbo e la sua mamma, aspetta che si apra il portone per il suo primo giorno di scuola.

Alla sera, sempre di quel primo giorno di scuola, nella casa di Davide arriva una telefonata.

E' la maestra di italiano che chiede la cortesia di lasciare a casa Davide il sabato per tutto l'anno scolastico.

La mamma risponde che la scuola è pubblica e che c'è l'obbligo di frequenza.

I cinque anni trascorrono tra le angherie più basse e solo un bambino russo, Dimitri, suo compagno di banco,permette a Davide di avere momenti lieti.

Alle medie tolgono il sostegno a Davide.

Alle superiori sceglie un indirizzo professionale che lo interessava molto.

Per altri cinque anni subisce maltrattamenti da parte dei compagni e quando vengono segnalati i fatti, i professori liquidano sempre la mamma con un " lei sa come sono i ragazzi".

Una vera e propia banda in stile mafioso si è divertita alle sua spalle con atti degni del miglior riformatorio.

La famiglia di Davide è esausta e troppo piccola per affrontare battaglie legali.

Intanto Davide perde anche Dimitri perchè in mezzo a loro si era messa la di lui fidanzata che non capiva nè Davide, nè il loro rapporto.

Dimitri, per il suo primo amore, rinnega l'amico per una biondina viziata.

Solo al mondo Davide fa l'esame di maturità e quello per la patente e poi si chiude definitivamente in casa, nella sua camera quattro metri per quattro con la connessione Wi.Fi. a sorreggerlo.

Ora Davide è un giovane uomo, sempre chiuso in quella camera in cui gioca tutta la notte a giochi on line e dorme fino a tardi la mattina.

Ha parole dure e vere sulla scuola e sulle persone che popolano il mondo a parte la sua famiglia piccola e quella più allargata. Davide ha di sè una grande consapevolezza e sa come, tutto quello che ha vissuto, ha determinato il suo essere oggi.

"Io dovevo sopravvivere, mi è scattato un istinto di sopravvivenza che ora tende alla mia conservazione. Non mi posso fidare di nessuno e non ho voglia di conoscere nessuno. Ho conosciuto troppe persone brutte. Io non alzavo dei muri verso gli altri ma degli scudi. Lo sai qual è la differenza? Il muro è definitivo, lo scudo lo puoi deporre."

"Ma se non esci dalla tua camera come fai a incontrare la gente."

"Purtroppo sono un orso bruno ormai, sto bene nella mia tana."

"La tua tana non ti basterà più prima o poi, la tua mamma non ci sarà sempre..."

"Saprò sopravvivere.

Il momento più duro è la notte quando mi arrivano i brutti pensieri

per questo gioco al computer e non penso più a nulla."

La mamma interviene:

"Mi dispiace aver parlato male degli insegnanti con lei che è..."

"Purtroppo signora, io so che quello che mi raccontate esiste, lo so che è vero e di questo mi vergogno e per questo combatto."

La scuola pubblica italiana è popolata da tanta brava gente ma anche da gente che di notte fa venire i brutti pensieri anche a me.

Basterebbe la storia di Davide per fare un punto e a capo.

Come Davide invece ce ne sono a migliaia che soffrono e non hanno trovato nella scuola un sostegno.

Quello che dico è che è ora di smettere di coprire chi non è insegnante in maniera degna, rispettosa, responsabile, competente e aperta a tutto quello che è lontanissimo, diversissimo e incompresibile da lui.

Basta a chi si nasconde dietro ad un lavoro comodo, certo con uno stipendio medio, ma con tante ferie.

Basta a chi fa della scuola un carrozzone dove tutto è uguale e fa lo stesso.

Basta usare la mortificazione come metodo educativo.

Basta bambini con il mal di testa e il vomito per l'angoscia della maestra e adolescenti che si suicidano davanti ai professori.

Davvero basta.

Basta agli adulti che sono causa di malessere e di odio vero e proprio.

In una carriera scolastica dell'obbligo si hanno non meno di quindici/venti insegnanti.

Arriviamo a trenta cone le superiori e a almeno cinquanta con la laurea.

Vi chiedo di pensare al vostro percorso scolastico e vedere se avete avuto cinquanta persone che hanno fatto il tifo per voi, che erano al vostro fianco, illuminati di passione pronti ad aprirvi nuovi orizzonti.

La media è di non poterne ricordare più di cinque. Spesso meno.

A tutto questo è ora di dare un taglio, smettendo di coprire chi fa della scuola il suo salotto di casa in cui tutto è permesso, compreso stare con le gambe in alto e fare zapping per decidere chi interrogare.

La scuola è un valore.

La scuola ha un grande valore nella vita di un essere umano e,

nel bene e nel male,

può determinarne il corso.

 
 
 

Avverbio di quantità

Post n°969 pubblicato il 06 Maggio 2014 da maestrapiccola
 

I bambini spesso sono il prolungamento degli arti di noi adulti.

Sono gambe per andare a recuperarci qualcosa e braccia per tendercene altre quando non abbiamo voglia di alzarci.

Convinti che sia quasi un nostro diritto e un loro dovere.

"Maria mi passi i colori che sono sulla cattedra per favore?" chede la pigra maestra.

"Non ce n'è nessun po'!"risponde svelta l'alunna e nell'inciampo della sua frase la maestra ricorda chi è lei e chi sono loro.

 
 
 

Magia!

Post n°968 pubblicato il 05 Maggio 2014 da maestrapiccola
 

In prima elementare tutto arriva come una magia.

L'essere umano è in grado di imparare in fretta e bene, a parte casi particolari.

Ho già detto più volte che molti bambini hanno poco bisogno degli inseganti, basterebbe solo qualcuno che gli accendesse la luce per illuminare le nuove cose da imparare, il resto lo fanno da soli.

E questo è un bene perchè ci sono bambini che hanno molto bisogno di un affiancamento vero e solido ma lo Stato fa finta di niente e tira al ribasso concedendo sempre meno ore per fermarsi al pit-stop della mente.

Ma queste sono divagazioni e polemiche che qui non devono entrare; parliamo di Sofia piccole trecce che poco ha bisogno di una maestra perchè vede le cose da sola.

Per lei la lettura è stata immediata e dopo poca palestra è diventata presto piacere allo stato puro.

I primi mesi di palestra di lettura in una classe sono bellissimi perchè si sentono venti vocine che leggono tenendo il segno con il ditino. Non si rendono conto di quello che fanno, o meglio non sanno ancora che esiste la differenza tra lettura ad alta voce e lettura sileziosa solo con gli occhi.

Non lo sanno fino a che, per magia, arriva il giorno che capiscono che possono farlo anche senza sonoro.

"Maestra guarda!So leggere senza parlare!"

 
 
 
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CHISSA' SE OGGI INCONTRERO' IL LUPO?

PICCOLO BUIO

A tutti quelli che hanno paura del buio

nella speranza che arrivino

al più presto grandi luci!

Cristina Petit- Ed. IL CASTORO

 

Cristina Petit

PRESEPE IN CALAMITA

EDB junior

 

 

Cristina Petit

VOLO VIA

Valentina Edizioni

 

Cristina Petit

CONVERSAZIONI PICCOLE

Mamma perchè vai a lavorare?

Cos'è un amore lungo lungo?

Dov'è andato il nonno?

San Paolo Edizioni

 

Cristina Petit

CI SONO BAMBINI E BAMBINE!

Valentina Edizioni

 

Cristina Petit

DIRE FARE GIOCARE

Ed. Bacchilega Junior

IL MOSAICO

 

Cristina Petit

IGNAZIO CHE NON CI VEDEVA BENE

Ed.Bacchilega junior

http://www.ilmosaicocooperativa.com/ed_libricini_ignazio.html

 

Cristina Petit

UN BUCO NEL CIELO

ed.SONDA

http://www.sonda.it/

 

Grazie a tutti voi lettori del blog.

Avete dato senso al mio scrivere,

e ora,

sono diventata una persona di carta.

 

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