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Rebuffa17 il 18/05/12 alle 10:25 via WEB
Ma se invece uno vuole installare dei pannelli dal "nulla", sono previsti in questo caso dei contributi per il fotovoltaico?
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Thiashyn il 23/12/11 alle 15:59 via WEB
Buon Natale! :)
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associazionemarea il 03/10/11 alle 18:39 via WEB
1882 - L'Archeologo francese Francois Lenormant viene nel mezzogiorno d'Italia e scrive il famoso trattato La Grande Grèce. È colpito dall'ospitalità dei monteleonesi che chiama "delicata philoxenia, per usare l'espressione degli antichi greci".
http://www.sbvibonese.vv.it/sezionet/pag263_t.aspx
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associazionemarea il 03/10/11 alle 18:11 via WEB
318 F. Lenormant, Op. cit, “ Ella era così chiamata, dicono, perché nata il venerdì, come santa Cyriaca
o Kiriakì, la martire di Tropea nell’epoca della stessa persecuzione, perché nata di domenica. In
qualche liturgia latina della Calabria, il nome di Paraskevì è tradotto per Venera; in un diploma del
gran conte Ruggero, il villaggio di Paravati, alle porte di Mileto è detto Terra Parasceves, in est Sancte
Venere. Ma a cagione dell’assonanza del nome, che vi si prestava facilmente è l’antica Venere che è
stata conservata dalla superstizione popolare sotto la veste di S. Venere nel culto dei contadini nei
dintorni di Monteleone. E’ in effetti, per le malattie delle donne che s’invoca la sua intercessione. (…)
Quanto alla statua, cui si dà, nei dintorni di Monteleone, il nome di Santa Venere, essa raffigura in
realtà Arianna addormentata nell’isola di Nasso, uno dei soggetti che la scultura antica più si
compiacque di trattare”.
Da”Fra mare e terra” di A. Montesanti – nota 318 pag.150 Ed. fenica 1999
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associazionemarea il 29/09/11 alle 00:40 via WEB
ASVV, Notaio Satriano Didaco (Pizzo 1690-1739), lib. LXXXIV, corda 285, f. 44, del 03.01.1695:
“Die tertia m(en)si Jannary Mill(esi)mo Sexce(esi)mo Nonag(esi)mo Quinto: Ind(itio)ne tertia
Reg(nan)te. Nella Torre di Santa Vennera territ(ori)o di Longobardi distretto della Città di
Mont(eleo)ne, et coram omnis V.S. di.re Fran(ces)co Antonio Antonucci et Leoluca de Franza, sindici
p(rede)tta civ(ita)tis, et in n(ost)ra pres(en)tia personalmente const(itui)tus Fabium de Ascoli civiti Pitij
pro sei persona publica dixit, et exposuit officiali seu caporalis eiusdem Turris d(ett)a de Santa
Vennera per obitum q(uan)to Stefanis Scarmato ultimi eiusdem Turris dum vixit possessori vacavit, et
vacet, et de exc.mo anno ViceReg(ent)e et Cap.nes G.nti huiris Reg.ns providere obtimut pro vitim lici
seu patente nobis exibuit et d(et)ti M(agnifi)ci Sindici prentibus et qua propter d.o Fabium d’Ascoli se
in et ad corporale reale et actuale posessore eiusdem Turris detta de Santa Vennera cum omibus
juribus et pertinentijs et per d(et)ti M(agnifi)ci Sindici recipi eso ad mietà sibiq. deillis fructibus,
redditibus, proventionibus, iuribus obventionibus et disoribuzionibus universis et singulis integre
responderi instante postulavit, quibus quidem lirisin setta turre lectis et intellectis, d(et)ti M(agnifi)ci
Sindici eiusdem Fabium d’Ascoli personalmente in et ad dicta turrem corporales realem et actuales
possessore cum omibus iuribus et perinentibus suis vigente dictar. Regiar liteani expeditan Neapolis
subdie decima sexta Novembris anti prossimi pretenzioni et exequtoriatori in Regi (...) prefati
M(agnifi)ci Sindici receperunt prefatum Fabium De Ascoli, et a d(ett)o turre induxerun et in signu reali
adepte possessioni huiusmandi aperuit danuam detta turris intrando et exeundo cornu sonandi et alias
faciendo in signu possessioni predetti et capora.ro prestiti juramento. (…)Trestimoni: Fran(ces)co
Barone, Dom(eni)co Satriano, Carolo Pompò Seniore e Carolo Pompò Juniore, Jacobo Rizzuto,
Thomaso Griffo.
“Tra mare e terra” di A. Montesanti.- nota 314 - Pag. 147-148 - Ed Fenica 1999
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associazionemarea il 29/09/11 alle 00:12 via WEB
La Torre di Santa Vennera
…“Sempre procedendo verso nord incontriamo il Castello di Bivona e
successivamente la Torre di S. Pietro o S. Pietro di Bivona.
Questa torre venne costruita nel 1564, assieme alla torre gemella di Santa Vennera,
dal mastro monteleonese Giacomo Pitoya che si aggiudicò al quinto incanto
l’appalto della costruzione delle due torri, per un importo complessivo di 450
ducati.
Le due torri, commissionate con strutture troncoconiche, furono costruite in grado
di ospitare “l’archibuscieri, et bombardieri in li lochi necessarij”. Inoltre viene
prescritto che in esse si “habbiano da fare le lamie duppie, et buone ad resistitio
d’artiglieria che correrà p(er) sopra d’essi et incosciarle tutti massicci talchè se
troverà la pianeza giusta le cima d’esse lamie; et alla cima di d(et)te torri
habbiano de fare li merli con li archibuscieri, et bombardieri”.
Esse dovevano essere costruite “in loco d(et)to La Cala di le Sciabiche et
un’altra in loco d(et)to S.ta Vennera... et farse conforme all’or(di)ne et modello
mandato dall’Ill.mo s. Vicerè di q(ue)sta p(rovin)tia”, assicurando che “p(er) tre
anni che d(et)te torres nò faccino lesione alcuna”
tratto da: “Tra mare e terra” di A. Montesanti.- Pag. 143- Ed Fenica 1999
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associazionemarea il 28/09/11 alle 18:23 via WEB
...."un dettagliato elenco dei
Possedimenti ducali nella marina di Monteleone, redatto il 18 dicembre del
1704."...
...“La sopradetta coltura và compresa in corpo del feudo di S. Venera e si è da tempo
immemorabile affittata alli Massari di S. Pietro, e Longobardi, candela accensa
plus offerenti.”….
…”La suddetta coltura và compresa in corpo del Feudo di S. Venera e sempre si è
soluto affittare alli Massari di Santo Pietro e Longobardi, candela accensa plus
offerenti.”
tratto dal libro di A. Montesanti "Tra Mare e Terra"
pag.164
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associazionemarea il 27/09/11 alle 23:44 via WEB
E’ il 31 agosto del 1934 quando, dopo averle sollennemente benedette, suonano per
la prima volta le tre campane di Vibo Marina “la grande, di un quintale e
venticinque porta il nome di Maria S.S. del Rosario, perché è riprodotta
l’immagine di codesta chiesa su di essa. Perché la seconda porta l’effige di Santa
Venera le fu dato tale nome ed è di chilogrammi 84. Il campanello di tre
chilogrammi porta la figura ed il nome del crocifisso””
estratto da pag. 208 del libro “Fra mare e terra” di A. Montesanti
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associazionemarea il 27/09/11 alle 12:22 via WEB
“Successivamente, in un ulteriore documento contabile, ritroviamo l’area costiera
di Santa Vennera descritta tra le entrate feudali dei Pignatelli di Monteleone nel
1583-84, risultando non solo tra le più cospicue, ma anche tra quelle in grado di
produrre redditi più diversificati. Esso recita testualmente:
Entrate in grano :
giardino di Santa Vennera……………………………….. Tumula 400
Entrate in olio:
giardino di Santa Vennera…………………………………Cannate 400
Mastrodattia viceducale……………………………..………doc. 645
Mastrodattia ducale………………………………………………...153
Baglia di Monteleone
e casali di Tricono, S. Pietro e Bivona………………………....446:3:6
Bagliva di Longobardi………………………………………….….. 26:3:6
Capitania dell’Università di Monteleone ..………….…….……. 12
Fronde di Santa Vennera……………………….…………………220
Gelsi di Longobardi .…………………….………………………….91
Dohana di Bivona…………………………………….……………..54:2:6
Taverna di Bivona………………………….…………………….. 13:1:13
Tonnara di Bivona……………………..……….………………. . 645
Fino ai primi anni del ‘700 il Feudo di Santa Vennera restò di esclusivo
appannaggio del Duca di Monteleone, mentre è da quegli anni che si registra un
significativo mutamento nelle proprietà lungo la costa.”
Tratto da pag.160 del libro “Fra mare e terra” di A. Montesanti
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associazionemarea il 26/09/11 alle 10:51 via WEB
Vibona fù la grande città portuale molto più estesa dell'attuale Vibo Marina, che potrebbe invece essere considerata la "piccola Vibona".Vibona andava da Vibo Marina fino a Punta Scrugli di Briatico ed il suo territorio si estendeva fino anche alla zona precollinare di Longobardi, San Pietro e Triparni....quindi potrebbe essere Vibona, il nome del nuovo Comune.Vibo Marina è solo una parte di questa gloriosa e storica città portuale, anche se riveste un ruolo iimportante, per la presenza del porto, ma è un pezzo del "mosaico" delle sei frazioni che può contribuire a ricostruire l'antica città portuale di Vibona, distrutta più di mille anni fà...e mai più degnamente ricostruita!
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