Creato da: massimocoppa il 22/08/2006
"Ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati"


"There is no dark side
of the moon, really.
Matter of fact,
it's all dark"

Pink Floyd

 

 

 

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"Conosceremo una grande quantità di persone sole e dolenti nei prossimi giorni, nei mesi e negli anni a venire. E quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro: ricordiamo".

Ray Bradbury, "Fahrenheit 451"

 

Area personale

 

 

"And all this science,
I don't understand:
it's just my job,
five days a week...
A rocket man"

Elton John

 

Un uomo può perdonare
a un altro uomo
qualunque cosa, eccetto
una cattiva prosa

                     Winston
                        Churchill

 
 

Presto /
anche noi (…) saremo /
perduti in fondo a questo fresco /
pezzo di terra: ma non sarà una quiete /
la nostra, ché si mescola in essa /
troppo una vita che non ha avuto meta. /
Avremo un silenzio stento e povero, /
un sonno doloroso, che non reca /
dolcezza e pace,
ma nostalgia
e rimprovero
PIER PAOLO PASOLINI
 

 

 

 

 

Cazzarola!

 

 

 

La CIA e l’FBI contro gli smartphone Huawei, ma la cosa puzza

Post n°2032 pubblicato il 16 Febbraio 2018 da massimocoppa
 

LA CIA E L’FBI CONTRO GLI SMARTPHONE HUAWEI, MA LA COSA PUZZA

Sarà che sono attualmente iper-sensibile all’argomento, visto che ho appena acquistato un cellulare Huawei, ma fa una certa impressione sentire l’FBI e la CIA affermare esplicitamente ed ufficialmente che gli americani non devono comprare questi smartphone perché, in sé, hanno implementato un software che li trasforma in elementi di spionaggio a favore delle autorità cinesi.

L’incredibile è accaduto: mai nella storia due primarie agenzie di intelligence e di lotta alla criminalità avevano accusato un produttore di telefonini di lavorare per una superpotenza straniera, vale a dire la Cina (ex) comunista: uno Stato totalitario che, è noto, esercita un controllo ferreo su tutte le azioni e le manifestazioni del pensiero di una popolazione di un miliardo e mezzo di persone, e dove il dissenso è tuttora fortemente respinto e represso.

Secondo le agenzie americane, che si sono espresse davanti al Congresso, server, modem e smartphone della Huawei sono in grado di trasferire a Pechino tutto ciò che facciamo con essi, e cioè perlomeno tutto il traffico dati, oltre a potersi trasformare in sistemi di intercettazione ambientale controllati in remoto.

Fantascienza? Fantapolitica? Chissà.

Ma capirete che mi girano i cosiddetti, visto che ne ho uno da appena una settimana!

Precisato che c’è poco da spiare, nel mio caso, visto che per le autorità cinesi sono sicuramente la persona più noiosa del mondo, se fosse vero ci troveremmo comunque di fronte ad un fatto molto grave.

Ma, come suol dirsi, c’è un però.

Sarà un caso che questa ostilità americana verso un prodotto cinese capiti in un momento nel quale Washington è fortemente ostile all’espansionismo commerciale cinese? Lo stesso Trump vara continue misure restrittive verso le importazioni provenienti da Pechino e ne minaccia di peggiori, asserendo spesso che lo strapotere economico cinese è un elemento di forte destabilizzazione mondiale…

Sarà anche un caso che ad essere attaccata è un’azienda capace di produrre una serie di modelli i quali, attualmente, rappresentano il miglior rapporto qualità-prezzo presente sul mercato degli smartphone? E vi assicuro che è così, perché prima di procedere al mio recente acquisto mi sono fatto una cultura su Samsung, iPhone e compagnia bella, sbarcando infine da Huawei, che mi ha consentito di avere un buon cellulare senza svenarmi…

Per cui concludo invitando a riflettere: forse la CIA e l’FBI hanno ragione, ma la cosa mi puzza un sacco.

 
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Svolta sociale in Germania, capitalismo alle corde

Post n°2031 pubblicato il 08 Febbraio 2018 da massimocoppa
 

SVOLTA SOCIALE IN GERMANIA, CAPITALISMO
ALLE CORDE

Clamorosi segnali dalla Germania.

La superpotenza economica, finora intransigente guardiana dei bilanci (altrui), svolta verso lo Stato sociale: la riedizione del governo di coalizione tra CDU e SPD, che sia la Merkel che Schulz hanno dovuto accettare per forza, pena l’ingovernabilità del Paese, porta con sé misure che possono definirsi solo keynesiane, sociali, addirittura assistenziali, se non fosse che ai vertici dell’Unione Europea viene una crisi isterica alla sola ipotesi.

Oltre al fatto che i maggiori ministeri vanno ai socialisti, sono già state annunciate misure che rientrano perfettamente nel caro, vecchio solco del capitalismo mitigato dall’intervento statale: un freno ai contratti a tempo determinato, che non potranno essere rinnovati all’infinito, aumento degli stipendi, aumento degli assegni per le famiglie, aiuti speciali per chi acquista una casa…

Insomma, è la rivincita dell’intervento dello Stato in economia, intervento rivolto ad aiutare chi ha bisogno, a tutelare i lavoratori ma, soprattutto, a sostenere la domanda, così da mantenere l’economia sempre vitale.

Tutto il contrario delle ricette che la stessa Germania impone a Bruxelles, che Bruxelles impone ai Paesi dell’Unione Europea e che la Banca Mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale impongono al mondo intero, e cioè bilanci in pareggio nonostante un’economia asfittica se non paralizzata, smantellamento dello Stato sociale, distruzione dei diritti dei lavoratori, allentamento di ogni vincolo all’azione selvaggia del capitalismo…

La verità è che, in Germania, lo Stato assistenziale non è mai morto. Anche per questo i tedeschi sono il popolo più forte d’Europa.

Meditiamo, gente, meditiamo…

 
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Cosa è, esattamente, la vecchiaia…

Post n°2030 pubblicato il 05 Febbraio 2018 da massimocoppa
 

COSA È, ESATTAMENTE, LA VECCHIAIA…

Si ha voglia di stare a disquisire su cosa, esattamente, debba intendersi per “vecchiaia”: se sia uno stato del corpo, un dato anagrafico oppure una condizione della mente.
Si ha voglia di dire che si può essere giovani in un corpo non più giovane, e viceversa.

Un’evidenza empirica si è imposta a me, stamattina, con una forza tale da farmi capire in un colpo cosa significhi invecchiare.

Quand’ero un giovane cronista, sulla mia scrivania c’era una bottiglia di whisky; oppure una fiaschetta in metallo, di quelle da viaggio, contenente qualche superalcolico.

Al giorno d’oggi, sulla mia scrivania c’è una tisana al finocchio, contro i dolori di stomaco ed i gonfiori addominali.

Ecco, la vecchiaia è questo.

 
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Abbassare l’età della punibilità per contrastare le baby gang

Post n°2029 pubblicato il 16 Gennaio 2018 da massimocoppa
 

ABBASSARE L’ETA’ DELLA PUNIBILITA’
PER CONTRASTARE LE BABY GANG

Siamo in piena campagna elettorale, per cui mi rendo conto che l’argomento “baby gang” è spinoso e presta il fianco agli equivoci ed alle strumentalizzazioni.

Ma quanto sta succedendo a Napoli è un problema serio, al di là della sovraesposizione mediatica. Ed a tal proposito: possibile mai che tutti gli episodi di violenza verso minori (e maggiorenni) messi in atto da bande di ragazzini stiano capitando negli ultimi giorni? In realtà è più probabile che il fenomeno non sia nuovissimo, ma piuttosto che adesso sia diventato “trendy” dal punto di vista mediatico.

In ogni caso, la questione è molto grave. Sembrano scomparsi i ragazzini di una volta. Gli analisti ci dicono che la situazione napoletana è particolare, perché al tradizionale lassismo dell’ordine pubblico tipico di questa città si sta aggiungendo l’abbassamento dell’età in cui si comincia a delinquere e la volontà, da parte dei baby teppisti, di mettersi in evidenza presso i veri camorristi.

Credo che ormai siamo arrivati al punto di dover riconsiderare, ma seriamente ed in fretta, la questione dell’età per la punibilità, che deve essere abbassata drasticamente.

Diversi esponenti delle forze dell’ordine e delle forze armate (anche i militari presidiano Napoli, a quanto pare inutilmente) affermano che molti di questi delinquenti in erba mostrano un’arroganza ed una spavalderia figlie della certezza dell’impunità. Impunità dovuta alla minore età.

Ecco, questo deve finire.

Se sei “adulto” e maturo abbastanza da concepire ed attuare un piano con cui eserciti violenza verso un povero Cristo, allora sei abbastanza adulto e maturo anche per il carcere; non il carcere minorile, non la struttura di affidamento o come diamine si chiami, ma il vero e proprio carcere: quello dei grandi. Il tutto, ovviamente, unito a processi veloci, magari attraverso strumenti semplificati, ed alla certezza effettiva della pena.

Vediamo se la prospettiva di vedere il cielo a strisce per degli anni spaventerà i teppistelli: io credo di sì!

Affidarli a genitori che sono peggiori di loro, fargli una ramanzina ed altre amenità del genere non serve più.

 
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Il triste Natale di una bambina malata, che vuole morire per smettere di soffrire

Post n°2028 pubblicato il 11 Dicembre 2017 da massimocoppa
 

IL TRISTE NATALE DI UNA BAMBINA MALATA, CHE VUOLE MORIRE PER SMETTERE DI SOFFRIRE

Su iniziativa dell’associazione di volontari “Società per amore”, i bimbi ricoverati all’ospedale “Pausilipon” di Napoli hanno mandato a Babbo Natale la classica “letterina”: solo che a fare la parte di Santa Klaus saranno gli stessi volontari, che acquisteranno e consegneranno i regali a questi piccoli dalla salute malferma.

La circostanza viene riferita dal quotidiano “Il Mattino”. Purtroppo, date le premesse, le lettere non sono allegrissime: per quanto l’infanzia abbia l’innata capacità di gettarsi alle spalle le avversità, c’è un limite di sofferenza psico-fisica oltre la quale, evidentemente, un cucciolo di essere umano non riesce ad andare.

È straziante e non può lasciare indifferenti il messaggio di una bambina ricoverata nel reparto emo-oncologico, orfana di madre; breve e quasi indecifrabile, perché scritto con grande fatica fisica: “Caro Babbo Natale – scrive la piccola – forse l’anno prossimo finalmente starò con mamma in cielo. Questo è l’unico pensiero felice che ho per questo Natale. Nonna sta male e ogni giorno si allontana da me. Mi sento sola e l’unico regalo che voglio è quello di andare via con la mia bambola di Frozen”.

E se vi viene da piangere nel leggere che il desiderio di una bambina è, semplicemente, quello di morire per finire di soffrire e ritrovare la mamma che l’ha preceduta… Beh, non ve ne vergognate. Io stesso concludo questo breve post cercando, con fatica, di rileggere quello che ho scritto, facendomi strada tra un sottile velo di lacrime.

 
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