Creato da: massimocoppa il 22/08/2006
"Ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati"


"There is no dark side
of the moon, really.
Matter of fact,
it's all dark"

Pink Floyd

 

DOVE SCRIVERMI

Puoi scrivermi su: massimocoppa@gmail.com

 
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

 

"Conosceremo una grande quantità di persone sole e dolenti nei prossimi giorni, nei mesi e negli anni a venire. E quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro: ricordiamo".

Ray Bradbury, "Fahrenheit 451"

 
 

Area personale

 

 
 

"And all this science,
I don't understand:
it's just my job,
five days a week...
A rocket man"

Elton John

 

Un uomo può perdonare
a un altro uomo
qualunque cosa, eccetto
una cattiva prosa

                     Winston
                        Churchill

 
 
 

Presto /
anche noi (…) saremo /
perduti in fondo a questo fresco /
pezzo di terra: ma non sarà una quiete /
la nostra, ché si mescola in essa /
troppo una vita che non ha avuto meta. /
Avremo un silenzio stento e povero, /
un sonno doloroso, che non reca /
dolcezza e pace,
ma nostalgia
e rimprovero
PIER PAOLO PASOLINI
 

 

 

 

 

Cazzarola!

 

 

 

Ancora una volta bocciata una donna, la Francia sceglie i poteri forti dell’alta finanza…

Post n°2015 pubblicato il 08 Maggio 2017 da massimocoppa
 

ANCORA UNA VOLTA BOCCIATA UNA DONNA, LA FRANCIA SCEGLIE I POTERI FORTI DELL’ALTA FINANZA…

Le elezioni presidenziali francesi sono finite come l’establishment, i perbenisti ed i burosauri di tutta Europa speravano, e così anche questa volta i radical-chic possono tirare un sospiro di sollievo.

Naturalmente non faranno tesoro di quest’altro scampato pericolo, così che dovremo ancora e sempre fare i conti con i diktat capotici di Bruxelles, che fra poco ci dirà pure quante volte al giorno dobbiamo andare in bagno.

Oggi i media sono la raffigurazione plastica della contentezza dei poteri forti europei per la vittoria di Macron. È un’allegria di naufragi che, però, non dovrebbe obnubilare il nostro ragionamento.

Queste elezioni sono state davvero tristi. Nonostante la varietà dei candidati, che consentiva un ventaglio di scelte molto più ampio della disastrosa dicotomia americana, che ha portato Trump alla vittoria, sono rimasti in ballo un candidato apparentemente impresentabile, Marine Le Pen, ed un “bravo ragazzo” che, purtroppo, ricorda tanto Matteo Renzi, seppur con una preparazione culturale e tecnica che il Renzi se le sogna.

I francesi hanno avuto paura di scegliere la Le Pen. Ancora una volta i veri problemi sul tappeto (l’immigrazione clandestina, la sicurezza e, soprattutto, la politica economica europea) slittano in sottofondo e rischiano di rimanere non affrontati. L’importante, ça va sans dire, era fermare gli xenofobi, i fascisti, i populisti. Marine Le Pen, secondo me, non è xenofoba e non è fascista: tuttavia paga il fatto di venire da un partito che, fino a ieri, è stato di estrema destra, anche se si è ripulito parecchio e, addirittura, si è assistito alla tragedia politico-familiare della figlia che caccia via il padre, Jean-Marie Le Pen, fondatore dello stesso partito, ma ormai un rottame imbarazzante e deleterio per l’immagine della formazione politica.

Inoltre, è un dato di fatto, certamente la Le Pen ha adottato toni di populismo anche becero: possono funzionare fino ad un certo livello, ma non portano all’Eliseo. Anche se questo teorema è stato universalmente valido fino alla vittoria di Donald Trump negli Stati Uniti: da allora ci si è resi conto che, seppur in teoria, un Grillo o un Salvini potrebbero diventare addirittura presidente del consiglio.

Oggi tutti gioiscono per la vittoria di Macron. Ma analizziamo il personaggio: Macron non viene da partiti tradizionali, ma è una candidatura creata a tavolino. È un tecnico dell’alta amministrazione, proviene dalla banca Rotschild (cioè il top della finanza mondiale) ed è graditissimo a banche, Borse e poteri forti. Con queste premesse, c’è veramente da essere contenti per la sua vittoria? Un tecnocrate di alto bordo, con frequentazioni d’elite, può davvero essere utile ai problemi della gente comune? Io non credo proprio!

Non dirà a chi non ha pane di mangiare brioches, ma poco ci manca. Non credo che farà nulla contro la dittatura del Fondo Monetario Internazionale, contro le rigide politiche di bilancio dell’Unione Europea, che non creano occupazione e reddito, e contro i meccanismi perversi del capitalismo finanziario: non è nelle sue corde, non è nel suo DNA.

La sua fortuna è stata che, dall’altro lato, c’era una donna dipinta come una strega dal tetragono potere dei mass media. Ancora una volta, mi viene da pensare, come è accaduto negli USA, si è preferito bocciare una donna, anche se l’alternativa non era esaltante.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

La madre di Leonardo era una schiava cinese? Il libro di Paratico ora edito anche in Italia!

Post n°2014 pubblicato il 02 Maggio 2017 da massimocoppa
 

LA MADRE DI LEONARDO ERA UNA SCHIAVA CINESE? IL LIBRO DI PARATICO ORA EDITO ANCHE IN ITALIA!

Ricordate quell’interessantissimo libro scritto da Angelo Paratico e relativo all’ipotesi che la madre di Leonardo Da Vinci fosse una schiava cinese?
Il suo autore ne parlò su questo blog, QUI.
Il libro è stato un fenomeno editoriale che ha ricevuto grande attenzione dai media stranieri ma, ovviamente, nella peggiore tradizione nostrana, non ha suscitato nessun interesse da parte di quelli italiani…
Molti scrissero, nei commenti, che non vedevano l’ora di poterne leggere un’edizione in italiano.
EBBENE, L’EDIZIONE ITALIANA È ARRIVATA!
Il libro si chiama “Leonardo Da Vinci. Un intellettuale cinese nel Rinascimento italiano”, è edito da Gingko ed è disponibile su tutti gli store di libri on line (Mondadori, IBS, La Feltrinelli, Amazon, ecc.), per ora in formato ebook e, fra qualche giorno, anche in edizione cartacea (ordinabile anche nelle tradizionali librerie “fisiche”).
Ad maiora!

AGGIORNAMENTO: L'edizione cartacea del libro è disponibile adesso su tutti i maggiori store on line, oltre ad essere, ovviamente, ordinabile in libreria.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Le mostruose tasse italiane ed i servizi che si riducono…

Post n°2013 pubblicato il 06 Aprile 2017 da massimocoppa
 

LE MOSTRUOSE TASSE ITALIANE ED I SERVIZI CHE SI RIDUCONO…

Ci voleva la Corte dei conti per ricordarci ancora una volta una verità che tutti constatiamo continuamente e che, personalmente, ha sempre il potere di irritarmi moltissimo: cioè che le tasse italiane sono tra le più alte del mondo.
Quasi la metà dello stipendio di un lavoratore dipendente va al Fisco.
Tuttavia io non sono un nemico ideologico della tassazione, perché mi rendo conto perfettamente che, con questi soldi, lo Stato e gli enti locali poi forniscono dei servizi.
Ma i problemi sono di due ordini: innanzitutto molti servizi lasciano nettamente a desiderare, e basterebbe pensare alla Sanità o alla situazione delle strade, per non parlare dell’assistenza.
Inoltre resta praticamente intatta l’enorme evasione fiscale italiana, anche questa tra le maggiori del mondo.
È di meridiana evidenza che, finché ci sarà troppa gente che continua a non pagare niente, quei poveri sventurati che non possono evadere dovranno essere tartassati ulteriormente per far quadrare i bilanci.
Un altro modo per far tornare i conti è quello di tagliare le spese. Purtroppo, però, con la parola “tagli” si intende, in realtà, non tanto ridurre gli sprechi, ma proprio i servizi in sé: col mirabile (si fa per dire) risultato che il prelievo fiscale aumenta, resta altissimo o diminuisce di pochissimo, mentre il livello dei servizi offerti non aumenta, non migliora e, addirittura, peggiora.
Una formula mostruosa che spinge il sistema-Italia al punto di rottura. Ma tanto, al governo, hanno altro da pensare: il destino di Renzi e le eventuali elezioni anticipate sono adesso l’argomento più importante…

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

La ribellione a Renzi? Troppo tardi

Post n°2012 pubblicato il 23 Febbraio 2017 da massimocoppa
 

LA RIBELLIONE A RENZI? TROPPO TARDI

La rivolta di alcuni esponenti del Partito Democratico contro il renzismo, cioè contro la gestione capotica ed autoritaria di Renzi è a dir poco patetica; ed è con dolore che lo affermo.
Ci sono state innumerevoli occasioni, negli ultimi anni, per bloccare “le magnifiche sorti e progressive” del renzismo, ed i vari Bersani, D’Alema, Cuperlo, Fassina, Gotor ed altri se le sono fatte sfuggire tutte. Ci sono stati momenti in cui la vita del governo e della gestione renziana dell’esecutivo e del partito erano appese al filo di una risicatissima maggioranza. Si poteva provare a bloccare tutto o, quantomeno, a rendere la vita difficile al dittatore in nuce. Invece, alla fine votavano tutti a favore dei provvedimenti renziani, seppur turandosi il naso (come avrebbe detto Indro Montanelli).
Affermavano di farlo per dovere di scuderia e per il bene del Paese: di quale bene parliamo? Della distruzione dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori e dell’introduzione del libero licenziamento? O dello scandaloso premio di maggioranza nella legge elettorale?
Questi signori hanno consentito la crescita del Frankenstein toscano ed ora, dopo essere stati usati ed umiliati, dopo aver adempiuto alla funzione di “utili idioti” di leninista memoria, finalmente si decidono ad andarsene.
Troppo tardi. Stanno facendo la figura del “vecchio che resiste” contro il “nuovo che avanza”: stanno cioè facendo il gioco della propaganda renziana.
I sondaggi li danno già per morti.
Renzi brinda alla loro salute: una zavorra in meno ed un figurone per lui.
Complimenti, che capolavoro!
Intanto, sempre secondo i sondaggi, il PD è a meno di un punto percentuale sotto i grillini. Com’è possibile che un partito che ha partorito il mostro renziano, che ha affossato i diritti del lavoro, che non è capace di risollevare l’economia e che ha cercato di stravolgere la Costituzione non subisca un tracollo nelle intenzioni di voto?! Davvero gli italiani vogliono Renzi ancora e nonostante tutto?!
Come direbbe Alberto Sordi nel film “Il marchese del Grillo”: “’O vedi che semo cojoni?”…

 

AGGIORNAMENTO AL 22 MARZO
Nuovi sondaggi ci dicono che, finalmente, il PD è calato vistosamente nelle intenzioni di voto. Vuoi vedere che gli italiani hanno pesato Renzi per quel che vale?
Il PD è stato ampiamente superato dai Grillini nei consensi.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Il capitalismo mondiale applaude la Cina e fischia gli Stati Uniti…

Post n°2011 pubblicato il 18 Gennaio 2017 da massimocoppa
 

Il mondo alla rovescia…
IL CAPITALISMO MONDIALE APPLAUDE LA CINA E FISCHIA GLI STATI UNITI…

Quando accadono queste cose, mi sembra di avere cento anni: mi sembra di essere un uomo di un’altra epoca. E forse lo sono veramente.
Il mondo va sottosopra, “c’è grande confusione sotto il cielo!”, avrebbe detto Mao Tse Tung, ma io non mi sento di aggiungere, come faceva lui, che “la situazione è eccellente”.
Lo stesso Mao, del resto, si sarà rivoltato nella tomba. Ieri sono iniziati i lavori del World Economic Forum a Davos, in Svizzera: quest’assemblea che rappresenta il capitalismo più capitalistico che ci sia, questo tempio della globalizzazione selvaggia, quest’accolita di manager che, probabilmente, pensano che i poveri, se non hanno pane, potrebbero mangiare brioches (come avrebbe detto, ma non è vero, Maria Antonietta alla vigilia della rivoluzione francese). Ovviamente sono presenti anche ministri e capi di governo di molti Paesi occidentali.
Questo palcoscenico di rampanti è stato inaugurato da un personaggio d’eccezione: nientemeno che il leader cinese Xi Jinping.
In un incredibile rovesciamento di ruoli, Xi Jinping, a capo di un Paese ancora formalmente comunista, ha difeso la necessità di avere un commercio internazionale libero: senza barriere, senza protezionismo.
Una chiara contrapposizione alle dichiarazioni di Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, cioè del Paese capofila del capitalismo mondiale, che invece vuole erigere barriere che proteggano l’industria ed il commercio americani dall’aggressività cinese.
Da un lato la Cina, una realtà economica ancora in espansione, con una enorme liquidità a disposizione e che ha in mano una percentuale enorme del debito pubblico americano… Dall’altro lato gli Stati Uniti, una realtà economica fortissima ma che non è più la locomotiva dell’economia mondiale.
I ruoli invertiti, il mondo al contrario… E i capitalisti di Davos hanno applaudito a scena aperta il “comunista” cinese e mugugnato contro il “capitalista” americano.
Naturalmente c’è un’evidente logica dietro tutto ciò: la Cina è oramai il Paese più capitalista del mondo ed ha tutto l’interesse ad espandersi senza confini e restrizioni, innalzando sul piedistallo un capitalismo selvaggio, senza regole. E gli Stati Uniti, invece, soffrono l’attivismo cinese e cercano di arginarlo. Tutto molto chiaro ma, nondimeno, sorprendente.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
« Precedenti Successivi »