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quarta puntata: continua dal post precedente. Venosa Venosa è situata nell'entroterra lucano che, a differenza della costa tirrenica della Basilicata, non è una zona fortemente turistica.
La Chiesa Vecchia ha una facciata molto semplice e squadrata, su cui padroneggiano due leoni ed è circondata dal verde. Uscendo dall'Abbazia si notano le altre due parti che costituiscono il complesso, ossia la sede abbaziale e l'incompiuta Chiesa Nuova (ormai nominata La Chiesa La Chiesa Nuova fu iniziata tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo, con il progetto di creare un'unica immensa basilica con la antistante chiesa vecchia. All'epoca l'Abbazia della Trinità contava infatti più di 100 monaci, rappresentando una delle più potenti entità religiose del Sud Italia, tanto da essere sottoposta solo alla Santa Sede. Attualmente l'intero complesso dell'Abbazia della Trinità è affidato all'Ordine redentivo della Santissima Trinità. Sulla destra dell'ingresso della Chiesa Vecchia si trova il palazzo abbaziale costituito da un piano terreno a portico, tutto arcate, e da un piano superiore caratterizzato da belle bifore e una trifora. fine della quarta puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso! FOTO 1 e 2: Complesso dell'Abbazia della Santissima Trinità |
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terza puntata: continua dal post precedente. Riorganizzando il regno di Sicilia, al fine di inglobare nell’obbedienza alla corona tutti i privilegi baronali e cittadini e, molto spesso, anche la nomina dei vescovi, Federico II fissò la sua dimora a Melfi, mentre altri manieri della Lucania, come quello normanno Federico II sarebbe arrivato a cingere anche la corona di Gerusalemme, in quanto marito di Isabella d’Inghilterra, ma la mancata partenza per la promessa Crociata, la conseguente scomunica di Gregorio IX, l’accordo con il sultano Malik-al-Kalim e l’avanzata dell’esercito pontificio, scatenarono focolai di ribellione nella popolazione locale contro i funzionari regi incaricati della riscossione dei tributi, episodi che vennero, di volta in volta, soffocati con pesanti ripercussioni non solo sugli individui coinvolti nei fatti, ma anche sulle città non allineate al potere imperiale. Con la morte di Federico II, sebbene fossero stati designati quali erede della corona dell’impero e del regno Corrado IV, figlio avuto dal matrimonio con Isabella d’Inghilterra, ed erede del principato di Taranto e di varie altre contee Manfredi, nato da un’unione illegittima, il papa Innocenzo IV intervenne per rivendicare la sua egemonia sul regno di Sicilia. Questo favorì la ribellione di baroni e città al potere centrale, al fine di ottenere maggiori autonomie.
Piegata da un potente sisma nella zona nord-occidentale nel 1664, la Basilicata stenterà a riprendersi per decenni. La situazione lasciata dal dominio dei Borboni in Basilicata, all’avvento del Regno di Italia, non si presentava positiva: l’analfabetismo era elevato, i contrasti sociali molto profondi e il processo di assimilazione al Regno, con la costruzione di scuole (per lo più recuperate da vecchi edifici, come conventi in disuso), palazzi per ospitare gli enti amministrativi e strade, stentava a decollare.
fine della terza puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso! FOTO 1: Castello di Lagopèsole |
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seconda puntata: continua dal post precedente. Cenni storici La Basilicata ha radici storiche molto antiche: una delle prime testimonianze di questa terra si trova ad Atella e risale al Paleolitico, mentre al Neolitico vengono datati i resti rinvenuti a Lavello. Intorno al XIII secolo a.C. alcuni commercianti micenei si avventurarono alla rotta di Metaponto e Scanzano Jonico e, grazie alla loro fortunata spedizione, iniziarono le migrazioni di greci che, nei secoli VIII e VII a.C., fondarono nuovi centri abitati nella terra che va da Napoli a Taranto, fino alla Sicilia: la cosiddetta Magna Grecia. Nell’età imperiale romana i fiorenti centri lucani, tra i quali Venusia e Heraclea, subirono un inarrestabile declino a causa dell’allargarsi del territorio paludoso e, di conseguenza, del diffondersi della malaria. Con l’arrivo dei primi monaci greci, nel VII secolo, si iniziò a sviluppare l’arte delle chiese rupestri, caratteristica di queste terre.
Il IX secolo, oltre alle incursioni saracene, assistette all’arrivo della regola di San Benedetto con la conseguente nascita di numerose abbazie, tra le quali quella celeberrima di Venosa, o San Michele Arcangelo a Montescaglioso e San Michele sui laghi di Monticchio. La morte dell’ultimo re della dinastia normanna scatenò lo schierarsi dell’aristocrazia laica ed ecclesiastica in due opposte fazioni: una a sostegno dell’imperatore di Germania Enrico IV, l’altra a favore del conte di Lecce Tancredi d’Altavilla. Nel 1194 ebbe la meglio il sovrano tedesco, così baroni, vescovi e feudatari si schierarono dalla sua parte, pronti, però, ad approfittare del periodo di instabilità a seguito della morte dell’imperatore e dell’insediamento sul trono di suo figlio Federico II, nato dal matrimonio con Costanza d’Altavilla, ancora minorenne. Anche in questa occasione il ceto influente si divise in due diverse fazioni: una a sostegno di Gualtieri di Bienne, mandato da Innocenzo III contro Diopoldo di Hohenberg, e un’altra a sostegno di governatori e interessi locali. Rientrato dalla Germania con l’assicurazione dell’appoggio dei grandi feudatari dell’impero, Federico II acquisì la corona imperiale a Roma e caratterizzò, con il suo dominio, tutto il periodo che va dal 1220 al 1250. fine della seconda puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso! FOTO: Castello di Melfi |
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La Basilicata è una terra ancora non conquistata dal turismo di massa, caratterizzata dalla presenza di ambiti naturalistici molto differenti: dalle montagne della dorsale
L’itinerario proposto percorre circa 66 chilometri, partendo da Venosa, cittadina sull’Appennino Lucano, al confine con la Puglia, abitata sin dai tempi della preistoria (come dimostrano le testimonianze presenti sia nel Parco Archeologico che nel Museo Archeologico Nazionale della cittadina) e colonia molto attiva dell’impero romano sin dal 291 a.C. Procedendo verso nord-ovest, mediante la Strada Provinciale Piano del Cerro prima e la Strada Statale Appulo Lucana poi, si giunge a Melfi, cittadina alle pendici del Monte Vulture, che ha origini medioevali, anche se il suo sito fu abitato già in epoca neolitica e, successivamente, nel periodo romano. Imboccando la Strada Provinciale ex SS93, quindi la Strada Statale 658 e, infine, la Strada Provinciale ex SS303, si giunge ad Avigliano, cittadina che le leggende fanno risalire al V secolo a.C., ma che appare, più probabilmente, nata tra la fine della Repubblica e l'inizio dell'Impero Romano, anche se è al Medioevo che risale il suo periodo di maggiore attività. fine della prima puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso! FOTO: Parco Archeologico di Venosa |
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Post proposto dal blog "Italiani Imbecilli". Lo spot che in questi giorni sta passando in tv è assolutamente Solo i meno attenti cadranno nella trappola, ma c'è da domandarsi: quanti sono i meno attenti in Italia? Crediamo tanti, perciò noi di 'Italiani Imbecilli' denunciamo le finalità e il costrutto di questo spot. continua a leggere sul blog "Italiani Imbecilli" |
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Inviato da: eticasa_flliquaranta
il 28/04/2011 alle 11:21
Inviato da: alfazioso
il 13/01/2011 alle 19:49
Inviato da: esplosivo_primario
il 19/08/2010 alle 09:30
Inviato da: AbSuRdUm9
il 31/05/2010 alle 09:13
Inviato da: alfazioso
il 29/05/2010 alle 17:05