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Post n°212 pubblicato il 21 Dicembre 2011 da Miliziano1
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Post n°211 pubblicato il 20 Novembre 2011 da Miliziano1
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Post n°210 pubblicato il 12 Novembre 2011 da Miliziano1
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Post n°209 pubblicato il 10 Novembre 2011 da Miliziano1
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Post n°208 pubblicato il 04 Novembre 2011 da Miliziano1
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Post n°207 pubblicato il 03 Novembre 2011 da Miliziano1
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Post n°206 pubblicato il 30 Ottobre 2011 da Miliziano1
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Post n°205 pubblicato il 28 Ottobre 2011 da Miliziano1
«Figliolo, viviamo in un mondo pieno di muri e quei muri devono essere sorvegliati da uomini col fucile... chi lo fa qusto lavoro? Tu? O forse lei tenente? Io ho responsabilità più grandi di quello che voi possiate mai intuire. Voi piangete per quel ragazzo e maledite i marines. Potete permettervi questo lusso. Vi permettete il lusso di non sapere quello che so io: che la morte di quel ragazzo, nella sua tragicità, probabilmente ha salvato delle vite. E la mia stessa esistenza, sebbene grottesca e incomprensibile ai vostri occhi, salva delle vite. Voi non volete la verità perché nei vostri desideri più profondi, che in verità non si nominano, voi mi volete su quel muro! Io vi servo in cima a quel muro! Noi usiamo parole come onore, codice, fedeltà. Usiamo queste parole come spina dorsale di una vita spesa per difendere qualcosa. Per voi non sono altro che una barzelletta. Io non ho né il tempo né la voglia di venire qui a spiegare me stesso a un uomo che passa la sua vita a dormire sotto una coperta di quella libertà che io gli fornisco. E poi contesta il modo in cui gliela fornisco. Preferirei che mi dicesse: la ringrazio... e se ne andasse per la sua strada. Altrimenti gli suggerirei di prendere un fucile e di mettersi di sentinella. In un modo o nell'altro io me ne sbatto altamente di quelli che lei ritiene siano i suoi diritti» |
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Post n°204 pubblicato il 23 Ottobre 2011 da Miliziano1
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Post n°203 pubblicato il 16 Ottobre 2011 da Miliziano1
Svenire, osare, essere furioso, brusco, dolce, liberale, defunto, vivo, leale, traditore, vile e coraggioso; non trovar fuori del ben centro e riposo, mpstrarsi allegro, triste, umile, altero, irritato, valente, e leggero, soddisfatto, offeso e ancor geloso; distogliere il volto al chiaro disinganno, bere veleno comeliquor soave, dimenticar l'utile, amare il danno; creder che un paradiso nell'inferno sta, dar la vita e l'anima a un errore; questo è l'amore: chi lo provò lo sa. [Félix Lope de Vega Carpio] |
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Post n°202 pubblicato il 18 Settembre 2011 da Miliziano1
E' decisamente l'amore il motore più infallibile per chi ha deciso di mettersi in viaggio; un amore quasi colpevole, se non di finire nelle mani di uomini che ne fanno strani artifici, che lo riducono spesso in gas, spesso in pura illusione. Io lo conosco da parecchio tempo l'amore, si può dire che siamo cresciuti insieme, poi abbiamo frequentato alcune scuole, dopo di che ognuno se n'è andato per la sua strada. Ne sento continuamente parlare: chissà se si ricorda di me, però, sono assolutamente certo che... che sta bene... anche quando si ritrova da solo... magari perché non riceve messaggi... telefonate... da nessuno... Peccato che sia così, perché l'amore è lì che aspetta; sarebbe così facile invitarlo una sera, trascorrere con lui qualche attimo, per chiarirsi, per ferificare se effettivamente si può fare senza. Conoscendolo sono sicuro che si aspetta un messaggio da noi, non lasciamolo aspettare troppo... Chiamiamolo... Contattiamolo... Viviamolo!!! |
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Post n°201 pubblicato il 14 Gennaio 2011 da Miliziano1
"Fratello Jacobo trasse dalla sua veste bruna, con sussiego, un frammento sottile di alabastro affumicato largo due pollici e alto la metà. «Dev'essere l'ora» sentenziò solenne dopo un'occhiata sapiente al sole, ormai non più vestito dei colori rosati dell'alba e alto un paio di palmi sull'orizzonte; e aggiunse, a voce forte: «Non fissate il sole a occhio nudo! Non permettete che lo facciano i bambini! Guai a chi lo farà!». «C'è da restar ciechi», commentava qualcuno; ma altri, con l'aria di sufficienza di chi la sa lunga, replicavano: «Macché! In un giorno come questo, nel disco del sole si possono vedere gli angeli, o San Luca, o addirittura il volto di Maria! ...» Un brivido percorse il popolo riunito sull'altopiano. Era paura: ma anche freddo. Non il solito freddo di un'alba invernale. Il disco solare apparve intaccato, sul margine destro, da un'ombra scura che si allargava come una grande macchia circolare: un mostro informe che stava inghiottendo la luce del giorno."
[L'avventura di un povero crociato] |
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Post n°200 pubblicato il 26 Settembre 2010 da Miliziano1
«Chi è questi che viene da Edom?
Egli da solo ha pigiato l’uva nel torchio. Vi giunse uno che parlò della vergogna di Gerusalemme e dei luoghi sacri profanati; Pietro l’Eremita, che flagellava con le parole, e fra chi lo ascoltò alcuni erano buoni, molti erano malvagi e molti non erano niente. Come tutti gli uomini in qualsiasi luogo.
Alcuni partirono per amore di gloria, alcuni perché erano infaticabili e curiosi, alcuni rapaci e lussuriosi; molti lasciarono il loro corpo agli avvoltoi della Siria, o furono dispersi in mare lungo il viaggio; molti lasciarono l’anima in Siria, continuando a vivere immersi nel peccato; molti tornarono indietro a pezzi, ammalati, costretti all’elemosina, trovando, giunti alla loro porta, che uno straniero aveva preso possesso delle loro cose; giunsero a casa screpolati dal sole dell’Est e dai sette peccati capitali della Siria…
E a dispetto di tutto il disonore, degli stendardi spezzati, delle vite spezzate, della fede spezzata in un luogo o in un altro, c’era qualcosa che essi lasciarono, ed era più che i racconti di vecchi nelle sere d’inverno. Solo la fede poté aver fatto quanto in ciò vi era di bene: l’integra fede di pochi, la fede parziale di molti. Non avarizia, lascivia, tradimento, invidia, accidia, gola, gelosia, superbia: non queste cose fecero le crociate, ma furono queste cose che le disfecero.
Ricordate la fede che trasse gli uomini di loro focolari al richiamo di un predicatore errante. La nostra è un’età di virtù moderata, e di vizio moderato, in cui gli uomini non deporranno la croce perché mai l’hanno presa. Eppure nulla è impossibile: nulla agli uomini di fede vera. Rendiamo quindi perfetta la nostra volontà. O Dio, aiutaci.»
(Thomas S. Eliot, Cori della Rocca, «Coro VIII») |
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Post n°199 pubblicato il 31 Luglio 2010 da Miliziano1
«Ma cantare, sognare, ridere. |
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Post n°198 pubblicato il 09 Maggio 2010 da Miliziano1
Si fanno i fatti tuoi, tu ti fai i loro e pare che tutto vada bene. Ti sembra che, se ti succede qualcosa, almeno non sei solo, che un fesso che ti dà una mano c'è sempre. E fesso sei pure tu, che qualche volta ti trovi a dare una mano a qualcuno, se non hai altro da fare. Fessi loro, fesso tu. Così, bene o male, si campa. Poi un giorno, arriva uno che ti racconta una cosa. Mentre parla ti guarda con gli occhi da cane randagio, quelli tristi che dicono: 'Sono un povero cristo, non faccio male a nessuno, mi aiuti? Non so che fare.' E t'ha fottuto: t'ha buttato addosso uno di quei carichi da novanta che si mangiano il sonno. Sicuro, come no, anche tu lo puoi fare, e chi dice niente? Ma il giorno che lo fai ti conviene star bene attento a dove tieni i piedi. Sa ce li hai già nella merda, cercati qualcuno che puzzi meno di te. Almeno sei certo che non sta già pensando a cosa ti chiederà in cambio. Lo farà, ci penserà, ma domani... E domani, poi, si vede...
[Il rasoio di Okkam] |
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Post n°197 pubblicato il 09 Gennaio 2010 da Miliziano1
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Post n°196 pubblicato il 25 Ottobre 2009 da Miliziano1
Cavallo bianco, armatura splendente, spada sguainata per salvare la damigella di turno: è così che ci immaginiamo il cavaliere medioevale. Eppure questi soldati a cavallo, che ebbero i loro precursori tra i Franchi dell'esercito di Carlo Magno (nel IX secolo), non erano come ce li descrivono le favole o le canzoni degli antichi trovatori. Spesso prepotenti e irruenti, non esitavano a rifarsi sui più deboli, al punto che la Chiesa fu costretta ad intervenire: vescovi e abati cercarono di imporre loro la cosiddetta "pace di Dio", la promessa, cioè, di non usare violenza contro contadini e di difendere i più deboli, pena la scomunica. Oltre che coraggio, chi aspirava a questa carriera doveva avere parecchi soldi: il costo dell'equipaggiamento equivaleva infatti a una piccola fortuna (tra cavallo, armi e armatura si arrivava al valore di una proprietà terriera). L'addestramento, poi, iniziava fin dalla tenera età: a 7 anni i nobili rampolli cominciavano a fare i paggi; il giovane cresceva tra combattimenti, cavalcate e battaglie; accudendo il suo cavaliere, diventava scudiero a 14 anni e a 21 riceveva finalmente l'investitura, durante una solenne cerimonia. |
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Post n°195 pubblicato il 18 Ottobre 2009 da Miliziano1
Hanno i fanti, per loro difesa, un petto di ferro e, per offesa, una lancia nove braccia lunga, la quale chiamano picca, con una spada al fianco piuttosto tonda nella punta che acuta. |
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Post n°194 pubblicato il 14 Febbraio 2009 da Miliziano1
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Post n°193 pubblicato il 31 Gennaio 2009 da Miliziano1
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Inviato da: puzzle bubble
il 03/05/2012 alle 14:00
Inviato da: dueoreper1Nick
il 10/11/2011 alle 23:08
Inviato da: dolceamore.maria
il 26/08/2008 alle 23:56
Inviato da: dolceamore.maria
il 24/08/2008 alle 16:06
Inviato da: Anonimo
il 09/08/2008 alle 17:59