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Creato da bottegadellearti2 il 26/01/2010

BOTTEGA DELLE ARTI 2

Il nostro desiderio è quello di essere una finestra sulla nostra città, e non solo.Ci interessiamo di tutto quanto è arte...., ma siamo anche sensibili al sociale.

 

ALT QVM -INTERACTIVE WEB SERIES

Post n°745 pubblicato il 28 Maggio 2012 da bottegadellearti2
 

 

ALT QVM -INTERACTIVE WEB SERIES - http://www.altwebseries.com

ALT QVM è una serie web interattiva che si propone di sfruttare al massimo le potenzialità di internet, offrendoti la possibilità di determinare alcuni accadimenti, non sarai più solamente fruitore passivo della storia, ma partecipatore attivo! Fin dall'inizio verrai messo di fronte ad una scelta: quale dei tre punti di vista ti piace di più? Quale storia ti sembra più accattivante? Nella puntata 1 starà a te scegliere quale dei tre filoni continuare a seguire.
Dal secondo episodio in poi, in ogni puntata, sarai messo di fronte ad almeno un bivio: in quel momento sarai tu a decidere il destino dei protagonisti, potrai cambiare completamente il corso della storia e addirittura la natura dei personaggi. Lo svolgimento della vicenda ti condurrà ad un primo evento live, in cui ti ritroverai faccia a faccia con i personaggi che fino a quel momento avevi visto solo attraverso uno schermo, con la certezza che, se si è arrivati a quel punto, è stato anche per merito tuo. Se sarai impossibilitato a partecipare al live potrai comunque seguire l'evento in streaming da casa tua quando vorrai. Successivamente potrai inviarci i tuoi suggerimenti per la risoluzione finale della serie; se ci darai delle buone idee le vedrai messe in atto nell'ultimo evento live, in cui diventerai un personaggio della serie.

ALT si propone come serie dinamica e anticonvenzionale, pensata e scritta appositamente per il web: verrà interamente girata con l'iPhone 4S, uno strumento moderno, quotidiano, che fa della dinamicità e della velocità i propri punti cardine.

Un cadavere viene ritrovato in un parcheggio: qual è il filo rosso che lega Connie, la figlia del morto, a Chiara, la ragazza che rinviene il corpo? E cosa c'entra la banda degli Emuli, un gruppo che compie azioni dimostrative che da quando si imbatte nel morto ha la sensazione di essere continuamente sotto scacco? Chi è l'uomo che Connie incontra poco prima della morte del padre e che sembra sapere sempre qualcosa in più di quel che dice? Cosa è successo nel 1991? Forse, a saperlo, siamo tutti noi: dipende solo dalla nostra scelta.

DA UN'IDEA DI CARLO FINESCHI.

PRODOTTO DA ALT QVM, L'ALBATRO, deGRADA E WORLD VIDEO PRODUCTION

SCRITTO DA CAMILLO VENTOLA, EDOARDO CIUFOLETTI, ANDREA IARLORI E CARLO FINESCHI.

CAST ARTISTICO: SARA ALLEGRUCCI, MATTEO BOLOGNESE, EDOARDO CIUFOLETTI, CARLO FINESCHI, ANDREA IARLORI, UGO MAURINO, FRANCESCO ROSSINI, ANDREA STANDARDI, ROBERTA TENUTI, MARCO VENIENTI, CAMILLO VENTOLA

e con GIUSEPPE CALAMUNCI MANITTA, FRANCESCO CASILLO, PINO DI PERSIO, CARA KAVANAUGH, VITO MANCUSI, ROMANO TALEVI,

e LA PARTECIPAZIONE STRAORDINARIA DI CHIARA RICCI E ALESSIO DI CLEMENTE.

REGIA: CARLO FINESCHI

MONTAGGIO: PAOLO RENDINA

FORMAT DESIGNER: GIACOBBE GAMBERINI

TRUCCO: ACCADEMIA PROFESSIONALE DI TRUCCO -ROMA

ENGINEERED: ILLUSIONETWORK

EDITING MUSIC: ERRICO CARCAGNI RUSPA, MORENO TURI

MUSIC by STEELA

UFFICIO STAMPA: YLENIA POLITANO

 
 
 

Verso l'ultima copia de "il CASALESE". Dibattito e Performance all'Asilo La Balena

Post n°744 pubblicato il 28 Maggio 2012 da bottegadellearti2
 

    • giovedì 31 maggio ore 18,00
  • Asilo La Balena (ex Asilo Filangieri – Forum delle Culture) Vico Giuseppe Maffei, 4 (San Gregorio Armeno) – Napoli


  • Compagnia di Teatro Experimenta e CentoAutori

    presentano

    Dibattito e
    Performance su “Il Casalese”
    (adattamento e regia di Riccardo De Luca)

    Sequestro immediato e distruzione di tutte le copie in vendita, oltre al risarcimento di un milione 200mila euro: questa la richiesta formulata al Tribunale di Napoli da Giovanni Cosentino, fratello di Nicola, nei confronti dei nove autori e dell'editore della casa editrice CentoAutori, per “le numerose false informazioni gravemente diffamatorie contenute nel libro “il CASALESE”, in particolare per quanto concerne false parentale attribuite con alcuni membri della famiglia del boss Schiavone”.
    Oggi nove giornalisti (Massimiliano Amato, Luisa Maradei, Ciro Pellegrino, Arnaldo Capezzuto, Corrado Castiglione, Peppe Papa, Antonio Di Costanzo, Enzo Senatore e Giuseppe Crimaldi) e l'editore Valente sono in attesa di sapere se il libro-inchiesta sulla parabola politica di Cosentino sarà sequestrato e se la loro opera andrà definitivamente distrutta. Ma l'attesa non implica un arrestarsi dei lavori e gli autori de “il CASALESE” non stanno a guardare: continuano ad organizzare presentazioni, sia nelle piccole librerie sia in tutte le altre sedi che coraggiosamente offrono i loro spazi alla discussione.
    Il 31 marzo, alle ore 18.00, presso l' Asilo La Balena (ex Asilo Filangieri – Forum delle Culture), un evento sarà dedicato a questo libro che tanto scalpore e interesse sta suscitando negli ultimi tempi. Si tratta di un'occasione per discutere della libertà di stampa ai nostri giorni, perché si tratterebbe di un grave arretramento di civiltà e cultura, se l'intento dei legali di Cosentino trovasse attuzione.
    A dare voce alle parole del libro saranno gli attori della compagnia Experimenta Teatro (Annarosa Confuorto, Milena Cozzolino, Elisabetta De Luca, Roberta De Pasquale, Gennaro Maresca, Annalisa Renzulli, Michele Romano), con una performance -come sottolinea il regista Riccardo De Luca, riprendendo le parole del libro - “dai tratti grotteschi e surreali”.
    Intanto i legali della famiglia del politico casalese non mancano di diffidare gli organizzatori di presentazioni e dibattiti. E proprio a questo riguardo gli autori hanno manifestato le loro maggiori preoccupazioni. Dalla pagina Twitter e dal suo blog, Ciro Pellegrino, uno dei nove giornalisti de “il CASALESE”, ringrazia per le attestazioni di solidarietà e aggiunge: "Ci tengo a dire un grazie, grande, a tutti. So che esiste l'attivismo virtuale e un twit, un like non si negano a nessuno. Io però sono abituato a ringraziare per tutte le manifestazioni di sostegno. E non mi sottrarrò, oggi, a questa regola. Non sono - non siamo - soli. Oggi ne ha scritto anche lo spagnolo El Mundo. C'è solo da fare molto tam-tam in rete per tenere alta l'attenzione. Ecco, io ho paura che qualcuno, per dire, si spaventi e decida di non presentare più Il Casalese. O di non esporlo più in libreria. Per questo c'è bisogno dell'aiuto di tutti, oggi più che mai”.
    Ogni presentazione de “il CASALESE”, oggi rappresenta per gli autori e l'editore la possibilità di vedersi supportati dalla Città. “Una pratica da nazisti”, così, nell'ambito della conferenza stampa tenutasi presso la sede dell'ordine dei giornalisti della Campania, alcuni autori hanno definito la paventata distruzione dei libri sgraditi al potere.



    Note del regista
    “Una storia dai tratti grotteschi e surreali”, scrive uno degli autori del libro. Credo che tutta la storia degli intrecci tra politica e camorra, istituzioni e malavita, servizi segreti e malaffare, non solo questa, sia TUTTA una storia dai tratti grotteschi e surreali e che anzi non sia affatto solo “dai tratti” ma sia INTERAMENTE una storia grottesca e surreale. La coproduzione di malaffare e politica, che ha fatto speciale la nostra Italia, si supera e dalla COMPENETRAZIONE si arriva alla CONSUSTANZIAZIONE: “’a stessa cosa”, tradurranno gli attori. Questi attori che fanno ministri, camorristi, magistrati, comuni cristiani, pro, contro, di tutto. Magari strappando un sorriso alla faccia delle lacrime che dovemmo versare leggendo storie come queste. Quello che hanno fatto gli autori giornalisti sul piano della concatenazione dei fatti, METTERE A NUDO IL RE, noi, teatranti, lo facciamo coi nostri modi, corto circuiti specifici degli artisti: pur seguendo i testi, i saggi degli autori, ci “allarghiamo” attraverso lo sbeffeggio, lo sberleffo, il commento, in questa performance, che prende i personaggi e li pone come nudi, come a casa, fuori dai paludamento protettivo delle dichiarazioni ufficiali, dei dibattiti legali e dalla più protettiva e distruttiva delle paludi: il parlamento, questo parlamento.

    Riccardo De Luca

    Intervengono all’incontro Mariano Anniciello (Presidente ARCI Napoli), Catello Maresca (Magistrato), l'associazione LIBERA contro le mafie e gli autori.

    Il Casalese – Ascesa e Tramonto di un leader politico di Terra di Lavoro
    Collana Fatti&Misfatti
    Pagine 255
    Euro 16,00
    www.centoautori.it

 
 
 

racconto: "SMOG" di Mimmo Bencivenga

Post n°743 pubblicato il 28 Maggio 2012 da bottegadellearti2
 

SMOG

 

http://www.youtube.com/watch?v=bA4B7-d691M

(apri il link e continua a leggere con commento musicale.)

 

 

Mattina, uffici in piena produzione e macchine della città a tutto motore.

L’uomo cammina per le strade col bel vestito, la 24 ore e l’impermeabile bianco. A vederlo si ha l’impressione che non sappia dove andare. Un dirigente, perso tra gli incroci del centro, sotto la pioggia intermittente e la nebbia di questo periodo invernale. Vaga senza meta, forse nell’attesa che quelli dell’Igiene Mentale lo vengano a prelevare e a portare nel suo ufficio presidenziale, attiguo alla sala riunioni.

Il traffico è il solito: incolore e ordinato; ognuno ha qualcosa da fare. Risolvere! Produrre!

Milano, mattina di lavoro, nebbia, solitudine indaffarata.

 

L’uomo si ferma avanti a un condominio moderno, è la prima volta che lo vede. Spinge il cancello ed entra. Il passo è incerto e il pensiero in qualche posto perduto, non ricorda neanche dove.

Apre il portoncino di vetro e ferro e si infila nell’androne del palazzo. Studia le luci al neon irregolari, la portineria vuota e il tavolo centrale -tipo fratino- con la poltrona dell’amministratore e le sedie per i colloqui coi condomini. Al centro tavola un vaso con fiori di plastica.

Meccanicamente sposta una sedia e siede. Posa la sua cartella di cuoio, la apre e ne trae una rivista per enigmisti. La poggia sul tavolo poi sceglie dall’interno della sua giacca  la penna stilografica d’oro.

Rimane un po’ poi inizia compilare qualche casella. Legge, pensa, scrive. Prima ha preso una gomma dalla borsa ed ha cancellato  le soluzioni che mette sua figlia di ritorno dalla scuola dove insegna. Lei usa i cruciverba per distrarsi dalla metropolitana e scrive a matita per poter correggere.

Dall’ascensore esce una condomina  tenendo il bambino per mano.

Vede l’uomo, si stringe verso la parete e strisciando    va via. Muta.  Lui non la nota nemmeno.

 

In sala riunioni sono quasi nel caos. Il tavolo lungo è occupato da dirigenti, ma manca il Presidente al capotavola. Le segretarie fuori non sanno cosa fare. Non hanno niente da battere sulle macchine automatiche e la vicinanza reciproca e i neon non le aiutano a distrarsi e a partire con la mente verso altri fantastici luoghi. Sono lì, parlano tra di loro, fanno congetture.

Cominciano a salire  impiegati dai piani inferiori, prima quadri poi dipendenti e quindi scrivani e commessi. Infine qualche operaio, con la chiave inglese che esce dalla tuta e lo strofinaccio per ripulirsi dal grasso e dall’olio.

La produzione è ferma. Il Presidente non si trova e sono tutti molto preoccupati. Poi allarmati.

La riunione continua assurda. E’ un coro di voci che si alzano nella speranza di riuscire ad ottenere il comune ascolto.

Uno qualunque si allontana dal tavolo e va verso la scrivania del Presidente. Alza uno dei telefoni e compone il numero.

“Si…… Si…. E’ grave!……Va bene….D’accordo, ma subito. Purchè si faccia subito…Anticipo e saldo…..Va bene, a fra poco”.

 

Poi torna al tavolo delle riunioni, rompe un bicchiere ed ottiene l’attenzione.

Intanto fuori è un continuo susseguirsi di capannelli e gruppetti. Sono operai, impiegati, quadri, segretarie e sindacalisti in ordine sparso ed a piccoli circoli che parlano tra di loro. Tutto lo spazio tra la direzione e il piazzale della fabbrica è preso. Le persone parlano piano come si usa ad un funerale, quando sono arrivati quelli dell’”Impresa” e tu attendi che esce la bara. 

 

Nel condominio il dirigente continua a risolvere rebus e cruciverba. Ma piano, studiando le parole e scrivendo con bella calligrafia e con movimenti ampi ed infantili.

I condomini pensano che si tratti di un amministratore unico, un capo, ma qualcosa non li convince e passano rasente ai muri. Non salutano e vanno via.

La cravatta è allentata, la borsa aperta e i suoi capelli sono in disordine. Quando non trova una soluzione le mani ci vanno dentro e lui rimane pensoso e assorto con la penna in bocca.

 

Nel cortile arriva l’Alfa. E’ una ammiraglia, grigia ma senza borchie alle ruote e ammaccata in più punti. In più sporca ed opaca.  Scende un uomo con lo stesso impermeabile bianco e “l’abito da lavoro”. Ha un cappello in testa, la barba trascurata e i baffi ben tenuti. Ha un sigaro spento in bocca. I gruppetti di persone si voltano e tacciono al suo passaggio ma lui non li cura. Entra diretto nella sala riunioni, seguito a ruota dalla segretaria che non è riuscita a trattenerlo. Lo aspettavano. Siede al posto del Presidente, col cappello e il sigaro e ascolta.

Si affannano tutti a spiegare, a raccontare e il detective non dice una sola parola. Il suo unico gesto è allungare la mano, intascare l’assegno, dopo averlo controllato, alzarsi e andare via.

 

Ritorna giù, prende la sua Alfa ed esce dal cancello. Si dirige spedito verso il condominio. Parcheggia l’auto in doppia fila, ma con la quattro frecce accese ed entra.

Lo trova lì, coi suoi cruciverba e l’orologio del tempo rotto, nella sua testa.

In quel momento è pensoso, quasi sgomento. Non riesce a trovare la risposta, la chiave.

Il detective siede affianco a lui, legge la didascalia e guarda il quadro, quindi si china al suo orecchio e gli dice una sola parola di quattro lettere: SMOG

Il dirigente, come se fosse arrivata al suo cervello da sola –perché neanche se ne è accorto del detective-, scrive poi preme il pennino con forza, fino a spezzarlo. Uno schizzo di nobile sangue blù esce dalla penna, macchia il giornalino, il tavolo, le sue  mani. Lui si guarda intorno e piano comincia a piangere. L’onda lo prende e allarga le braccia sul lago di inchiostro, ci poggia la testa e piange come quando era piccolo, singhiozzando e lamentandosi. Il detective gli poggia una mano sulla spalla, al centro, tra una scapola e l’altra e preme in modo ritmico seguendo l’onda del pianto. Non dice niente ma sembra che controlli  e quasi diriga quell’ orchestra di emozioni.

Il pianto dura molto tempo e alla fine il dirigente alza lo sguardo verso l’uomo vicino a lui, gli sorride. E’ sporco di blù; le mani, i polsini della camicia e della giacca, l’impermeabile. Trae un fazzoletto, si pulisce un poco poi inizia a riporre le sue cose nella borsa.

Infine si alza e appoggiandosi all’uomo esce dal palazzo. Alla porta incrocia la donna col bambino che, nel frattempo era corsa a chiamare l’amministratore.

Entrano nella macchina e si incamminano verso la fabbrica. Nel percorso parlano tutto il tempo, si scambiano confidenze, ricordi, si raccontano parti intere della loro vita. Diventano amici. E ancora parlano quando l’Alfa varca il cancello automatico del cortile e si ferma per la seconda volta avanti alla scala  degli uffici.

Gli impiegati ammutoliscono ancora e assistono a  quel colloquio come una televisione senza audio.

Poi i due scendono e si avviano  verso l’ultimo piano. I gruppi si sciolgono e si accodano, come l‘esatto contrario di un funerale.

Passando vicino alla sua segretaria personale, il dirigente sfila la mano dalla tasca e,senza allegria le dà la solita sonora pacca sul sedere che lei registra con un salto. Aveva messo la minigonna chiara. Errore fatale. Le rimane una mano nera all’altezza della chiappa sinistra.

La segretaria guadagna il posto subito dietro al suo capo, respinge gli altri e chiude la porta dietro di sé.

Il dirigente entra e siede al suo posto a capotavola. E’ sporco e spettinato, sfatto. Ma adesso c’è. E’ presente. Sa cosa fare. 

Comincia a parlare di sé, della sua vita, della perdita dei genitori  da ragazzo, dei suoi studi, del matrimonio e della bella casa, della macchina che deve cambiare perchè scade il leasing, della figlia insegnante che non trova marito, della moglie che ormai non desidera più e che ha un amante giovane e della sua casetta in montagna dove non riesce ad andare mai. E parla di quel cervo selvatico che ha viso durante una passeggiata.

 

Erano soli, lui e il cervo.

L’animale lo guardava e lui guardava ricambiando lo sguardo. Poi con una lentezza regale il cervo lo ha abbandonato e ha ripreso le sue occupazioni.

Ecco! E’ cominciato tutto da lì!

Il detective è rimasto tutto il tempo in piedi, con impermeabile e cappello. Ascolta, freddo. Queste storie già le conosce.

Poi allunga la mano intasca il secondo assegno, esce e guadagna il terreno nel gruppo compatto di impiegati e operai. Per ogni metro che percorre tra la gente, attorno a sé costruisce il silenzio.

Perfetto ed assoluto quando apre la porta della sua Alfa. Qualcuno ha pietà di lui e gli apre il cancello automatico….

 

 

In sala riunioni sono tutti diventati “umani”. Improvvisamente si sono aperte le porte dei ricordi di ognuno e fanno a gara, come prima, a parlare delle cose più intime, delle impotenze, delle corna messe  e ricevute, delle squadre del cuore, degli storici tornei di calcetto e cose profonde di questo genere.

Poi, il più svelto sposta piano piano la conversazione sulla produzione. L’argomento si fa strada e poco dopo, avanti alle maniche macchiate del dirigente si sciorinanano tabulati e grafici che illustrano il deficit per queste ore che “la macchina” è stata ferma.

Qualcuno con delicatezza gli sfila l’impermeabile, la segretaria con la “mano nera” gli prepara un amorevole caffè.

Mezz’ora dopo  il dirigente ripulito, è alla sua scrivania tra telefoni, segretarie e computer. Lui ordina, loro eseguono. Tra poco ci sarà la pausa pranzo.

 

 

Cosa era successo?

Nel centro di Milano, in una mattina lavorativa tra pioggia intermittente e un po’ di nebbia leggera, una macchina di produzione si è fermata per tre ore.

 

 

 

 

 

 

 

mimmo bencivenga  diritti riservati all'autore

 
 
 

La poesia della settimana, la "rubrica" di Casa della poesia, per iniziare la settimana nel modo migliore!

L'ultimo appuntamento del mese di maggio è dedicato ad uno dei più grandi poeti del Novecento, Pablo Neruda. La bellissima poesia d'amore "L'infinita", tradotta da Giuseppe Bellini, può essere come al solito, andando nel nostro sito, letta in originale e soprattutto ascoltata nella lettura dell'autore.
Alla prossima!



L'infinita

Pablo Neruda


Vedi queste mani? Han misurato
la terra, han separato
i minerali e i cereali,
han fatto la pace e la guerra,
hanno abbattuto le distanze
di tutti i mari, di tutti i fiumi,
e tuttavia
quando percorrono
te, piccola,
grano di frumento, allodola,
non riescono a comprenderti,
si stancano raggiungendo
le colombe gemelle
che riposano o volano sul tuo petto,
percorrono le distanze delle tue gambe,
si avvolgono alla luce della tua cintura.
Per me sei un tesoro più colmo
d'immensità che non il mare e i grappoli,
e sei bianca e azzurra e vasta come
la terra nella vendemmia.
In questo territorio,
dai tuoi piedi alla tua fonte,
camminando, camminando, camminando,
passerò la mia vita.

 


Leggi e ascolta il testo sul nostro sito web

Pablo Neruda
Pablo Neruda (Parral, 12 luglio 1904 – Santiago, 23 settembre 1973), poeta cileno, viene considerato una delle più importanti figure della letteratura latino americana contemporanea.
Il suo vero nome era Neftalí Ricardo Reyes Basoalto (per esteso, Ricardo Eliezer - o Eliecer - Neftalí Reyes Basoalto). Usava l'appellativo d'arte Pablo Neruda (dallo scrittore e poeta ceco Jan Neruda) che in seguito gli fu riconosciuto anche a livello legale. È stato insignito nel 1971 del Premio Nobel per la letteratura.



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Strage di Capaci 23 maggio 1992 - 23 maggio 2012

Strage di Capaci 23 maggio 1992-23 maggio 2012

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Giovanni Falcone

 


 
 
 
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