Creato da PassionAddict il 27/08/2009

BLACK

The nights, they are so long now

 

 

# 3

Post n°8 pubblicato il 02 Ottobre 2009 da PassionAddict

Avendoti per lungo tempo cercato e desiderato, sempre ti desidererò. Avendo per cento e mille giorni immaginato di toccarti, parlarti, camminare al tuo fianco, dormire e risvegliarmi vicino a te, sempre mi rimarrà il desiderio di te. Mi hai permesso di aggirare con facilità le tue difese e mi hai dato la possibilità di entrare nel tuo mondo, di capire i tuoi pensieri, di essere confidente dei tuoi segreti; hai voluto che ti guardassi e spiassi, anche in mezzo alla gente che di noi, nulla avrebbe potuto e nulla avrebbe dovuto sapere e abbiamo imparato a parlarci con gli occhi; sei stata mia complice ed alleata nei miei momenti difficili ed oscuri. Mi è persino sembrato di poter condizionare i tuoi pensieri e la tua volontà, perché hai eliminato ogni velo fra me e te; mi è sembrato di entrare nella tua vita, ad un tratto di conquistarla ed esserne il padrone; mi hai fatto sentire ubriaco di te, sordo a qualsiasi altro suono e mi hai accecato quando, dopo le lunghe e interminabili attese, finalmente ti incontravo e possedevo. Ero padrone di te ed oggetto nelle tue mani: da te dipendeva il mio respiro. Solo tu, l’unica capace di accelerare il battito del mio cuore e la velocità del mio sangue; solo tu l’unica capace di farmi sprofondare. Ora la mia vita si divide in due tempi: quello con te quello senza di te; uno il paradiso, l’altro l’inferno. Con te ho conosciuto l’estasi e mi hai fatto vivere come sotto l’effetto di potenti allucinogeni: sei stata la mia droga, la mia realtà dissociata e stupefacente. Ogni mia ansia per te e ogni mio dolore per te, in questi anni, mi hanno reso vivo. Ogni volta che ti ho infinitamente atteso, ogni volta che sprofondavo nella paura di averti già perso, solo per un piccolo ritardo o contrattempo, tutto in me viveva. Avrei potuto fare qualsiasi cosa per te, andando ben oltre qualsiasi mio limite: nulla mi avrebbe spaventato o intimidito. Persino affrontare tuo marito, per strapparti via da lui. I giorni passati senza vederti, senza una sola parola, mi hanno condotto sull’orlo della disperazione, mi son sentito quasi impazzire. Con te, anche lontana, ma sempre presente. Pur con la costante paura di perderti e di non averti mai più, pur con l’acqua alla gola o con il respiro strozzato dall’ansia, vivevo di te, di un tuo cenno o anche di un solo sguardo strappato fra la gente. Avendoti perso definitivamente, ora, mi sono perso anch’io. Il mio dolore sarà per sempre, oscuro e cupo, il male che ci siamo fatti è stato il trauma peggiore. Ma tu mi hai abbandonato. E se anche il mio amore non è affatto diminuito, anzi è diventato più forte, sono stato costretto ad andare avanti da solo. In questi mesi sono invecchiato di anni. Sono un’altra persona, un uomo diverso: per molti versi non vivo, ma vegeto. Tu eri la mia linfa. Sei ancora la mia droga e potrei ancora riuscire a cambiare il mondo, pur di vederti; potrei ancora galleggiare in un mondo artificiale, come ho fatto quando c’eri tu e potrei, ancora ubriaco e drogato, persino abbracciarti e baciarti le labbra…”

 on air

 

 
 
 

# 4

Post n°9 pubblicato il 04 Ottobre 2009 da PassionAddict

Mi piace guardarti camminare. Senti il mio sguardo addosso dove sono state le mie mani, poco fa. E’ come se camminassi al ritmo del mio respiro e dei tuoi sospiri. Vorrei ancora toccarti, mentre ti stai allontanando da me.
Le mie gambe. Le adori. Oggi le ho coperte di nylon sabbia con pizzo nero, un tocco sofisticato sotto la gonna di pelle nera; ai piedi le immancabili decolletè dal tacco vertiginoso. Un’immagine che ti eccita subito, appena salgo sull’auto. “Come sei bella, mi sussurri dopo avermi baciata. Incredibilmente arrossisco e abbasso lo sguardo. Le accavallo, lo spacco della gonna lascia intravedere l’alto bordo di pizzo delle calze. Il pensiero di accarezzare la pelle nuda tra i ganci del reggicalze provoca immediatamente una reazione tra le tue gambe.
Senti che ti osservo, mentre ti stai allontanando, l’amante clandestino. Il mio sguardo ti accarezza la schiena, il desiderio delle mie dita ancora sulla pelle, sui capelli. Quando ti sei rivestita li hai raccolti, lasciando la nuca scoperta: sai quanto mi piace baciarla, accarezzarla.
Stiamo per uscire dalla stanza. Ti passo davanti in silenzio, girando il viso verso la porta, pronta per scendere. Poi, mi volto, all’improvviso. Mi avvicino. Mi fermo a un palmo dal tuo viso. Ti guardo le labbra, gli occhi. Appoggio la mia bocca contro la tua aprendola appena. L’ultimo bacio. Ti abbraccio, ti stringo forte, il mio seno contro il tuo petto. Ho ancora il tuo sapore sulle labbra. Mi ritraggo. Sono di fronte a te e tra poco me ne andrò.
Cammini, tra la gente, avvolta ancora da quell’alone di sensualità che ti senti addosso e che solo io posso vedere. Cammini e vorrei raggiungerti, fermarti all’improvviso, da dietro. Bloccandoti i fianchi con le mani, spingendoti contro le pareti di qualche androne buio.
Mi guardi appena, adesso, mentre stai guidando. Io guardo fuori dal finestrino.
Sono confuso, viaggio avanti e indietro nel tempo, pensando a quello che vorrei ma già so che non potrò mai avere. Con te vorrei dormire, svegliarmi, mangiare, giocare, essere uomo e bambino, piangere per poi ridere. Vorrei scopare, fare l’amore, leccarti e morderti, legarti e abbandonarti, insultarti e adorarti, stringerti e segnarti, respingerti e riprenderti, andarmene e tornare. Amarti ed odiarti.
Accavallo le gambe. Cerco di trovare una posizione, nella tua vita e nella mia. Vorrei fermare il tempo. Sto per scendere dall’auto. Ti giri verso di me. Mi baci. Mi togli il fiato. Ti sussurro il mio saluto. Scendo. Mi guardi mentre me ne vado.
Vorrei fermare i miei pensieri e la tua figura che si allontana in un’ immagine, per poterli tenere sempre con me per portarli via.
Mi volto e ti guardo ancora, ti sorrido, anche se so che potrebbe essere l’ultima volta che potrebbe essere un addio.
Metto in moto e accendo la radio: ascolto un po’ di musica per sentirmi meno solo.

on air

 
 
 

Come posso dire se la tua voce e' bella.
So soltanto che mi penetra e mi fa tremare come una foglia e mi lacera e mi dirompe.

Karin Boye

 

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